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  • Si è svolta a Roma la VII edizione del premio “Le ragioni della nuova politica”


    La manifestazione, organizzata da Sara Iannone, è stata condotta da Maria Giovanna Elmi e Rosanna Vaudetti. Tra i premiati Guido Bertolaso, Giovanni Maria Flick e Vincenzo Cerami, tra gli ospiti il 96enne neuropsichiatra infantile Giovanni Bollea, il generale Baldassarre Favara e il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro

    Roma – Nella splendida sala Vanvitelli dell’Avvocatura Generale dello Stato, con l’adesione del Presidente della Repubblica, si è svolta la VII edizione del premio “Le Ragioni della Nuova Politica”.

    Dopo il saluto dell’Avvocato Generale dello Stato Oscar Fiumara che ha dato inizio alla cerimonia, una straordinaria perfomance tanto raffinata quanto inusuale, ha deliziato i presenti; infatti, in una cornice più che mai appropriata e autorevole come l’Avvocatura dello Stato, tre uomini di legge hanno offerto un momento di altissimo livello artistico e culturale dal titolo “Parole della legge, leggi della parola”. Dal “De coniuratione Catilinae” di Sallustio Prisco e dal “Giulio Cesare” di Shakespeare, nella riduzione di Lucia Nardi e Annalisa Scafi, Giuseppe Chiaravalloti (Vicepresidente Authority Privacy), Eugenio Mele (presidente di sezione del Consiglio di Stato) e l’avvocato Luigi di Majo, si sono esibiti magistralmente nel “Racconto dei fatti rilevanti commentati da Sallustio”, nell’ “Oratio” di Cicerone e nelle “Orazioni funebri di Bruto e di Antonio”. La rappresentazione, fortemente voluta dall’organizzatrice dell’evento, l’indefessa e istrionica Sara Iannone, ha segnato l’inizio di un modo di affrontare i grandi temi dell’attualità, ricercandone parallelismi e origini nella storia e nelle radici culturali della nostra società.

    Le “Ragioni della Nuova Politica”, istituito dall’associazione culturale “L’Alba del Terzo Millennio”, presieduta dalla stessa Iannone, è un riconoscimento per quanti hanno contribuito alla crescita del nostro paese con professionalità e dedizione. L’autorevolezza dell’iniziativa, rinnovata e consolidata negli anni, ha spinto il capo dello Stato Giorgio Napolitano a conferire alla Iannone una medaglia speciale, coniata esclusivamente per l’occasione, quale “suo premio di rappresentanza alla settima edizione”.

    Nell’ edizione 2009, “La Colomba della Civiltà”, trofeo realizzato dallo scultore Egidio Ambrosetti, che rappresenta i valori fondanti del Premio, è stata conferita a Guido Bertolaso, a Vincenzo Cerami, al generale Maurizio Fioravanti, al presidente emerito della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick, a Giuseppe Gargani, presidente emerito della Commissione Giuridica Europea, a Tatiana Guderzo, campionessa del mondo di ciclismo in linea e bronzo olimpico a Pechino, al regista Renzo Martinelli e a mons. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura.

    Inoltre, una targa alla memoria del giurista e politico Claudio Vitalone è stata consegnata da Vincenzo Carbone, presidente della Corte di Cassazione, alla moglie e ai figli visibilmente commossi, mentre un riconoscimento speciale è stato dedicato a Don Antonio Mazzi per il venticinquesimo anniversario della comunità Exodus. A condurre magistralmente la manifestazione sono state Maria Giovanna Elmi e Rosanna Vaudetti.

    Tra gli ospiti e le autorità che hanno consegnato l’ambito riconoscimento ai premiati spiccano il professor Andrea Monorchio, il generale Baldassare Favara, Giuseppe Marra, direttore dell’agenzia di stampa Adn-Kronos, Eduardo Montefusco, presidente di Rds; il professor Ercole Pellicanò, Laura Comi, étoile del teatro dell’Opera di Roma, Cesare Ruperto, presidente emerito della Corte Costituzionale, il noto neuropsichiatra infantile Giovanni Bollea, l’imprenditrice Luisa Todini, il consigliere provinciale del Pdl Piero Cucunato, lo scrittore Luigi Tivelli e il giornalista Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, che ha dichiarato:”All’organizzatrice Sara Iannone va riconosciuto l’indiscutibile merito di aver creato quello che è ormai un appuntamento da cui non si può prescindere. Peccato che di iniziative similari non se ne vedano tante in giro. Un’occasione, direi unica, che ridisegna quel giusto profilo della politica italica, oramai purtroppo in disuso, che coniuga armonicamente politica, istituzioni e cultura. Un esempio da eleggere per quanti da tempo si sono allontanati dal valore delle idee e dal concetto stesso di stato”.

