Tag: materiali edili

  • Ecomake: materiali e tecnologie per l’edilizia sostenibile

    Criteri di accesso per la qualità ecologica dei materiali

    ECOMAKE, la prima mostra convegno internazionale sui materiali e tecnologie per l’edilizia sostenibile verificati e garantiti, organizzata da Piemmeti spa e dal veneto della Bioedilizia, si svolgerà il 17-18 febbraio 2011 in Fiera di Verona.

    I protagonisti di ECOMAKE saranno i Materiali quali: murature, cementi, malte, intonaci , pietre da taglio, pavimenti, legnami, infissi tutto quanto serve alla costruzione di un edificio in grado di garantire il benessere indoor e la sostenibilità ambientale; le Tecnologie del benessere quali: sistemi di schermatura e di illuminazione naturale, sistemi deumidificanti, impianti di climatizzazione, tetti verdi; le Lavorazioni e Processi che migliorano le prestazioni.

    Ecomake ha già riscosso grande interesse da parte degli operatori del settore dell’edilizia in occasione della presentazione ufficiale della fiera lo scorso 2 ottobre durante la “Borsa della Bioedilizia”.
    Le più importanti associazioni nazionali di produttori di materiali per l’edilizia, Associazione Italiana Zincatura, Andil Assolaterizi, Assorestauro, Assolegno-gruppo costruttori, hanno evidenziato l’importanza di aver contribuito a realizzare il Disciplinare tecnico, uno strumento capace di documentare la qualità biologica e l’ecosostenibilità dei prodotti e delle tecnologie.

    In un mercato in forte espansione in cui tutto in edilizia sembra essere diventato “Sostenibile” “Bio” o “Ecologico”, e in assenza di una regolamentazione nazionale, si è sentita la necessita di dotarsi di uno strumento in grado di definire i parametri con cui i prodotti per l’edilizia sostenibile possano definirsi tali.

    Ecomake, mostrerà solo quei materiali che, a fronte di medesimi criteri, documentino la loro qualità ecologica. Non intende sostituirsi a enti di certificazione, ma offrire ad imprese, progettisti, pubbliche amministrazioni e cittadini una vetrina di prodotti le cui caratteristiche siano dichiarate e tra loro confrontabili.

    Ogni produttore per poter partecipare ad Ecomake, dovrà compilare, per ogni prodotto che intende esporre, il disciplinare tecnico che verrà verificato da un comitato di valutazione e dovrà evidenziare il conseguimento di un punteggio minimo di ammissione.

  • 2° Forum Nazionale dei Geologi

    500 geologi da tutta Italia per il 2°Forum Nazionale a confronto sul Rischio Sismico.

    Questa volta sarà Firenze ad ospitare il Forum Nazionale dei Geologi, organizzato dagli Ordini Regionali e dal Consiglio Nazionale dei geologi italiani , giunto al secondo appuntamento. Il primo si svolse a Roma ed in quella sede i geologi rilanciarono con forza l’appello alla prevenzione sul fronte del dissesto idrogeologico. A Firenze , il 21 Gennaio 2011, i Presidenti degli Ordini Regionali , il Consiglio Nazionale dei Geologi completamente rinnovato con alla guida il nuovo Presidente , Gian Vito Graziano e le centinaia di geologi , focalizzeranno l’attenzione sul rischio sismico, in particolare sulle Nuove Norme Tecniche per le Costruzioni .

    L’Italia è un paese giovane dal punto di vista geologico, con catene montuose in piena formazione, per questo si verificano annualmente un elevato numero di terremoti, non tutti percepiti dall’uomo – ha affermato Roberto Troncarelli, neo – pesidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio – e risulta essere una delle zone più sismiche del mediterraneo. Le aree maggiormente colpite, in cui gli eventi hanno raggiunto il X e XI grado d’intensità della scala Mercalli, sono le Alpi Orientali, l’Appennino settentrionale, il promontorio del Gargano, l’Appennino centro meridionale, l’Arco Calabro e la Sicilia Orientale. Nell’ambito dei rischi naturali che caratterizzano il nostro Paese, il rischio di terremoti è quello con impatto sociale ed economico più elevato, per l’alta densità abitativa e la conseguente grande diffusione di infrastrutture. Per non parlare dei numerosi beni culturali antichi”.

    Troncarelli ha ricordato numeri importanti.

