Tag: metodo di studio

  • metodo di studio : UN METODO DI STUDIO PER NON DIMENTICARE O PER COMPRENDERE?

    UN METODO DI STUDIO PER NON DIMENTICARE O PER COMPRENDERE?

    Oggi vi sono in giro tanti “cosiddetti” metodi di studio.

    Ora se per “un metodo di studio” intendiamo un qualsiasi sistema per apprendere qualcosa va bene, ma se alziamo l’aspettativa a un metodo di studio che tratti, e risolva qualsiasi aspetto problematico che qualsiasi persona possa avere con un qualsiasi soggetto trattato fino a renderlo applicabile”, beh, è un’altra storia.

    Prendiamo in esame un metodo di studio che aiuti a non dimenticare (cioè a memorizzare), un metodo di studio che faccia solo questo sarebbe “mortale” o comunque potrebbe creare qualche “problemino” alla persona che lo usa, perché un metodo di studio che faccia solo memorizzare le cose creerebbe “un pappagallo”. Quanta capacità di ragionamento ottiene una persona che ripete letteralmente le cose che sente o legge ma che non le capisce? Ritieni che sia un buon metodo di studio? Ti sarà capitato di fare uno scherzo ed il tuo interlocutore non ha avuto alcuna reazione o ha addirittura mal compreso? Potrebbe centrare un metodo di studio sbagliato? E la lite tra coppie o amici che “capiscono fischi per fiaschi”, cioè hanno sentito la parola ma le attribuiscono un “senso” inadeguato ? questo potrebbe provenire da un metodo di studio sbagliato? Si, un metodo di studio che non mette lo “studente” nella necessità e condizione di DOVER E POTER CAPIRE, ma mette l’enfasi solo “tenere a mente”.

    Alcune persone che usano un metodo di studio per memorizzare diranno: “ma certo che le persone che memorizzano capiscono e comprendono pure, è un metodo di studio comprovato”, questo “potrebbe essere vero” ma possiamo anche fare una prova e verificare quante parole comprendono realmente e paragonarle a quante ne comprendono qelle che usano un metodo di studio che si basa sulla comprensione di ciò che viene studiato.

    Guardiamo ad un altro metodo di studio, quello che si basa sul subconscio, cioè un registratore che va avanti con l’argomento da apprendere mentre lo “studente” dorme, hai mai provato? Che risultati effettivi ti ha dato un tale metodo di studio? Non sono ne voglio essere derisorio, voglio solo dire che un metodo di studio deve rendere la persona più capace e “sveglia”, un metodo di studio deve portare capacità di differenziare e capacità di afferrare il senso delle cose, un metodo di studio deve ATTIVARE LA MENTE della persona, e temo che il ricevere passivamente informazioni in uno stato di sonno non sia il massimo. Per quanto ne sappia io nessun vero e bravo studente o genio ha mai studiato a “mente spenta”. Pertanto io personalmente non ti consiglio un metodo di studio di questo tipo.

    Un metodo di studio basato solo sull’imitazione è anch’esso limitato, perché un metodo di studio di questo tipo avrà molte cose che non potranno essere trattate e nei tempi moderni tale metodo di studio sarebbe assolutamente impossibile, servirebbe solo per qualcosa di specifico e limitato.

    La comprensione e la capacità di mettere in pratica sono i fondamenti di un metodo di studio vero.

    Ti sei mai trovato in difficoltà nello studiare o apprendere qualcosa? Un metodo di studio ti dovrebbe anche insegnare come uscire dai pasticci, un metodo di studio vero ti darebbe tutto quel che ti serve per risolvere qualsiasi difficoltà e per farti avanzare con certezza, soddisfazione e voglia di continuare. Questo sarebbe un metodo di studio di valore, vero?

    Scopri il metodo di studio più potente che io conosca (per quanto ne so è il più completo e funzionale al mondo).

