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  • Festival delle Terre, dal 17 al 19 ottobre 2014 al Nuovo Cinema Aquila (Roma)

    Da Venerdì 17 a Domenica 19 Ottobre al Nuovo Cinema Aquila


    11° FESTIVAL DELLE TERRE

    PREMIO INTERNAZIONALE AUDIOVISIVO DELLA BIODIVERSITÀ

    Giunta nel 2014 alla sua 11° edizione, la manifestazione organizzata dal Centro Internazionale Crocevia presenta ogni anno fino a 30 opere tra documentari, film d’inchiesta e animazioni per testimoniare l’universo dei diritti legati alla terra, attraverso gli occhi e le parole di chi ne è protagonista: piccoli produttori di cibo, comunità locali, popoli indigeni e tutti coloro che si battono in difesa della terra e del territorio.

    Le storie, di cui il Festival si fa testimone, raccontano le diverse forme della negazione dei diritti, delle resistenze e delle alternative in un’ottica di conservazione della “biodiversità”, intesa come diversità biologica, sociale e culturale. Sono storie comuni e allo stesso tempo complesse che una volta conosciute possono modificare radicalmente la nostra visione del mondo. Il Festival delle Terre è organizzato dal Centro Internazionale Crocevia, associazione di solidarietà e cooperazione internazionale costituita nel 1958. Lavoriamo nei settori dell’educazione, della comunicazione e dell’agricoltura, promuovendo e realizzando attività di terreno in favore di comunità indigene e contadine, oltre ad attività di formazione e supporto al coordinamento di network internazionali di organizzazioni contadine e di altri produttori artigianali di cibo su piccola scala, come ad esempio il Comitato Internazionale di Pianificazione per la Sovranità Alimentare (IPC for Food Sovereignty www.foodsovereignty.org), che ha promosso e negoziato la recente approvazione delle “Linee Guida per la gestione responsabile della terra, delle acque e dei boschi” nel Comitato Mondiale per la Sicurezza Alimentare delle Nazioni Unite, e la loro implementazione a livello nazionale attraverso la FAO. Quest’anno il Festival sarà dedicato a Chandrika Sharma, attivista indiana dell’International Collective in Support of Fishworkers, scomparsa a bordo dell’aereo della Malaysian Airline lo scorso marzo e agli uomini e alle donne impegnate per inventare un avvenire alternativo e giusto. Il Festival sarà articolato in sezioni tematiche. Una sezione riguarderà la sovranità alimentare e quindi la tutela dell’agrobiodiversità e del diritto dei contadini a produrre (accesso e controllo della terra, delle sementi, delle zone di pesca artigianale, etc), attraverso la voce dei contadini e la testimonianza delle loro battaglie. Una seconda sezione ci darà l’opportunità di approfondire invece i meccanismi di speculazione che ruotano intorno alla filiera produttiva agroalimentare. La finanziarizzazione dell’agricoltura e gli ingenti investimenti speculativi in acquisto di terre – hanno generato nuovi e complessi fenomeni di innalzamento dei prezzi che si riflettono non solo a livello internazionale, ma anche nazionale e locale, accompagnati da una constante negazione del diritto di produzione sostenibile del cibo. In questa sezione verrà presentata anche una riflessione sulla crisi debitoria e sul crescente divario tra reali bisogni e politiche pubbliche che spesso determinano insieme alle guerre, crescenti fenomeni migratori con le drammatiche conseguenze che conosciamo. I lavori presentati al Festival arrivano da tutto il mondo, selezionati dallo staff di Crocevia, che ha curato la versione sottotitolata in italiano, a disposizione degli autori, per permettere al film di raggiungere un pubblico sempre più vasto e per non alterare le testimonianze portate sullo schermo. Diamo spazio alle opere delle piccole produzioni indipendenti, che faticano a trovare posto in un circuito commerciale che non sempre premia la qualità. Promuoviamo incontri con gli autori dei film, che sempre più numerosi partecipano in prima persona alle giornate del Festival.

    Premi e menzioni di questa edizione saranno assegnati da una giuria d’ eccezione. Composta da due giornalisti d’inchiesta, Maurizio Torrealta (http://www.mauriziotorrealta.it) ed Elena Pasquini (http://www.goleminformazione.it/blog/elena-pasquini.html), insieme a Laura Ciacci (http://www.festivaldelfundraising.it/Relatori/130-Laura_Ciacci_.html), esperta di relazioni istituzionali per conto di Slow Food.

