Tag: mercatino dell’usato

  • La vera ecologia


    Ecologia, tutela dell’ambiente, risparmio energetico….. Concetti complessi, eppure così importanti da spiegare e trasmettere ai più piccoli, nella speranza di costruire in futuro un modo di vivere più consapevole e responsabile. Come fare? Lo scorso 11 maggio tre classi di quarta elementare della scuola di Verderio hanno sperimentato una modalità di vivere la “gita d’istruzione” un po’ diverso dal consueto: in tre realtà differenti, con tre modalità differenti, hanno ascoltato, ma soprattutto hanno fatto esperienza di che cosa significa in concreto “fare ecologia” nella vita di ogni giorno.
    Il progetto nasce dalla collaborazione di tre realtà presenti nel territorio: la Cooperativa Di mano in mano, da dieci anni impegnata nel campo degli sgomberi, del riciclo e della rivalorizzazione attraverso due mercati dell’usato; la Cooperativa Gaia, che lavora su progetti di tutela dell’ambiente; la Fattoria Didattica Azienda Agricola Cascina Castellazzo, che dal 2006, in collaborazione con l’Ente Parco del Rio Vallone, accoglie scolaresche, dalla scuola dell’Infanzia fino alla scuola Media (circa 1200 presenze all’anno),proponendo progetti didattici per conoscere e soprattutto sperimentare diversi aspetti della vita agricola e a contatto con la natura e i suoi cicli.
    Il percorso proposto, dal titolo “ Ciclo, Riciclo, Triciclo“, aiuta i bambini a riflettere sul problema dei rifiuti, su quanto questo problema pesi sull’ambiente nel quale viviamo e suggerisce, attraverso delle esperienze a portata di bambino, delle possibili alternative.
    Si parte dalla Fattoria Didattica: qui, attraverso l’osservazione del ciclo erba-fieno/paglia-letame-concime-erba, si impara che la Natura non ha problemi di “smaltimento dei rifiuti”, perché i rifiuti semplicemente non esistono: tutto rientra in un circolo in cui niente va perduto, anzi, crea nuove condizioni per la vita. La visita ai campi e alla stalla si conclude con un piccolo laboratorio in cui, utilizzando vestiti di recupero e il fieno, i bambini costruiscono piccoli spaventapasseri, pupazzi, bamboline.
    Con le operatrici della Cooperativa Gaia, si affronta il discorso del rifiuto domestico, forse quello più vicino all’esperienza quotidiana del bambino: vengono presentate le tre grandi “R” che ci possono aiutare a costruire un mondo più pulito: Riciclo, Raccolta differenziata, Riduzione. I bambini sono stimolati a cercare nella loro esperienza esempi di come mettere in pratica ogni giorno le tre R: dal riciclo dei giochi alla scelta sugli scaffali del supermercato di prodotti che riducano l’impatto degli imballaggi: è meglio la bottiglia grande e di vetro di succo di frutta che tanti piccoli succhi in tetrapak ! Sotto forma di gioco, poi, i bambini imparano come funziona una raccolta differenziata corretta ed efficace. Anche qui un piccolo laboratorio: costruire giochi ed oggetti a partire da materiali di recupero, sbizzarrendo la propria fantasia.
    Per ultima viene la visita alla Cooperativa Di mano in mano: qui i bambini sono accompagnati a vedere tutto il percorso che gli oggetti recuperati nel momento dello sgombero fanno all’interno del nostro capannone di Cambiago. Nel cortile vedono come tutto quello che non è più riutilizzabile viene diviso per essere inviato nei centri di riciclo: vetro, metalli, legno, carta, tutto viene separato per ridurre al minimo la frazione che inevitabilmente finirà in discarica. Per dare un’idea ai bambini di quanto produca questo lavoro di smistamento e riciclo, i dati più “tecnici” vengono tradotti in termini più concreti e comprensibili, e così in un anno 3.900 q di legno diventano 1000 alberi di alto fusto, 1000 q di ferro e acciaio 125 Fiat Punto o 2.000 lavatrici, 420 q di vetro mezzo milione di bottiglie vuote, e con 1500 q di carta si potrebbero stampare 300.000 libri, che si aggiungerebbero ai 30.000 recuperati e venduti nel mercatino. Entrando poi nel capannone visitano prima i laboratori in cui mobili, oggetti, vestiti, libri, vengono esaminati, ripuliti, restaurati, rimontati, prezzati, per poi essere esposti e venduti nel mercato dell’usato. (Anche qui qualche dato: la Cooperativa sgombera circa 2300 locali d’appartamento all’anno e ne riarreda, con mobili, oggetti, suppellettili, libri, ecc, circa 1380). Quello che è importante per noi trasmettere ai bambini è il valore che sta dietro a tutto questo lavoro: imparare a dare valore alle cose, capire che quello che non serve più a me può servire a qualcun altro, scoprire la bellezza e la storia di oggetti, mobili e libri che ci parlano di epoche lontane. E così i bambini seguono la storia di un piccolo orologio che per tanti anni è stato appoggiato su una credenza a scandire la vita di una famiglia. Ora quella casa è vuota, nessuno ci abita più; vengono delle persone, prendono quell’orologio, lo imballano con cura, lo caricano su un camion e lo portano in Cooperativa. Qualcuno prende quel pacchetto, lo scarta, controlla che l’orologio funzioni ancora, lo pulisce, lo prezza e lo espone in mezzo a tante altre cose. Arriva qualcuno, lo vede, gli piace, lo compra e lo mette su un’altra credenza a scandire la vita di un’altra famiglia. Perché buttarlo via?
    La visita si conclude con una bella immagine: in mezzo al panorama un po’ squallido di una zona industriale, si può immaginare sul tetto del nostro capannone, trasformato in un enorme impianto fotovoltaico, un piccolo boschetto di 1000 piantine che crescendo contribuiscono a rendere l’aria che respiriamo un po’ più pulita.
    Alla fine del percorso i bambini hanno fatto domande, riportato impressioni. Qualcuno si è anche accorto che sia alla Fattoria del Castellazzo che nella Cooperativa Di mano in mano lavorano delle persone un po’ speciali, cogliendo con grande sensibilità quella che è un’altra importante caratteristica di queste due realtà: l’impegno nel sociale attraverso l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. E in fondo anche questo aspetto rientra bene nel tema della giornata: se è importante recuperare e valorizzare le cose, quanto più ha valore valorizzare ogni persona nelle sue caratteristiche e capacità. Bravi bambini !

