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  • Pd nel caos a Perugia, ultimatum dell’Italia dei Diritti


    Dopo le candidature di Boccali e Fioroni alle primarie, Massimiliano Sirchi, responsabile umbro del movimento presieduto da Antonello De Pierro, fa sapere che “il Partito Democratico ha l’ultima chance per fare chiarezza internamente e, in caso contrario, ci si inoltrerà in un ginepraio dagli esiti imprevedibili”

    Perugia – Il centrosinistra a Perugia è sull’orlo della deflagrazione. Il timer è stato innescato dalla presentazione della candidatura alle primarie di Anna Rita Fioroni.

    Con l’ala centrosinistra che scalpita e che potrebbe scendere in campo addirittura con due nomi di eccellenza Ivano Serafino Saitta (Italia dei Diritti) o Nilo Arcudi (Psi), l’ultimatum viene dall’ Italia Dei Diritti, il movimento nazionale fondato e presieduto da Antonello De Pierro: il Pd ha l’ultima chance per risolvere la partita al suo interno, altrimenti all’appuntamento del 2 marzo sarà tutti contro tutti.

    Mentre le primarie di coalizione registrano due candidati del Pd scesi ufficialmente in campo, il sindaco uscente Vladimiro Boccali e l’outsider Anna Rita Fioroni, che pare sia sostenuta tra gli altri dal presidente della Provincia Marco Vinicio Guasticchi, il resto della coalizione è in totale subbuglio. Il responsabile regionale dell’Italia dei Diritti Massimiliano Sirchi puntualizza che “le primarie devono essere di coalizione con le regole e i tempi dettati dalle forze della coalizione stessa”.
    Sirchi è perentorio nello sviluppo e nell’articolazione esplicativa dell’ultimatum lanciato a nome della formazione che presiede in Umbria, dopo aver incassato da Roma anche l’approvazione del presidente De Pierro. Ribadisce infatti che “nei vari incontri che si sono succeduti nell’ultimo periodo, non ha mai avanzato la richiesta dello svolgimento delle primarie”. Si sarebbe preferito “avviare un confronto serio e serrato sulle prospettive di rilancio della città, partendo dall’analisi delle criticità che in questi ultimi anni, nonostante l’impegno dell’amministrazione guidata da Boccali, sono emerse”. Un ultimatum a cui si associa anche il Psi, con cui l’Italia dei Diritti condivide molte linee programmatiche e strategiche. Ed è sul programma, fa sapere Sirchi, che “va definito il perimetro della coalizione”.

    “In queste ore – continua l’esponente umbro dell’Idd – il confronto si è invece concentrato, purtroppo, sulle primarie per la scelta del candidato sindaco, che vede la proposta di due esponenti del Partito Democratico, rischiando di diventare l’ennesima resa dei conti all’interno del Pd. Quest’ultimo – avverte Sirchi – ha l’ultima chance per fare chiarezza internamente, scelga tra Boccali e Fioroni, in caso contrario ci si inoltrerà in un ginepraio dagli esiti imprevedibili.

  • Presentata in Regione a Perugia la sezione umbra dell’Italia dei Diritti


    All’incontro, a cui ha partecipato anche il presidente del movimento Antonello De Pierro, erano presenti il responsabile del Coordinamento Organizzazione Territoriale e Circoli Ivano Saitta, il responsabile regionale per l’Umbria Massimiliano Sirchi e il suo vice Giampiero Prugni

    Perugia – L’Italia dei Diritti presenta la sua struttura organizzativa e la nuova sede in Umbria, aggiungendo così un altro tassello al proprio scacchiere politico del Belpaese. Ieri a Perugia, presso la Sala della Partecipazione del Palazzo della Regione, si è tenuta una conferenza stampa di presentazione dello schieramento politico fondato nel 2006 dal giornalista Antonello De Pierro.

    Il Responsabile regionale del partito, l’Avv. Massimiliano Sirchi, ha aperto il dibattito presentando i diversi componenti e definendo i vari punti programmatici che rappresentano il vulnus del progetto politico di questa nuova proposta politica. L’appuntamento ha rappresentato un’occasione importante per conoscere direttamente i principi ispiratori, le idee ed i protagonisti impegnati in questo movimento. Sono intervenuti ai lavori anche il Responsabile del Coordinamento Organizzazione Territoriale e Circoli Ivano Saitta ed il Vice Responsabile Giampiero Prugni, i quali hanno denunciato con i loro accorati interventi la situazione di stasi della situazione politica regionale. L’Italia dei Diritti vuol far riappropriare i cittadini dei propri diritti, ripartendo dai concetti fondamentali della convivenza tra i popoli, quali la responsabilità civile di ogni soggetto civile, politico o pubblico. La stessa responsabilità civile che dirigenti e amministratori pubblici dovrebbero assumere nell’esercizio delle proprie funzioni. Occorre controllare drasticamente la cattiva abitudine, che caratterizza l’amministrazione pubblica, di appoggiarsi a società esterne per ogni sorta di consulenza, cercando al contrario di valorizzare il più possibile le competenze interne. Con la stessa determinazione è necessario rivedere, inoltre, il mondo delle municipalizzate e delle aziende correlate a funzioni pubbliche, fucina e volano allo stesso tempo del sistema clientelare che caratterizza il nostro paese e la nostra regione. L’Italia dei Dirittinasce con l’obiettivo di dare una rappresentanza ed una voce autorevole a quella parte della società civile che è disposta a mettersi in gioco per rifondare, in modo radicale, le istituzioni politiche, sociali ed economiche del Paese, nel solco delle grandi culture politiche liberali e riformiste. Un soggetto politico, quello guidato da Antonello De Pierro, che crede fortemente nel diritto, che vede nella lealtà e nella legalità gli assi portanti della democrazia di un paese.