    Una parte importante del festival sono le conferenze e i laboratori incentrati sulle problematiche nelle quali da sempre Crocevia è impegnata, come la difesa dei diritti collettivi sulla terra (contro il landgrabbing), la crisi alimentare e il diritto al cibo.

  • Chiuse le indagini su Cosentino e la Camorra, il commento di Barbato

    Il responsabile per le Mafie e la Criminalità Organizzata dell’Italia dei Diritti: “In Campania funziona sostanzialmente così, è il vertice del PdL a ottenere consenso e a elargire favori in cambio di voti”


    Roma – La procura distrettuale di Napoli ha chiuso le indagini sui presunti collegamenti tra politica e Camorra che vedono coinvolto il deputato del PdL, Nicola Cosentino. Secondo le accuse dei pm Alessandro Milita e Giuseppe Narducci infatti, Cosentino avrebbe garantito rapporti fra imprenditoria mafiosa, pubbliche amministrazioni ed enti a partecipazione pubblica, e contribuito al riciclaggio e al reimpiego delle provviste finanziarie provenienti dal clan dei Casalesi. Inoltre gli vengono contestati manovre per influenzare le strategie politiche in materia di rifiuti.

    Francesco Barbato, responsabile per le Mafie e la Criminalità Organizzata dell’Italia dei Diritti, interviene così sulla questione: “In Campania funziona sostanzialmente in questo modo, è il vertice del PdL e non solo Cosentino a ottenere consenso e a elargire favori in cambio di voti, assieme al terzo convitato che si somma alla politica e agli affari, la Camorra. Non pochi sono i nomi degli esponenti del centrodestra indagati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, penso ad esempio agli onorevoli Luigi Cesaro, Mario Landolfi, Paolo Russo, e al senatore Vincenzo Nespoli.

    “Insomma – afferma l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro –, la classe dirigente del PdL continua tutt’oggi, sia nelle cariche istituzionali sia in quelle di partito, a rappresentare questo indegno e inaccettabile rapporto con il crimine organizzato. Per 16 anni hanno strumentalizzato la questione dell’emergenza rifiuti nel territorio Campano al solo scopo di spartirsi e divorarsi 2 miliardi di euro, denaro servito per alimentare le clientele politiche e gli affari con la camorra, piuttosto che per rendere pulita Napoli e la sua Regione”.

    In un tale scenario Barbato ritiene di voler fare di più per denunciare il fallimento della politica attualmente al governo e per liberare i campani dalla malavita e dall’immondizia: “Quest’oggi domanderò al procuratore della Repubblica di Nola, Paolo Mancuso, un incontro per rappresentare la grave situazione che stanno vivendo gli abitanti di Boscoreale e Terzigno nella discarica Cava Sari, disagi che creano pericolo anche per la salute pubblica, come ben mi hanno evidenziato gli stessi comitati cittadini. Il nostro impegno è in continua difesa dell’ambiente, della legalità e dei diritti degli italiani”.

  • Italia dei Diritti, a Ostia donna cingalese non denuncia furto per leggerezza carabiniere


    Antonello De Pierro, presidente del movimento: “Episodi simili non giovano al prestigio dell’Arma, la cui immagine va salvaguardata in virtù del compito istituzionale svolto”


    Roma – Le vicissitudini di un cittadino straniero in Italia sembrano non avere mai fine.

    E a farne le spese, talvolta, è la dignità dell’essere umano in quanto tale. Come emerge chiaramente dalla seguente vicenda, di cui l’Italia dei Diritti si era occupata all’incirca un mese fa, quando nella persona del suo presidente Antonello De Pierro aveva accompagnato dai Carabinieri della stazione di Casal Palocco, nel XIII municipio, una donna di 42 anni, originaria dello Sri Lanka e regolarmente nel nostro Paese, vittima di soprusi perpetrati dal suo dispotico locatore e riguardanti il prezzo, le condizioni d’affitto e una serie di illeciti tra i quali violazione di domicilio, danneggiamento e furto in abitazione, tutti aggravati. Ciò nonostante, una volta giunta nel presidio militare di zona, i Carabinieri invece di raccogliere la denuncia con l’obbligo di avviare l’azione penale, considerata la perseguibilità d’ufficio delle trasgressioni subite, avevano suggerito alla signora cingalese di presentare una querela all’Autorità Giudiziaria. Una anomalia non certo trascurabile, considerato altresì che ciò, nel caso di una persona straniera dall’italiano incerto, avrebbe implicato l’ausilio di un avvocato, e quindi ulteriori spese e disagi a danno della parte offesa.