    “Secondo uno studio del CRESME – ha proseguito il presidente dei geologi laziali – che ha incrociato i dati della localizzazione delle scuole con le mappe sismiche della Protezione Civile, in Italia più di 20.000 edifici scolastici, pari al 46% delle scuole, e il 41% degli ospedali si trovano in aree ad elevato rischio di terremoti, per un totale di circa 4,7 milioni di utilizzatori. Napoli è la Provincia con il maggior numero di unità a rischio, La Protezione Civile valuta in oltre 100 miliardi di euro il costo cumulato dei terremoti negli ultimi 40 anni. La pericolosità degli eventi sismici risulta, purtroppo, amplificata dall’elevata vulnerabilità del patrimonio edilizio italiano: il 60% degli edifici è stato costruito prima del 1971 e la normativa antisismica è entrata in vigore nel 1974. Questo benché, come si è potuto osservare nel recente terremoto dell’Aquila, la vetustà non necessariamente implica un cattivo stato di conservazione delle strutture e di risposta alle sollecitazioni sismiche, ma è sicuramente indicativa della tecnica costruttiva e del non utilizzo di tecnologie antisismiche”.

    Dunque “la mappa della pericolosità sismica del territorio italiano nel corso degli anni è stata modificata più volte – ha continuato Troncarelli – quasi sempre aggiungendo aree in cui si erano verificati terremoti e che, per questo, acquisivano un certo grado di sismicità. Di conseguenza, benché la prima legge sulle costruzioni antisismiche sia del 1974, possono esserci edifici costruiti successivamente non conformi alla normativa antisismica perché all’epoca della costruzione l’area non risultava sismica. La sismicità di un dato territorio viene infatti attribuita a seguito di qualche evento sismico che l’ha coinvolto. In Italia l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, mediante l’analisi delle registrazioni della Rete Sismica Nazionale Centralizzata (RSNC), localizza dai 1700 ai 2500 eventi di magnitudo pari o superiore a 2.5 ogni anno. Dall’analisi della sismicità storica è emerso che in media in Italia ogni 100 anni si verificano più di 100 terremoti di magnitudo compresa tra 5.0 e 6.0 e dai 5 ai 10 terremoti di magnitudo superiore a 6.0”.

    Il terremoto più distruttivo in Italia è stato quello di Messina del 1908. Ebbe una magnitudo pari a 7.1 e causò circa 80.000 vittime. “L’effetto di un terremoto, tuttavia, non dipende solo da fattori intrinseci, legati all’intensità dello stesso – ha concluso il Presidente dell’Ordine dei Geologi del Lazio – ma anche dall’assetto geologico e geomorfologico del sito dove si verifica.

    Tali aspetti sono stati per la prima volta trattati, sotto la definizione “risposta sismica locale” che determina gli “effetti di sito”, nelle Norme Tecniche per le Costruzioni NTC08, di cui al DM 14.01.2008, delle quali si discuterà nell’evento di Firenze”. Il 2° Forum Nazionale dei Geologi costituirà la prima occasione di dibattito sulle norme, attraverso l’esposizione ed il commento delle “linee guida”, redatte da una Commissione Interregionale, composta da esponenti di quasi tutti gli Ordini Regionali e destinate a fornire un orientamento ai professionisti geologi nel recepimento, soprattutto concettuale, della nuova normativa.

    Il Forum rappresenterà, oltre alla prima uscita pubblica del neoeletto Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Gian Vito Graziano, anche un momento di confronto per quanto concerne l’auspicata omogeneità di applicazione della nuova normativa a livello regionale. Un vero evento nell’evento con conferenza stampa congiunta dei geologi italiani.

  • Valutazione del rischio stress da lavoro

    Obbligo di redigere il documento di valutazione del rischio stress lavoro-correlato

    Tutti i datori di lavoro, pubblici o privati, a partire dal 1° Gennaio 2011, sono tenuti a redigere il documento sulla valutazione del rischio stress lavoro-correlato nell’ambiente lavorativo.

    L’obbligo è previsto da una circolare del 18 Novembre 2010 del Ministero del Lavoro Dipartimento Generale della Tutela delle condizioni di lavoro che, in attuazione del “Testo unico sulla salute e la sicurezza nel lavoro”, fornisce una serie di indicazioni per la valutazione del rischio.

    La circolare richiama prima di tutto la definizione di “stress lavoro-correlato” come:

    condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o aspettative riposte in loro”;

    tuttavia, “non tutte le manifestazioni di stress sul lavoro possono essere considerate come stress lavoro-correlato. Lo stress lavoro-correlato è quello causato da vari fattori propri del contesto e del contenuto del lavoro”.

