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  • “In Alaska. Il Paese degli Uomini Liberi” racconta di Inuit e orsi polari

    “In Alaska. Il Paese degli Uomini Liberi” racconta di Inuit e orsi polari


    In Alaska. Il Paese degli Uomini Liberi di Raffaella Milandri

    La seconda edizione aggiornata “In Alaska. Il Paese degli Uomini Liberi”, di Raffaella Milandri, disponibile anche in EBOOK, tocca  le tematiche care alla autrice, attivista per i diritti umani: il rischio di estinzione dei popoli indigeni, la salvaguardia dell’ambiente, la necessità di “umanizzare” lo stile di vita moderno.

    In un viaggio in solitaria di oltre 10.000 chilometri in Alaska, l’autrice, attivista per i diritti umani, percorre  i sentieri dei cercatori d’oro, dei pionieri e dei cacciatori di balene. Lassù, ai confini del mondo, si imbatte in una natura umana forte e gentile, ma tocca con mano i risultati catastrofici del riscaldamento globale e delle crudeltà dell’Uomo Bianco.




    Le sue esperienze più intense sono oltre il Circolo Polare Artico, dove la solitudine tocca le vette più alte e il silenzio bianco regna sovrano.

    Sarà il capitano Roy, del popolo Inupiaq, ad aprirle le porte alle tradizioni antiche della sua gente, ma anche a rivelarle la dura realtà di un mondo senza scrupoli in lotta per il petrolio e per il denaro; un mondo dove l’orso polare — il gigante gentile dell’Artico— è tra le prime vittime di cambiamenti irreversibili.

    La edizione è pubblicata dalla Mauna Kea Edizioni, e la versione ebook è arricchita 16 pagine di immagini fotografiche a colori.

    “Un assaggio di libertà è guidare per 1000 km senza incontrare anima viva, e senza segnale sul cellulare.

    Ma la libertà vera, quella dello spirito, ha un costo molto alto.




    Purtuttavia, vale la pena di pagarlo”, dice la Milandri, che nel suo libro racconta due suoi viaggi avventurosi in Alaska, uno in estate e uno in inverno, tra “uomini liberi”.

    L’autrice aggiunge: “Il pericolo della natura selvaggia dell’Alaska è grande: oggi siamo impreparati a basarci sui nostri cinque sensi per sopravvivere. Lassù nel profondo nord, siamo inermi di fronte alla Natura signora e padrona, che senza pietà violiamo e dissacriamo ovunque nel mondo”.

    Postato da europrinters

  • Liberi di non Comprare”: il libro pluripremiato in seconda edizione e in ebook

    Liberi di non Comprare”: il libro pluripremiato in seconda edizione e in ebook


    Dice l’autrice: “ Dobbiamo cessare di essere consumatori e ridiventare persone. Per non essere più denaro,  o ciò che abbiamo, ma per essere di nuovo uomini”.

    LIBERI DI NON COMPRARE di RAFFAELLA MILANDRI

    Il libro di Raffaella Milandri, soprannominata la “scrittrice dei Popoli Indigeni”,  uscito in seconda edizione e in ebook per la Mauna Kea edizioni: “Liberi di non comprare. Un invito alla Rivoluzione”, continua a mietere successi e si riconferma quanto mai attuale anche durante la crisi planetaria del coronavirus.

    Anzi, si potrebbe aggettivare col termine “profetico”.




    Incentrato sulla decadenza della civiltà del consumismo con tutte le sue piaghe, il libro è un vero e proprio appello che ci accompagna attraverso una profonda  riflessione sul significato della vita stessa e dei suoi valori, incitando ad un cambiamento.

    Cambiamento che ognuno può applicare,  scrollandosi di dosso abitudini e convenzioni che fanno solo il gioco della èlite ricca del Pianeta.

    Attraverso il dialogo con Jesus, un senzatetto di New York, e con la saggezza millenaria di diversi esponenti di popoli indigeni, la Milandri mette a fuoco impietosamente come l’unica cosa che possediamo, il tempo della nostra vita, si trasformi in rivoli di denaro che defluiscono insensatamente  lasciandoci in solitudine e inappagati.

