Roma – “ Il decreto governativo non fa altro che sancire il fallimento di tutti gli slogan sbandierati dal governo e dalle amministrazioni locali di centro-destra in campagna elettorale”.
Con questa frase il presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro ha commentato il provvedimento istitutivo delle ronde civiche emanato dall’esecutivo. “ Non si può sopperire all’ingente taglio apportato al comparto della sicurezza – ha aggiunto De Pierro – con degli escamotage folkloristici che hanno tanto il sapore di farsa e che sono in evidente contraddizione con quanto promesso dalla coalizione berlusconiana. E’ lo Stato che deve sobbarcarsi l’onere di tutelare la sicurezza delle nostre strade e dei nostri spazi pubblici, assicurando alle forze dell’ordine risorse e personale idoneo ad una concreta ed efficace operatività. Il fantomatico poliziotto di quartiere di cui tanto si è parlato è stato forse collocato in pensionamento anticipato ? Credo che l’intenzione occulta sia quella di combattere gli immigrati, facendo leva sulle pulsioni xenofobe a cui i cittadini sembrano essere particolarmente esposti, soprattutto in tempi di crisi economica in cui il fascino delle politiche decisioniste ed antidemocratiche così come delle soluzioni muscolari fai-da-te al problema del presidio territoriale tende ad accrescersi in modo esponenziale. Queste squadre possono essere facilmente permeabili a infiltrazioni da parte di soggetti facinorosi ed esaltati e innescare un meccanismo perverso di autoalimentazione della paura e della percezione di insicurezza che nulla ha a che spartire con una corretta gestione della cosa pubblica. Inoltre – ha concluso il presidente dell’Italia dei Diritti – non possiamo accettare che abbiano contribuito al varo di questi provvedimenti dei parlamentari condannati in via definitiva che sono nella posizione giuridica di pregiudicati e che, di conseguenza, non sono certo le persone più indicate a legiferare in materia penale”.
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Antonello De Pierro motiva il suo no alle ronde
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Morte Haider, si avvalora la tesi di De Pierro su omicidio
Roma – “ Mi aspettavo una notizia del genere, infatti anche a caldo avevo fatto dichiarazione che avanzavano ipotesi di omicidio perché vedevo qualcosa di diverso dal solito incidente”.
Così il presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro, appena appresa la notizia che la moglie del leader austriaco, da poco deceduto in un incidente automobilistico, ha verificato la possibilità di far eseguire all’estero una seconda autopsia sul corpo del marito, forse in Italia dove vive la figlia. “ La vicenda – continua De Pierro – è apparsa subito molto ambigua, e anche i vari pettegolezzi che hanno contornato immediatamente la tragica fine di Haider lasciavano intendere subito che erano un’abile depistaggio. Quanto dichiarato dalla vedova non fa altro che corroborare la mia tesi, e evidentemente se la signora Haider ha sollecitato una svolta delle indagini in tal senso possiede certamente degli elementi probatori pregnanti e significativi”. Notizie ufficiali riportano infatti che la moglie di Haider non solo ha trasportato il corpo in Italia per un’autopsia indipendente ma ha richiesto ulteriori prove su campioni di stoffa i quali saranno portati in Germania. “ Mi auguro – conclude De Pierro – che la magistratura austriaca riesca a far luce sulla vicenda e che il tutto non vada ad infoltire la già nutrita lista dei tanti misteri irrisolti di cui l’Italia purtroppo sa qualcosa”. -
Morte Haider, per De Pierro evento positivo per i diritti
Roma – “E’ una notizia che ci ha colti di sorpresa oltretutto ad appena due settimane dall’inaspettato successo elettorale del politico austriaco”.Questa la reazione di Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, all’improvviso annuncio della scomparsa di Joerg Haider, leader del partito di estrema destra Bzoe (Alleanza per il futuro dell’Austria), gruppo vincitore delle ultime elezioni politiche. “Esprimo profondo cordoglio per la perdita di una vita umana facendo anche le mie sentite condoglianze alla famiglia e ai suoi cari – dichiara De Pierro – d’altro canto apprendo questa notizia come un fatto estremamente positivo per il processo evolutivo nel campo del riconoscimento dei diritti umani che Haider, con la sua politica razzista e xenofoba, aveva fortemente penalizzato. Oltretutto suscitando pericolosi rigurgiti reazionari di stampo filonazista con un condizionamento delle coscienze più giovani anche verso episodi di violenza gratuita”.