    La valutazione si articola in due fasi:

    • una fase preliminare obbligatoria che serve a rilevare “indicatori oggettivi e verificabili” di stress lavoro-correlato. In questa fase si analizzano tre tipi di indicatori:

      1) gli eventi sentinella (indice di infortuni; numero di assenze per malattia; periodicità del turnover; eventuali lamentele da parte dei lavoratori),

      2) il contenuto del lavoro (ambiente di lavoro e attrezzature presenti; ritmi di lavoro; orario e turnazione; coerenza tra le competenze dei lavoratori e i requisiti professionali richiesti),

      3) contesto del lavoro (ruolo nell’azienda, grado di autonomia decisionale, conflittualità con i colleghi e/o superiori).

    • una seconda fase che viene attivata solo nel caso in cui la valutazione preliminare riveli elementi di rischio e le misure di correzione adottate dal datore di lavoro si rivelino inefficaci.

    Al termine della valutazione preliminare il datore di lavoro dovrà redigere il Documento di Valutazione del Rischio (DVR), in cui si dichiara l’assenza di elementi di rischio, stilando un piano di monitoraggio. Nel caso in cui emergano elementi di rischio da stress lavoro-correlato, dovranno essere adottati interventi correttivi e se la situazione non migliora, il datore di lavoro dovrà effettuare una valutazione approfondita attraverso questionari, focus group e interviste semi-strutturate.

  • Cedolare secca: risparmio pari a 1 mld di euro

    Riduzione della tassazione sugli affitti pari a circa 1 miliardo di euro l’anno

    Sarebbe possibile, con l’introduzione della cedolare secca, una riduzione della tassazione sugli affitti pari a circa 1 miliardo di euro l’anno. A sostenerlo è la CGIA di Mestre che, in vista dell’approvazione del provvedimento che introduce sui redditi da locazione un’imposta unica con aliquota del 20%, ha cercato tradurre in numeri l’alleggerimento fiscale per i proprietari delle circa 2.730.000 abitazioni in affitto che sceglieranno l’applicazione della cedolare secca.

    Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre spiega spiega che, se tutti i locatori decideranno di applicare la cedolare secca, il risparmio complessivo sarà di quasi un miliardo di euro l’anno.

    Chi beneficerà di più dall’applicazione di questo provvedimento, per quanto riguarda i risparmi di imposta più robusti, saranno le persone fisiche con un reddito superiore ai 29.000 euro l’anno. Da questa soglia, lo sgravio fiscale medio oscillerà tra i 740 euro, fino a 2.172 euro per un locatore con un reddito complessivo superiore ai 75.000 euro.Inoltre, se per i locatori che applicano il canone libero i vantaggi economici saranno sempre assicurati, per coloro che applicheranno il canone concordato l’applicazione della cedolare secca non sempre garantirà una riduzione di imposta.

    Attualmente esistono 2 tipologie di contratti di locazione:

    • a “canone libero”, in cui le parti possono fissare liberamente l’ammontare del canone;
    • a “canone concordato”, in cui il prezzo dell’affitto viene stabilito in base ad accordi raggiunti tra le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative della proprietà e degli inquilini. Quest’ultima tipologia contrattuale è pressoché inutilizzata rappresentando solo lo 0,6% circa di tutti i contratti di locazione presenti in Italia.

    Da uno studio di Solo Affitti, con l’introduzione della cedolare secca l’Italia diventerà il Paese europeo più conveniente in materia di tassazione sui redditi da locazione, sorpassando Ungheria, Finlandia e Olanda, dove sono vigenti imposte con aliquota fissa, rispettivamente pari al 25%, 28% e 30%. Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti spiega che la maggior parte delle altre nazioni europee prevede la possibilità per i proprietari di portare in deduzione al reddito complessivo della locazione dell’immobile, una quota di rimborso per la gestione dell’immobile, le tasse municipali e/o l’ammortamento.

    Con la cedolare secca un proprietario con un reddito inferiore a 30 mila euro che concede in locazione il suo immobile ad un canone di 10 mila euro l’anno, vedrà ridursi la tassazione da 3.230 euro a 1.700 euro. Il vantaggio aumenta per i proprietari con redditi più alti: per chi guadagna complessivamente meno di 60 mila euro, la tassazione passa da 3.485 euro a un importo pari a 1.700 euro.

