Tag: immigrazione

  • FORUM LEGALITA’ E CULTURA DELL’ETICA

    COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA

    Salone d’Onore della Caserma “Gen. B. Sante Laria”

    Piazza M. Armellini 20 Roma

    Roma, 21 Marzo 2014 ore 9-13.30

    Roma, 20 marzo 2014 – E’ nel Salone d’Onore della Caserma Gen.B.Sante Laria” del Comando Generale della Guardia di Finanza di Roma che etica e legalità si incontreranno venerdì 21 marzo alle ore 9 grazie all’impegno dei distretti italiani del Rotary. Si racconterà la legalità con il linguaggio semplice e diretto dei ragazzi, per essere sicuri che il futuro possa poggiare su pilastri chiamati “rispetto” e “solidarietà”.

    Per la prima volta a livello mondiale, 167 club Rotary si ritroveranno insieme per un’unica missione: produrre consapevolezza e favorire l’integrazione di chi arriva in Italia con un pesante fardello di paure e speranze. L’immigrazione, tema scomodo eppure estremamente attuale, verrà raccontata nelle sue molteplici sfaccettature: umane, economiche, politiche e legali.

    Si parla spesso di crisi dell’associazionismo, debolezza legata a doppio filo alla crisi dell’etica. Eppure il forum dimostra il grande interesse riscontrato tra i club Rotary che hanno aderito all’iniziativa. Essi raggruppano circa 8000 persone, mettendo in evidenza la voglia di un impegno comune a favore della società civile ”– spiega Patrizia Cardone, Presidente Commissione “Legalità e Cultura dell’Etica” del Distretto 2080, che ha coordinato anche questa edizione del Forum, che nasce nel 2009 da un iniziativa del Rotary Club di Roma Est.

    A dare un prezioso contributo alla discussione saranno, tra gli altri: Peter Schatzer Capo Missione a Roma dell’ O.I.M. Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, Emma Bonino, ex Ministro degli Esteri e Paolo Magri, Vicepresidente e Direttore dell’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale). Il giornalista di Rai News 24, Alessandro Bracchini fungerà da moderatore.

    Ci apprestiamo a discutere due temi forti: l’etica e la legalità, consci del fatto che parlarne non è cosa semplice ma siamo certi che rivolgersi alle nuove generazioni sia la scelta giusta. E’ a loro che dobbiamo guardare se vogliamo che le società del domani siano più integrate di quelle in cui viviamo oggi” – commenta Pier Giorgio Poddighe, Governatore del Distretto 2080 del Rotary International.

    Chiuderanno l’incontro il deputato ed ex ministro per l’integrazione, Cecil Kyenge e Jean-Leonard Touadi, Consigliere Politico al Ministero degli Affari Esteri, discutendo del delicato rapporto tra le istituzioni e il popolo dei migranti, con specifico riferimento ai doveri della Comunità Europea.

    Al Sen. Pietro Grasso, fulgido esempio della coniugazione dell’etica e della legalità come stile di vita prima di magistrato e oggi di Presidente del Senato, verrà attribuito l’importante premio “Legalità e Cultura dell’Etica“.

    Ad essere premiati saranno anche gli studenti di più di 130 scuole di tutta Italia ai quali saranno attribuiti i premi “Legalità e Cultura dell’Etica 2013-14” per le sezioni: video, manifesti, temi, scatti e saggi.

    A testimonianza dell’interesse scaturito dal concorso rivolto alle scuole e di quanto il tema sia stato sentito dalle nuove generazioni, ci sono oltre 600 elaborati e 100 video. I tre migliori saranno chiamati sul palco e verranno omaggiati con tablet di ultima generazione.

    L’iniziativa è patrocinata da: Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Guardia di Finanza, O.I.M. (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) e Unione Consumatori, e dai Distretti del Rotary International 2031, 2041, 2050, 2060, 2080, 2090, 2100, 2110, 2120.

    Ufficio stampa Rotary Italia

    Claudia Rota Cell. 348 5100463 Mail [email protected]

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  • Progetto MIMOSA – Migrant’s Inclusion Model through Sport for All

    Depliant

    MEETING FOR LOCAL AUTHORITIES
    9-10 novembre 2011

    HOTEL ENTOURAGE GORIZIA
    sala conferenze Carlo X

    La Provincia di Gorizia partecipa in qualità di partner al progetto MIMOSA, Migrant’s

    Inclusion Model through Sport for All/ modelli di inclusione dei migranti attraverso lo

    sport per tutti, approvato nel quadro del bando 2010 dell’Azione Preparatoria per lo Sport

    della Commissione Europea.