In effetti era stato proprio lui, nel corso della sua densa e partecipe attività politica, a rendere manifesta la sua pericolosa simpatia per il nazismo e a farsi portavoce di una ragione di stato che è riuscita, secondo una logica sfrontata e inammissibile, a calpestare i diritti fondamentali del suo popolo. L’elogio della politica di occupazione del Terzo Reich, il tributo ai reduci delle Waffen SS e l’espressione “campi penali” usata in maniera del tutto consapevole in riferimento ai campi di concentramento nazisti “lo hanno reso responsabile – come dice De Pierro – delle sanzioni bilaterali imposte all’Austria dall’UE”.
“Anche nel nostro paese – aggiunge il presidente dell’Italia dei Diritti – avvertiamo la presenza di frange parlamentari ed extraparlamentari, spesso orbitanti intorno al movimento politico della Lega Nord, che, per quanto gravemente possano tracciare linee razziste, non arriveranno mai alla spietatezza praticata dal leader austriaco che ha avuto il primato di elevare tutto all’ennesima potenza”. Poi sposta l’attenzione sull’attuale situazione politica italiana e ammonisce così il partito leghista: “Il nazionalismo di Haider lo ha posto in una condizione sicuramente più condivisibile rispetto a quella della Lega che, al contrario, ha rivolto le sue mire di intolleranza razziale anche verso gli stessi connazionali di altre regioni”.
Inoltre De Pierro esprime la sua incredulità sulle dinamiche dell’accaduto dichiarando apertamente di non credere nel modo più assoluto che la morte di Haider sia stata causata da un incidente. “ Ci sono troppe ombre di dubbio sull’episodio – dichiara – che fanno prevedere la nascita di un nuovo giallo internazionale che difficilmente, com’ è successo per tanti altri, sarà risolto”. “ In Italia di cose del genere ne sappiamo qualcosa – conclude con tono sarcastico e provocatorio – quest’ultimo trentennio di storia sarebbe completamente da riscrivere, in quanto rappresentato da verità dimezzate a causa della scomodità del reale divenire storico degli eventi. Mi auguro che qualcuno, ben informato e ancora in vita, avvertendo le ombre pesanti della coscienza, si decida finalmente a parlare”. -
Antonello De Pierro esprime solidarietà a Daniela Santanchè
Roma – Ieri sera ad Annozero, programma di approfondimento politico-culturale condotto da Michele Santoro su Rai 2, durante la puntata dedicata alla strage di Castelvorturno e all’inasprimento della violenza a sfondo razzista nel nostro paese un caso di violenza si è consumato nel mezzo di una pausa pubblicitaria nello stesso studio televisivo: due ragazzi di colore si sono alzati e si sono diretti verso Daniela Santanchè insultandola pesantemente con epiteti quali “bastarda”, “delinquente”, “troia”.Il presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, esprime il suo rammarico e il suo dispiacere per questo evento che coinvolge una donna da lui apprezzata e nella quale riscontra anche un certo fascino nonostante le idee politiche lontane.
“Solidarietà alla Santanchè in un momento come questo in cui il clima politico ha inasprito gli scontri razziali – dice De Pierro, e continua – qualsiasi atto di violenza, anche verbale, va condannato. La Santanchè politicamente è lontana da me ma su alcuni punti dice cose giuste. Gli stranieri regolarti vanno tutelati, ma bisogna anche chiedersi come facciano a vivere i clandestini. La legge Bossi-Fini ha portato scompiglio rendendo la vita difficile agli immigrati che vogliono vivere e lavorare regolarmente in Italia rendendo più ostiche le procedure di accesso al nostro paese”.
Rincara il presidente: “Questa legge ha solo peggiorato le cose: chi vuole delinquere entra nel nostro paese senza crearsi il problema di essere clandestino, a chi vuole entrare regolarmente viene opposta una serie di ostacoli improponibile”. Aggiunge De Pierro: “La Bossi-Fini è una legge che va bene solo a livello statistico-pubblicitario ma ha contribuito a insabbiare le richieste oneste di chi vuole mettersi in regola nel nostro paese, che spesso viene addirittura costretto a essere clandestino.”
“A causa della politica sulla sicurezza da parte del governo, che ha prodotto un livello di insicurezza elevato quanto ingiustificato, criminalizzando a priori gli stranieri quali maggiori autori di reati si è creato un clima di scontro razziale in preoccupante ascesa. Senza contare che poi il governo si è fatto carico di tagliare i fondi a favore del comparto sicurezza di ben 3,2 miliardi di euro”.
