Tag: la dieta a zona

  • I 15 cibi che “tolgono” la fame

    Dal lontano 1995 e dai ricercatori dell’Università di Sydney arrivarono degli studi inerenti alla capacità saziante di alcuni alimenti. Questi studi furono fatti con l’ausilio di 41 volontari che si prestarono a mangiare, in diverse occasioni, 38 cibi differenti in porzioni da 240 calorie. Dopo questo “spuntino”, essi potevano mangiare ancora servendosi ad un ricco buffet. Ad osservarli c’erano i ricercatori, i quali controllavano le quantità di cibo ingerite dai loro personaggi campione. Da questa osservazione notarono che le persone più sazie erano i volontari che consumarono uno spuntino più voluminoso, che in termini tecnici significa più ricco di fibre, proteine e acqua. In merito compresero che :

    I cibi grassi “riempiono” meno dei carboidrati e delle proteine;

    A parità di calorie : le patate bollite sono un alimento che sazia sette volte di più delle brioche .

    Da tutte le osservazioni varie questi ricercatori furono poi in grado di stilare una classifica dei cibi che andavano considerati “sazianti”:

    1. patate lesse

    2. merluzzo

    3. zuppa di fiocchi d’avena (polenta)

    4. arance

    5. mele

    6. pasta

    7. manzo

    8. fagioli

    9. uva

    10. pop corn (cucinati nel microonde)

    11. pane di segale

    12. 1 bicchiere di latte intero con cereali (tipo all-bran)

    13. uova affogate

    14. formaggio olandese

    15. lenticchie.

    Questi sono i 15 cibi che, se inseriti all’interno di una strategia alimentare come ad esempio la dieta a zona, possono donare al proprio stomaco e al proprio organismo quella sensazione di non avere più fame.

    Maggiori informazioni : dieta body building oppure la dieta a zona

  • Veganismo: “mangiar verde” conviene

    E’ fuor di dubbio che il fronte Vegano tende in modo rapido e ben organizzato all’espansione. Libri, filmati, festival, social network, l’onda ha preso il via ormai da tempo ma ora si fa veramente sentire con tutta la sua forza. In una così imponente varietà di diete, tra le più gettonate non si possono non menzionare la dieta a zona e la dieta metabolica, un riconoscimento assolutamente importante va dato alla dieta vegana. Qui non ci si vuole soffermare su quello che è senz’altro l’aspetto più importante di tale stile di vita, ovvero quelle che sono i fondamenti etico-morali e anti-specisti che ne delineano abitudini e comportamenti, ma unicamente l’aspetto legato alle abitudini alimentari. Si tratta di una dieta in grado ridurre la frequenza delle patologie cardiache, deellìictus e del diabete poichè pare in grado di proteggere il cuore. In riferimento ad una recente indagine svolta dal gruppo diretto dal dottor Nico Izzo per la Loma Linda Univ. (California) ne conviene che la dieta Vegana, nonchè quella vegetariana, sono atte ad estendere la longevità; indicativamente di tre anni, in media, rispetto coloro che consumano abitualmente prodotti alimentari di origine animale. Il “mangiar verde” inoltre ci difende dalla “sindrome metabolica” da quell’insieme di gravi disturbi, tra cui crescita anormale del colesterolo HDL o pressione alta, che può colpire in largo anticipo rispetto alla norma. Mentre i consumatori di prodotti alimentari di origine animale ne vengono colpiti per il 39%, i vegetariani riducono la vicinanza a tale patologia con un 37% ma i meno colpiti in assoluto rimangono i vegano che abbassano notevolmente la percentuale al 25%.