    Il progetto, di cui è capofila l’UISP – Unione Italiana Sport Per tutti – e al quale

    partecipano altri partner provenienti da Danimarca, Austria, Germania, Spagna e Romania,

    mira ad utilizzare lo sport come strumento per una maggiore integrazione e inclusione

    sociale delle comunità straniere nei diversi paesi dell’Unione Europea.

    L’obiettivo dell’iniziativa è di facilitare lo studio e la promozione di nuove pratiche e

    modelli di integrazione da proporre alla Commissione europea attraverso l’individuazione e

    alla rimozione di tutti gli ostacoli che abitualmente limitano la pratica sportiva tra gli

    immigrati.

    Le azioni del progetto mirano al coinvolgimento delle comunità migranti attraverso lo

    sport, in particolare il calcio e altre discipline proprie di alcune comunità straniere,

    come il cricket, il baseball e il touch rugby. MIMOSA si sviluppa su tre livelli per la

    creazione di reti di collaborazione, tra gli enti locali, tra le associazioni sportive e

    tra istituzioni accademiche.

    La Provincia di Gorizia, in qualità di lead partner degli Enti Locali coinvolti, coordinerà

    un gruppo di lavoro che comprende la Regione Toscana, il Centro regionale contro le

    discriminazioni della Regione Emilia-Romagna e la Regione dell’Andalusia. L’obiettivo è di

    confrontarsi sulle iniziative e le politiche attuate a livello locale, per procedere alla

    proposta di linee guida da attivare per la promozione territoriale della cultura di

    integrazione attraverso lo Sport.

    Il programma:

    Mercoledì 9 novembre 15 – 19
    Presentazione del progetto a una tavola rotonda che verterà sulle “Esperienze di buone

    pratiche realizzate nel territorio: sport, parrocchie ed esperienze transfrontaliere”.
    L’evento è realizzato in collaborazione con il Tavolo dello Sport e il Tavolo degli

    Assessori della Provincia di Gorizia.

    Giovedì 10 novembre 9 – 13
    Confronto e discussione di una proposta di linee guida per le Local Authorities da attivare

    per la promozione territoriale della cultura di integrazione attraverso lo sport.
    Moderatore: Daniela Conti (UISP).

  • L’Italia dei Diritti denuncia traffico di permessi di soggiorno falsi per prostitute nigeriane


    Il presidente Antonello De Pierro : “In un paese civile è necessario che ciò non avvenga, soprattutto per salvaguardare queste ragazze che risultano addirittura lavorare regolarmente nel nostro territorio ma che in realtà sono povere vittime dei loro aguzzini”

    Roma – Un’indagine accurata dell’Italia dei Diritti ha permesso di portare alla luce un illecito che va avanti sulla pelle di giovani ragazze africane, che si prostituiscono in pieno giorno, ma che per la legge italiana figurano come badanti con regolare permesso di soggiorno. La rete criminale alla base del traffico umano fa arrivare le donne nel nostro paese, procura loro un contratto di lavoro fittizio e le costringe poi sulla strada, perché, come vere e proprie “schiave”, per ottenere la libertà devono restituire agli aguzzini circa 80.000 euro.

    “L’inchiesta che abbiamo portato avanti per diverso tempo – denuncia Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare – ha fatto emergere risultati sconvolgenti e mi viene da sorridere a pensare al sindaco Gianni Alemanno o al ministro Mara Carfagna che avevano pensato di sconfiggere un fenomeno così complesso, come quello della prostituzione, con dei semplici provvedimenti sanzionatori nei confronti del cliente e dell’operatrice del sesso. Penso piuttosto fosse pura propaganda, oppure, qualora davvero si fosse trattato di ingenuità, ritengo che non sia possibile affrontare problemi così importanti senza prima sconfiggere fenomeni di degenerazione istituzionale, che forniscono linfa vitale alla loro diffusione. A noi – incalza De Pierro – sembra piuttosto inverosimile, in un apparato che funziona, il fatto che esistano delle lucciole extracomunitarie che incredibilmente siano in regola con il permesso di soggiorno, con un contratto di lavoro. Mi auguro che venga accertata dagli organi competenti la responsabilità di chi tutto questo permette, in quanto l’alacre ed encomiabile impegno degli operatori delle forze dell’ordine, che effettuano controlli su queste persone, si infrange sullo scoglio di un regolare permesso di soggiorno per lavoro che viene loro sventolato beffardamente”.

