Tag: lavoratori

  • Sapra evidenzia “Anche i lavoratori hanno i loro obblighi in materia di sicurezza aziendale”

    Sapra Sanità, centro sanitario polispecialistico con autorizzazione in materia di medicina del lavoro, interviene in una tematica estremamente delicata, fulcro della sua attività sul territorio italiano da anni, quella della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. “si deve ricordare che la sicurezza scaturisce dalla sinergia tra titolare, dipendenti e RSPP”.

    Generalmente si ritiene che sia dovere delle aziende prendere tutte le misure necessarie affinché un luogo di lavoro possa essere ritenuto oggettivamente sicuro e a norma, nel rispetto dell’ampia legislazione in materia. Questo ovviamente è un dato di fatto indiscutibile. Le aziende devono per legge valutare e riconoscere i rischi e conseguentemente adottare tutte le contromisure necessarie al fine di eliminarli o quanto meno ridurli il più possibile.

    Tuttavia l’ottemperanza di certi obblighi non riguarda esclusivamente l’azienda e i suoi proprietari. Un atteggiamento corretto, diligente e informato viene richiesto a tutti coloro che prestano il loro operato all’interno dell’impresa, siano essi dipendenti o collaboratori. L’articolo 20 del D.Lgs. 81/08 descrive in modo proprio e approfondito i doveri che ciascun lavoratore deve adempiere, primo fra tutti il prendersi cura della propria sicurezza, della propria salute e di quella di tutti coloro con cui si condivide lo spazio lavorativo.

    Ovviamente il datore di lavoro dovrà fornire un’adeguata formazione in merito, ma la negligenza non è mai ottemperata. Atteggiamenti che mettono in pericolo la propria o altrui incolumità sono punibili e un dipendente ne può essere ritenuto penalmente responsabile se sussistono tutti i presupposti informativi imposti dalla legge.

    Sapra Sanità sottolinea come, parlando dei doveri di un lavoratore, si debba parlare di obbligo di diligenza, o meglio di rispetto delle regole di tecnica e di esperienza insite al tipo di mansione, ovvero al tipo di prestazione dovuta, e in cui rientrano anche quelle preventive poste dalla legislazione e le misure che, secondo la particolarità del ruolo, l’esperienza e la tecnica, il titolare predispone, in base all’art. 2087 c.c., al fine di tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

  • SA.PR.A. attiva nella lotta per la sicurezza sul lavoro, ricorda l’appuntamento con la campagna nazionale del Ministero

    ‘Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene’, è la campagna lanciata il 23 agosto 2010 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, e che sarà diffusa fino al febbraio 2011. L’obiettivo è quello di ridurre del 25% gli infortuni sul lavoro entro il 2012. Si tratta di un traguardo ambizioso ma molto importante e non solo per i costi che il fenomeno infortunistico produce: più di 45 miliardi di euro all’anno nel 2005 secondo i dati INAIL, pari al 3,21% del PIL.

    La campagna è volta a sostenere la diffusione di un nuovo modo di intendere la tutela della sicurezza nei luoghi di lavoro, un progetto che SA.PR.A. porta avanti da anni con una specializzazione in Medicina del Lavoro e Sorveglianza Sanitaria davvero ineccepibile. A supporto di questi, già efficienti strumenti, negli ultimi mesi è scesa in campo con forza ancora maggiore utilizzando i sistemi di comunicazione che, oggi, consentono di raggiungere una vastissima platea di pubblico: blog, social network, siti web specializzati e molto altro ancora.

    Una nuova cultura che deve diventare fondamentale per tutti coloro che gravitano intorno al mondo del lavoro, perché tutti possono collaborare alla messa in sicurezza degli ambienti di lavoro, alla prevenzione e alla tutela attraverso un’adeguata formazione e informazione; una cultura a sostegno di tutte le aziende perché, se è fondamentale tutelare la vita di ogni lavoratore è anche vero che bisogna salvaguardare la sopravvivenza di tutte le aziende che quotidianamente forniscono preziosi posti di lavoro garantendo uno stipendio ai propri dipendenti.