    Un movimento, l’Italia dei Diritti, che si fa portavoce delle istanze dei cittadini e che manifesta a chiare lettere e a voce alta il proprio dissenso e la propria indignazione di fronte all’immobilismo che caratterizza la scena politica ed economica degli ultimi venti anni.

  • Antonello De Pierro ospite al premio “Rocca d’Oro” 2013

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti ha consegnato al professor Giorgio Perfetti il prestigioso riconoscimento istituito 24 anni fa dall’indefesso Giancarlo Flavi

    Frosinone – L’altra sera a Piglio, nel frusinate, è andata in scena, come di consuetudine, la 24esima edizione del Premio Internazionale Professionalità “Rocca D’oro” che ha portato in città Sua Eminenza cardinale Josè Saraiva Martins, postulatore della beatificazione di Giovanni Paolo II, rimasto incantato dal luogo dove il papa polacco veniva a trascorrere i martedì di relax.

    Una serata molto frizzante nella quale la direttrice di Poste Italiane di Frosinone Tiziana Gasbarra ha annunciato che il 21 settembre verrà emesso un francobollo, su richiesta degli organizzatori del Premio, sul vino rosso Cesanese, che sarà presentato proprio a Piglio. La serata del premio è andata in diretta streaming sul sito www.eccolanotiziaquotidiana.it ed è stata vista da migliaia di persone in tutto il mondo. La statuaria presentatrice Iuliana Ierugan, coadiuvata dallo straripante organizzatore Giancarlo Flavi, hanno dato vita a due ore di manifestazione tra arte, cultura, spettacolo e soprattutto tanta professionalità, cosi come rimarcato dalla Giuria presieduta dal generale dei Carabinieri Carlo Felice Corsetti e composta dal principe Carlo Massimo, da Antonino Lazzarino De Lorenzo, dal dott. Gianfranco Battisti, dai giornalisti Francesco Puglisi, Roberto Simon, Dundar Kesapli, Saad Hussin e dal sindaco di Piglio Tommaso Cittadini.

    Al cospetto di un parterre molto nutrito di ospiti si sono avvicendati sul palco della storica piazza Roma le personalità che hanno ricevuto l’ambito riconoscimento. L’interminabile elenco snocciolato dai conduttori ha visto tra gli altri, oltre al già citato cardinale Martins, il prefetto di Frosinone Eugenio Soldà , Thomas Han, ambasciatore della Corea del Sud presso la Santa Sede, Akki Akil, ambasciatore di Turchia in Italia, Cathy Phoan, ricercatrice aerospaziale californiana, Giorgio Perfetti, professore ordinario di odontoiatria presso l’Università di Chieti, il cardiologo Francesco Fedele, presidente della Fondazione Italiana Cuore e Circolazione, Tiziana Gasbarra, direttrice provinciale di Poste Italiane di Frosinone, la giornalista Gaia Maschi Verdi, pronipote di Giuseppe Verdi, l’avvocato Alessandro Carnevali, presidente dell’Associazione Ciociari a Roma, l’avvocato Natalia Gioia dell’Associazione Europea Consumatori Indipendenti, Lauro Sciannamea, presidente provinciale e coordinatore del 118 di Frosinone, Marcello Pigliacelli, presidente della Camera di Commercio, il pittore e scultore Luigi Centra, il dj di Radio Dimensione Suono Bibi Gismondi, il capitano Costantino Airoldi, comandante della compagnia dei Carabinieri di Anagni, il generale Federico Ricci, l’attore e scrittore Bruno De Stephanis. e al giovanissimo talento canoro Alessandro Pirolli, di soli undici anni, che si è esibito in una performance fenomenale, che ha lasciato i presenti a bocca aperta per le straordinarie capacità esternate. Tra gli ospiti giunti a Piglio il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it e già direttore e voce storica di Radio Roma, che ha consegnato la storica scultura nelle mani di Giorgio Perfetti. Vale la pena sottolineare che De Pierro attualmente figura al ventesimo posto nella classifica dei politici italiani più amati su Facebook, grazie all’alto gradimento registrato dalla sua pagina ufficiale con oltre 70.000 like. Tra gli altri Alfio Borghese, Roberto Simon, Mario Cappelli, Totò Torri, Santino De Angelis e Angelo Stramazzi. Tutti hanno potuto degustare un’accurata selezione di gustosi prodotti locali tra cui il tanto apprezzato vino Cesanese.

  • Antonello De Pierro e Deborah Bettega al vernissage di Massimo di Cave a Trastevere


    Nella splendida cornice del ristorante “Romolo nel Giardino della Fornarina” tantissimi ospiti hanno reso omaggio alla serata inaugurale della mostra “Uomini e ombre” del celebre scultore romano

    Deborah Bettega e Antonello De Pierro

    Roma – Le forti piogge, che si sono abbattute su Roma, non hanno dissuaso gli oltre centocinquanta invitati al vernissage dell’artista-architetto Massimo di Cave, che ha scelto gli spazi espositivi di Romolo nel Giardino della Fornarina, lo storico ristorante della Capitale, sito nel cuore di Trastevere, con annesso uno splendido giardino circondato da mura cinquecentesche, per allestire la sua incantevole mostra “Uomini e Ombre”.