    L’anomalia è palese ogni qualvolta avviene un controllo, alle accuse degli agenti che le sorprendono in strada, le ragazze rispondono esibendo i permessi per un lavoro che però, non stanno affatto svolgendo. La legge Bossi-Fini prevede norme rigorose per l’accesso degli immigrati: può infatti arrivare in Italia soltanto chi è già in possesso di un’ occupazione reale oppure di un visto per studio e tramite i Consolati è necessario fornire documentazione certa. Il movimento presieduto da Antonello De Pierro continuerà ad approfondire cosa si nasconde dietro questo reato, anche perché oltre all’irregolarità, siamo in presenza di persone che, complici, per 5000-10000 euro vendono i contratti d’impiego alla base dei ricatti verso le lucciole.

    “Bisogna capire dov’è che la macchina si inceppa. A nostro avviso – dichiara il presidente dell’Italia dei Diritti – si tratta di corruzione, e il punto cruciale sta nel passaggio in cui qualcuno dovrebbe controllare seriamente chi dichiara di svolgere un lavoro, appurando il rispetto di quelli che sono intenti dichiarati. È necessario intervenire duramente per bloccare quello che non esiterei a definire un traffico di permessi di soggiorno palesemente falsi, anche se chi li emette, in buona fede purtroppo è costretto a farlo, di fronte ad un apparentemente regolare contratto di lavoro, che invece è stato lautamente comprato per fungere da copertura alle illiceità dilaganti. In un paese civile – conclude De Pierro – è necessario che ciò non avvenga, soprattutto per salvaguardare queste ragazze che risultano addirittura lavorare regolarmente nel nostro territorio, ma che in realtà sono povere vittime dei loro aguzzini che così riescono a sfruttarle e schiavizzarle al meglio, paradossalmente col beneplacito dello Stato”.

  • Immigrazione, intervento del sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola.

    «Goffi tentativi di nascondere, a livello locale, il totale fallimento del piano di accoglienza degli immigrati messo in atto dal Governo». Lo dichiara il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola, in merito ad alcuni articoli apparsi sui quotidiani in cui si critica la posizione dell’Amministrazione Comunale di fronte all’emergenza umanitaria. «La Commissione Europea ha bocciato senza mezzi termini le misure adottate dal Governo per far fronte al problema. – prosegue – L’Italia è completamente isolata. Il modello di concentrare migliaia di persone in pochi punti, invece di distribuirli sull’intero territorio nazionale, si è rivelato disastroso». Il primo cittadino ribadisce tale concetto anche per quanto è stato fatto nel Lazio: «Civitavecchia ha voluto e dovuto accettare questa linea ospitando centinaia di persone nella caserma “De Carolis”. Una scelta che non condivido. La Regione avrebbe infatti potuto coinvolgere le realtà locali, Provincie e Comuni, affinché ogni paese accogliesse piccoli gruppi di immigrati, ospitandoli magari in strutture gestite dalle associazioni di volontariato. Ciò non è stato fatto, commettendo un grave errore e non rispettando la dignità umana degli immigrati». Nessuna preclusione quindi all’arrivo dei cittadini stranieri ma soltanto la ferma volontà di rifiutare il modello delle tendopoli: «Tarquinia è una città solidale. Essa vuole però una solidarietà dove gli esseri umani non siano trattati come “bestie”. – conclude il sindaco Mazzola – Non è stato così e questa è una colpa che il Governo e la Regione non possono cancellare».

  • Tarquinia non ospiterà nessun gruppo di immigrati.

