Tag: mafia

  • Antonello De Pierro riceve premio ad Aprilia e lo dedica a Borsellino


    Al presidente dell’Italia dei Diritti è stato consegnato un riconoscimento professionale per la comunicazione, in occasione dei festeggiamenti per i trent’anni del Giornale del Lazio, in una serata organizzata da Lisa Bernardini e condotta da Claudio Guerrini e Rosaria Renna di Rds. Oltre al giudice ucciso da Cosa nostra l’ha dedicato a Federica Angeli, giornalista di Repubblica che vive sotto scorta

    Roma – Erano circa trentamila le persone che l’altra sera hanno riempito piazza Roma, ad Aprilia, in provincia di Latina, per festeggiare il traguardo dei trent’anni di attività tagliato dal Giornale del Lazio, il prestigioso organo di stampa locale che è stato ed è un importante punto di riferimento per tutto il territorio pontino.

    Incontenibile la soddisfazione di Ben Jorillo, che nel giugno del 1984 diede vita a questa realtà editoriale, apparso visibilmente emozionato, come pure il direttore Bruno Jorillo, circondato dall’affetto di tutto lo staff redazionale. Una serata indimenticabile condotta magistralmente da Claudio Guerrini e Rosaria Renna di Rds, che ha visto la partecipazione di tanti ospiti che si sono esibiti sul palco, da Marko Tana a Giada Agasucci e Nick Casciaro del programma Amici, per finire con una performance suggestiva del grande Amedeo Minghi, che ha trascinato il pubblico sull’onda delle emozioni regalate da alcuni dei suoi più grandi successi. Particolarmente toccante è stato il momento in cui è salita sul palco la bella e brava cantante e ballerina Daniela Parrozzani, che si è esibita e ha parlato del suo commendevole impegno sociale contro la violenza sulle donne, accennando al progetto del fotografo Michele Simolo, dal titolo “No violence”, che vede come testimonial alcune attrici che interpretano le sofferenze femminili nei casi di specie. Tra un’esibizione e l’altra sono stati consegnati dei premi a vari personaggi del mondo dello sport, spettacolo e giornalismo. Un momento molto gradito dal pubblico, grazie soprattutto alla perfetta regia dell’indefessa Lisa Bernardini, che ha avuto la gioia di salutare il successo dell’evento festeggiando il suo genetliaco. Tra i premiati anche il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, a cui il riconoscimento è stato assegnato per la sua intensa attività giornalistica, in particolar modo esplicitata nel campo del sociale, come direttore di Italymedia.it, e in passato come direttore e voce storica di Radio Roma. De Pierro ha catturato l’attenzione e l’entusiasmo della piazza gremita scegliendo due dediche per il riconoscimento tributatogli. Uno striscione con la scritta “Aprilia è contro la mafia” e la concomitanza con il 22esimo anniversario della strage di via D’Amelio a Palermo, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della Polizia di Stato Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, non sono sfuggiti al leader dell’Italia dei Diritti.

    Dopo una domanda di Rosaria Renna sulla sua attività professionale De Pierro ha tagliato corto rivolgendo la sua attenzione al motivo dell’evento: “Siamo qui per festeggiare i trent’anni di uno storico giornale del Lazio e, in questi momenti di crisi per l’editoria, raggiungere questo traguardo è un’impresa ardua. Sono onorato di ricevere questo graditissimo riconoscimento, per il quale voglio fare due dediche. E per fare ciò approfitto di questa piazza meravigliosa e di uno striscione che ripudia la mafia appeso alle nostre spalle. In questa piazza ci sono tanti di quei giovani a cui una certa politica e vari altri rappresentanti infedeli delle istituzioni hanno disegnato un futuro nel segno della precarietà e dell’incertezza. E’ quell’orrendo e ributtante comportamento, il più delle volte sottovalutato che io chiamo “mafia dei colletti bianchi” oppure “crimine istituzionalizzato”, che è ancora più odioso e spesso si interseca o si sovrappone, fondendosi, al crimine propriamente detto. E’ esattamente ciò che aveva compreso Paolo Borsellino, che 22 anni fa perse la vita insieme a 5 dei 6 agenti della scorta. E’ a lui e a quei 5 servitori dello Stato, nonché a al giudice Giovanni Falcone, a sua moglie Francesca Morvillo e ai tre agenti che morirono a Capaci, che dedico questo premio. Ora vi racconto un episodio che mi è stato riferito qualche anno fa da Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, in occasione di una convention. Io in quel momento ho provato vergogna e indignazione. Alla fine mi piacerebbe che voi faceste un applauso e, più forte sarà l’applauso, più forte saranno la vergogna e l’indignazione che proverete come ho fatto io allora e ancora ne provo. Dopo i funerali di stato la salma di Emanuela Loi fu trasferita in Sardegna per le esequie private. Ebbene lo Stato chiese alla famiglia il rimborso delle spese di trasporto”.

    Un forte e lungo applauso è seguito all’esternazione di questa vicenda da tutta la piazza, nessuno escluso, al termine del quale De Pierro, che ha inscenato in passato diciotto incatenamenti di protesta contro la corruzione di alcuni vigili urbani di Roma, ha continuato con la seconda dedica: “Alcuni anni fa, in seguito ad alcuni esposti presentati per denunciare numerosi illeciti da parte di persone risultate poi in rapporti con un noto clan del litorale, che hanno potuto godere di clamorose coperture da parte di alcuni vigili urbani e di alcuni dipendenti dell’ufficio tecnico dell’allora XIII Municipio, nonché di comportamenti favorevoli da parte di altri pezzi delle istituzioni sempre di Ostia, ho subito numerose azioni vessatorie proprio da parte di alcuni vigili urbani, tesi a evitare che io continuassi nelle mie denunce, temendo forse che emergessero gli illeciti e di conseguenza le omissioni commesse. Le persone interessate, quando si accorsero che tali atti intimidatori direi di tipo istituzionale non sortivano effetti, provarono con quelli in stile mafioso, presentandosi sotto casa mia a minacciarmi di morte e aggredirmi con un noto esponente malavitoso, la cui caratura criminale è stata meglio delineata successivamente da inquirenti e cronache giudiziarie per il coinvolgimento in altre vicende. Il mio specifico episodio fu rubricato da un’informativa quantomeno distratta come una banale lite e non quale atto di stampo mafioso qual era, giacendo nella competenza del Giudice di Pace e destinato alla prescrizione. La coraggiosa collega Federica Angeli di Repubblica è stata minacciata di morte dallo stesso boss e ora si trova a vivere sotto scorta. E’ a lei che voglio indirizzare la seconda dedica. Grazie a tutti”.