    Nel suggestivo locale, dove la storia si fonde con il mito, abitava Margherita Luti, la bella Fornarina che ispirò Raffaello Sanzio, che era solito ristorarsi in questa locanda quando si trovò ad affrescare le pareti della vicina Farnesina su commissione di Agostino Chigi. Una location ideale, quindi, per offrire alla vista di un pubblico selezionato e raffinato espressioni artistiche di qualità, che torna ad ospitare mostre e iniziative culturali grazie all’impegno di Vittoria Biasciucci, figlia della signora Marisa Casali, la quale ha deciso di proseguire la tradizione familiare non solo legata alla buona cucina romana, ma anche agli impulsi intellettuali.

    Tanti i volti noti che hanno potuto apprezzato la preziosa raccolta di quaranta sculture e bassorilievi che l’artista ha esibito in un luogo dove da sempre si coniugano arte e gastronomia in impeccabile armonia.

    Hanno accolto l’invito amichevole dell’indefesso Emilio Sturla Furnò molti giornalisti e personaggi della cultura e dello spettacolo accolti dallo stesso insieme alla curatrice della mostra Rosanna La Salandra.

    Illuminati dai flash dell’esercito di fotografi presente, si sono potuti notare le attrci Elisabetta Pellini e Marina Pennafina, la sempreverde e affascinanteAdriana Russo accompagnata dal giornalista Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, direttore di Italymedia.it e già direttore responsabile e voce storica di Radio Roma, il bel tenebroso Beppe Convertini,la conturbante Eleonora Vallone, la bella ed effervescente showgirl Deborah Bettega, l’artista e gallerista Pino Purificato, il bravissimo sopranista Adonà, la giornalista del Tg3 Lazio Stefania Giacomini, la psicoterapeuta, scrittrice e conduttrice televisiva Irene Bozzi, ex moglie del cantautore Roberto Vecchioni, la contessa Elena Aceto di Capriglia con il figlio Giovanni D’Antonio, il principe Guglielmo Giovanelli Marconi, il marchese Giuseppe Ferrajoli con la sua Olga, il professor Roly Kornblit, l’onorevole Sandra Cioffi con il maritoFrancesco Fedi, l’onorevole Antonio Paris, la critica d’arte Francesca BarbiMarinetti, l’imprenditrice Tina Vannini, il chirurgo plastico Aldo Alessi, il candidato sindaco per Roma Edoardo De Blasio, la scrittrice Rosetta Romano Toscani, la pittrice Rosa Galante, il poeta Lucio Freni, gli stilisti Massimo Bomba e Gianluca Santangelo, l’esperta di wedding Erika Gottardi, la nutrizionista Sara Farnetti, il maestro Gerardo Di Lella.

    Ad accogliere gli ospiti un ricco buffet della tradizione romana trasteverina con squisiti primi espresso come pennette all’arrabbiata e all’amatriciana, broccoletti ripassati e caldi assaggi di pizza sfornata in diretta dall’antico forno in muratura.

    “Ritratti di uomini e ombre – ha spiegato la curatrice agli ospiti – volti e figure che esprimono pensieri, silenzi, pace e disperazione, caparbietà e insicurezza, fragilità umana”.

    E tutti i presenti sono stati letteralmente rapiti dalle meravigliose sculture raffiguranti uomini e donne realizzate con tecniche contemporanee utilizzando ferro, lamiera, legno invecchiato, marmo, impasti cartacei e cartone. I materiali magicamente diventano forme e volumi, espressioni e suoni e lo spazio espositivo si anima di quel senso qualificante, essenziale dell’uomo, che è la sua spiritualità.

    “Figure esili, ma forti. Volti scarni, ma intensi – ha affermato La Salandra -, ombre del passato che ritorna sempre. Storie e passioni capitoline del Rinascimento si materializzano e raccontano. Sono alieni di un’altra dimensione”.

    Di Cave, trasteverino di nascita, professionista dalla personalità eclettica e carismatica, nel giardino della Fornarina ha trascorso la sua infanzia e ha sviluppato il suo immaginario, la passione per l’arte, per l’architettura e l’amore per la vita.

    Qui Di Cave ha fatto ritorno sui percorsi della memoria. E intrisi di note amarcord, dai file mnemonici sono affiorati toccanti flashback, fotografie dai contorni sbiaditi di spaccati esistenziali legati a un passato vissuto con entusiasmo tra colazioni, cene e lunghe conversazioni con la titolare Marisa Casali, con gli amici più cari e con i tantissimi personaggi conosciuti in quel contesto elegante e riservato.

    (Foto di Gardini e Santangelo)

  • Antonello De Pierro e Adriana Russo al vernissage di Massimo di Cave a Trastevere

    Nella splendida cornice del ristorante “Romolo nel Giardino della Fornarina” tantissimi ospiti hanno reso omaggio alla serata inaugurale della mostra “Uomini e ombre” del celebre scultore romano

    Antonello De Pierro, Massimo di Cave e Adriana Russo

    Roma – Le forti piogge, che si sono abbattute su Roma, non hanno dissuaso gli oltre centocinquanta invitati al vernissage dell’artista-architetto Massimo di Cave, che ha scelto gli spazi espositivi di “Romolo nel Giardino della Fornarina”, lo storico ristorante della Capitale, sito nel cuore di Trastevere, con annesso uno splendido giardino circondato da mura cinquecentesche, per allestire la sua incantevole mostra “Uomini e Ombre”.