  • Rinnovabili: 20 milioni di euro per progetti al Sud

    Produzione di energia verde su edifici pubblici in Campania, Calabria, Puglia e Sicilia

    Un nuovo avviso pubblico per il finanziamento di progetti di produzione d’energia da fonti rinnovabili su edifici pubblici è stato firmato dal Direttore generale per l’energia nucleare, le energie rinnovabili e l’efficienza energetica del Ministero dello Sviluppo Economico.

    E’ stata così avviata una nuova procedura ad evidenza pubblica che ha lo scopo di selezionare e finanziare progetti innovativi ed esemplari riguardanti la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, su edifici di proprietà pubblica, situati in Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. (Regioni Convergenza)

    Possono partecipare al bando, presentando nuovi progetti, i Ministeri, le Università, le Regioni, le Province, i Comuni e le Comunità Montane delle aree dell’obiettivo Convergenza, che siano titolari della proprietà degli immobili in cui saranno effettuate le iniziative.

    Le domande potranno essere presentate dal 1° al 20 aprile 2011 e prevedono un contributo pari al 100% delle spese ammissibili. I progetti finanziabili riguardano:

    • impianti di cogenerazione e trigenerazione ad alto rendimento alimentati da fonti rinnovabili;
    • impianti solari termici, anche con sistema di “solar cooling”;
    • pompe di calore geotermiche a bassa entalpia;
    • impianti eolici operanti in regime di scambio sul posto.

    I progetti selezionati mediante una procedura valutativa a graduatoria saranno finanziati con le risorse, pari a 20 milioni di euro, messe a disposizione dal Programma Operativo Interregionale (POI) Energia 2007-2013 (linea di attività 1.3 “Interventi a sostegno della produzione di energia da fonti rinnovabili nell’ambito dell’efficientamento energetico degli edifici e utenze energetiche pubbliche o ad uso pubblico”),

    Il POI Energia, che coinvolge diversi soggetti istituzionali (Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) e le Regioni Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) ha tra i suoi principali obiettivi l’aumento della quota di energia proveniente da fonti rinnovabili e il miglioramento dell’efficienza energetica, promuovendo allo stesso tempo le opportunità di sviluppo locale e di nuova occupazione.

  • Agenzia delle Entrate su detrazioni Piano Casa

    Detrazioni del 36% e 55% anche per Piano Casa

    L’Agenzia delle Entrate con tre specifiche risoluzioni pubblicate ieri 4 gennaio 2011 ha dichiarato alcune novità circa le detrazoni fiscali.

    Le detrazioni fiscali del 36% sulle ristrutturazioni edilizie e del 55% sulle riqualificazioni energetiche degli edifici possono essere richieste anche per lavori di ampliamento eseguiti in attuazione del Piano Casa, secondo le regole generali previste per le ristrutturazioni.

    Inoltre, la ritenuta d’acconto del 10% sui relativi bonifici può essere trasferita dai Consorzi alle singole imprese e non deve essere effettuata sulle somme pagate ai Comuni in caso di oneri di urbanizzazione.

    • Con la Risoluzione n. 4/E del 4 Gennaio, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito ai lavori eseguiti in attuazione del Piano Casa, che prevede la possibilità di ampliare o ricostruire le abitazioni in deroga ai piani regolatori locali. Una direzione regionale chiede un parere su come operare verso coloro che hanno chiesto di usufruire delle detrazioni fiscali del 36% e del 55% sui lavori di ampliamento dell’immobile esistente nell’ambito del Piano Casa.

      L’Agenzia delle Entrate ha precisato che i lavori di ampliamento dell’immobile, eseguiti in attuazione del Piano Casa, in deroga ai piani regolatori locali, beneficiano degli sconti fiscali del 36% e del 55% alle condizioni previste per gli interventi di ristrutturazione edilizia. Ciò perché le disposizioni che derogano agli strumenti urbanistici locali, introdotte da leggi regionali, non possono influire sull’applicazione di prescrizioni di carattere fiscale contenute nelle norme nazionali.

      Viene confermato, inoltre, che l’ampliamento di superfici e volumi è detraibile se riguarda la costruzione di servizi igienici.

    • Con la Risoluzione n. 2/E del 4 gennaio, l’Agenzia ha fornito un parere in merito a un quesito riguardante la ritenuta d’acconto del 10% che banche e Poste Spa devono effettuare sui bonifici inerenti i corrispettivi pagati per interventi di manutenzione e di riqualificazione energetica sugli immobili, che usufruiscono rispettivamente dei bonus Irpef del 36% e del 55%.