    Il libro contiene contributi di Renzo Paris, che parla di Pasolini e del suo “anticonsumismo” , e di Francesco Barbagallo, che fa una analisi storica dei “mala tempora” ; dice Barbagallo: “questo libro appassionato ribalta i luoghi comuni sui rapporti tra paesi avanzati e Popoli Indigeni”.




    Parla Raffaella Milandri: “Questo mio libro parla del consumismo come causa principale dell’inquinamento, della decadenza dei valori umani, della solitudine e delle discriminazioni sociali. E’ una opera che ho avuto urgenza di divulgare e che è stata premiata a concorsi letterari di prestigio. Le vittorie del mio lavoro sono un momento importante per riflettere sul futuro: è una responsabilità. Vuol dire che sono sulla strada giusta, e mi devo impegnare ancora di più, in maniera particolare nella divulgazione della letteratura etica, che abbia una funzione sociale e civile”.

    Nei suoi libri Raffaella Milandri promuove la cultura, l’identità e i diritti umani dei Popoli Indigeni, che vivono ai margini del “Progresso”, ma i cui microcosmi sociali e culturali rappresentano esempi preziosi di convivenza pacifica ed ecosostenibile. E sottolinea il progressivo indebolimento della società dei consumi, che appare in corsa verso la autodistruzione.

    Postato da europrinters

     

  • Esplorare l’India come detective per i diritti umani

    Esce il terzo libro in tre anni di una autrice che propone un nuovo genere: racconti di viaggio , dei suoi viaggi, come detective dei diritti umani. Dopo i Pigmei e i Nativi Americani

    (Io e i Pigmei, Polaris, 2011, e La mia Tribù, Polaris 2013) esce: In India. Cronache per veri viaggiatori di Raffaella Milandri (Ponte Sisto, 2014).

    La Milandri -scrittrice, fotografa e attivista per i diritti umani-viaggia in solitaria in remoti angoli di mondo per raccogliere prove e testimonianze di violazioni dei diritti umani dei popoli indigeni, quei popoli che, lontani dalla frenesia del mondo occidentale, ne sono spesso vittime allorquando, nelle loro terre, vengono scoperte risorse preziose all’ “uomo moderno”.

    E’ questo il caso degli indigeni di Niyamgiri, in Orissa: un ricco giacimento di bauxite ha sconvolto le loro vite pacifiche nei villaggi. Una multinazionale ha aperto una miniera per estrarre il minerale e e un impianto di lavorazione per trasformarlo in alluminio. Una montagna sacra alla gente dei villaggi viene violata dagli scavi e l’inquinamento distrugge piante, e uccide animali e uomini. Portare a galla la verità sarà lo sforzo della Milandri, detective instancabile: e saranno proprio gli indigeni a raccontarla e a svelare una realtà molto peggiore del previsto; a testimoniare, anche la tribù primitiva dei Dongria Khond. La situazione di Niyamgiri è tuttora in bilico e la miniera ancora minaccia i villaggi: il libro della Milandri è estremamente attuale e racconta una verità diversa da quella che dipingono i media. Ad arricchire il libro, preziosi consigli di viaggio per l’India, per come viverla fuori dagli schemi,

    e una serie di preziose immagini in bianco e nero. Dice l’autrice: “Un viaggio estremamente pericoloso, dove il fatto di essere donna mi è stato di estremo aiuto: sono stata sottovalutata e grazie a questo ho avuto accesso a luoghi inaccessibili e informazioni riservate”.

    Chi è Raffaella Milandri

    Dice Raffaella Milandri : “Viaggiare non vuol dire visitare luoghi, ma percepire l’animo dei popoli”. Scrittrice, fotografa e attivista per i diritti umani dei popoli indigeni, è viaggiatrice

    solitaria ed è stata accolta da tribù nei più remoti angoli di mondo.

    La Milandri si dedica alla scrittura, alla fotografia e ai reportage, intesi come strumento di sensibilizzazione e divulgazione sul tema dei diritti umani e delle problematiche sociali.