    Nel caso specifico la donna avrebbe potuto dirsi fortunata, poiché l’Italia dei Diritti aveva provveduto a redigere la denuncia-querela per suo conto, in modo che successivamente lei l’avrebbe sporta in maniera corretta. Ma qui il colpo di scena: la cittadina dello Sri Lanka ha poi rinunciato a denunciare i responsabili dei reati subiti, molto probabilmente perché intimidita dall’atteggiamento di quel carabiniere, che in un certo senso ha rappresentato un elemento di ostacolo alla tutela dei suoi interessi.

    “Purtroppo, anche in virtù della mitezza comportamentale del popolo a cui appartiene, la signora ha rinunciato a far valere i propri diritti violati”, dichiara preoccupato il leader del movimento nazionale De Pierro, che poi chiarisce gli aspetti di maggiore criticità dell’episodio: “È biasimevole che per una leggerezza di un singolo carabiniere rimanga impunito un reato grave. Per tale motivo auspico un richiamo disciplinare per il militare in questione, nella speranza che episodi simili non si ripetano più in futuro, anche per rispetto di tutti quei servitori delle forze dell’ordine che con solerzia si adoperano nell’accogliere le richieste d’aiuto di tutti i cittadini”.

    Va inoltre ricordato che l’organizzazione extraparlamentare per la legalità e la giustizia si era anche attivata contattando l’ufficio stampa del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, che tuttavia aveva preferito non pronunciarsi nel merito della questione. Poi, nel far presente che il movimento è sempre disponibile per essere convocato e ascoltato dalla autorità competenti in materia, Antonello De Pierro lancia un appello: “Noi siamo certi che si sia trattato di un errore commesso in buonafede, però pretendiamo maggiore attenzione in questi casi. Infatti, non vorremmo mai che nell’opinione pubblica possa diffondersi un senso di insicurezza e di abbandono, e ancor più ci auguriamo che nessuno possa mai pensare che sia stato il nome autorevole del colpevole, molto conosciuto nel territorio, a fungere da deterrente per il carabiniere. Non possiamo permettere che si pensi anche solo minimante una cosa simile – rimarca ancora il numero uno dell’Italia dei Diritti –, in quanto ciò non giova al prestigio dell’Arma, che ogni giorno si impegna alacremente nella protezione e nella salvaguardia dei cittadini, di tutti i cittadini, a prescindere da etnie, idiomi, razze, religioni. Fatti come questo della donna cingalese potrebbero ledere l’immagine intera della Benemerita e noi stessi, in quanto italiani, ci sentiremmo parte lesa”.

  • 18 novembre: appuntamento a Roma con Diversitalavoro

    Torna a Roma Diversitalavoro, il progetto promosso da UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), Fondazione Sodalitas, Synesis Career Service e Fondazione Adecco per le Pari Opportunità, che si pone l’obiettivo di favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di laureati/diplomati con disabilità e/o di origine straniera.

    La seconda edizione romana si terrà il 18 novembre dalle 10 alle 17 nella sede di BNL Gruppo BNP Paribas in via Crescenzo del Monte 27, (fermata Stazione Trastevere, linea FR1). A disposizione dei partecipanti sarà messa un navetta gratuita che collegherà la stazione al luogo dell’evento.

    «Cerchiamo talenti cui offrire pari opportunità nel mondo del lavoro» è il motto che anima il progetto nato nel 2008 e che vanta già importanti risultati nelle edizioni di Milano e Roma.

    Queste le aziende che finora hanno confermato la loro partecipazione all’edizione capitolina: Accenture, Allianz, BNL Gruppo BNP Paribas, IBM, Leroy Merlin, L’Oréal, Microsoft, Philip Morris, Telecom Italia, Vodafone.