    La fine dell’intervento è stata salutata con uno scrosciante applauso teso a sottolineare l’apprezzamento per l’intervento. L’immensa platea che ha invaso piazza Roma e le vie limitrofe per assistere allo spettacolo ha mostrato un alto gradimento anche per gli altri premiati. che si sono alternati sul palco accompagnati sempre da una forte dose di entusiasmo, scandita da ovazioni e battimani.

    Come per Cecilia Primerano, conduttrice del Tg1 e colonna portante della trasmissione Porta a Porta, Angelo Mellone, giornalista, scrittore e dirigente del pomeriggio di Rai uno, l’eclettica attrice e regista Virginia Barrett, gli attori Lando Buzzanca, che per improvvisi impegni lavorativi ha dovuto disertare il palco di Aprilia inviando una lettera, ed Edoardo Siravo, uno dei più autorevoli interpreti del nostro panorama teatrale, cinematografico e televisivo, il giovane conduttore e regista Anthony Peth, l’ex gieffina Floriana Secondi, indubbiamente la figura più effervescente e fuori dagli schemi tra coloro che hanno frequentato la casa più famosa d’Italia, e il pugile Domenico Spada, ex campione mondiale Silver WBC e attuale numero 2 al mondo nella stessa categoria.
    (Foto di Fabrizio Bettinelli)

  • Sballarsi di salute

    Roma 24 Giugno 2014 – ““Sballati di salute, non di droga”, questo lo slogan che rimbomba in tutto in mondo in occasione della Giornata Internazionale contro il consumo ed il traffico illecito di droga. Come ogni anno i volontari della Drug Free World risponderanno all’appello per portare il messaggio delle Nazioni Unite a migliaia di giovani. Due le iniziative che si svolgeranno in questa speciale giornata. La prima vede una distribuzione gratuita di opuscoli informativi a Roma. La seconda vedrà impegnato il centro sociale di Pagani ( SA ) in un iniziativa di prevenzione alle droghe allo scopo di raggiungere tutta la provincia salernitana.

    La giornata del 26 giugno, indetta dall’Assemblea Generale nel 1987 per ricordare l’obiettivo comune a tutti gli stati membri di creare una comunità internazionale libera dalla droga, da spunti per unire i vari gruppi ed associazioni che operano nel campo della prevenzione alle droghe. Le Nazioni Unite quindi chiamano all’appello gli addetti ai lavori per riconoscere la droga come una piaga da combattere e debellare nell’interesse di tutte le comunità del mondo. Un mondo libero dalla droga, è anche l’obiettivo della Fondazione Internazionale per un mondo libero dalla droga che pubblica e produce gli opuscoli dal titolo “La verità sulle droghe”.

    Ispirati dall’osservazione dell’umanitario L. Ron Hubbard : “le droghe privano la vita delle gioie e delle sensazioni che sono, comunque, l’unico motivo del vivere” i volontari romani portano avanti la loro campagna trovando collaborazione e sostegno anche da altri gruppi, associazioni ed addetti ai lavori.

    Per informazioni:

    drugfreeworld,org

    [email protected]

  • “SOCIETA’ CIVILE E CULTURA PER LA LEGALITA’”

    “SOCIETA’ CIVILE E CULTURA PER LA LEGALITA’”

    A Lazzaro (RC) un evento sulla legalità

    Il VII Convegno “Società Civile e Cultura per la Legalità”, il prossimo 25 maggio, a Lazzaro di Motta San Giovanni (RC), conferirà il Premio Antonino Caponnetto al giudice Rosario Priore per tutto l’impegno generosamente profuso nel caso Ustica e nella soluzione di tanti altri misteri d’Italia, dall’omicidio Moro all’attentato a Giovanni Paolo II. Una sorta di riconoscimento alla carriera di un grandissimo magistrato da poco in pensione.

    La manifestazione “Società Civile e Cultura per la Legalità”, organizzata dalla Pro Loco della splendida località reggina, negli anni ha assegnato i suoi prestigiosi riconoscimenti, intitolati a eminenti vittime della mafia e servitori dello Stato nella lotta all’illegalità, a Alfredo Morvillo,Manfredi Borsellino, Piero Grasso,Tano Grasso,Antonio Manganelli,Pino Arlacchi, tra gli altri.

    Di grande prestigio anche il parterre dei premiati 2013. Louis J.Freeh (già direttore FBI), Luigi De Sena (già Prefetto di RC – Vice Presidente Commissione Parlamentare Antimafia), Francesco Forgione (già Presidente Commissione Parlamentare Antimafia), Nino Di Matteo (Sostituto Pocuratore DDA di Palermo), Antonio Reppucci (Prefetto di Catanzaro), Franco Roberti (Procuratore di Salerno), Paolo Guido (Magistrato DDA di Palermo), Salvatore Nunnari (Arcivescovo Metropolita Cosenza), Fulvio Della Rocca (Questore di Roma),
    Carmine Lopez (Generale di Divisione ,Comandante Regionale Lazio -Guardia di Finanza), Giovanni Signer (Questore vicario di Catania -Capo squadra Mobile di Catania ), Santi Consolo (Procuratore Generale Corte Appello di Catanzaro), Ottavio Sferlazza (Procuratore ff di Reggio Calabria), Julian Fantino (già Ministro della difesa del Governo Federale Canadese – attuale Ministro della Cooperazione Internazionale), Marzia Giustolisi (Vice Dirigente Squadra Mobile di Caltanissetta), Salvatore Patané (già Questore di Enna),
    Sergio Schiavone (Tenente Colonnello CC – Comandante RIS Messina), Giulio Francese (Giornalista), Umberto Sirico (Generale di Brigata,ex Comandante SCICO,attualmente Comandante del VII Reparto Comando Generale Guardia di Finanza), oltre al già citato Giudice Rosario Priore.