  • Arredi di pregio


    E’ palpabile il clima di grande attesa tra vecchi e nuovi clienti per la ormai prossima Mostra dell’Antiquariato di Ottobre nella nostra sede di Cambiago, un appuntamento che è già un classico nel calendario delle nostre Fiere.
    Eccovi quindi in anteprima qualche assaggio di quello che troverete esposto nel nostro mercato il 18,19,21,23 e 25 Ottobre prossimi.

    I primi due pezzi che vi proponiamo ci portano in piena epoca Napoleonica: si tratta di una psiche e di un letto a barca che ben si prestano a rappresentare i canoni decorativi e architettonici dell’epoca Impero. In consonanza con lo spirito dei tempi che vedono la dirompente potenza delle armate napoleoniche travolgere l’assetto tradizionale della vecchia Europa, anche l’architettura del mobile deve esprimere forza e potenza e legittimare le aspirazioni imperiali di Napoleone: l’arte classica, sostegno ideologico all’Impero, e la “grandeur “ sono quindi i motivi ricorrenti che impongono nel mobile linee nette e robuste. Abbiamo così mobili lineari arricchiti da colonne, capitelli, cimase a timpano che ricordano i templi dell’antichità; le colonne reggono parti sporgenti e i piedi non sono più sinuosi e leggeri, ma a plinto oppure a zampa leonina.
    A livello decorativo i mobili vengono arricchiti con intagli che richiamano la mitologia greca o egizia: caratteristiche dell’epoca sono le sfingi, i cigni, i leoni e tanti altri riferimenti all’arte antica e ai suoi motivi.
    Nella psiche che proponiamo quest’anno si può ben notare come l’eleganza delle cornici e dei capitelli intagliati e dorati siano inserite architettonicamente in una struttura che richiama l’immagine del tempio: osservate come le colonne infatti sembrano sostenere tutto l’insieme del mobile.