    «A Tarquinia non sarà trasferito nessun gruppo di immigrati giunti oggi al porto di Civitavecchia con la nave Clodia». Lo afferma il sindaco Mauro Mazzola, a seguito delle comunicazioni ricevute dalle autorità che hanno supervisionato le operazioni di sbarco. «In nome dell’Amministrazione esprimo soddisfazione per l’importante risultato ottenuto. – afferma il primo cittadino – Dei 1040 tunisini a bordo, infatti, 680 saranno ospitati nella caserma “De Carolis”, 200 proseguiranno il viaggio per nave probabilmente fino al porto di Livorno e altri 160 saranno trasportati con dei pullman a Campobasso. Allo stato attuale nel territorio della città non è previsto alcun tipo d’insediamento. Rinnovo la disponibilità del Comune a cooperare con tutte le Istituzioni per un serio progetto di accoglienza che eviti la concentrazione di grandi gruppi in una sola zona. Il Comune manterrà comunque alta l’attenzione. Invito anche la popolazione a farlo».

  • Assemblea pubblica sull’emergenza immigrazione, il sindaco Mazzola: «Tarquinia vuole certezze».


    Occorrono quelle certezze che fino a oggi il Governo e la Regione Lazio non hanno mai dato. Questo il messaggio lanciato nel corso dell’assemblea pubblica indetta per il 5 aprile dal sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola, per informare la cittadinanza sull’evolversi dell’emergenza immigrazione. All’evento hanno partecipato il consigliere regionale Giuseppe Parroncini, il presidente dell’Università Agraria Alessandro Antonelli, gli assessori e i consiglieri del Comune e dell’Università Agraria e centinaia di cittadini tarquiniesi. «La città vuole chiarezza. – ha affermato il primo cittadino – Sono giorni che si rincorrono le notizie senza che le autorità preposte forniscano informazioni. Il Governo di fronte a una crisi umanitaria annunciata si è fatto colpevolmente trovare impreparato e oggi non può scaricare il peso di questa responsabilità sui piccoli comuni. Piccoli comuni che come Tarquinia non hanno le infrastrutture adeguate per ospitare centinaia di immigrati. Questo non vuol dire essere razzisti ma significa essere realisti e capire che di fronte a tali problemi è necessaria la collaborazione di tutti. L’Amministrazione manterrà alta la guardia, continuando a garantire un presidio costante del territorio, ed è pronta a intraprendere azioni forti per far ascoltare la voce di un territorio da troppo tempo offeso». Parole analoghe quelle del presidente Antonelli: «Ringrazio il sindaco Mazzola per il suo impegno e per il suo essere vigile. In nome dell’Università Agraria esprimo il più assoluto dissenso all’ipotesi della tendopoli e confermo l’impegno nel sostenere il Comune nella lotta a quello definisco un’imposizione calata dall’alto, senza l’indispensabile confronto con le realtà locali». Per il consigliere regionale Parroncini «è inammissibile rimanere in questo stato di confusione. Allo stato attuale non esiste nessun serio piano di accoglienza umanitaria e il Governo brancola nel buio. Esprimo quindi forte preoccupazione per quanto sta accadendo ed è fondamentale non ripetere il grave errore commesso realizzando la tendopoli di Manduria, in Puglia».

  • Comune e Università Agraria approvano all’unanimità la mozione contro l’ipotesi della tendopoli.

    Comune di Tarquinia e Università Agraria uniti nel dire no all’ipotesi di una tendopoli all’aeroporto “Amerigo Sostegni”. I due Enti, nel corso del consiglio straordinario che si è tenuto il 1° aprile, hanno approvato all’unanimità la mozione (presentata dal consigliere Sabina Angelucci), in cui “si condanna il modo di far fronte a un’emergenza umanitaria prevedibile e attesa, con la ricerca illogica ed affrettata di siti idonei senza il minimo confronto con le comunità locali. Si conferma la volontà della Città di Tarquinia di resistere con ogni forma e modo legalmente consentito per impedire un simile ingiusto progetto. Si dà ampia delega al sindaco del Comune e al presidente dell’Università Agraria affinché venga avviata ogni utile iniziativa per acquisire tutte le necessarie informazioni atte ad impedire l’imposizione di tale scelta”. Parole dure sono state usate nei loro interventi dal sindaco Mauro Mazzola e del presidente Alessandro Antonelli. «Tarquinia è assolutamente contraria alla realizzazione di una tendopoli che ospiti centinaia o migliaia di persone, in condizioni disumane, e che creerebbe inevitabili tensioni sociali. – ha affermato il primo cittadino – È inoltre inaccettabile che decisioni di simile rilevanza vengano prese senza confrontarsi con gli Enti Locali. Il Governo di fronte a una crisi annunciata da mesi, in quanto le rivolte che hanno sconvolto i Paesi del nord Africa sono scoppiate alcuni mesi fa, si è fatto colpevolmente trovare impreparato e oggi è all’affannosa ricerca di una soluzione che non c’è. La città resisterà con ogni forma e modo legalmente consentito per far rispettare i propri diritti». «L’Università Agraria è al fianco del Comune di Tarquinia, per un problema che riguarda l’intera collettività. – ha dichiarato il presidente Antonelli – È inammissibile che un sindaco non venga reso partecipe di scelte che avranno pesanti ripercussioni sulla vita della comunità. Occorre un nuovo modello di solidarietà che non può essere quello di concentrare migliaia di esseri umani nelle tendopoli, veri e propri lager. La città non lo tollererà ed è pronta a far ascoltare la voce di un territorio da troppo tempo sfruttato e calpestato che ha il diritto di autodeterminarsi e scegliere il proprio futuro».