  • Già noto l’accoltellatore del buttafuori di Ostia, aggredì anche De Pierro


    Roma – “L’ennesimo episodio di follia urbana riporta all’attenzione generale lo scadimento dei rapporti e dei valori connotanti la civile coabitazione”.

    Queste le prime parole del responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti Vittorio Marinelli in riferimento all’accoltellamento di un addetto alla sicurezza in una discoteca sita in zona Infernetto a Roma. Il buttafuori ha solo negato l’ingresso al malvivente sia perché questo era ubriaco e sia perché il locale era prossimo alla chiusura. L’aggressore, A.S., è un pregiudicato già noto alle forze dell’ordine della zona di Ostia e sembrerebbe trattarsi dello stesso uomo che tempo fa aggredì a scopo intimidatorio il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro e suo fratello. Il leader del movimento aveva denunciato degli abusi edilizi, commessi dal mandante di A.S. ed entrambi già rinviati a giudizio, favoriti dal comportamento omissivo di alcuni tra vigili urbani e dipendenti dell’ufficio tecnico del XIII Municipio. “Tanti anni fa – prosegue Marinelli – Rousseau parlò di contratto sociale e qui pare che l’inadempimento è all’ordine del giorno e quel che è peggio è che non c’è nessun ‘giudice’ atto a far rispettare i termini dell’accordo. Tante volte infatti chi dovrebbe intervenire, per esempio le forze dell’ordine, si voltano dall’altra parte e fanno addirittura finta di non vedere. Allo stesso tempo i valori imperanti sono quelli della sopraffazione e della prepotenza: dalla guida degli arroganti conducenti d’ingombranti Suv sulle corsie preferenziali e nei parcheggi in doppia fila, fino ad arrivare al bullismo nelle scuole, al mobbing sui posti di lavoro e addirittura nelle relazioni più intime, nello stalking e nella violenza tra le mura domestiche. In questo fosco quadro – conclude Marinelli – di scadimento generale piccoli mostri crescono: dal piccolo sopruso fino ad arrivare all’accoltellamento”.

  • Storace rispolvera Corridoio Tirrenico, attacco di De Pierro



    Roma – “Non riesco a comprendere come Francesco Storace, dopo essere già stato letteralmente cacciato dalla volontà popolare da presidente della regione Lazio, a seguito di una gestione decisamente fallimentare, vada a rispolverare questo folle progetto”.

    Questa è la dichiarazione del presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, riguardo al rilancio da parte del leader della Destra del progetto del Corridoio Tirrenico Meridionale che avrebbe dovuto snodarsi da Fiumicino a Formia. “Dopo aver già inguaiato abbastanza il Lazio sarebbe bene che Storace evitasse di proporre nuovamente nel programma elettorale questa opera inutile per i cittadini, di grande utilità solo per le tasche delle imprese costruttrici. Il costo stimato allora era di circa 6000 miliardi di vecchie lire per un’opera che avrebbe corso parallela all’attuale Pontina e che per ammissione degli stessi promotori avrebbe visto il transito di poche centinaia di veicoli al giorno. Noi dell’Italia dei Diritti ci opporremo categoricamente a tale assurdità – annuncia De Pierro –. Questo progetto è anche uno scempio ecologico che dovrebbe tagliare in due il Parco del Litorale Romano e il Parco dei Castelli Romani, nonché il Lago di Fondi. Sarebbe certamente più utile pensare invece a una messa in sicurezza e allargamento della via Pontina.” Infine il leader dell’Italia dei Diritti chiosa: ”Comunque siamo piuttosto tranquilli. Storace questa volta corre con ambizioni molto più ridimensionate e riuscirà a racimolare per fortuna solo una manciata di voti.”

  • De Pierro chiede le dimissioni di Bertolaso


    Roma – L’Italia dei Diritti è favorevole alle dimissioni di Guido Bertolaso dalla guida della Protezione Civile.