  • Lavoratori autonomi: prestiti convenienti online

    In linea di massima, i prestiti per gli autonomi, soprattutto se di importo cospicuo, da ottenere sono un po’ più complicati rispetto ai prestiti concessi ai lavoratori dipendenti, in quanto viene a mancare la forma di garanzia più comune e sicura, cioè la busta paga. Tuttavia la mancanza della busta paga non impedisce di poter ottenere il finanziamento, in quanto le società finanziarie hanno stabilito per questi lavoratori altre forme di garanzia. Di solito, per l’accettazione della richiesta di fido, è tenuto in considerazione il reddito annuo e, tra le garanzie alternative ci sono le polizze di assicurazioni personali o le ipoteche immobiliari, o anche una fideiussione, cioè la firma di un garante. Internet offre una molteplicità di siti dedicati all’argomento, in cui si trovano tutte le informazioni necessarie; inoltre se il preventivo e/o la richiesta per il prestito vengono fatti on line, l’erogazione del prestito sarà molto rapida.

    Ovviamente la richiesta di un finanziamento può essere fatta direttamente ad una banca ed anche rivolgendosi alle sedi delle finanziarie più vicine, ma soprattutto più conosciute e fidate, dove si può contare su consulenti specializzati. Comunque, per concedere prestiti a lavoratori autonomi e a liberi professionisti, la documentazione richiesta è assolutamente la stessa. Per poter avviare la pratica bisogna presentare il modello unico dell’anno precedente, un bilancio provvisorio previsto per l’anno in corso, un’anzianità lavorativa di almeno due anni ( come garanzia aggiuntiva ) e le ultime bollette domestiche pagate. Questo per poter calcolare con precisione l’importo della rata da pagare, ma anche per valutare se concedere un finanziamento più alto.

    Compilare un preventivo on line gratuito è molto semplice e abbrevia i tempi. Va ricordato che, purtroppo, per i lavoratori autonomi protestati o iscritti nel registro dei cattivi pagatori , non è possibile accedere ad un finanziamento, a meno che non si chieda di essere cancellati da questi elenchi dietro presentazione di alcuni documenti ( cerca info nel web ) e dopo aver pagato le rate insolute.

  • Convegno ‘Amianto e Giustizia’ – Aosta 30 aprile 2010 – Relatore avv. Ezio Bonanni

    L’Osservatorio Nazionale Amianto, Regione Valle d’Aosta, d’intesa con la Presidenza Nazionale, ha indetto l’assemblea degli iscritti della Regione, per il prossimo 30 aprile 2010, alle ore 15.30, presso il Circolo Culturale Sportivo CCS Cogne, sito in Corso Battaglione Aosta n. 18, in Aosta, che vedrà a partire dalle ore 16.00, il dibattito dal tema: “Quale Giustizia per le Vittime e gli Esposti all’amianto della Regione Valle d’Aosta? tra norme della Regione a Statuto Speciale e disinteresse dello Stato Nazionale!”.

    Si perpetua lo stato di ingiusta discriminazione per le vittime dell’amianto, che diventa ancora più stringente, attuale ed urgente, per le Regioni a Statuto Speciale, come la stessa comunicazione del 17.03.2010, dell’Inail all’Avv. Ezio Bonanni, nella quale testualmente “l’invocata equiparazione degli atti degli Enti Territoriali a quelli di indirizzo ministeriale, è stata effettuata dalla nota Sentenza del TAR del Lazio n. 5750/09, per altro oggetto di impugnazione, rispetto ad atti normativi della Regione Friuli Venezia Giulia, mentre non risulta emesso in materia da parte della Regione Autonoma Valle d’Aosta alcun atto dello stesso rango, con il conseguente rigetto di tutte le domande dei lavoratori esposti all’amianto nei siti della piccola Regione a Statuto Speciale.