    Dice di sè: “Amo le persone semplici, e sono fiera di essere una di loro”. Raffaella Milandri si impegna in campagne informative e lancia appelli e petizioni attraverso conferenze, filmati, libri e interviste diffusi su media e social network. Varie le partecipazioni televisive e radiofoniche in Italia , numerosi gli articoli sui suoi viaggi, su quotidiani e riviste. I suoi viaggi in diretta su Facebook sono un evento mediatico molto seguito. Dal 2010 è membro adottivo della tribù dei Nativi Americani Crow, in Montana.

  • Prima visita ufficiale della Tribù Crow in Italia

    E’ prevista per i primi di giugno la prima visita ufficiale in Italia di una delegazione della tribù nordamericana dei Crow, la stessa che nel 2008 ha adottato Barack Obama.
    Il legame dei Crow con l’Italia parte da lontano, quando nel 1921 il Generale Armando Diaz fu adottato come membro della Tribù
    ( cit New York Times http://query.nytimes.com/mem/archive-free/pdf?res=F30813F73B5810738DDDAE0994D9415B818EF1D3 )
    Seconda italiana ad essere adottata è stata nel 2010 invece Raffaella Milandri, scrittrice, fotografa e nota attivista per i diritti umani dei popoli indigeni.
    Proprio in virtù di questa recente adozione, Cedric Black Eagle, Presidente uscente della Crow Nation, la moglie Audrey e la madre Mary Walks on Ice sono stati
    invitati dai Comuni della Riviera delle Palme, San Benedetto del Tronto e Grottammare, dove la Milandri risiede, ad una visita ufficiale che oltre ad
    avere lo scopo di uno scambio culturale che porrà in primo piano storia e costumi dei Nativi Americani, culminerà con la cittadinanza onoraria assegnata al capo Black Eagle.
    Ma la tribù dei Crow e in particolare la famiglia Black Eagle vantano una altra adozione molto prestigiosa: quella del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama.
    Nel maggio del 2008 infatti, durante la sua prima corsa al seggio presidenziale, l’allora senatore Barack Obama visitò la riserva Crow,
    dando un chiaro segno di interesse verso i nativi americani. In quell’occasione, Obama fu adottato nella tribù Crow da Hartford “Sonny” Black Eagle e la moglie Mary.
    (cit La Repubblica: http://www.repubblica.it/2008/01/speciale/altri/2008primarie/indiani-obama/indiani-obama.html )
    Dopo il 2008, Obama divenne Presidente degli Stati Uniti, e suo fratello Cedric divenne Presidente della Crow Nation;
    i due si sono incontrati in seguito alla Casa Bianca(foto), insieme al padre Hartford e a Mary Walks on Ice Black Eagle.
    Ha detto Mary, madre adottiva di Obama: “Quando lo adottammo, gli chiesi di ricordarsi di noi se fosse arrivato alla Casa Bianca.
    E lui mi disse:”Mamma, sarai là con me.”” Obama è stato fedele alla sua promessa: la famiglia Black Eagle ha visitato molte volte la Casa Bianca in molte occasioni.
    La storia dei Crow e della adozione di Obama è narrata nel libro di Raffaella Milandri “La mia Tribù”.
    Chiediamo alla Milandri, sorella adottiva di Cedric Black Eagle: ” Possiamo quindi dire che lei è sorella anche del Presidente Obama?”
    che risponde: “Nel senso che i Nativi AMericani danno alla adozione, sì, facciamo parte della stessa famiglia. Ma non ho ancora avuto modo di incontrarlo.
    Il senso reale della adozione è una fratellanza universale.”
    Si prevede una grande affluenza all’evento, che prevede un grande spazio per la cultura nativa americana e richiamerà molti appassionati.

  • Nuovo imperdibile libro sugli Indiani d’America

    La mia Tribù: storie autentiche di Indiani d’America” di Raffaella Milandri (edito da Polaris, maggio 2013) è ricco di bellissime immagini e di incredibili storie. E conferma, dopo solo un anno e mezzo dalla uscita de “Io e i Pigmei” (Polaris, 2011) la Milandri come valida autrice di opere sui popoli indigeni, e acuta testimone di violazioni dei diritti umani, che sono molto spesso specchio della nostra civiltà occidentale.