    La manifestazione, come sempre, sarà un’autorevole occasione per fare il punto sulla lotta alla illegalità, insieme alle tante personalità presenti.



  • Pax mafiosa o guerra? Antonello De Pierro con marchesa d’Aragona a presentazione libro di Vincenzo Scotti

    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Ogni volta che viene scritto un libro o un semplice articolo sulla Mafia viene fornito un contributo importante aquella che dovrebbe essere una battaglia condivisa e comune, ma che purtroppo la storia ci ha tramandato essere avvenuta sempre a singhiozzi”

    Antonello De Pierro, la marchesa Dani del Secco d'Aragona ed Emilio Sturla Furnò

    Roma – “Pax mafiosa o guerra? A vent’anni dalle stragi di Palermo”. E’ questo il titolo del libro, dato da poco alle stampe, scritto dall’ex ministro dell’Interno Vincenzo Scotti e presentato l’altro pomeriggio in una delle eleganti sale del capitolino Palazzo Ferrajoli.

    L’evento, organizzato magistralmente dall’impeccabile e indefessa Sara Iannone, è stato moderato dall’ex direttore del Messaggero Mario Pendinelli, e ha visto la partecipazione, al tavolo del dibattito, di personaggi illustri come il giudice Ferdinando Imposimato, il professor Mario Cicala e il senatore Raffaele Lauro.

    Il volume affronta e analizza, dalla posizione privilegiata di un alto rappresentante istituzionale, sotto il profilo storico – politico, lasciando ai magistrati la scoperta della verità giudiziaria, la Mafia, la famosa parola dalle cinque lettere che ha segnato, condizionato e lacerato, dall’unificazione ad oggi, pesantemente il divenire fenomenico della realtà sociale della Sicilia e di tutta la penisola italiana. Scotti nella sua opera si occupa anche dell’espansione e degli intrecci con le altre organizzazioni malavitose, individuando le collaborazioni internazionali per giungere al debellamento del triste fenomeno.

    All’incontro ha partecipato anche Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, direttore di Italymedia.it ed ex direttore responsabile e voce storica di Radio Roma, che ha dichiarato: “Ho fatto di tutto per essere presente a testimoniare la sensibilità della nostra organizzazione nei confronti di questa angosciosa realtà delinquenziale. Ogni volta che viene scritto un libro o un semplice articolo sulla Mafia viene fornito un contributo importante a quella che dovrebbe essere una battaglia condivisa e comune, ma che purtroppo la storia ci ha tramandato essere avvenuta sempre a singhiozzi. L’intreccio mafia e politica, di cui si parla da sempre, non è stato mai spezzato, non per incapacità operativa, ma per assenza di volontà risolutiva da parte dello Stato, che ha posto in essere azioni contrastanti più vigorose solo quando i mafiosi hanno alzato troppo il tiro. Per il resto purtroppo finanche Mussolini dovette arrendersi, dopo aver inviato in Sicilia il prefetto Cesare Mori, si fronte alle pressioni dei gerarchi fascisti isolani, applicando al suo irriducibile delegato il classico promoveatur ut amoveatur. Addirittura oggi è di stretta attualità una presunta trattativa tra lo Stato e gli apparati criminali, di cui lasciamo a pochi coraggiosi uomini della magistratura e delle forze dell’ordine l’accertamento. In base all’esperienza maturata nell’espressione di contrasto estrinsecata concettualmente da sempre da parte del movimento che presiedo, abbiamo preso atto che, purtroppo, intorno alla Mafia ruotano interessi molto grossi, e non facciamo fatica ad affermare che questi la rendono inesorabilmente l’altra faccia del potere, un efficace scettro di controllo agitato spregiudicatamente dalle classi dominanti. Di mafia si è sempre nutrita la politica siciliana e non solo, intrecciando le istituzioni in un viluppo che oggi è difficile dipanare, a cui non sono stati mai stati estranei la Chiesa e il clero, le banche e i grandi apparati economico – finanziari, e spesso anche giornali e giornalisti. I pochi uomini, ligi servitori dello Stato, che hanno deciso di contrastarla, in un patto legalitario di forte convinzione, sono stati subito invisi al Potere e spesso hanno pagato il prezzo più alto del bene supremo della vita, alcuni con i nomi scolpiti nel marmo dell’ufficialità e altri purtroppo, spesso dimenticati dal grande circo mediatico. Se ricordiamo gli immensi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, non possiamo dimenticare quel Boris Giuliano, che con il suo intuito investigativo e grazie all’innovativa applicazione delle nuove tecnologie, riuscì a dare una svolta riuscendo a cacciare nel passato i cosiddetti processi indiziari, che nella maggior parte si risolvevano con valanghe di assoluzioni o pene lievi, aprendo la strada ai processi in cui la piattaforma probatoria aveva uno spessore corposo. Non sarà mai troppo tardi quando si deciderà di inabissare il fenomeno mafia, ma per ottenere un risultato del genere sarà necessario che si diffonda in modo determinato una cultura della legalità a prova di permeabilizzazioni fuorvianti di cellule deviate, da cui purtroppo siamo molto lontani, che porti ad evitare di far riparare sotto l’ombrello politico chi si sporca con i traffici illeciti”.

    Tra i presenti in sala ad assistere all’interessantissimo meeting è d’uopo citare l’on. Francesco Giro, ex sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali, il senatore Massimo Palombi, l’ex presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, l’on. Antonio Paris, il vice procuratore generale della Repubblica Antonio Marini, la scrittrice e psicologa Irene Bozzi, ex moglie di Roberto Vecchioni, la marchesa Dani del Secco d’Aragona, l’incantevole inviata della “Vita in diretta” Camilla Nata, la seducente Janet de Nardis, il maestro Vince Tempera, l’editore Giò Di Giorgio, il principe Guglielmo Giovannelli, il marchese Giuseppe Ferrajoli, Natalino Candido, Paola Pisani e Lilian Ramos.