    Nel letto con testiera a barca troviamo invece un esempio perfetto di quanto esposto sopra circa lo stile decorativo: in legno intagliato e dorato od ebanizzato si identificano sui fianchi il volto alato di Mercurio, sul fronte due sfingi che si fronteggiano, mentre al centro una biga con un putto come auriga è trainata da un leone; anche le gambe a forma di zampa leonina sono arricchite da volti felini.

    Altro arredo di gran pregio che troveremo in esposizione il 18 Ottobre è un grande salotto. Con questo arredo, ci spostiamo nel tempo alla seconda metà del secolo XIX, in un tardo Carlo X. I tempi sono cambiati e il gusto Impero è superato: ora troviamo canoni decorativi che richiamano altre epoche passate, mentre l’utilizzo delle essenze è influenzato dal gusto nordico dei vicini, e da poco non più invasori, austriaci. E’ un salotto di una nobile famiglia del nord: la leggenda familiare lo racconta commissionato per accogliere la regina a prendere il tè.

    Composto da divano a tre posti, otto poltrone, tavolo da pranzo ,tavolo scrittoio con alette, tavolino de tè ed una straordinaria vetrina a sei antine, è tutto lastronato in radica d’acero filettata in ebano e palissandro con diversi motivi intagliati nelle cimasine e nei braccioli.

    Mentre le poltrone e il divano sono retti da gambe tornite a torciglione la credenza presenta dei piedi a vasetto tornito ed intarsiato e il tavolo rotondo una gamba a fusto centrale intarsiata con grande eleganza. La finezza dell’arredo non è solo data dalla qualità dell’intaglio e dell’intarsio, di cui abbiamo un ottimo esempio sul piano del tavolo, ma anche dall’estrema raffinatezza e cura dei particolari: basta osservare l’interno della vetrina per rendersene conto. Insomma veramente un salotto degno di una regina!

    E dopo questo excursus nelle atmosfere e nel gusto dei secoli passati, torniamo al presente, anzi al prossimo futuro: vi aspettiamo dal 18 ottobre per gustare dal vivo questi e i tanti altri pezzi che verranno proposti in occasione della nostra Mostra dell’Antiquariato di Ottobre.

  • Tesori a Milano


    E poi dicono che oggi non
    c’è più niente di nuovo da scoprire!
    A chi, come noi, ogni giorno sgombera appartamenti ed affini in una città grande e piena di sorprese come Milano, può ancora accadere di scoprire tesori nascosti dagli anni nei posti più impensati.
    Può succedere che, svuotando un appartamento in una qualsiasi via del centro, si scopra una botola nel pavimento che porta ad un locale seminterrato, chiuso da decenni, e che si scopra che proprio lì lavorava uno scultore, attivo fino all’anno della morte, il 1943. Dalla polvere emergono alcune opere, un nome, una storia: è questo il lato più bello ed interessante del nostro lavoro.