    La mia Tribù, presentato al salone Internazionale del Libro di Torino 2013, raccoglie incontri e interviste della Milandri sulle condizioni attuali dei Nativi Americani oggi, ma anche rivelazioni sul passato attraverso lo studio di 10.000 pagine degli archivi statunitensi. Dal Dawes Act, alla Legge dei Quarti di Sangue, alla sterilizzazione forzata delle donne Native Americane negli anni ’70, raccontata alla autrice da testimoni viventi. Le lettere degli agenti indiani bianchi

    che gestirono le riserve rivelano la loro corruzione, il loro razzismo e le loro opinioni sul “problema indiano”. Attraverso cerimonie, rituali normalmente esclusi ai Bianchi, e amicizie profonde, Raffaella Milandri viene adottata nella stessa famiglia Crow dove il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama fu adottato nel 2008. L’autrice ha modo di scoprire i grandi problemi di oggi nelle riserve indiane: suicidi, alcolismo, disoccupazione ma anche “perchè nelle riserve non ci sono banche nè Mac Donalds”.

    Un libro avvincente, imperdibile e rivelatore sui Nativi Americani che ne racconta anche leggende, tradizioni e folklore.

    “Il sentimento dominante nel libro è il senso di colpa per il peccato di essere bianchi” dice l’autrice. Le chiediamo il perchè del suo smisurato amore per i Popoli indigeni.

    “Tutto è iniziato quando ero bambina e leggevo i fumetti di Tex Willer, dalla parte degli Indiani.

    Tra l’altro ho avuto la fortuna di avere una amicizia proprio con il compianto editore di Tex, Zagor, Mister No: Sergio Bonelli, da cui ho appreso lo spirito per l’avventura, ma anche il senso di responsabilità di essere cittadina del mondo e la volontà di lottare

    contro le ingiustizie. I miei contatti con i popoli indigeni ai confini del mondo mi hanno arricchito tantissimo, loro sì che hanno lo spirito e le caratteristiche dell’Uomo, e hanno una nobiltà che ancora il denaro e l’avidità occidentale non sono riusciti ad intaccare.

    Vanno protetti e salvati, come ultimo patrimonio dell’Umanità.”

    Ecco il commento al libro di Dario Celli, giornalista Rai del TG2 :

    Ci sono molte cose che colpiscono il lettore leggendo queste pagine. Ma quella che mi ha colpito di più è la capacità di Raffaella Milandri di immergere chi legge in una realtà – quella dei Nativi americani- che mal conosciamo. Ma non solo.

    Ci sono pagine – e sono molte – che commuovono. Termine che letteralmente significa “mettere in movimento”. Sono pagine che toccano cuore e mente.

    Bene ha fatto, fra le righe (ma nemmeno poi tanto) Raffaella Milandri, a ricordare che la lotta di sopravvivenza dei Nativi americani non fu semplicemente fra coloro che abitavano quelle terre da millenni, e gli americani, ma che nella realtà è stata semplicemente una guerra fra i Nativi americani e l’uomo bianco.

    E cioè noi.

    La mia Tribù: storie autentiche di Indiani d’America aiuta a capire, a conoscere, ad immergersi in un mondo che l’uomo bianco (e cioè noi) ha cercato di annientare e sottomettere.

    Ma descrive anche l’orgoglio e la speranza di un popolo che riesce a conservare e tramandare la propria umanità e le proprie tradizioni, in nome della convivenza e della pace. Al punto di adottare, di accettare in famiglia, una donna entrata nella loro vita in punta di piedi.

    Messaggera venuta da un Paese lontano.

    Ecco il commento del giornalista e scrittore Fabrizio Buratto:

    La mia tribù è tante cose insieme: un punto di vista sul mondo, su se stessi e sul senso di appartenenza. Tu da quale parte stai? Sembra domandare Raffaella Milandri al lettore. La sua è una scelta chiara e consapevole, storicamente documentata: lei ha scelto gli indiani, come fece de Andrè nell’album che aveva in copertina la immagine di un indiano d’America. E gli indiani hanno scelto lei, accogliendola nella loro tribù. Se, con l’11 settembre, siamo stati tutti americani, questo libro può aiutarci a capire perchè siamo tutti indiani.