    “Questa nostra presa di posizione – spiega il presidente del movimento Antonello De Pierro – non è mossa né da uno spirito colpevolista né giustizialista, ma da una naturale e logica valutazione di efficienza. Non spetta a me giudicare il coinvolgimento o meno di Bertolaso nella vicenda che lo vede indagato, ci mancherebbe altro, questo è un compito demandato alle competenze della magistratura. Credo in verità – continua De Pierro – che egli sia uno dei massimi esperti in materia di Protezione Civile presenti nel nostro paese. Tale richiesta, dunque, non è certo fatta a cuor leggero, in quanto ritengo che, se anche qualcosa è sfuggito al controllo, non sia stato per la volontà di uscire dal recinto della legalità. E’ noto, in ogni caso, che chiunque si trovi a capo di una struttura è chiamato a rispondere delle azioni illegittime di altri. Qualora le responsabilità a carico degli arrestati siano dimostrate, auspico pene esemplari e soprattutto certe. Cesare Beccaria lo affermava già due secoli fa che il vero deterrente non è l’entità della pena, ma la certezza che sia scontata. Per tornare alle dimissioni del capo della Protezione Civile – conclude il Presidente dell’Italia dei Diritti – ritengo che siano doverose. Il suo stato d’animo attuale, infatti, a maggior ragione se completamente innocente, non è tale da poter garantire un corretto espletamento delle funzioni istituzionali a lui attribuite”.

  • Squalifica Morgan da Sanremo, De Pierro con la Rai


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Decisione opportuna e coraggiosa, un personaggio come Morgan rischia di generare casi di emulazione tra i suoi numerosi fan”

    Morgan
    Roma – “Quella dei vertici della Rai è stata una decisione opportuna e coraggiosa. Un personaggio popolare che nella fattispecie deve il suo successo al pubblico televisivo, ha un dovere etico e morale nell’assumere comportamenti esemplari”. Questo il primo commento del presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro sulla vicenda dell’esclusione del cantante Marco Castoldi, in arte Morgan, dal festival di Sanremo in seguito alle sue dichiarazioni circa l’uso abituale di droghe. “Uno come Morgan – chiosa De Pierro – che ha tantissimi sostenitori e fan, con qualsivoglia atteggiamento assunto, può generare pericolosi fenomeni di emulazione. Quindi, tenendo conto che è un idolo dei giovani, non può permettersi assolutamente simili licenze che vanno a intaccare pericolosamente un già compromesso tessuto sociale giovanile dove piaghe come alcol e droga sono in costante aumento. Di conseguenza non solo saluto favorevolmente la sua esclusione dal festival, ma addirittura suggerisco la sua interdizione perpetua dagli studi della televisione pubblica fino a comprovata guarigione dalla dichiarata dipendenza da droghe pesanti e pericolose. Facciamo attenzione però a non utilizzare Morgan come capro espiatorio in un panorama che va dallo spettacolo allo sport, passando talvolta anche per la politica, completamente avvolto dalla spirale del vizio e da tendenze di questo genere. La nostra linea ormai è nota – conclude De Pierro – la droga è un male sociale di particolare gravità e quindi va combattuta con grande fermezza. Abbiamo già proposto più volte test antidroga obbligatorio per i parlamentari e per i lavoratori di diversi ambiti professionali e su questo terreno la nostra posizione resta inamovibile e continueremo a far sentire la nostra voce. Approfitto dell’occasione per proporre test antidoping per qualsiasi personaggio popolare che partecipi a programmi della televisione pubblica”.

  • Sicurezza stradale, per De Pierro manca volontà istituzionale


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Duole constatare che i comportamenti realmente pericolosi per l’incolumità degli utenti della strada vengono sottovalutati. Mi auguro che prima o poi qualcuno si svegli e pensi realmente a risolvere concretamente questo problema”

    Roma – “Per l’ennesima volta abbiamo assistito a iniziative di sensibilizzazione per il triste e grave fenomeno, per altro lungi dall’essere risolto, degli incidenti stradali dovuti a cause legate a responsabilità individuali, che sicuramente potevano essere evitati.