    L’elenco sarà continuamente aggiornato fino al giorno dell’evento.

    Le persone con disabilità e le persone di origine straniera possono già candidarsi sul sito www.diversitalavoro.it dove sono già presenti annunci di lavoro da parte delle aziende partecipanti e che verranno pubblicati di continuo fino al giorno dell’evento.

    Durante la giornata del 18 novembre, le aziende incontreranno i candidati selezionati tra le persone che avranno inviato il proprio curriculum e che avranno ricevuto l’invito per partecipare al career day Diversitalavoro.

    Come nelle edizioni precedenti, la location che ospita la giornata dedicata alla Diversity è messa a disposizione da una delle aziende partecipanti: quest’anno sarà BNL Gruppo BNP Paribas ad aprire le porte della propria sede di Roma a Diversitalavoro.

    Chi parteciperà a Diversitalavoro potrà:

    Incontrare i manager aziendali e i responsabili HR dalle 10 alle 15 (area stand);

    Sostenere un eventuale colloquio individuale (area colloqui)

    Avere dalle 12 alle 15 una consulenza personalizzata su come scrivere il cv (cv check);

    Partecipare, dalle 11.30 alle 13, a seminari in cui si parlerà di come impostare un curriculum, affrontare un colloquio e di quali sono le normative che regolano l’accesso al mondo del lavoro per stranieri e disabili.

    Inoltre, dalle 15 alle 17, si terrà il convegno:

    “Diversi” luoghi di lavoro:

    Buone prassi e strategie di intervento per l’accesso al lavoro delle persone: di origine straniera, con disabilità e transessuali.

    Diversitalavoro è un evento gratuito che negli anni ha riscosso una notevole partecipazione di utenti e ha aiutato molte persone con disabilità e persone di origine straniera ad inserirsi in contesti lavorativi nazionali e internazionali. Le aziende che finora hanno aderito a tutte le edizioni di Diversitalavoro su Roma e Milano sono state 32, le quali hanno dimostrato, con la loro partecipazione, di condividere lo scopo che anima Diversitalavoro: sensibilizzare il mondo del lavoro sul tema della diversità. 330 le offerte di lavoro che sono state presentate agli utenti durante tutte le edizioni (esclusa quella in corso) e che hanno riguardato vari settori e coinvolto quasi tutte le regioni italiane.

    Dopo Roma, nell’aprile 2011 l’appuntamento torna a Milano. Diversitalavoro ha il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dipartimento per le Pari Opportunità.

    «Dal 2006 Synesis Career Service ha voluto tradurre in azione la propria sensibilità sui temi del diversity management e inclusion – dichiara Paolo Beretta, Synesis Partner. Diversitalavoro è un bellissimo progetto che ha avuto come scintilla il Diversity Day che abbiamo organizzato nel 2007 e che nel tempo ha saputo coinvolgere nuovi partner e nuove aziende i quali condividono l’impegno concreto di valorizzazione delle diversità in azienda».

    Diversitalavoro è anche su Facebook.

    Per informazioni, gli utenti possono cliccare sul sito www.diversitalavoro.it oppure scrivere un’e-mail a: [email protected] o contattare il num. 02/36643483.

    Contatti stampa:

    [email protected]

    02/366643483

    348/7121942

    [email protected]

    02/88143016

    348/9770044

    [email protected]

    02/86460236;

    333/7376278

  • Italia dei Diritti denuncia comportamento anomalo Carabinieri a Roma per furto subito da donna cingalese


    La vittima, accompagnata presso la caserma dell’Arma dal presidente del movimento Antonello De Pierro, è stata invitata a presentare querela nonostante i presunti reati fossero perseguibili d’ufficio


    Roma – 700 euro al mese per un monolocale di 25 metri quadrati nel quale vivere in 4-5 persone. Gli abusi riguardanti il prezzo e le condizioni degli affitti nei quartieri di Roma non fanno più notizia ormai. Specie quando gli inquilini sono migranti ed extracomunitari, come nel caso di una donna di 42 anni, originaria dello Sri Lanka e regolarmente in Italia, che, oltre alle disagevoli condizioni di cui sopra, racconta di essersi vista piombare in casa il proprietario dell’appartamento, il quale con l’ausilio di due energumeni assistenti, ha portato via dall’abitazione una rete e un materasso, quest’ultimo successivamente ritrovato in un cassonetto della spazzatura. Motivo: il locatore non vorrebbe letti nell’abitazione, ma solo divani letto, onde evitare, in caso di controlli delle forze dell’ordine, di dimostrare quante persone risiedono effettivamente nel medesimo stabile.