  • Giornata Mondiale per i popoli indigeni

    E’ partita ad aprile 2013 una importante iniziativa internazionale : la promozione della Giornata Mondiale dei Popoli Indigeni, attraverso una petizione popolare indirizzata all’ONU, al Presidente della Repubblica e al Papa Francesco.

    Il progetto, indetto dai Lions Club di San Benedetto del Tronto, Host e Truentum, è supportato da diverse Associazioni che si stanno dedicando alla raccolta firme.

    Ecco il testo della petizione, che va a supportare i diritti umani di oltre 300 milioni di persone nel mondo:

    ” Si richiede che la Giornata Internazionale, creata per due decenni e celebrata il 9 agosto, diventi Giornata Mondiale dei Popoli Indigeni riconosciuta in modo permanente e universale. Il patrimonio culturale, gli usi e le tradizioni, la religione, la lingua di questi popoli sono Patrimonio dell’Umanità e di tutti noi. I Popoli Indigeni sono in pericolo e a serio rischio di estinzione : a causa dello sfruttamento delle loro terre ancestrali e risorse , senza alcuna morale o scrupolo, i loro diritti umani sono stati violati continuamente, nei secoli passati e ai giorni nostri. Inoltre , sono vittime di un turismo dissennato e irresponsabile che li sfrutta senza dare nulla in cambio, tranne la violazione del diritto di essere rispettati nella loro terra madre.”

    Si ritiene un dovere per tutti gli esseri umani, le comunità private e le Pubbliche Istituzioni : proteggere i popoli indigeni e le loro tradizioni millenarie;

    aiutarli a conservare la propria identità, la propria lingua e la propria religione, nell’ambito degli Stati in cui vivono.

    La pace e la salvaguardia del nostro Pianeta possono essere assicurati solo attraverso il riconoscimento universale di tutti i diritti umani e dell’autodeterminazione di ogni Popolo e razza.

    La Giornata Mondiale dei Popoli Indigeni costituisce un doveroso e giusto atto di solidarietà verso i diritti fondamentali di questi Popoli, e

    porterà ai popoli indigeni una visibilità concreta e immediata, sensibilizzando l’ opinione pubblica mondiale ai loro seri problemi , oltre a sensibilizzare i Paesi dove vivono i Popoli Indigeni. Questa petizione è perfettamente in sintonia con quanto sollecitato dall’ONU in vista della Assemblea Mondiale dei Popoli Indigeni del 23 e 24 settembre 2014.

    Ecco l’appello di Raffaella Milandri, portavoce della iniziativa e nota attivista per i diritti umani dei popoli indigeni :

    “Pigmei, boscimani, indiani d’America, aborigeni, indios e mille tribù sono nostri fratelli che hanno nei secoli scelto una vita diversa dalla nostra: a contatto con la Natura, in sintonia con la flora e la fauna, al ritmo della Madre Terra. La nostra civiltà occidentale sta cercando di spezzare le ultime resistenze alla avidità di risorse naturali mettendo a rischio di estinzione questi Popoli: un patrimonio unico per l’Umanità. Ogni giorno in Asia, Africa, Oceania e nelle Americhe si svolge una battaglia silenziosa per la sopravvivenza: una battaglia pacifica di popoli che non hanno accesso ai comuni mezzi di comunicazione, che non possono “twittare” o scrivere su Facebook. I popoli indigeni nuotano affannosamente, per non affogare nell’abisso dell’estinzione ; ma i media li ignorano. Giustamente la nostra civiltà difende gli animali, ma anche i popoli indigeni sono trattati da animali:

    solo un secolo fa erano esibiti negli zoo, ma vengono messi tuttora in gabbia e addirittura i Pigmei sono stati cacciati come cibo dai guerriglieri in Congo, solo pochi anni fa. “

    Durante gli incontri programmati per questa campagna di sensibilizzazione verranno proiettate importanti testimonianze di violazioni dei diritti umani raccolte da Raffaella Milandri durante i suoi viaggi umanitari in solitaria.