  • Gli studenti e la tesi di laurea. I laureandi temono burocrazia, note e cavilli

    Con l’autunno l’anno accademico volge al termine ed arriva il tempo per molti universitari della sessione di laurea. La discussione della tesi è una tappa che conclude la carriera universitaria e per molti studenti rappresenta un agognato traguardo. Universitalia, centro che offre supporto per la preparazione degli esami, ha indagato su opinioni e umori dei giovani laureandi scoprendo che ad alimentare timori e insicurezze sono soprattutto gli aspetti burocratici (per il 38% degli intervistati) e le regole formali a cui attenersi, come note e bibliografia (33%).

    La difficoltà di reperimento di moduli e documentazione, la disinformazione sulle scadenze e sulle date di consegna fanno sì che i laureandi si portino dietro fino a poco prima della discussione timori e incertezze.

    “Alcuni studenti vivono la tappa finale con la gioia di dire finalmente basta a lezioni ed esami. Alcuni, soprattutto in questo periodo, temono di non essere impegnati a breve in un’occupazione compatibile con la formazione lasciata alla spalle. Ma la maggior parte dei giovani vive questo momento con disorientamento su molti aspetti chiave del progetto, spesso con delle conseguenze sul voto finale” ha affermato Anna Prassino, responsabile marketing di Universitalia.

    A sorpresa, a preoccupare di più, non sono tanto i contenuti in sé, ma le parti per così dire accessorie e le regole formali a cui attenersi: oltre alla burocrazia, i maggiori dubbi riguardano la stesura della bibliografia. Buona parte degli intervistati (33%) ha confessato di non avere una preparazione adeguata per realizzarla in autonomia. Una altro problema è quello delle note bibliografiche la cui sistemazione risulta spesso ostica.

    Il rapporto con il proprio relatore è un altro argomento controverso: il 18% avrebbe bisogno di maggiore tempo a disposizione da parte del docente per comprendere al meglio il lavoro da svolgere.

    “E’ buona regola prendersi il giusto tempo per decidere quale deve essere la materia della tesi e valutare, in accordo con il docente, l’argomento da approfondire. Un’accurata revisione del materiale utilizzato per sostenere l’esame potrebbe essere un ottimo metodo di studio per aiutare lo studente nella stesura dei contenuti e nelle scelte formali” rivela Anna Prassino.

    Il momento meno temuto risulta essere quello dell’esposizione in pubblico del lavoro. Solo l’11% degli studenti, infatti, teme di non arrivare adeguatamente preparato al momento della discussione finale, nonostante la commissione d’esame possa porre delle domande inaspettate.

    “Spesso il momento dell’esposizione viene vissuto con soddisfazione dal laureando, visto che segna la conclusione di un percorso faticoso. Tuttavia, anche in questa fase, nulla va lasciato al caso. E’ bene preparare accuratamente la presentazione del lavoro, anche se si è convinti di conoscerlo a menadito. In queste occasioni, infatti, l’emotività può giocare brutti scherzi, tanto da non far rendere al meglio il nostro studio” conclude Anna Prassino.

  • Studenti e tempo libero

    Prima il dovere e poi il piacere, recitava un vecchio proverbio. Eppure non sempre gli studenti si trovano d’accordo. Nonostante gli impegni di studio, e spesso anche di lavoro, gli universitari italiani non vogliono rinunciare a godere del loro tempo libero. Anche se questo può comportare delle difficoltà durante il percorso accademico.

    Secondo uno studio condotto dal centro di preparazione esami Universitalia, sono sempre di più gli studenti part-time, ovvero coloro che, durante i giorni feriali, si dividono tra studio, lavoro e attività ricreative.

    “Gli studenti italiani non possono di certo definirsi degli studenti a tempo pieno. La maggior parte, infatti, svolge delle attività lavorative a carattere saltuario che occupano almeno 15 ore settimanali. Questi impegni collaterali riducono il tempo da dedicare ai libri che deve essere quindi ottimizzato per ottenere buoni risultati” spiega Anna Prassino, responsabile marketing di Universitalia.

    Ma se, in alcuni casi, dividersi tra studio e lavoro è una scelta dettata dalla necessità, lo stesso non può dirsi per il tempo dedicato al divertimento. Secondo Universitalia la maggior parte degli studenti universitari dedica delle ore prestabilite, durante i giorni feriali, ad attività ludiche e hobby.