    Mi duole dover constatare che i familiari delle vittime continueranno ancora a protestare e a manifestare il loro dolore per i tragici eventi da cui sono stati colpiti, ma purtroppo tali manifestazioni resteranno inutili se dall’altra parte le istituzioni continueranno a essere sorde agli appelli, trincerate dietro il cinismo e l’egoismo dei propri rappresentanti”. Con queste parole Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, esprime il suo commento sulla “Giornata Mondiale di Memoria per le vittime della strada”, celebratasi il 15 novembre. In Italia ogni anno perdono la vita 7 mila persone a causa di incidenti stradali o perché vittime di pirati della strada, 18 al giorno, 145 mila sono i ricoveri ospedalieri, più di 300 mila i feriti.

    “E’ ora di dire basta alle morti evitabili – tuona categorico De Pierro – Certo, le fatalità non si possono combattere, ma ciò che si può evitare è un sacrosanto dovere di chi governa e un diritto inalienabile per chi subisce le conseguenze di tale negligenza, immobilismo e indifferenza. Noi dell’Italia dei Diritti da sempre avanziamo le nostre proposte, come per esempio l’arresto immediato per chi viene fermato in stato di ebbrezza, magari tenendo presente come parametro di valutazione un tasso alcolemico un po’ più alto di quello che la legge considera sanzionabile. All’arresto dovrebbe essere consequenziale la revoca definitiva della patente. Però se mancano i controlli è chiaro che sarebbero in molti a farla franca lo stesso. Purtroppo, a livello di violazione del codice stradale sembra che l’orientamento istituzionale sia più quello di fare cassa piuttosto che di comminare sanzioni per reprimere, e di conseguenza disciplinare in maniera utile il comportamento degli automobilisti. Lo dimostra per esempio l’accanimento con gli autovelox, ottimo deterrente ci mancherebbe, ma quando si posizionano in punti dove si vuole appositamente far cadere l’automobilista in errore, magari con vecchi limiti di velocità, il trabocchetto è fin troppo evidente. Lo dimostra anche l’accanimento che i vigili urbani mostrano nel sanzionare alcuni divieti di sosta, magari perché una ruota della vettura sfiora il marciapiede”.

    “Purtroppo – conclude preoccupato il leader del movimento nazionale – duole constatare che i comportamenti realmente pericolosi per l’incolumità degli utenti della strada vengono sottovalutati. Come per esempio alcuni passaggi col rosso in incroci tristemente noti. Mi auguro che prima o poi qualcuno si svegli e pensi realmente a risolvere concretamente questo problema e che siano sempre meno le famiglie a piangere vittime della strada, a cui va la nostra assoluta vicinanza. Non esito a ritenere responsabili di molte morti alcuni organi istituzionali, decisionali e di controllo”.

  • Parlamentari al lavoro 8 ore a settimana, per De Pierro è uno scandalo



    Montecitorio

    Roma – “Penso che sia un’indecenza, per gran parte dovuta all’atteggiamento politico di questo esecutivo che tende ad amministrare la cosa pubblica e legiferare in materie più a carattere autoritario che democratico, sminuendo di conseguenza quello che è il ruolo delle aule parlamentari nella gestione di una democrazia compiuta.

    Se andiamo a vedere le volte in cui è stata posta la fiducia, e quindi tenuto sotto ricatto l’apparato parlamentare, si trova immediatamente la conferma di quanto ho dichiarato”. Non usa mezze misure il presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, per commentare i dieci giorni di “pausa” concessi, ai primi di novembre, ai deputati di Montecitorio dal presidente della Camera, Gianfranco Fini. “Mancanza di copertura finanziaria”: questa la motivazione fornita direttamente dalla terza carica dello Stato. Oltre 4000 provvedimenti, tra ddl da discutere e altri da esaminare, sono bloccati sui tavoli delle varie commissioni per carenza di soldi. I dati statistici sui lavori in Aula sono disarmanti: su 47 leggi approvate da maggio ad oggi, ben 36 provengono dal governo, due miste e solo 9 di iniziativa parlamentare; inoltre, nel computo totale del tempo lavorativo di senatori e deputati, dal lunedì al giovedì, risulta che in Aula ci si rechi per 8,6 ore di seduta settimanale al Senato e per 18 ore alla Camera.

    “Rispetto a degli operai che lavorano 8 ore al giorno guadagnando circa venti volte di meno – incalza arcigno De Pierro – le circa 8 ore a settimana dei nostri parlamentari sono semplicemente scandalose. Soprattutto – aggiunge – se si tiene conto di quanto pesi sulle casse dello Stato il mantenimento degli apparati politici nazionali e locali, sia per quanto riguarda il trattamento economico ordinario, sia per quanto concerne i vari benefit e privilegi, in gran parte inutili e superflui, in relazione all’attività stessa, ma di notevole utilità esclusivamente per i beneficiari”.