    Ciò è inaccettabile ed inammissibile, e perpetua una ingiustificata discriminazione delle Regioni a Statuto Speciale, e tra le stesse Regioni a Statuto Speciale!

    Verrà presentato separato ricorso alla Corte Europea per i diritti dell’uomo, e ricorso amministrativo alla Commissione Europea, per l’ingiusta discriminazione, non giustificata né giustificabile. Verrà anche richiesto a fare assumere precisa posizione al Presidente della Regione Valle d’Aosta, ed alla Magistratura del Lavoro, perché riconosca i benefici contributivi fino al 02.10.03, nei siti regionali, ed a tutte le altre competenti Autorità per le numerose vittime dell’amianto, di cui si ha cognizione, determinate dalla massiccia presenza di polveri e fibre di amianto nel sito della Regione Valle d’Aosta.

    All’Assemblea pubblica che inizierà a partire dalle ore 16.00 del 30.04.2010 sarà invitato anche il Presidente della Regione e le altre Autorità, e l’intera popolazione, sensibile ai problemi dei lavoratori e delle vittime dell’amianto e degli altri cancerogeni e parteciperà l’Avv. Ezio Bonanni, legale dell’Osservatorio e di altre associazioni (e colui che ha patrocinato la causa innanzi il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, culminata con l’accoglimento e l’estensione dei benefici contributivi fino al 02.10.03, per i lavoratori esposti all’amianto nei siti delle Regioni a Statuto Speciale, nel caso, espressamente per la Regione Friuli Venezia Giulia cfr. Sentenza 5750/09), ed il Prof. Giancarlo Ugazio, già Professore di Patologia Ambientale presso l’Università di Torino, i quali illustreranno le iniziative intraprese e quelle che saranno messe in cantiere dopo l’importante incontro.

    L’avv. Ezio Bonanni è nato a Roma nel 1968. Dopo aver conseguito la maturità classica si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, ed ha conseguito l’abilitazione professionale presso la Corte di Appello di Roma. Iscritto nell’Albo degli Avvocati di Roma dal 1996, svolge la sua attività in ambito lavoristico (dequalificazione professionale, mobbing, malattie professionali, ect) e civilistico , (comunione, locazioni, obbligazioni, ect), nei settori del diritto di famiglia: (separazione consensuale e giudiziale, divorzio, affidamento dei figli, riconoscimento di paternita’, tutela dei minori, ed eredita’) è Patrocinante in Cassazione e presso le Magistrature Superiori.
    Lo studio offre tutela legale anche su tematiche specifiche quali la responsabilità civile, in ogni settore, ivi compresa la responsabilità medica e l’infortunistica stradale; e in limitati settori del Diritto Penale(come avvocato di parte civile). Assume da subito l’onere del faticoso ed accidentato percorso di difensore dei lavoratori.

    E’ tra i pionieri nei giudizi per la difesa degli esposti e delle vittime dell’amianto e di altri cancerogeni e, dopo aver perseguito queste finalità innanzi le sedi giudiziarie di tutto il territorio nazionale, ha avviato un percorso di tutela innanzi la Corte Europea dei diritti fondamentali dell’uomo di Strasburgo.

    Sul tema dell’amianto ha scritto un libro di denuncia dal titolo: Lo Stato dimentica l’amianto killer

    E’ professore a contratto in “Diritto del Lavoro” presso la Libera Università Telematica “Arti e Scienze Moderne”.

    Lo studio legale ha sede in Roma, in via Crescenzio nella splendida cornice di Piazza Cavour e di Castel Sant’Angelo, a pochi passi da Piazza San Pietro e da Piazza Navona. Altra sede è sita in Latina nei pressi del Tribunale.