    “Molti studenti si dedicano allo sport almeno due volte alla settimana. Un minoranza, invece, segue corsi di lingue o informatica. Una buona parte poi, pur non impegnandosi in attività prefissate, dichiara di dedicarsi ai propri interessi e passioni” afferma Anna Prassino.

    Gestire tutti questi impegni però non è sempre facile, soprattutto in vista della sessione di esami. Ad incontrare difficoltà sono soprattutto gli universitari che non hanno maturato un metodo di studio efficiente che permetta di ottenere il massimo risultato nel minimo tempo disponibile.

    Secondo Universitalia le parole d’ordine per riuscire a prepararsi a qualsiasi prova di esame sono pianificazione e organizzazione. Oltre a questo è necessario riservare uno specifico arco di tempo al ripasso e alla simulazione della verifica, magari anche in gruppo.

    “Quando si hanno molti impegni è necessario programmare lo studio in anticipo. Bisogna assolutamente evitare di caricarsi di studio a pochi giorni dall’esame. Il nostro cervello ha bisogno del tempo necessario per assimilare le nozioni. E’ meglio studiare con regolarità, sottoponendosi a delle autoverifiche costanti” spiega Anna Prassino.

    Per essere dei laureati modello, quindi, non è necessario chiudersi in biblioteca e rinunciare del tutto al divertimento. “Le pause e gli svaghi sono assolutamente necessari per uno studente. Servono a sfogare lo stress e a ricaricare le energie. L’importante è non abusarne e ricordarsi di seguire il proprio programma di studio con costanza, dedicando gli ultimi giorni prima dell’esame al ripasso dei concetti fondamentali” chiarisce Anna Prassino.

  • Studenti lavoratori


    In tempi di crisi, gli universitari si rimboccano le maniche e decidono di dividersi tra studio e lavoro. Sono sempre di più, infatti, coloro che durante il percorso accademico svolgono un’attività lavorativa, anche di carattere saltuario.

    Secondo una ricerca realizzata dal centro di preparazione esami Universitalia, almeno il 65% degli studenti ha svolto un’attività lavorativa durante gli anni di università.

    L’impiego più comune tra gli studenti lavoratori è quello di cameriere nei pub o nei ristoranti che riguarda ben il 18% degli intervistati. Seguono l’attività di addetto al call center (14%) e di promoter presso centri commerciali e supermercati (12%).

    L’8% si dedica al volantinaggio, mentre il 6% preferisce fornire ripetizioni ad altri studenti. Solo il 4% svolge l’attività di babysitter, commesso (3%) o segretario (3%).

    Per quanto riguarda il genere, gli studenti lavoratori sono equamente suddivisi tra uomini e donne, con una leggera preponderanza da parte dei ragazzi (52%). Nella distribuzione geografica, invece, si nota una prevalenza di studenti lavoratori del Sud (40%) e del Centro (36%). Probabilmente ciò è dovuto anche al fatto che gran parte degli universitari del sud Italia è fuori sede. Gli universitari del Nord, invece, rappresentano il 24% dei lavoratori.

    Nello specifico, a Milano, i ragazzi preferiscono dedicarsi all’attività di cameriere (24%), a Roma spopola il call center (27%) e a Napoli, invece, tiene il volantinaggio (12%) e l’attività di babysitter (11%).

    La maggior parte degli studenti dedica a questi “lavoretti” fino a 15 ore settimanali (56%), mentre il 35% sottrae allo studio dalle 15 alle 30 ore. Solo il 9% si impegna in un’attività lavorativa che occupa più di 30 ore alla settimana.

    Studenti part-time sono, in particolare, gli appartenenti alle facoltà umanistiche che rappresentano il 44% degli universitari lavoratori. Gli iscritti ad un corso ad indirizzo scientifico costituiscono, invece, il 23% di coloro che si dividono tra studio e lavoro.