    Sul tema delle dilapidazioni di denaro pubblico da parte delle istituzioni il numero uno dell’Italia dei Diritti promette che darà battaglia: “Approfitto dell’occasione per annunciare che presto il nostro movimento inizierà una campagna di denuncia e di protesta contro tutti gli sprechi della politica, nei confronti dei quali in molti si sono pronunciati promettendo sovente azioni di taglio delle spese, tuttavia mai realmente attuate”.

  • Test antidroga ai parlamentari, De Pierro chiede controlli obbligatori e a sorpresa


    Montecitorio

    Roma – “Tale iniziativa, attuata in questo modo, mi suona come uno spot di propaganda. Dopo il caso Marrazzo, il centrodestra cerca di strumentalizzare la vicenda. Noi siamo favorevoli a questo provvedimento se porta a risultati concreti, ma non se produce solo una roboante e palese compagna pubblicitaria. Già il fatto che sia volontario sottoporsi al test lo trovo un aspetto alquanto negativo”. A sostenerlo è Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, il movimento nazionale extraparlamentare, riferendosi allo scandalo, non certo nuovo, della presenza di droga nei palazzi della politica e alle recenti contromisure proposte da alcuni esponenti della maggioranza, come il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, promotore dell’iniziativa di sottoporre a test antidroga tutti i parlamentari. L’esame tossicologico volontario sarà presto a disposizione di quei deputati e senatori che liberamente decideranno di eseguirlo. Lo stesso sindaco di Roma, Gianni Alemanno, in questi giorni ha voluto dare il buon esempio effettuando un narco-test da estendere poi ai membri della sua giunta. Non sono mancate ovviamente le polemiche, in particolare dovute al fatto che i controlli, per essere autentici, dovrebbero avvenire a sorpresa, come si verifica per esempio in alcuni sport, così da cogliere in flagranza coloro che fanno uso di sostanze stupefacenti.

    “Noi chiediamo che i controlli avvengano obbligatoriamente per tutti i parlamentari – spiega De Pierro – e che, al momento di entrare in Parlamento, si autocertifichi che gli eletti non assumano droghe; se poi dovesse risultare una situazione contraria durante il corso del loro mandato si dovrebbero prevedere sanzioni penali per aver dichiarato il falso e la decadenza dalla carica. I test – prosegue – dovrebbero essere gestiti in autonomia da un ente esterno ed effettuati improvvisamente senza alcun preavviso. Queste sono proposte concrete”. Inoltre, il massimo esponente dell’Italia dei Diritti lancia una idea ancora più radicale e atta a debellare l’uso di droghe in altri settori rilevanti della società: “Noi dell’Italia dei Diritti proponiamo che le stesse serie modalità di verifica siano estese a tutti i dipendenti della Pubblica Amministrazione, sia in fase di assunzione sia nell’esercizio delle loro cariche”.

    “Se Carlo Giovanardi vuole accattivarsi il favore dell’opinione pubblica con dei test farsa e se Alemanno vuole mostrare strumentalmente le sue qualità virtuose a mo’ di spot propagandistico, allora noi ci dissociamo. Bisogna avere il coraggio di fare le cose seriamente e non solo per buttare fumo negli occhi della gente”, chiosa deciso De Pierro.

  • Caso Marrazzo, De Pierro rivela clamorosi retroscena


    Piero Marrazzo
    Roma – “Esprimo la mia solidarietà al presidente Marrazzo per la vicenda che lo ha visto vittima. I quattro rappresentanti delle istituzioni sembrerebbero colpevoli di reati molto gravi perpetrati a suo danno ma purtroppo l’accanimento mediatico che si è scatenato contro l’ex governatore del Lazio lo ha eletto quasi al ruolo di colpevole”. Sono queste le prime dichiarazioni che il presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, ha rilasciato in merito allo scandalo che ha colpito Piero Marrazzo.