    (Foto di Andrea Arriga)

  • Pax mafiosa o guerra? Antonello De Pierro con Guglielmo Giovannelli a presentazione libro di Vincenzo Scotti


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Ogni volta che viene scritto un libro o un semplice articolo sulla Mafia viene fornito un contributo importante a quella che dovrebbe essere una battaglia condivisa e comune, ma che purtroppo la storia ci ha tramandato essere avvenuta sempre a singhiozzi”

    Antonello De Pierro e Guglielmo Giovannelli

    Roma – “Pax mafiosa o guerra? A vent’anni dalle stragi di Palermo”. E’ questo il titolo del libro, dato da poco alle stampe, scritto dall’ex ministro dell’Interno Vincenzo Scotti e presentato l’altro pomeriggio in una delle eleganti sale del capitolino Palazzo Ferrajoli.

    L’evento, organizzato magistralmente dall’impeccabile e indefessa Sara Iannone, è stato moderato dall’ex direttore del Messaggero Mario Pendinelli, e ha visto la partecipazione, al tavolo del dibattito, di personaggi illustri come il giudice Ferdinando Imposimato, il professor Mario Cicala e il senatore Raffaele Lauro.

    Il volume affronta e analizza, dalla posizione privilegiata di un alto rappresentante istituzionale, sotto il profilo storico – politico, lasciando ai magistrati la scoperta della verità giudiziaria, la Mafia, la famosa parola dalle cinque lettere che ha segnato, condizionato e lacerato, dall’unificazione ad oggi, pesantemente il divenire fenomenico della realtà sociale della Sicilia e di tutta la penisola italiana. Scotti nella sua opera si occupa anche dell’espansione e degli intrecci con le altre organizzazioni malavitose, individuando le collaborazioni internazionali per giungere al debellamento del triste fenomeno.

    All’incontro ha partecipato anche Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, direttore di Italymedia.it ed ex direttore responsabile e voce storica di Radio Roma, che ha dichiarato: “Ho fatto di tutto per essere presente a testimoniare la sensibilità della nostra organizzazione nei confronti di questa angosciosa realtà delinquenziale. Ogni volta che viene scritto un libro o un semplice articolo sulla Mafia viene fornito un contributo importante a quella che dovrebbe essere una battaglia condivisa e comune, ma che purtroppo la storia ci ha tramandato essere avvenuta sempre a singhiozzi. L’intreccio mafia e politica, di cui si parla da sempre, non è stato mai spezzato, non per incapacità operativa, ma per assenza di volontà risolutiva da parte dello Stato, che ha posto in essere azioni contrastanti più vigorose solo quando i mafiosi hanno alzato troppo il tiro. Per il resto purtroppo finanche Mussolini dovette arrendersi, dopo aver inviato in Sicilia il prefetto Cesare Mori, si fronte alle pressioni dei gerarchi fascisti isolani, applicando al suo irriducibile delegato il classico promoveatur ut amoveatur. Addirittura oggi è di stretta attualità una presunta trattativa tra lo Stato e gli apparati criminali, di cui lasciamo a pochi coraggiosi uomini della magistratura e delle forze dell’ordine l’accertamento. In base all’esperienza maturata nell’espressione di contrasto estrinsecata concettualmente da sempre da parte del movimento che presiedo, abbiamo preso atto che, purtroppo, intorno alla Mafia ruotano interessi molto grossi, e non facciamo fatica ad affermare che questi la rendono inesorabilmente l’altra faccia del potere, un efficace scettro di controllo agitato spregiudicatamente dalle classi dominanti. Di mafia si è sempre nutrita la politica siciliana e non solo, intrecciando le istituzioni in un viluppo che oggi è difficile dipanare, a cui non sono stati mai stati estranei la Chiesa e il clero, le banche e i grandi apparati economico – finanziari, e spesso anche giornali e giornalisti. I pochi uomini, ligi servitori dello Stato, che hanno deciso di contrastarla, in un patto legalitario di forte convinzione, sono stati subito invisi al Potere e spesso hanno pagato il prezzo più alto del bene supremo della vita, alcuni con i nomi scolpiti nel marmo dell’ufficialità e altri purtroppo, spesso dimenticati dal grande circo mediatico. Se ricordiamo gli immensi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, non possiamo dimenticare quel Boris Giuliano, che con il suo intuito investigativo e grazie all’innovativa applicazione delle nuove tecnologie, riuscì a dare una svolta riuscendo a cacciare nel passato i cosiddetti processi indiziari, che nella maggior parte si risolvevano con valanghe di assoluzioni o pene lievi, aprendo la strada ai processi in cui la piattaforma probatoria aveva uno spessore corposo. Non sarà mai troppo tardi quando si deciderà di inabissare il fenomeno mafia, ma per ottenere un risultato del genere sarà necessario che si diffonda in modo determinato una cultura della legalità a prova di permeabilizzazioni fuorvianti di cellule deviate, da cui purtroppo siamo molto lontani, che porti ad evitare di far riparare sotto l’ombrello politico chi si sporca con i traffici illeciti”.

    Tra i presenti in sala ad assistere all’interessantissimo meeting è d’uopo citare l’on. Francesco Giro, ex sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali, il senatore Massimo Palombi, l’ex presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, l’on. Antonio Paris, il vice procuratore generale della Repubblica Antonio Marini, la scrittrice e psicologa Irene Bozzi, ex moglie di Roberto Vecchioni, la marchesa Dani del Secco d’Aragona, l’incantevole inviata della “Vita in diretta” Camilla Nata, la seducente Janet de Nardis, il maestro Vince Tempera, l’editore Giò Di Giorgio, il principe Guglielmo Giovannelli, il marchese Giuseppe Ferrajoli, Natalino Candido, Paola Pisani e Lilian Ramos.