Conclude De Pierro: “L’incidente occorso ieri sera a Daniela Santanchè è anche frutto di questa politica governativa sbagliata”. -
De Pierro sul giovane di colore insultato e ucciso a Milano
Il presidente di Italia dei Diritti: “Episodio frutto anche dell’evangelizzazione xenofoba della Lega”Abdul Salam Guibre
Milano – Assassinato per aver rubato un pacco di biscotti dopo una serata con gli amici.
Il giovane Abdul Salam Guibre, 19 anni, è morto così ieri a Milano, colpito alla testa con una spranga da Fausto Cristofoli, il proprietario di un chiosco mobile, e da suo figlio Daniele. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, i due erano intenti a scaricare brioches da un camion. Il giovane, cittadino italiano nato in Burkina Faso, tentato il furto e la fuga, è stato raggiunto e ferito a morte. Nel corso della lite sono state pronunciate frasi offensive e ingiuriose tra cui “Sporco negro. Te la faccio pagare”.
I soccorsi sono arrivati poco dopo, ma non sono valsi a salvare la vita di Guibre, arrivato già in coma al Fatebenefratelli. Una ragazzata finita in tragedia, che riapre in Italia una ferita xenofoba mai saldata.
La notizia della morte del giovane di colore ha scosso profondamente Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti. “Episodi come questo sono in crescita, in particolare al nord Italia”, ha dichiarato. “Si tratta – ha aggiunto – di un assassinio che va punito con estrema durezza”. Secondo il presidente Italia dei Diritti l’assassinio del giovane originario del Burkina Faso rivela un’intolleranza in crescita in Italia, spinta anche dalla politica leghista, che sta operando una vera e propria “evangelizzazione xenofoba”. “Basta ascoltare le parole di Mario Borghezio, e non solo, per rendersi conto della violenza e della virulenza che caratterizza i toni delle loro parole”, ha affermato De Pierro. “Bisogna muoversi per far in modo che la Lega venga limitata nelle proprie esternazioni – ha specificato – con atti di responsabilità da parte degli alleati e di coraggio da parte di un’opposizione al momento debole”.
Il pm che si occupa del caso non ha intenzione di contestare l’accusa di razzismo mossa ai due complici dell’assassinio del giovane originario del Burkina Faso. “Credo che Fausto Cristofoli e il figlio debbano essere puniti con il massimo della pena prevista in questi casi”, ha ribadito il presidente Italia dei Diritti. Sembrerebbe che i titolari del chiosco avessero precedenti penali per rapina e reati contro il patrimonio. “Se ciò è vero – ha concluso De Pierro – i due non avrebbero dovuto avere neanche la licenza”. -
De Pierro, immigrati costretti a mangiare gatti per fame
Roma – La denuncia partiva la settimana scorsa dall’ Aidaa, Associazione Italiana Difesa Animale e Ambiente, il presidente della quale, Lorenzo Croce, si faceva portavoce di un fenomeno inquietante: la scomparsa di 240 gatti nelle zone di Ladispoli Cerenova e Cerveteri.Croce aveva collegato tale scomparsa alle manifestazioni di alcuni culti pseudo-religiosi e di fanatici del satanismo che con il sacrificio di questi animali portano avanti una ritualistica di tipo demoniaco.
L’Italia dei Diritti, nella persona del suo Presidente Antonello De Pierro, sempre attento a tematiche che riguardano il rispetto dei diritti degli esseri umani ma anche degli animali, aveva fatto propria la causa e aveva rilanciato la denuncia. Il Movimento è però andato oltre e, in base ad altre denuncie ascoltate, può affermare che dietro la scomparsa di questi animali randagi, riferibile anche alle zone di Roma, si nasconde qualcosa di più grave.
Molti immigrati ma anche molti italiani (tra cui pensionati che non arrivano alla fine del mese o padri separati costretti a vivere in macchina per pagare il mantenimento a mogli e figli) spinti dalla fame sono costretti a cibarsi di animali randagi pur di sopravvivere.
“Il degrado sociale e psicologico raggiunto da alcuni individui che vediamo tutti i giorni rovistare nei cassonetti dell’immondizia in cerca di cibo ci fa capire la gravità della situazione” dice De Pierro. “Queste persone, a causa della cattiva gestione dell’ economia sociale, sono costrette a vivere al di sotto della soglia di povertà”.