    Nel suggestivo locale, dove la storia si fonde con il mito, abitava Margherita Luti, la bella Fornarina che ispirò Raffaello Sanzio, che era solito ristorarsi in questa locanda quando si trovò ad affrescare le pareti della vicina Farnesina su commissione di Agostino Chigi. Una location ideale, quindi, per offrire alla vista di un pubblico selezionato e raffinato espressioni artistiche di qualità, che torna ad ospitare mostre e iniziative culturali grazie all’impegno di Vittoria Biasciucci, figlia della signora Marisa Casali, la quale ha deciso di proseguire la tradizione familiare non solo legata alla buona cucina romana, ma anche agli impulsi intellettuali.

    Tanti i volti noti che hanno potuto apprezzato la preziosa raccolta di quaranta sculture e bassorilievi che l’artista ha esibito in un luogo dove da sempre si coniugano arte e gastronomia in impeccabile armonia.

    Hanno accolto l’invito amichevole dell’indefesso Emilio Sturla Furnò molti giornalisti e personaggi della cultura e dello spettacolo accolti dallo stesso insieme alla curatrice della mostra Rosanna La Salandra.

    Illuminati dai flash dell’esercito di fotografi presente, si sono potuti notare le attrci Elisabetta Pellini e Marina Pennafina, la sempreverde e affascinante Adriana Russo accompagnata dal giornalista Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, direttore di Italymedia.it e già direttore responsabile e voce storica di Radio Roma, il bel tenebroso Beppe Convertini, la conturbante Eleonora Vallone, la bella ed effervescente showgirl Deborah Bettega, l’artista e gallerista Pino Purificato, il bravissimo sopranista Adonà, la giornalista del Tg3 Lazio Stefania Giacomini, la psicoterapeuta, scrittrice e conduttrice televisiva Irene Bozzi, ex moglie del cantautore Roberto Vecchioni, la contessa Elena Aceto di Capriglia con il figlio Giovanni D’Antonio, il principe Guglielmo Giovanelli Marconi, il marchese Giuseppe Ferrajoli con la sua Olga, il professor Roly Kornblit, l’onorevole Sandra Cioffi con il marito Francesco Fedi, l’onorevole Antonio Paris, la critica d’arte Francesca Barbi Marinetti, l’imprenditrice Tina Vannini, il chirurgo plastico Aldo Alessi, il candidato sindaco per Roma Edoardo De Blasio, la scrittrice Rosetta Romano Toscani, la pittrice Rosa Galante, il poeta Lucio Freni, gli stilisti Massimo Bombae Gianluca Santangelo, l’esperta di wedding Erika Gottardi, la nutrizionista Sara Farnetti, il maestro Gerardo Di Lella.

    Ad accogliere gli ospiti un ricco buffet della tradizione romana trasteverina con squisiti primi espresso come pennette all’arrabbiata e all’amatriciana, broccoletti ripassati e caldi assaggi di pizza sfornata in diretta dall’antico forno in muratura.

    “Ritratti di uomini e ombre – ha spiegato la curatrice agli ospiti – volti e figure che esprimono pensieri, silenzi, pace e disperazione, caparbietà e insicurezza, fragilità umana”.

    E tutti i presenti sono stati letteralmente rapiti dalle meravigliose sculture raffiguranti uomini e donne realizzate con tecniche contemporanee utilizzando ferro, lamiera, legno invecchiato, marmo, impasti cartacei e cartone. I materiali magicamente diventano forme e volumi, espressioni e suoni e lo spazio espositivo si anima di quel senso qualificante, essenziale dell’uomo, che è la sua spiritualità.

    “Figure esili, ma forti. Volti scarni, ma intensi – ha affermato La Salandra -, ombre del passato che ritorna sempre. Storie e passioni capitoline del Rinascimento si materializzano e raccontano. Sono alieni di un’altra dimensione”.

    Di Cave, trasteverino di nascita, professionista dalla personalità eclettica e carismatica, nel giardino della Fornarina ha trascorso la sua infanzia e ha sviluppato il suo immaginario, la passione per l’arte, per l’architettura e l’amore per la vita.

    Qui Di Cave ha fatto ritorno sui percorsi della memoria. E intrisi di note amarcord, dai file mnemonici sono affiorati toccanti flashback, fotografie dai contorni sbiaditi di spaccati esistenziali legati a un passato vissuto con entusiasmo tra colazioni, cene e lunghe conversazioni con la titolare Marisa Casali, con gli amici più cari e con i tantissimi personaggi conosciuti in quel contesto elegante e riservato.