    (Foto di Andrea Arriga)


  • Pax mafiosa o guerra? Antonello De Pierro con Vince Tempera a presentazione libro di Vincenzo Scotti


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Ogni volta che viene scritto un libro o un semplice articolo sulla Mafia viene fornito un contributo importante a quella che dovrebbe essere una battaglia condivisa e comune, ma che purtroppo la storia ci ha tramandato essere avvenuta sempre a singhiozzi”
    Vince Tempera e Antonello De Pierro

    Roma – “Pax mafiosa o guerra? A vent’anni dalle stragi di Palermo”. E’ questo il titolo del libro, dato da poco alle stampe, scritto dall’ex ministro dell’Interno Vincenzo Scotti e presentato l’altro pomeriggio in una delle eleganti sale del capitolino Palazzo Ferrajoli.

    L’evento, organizzato magistralmente dall’impeccabile e indefessa Sara Iannone, è stato moderato dall’ex direttore del Messaggero Mario Pendinelli, e ha visto la partecipazione, al tavolo del dibattito, di personaggi illustri come il giudice Ferdinando Imposimato, il professor Mario Cicala e il senatore Raffaele Lauro.

    Il volume affronta e analizza, dalla posizione privilegiata di un alto rappresentante istituzionale, sotto il profilo storico – politico, lasciando ai magistrati la scoperta della verità giudiziaria, la Mafia, la famosa parola dalle cinque lettere che ha segnato, condizionato e lacerato, dall’unificazione ad oggi, pesantemente il divenire fenomenico della realtà sociale della Sicilia e di tutta la penisola italiana. Scotti nella sua opera si occupa anche dell’espansione e degli intrecci con le altre organizzazioni malavitose, individuando le collaborazioni internazionali per giungere al debellamento del triste fenomeno.

    All’incontro ha partecipato anche Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, direttore di Italymedia.it ed ex direttore responsabile e voce storica di Radio Roma, che ha dichiarato: “Ho fatto di tutto per essere presente a testimoniare la sensibilità della nostra organizzazione nei confronti di questa angosciosa realtà delinquenziale. Ogni volta che viene scritto un libro o un semplice articolo sulla Mafia viene fornito un contributo importante a quella che dovrebbe essere una battaglia condivisa e comune, ma che purtroppo la storia ci ha tramandato essere avvenuta sempre a singhiozzi. L’intreccio mafia e politica, di cui si parla da sempre, non è stato mai spezzato, non per incapacità operativa, ma per assenza di volontà risolutiva da parte dello Stato, che ha posto in essere azioni contrastanti più vigorose solo quando i mafiosi hanno alzato troppo il tiro. Per il resto purtroppo finanche Mussolini dovette arrendersi, dopo aver inviato in Sicilia il prefetto Cesare Mori, si fronte alle pressioni dei gerarchi fascisti isolani, applicando al suo irriducibile delegato il classico promoveatur ut amoveatur. Addirittura oggi è di stretta attualità una presunta trattativa tra lo Stato e gli apparati criminali, di cui lasciamo a pochi coraggiosi uomini della magistratura e delle forze dell’ordine l’accertamento. In base all’esperienza maturata nell’espressione di contrasto estrinsecata concettualmente da sempre da parte del movimento che presiedo, abbiamo preso atto che, purtroppo, intorno alla Mafia ruotano interessi molto grossi, e non facciamo fatica ad affermare che questi la rendono inesorabilmente l’altra faccia del potere, un efficace scettro di controllo agitato spregiudicatamente dalle classi dominanti. Di mafia si è sempre nutrita la politica siciliana e non solo, intrecciando le istituzioni in un viluppo che oggi è difficile dipanare, a cui non sono stati mai stati estranei la Chiesa e il clero, le banche e i grandi apparati economico – finanziari, e spesso anche giornali e giornalisti. I pochi uomini, ligi servitori dello Stato, che hanno deciso di contrastarla, in un patto legalitario di forte convinzione, sono stati subito invisi al Potere e spesso hanno pagato il prezzo più alto del bene supremo della vita, alcuni con i nomi scolpiti nel marmo dell’ufficialità e altri purtroppo, spesso dimenticati dal grande circo mediatico. Se ricordiamo gli immensi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, non possiamo dimenticare quel Boris Giuliano, che con il suo intuito investigativo e grazie all’innovativa applicazione delle nuove tecnologie, riuscì a dare una svolta riuscendo a cacciare nel passato i cosiddetti processi indiziari, che nella maggior parte si risolvevano con valanghe di assoluzioni o pene lievi, aprendo la strada ai processi in cui la piattaforma probatoria aveva uno spessore corposo. Non sarà mai troppo tardi quando si deciderà di inabissare il fenomeno mafia, ma per ottenere un risultato del genere sarà necessario che si diffonda in modo determinato una cultura della legalità a prova di permeabilizzazioni fuorvianti di cellule deviate, da cui purtroppo siamo molto lontani, che porti ad evitare di far riparare sotto l’ombrello politico chi si sporca con i traffici illeciti”.

    Tra i presenti in sala ad assistere all’interessantissimo meeting è d’uopo citare l’on. Francesco Giro, ex sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali, il senatore Massimo Palombi, l’ex presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, l’on. Antonio Paris, il vice procuratore generale della Repubblica Antonio Marini, la scrittrice e psicologa Irene Bozzi, ex moglie di Roberto Vecchioni, la marchesa Dani del Secco d’Aragona, l’incantevole inviata della “Vita in diretta” Camilla Nata, la seducente Janet de Nardis, il maestro Vince Tempera, l’editore Giò Di Giorgio, il principe Guglielmo Giovannelli, il marchese Giuseppe Ferrajoli, Natalino Candido, Paola Pisani e Lilian Ramos.