  • Lettera del sindaco di Tarquinia Mazzola al presidente Napolitano per ribadire la ferma contrarierà alla tendopoli.

    Il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola si rivolge al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per ribadire la più assoluta contrarietà alla realizzazione di una tendopoli e la necessità che si attui un serio progetto di ospitalità, con il coinvolgimento di tutte le Istituzioni. «A nome personale e del consiglio comunale, manifestando anche la volontà dell’Università Agraria, per rappresentare la ferma opposizione a quella che potrei definire una “dittatura” da parte del Governo nell’assumere decisioni, senza consultare e coinvolgere le comunità locali e soprattutto coloro che le rappresentano. – scrive il primo cittadino – Infatti, negli ultimi giorni, dirigenti della Prefettura, della Questura e dei Vigili del Fuoco, ufficiali dei Carabinieri e rappresentanti dell’Aereonautica Militare hanno effettuato una serie di sopralluoghi in varie parti del territorio comunale. Da ultimo presso l’ex aeroporto militare “Amerigo Sostegni”, una distesa pianeggiante priva di qualsiasi infrastruttura, ubicato sulla provinciale Litoranea, a circa cinque chilometri dalla città. Scopo di tali ispezioni è quello di trovare un sito idoneo all’installazione di una tendopoli per accogliere gli immigrati nordafricani. Di fronte a tali comportamenti l’Amministrazione Comunale si è da subito mobilitata, convocando, in contemporanea con l’Università Agraria, un consiglio straordinario e urgente per approvare un documento che afferma l’impossibilità di concentrare migliaia di persone in un’area priva di qualsiasi tipo di servizio primario. Con il medesimo atto si dichiara la disponibilità a realizzare, con la collaborazione di tutte le Istituzioni, un progetto di accoglienza, che tuteli la dignità degli immigrati e non crei gravi tensioni sociali, con ripercussioni negative anche sull’economia locale. Il modo di agire del Governo può essere definito un vero e proprio “abuso di potere” una “imposizione assolutamente inaccettabile”, che sembra essere la prova di una colpevole impreparazione di fronte ad una crisi annunciata da mesi. Il peso di questa responsabilità non può e non deve essere scaricato sui Comuni. Le richiedo quindi un incisivo controllo sull’evolversi della questione, nell’ottica di garantire che, di fronte a emergenze come quella che si sta vivendo in questo periodo, le scelte possano essere sempre concordate e condivise con il territorio».

  • Immigrazione, possibile tendopoli a Tarquinia: il sindaco Mazzola scrive al governatore Polverini.