    Nonostante il fatto che lavorino, molti studenti (56%) dichiarano di aver frequentato le aule universitarie per almeno la metà del tempo di svolgimento delle lezioni. Solo il 10% ammette di presentarsi soltanto durante la sessione di esame.

    Anche se i tempi di studio risultano ridotti, soltanto il 12% degli studenti lavoratori afferma che il fatto di dedicarsi ad attività lavorative incide negativamente sulla propria carriera universitaria.

    “Se si adotta un buon metodo di studio, il lavoro non rallenta affatto i tempi di conseguimento della laurea. Di solito i ragazzi che riescono a sapersi organizzare ottimizzando al massimo i tempi di studio, sono anche coloro che avranno una carriera migliore. Spesso un buon metodo di studio coincide poi con un’ottima capacità di gestione della mole di lavoro” ha dichiarato Anna Prassino, responsabile marketing del centro di preparazione esami Universitalia.

  • L’incubo dei test di accesso all’università


    Ormai le facoltà ad accesso libero si contano sulle dita di una mano e sempre più giovani si trovano ad affrontare prove di ammissione e test di cultura generale per guadagnare un posto sui banchi dell’università.

    Secondo il centro di preparazione esami Universitalia, tra le prove di ingresso più temute ci sono quelle della facoltà di Medicina, Psicologia ed Architettura. E per affrontarle, le future matricole sono costrette a trascorrere nottate sui libri anche in piena estate.

    “Per i neodiplomati non è semplice studiare per un test di ammissione ad una facoltà universitaria. Spesso non esiste un programma specifico su cui prepararsi, ma vengono indicate soltanto in modo sommario le materie su cui verterà la prova” ha dichiarato Anna Prassino, responsabile marketing di Universitalia.

    La cosa più importante, secondo il centro di preparazione esami, è stilare un programma e seguirlo con un metodo di studio definito, evitando di accumulare il lavoro nei giorni che precedono il test.

    “Bisogna innanzitutto raccogliere quante più informazioni possibili sugli argomenti della prova, magari facendo riferimento anche ai test degli anni precedenti. Una volta stilato un programma dettagliato di studio è importante diluirlo in tempi accettabili, riservando l’ultima settimana al ripasso generale”chiarisce la Prassino.

    Per dare il massimo, è necessario concedersi delle pause brevi, ma regolari. Per essere produttivi bisogna rispettare i propri tempi di concentrazione, approfittando dei break per stare all’aria aperta. “Lo sport può essere un ottimo aiuto per liberarsi dalla tensione – precisa Anna Prassino – e per concedere alla mente un momento di riposo. Ad esso va accompagnato un alto consumo di frutta e verdura. Da evitare, invece, i cibi pesanti che provocano sonnolenza.”

    Il ripasso in compagnia di altri studenti deve essere una fase non trascurabile del metodo di studio, soprattutto negli ultimi giorni prima del test di ammissione. “E’ consigliabile confrontarsi con altri studenti per testare il proprio grado di preparazione e per concentrasi su argomenti che potrebbero risultare ostici. In questa fase è bene dedicarsi anche alle simulazioni d’esame”.

    Ma prima di affrontare qualsiasi ripasso, lo staff di Universitalia sottolinea l’importanza dell’orientamento alla scelta della facoltà universitaria. “Se già durante la preparazione al test di ammissione, è chiaro che alcune materie risultano di scarso interesse oppure se la propria formazione pregressa non risulta sufficiente ad affrontare la prova, allora forse è bene riflettere di nuovo sulla scelta dell’indirizzo di studio” sottolinea Anna Prassino.

  • Attenzione alla scelta della facoltà universitaria


    Finiti gli esami di maturità, arriva il momento di decidere a quale facoltà iscriversi e non sempre gli studenti si rivelano pronti ad affrontare questa importante tappa.
    Il centro di preparazione degli esami universitari Universitalia mette in guardia contro le scelte affrettate, sottolineando come una valutazione sbagliata al momento dell’iscrizione sia la causa primaria dell’abbandono dell’università.