    (Foto di Andrea Arriga)


  • Pax mafiosa o guerra? Antonello De Pierro con Camilla Nata a presentazione libro di Vincenzo Scotti


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Ogni volta che viene scritto un libro o un semplice articolo sulla Mafia viene fornito un contributo importante a quella che dovrebbe essere una battaglia condivisa e comune, ma che purtroppo la storia ci ha tramandato essere avvenuta sempre a singhiozzi”

    Antonello De Pierro, Camilla Nata e il marito Pierpaolo Senieri

    Roma – “Pax mafiosa o guerra? A vent’anni dalle stragi di Palermo”. E’ questo il titolo del libro, dato da poco alle stampe, scritto dall’ex ministro dell’Interno Vincenzo Scotti e presentato l’altro pomeriggio in una delle eleganti sale del capitolino Palazzo Ferrajoli.

    L’evento, organizzato magistralmente dall’impeccabile e indefessa Sara Iannone, è stato moderato dall’ex direttore del Messaggero Mario Pendinelli, e ha visto la partecipazione, al tavolo del dibattito, di personaggi illustri come il giudice Ferdinando Imposimato, il professor Mario Cicala e il senatore Raffaele Lauro.

    Il volume affronta e analizza, dalla posizione privilegiata di un alto rappresentante istituzionale, sotto il profilo storico – politico, lasciando ai magistrati la scoperta della verità giudiziaria, la Mafia, la famosa parola dalle cinque lettere che ha segnato, condizionato e lacerato, dall’unificazione ad oggi, pesantemente il divenire fenomenico della realtà sociale della Sicilia e di tutta la penisola italiana. Scotti nella sua opera si occupa anche dell’espansione e degli intrecci con le altre organizzazioni malavitose, individuando le collaborazioni internazionali per giungere al debellamento del triste fenomeno.

    All’incontro ha partecipato anche Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, direttore di Italymedia.it ed ex direttore responsabile e voce storica di Radio Roma, che ha dichiarato: “Ho fatto di tutto per essere presente a testimoniare la sensibilità della nostra organizzazione nei confronti di questa angosciosa realtà delinquenziale. Ogni volta che viene scritto un libro o un semplice articolo sulla Mafia viene fornito un contributo importante a quella che dovrebbe essere una battaglia condivisa e comune, ma che purtroppo la storia ci ha tramandato essere avvenuta sempre a singhiozzi. L’intreccio mafia e politica, di cui si parla da sempre, non è stato mai spezzato, non per incapacità operativa, ma per assenza di volontà risolutiva da parte dello Stato, che ha posto in essere azioni contrastanti più vigorose solo quando i mafiosi hanno alzato troppo il tiro. Per il resto purtroppo finanche Mussolini dovette arrendersi, dopo aver inviato in Sicilia il prefetto Cesare Mori, si fronte alle pressioni dei gerarchi fascisti isolani, applicando al suo irriducibile delegato il classico promoveatur ut amoveatur. Addirittura oggi è di stretta attualità una presunta trattativa tra lo Stato e gli apparati criminali, di cui lasciamo a pochi coraggiosi uomini della magistratura e delle forze dell’ordine l’accertamento. In base all’esperienza maturata nell’espressione di contrasto estrinsecata concettualmente da sempre da parte del movimento che presiedo, abbiamo preso atto che, purtroppo, intorno alla Mafia ruotano interessi molto grossi, e non facciamo fatica ad affermare che questi la rendono inesorabilmente l’altra faccia del potere, un efficace scettro di controllo agitato spregiudicatamente dalle classi dominanti. Di mafia si è sempre nutrita la politica siciliana e non solo, intrecciando le istituzioni in un viluppo che oggi è difficile dipanare, a cui non sono stati mai stati estranei la Chiesa e il clero, le banche e i grandi apparati economico – finanziari, e spesso anche giornali e giornalisti. I pochi uomini, ligi servitori dello Stato, che hanno deciso di contrastarla, in un patto legalitario di forte convinzione, sono stati subito invisi al Potere e spesso hanno pagato il prezzo più alto del bene supremo della vita, alcuni con i nomi scolpiti nel marmo dell’ufficialità e altri purtroppo, spesso dimenticati dal grande circo mediatico. Se ricordiamo gli immensi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, non possiamo dimenticare quel Boris Giuliano, che con il suo intuito investigativo e grazie all’innovativa applicazione delle nuove tecnologie, riuscì a dare una svolta riuscendo a cacciare nel passato i cosiddetti processi indiziari, che nella maggior parte si risolvevano con valanghe di assoluzioni o pene lievi, aprendo la strada ai processi in cui la piattaforma probatoria aveva uno spessore corposo. Non sarà mai troppo tardi quando si deciderà di inabissare il fenomeno mafia, ma per ottenere un risultato del genere sarà necessario che si diffonda in modo determinato una cultura della legalità a prova di permeabilizzazioni fuorvianti di cellule deviate, da cui purtroppo siamo molto lontani, che porti ad evitare di far riparare sotto l’ombrello politico chi si sporca con i traffici illeciti”.

    Tra i presenti in sala ad assistere all’interessantissimo meeting è d’uopo citare l’on. Francesco Giro, ex sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali, il senatore Massimo Palombi, l’ex presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, l’on. Antonio Paris, il vice procuratore generale della Repubblica Antonio Marini, la scrittrice e psicologa Irene Bozzi, ex moglie di Roberto Vecchioni, la marchesa Dani del Secco d’Aragona, l’incantevole inviata della “Vita in diretta” Camilla Nata, la seducente Janet de Nardis, il maestro Vince Tempera, l’editore Giò Di Giorgio, il principe Guglielmo Giovannelli, il marchese Giuseppe Ferrajoli, Natalino Candido, Paola Pisani e Lilian Ramos.

    (Foto di Andrea Arriga)

  • Pax mafiosa o guerra? De Pierro partecipa con Imposimato a presentazione libro di Vincenzo Scotti


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Ogni volta che viene scritto un libro o un semplice articolo sulla Mafia viene fornito un contributo importante a quella che dovrebbe essere una battaglia condivisa e comune, ma che purtroppo la storia ci ha tramandato essere avvenuta sempre a singhiozzi”

    Antonello De Pierro e Ferdinando Imposimato

    Roma – “Pax mafiosa o guerra? A vent’anni dalle stragi di Palermo”. E’ questo il titolo del libro, dato da poco alle stampe, scritto dall’ex ministro dell’Interno Vincenzo Scotti e presentato l’altro pomeriggio in una delle eleganti sale del capitolino Palazzo Ferrajoli.