  • Streghe e cannibali per il nuovo viaggio in solitaria della Milandri.

    Dopo aver vissuto con gli Innuit sui ghiacci, cercato acqua con i Boscimani nel Deserto del Kalahari , esplorato la foresta pluviale con i Pigmei ed essere stata adottata in una tribù di Nativi Americani, il nuovo viaggio della viaggiatrice in solitaria Raffaella Milandri si preannuncia

    estremamente periglioso. La fotografa e scrittrice si recherà ad agosto in Papua Nuova Guinea. “Una terra ai confini del mondo. -dice la scrittrice e fotografa-E’ ora per me di affrontarla.” Sulle 6000 lingue parlate nel mondo, 1000 sono parlate in Papua Nuova Guinea. Vi sono tribù dalle tradizioni incredibili, e gli ultimi cannibali vivono qui: l’estate scorsa ben 29 persone sono state processate per cannibalismo. In una Natura selvaggia, si sussuegono forti terremoti ogni giorno, dai 5 ai 7 gradi della scala Richter . A maggio 2013, nonostante le proteste dell’Onu, il Governo ha stabilito la pena di morte per stupri, rapine a mano armata e omicidi, onde scoraggiare la miriade di crimini che rimbalzano dalle città di Port Moresby e Mount Hagen fino ai villaggi più inaccessibili.

    Una terra crudele nei confronti delle donne: oltre il 50% sono vittime di stupri, e il 66% è vittima di violenze domestiche. E’ proprio dopo l’uccisione di una turista australiana e lo stupro di una ricercatrice americana, a maggio 2013, che il Primo Ministro Peter O’Neill ha portato avanti la pena capitale come mezzo di dissuasione . Esistono moltissime “gang” di uomini che fanno incursioni violente nelle vite degli abitanti della Papua Nuova Guinea, ma specialmente delle donne: pare che ben due terzi degli uomini abbiano partecipato almeno una volta a uno stupro di gruppo . Ma non finisce qui: il Sourcery Act è una legge tuttora in vigore che permette una pena indulgente a chi usa il rogo per stregoneria . E’ quindi frequente una “caccia alle streghe” che molte volte maschera una lite familiare o una vendetta personale. Le cronache riportano troppo frequentemente questi “assalti purificatori” in Papua Nuova Guinea.

    Chiediamo alla Milandri, attivista per i diritti umani, come si prepara a questo viaggio.

    “Innanzitutto, sono preoccupata e ho paura, ma sconfiggere la paura è il presupposto per avere coraggio. Sono estremamente curiosa di esplorare questa terra, ma userò il massimo della prudenza. Viaggerò in solitaria come al solito, mi porterò molte medicine e abiti informi e semplici per non dare nell’occhio. Vado alla ricerca soprattutto delle donne indigene di questo Paese, per farmi raccontare le loro storie. Il mio obiettivo è raccogliere testimonianze che aiutino le vittime.”

  • Dal fratello di Obama, poi a caccia di balene: in diretta su Facebook

    Il sogno, l’avventura.

    E’ una moderna eroina, viaggiatrice solitaria, fotografa, scrittrice ma soprattutto attivista per i diritti umani dei popoli indigeni.

    Ha visitato e raccolto testimonianze sui Pigmei, sui Boscimani, sugli aborigeni australiani, sugli Adivasi indiani , è stata adottata come sorella dal Presidente della Nazione Crow, Cedric Black Eagle. “Io sono la sorella adottiva, il fratello adottivo di Cedric invece è il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. “

    Adesso parte per l’ennesimo viaggio, che la porterà dalle Grandi Pianure all’Oceano Artico.

    Sarà un viaggio mediatico, con collegamenti radio e in livestreaming, e in diretta su Facebook.