    (Foto di Gardini e Santangelo)

  • Dopo Vasto De Pierro conferma sostegno a Idv, ma detta le condizioni

    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Chiediamo un’adeguata rappresentanza del nostro movimento con la presenza di un esponente candidato nelle liste dell’Italia dei Valori in ogni collegio elettorale, a garanzia dei nostri sostenitori ed elettori, che avrebbero la possibilità di esprimere in tutta libertà il delegato più idoneo alle loro esigenze. Poi l’assicurazione di avere compagni di avventura privi di ogni possibile dubbio da parte di chicchessia sull’impeccabilità assoluta della loro condotta, con l’impegno da parte di Di Pietro di allontanare ogni eventuale mela marcia che potrebbe avvicinarsi al partito, evento possibile e fisiologico per una formazione politica cresciuta così in fretta”

    Antonello De Pierro e la senatrice Giuliana Carlino

    Roma – Terminati i lavori della kermesse di Vasto, ormai storico appuntamento annuale per l’Italia dei Valori, il presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, insieme ai maggiori esponenti del movimento extraparlamentare, ne ha tracciato il bilancio finale e si è espresso in merito alle decisioni prese in relazione alle scelte politiche da fare nei mesi a venire, in vista delle numerose e ardue consultazioni elettorali, che attendono alle urne una popolazione ormai politicamente disorientata e scevra di ogni certezza, tra vistose venature e profondi solchi di disillusione, nei confronti delle formazioni partitiche, che a loro volta cercano di correre ai ripari per recuperare risicate manciate di consensi e guadagnare qualche spazio prezioso sul terreno di una vacillante credibilità.

    In questo scenario nebbioso e confuso, adagiato su una vacillante piattaforma di desolante indeterminatezza, si infilano e si muovono, con fermenti speranzosi e valori coriacei, le convinzioni decisionali dell’Italia dei Diritti, che dopo avvedute disamine e riflessioni valutative, ha affidato alle parole del suo leader Antonello De Pierro la linea politica da adottare: “Abbiamo seguito con attenzione i lavori della convention di Vasto e, alla luce delle estrinsecazioni concettuali e ideali espresse dalle numerose esplicitazioni dialettiche, abbiamo convenuto che quanto propugnato dall’Italia dei Valori e dal suo presidente Antonio Di Pietro, è perfettamente condivisibile e assimilabile rispetto ai principi più pregnanti e fondanti del nostro movimento.

    Il solco ideologico nel quale ci muoviamo può tranquillamente farci coesistere con l’Idv, a cui possiamo fornire una salutare iniezione di linfa vitale e di energia pulita prodotta da una forza non trascurabile di rappresentanti della società civile, che possono garantire certezze assolute di concentrati di onestà e di candore morale. Però il nostro sostegno non è incondizionato, ma si basa su due richieste ben precise.

    Innanzitutto un’adeguata rappresentanza del nostro movimento con la presenza di un esponente candidato nelle liste dell’Italia dei Valori in ogni collegio elettorale, a garanzia dei nostri sostenitori ed elettori, che avrebbero la possibilità di esprimere in tutta libertà il delegato più idoneo alle loro esigenze. Poi l’assicurazione di avere compagni di avventura privi di ogni possibile dubbio da parte di chicchessia sull’impeccabilità assoluta della loro condotta, con l’impegno da parte di Di Pietro di allontanare ogni eventuale mela marcia che potrebbe avvicinarsi al partito, evento possibile e fisiologico per una formazionepolitica cresciuta così in fretta. E per mela marcia non intendo solo chi ha problemi con la giustizia, anzi fino al terzo grado di giudizio siamo fin troppo tolleranti e assolutamente non giustizialisti, considerando sacrosanta la presunzione di innocenza nella nostra cultura giuridica.

    Ci sono condotte invece decisamente censurabili, pur non essendo riconducibili a esplicite fattispecie di rilevanza penale, e sto parlando di tutte quelle manifestazioni comportamentali che vanno a porsi in contrasto con i principi dell’etica politica, peculiarità a nostro avviso imprescindibile per chi ha avuto in custodia dai cittadini la gestione della cosa pubblica, la cui violazione determina di fatto una grave incrinatura nel rapporto fiduciario tra l’eletto e l’elettore, che si traduce in un abbassamento del livello di fiducia riposta nella rappresentanza politica di riferimento, che nel tempo va a rendere instabile tutto il sistema.

    Se il presidente Di Pietro e l’Italia dei Valori accoglieranno le nostre condizioni, che tra l’altro ci sembrano semplicemente dettate dal buon senso di chi ha a cuore realmente la cosa pubblica, da parte nostra ci sono lunghe autostrade destinate al dialogo. In caso contrario, nostro malgrado, dovremo dirottare altrove i nostri consensi, sempre fermi sulla nostra indipendenza nell’offerta politica”.

  • De Pierro, saremo a Vasto per valutare le nostre scelte politiche future


    Il presidente dell’Italia dei Diritti e candidato a sindaco di Roma Capitale: “Cerchiamo conferme in merito alla linea ideale dettata da Di Pietro, per far convergere sull’Italia dei Valori il nostro bacino di consensi, chiedendo la candidatura di un esponente del nostro movimento in ogni collegio elettorale”

    Antonio Di Pietro e Antonello De Pierro

    Roma – Anche quest’anno, dal 21 al 23 settembre, avrà luogo a Vasto (CH) il canonico incontro dell’Italia dei Valori, giunto ormai alla 7^ edizione. Il motto con cui la compagine partitica capeggiata da Antonio Di Pietro si accinge ad affrontare l’appuntamento è “Il cambiamento utile”. Un’occasione per fare il punto sulla situazione e cercare di individuare la giusta strategia per giungere preparati alle consultazioni elettorali politiche della prossima primavera.

    Anche il movimento Italia dei Diritti guarda con attenzione al rendez–vous politico primaverile, che dovrà designare il destino dell’Italia in un momento notoriamente molto arduo.