    L’ex presidente della regione Lazio, che si è autosospeso, sarebbe stato ricattato da quattro carabinieri, arrestati dal Ros, che lo avevano ripreso in atteggiamenti intimi con un transessuale all’interno di un appartamento in via Gradoli a Roma. “Prendo atto del suo alto senso di responsabilità nell’autosospendersi non essendo, probabilmente, in grado di continuare ad adempiere il suo compito istituzionale con la lucidità necessaria”, ha continuato De Pierro. “Quanto successo è grave poiché i quattro carabinieri, invece che tutelare i cittadini, sembra abbiano attuato comportamenti criminali degni della più efferata malavita. Se quanto contenuto nell’impianto accusatorio sarà provato con certezza – auspica il presidente dell’Italia dei Diritti – le conseguenti pene dovranno essere esemplari, senza alcuno sconto”.

    De Pierro, fondatore del movimento legato alla tutela e alla difesa dei diritti dei cittadini, ha poi importanti rivelazioni sulla diffusione, nel mondo politico, sportivo e dello spettacolo, di debolezze private come quella che ha coinvolto l’ex presidente della Regione. “Personalmente ero a conoscenza da circa due mesi del fatto che esistesse una registrazione relativa ad un incontro tra Marrazzo e un transessuale, ma non sapevo se fosse un audio o un video. Ho preferito però evitare di saperne di più pur essendo sempre un giornalista – ribadisce – e ne avevo discusso con alcuni fidati collaboratori. Tra l’altro – rivela il presidente dell’Italia dei Diritti – più volte ho ricevuto informazioni su molti personaggi famosi della politica, dello spettacolo e dello sport, dediti a queste debolezze private”. Una scelta professionale e deontologica che De Pierro chiarisce meglio.“Pure avendo spesso la possibilità di acquisire una corposa documentazione probatoria, ho preferito evitare lo scoop mediatico a vantaggio del diritto di privacy degli interessati”.

    Ma sembrano esistere altri retroscena che il presidente rivela: “In questo momento si vocifera che possano esserci stati altri vip ricattati e quindi, probabilmente, sono in tanti a tremare per paura dello scandalo. Il caso Marrazzo che casualmente è emerso – sottolinea De Pierro – non deve far rallegrare gli avversari politici che hanno già iniziato ad esibirsi nel festival della strumentalizzazione. Se dovessero diventare pubblici i vizi privati di molti big e – precisa – se dovessimo di conseguenza con ipocrita moralismo pretenderne le dimissioni da eventuali cariche pubbliche, bisognerebbe – conclude – ridisegnare in gran parte la mappa delle istituzioni certamente in maniera significativa”.

  • “Votate Grillo”, provocazione di De Pierro per le primarie del Pd

    Roma – “Sulle primarie di domenica per l’elezione del segretario del Partito Democratico, che hanno visto il materializzarsi di una battaglia senza esclusione di colpi soprattutto tra i due contendenti maggiori, Franceschini e Bersani, aleggia la pesante ombra dell’esclusione di Beppe Grillo.

    La gran parte delle persone ha rimosso questo episodio che noi invece teniamo a rievocare, affinchè l’oblio non abbia il sopravvento sulla verità storica, come spesso è consuetudine nelle italiche vicende anche in contesti molto tragici. L’esclusione del comico genovese è stata un segnale molto forte e grave di antidemocrazia nell’ambito di un partito che il nobile aggettivo ‘democratico’ ce l’ha integrato nel nome”. Così Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, ha espresso il suo parere sulle consultazioni del principale partito di opposizione che nella giornata di domenica prossima vedranno la mobilitazione di iscritti e simpatizzanti nei gazebo per esprimere una preferenza su chi vorranno alla guida del nuovo soggetto politico nato dalla fusione di Ds e Margherita. “ Non è possibile non ravvisare nel diniego della tessera a Beppe Grillo – ha poi aggiunto De Pierro – il germe di una inconfessabile paura che potesse risultare vincitore e turbare gli equilibri interni. Noi intendiamo lanciare un segnale forte di democrazia, invitando tutti a scrivere il nome del comico sulla scheda e quindi far invalidare il voto stesso. Qualora dovessero prevalere le schede nulle, anche se non ci spero molto perché i votanti sono stati perfettamente addestrati e manipolati nelle coscienze dalle varie correnti in gara, il risultato sarebbe una grande vittoria della democrazia e della libertà. Valori che il Pd dovrebbe riappropriarsi dal suo patrimonio storico, per poter scagliare un’offensiva valida e credibile verso il sistema politico-affaristico e plutocratico che sta conducendo l’Italia a una deriva istituzionale senza precedenti”.