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  • Curare l’incontinenza fecale si può: ecco come fare

    L’incontinenza fecale è un disturbo che consiste nell’incapacità di controllare lo sfintere anale da cui consegue l’involontaria perdita di sostanze dal retto. Nei soggetti sani la continenza è garantita dal perfetto funzionamento di sistema nervoso e strutture muscolari di questa zona anatomica, ma per via di problemi di varia natura questo meccanismo può essere compromesso e da ciò derivano problemi in grado di impattare in maniera significativa la qualità della vita della persona.

    Le cause più comuni possono essere l’invecchiamento, patologie del sistema nervoso centrale o traumi fisici, e per quanto riguarda le donne c’è un nemico in più: durante il parto possono verificarsi danni al pavimento pelvico che causano poi problemi di incontinenza anche piuttosto gravi.

    Soffrire di questo disturbo significa sentirsi a disagio in mezzo alle altre persone per timore di imbarazzanti perdite, essere costretti a rinunciare ad attività sportive, e avere problemi di autostima: ecco perché bisogna parlarne con il proprio medico, e non tacere per il timore di vergognarsi.

    È bene sapere inoltre che di incontinenza fecale si può guarire grazie alla chirurgia, e in particolare a un metodo mini invasivo di grande efficacia: THD Gatekeeper, che viene eseguito in anestesia locale ed è sicuro per il paziente. A dimostrazione di quanto sia considerato valido in ambito proctologico basta ricordare che il metodo THD Gatekeeper si è meritato una pubblicazione sulla rivista British Journal of Surgery.

  • L’incontinenza fecale, fra statistiche e soluzioni chirurgiche

    L’argomento “incontinenza delle feci” è considerato da molti un tabù ed è anche per questo motivo che esso è ammantato di un notevole grado di incertezza. La maggior parte delle persone, ad esempio, ritiene che il problema colpisca perlopiù gli anziani ma questo è vero solo in parte.

    I dati riguardanti l’incidenza dell’incontinenza fecale in Italia parlano sì di un 32% della popolazione geriatrica colpita dal problema, ma anche di una percentuale non proprio bassissima sia tra le persone con meno di 18 anni (0.5-5%) che fra gli adulti (18% circa).

    Altro dato interessante da sottolineare è che oltre un paziente su due (il 56%, per essere precisi) affetto da problematiche di natura neuropsichiatrica è colpito da questa particolare tipologia di incontinenza.

    Per quanto riguarda la diffusione tra i sessi, le statistiche riportano che lo squilibrio raggiunge il massimo picco durante la quarta decade di vita, in cui il rapporto tra donne e uomini colpiti è di nove a uno.

    Il problema, come dicevamo all’inizio, è pertanto molto più diffuso ed articolato di quanto si potrebbe pensare ma per fortuna la moderna chirurgia offre trattamenti avanzati in grado di ridare al paziente benessere e serenità.

    Fra gli approcci che hanno sinora generato la più ampia casistica di risultati positivi e scarsità di recidive troviamo il metodo THD Gatekeeper, che prevede l’inserimento di miniprotesi auto espandenti che supportano e rafforzano lo sfintere nella sua naturale azione contenitiva.