      L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che i consorzi di imprese, con attività esterna e senza finalità di lucro, possono trasferire le residue ritenute alla fonte del 10% alle ditte consorziate che hanno materialmente realizzato i lavori. Le ritenute possono essere attribuite alle singole imprese una volta azzerato l’eventuale debito Ires del Consorzio e a patto che tale scelta risulti da un atto di data certa (atto costitutivo del Consorzio o verbale del Consiglio di amministrazione).

    • La Risoluzione 3/E del 4 gennaio fornisce precisazioni in merito alla ritenuta d’acconto del 10% sui versamenti per oneri di urbanizzazione e Tosap, effettuati dai contribuenti che intendono avvalersi del bonus ristrutturazioni (36%). Fra gli oneri che danno diritto alla detrazione del 36% rientrano sia quelli di urbanizzazione sia l’eventuale Tosap, dovuta quando, per ristrutturare l’immobile, si occupano marciapiedi o altre aree pubbliche con ponteggi, attrezzature o materiali.

      Al fine di evitare che i Comuni in questo caso subiscano la ritenuta del 10%, l’Agenzia delle Entrate precisa che il pagamento di tali spese non deve necessariamente essere effettuato tramite bonifico. Se ciò avviene, occorre indicare il Comune come destinatario e, come causale, che si tratta di oneri di urbanizzazione, Tosap, ecc., e non di interventi per il recupero del patrimonio edilizio o per il risparmio energetico. Dunque, non va utilizzato l’apposito modulo per le agevolazioni generalmente predisposto dalla banca o dall’ufficio postale.

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  • Paviland Plus: malta per pavimento stampato

    Paviland Plus, è malta per pavimento stampato da 5 a 20 mm altamente resistente all’abrasione, con
    texture e stampa gradevoli in grado di sostituire i pavimenti tradizionali e può essere anche utilizzato come copertura idratata.

    Paviland Plus, è a base di agglomeranti idraulici, inerti silici selezionati e resine sintetiche, additivi catalizzatori e coloranti inorganici.

    Utile per luoghi dove non sia possibile utilizzare il calcestruzzo per la realizzazione di pavimenti stampati e per riparazioni di pavimenti danneggiati o in cattivo stato.

  • Sirio Group S.r.l.

    Sirio group, è un gruppo di tre azinde specializzate nel settore del calcestruzzo stampato, che insieme offrono una vasta gamma di prodotti e servizi.

    Il gruppo comprende: Sirio srl, azienda specializzata nella commercializzazione di materiali, attrezzature e stampi per paviemntazioni e rivestimenti stampati e decorativi, nonchè di vendita materiali, stampi e attrezzature professionali per pavimentazioni e rivestimanti stampati ed affettua assitenza tecnica in cantiere.

    Pavicom srl, coniuga il rapporto tra applicatore e cliente finale, effettua sopralluoghi gratuiti e affida la realizzazione di pavimenti e intonaci a squadre di posatori qualificati e Edil Forma srl che progetta e realizza corsi di formazione professionali per applicatori di paviemnti, intonaci stampati e altre peviementazioni e rivestiemnti innnovativi.


  • Pavilevel AC: prodotto cementizio acrilico autolivellante

    Pavilevel AC, è un prodotto cementizio acrilico autolivellante, formulato appositamente per rivestimenti e finitura di pavimentazioni a base cementizia, ceramica, acrilici e resina epoxi, che devono sopportare forti sollecitazioni meccaniche e chimiche.

    Pavilevel Ac, ha lata resistenza meccanica all’abrasione, può essere apllicato su qualsiasi tipo di pavimento, anche a riscaldamento radiante, è totalmente atossico e consente la sua applicazione in ambienti alimentari.

  • Cippo topografico poliroc Feno

    Il cippo poliroc Feno, dotato di una testa separata dal suo sistema di ancoraggio, è un prodotto che ha rivoluzionato il mercato della topografia.

    Il cippo Feno, offre tutti i vantaggi delle due gamme preesistenti, escludendo i loro inconvenienti: una testa in resina sintetica, molto robusta, simile al granito, un puntale di ancoraggio metallico facilmente ed accuratamente fissabile nel terreno, così da rendere il cippo praticamente irremovibile.

    Il successo del Cippo Feno è stato pertanto immediato senza mai venir meno, anzi, consolidandosi e crescendo sempre più.

    Oggi oltre la metà dei cippi messi in opera, nel mondo, sono prodotti dalla Faynot S.a.

    esportato in tutto il mondo, viene proposto con una gamma completa di accessori topografici per la sua posa, segnalazione e trasporto.