    “Molti neodiplomati scelgono la facoltà sulla base di ambizioni momentanee o perché convinti dalla famiglia o dagli amici. Ma questa scarsa assunzione di responsabilità viene pagata immediatamente al primo anno di università, quando gli studenti si trovano ad affrontare un carico di studi maggiore, con un metodo diverso rispetto a quello scolastico. Solo chi ha valutato attentamente le proprie inclinazioni e la preparazione pregressa riesce a superare questa fase di adattamento e a proseguire fino alla laurea” ha dichiarato Anna Prassino, responsabile marketing di Universitalia.

    Universitalia ha stilato così un vademecum per aiutare tutti i neodiplomati a non perdersi nel vasto oceano dell’offerta formativa e ad individuare la strada da percorrere.
    La prima cosa da fare è riflettere su quelli che sono i propri interessi personali, le proprie ambizioni e i settori per i quali si è naturalmente più portati.
    “In questo può sicuramente aiutare il dialogo con i professori delle scuole superiori – precisa Anna Prassino – che possono sostenere il ragazzo nell’individuazione delle materie sulle quali è meglio investire, facendo riferimento sia alla preparazione dello studente sia ai suoi interessi”.

    Un altro consiglio è quello di considerare l’andamento del mercato del lavoro per le professioni inerenti il corso di laurea prescelto. Universitalia suggerisce di far riferimento ai rapporti sull’occupazione dei neolaureati che vengono stilati ogni anno da organizzazioni e consorzi universitari. “Il neodiplomato deve considerare quali sono le sue priorità nella scelta di un lavoro. Se è più importante avere un contratto stabile, oppure se preferisce svolgere un mestiere creativo, ma con un rapporto di lavoro più flessibile. Bisogna considerare poi se si è disposti a viaggiare e magari anche a trasferirsi ”spiega Anna Prassino.

    Ma un altro fattore da considerare, che spesso non viene affatto preso in esame dagli studenti, è il metodo di studio acquisito. “Molti giovani si rivolgono ai nostri centri di preparazione proprio perché, durante gli anni scolastici, non hanno appreso un metodo di studio efficace.”
    La maggiore difficoltà, secondo Universitalia, sta nel riuscire a gestire autonomamente i carichi di lavoro. “Le matricole – prosegue la Prassino – hanno spesso difficoltà a rispettare i tempi e le scadenze. In questo modo, il giorno dell’esame si avvicina, ma la preparazione è scarsa. Prima di scegliere una facoltà, quindi, bisogna chiedersi: il mio metodo di studio mi permetterà di affrontare al meglio questa facoltà ? Se la risposta è no, come posso migliorarlo?”

  • Tecniche per memorizzare


    Oggi fin da bambini, da quando iniziamo ad andare a scuola, la società ci chiede di imparare e memorizzare alcune procedure o informazioni. Dopo crescendo le scuole diventano sempre più difficili, per non parlare del mercato del lavoro che necessita di personale con una formazione professionale sempre più approfondita, oltre alla capacità di stare al passo dei continui aggiornamenti della scienza e della tecnologia.

    Proprio per questo negli ultimi decenni si è cominciato a studiare il funzionamento del cervello ed i meccanismi che regolano la memorizzazione e l’apprendimento. I progressi in questo campo sono stati davvero notevoli negli ultimi anni e le recenti scoperte sulle potenzialità del cervello sono sorprendenti.

    Giacomo Bruno, uno dei più grandi esperti nel campo della formazione e della PNL in Italia, raccoglie nell’ebook “Lettura Veloce 3x” le strategie più moderne ed efficaci per memorizzare qualsiasi informazione a seconda delle necessità.

    Questo metodo, messo a punto dallo stesso autore, a differenza di molte tecniche del passato ha il vantaggio che è divertente e facile da imparare per tutti con poco esercizio. Analizza una ad una le fasi dello suo sistema per studiare al triplo della velocità: La preparazione interna, la preparazione esterna, la lettura veloce, la schematizzazione con l’utilizzo delle mappe ed i ripassi cadenzati.

    Se vuoi migliorare la tua capacità di apprendere e memorizzare informazioni visita:

    http://tecniche-per-memorizzare.eoltt.com