    L’evento, organizzato magistralmente dall’impeccabile e indefessa Sara Iannone, è stato moderato dall’ex direttore del Messaggero Mario Pendinelli e ha visto la partecipazione, al tavolo del dibattito, di personaggi illustri come il giudice Ferdinando Imposimato, il professor Mario Cicala e il senatore Raffaele LauroVincenzo Scotti e Antonello De Pierro

    Il volume affronta e analizza, dalla posizione privilegiata di un alto rappresentante istituzionale, sotto il profilo storico – politico, lasciando ai magistrati la scoperta della verità giudiziaria, la Mafia, la famosa parola dalle cinque lettere che ha segnato, condizionato e lacerato, dall’unificazione ad oggi, pesantemente il divenire fenomenico della realtà sociale della Sicilia e di tutta la penisola italiana. Scotti nella sua opera si occupa anche dell’espansione e degli intrecci con le altre organizzazioni malavitose, individuando le collaborazioni internazionali per giungere al debellamento del triste fenomeno.

    All’incontro ha partecipato anche Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, che ha dichiarato: “Ho fatto di tutto per essere presente a testimoniare la sensibilità della nostra organizzazione nei confronti di questa angosciosa realtà delinquenziale. Ogni volta che viene scritto un libro o un semplice articolo sulla Mafia viene fornito un contributo importante a quella che dovrebbe essere una battaglia condivisa e comune, ma che purtroppo la storia ci ha tramandato essere avvenuta sempre a singhiozzi. L’intreccio mafia e politica, di cui si parla da sempre, non è stato mai spezzato, non per incapacità operativa, ma per assenza di volontà risolutiva da parte dello Stato, che ha posto in essere azioni contrastanti più vigorose solo quando i mafiosi hanno alzato troppo il tiro. Per il resto purtroppo finanche Mussolini dovette arrendersi, dopo aver inviato in Sicilia il prefetto Cesare Mori, si fronte alle pressioni dei gerarchi fascisti isolani, applicando al suo irriducibile delegato il classico promoveatur ut amoveatur. Addirittura oggi è di stretta attualità una presunta trattativa tra lo Stato e gli apparati criminali, di cui lasciamo a pochi coraggiosi uomini della magistratura e delle forze dell’ordine l’accertamento. In base all’esperienza maturata nell’espressione di contrasto estrinsecata concettualmente da sempre da parte del movimento che presiedo, abbiamo preso atto che, purtroppo, intorno alla Mafia ruotano interessi molto grossi, e non facciamo fatica ad affermare che questi la rendono inesorabilmente l’altra faccia del potere, un efficace scettro di controllo agitato spregiudicatamente dalle classi dominanti. Di mafia si è sempre nutrita la politica siciliana e non solo, intrecciando le istituzioni in un viluppo che oggi è difficile dipanare, a cui non sono stati mai stati estranei la Chiesa e il clero, le banche e i grandi apparati economico – finanziari, e spesso anche giornali e giornalisti. I pochi uomini, ligi servitori dello Stato, che hanno deciso di contrastarla, in un patto legalitario di forte convinzione, sono stati subito invisi al Potere e spesso hanno pagato il prezzo più alto del bene supremo della vita, alcuni con i nomi scolpiti nel marmo dell’ufficialità e altri purtroppo, spesso dimenticati dal grande circo mediatico. Se ricordiamo gli immensi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, non possiamo dimenticare quel Boris Giuliano, che con il suo intuito investigativo e grazie all’innovativa applicazione delle nuove tecnologie, riuscì a dare una svolta riuscendo a cacciare nel passato i cosiddetti processi indiziari, che nella maggior parte si risolvevano con valanghe di assoluzioni o pene lievi, aprendo la strada ai processi in cui la piattaforma probatoria aveva uno spessore corposo. Non sarà mai troppo tardi quando si deciderà di inabissare il fenomeno mafia, ma per ottenere un risultato del genere sarà necessario che si diffonda in modo determinato una cultura della legalità a prova di permeabilizzazioni fuorvianti di cellule deviate, da cui purtroppo siamo molto lontani, che porti ad evitare di far riparare sotto l’ombrello politico chi si sporca con i traffici illeciti”.

    Tra i presenti in sala ad assistere all’interessantissimo meeting è d’uopo citare l’on. Francesco Giro, ex sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali, il senatore Massimo Palombi, l’ex presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, l’on. Antonio Paris, il vice procuratore generale della Repubblica Antonio Marini, la scrittrice e psicologa Irene Bozzi, ex moglie di Roberto Vecchioni, la marchesa Dani del Secco d’Aragona, l’incantevole inviata della “Vita in diretta” Camilla Nata, la seducente Janet de Nardis, il maestro Vince Tempera, l’editore Giò Di Giorgio, il principe Guglielmo Giovannelli, il marchese Giuseppe Ferrajoli, Natalino Candido, Paola Pisani e Lilian Ramos.

    (Foto di Andrea Arriga)

  • Leo Citizen v.2.0 Obiettivo Cittadinanza Attiva: Terzo Step del Progetto del Distretto Leo 108Ya