    In quello studio lavorava CESARE RAVASCO, nato a Milano nel 1875, di famiglia di origine genovese, famiglia di artisti: il padre, Giacomo, era orafo e si era trasferito a Milano nel 1873 fondando un proprio laboratorio. Il figlio maggiore, Alfredo, segue le orme del padre e diventa uno dei principali esponenti dell’arte orafa e decorativa milanese del tempo, partecipando a partire dal 1906 a tutte le principali Esposizioni nazionali ed internazionali. Stretto il contatto con letterati e artisti di ogni genere, tra cui ricordiamo in particolare Giò Ponti, con cui Alfredo condivide poetiche e ideali artistici. In questo ambiente si forma e lavora Cesare. Tra le sue opere più celebri, il monumento “Alle tre arti consolatrici della vita” nella villa Pisani-Dossi di Como.
    Di lui abbiamo trovato nel suo studio alcune opere, probabilmente appartenenti a diversi momenti della sua vita creativa: partiamo con un importante altorilievo in marmo bianco (70 x 65) raffigurante una Maternità (sacra o profana?) attorniata da motivi floreali, di grande intensità nella scelta dello scorcio e nell’espressività del viso della madre. Allo stesso periodo risalgono forse le due placche in bronzo, in bassorilievo, una (29 x 25) raffigurante un cavaliere su cavallo alato che scaglia una freccia, datato 1918, e l’altra (15 x 10), di gusto più spiccatamente Liberty, raffigurante una fanciulla circondata da motivi floreali e intitolata “Rinascita”. Ad un’altra atmosfera culturale ci rimandano le altre opere ritrovate: un grande busto in marmo (altezza 50 cm.) ritratto di un uomo e soprattutto la testa di donna, che pare emergere dal blocco di marmo (40 x 40), appena sbozzata, e il delizioso busto di bambino che gioca, in bronzo (altezza 20 cm), che suggeriscono, pur con le dovute distanze, reminescenze dello stile di un Medardo Rosso, in quegli anni geniale punto di riferimento di una intera generazione di scultori. In mezzo alle opere di Ravasco, compare anche un importante lavoro di un altro scultore attivo a Milano nello stesso periodo (omaggio ad un collega ammirato?): si tratta di una figura intera, alta 54 cm, in bronzo, raffigurante un giovane nudo che lancia una granata: l’anno è il XVII dell’Era Fascista (1939) e la firma è quella di EROS PELLINI, figlio d’arte (il padre Eugenio è anch’esso un importante scultore), nato a Milano nel 1909. Dal 1930 Eros Pellini studia all’Accademia di Brera , dove ha per maestro lo scultore Adolfo Wildt e per compagni Fontana, Broggini, Melotti ed altri esponenti della vita artistica milanese del tempo. L’incontro con Wildt sarà importantissimo per la sua formazione artistica, al punto che alla morte del maestro, nel 1931, Pellini lascerà l’Accademia proseguendo da solo il suo cammino di artista.
    E al periodo di influenza del grande maestro risale certamente il nostro bronzo, di chiarissima impostazione classica, di gusto accademico, anche se non privo di impatto emotivo nell’impressione di energia e di forza che l’autore ha saputo infondere al corpo perfetto del giovane soggetto. In particolare l’espressione del volto, dai tratti allungati, sembra un tributo più esplicito ai ritratti dell’amato maestro.
    Queste opere saranno in vendita prossimamente nel nostro Mercatino dell’Usato nella sede di Cambiago.

  • Fiera del Bianco Antico


    FIERA DEL BIANCO
    Sabato 31 maggio
    Martedì 3 giugno Giovedì 5 giugno e Sabato 7 giugno
    presso il nostro mercatino dell’usato di Cambiago

    Apriremo i vecchi bauli delle nonne

    E’ un evento rivolto a tutti gli amanti delle cose d’altri tempi,
    che unisce la raffinatezza del ricamo fatto a mano
    con l’eleganza della casa moderna.

    Un vasto assortimento di copriletti in piquet con bordure in pizzo,
    lenzuola in lino o cotone con preziosi ricami,
    federe cifrate,
    asciugamani intagliati e ricamati,
    biancheria intima, tendaggi lavorati finemente,
    tovaglie in fiandra cifrate e
    preziosi pizzi di Cantù lavorati al tombolo, in filet e
    a punto riscascimento.

    Oltre all’allestimento eccezionale per la Fiera del Bianco
    come sempre potrete trovare una ricca esposizione di
    Antiquariato, Modernariato, Oggettistica,
    Libri e molto più di quello che potete immaginare.

    Cosa aspettate! E’ un’occasione da non perdere!

    Presso il MERCATINO DELL’USATO
    di Cambiago, Via Castellazzo 8

    Per informazioni contatta il nostro infoline: 02.33400800