    Il sindaco Mauro Mazzola scrive al governatore Renata Polverini per esprimere fermo dissenso all’ipotesi che il territorio di Tarquinia ospiti una tendopoli con centinaia di emigranti nordafricani. «Dalla giornata di oggi (31 marzo) si rincorrono voci di sopralluoghi “segreti” in alcuni siti, senza che il sindaco sia stato informato. – afferma il primo cittadino – Considero inammissibile che simili scelte siano prese senza coinvolgere gli Enti Locali. Sia chiaro, da parte della comunità tarquiniese non c’è nessuna forma di razzismo ma soltanto la volontà di vedere rispettate le proprie istanze. La città è disponibile, con il coinvolgimento di tutte le Istituzioni, a realizzare un serio progetto di ospitalità che tuteli la dignità degli emigranti, per evitare tensioni sociali e ripercussioni negative sull’economia. Ribadisco però la ferma opposizione a quella che è una politica “dell’imposizione” assolutamente inaccettabile. Il Governo di fronte a una crisi annunciata da mesi, in quanto le rivolte che hanno sconvolto i Paesi del nord Africa sono scoppiate all’inizio dell’anno, si è fatto colpevolmente trovare impreparato e oggi non può scaricare il peso di questa responsabilità sui piccoli comuni. E non valgano le parole del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che parla di “un fenomeno di straordinarie proporzioni, un’emergenza umanitaria sia per la quantità degli arrivi che per l’intensità con cui si sono susseguiti”, perché tutto ciò era ampiamente previsto. L’Amministrazione Comunale, se l’ipotesi di una tendopoli trovasse conferma, attuerà forme di dissenso forti, contro ciò che definisco un vero e proprio abuso di potere».

  • De Pierro condanna comportamento Lega per 150° anniversario Unità d’Italia


    Il presidente dell’Italia dei Diritti:“La vocazione separatista e xenofoba da sempre propugnata dal Carroccio, in paesi normali sarebbe perseguita”

    Roma – “Il comportamento tenuto dagli esponenti leghisti in occasione della ricorrenza dei 150 anni dell’unità d’Italia vede un solo aggettivo che possa descriverlo al meglio, vergognoso”. Queste le parole del presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, sul deplorevole atteggiamento del partito del Senatùr, “la vocazione separatista e xenofoba da sempre propugnata dal Carroccio, – spiega De Pierro – facendo riferimento all’articolo 1 dello statuto del partito, nel quale si dice che il movimento è finalizzato a definire l’indipendenza della Padania, territorio per altro non chiaramente definito, in paesi normali sarebbe perseguita”. In paesi normali, molto e molti di quest’Italietta andrebbero perseguiti, anzi, riprendendo le parole del Presidente “In Italia con requisiti simili, si diventa deputato o addirittura ministro”.

    Secondo De Pierro “non è ammissibile che in questo momento un’intera Nazione sia piegata al ricatto di un partito locale che detiene la maggioranza relativa in una sola Regione. Un’anomalia tutta italiana che sta deviando l’iniziativa legislativa per riformare la giustizia a beneficio di una persona che crede di essere al di sopra della legge, in cambio dell’avvio, ardentemente desiderato dai rappresentanti del partito di Bossi, di un processo di secessione. Noi dell’Italia dei Diritti crediamo che il Federalismo sia sostenuto dai leghisti in maniera meramente demagogica e strumentale in quanto giuridicamente si parla di una forma di Stato non dissimile al regionalismo, presente in Italia da decenni. E’ bene che gli italiani non si facciano ingannare – raccomanda de Pierro – dalle vere intenzioni di questi Signori, i quali mirano, secondo quanto tramandato dall’ideologo Gianfranco Miglio, alla trasformazione del paese in una confederazione de stati. Questa fattispecie separatista non ha niente da spartire con l’unità d’Italia che ieri abbiamo festeggiato con il grande orgoglio di essere italiani ed eredi di valori patriottici tracciati nella Storia da valorosi uomini del Risorgimento.”

    Sul comportamento inaccettabile dei leghisti nella giornata di ieri, il commento del Presidente del movimento extra-parlamentare è duro “In virtù del fatto che Bossi sminuisca l’Unità d’Italia, definendola una mera retorica risorgimentale, chiederei all’Onorevole di studiare un po’ di Storia prima di sparare inesattezze in libertà, in quanto l’unificazione del popolo italiano risale ai tempi dell’impero romano”.

    Tanto per rispolverare la memoria, De Pierro ricorda un grave episodio “Mentre a Roma si svolgevano i funerali di Nicola Calipari, funzionario del Sisde ucciso in Iraq nel 2005 ed il tricolore avvolgeva la bara del defunto, cinque ministri leghisti in riunione a Lugano, applauditi da cinquecento scalmanati con materia celebrale in vacanza, improvvisarono una canzone che facev pressappoco così ‘Abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore’. Ebbene questa gente non è degna di occupare i posti riservati ai rappresentanti del popolo italiano.