    Ed è per questo che l’organizzazione extraparlamentare presieduta da Antonello De Pierro, candidato a sindaco di Roma Capitale, sarà presente nella cittadina abruzzese con una folta rappresentanza di dirigenti e sostenitori.

    A capeggiare la delegazione che parteciperà alla tre giorni vastese sarà lo stesso De Pierro, il quale estrinseca le motivazioni decisionali di tale presenza affidandole ad una dichiarazione di intenti di esplicita matrice: “Dopo aver assistito alla deriva politico-istituzionale del Paese, ridotto socialmente a un cumulo di macerie da una partitocrazia con vocazione elitaria sempre più avida di privilegi e di esclusive prerogative, a danno di un tessuto collettivo sempre più schiacciato, calpestato e mortificato da un cinico ed egoistico menefreghismo e da una disarmante e vergognosa indolenza, siamo costretti a registrare il fallimento inesorabile di una certa politica e a pretendere, a nome di una società appiattita sul presente e proiettata verso l’incertezza fatale di un futuro tremolante, sbiadito e orfano di ogni barlume di speranza, un’inversione di rotta determinata e risolutiva.

    Saremo a Vasto proprio per cercare le conferme che finora ci fanno prediligere l’Italia dei Valori rispetto alle altre formazioni politiche, per incanalare il nostro patrimonio di consensi e farlo convergere verso l’Idv, con l’auspicio che la linea ideale finora condivisa in larga parte non esca ritoccata dall’appuntamento a cui stiamo guardando con notevole interesse. Qualora, come crediamo, i valori e le idee propugnate rimarranno inalterati, saremo ben lieti di corroborare la nostra determinazione decisionale e suggellarla con la candidatura di un esponente del nostro movimento in ogni collegio elettorale e far confluire su di loro la manifestazione di suffragio espressa dal nostro bacino elettorale nel segreto della cabina.

    Non ci resta che attendere quanto emergerà al termine della chiusura dei lavori e, nell’eventualità già argomentata, ci auguriamo che Di Pietro raccolga la nostra sollecitazione, afferrando lesto la nostra mano tesa, che potrebbe fornire all’Italia dei Valori un apporto decisivo per l’esito finale e un’iniezione di valori sani e genuini da parte di elementi accuratamente selezionati, prima di essere ammessi a occupare ruoli predominanti nel nostro movimento.

    Le sirene di altre realtà politiche stanno cercando di incantarci con il loro richiamo, ma noi la decisione per il momento l’abbiamo presa e speriamo di confermarla dopo Vasto, salvo un rifiuto da parte dell’Idv, che ci porterebbe, nostro malgrado, verso risoluzioni diverse per non disperdere quella quota di consensi che abbiamo faticosamente edificato sulla scia di un’infinità di battaglie sociali”.

    Per concludere il numero uno dell’Italia dei Diritti, che sarà presente a Vasto sabato 22, chiosa: “Un accordo del partito di Di Pietro con la nostra entità associativa, che sarebbe in linea con l’apertura annunciata verso società civile e movimenti, lo doterebbe inoltre di una potenza comunicativa esponenziale rispetto a quella espressa finora, sicuramente accettabile, ma assai carente rispetto al potenziale mediatico che, dati i mezzi tecnici ed economici a disposizione, risulta a nostro avviso altamente penalizzato e soffocato. Il raggiungimento della massima forza possibile di divulgazione informativa sarebbe ottenuto grazie al lavoro dei grandi esperti di comunicazione che operano attualmente nell’Italia dei Diritti, che hanno innalzato il nostro movimento a standard di visibilità enormi con l’impiego di risorse economiche pressoché nulle”.

  • Antonello De Pierro annuncia candidatura a sindaco di Roma Capitale


    Il presidente dell’Italia dei Diritti ha sciolto ogni riserva e parteciperà alle eventuali primarie del centrosinistra contando sui voti dell’Italia dei Valori e di Sel

    Roma – Ormai è ufficiale: Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, si candiderà alla carica di sindaco di Roma Capitale in occasione delle prossime elezioni amministrative del 2013.

    La notizia era già nell’aria da tempo, ma De Pierro non aveva ancora sciolto le numerose riserve personali, nonostante da più parti gli giungessero, sempre più numerose, manifestazioni incoraggianti di sostegno in tal senso, da cittadini ormai esasperati dallo strapotere di politicanti e gerontocrati che hanno occupato gli apparati istituzionali, diventati il più delle volte meta per spregiudicati affaristi, che coltivano all’ombra della politica i loro interessi personali, piuttosto che centri di servizio sociale per la collettività.

    E’ lo stesso leader dell’Idd a spiegare le motivazioni che hanno portato a questa svolta decisionale: “Abbiamo assistito impotenti, in questi ultimi anni, alla disastrosa gestione amministrativa della giunta (o meglio delle giunte) Alemanno, con una città che sta pagando un duro prezzo all’insipienza politica di queste persone. Ma nonostante i numerosi scandali che hanno bersagliato implacabilmente il povero, e credo incolpevole, Sindaco, vogliamo concedere l’alibi a questi amministratori dell’errore e non della dolosità, che tra l’altro non spetta a noi giudicare, e attribuire loro un’incapacità operativa disarmante.

    Per quanto riguarda Alemanno, la non colpevolezza diretta che sentiamo di riconoscergli in afferenza agli scandali, non lo assolve certo dalla piena responsabilità politica di aver operato delle scelte collaborative dilettantistiche, che dovrebbero suggerirgli di dedicarsi, magari con successo, ad altra attività, liberando i cittadini dalla sua pressoché inutile presenza nel panorama politico.