    Questo il link dove sarà possibile seguire tutti gli aggiornamenti http://www.facebook.com/groups/186600868082438/

    “Ho tante curiosità e domande da fare, sia sulla vita attuale nelle riserve indiane e Innuit, sia sulla caccia alle balene praticata in modo tradizionale dai popoli indigeni sull’Oceano Artico”dice la Milandri.”Sono sempre accolta bene: mi tolgo le mie vesti di occidentale per indossare i panni

    dei popoli più antichi della Terra e per assorbire la loro incredibile capacità di vivere a contatto con la natura”

    Dopo la uscita del suo libro “Io e i Pigmei”, edito da Polaris, che ha raccolto ottimi risultati di pubblico e di critica , Raffaella Milandri scriverà durante il suo imminente viaggio il prossimo libro.

    “Io e i Pigmei? E’ una storia incredibile, dove prendo il lettore per mano alla scoperta di scottanti verità, senza censure e senza buonismi”

    Qui il link alla sua ultima partecipazione in Rai http://www.youtube.com/watch?v=UftvTztqXFA a Tg2 Insieme, condotto da Maria Concetta Mattei e Dario Celli

  • “Io e i Pigmei”: un libro senza censure. Successo di pubblico e di critica.

    Una eroina dei tempi moderni, avventuriera in nome dei diritti umani.

    “Un viaggio che comincia – descrive la giornalista Adelina Zarlenga – “dove finiscono le nostre certezze”. Un libro avvincente, ricco di testimonianze e di foto, in cui è racchiusa l’essenza della scrittrice: Raffaella Milandri, una donna tenace, capace di arrivare in capo al mondo pur di difendere i popoli più deboli. ”

    Con estrema trasparenza e semplicità, Raffaella Milandri, viaggiatrice solitaria, fotografa e attivista per i diritti umani dei popoli indigeni, svela nel suo libro la drammatica situazione dei Pigmei. E i disagi fisici e psicologici di un viaggio nel cuore dell’Africa “vera”.

    Dice l’autrice: “Mi sono trovata di fronte ad una realtà cruda e drammatica: nessuno protegge il Popolo della Foresta, che è vittima insieme alla Foresta stessa. I popoli indigeni assurgono al ruolo di agnelli sacrificali. I Pigmei , oggetto di una sistema­tica discriminazione da centinaia di anni, ora rischiano di scomparire. Per sempre. ”

    Scrive a tal proposito Raja James Sheshardi, della American University: “I Pigmei sono sfrattati e poi sfruttati; da molti Stati africa­ni non sono considerati cittadini e viene rifiutata loro la carta d’iden­tità, insieme a terra di proprietà, assistenza sanitaria ed educazio­ne scolastica. Forzati da Governi e multinazionale del legname a lasciare le foreste, loro terre ance­strali da sempre, hanno un destino di emarginazione, impoverimento e abusi”

    Nella recensione del libro “Io e i Pigmei” , su La Stampa, scrive Irene Cabiati : “Il libro riesce ad inquadrare la situazione di un Paese, il Camerun, con 280 gruppi etnolinguistici spesso succubi della stregoneria, allegri e fieri della nazionale di football , inevitabilmente destinati a perdere la ricchezza delle foreste: sulle banconote da mille franchi qualche funzionario creativo ha pensato bene di far stampare la macchina che taglia il legname. Come segno di progresso naturalmente. “

    Si legge in una recensione su Q Libri:

    “Ma i Pigmei ? Chi tutela i Pigmei ? La loro estinzione in quanto semplici uomini e’ autorizzata ? Strano mondo il nostro.”

    Il libro “Io e i Pigmei. Cronache di una donna nella foresta”, di Raffaella Milandri, è edito da Polaris . Qui il link all’avvincente booktrailer: http://www.youtube.com/watch?v=5sHZgaTRPOY

    La viaggiatrice, che ha visitato aborigeni australiani, boscimani, pigmei, adivasi e altri popoli, ha appena annunciato su Rai Due http://www.youtube.com/watch?v=UftvTztqXFA il prossimo viaggio che la porterà oltre il circolo Polare Artico, tra i popoli Innuit, a vivere con gli equipaggi della caccia alle balene, e a visitare la riserva degli indiani Crow, in Montana, dove la Milandri è stata adottata come sorella dal Presidente della Nazione Crow, Cedric Black Eagle. “Io sono la sorella adottiva, il fratello adottivo di Cedric invece è il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. “