    Per ulteriori informazioni:

    STUDIO LEGALE AVV. EZIO BONANNI

    04100 Latina – Via Svetonio n°16 Interno 4

    TEL:0773/663593 – FAX:0773/470660

    00193 Roma – Via Crescenzio n°2 Scala B Interno 3

    TEL:06/68309534 – FAX:06/68890174

    e-mail: [email protected]

    sito web: www.eziobonanni.it

  • Quando lavorare è una festa!


    Primo Maggio, festa dei lavoratori; un’occasione per noi che ci lavoriamo, ma anche per ci conosce già e per chi vuole conoscerci, di rifocalizzare alcuni pensieri ed esperienze che caratterizzano il modo di vivere e concepire il lavoro nella storia quotidiana della nostra Cooperativa. Alcuni flashes che raccontano un po’ chi siamo.
    Innanzitutto le radici: è importante fare sempre memoria del nostro punto di partenza, che è stato l’attività lavorativa organizzata all’interno delle comunità di Villapizzone, prima, e di Castellazzo, poi. Il lavoro come esperienza comunitaria, pur partendo dall’ovvia necessità di guadagnarsi il pane quotidiano, rientrava in un orizzonte ideale che mette la relazione umana al primo posto: il lavoro quindi come occasione di relazione, modalità di incontro che valorizza i talenti di ciascuno al servizio di un bene comune. Questa valorizzazione della relazione in ambito lavorativo è certamente l’eredità più grande che la storia delle comunità ha lasciato alla Cooperativa. E questo stile di attenzione alle persone, con i loro bisogni e i loro talenti, è quello che la Cooperativa cerca ogni giorno di vivere anche nelle relazioni con chi incontriamo nelle nostre attività: dalle persone che ci chiamano per sgomberare le loro case, ai clienti che affollano i nostri mercatini dell’usato. E’ per noi motivo di grande orgoglio sentirci dire che noi “siamo diversi”, perché è proprio quello che cerchiamo di essere. A cominciare dalla retribuzione, pietra di paragone significativa e concreta di una visione del lavoro: gli stipendi non sono calcolati in base all’importanza del ruolo o della mansione, ma sul criterio del bisogno, in particolare del numero dei figli o dei familiari a carico.
    Dalla radice comunitaria, ci arriva un’altra grande eredità: lo stile della porta aperta. Noi crediamo che il lavoro debba essere, concretamente, un diritto per tutti: per chi ha una famiglia da mantenere, per chi già deve occuparsi della gestione quotidiana di figli e casa, ma desidera anche esprimere i propri talenti fuori casa con le poche/tante ore che ha a disposizione, per i giovani che vogliono fare un’esperienza significativa di lavoro, ma anche per tante persone, anche adulte, che la vita ha lasciato un po’ indietro e che faticano ad inserirsi in un mondo lavorativo spesso troppo competitivo. La Cooperativa, da sempre, cerca di offrire a tutti una possibilità, attraverso strumenti contrattuali diversificati secondo le potenzialità ed i bisogni di ognuno: dai percorsi ergo terapici, ai tirocini lavorativi, borse lavoro, contratti di apprendistato e assunzioni vere e proprie, con una particolare attenzione ad agevolare part-time soprattutto per la fascia femminile. Attualmente in Cooperativa lavorano circa 70 persone. Crediamo che il misurarsi con un lavoro vero ed impegnativo, in un contesto ricco di relazione umana, possa essere per molti un’occasione preziosa per recuperare un senso della dignità di sé che a volte esperienze dolorose hanno fatto perdere. Anche il tipo di lavoro che all’inizio della storia è stato scelto aiuta in questo senso: recuperare, ridare valore a cose “buttate via” può essere vissuto come un percorso pedagogico alla possibilità di recuperare le cose preziose che ognuno di noi porta dentro di sé. Tra l’altro il lavoro di sgombero, con tutte le filiere di lavorazione che ne conseguono, permette di diversificare le mansioni in modo che per tutti ci sia uno spazio: anche l’ultimo arrivato, che fino al giorno prima occupava un metro quadro di marciapiede, è in grado di portare uno scatolone giù dalle scale e partecipare quindi di quel senso di dignità che un lavoro ben fatto assieme ad altri restituisce a chi lo fa. Nel nostro laboratorio di restauro è appeso un cartello: “Chi lavora solo con le mani è un operaio; chi lavora con le mani e la testa è un artigiano; chi lavora con le mani, la testa e il cuore è un artista”: noi desideriamo sentirci artisti nel nostro lavoro. E’ vero che le cose che ci passano tra le mani sono burocraticamente catalogate come “rifiuti”, ma il nostro lavoro è accorgersi della bellezza che è nascosta proprio lì e darle valore, e questo in un certo senso può essere un messaggio terapeutico per tutti: vale la pena sempre di recuperare la bellezza e la storia che c’è. E se questo vale per tutti, ancora di più vale per chi è stato messo ai margini da una società che per questo lavoro paziente di ricerca non ha più tempo: o sei performante o non vali. La nostra sfida più grande è vivere queste scelte ideali senza sottrarci ad un confronto continuo con la realtà che ci circonda: noi facciamo e proponiamo a tutti i nostri compagni di lavoro un lavoro vero, che serve a guadagnare la pagnotta quotidiana, mettendo in gioco i talenti e le possibilità che ciascuno possiede, con le proprie forze, senza assistenzialismi: la Cooperativa non riceve alcun finanziamento per la sua attività sociale. La sfida è conciliare questa tensione ideale con il saper stare sul mercato. Non demonizziamo il mercato, anzi: è positivo come termine di confronto realistico, come strumento di realtà. L’equilibrio da mantenere è restare dentro il mercato senza lasciare che determini tutte le nostre scelte, e rileggendo la nostra storia (a settembre la Cooperativa compie 10 anni) sentiamo di poter dire di esserci riusciti.
    Buon Primo Maggio a tutti.