    “L’Attintatuni” : un reading teatrale per raccontare una delle pagine più tristi della storia italiana. Il Progetto Leo Citizen v.2.0 : Obiettivo cittadinanza attiva è il progetto distrettuale, scelto e voluto fortemente dal Presidente Distrettuale Giuseppe D’Anna e coordinato nell’ambito distrettuale dal Delegato Pina Chianese, è un ‘attività itinerante volta alla sensibilizzazione e alla conoscenza delle politiche di mafia con l’obiettivo di contrastarle nell’ottica della cittadinanza attiva. Domenica 13 Maggio alle ore 17:00 presso il Castello Mediceo di Ottaviano, un luogo di mafia appartenuto in passato a Raffaele Cutolo, sarà messa in scena il secondo reading teatrale previsto da tale progetto incentrato, a venti anni dalla sua morte, sulla storia di un simbolo della lotta al sistema delle Mafie: Giovanni Falcone. Mentre il primo reading ha visto i soci del Distretto Leo 108 Ya impegnati nella messa in scena in chiave creativa della vita del giornalista Giancarlo Siani, questo secondo reading racconterà la reale e cruda realtà dell’attentato al magistrato Giovanni Falcone il quale cercò con tutte le sue forze di difendere un ideale puro quale quello della giustizia. Prima del reading, grazie all’intenso lavoro svolto dal Presidente e dai soci del Leo Club di San Giuseppe Vesuviano Valeria Castaldo, sarà possibile visitare le stanze segrete del Castello Mediceo e rivivere così tanti epiloghi legati a questo bene confiscato ad una triste storia dello splendido territorio vesuviano. Il reading teatrale scritto e curato da Paquito Catanzaro, vedrà la partecipazione di un cast composto da Soci Leo e da attori dell’ Associazione culturale Parole Alate : Maria Assunta Aveta, Giuseppe Balbi, Paquito Catanzaro, Pina Chianese, Peppe D’Anna, Luciana De Cataldis, Rosa De Rosa, Ilaria Esposito, Silvia Ferrante, Sara Lotta, Daniele Mennella, Rita Nappo, Annalisa Raiola, Luigi Sannino, Anna Starace, Antonio Storino, Gabriella Vitiello, Tommaso Vitiello, Tiziana Zungri, Enrica Cinque Si ringraziano inoltre i soci dei Leo Club coinvolti nell’organizzazione di Due Torri – Torre del Greco, Frattamaggiore, Napoli Chiaja, Napoli Nord-Est, Pomigliano d’Arco, San Giuseppe “Paolo Di Mauro”. Il Costo del Biglietto è di 10,00 Euro e il Ricavato contribuirà alla realizzazione dei Progetti sia della Fondazione “Il Girasole” – Genitori di Soggetti Autistici “ONLUS” che del Comune di Ottaviano per il riutilizzo di un bene confiscato alla Camorra. Anna Starace Addetto Stampa Distretto leo 108Ya

  • L’Italia dei Diritti scende in campo alle elezioni amministrative 2012


    Il movimento guidato da Antonello De Pierro correrà in quasi tutti i comuni al voto, ma senza liste autonome. Alla Spezia è candidato il responsabile ligure Maurizio Ferraioli mentre ad Ardea, in provincia di Roma, è lo stesso leader a rappresentare l’organizzazione con una candidatura simbolica

    Roma – Alle elezioni amministrative del 2012, che si svolgeranno i prossimi 6 e 7 maggio, una nuova realtà politica si affaccia nelle liste dei vari comuni italiani chiamati alle urne.

    Infatti il movimento Italia dei Diritti, fondato e presieduto dal giornalista Antonello De Pierro, ha deciso di dare il via libera, da tempo ormai annunciato, alla partecipazione di propri rappresentanti alla competizione elettorale che decreterà i nuovi sindaci e i consigli comunali di diverse amministrazioni della Penisola. Nelle istituzioni sono già presenti, con cariche elettive, alcuni esponenti legati all’organizzazione extraparlamentare, come per esempio Francesco Barbato alla Camera e Maruska Piredda al consiglio regionale della Liguria, il primo entrato a far parte del movimento dopo la sua elezione in Parlamento, la seconda eletta alla carica di consigliere quando già ne faceva parte. Questa volta però è diverso. Il tutto trova la sua genesi nella ferma volontà della dirigenza di entrare nelle istituzioni, al fine di garantire una maggiore rappresentanza ai cittadini, che, sempre più numerosi, si avvicinano alla formazione guidata da De Pierro, pur restando sempre fedeli ai propositi originali, più volte espressi, afferenti alla decisione di non presentare liste autonome, salvo rare eccezioni, ma di candidare i propri membri ospitati da altre liste, purché corrispondenti a compagini politiche vicine idealmente ai presupposti concettuali propugnati dal movimento stesso. E’ un esercito di aspiranti consiglieri quello che l’Italia dei Diritti ha messo in campo praticamente in quasi tutti i municipi che vanno al voto, tutti armati di grande passione e di smania di rinnovamento, lontani dalle logiche partitiche che hanno finora avvelenato e sfibrato il panorama politico e amministrativo e pregni di quella sensibilità civica propria del cittadino che vive sulla propria pelle i disagi del quotidiano. E’ la società civile, di cui la formazione associativa che fa capo a De Pierro è totale espressione, a scendere in campo consapevole e a preparare il terreno per le prossime consultazioni politiche dove, con la stessa formula della richiesta di ospitalità come indipendenti in altre compagini affini, fatti salvi eventuali imprevisti di discordanza, viene auspicata l’elezione di onesti e combattivi parlamentari anticasta da affiancare all’encomiabile Francesco Barbato, troppo isolato e contrastato da una classe politica sempre più avvinghiata al cadreghino e morbosamente innamorata dei privilegi. Quel tessuto civico rappresentato mirabilmente alla Spezia da Maurizio Ferraioli, uno degli storici esponenti del movimento e colonna portante della struttura organizzativa dell’Italia dei Diritti in Liguria, per il cui territorio è responsabile regionale, candidato nella lista civica “Per Spezia” a sostegno del sindaco uscente Massimo Federici. Oppure a Isernia dove l’Italia dei Valori ospita come indipendente dell’Idd, a supporto del candidato sindaco Ugo De Vivo, il valido Vincenzo Di Carlo.

    Invece ad Ardea, cittadina in provincia di Roma che detiene il non invidiabile primato di infiltrazioni mafiose sul territorio, il movimento ha scelto di presentare la candidatura simbolica del suo presidente Antonello De Pierro, il cui nome campeggia nella lista civica “Incontro Democratico”, in appoggio alla candidata alla poltrona di sindaco Cristina Capraro, per testimoniare la tangibile sensibilità verso certi temi scottanti e la vicinanza alla forte e quanto mai necessaria spinta di rinnovamento che si respira nella zona.