    Condurrà una ricerca su storia e usanze dei Crow, nonchè sulla storia di Custer e del Little Big Horn dal loro punto di vista. ” Il mio prossimo libro sarà proprio su mio fratello e sul suo popolo” dice la Milandri

  • Lega del Filo d’Oro: per sostenere i sordociechi, un calendario della fotografa umanitaria Milandri

    Calendario Raffaella Milandri

    Presentato il calendario 2012 della Lega del Filo d’Oro, realizzato con foto donate da Raffaella Milandri: sono bellissimi scatti realizzati durante suoi viaggi in solitaria in Alaska, Tibet, Giappone, Botswana, ma ci sono anche alcune foto realizzate in Italia.

    “Sono rimasta profondamente colpita dall’amore con cui i ragazzi della Lega del Filo d’Oro vengono seguiti passo passo, escogitando per loro nuove forme di comunicazione e restituendo il sorriso a chi vive in una coltre di buio e di silenzio.” dice Raffaella Milandri, nota fotografa umanitaria e attivista per i diritti umani. La Lega del Filo d’Oro è una importante Associazione Onlus che non solo assiste e ospita sordociechi e pluriminorati psicosensoriali in diversi Istituti in Italia , ma crea per loro dei percorsi alternativi di apprendimento e dà supporto alle loro famiglie . Il calendario è una iniziativa di sostegno per la Lega del filo d’Oro, per acquistarlo si può andare sul sito

    http://www.legadelfilodoro.it/ oppure chiamare il numero verde 800.904450 .

    Raffaella Milandri riflette sul tema della comunicazione:

    “In molti si affaccendano ogni giorno per trovare forme più elaborate ed incisive di comunicazione.

    Al fine di conquistare voti elettorali, clienti, consensi, successo, denaro, c’è chi scalpella parole con efferata determinazione, calibra l’enfasi della voce, conia efficaci neologismi.

    Al fine di guadagnarsi affetto, conforto, comprensione, approvazione e riscuotere consolazione per il proprio ego , c’è chi invece si affanna alla ricerca di frasi simpatiche, inventa espressioni originali, escogita mimiche empatiche. Per scacciare la solitudine o per lenire un disagio interiore, ogni mezzo è lecito: tra le mura domestiche o in convivi amicali , nelle chat o in appuntamenti al buio, sul profilo di Facebook o su un blog.

    L’affanno di comunicare con il prossimo in genere non ha un reale impedimento: anzi più sono le attività ricreative, i social network , le occasioni festaiole, e più l’uomo del XXI° secolo pare disperdersi e poi racchiudersi in un muto urlo di dolorosa solitudine. Più cerca di parlare, di comunicare, di esternare il proprio pensiero e i propri sentimenti, e più l’uomo del XXI° secolo si rende conto che il prossimo, perso dietro sè stesso, non è capace di ascoltare ed è teso nello spasimo di affermare il proprio io.

    Per i ragazzi della Lega del Filo d’Oro, invece, comunicare è un problema reale e concreto: avvolti in una coltre di buio e di silenzio, i ragazzi sordociechi non vedono, non sentono e non parlano.

    La pulsione di comunicare all’esterno è forte e urgente, e il senso del tatto è una grande risorsa attraverso la quale gli operatori della Associazione strappano sorrisi e grida di gioia.

    Quello alla Lega del filo d’Oro è un viaggio diverso, in un mondo lontano da noi anni luce eppure vicino e coesistente: un altro piano dimensionale, un universo parallelo di silenzio e buio, di suoni ovattati e di ombre.”

    Le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali hanno bisogno di tanta cura e attenzione per poter manifestare anche la più semplice e banale esigenza, e alcuni di loro necessitano anche di 3 operatori al giorno per avere la dovuta assistenza. Il Servizio Sanitario Nazionale copre solo il 40% delle spese sostenute dalla Associazione, il cui principale testimonial è Renzo Arbore.