    Sono molti mesi che ricevo da ogni parte sollecitazioni e inviti a candidarmi alla carica di sindaco a Roma, e di trascinare in campo quel concentrato di onestà, legalità e trasparenza, che contraddistingue le coscienze soggettive di tutti gli esponenti dell’Italia dei Diritti. Ebbene non potevo deludere siffatte aspettative e ho preso la decisione, per portare nella competizione, ed eventualmente alla guida della città, un forte vento di rinnovamento, stavolta reale e non solo nascosto nella retorica dei proclami elettoralistici di gran parte della nomenclatura che ha rappresentato finora la vita politica nella Capitale.

    La nostra sfida inizia dalla legalità, soprattutto negli stessi apparati comunali, che in alcuni comparti le corruttele e le connivenze hanno ridotto al lumicino. Non si può parlare di sicurezza se non si educa verso il rispetto delle regole chi dovrebbe farle rispettare. E’ chiaro, in questo caso, che mi riferisco alle battaglie portate avanti con decisione dal nostro movimento contro i numerosi comportamenti omissivi e i favoritismi da parte di alcune cellule deviate dei vigili urbani e dei dipendenti degli uffici tecnici comunali, con concrete proposte per arginare il fenomeno, che il sindaco Alemanno ha finto di recepire e di condividere, lasciando poi tutto invariato.

    I cittadini romani, e soprattutto chi delinque sfruttando a proprio e altrui vantaggio posizioni professionali favorevoli, devono sapere che con noi, in tal senso, vigerebbe la tolleranza zero, con vigorosa attività preventiva e, se necessario, repressiva all’insegna dell’esemplarità.

    La gente comune, i più deboli, sarebbero altamente tutelati dall’arroganza di pochi eletti, che con sprezzo della legalità, agitano impunemente lo scettro del potere.

    La nostra sfida si sostanzia inoltre nella promozione culturale, soprattutto nelle periferie, settore che è stato mortificato da persone incapaci di valorizzarlo.

    Soprattutto l’obiettivo da perseguire è quello di una città che risponda totalmente alle esigenze dei cittadini e combatta i privilegi di pochi.

    Sappiamo che la nostra linea non farà piacere ad una certa classe politica ancorata saldamente ai benefici, che cercherà di boicottarci in ogni modo.

    A noi poco importa, a noi interessa il benessere dei corpi collettivi e non certo di un manipolo di politicanti che deve aver scambiato gli scranni istituzionali come la meta di spregiudicati affaristi.

    Perciò, se i cittadini riusciranno, nonostante i boicottaggi, a sintonizzare le loro coscienze sulle nostre frequenze innovative, potranno assistere ad una vera e propria rivoluzione nella gestione della cosa pubblica, che darà ossigeno vitale a tutte le attività quotidiane, che spesso ora si trasformano in odissee per chi è costretto ad affrontarle.

    Si preparino, i signori dei privilegi, a rinunciare a ciò che credono un diritto, ma che è solo una concessione di un potere gestito sui percorsi clientelari.

    Si apprestino ad affidare a sbiaditi ricordi l’uso e l’abuso di auto blu.

    La politica dei trombati inseriti ad ogni costo si abitui a rinunciare a incarichi e consulenze faraoniche: se i compensi proposti non fossero di gradimento esiste un esercito di giovani disoccupati che li accetterebbe volentieri e magari raggiungendo risultati più proficui”.

    De Pierro ha poi concluso: “Se ci saranno le condizioni e i margini necessari per esplicitare e concretizzare in ambito coalizzativo la nostra linea ideale è molto probabile che parteciperò alle eventuali primarie del centrosinistra, per le quali conto sull’appoggio dell’Italia dei Valori, della Federazione della Sinistra, di Sinistra Ecologia e Libertà e dei Verdi Ecologisti, da dove intendo iniziare a edificare la struttura portante per la realizzazione del progetto propugnato. In caso contrario valuteremo il da farsi, cercando di maturare le scelte migliori per trarre i maggiori benefici per la cittadinanza, che a quel punto diventerà decisiva e parte integrante di un progetto ambizioso per consegnare a Roma l’efficienza che le compete di diritto”.


  • Significativa presenza di Antonello De Pierro a casa di Di Pietro in Molise


    Il presidente dell’Italia dei Diritti ha partecipato alla tradizionale festa del raccolto organizzata dal leader dell’Italia dei Valori presso la sua masseria di Montenero di Bisaccia

    Roma – Com’è ormai tradizione consolidata e di successo anche quest’anno, presso la masseria Di Pietro, di proprietà del leader del partito Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, a Montenero di Bisaccia in Molise, si è svolta la festa del raccolto. E come da copione ha richiamato migliaia di iscritti e sostenitori da ogni parte d’Italia, per un bagno di folla che ha riempito al limite della capienza il vasto prato che abbraccia la casa ed è andato oltre ogni previsione della vigilia, superando di gran lunga il numero di presenti registrato negli anni scorsi.

    Un record di affluenza a cui ha contribuito indubbiamente il movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, presente all’evento con un nutrito gruppo di sostenitori, capeggiati dal presidente Antonello De Pierro, che ha sposato quasi del tutto la linea tracciata da Di Pietro negli ultimi mesi, annunciando il sostegno al partito del gabbiano e la volontà di candidare i propri esponenti nelle sue liste alle prossime competizioni elettorali.