  • Leggi numeri e formule: gli incubi degli studenti italiani


    Appelli concentrati e vicini, molta teoria e poca pratica, prospettive e sbocchi lavorativi sempre più incerti e precari, non sono gli unici “incubi” che assillano gli studenti universitari italiani.
    Sulla base di un campione di 10.000 studenti interpellati negli ultimi 6 mesi, è stata infatti recentemente redatta una classifica degli esami universitari italiani più ostici, che vede in testa Diritto Commerciale, con il 35% di preferenze, seguito da Diritto Privato (23 %), Matematica (16%), Chimica (16%) e Statistica (10%).
    La speciale classifica è stata resa nota da Universitalia, noto centro per il recupero e la preparazione di esami universitari, che ha condotto questa ricerca tramite il proprio portale: www.universitalia.it.
    Gli studenti che “soffrono” di più la difficoltà di questi esami e che di conseguenza richiedono maggiormente supporto a riguardo, sono quelli del Sud Italia (45% sul totale delle richieste d’assistenza ricevute). La situazione migliora risalendo la Penisola, con richieste che scendono al 35% al Centro e al 20% al Nord.
    Esiste anche una forte differenza tra chi studia a tempo pieno e chi “part-time” (studenti-lavoratori): questi ultimi infatti generano da soli più del 62% delle richieste, complice il minor tempo a disposizione da dedicare all’esame.
    “Gli esami più impegnativi per cui molti studenti si rivolgono a nostri centri, sono quelli che gravitano attorno all’area giuridica e scientifica. Molto spesso, questi esami diventano veri e propri “scogli” perché allo studente mancano un buon metodo di studio e degli strumenti che gli permettano di organizzare al meglio il proprio tempo, massimizzando i risultati ottenuti”, ha commentato lo staff di Universitalia, che conclude: ”tramite ripetizioni ed una preparazione personalizzata, che comprende verifiche periodiche di apprendimento, dispense ed assistenza burocratica, i nostri centri forniscono allo studente tutto l’aiuto necessario per superare l’ostacolo dell’esame e proseguire tranquillamente il percorso universitario, senza saltare una sessione”.