    Oltre a De Pierro sono intervenuti alla serata molti dirigenti del movimento a sostegno dei diritti dei cittadini, tra cui il deputato Francesco Barbato, responsabile per le Mafie e la Criminalità Organizzata, Luana Cinti, vice responsabile per l’Emilia Romagna e per la Scuola e l’Istruzione, Anna Aurisano, responsabile per il Molise e vice responsabile per la Pubblica Amministrazione, Manuela Bellantuoni, responsabile per la Puglia e vice responsabile per la Giustizia.

    E’ stato proprio De Pierro a esplicare il significato della sua presenza a Montenero, non rinunciando a una frecciata polemica verso una piccola componente del partito: “La mia partecipazione vuole testimoniare la vicinanza e la condivisione del movimento Italia dei Diritti in afferenza al percorso ideale segnato da Di Pietro nel panorama politico-istituzionale del nostro paese, proprio quel percorso, pregno di valori sociali a beneficio della popolazione, che ha fatto vibrare le corde emozionali di tanti cittadini onesti e che ha prodotto l’enorme flusso di massa che abbiamo avuto il grande e suggestivo piacere di registrare questa sera. Ed è in virtù di questa condivisione che auspichiamo la presenza nelle liste dell’Idv di esponenti del nostro movimento alle prossime consultazioni elettorali, cosa che sporadicamente è già avvenuta in passato, ma che ora aneliamo realizzare con una formula decisionale e organizzativa dai contorni ben definiti. Questo anche alla luce della nostra esponenziale crescita di consensi, che ci ha fatto acquisire e consolidare la presa di coscienza di non poter disperdere questo patrimonio, nell’interesse dei corpi collettivi e sotto l’impulso di un alto senso di responsabilità che ci impone di dover contribuire ad evitare la riduzione dei già ristretti varchi dell’esercizio della democrazia nel paese. E’ probabilmente quel patrimonio che da qualche tempo ha fatto avanzare da più parti proposte di intese che abbiamo puntualmente rispedito senza indugi ai mittenti, in quanto, pur se in qualche caso le convergenze di pensiero potevano suggerire qualche apertura, avevamo già individuato altrove un’affinità di espressione concettuale indubbiamente più compiuta. Questa scelta politica, e questo per essere chiari con i nostri sostenitori, non ci fa ignorare che è esistita ed esiste nell’Italia dei Valori una marginale componente, che definirei fisiologica in un partito cresciuto così in fretta, formata da politicanti che non sempre hanno onorato od onorano la nobile ragione sociale propugnata dal partito, o che probabilmente hanno scambiato quest’ultimo come un treno per raggiungere scranni istituzionali, con manifestazioni comportamentali votate a un affarismo e a un clientelismo da Prima Repubblica. Ma non ignoriamo neanche che la stragrande maggioranza di questo partito affonda le radici in un terreno ideologico disseminato di valori e ideali sani e granitici, ed è questa la parte che ambiamo a corroborare con il nostro contributo di impeccabile onestà intellettuale e profonda sensibilità sociale, quella parte che rappresenta degnamente la folla intervenuta a Montenero, armata di uno spirito ideale ancorato a una moralità autentica, limpida e genuina, che sentiamo di interpretare con marcato coinvolgimento emotivo, e che non possiamo permettere, che venga tradito da quella, pur se esigua, percentuale deviata”.

  • De Pierro alla “Sagra del cinghiale” di Castel San Pietro Romano


    Il presidente dell’Italia dei Diritti si è recato nel piccolo paese in provincia di Roma accompagnato da Luana Cinti, vice responsabile per l’Emilia Romagna e per la Scuola e l’Istruzione, e dall’attrice Adriana Russo

    Roma – L’ormai canonica “Sagra del cinghiale” di Castel San Pietro Romano, giunta alla III edizione, ha chiuso i battenti registrando ancora una volta l’esplosivo successo degli scorsi anni. Quello che è ormai diventato un appuntamento fisso del piccolo paese che si arrampica sui monti Prenestini, da cui domina l’immensa vallata sottostante che giunge fino alle propaggini estreme della Capitale, alle spalle della graziosa cittadina di Palestrina, ha visto un’affluenza sensazionale di gente proveniente da tutta la provincia e oltre.

    Presente quest’anno anche il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, invitato da alcuni sostenitori locali del movimento, che ha voluto “testimoniare il sostegno dell’organizzazione da me capeggiata alla difesa delle tradizioni locali dei piccoli centri urbani”. Ad accompagnarlo Luana Cinti, vice responsabile dell’Italia dei Diritti per l’Emilia Romagna e per la Scuola e l’Istruzione, la cui presenza è stata voluta fortemente da De Pierro per solidarizzare con le zone colpite dal recente sisma, e la nota attrice Adriana Russo, grande amica di vecchia data del leader del movimento extraparlamentare.

    Parlando con molti degli intervenuti, mentre gustava le specialità offerte dall’organizzazione, pappardelle al cinghiale e cinghiale alla cacciatora, ha poi dichiarato: “Vengo sempre volentieri da queste parti, in quanto i valori umani prodotti dalla semplicità e dalla genuinità della gente sono pressoché incontaminati, e la bontà d’animo, non sacrificata sugli altari di grandi interessi, offre sentimenti indubbiamente più limpidi e sinceri. Il nostro impegno a tutela delle usanze tipiche di questi luoghi è totale”.