    A difesa dei sui interessi violati, la badante cingalese si è rivolta all’Italia dei Diritti per segnalare questo spiacevole episodio. Il movimento nazionale per la tutela dei cittadini, nella persona del suo presidente Antonello De Pierro, l’ha accompagnata dai Carabinieri della stazione di Casal Palocco, nel XIII municipio, dove alla donna è stato suggerito di presentare una querela all’Autorità Giudiziaria. Così oltre al danno anche la beffa. Infatti, i reati di cui sarebbe stata vittima la signora dovrebbero essere perseguibili d’ufficio. Stando sempre a quanto da lei dichiarato sembrerebbero ravvisabili gli illeciti di violazione di domicilio, violenza privata, danneggiamento e furto in abitazione, tutti aggravati. Invece di invitare a sporgere una querela, che nel caso di una persona straniera dall’italiano incerto implicherebbe l’ausilio di un avvocato, cosa che la signora non può di certo permettersi, i Carabinieri avrebbero dovuto raccogliere la denuncia con l’obbligo di avviare l’azione penale, considerata la perseguibilità d’ufficio delle trasgressioni subite.

    “Si tratta di un fatto che ci lascia molto perplessi – afferma sbigottito De Pierro –. Questa persona ha fatto bene a rivolgersi a noi ed è stata fortunata perché ora, grazie ai nostri avvocati, possiamo darle una mano. Infatti, provvederemo a sporgere la denuncia-querela per suo conto. Ma cosa accade a tutti quei cittadini stranieri che ogni giorno sono vittime di ingiustizie e poi si trovano a fare i conti con simili episodi? Probabilmente si arrendono e subiscono passivamente tanti soprusi, come avrebbe fatto anche la donna cingalese se non avesse trovato un valido sostegno nel nostro movimento”.

    In relazione all’accaduto, l’Italia dei Diritti si è attivata contattando l’ufficio stampa del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, che tuttavia ha preferito non pronunciarsi nel merito. Su tutta la vicenda il leader dell’organizzazione extraparlamentare rimarca la sua netta contrarietà: “Queste cose non devono accadere – tuona piccato –. Esistono tanti balordi che ogni giorno si macchiano di gravissimi crimini e poi non vengono severamente puniti come meritano, perché la legge si rivela morbida nei loro confronti. Invece uno straniero regolare, onesto, lavoratore deve patire inqualificabili prevaricazioni senza che i principi basilari del nostro ordinamento giuridico provvedano a salvaguardare i suoi diritti più elementari, alla stregua di un qualsiasi cittadino italiano. Perciò – prosegue De Pierro –, il nostro appello ai Carabinieri e a tutte le forze di polizia è quello di essere più disponibili verso gli immigrati e di impegnarsi al fine di non lasciare impuniti tali reati, con il rischio che simili atteggiamenti superficiali possano far perdere credibilità alle forze dell’ordine, che invece tutti i giorni lottano strenuamente per garantire la sicurezza della comunità”.

    Al monito lanciato dal numero uno dell’Italia dei Diritti fanno eco le parole di Antonino Lo Verde, viceresponsabile per l’Immigrazione del movimento: “La vicenda è una delle più classiche che quotidianamente accadono ai cittadini stranieri – dice –, i quali nutrono grande rispetto e fiducia per i rappresentanti delle forze dell’ordine, che in via teorica dovrebbero tutelare tutti, ma nei fatti, forse perché oberati di lavoro, forse perché impegnati in altre faccende, fanno rimbalzare da destra a sinistra gli immigrati che a loro si appellano”. Analizzando l’episodio Lo Verde fa notare che probabilmente si è trattato di “un caso di leggerezza e superficialità, poiché le forze dell’ordine sono preposte a garantire e difendere i diritti violati, pertanto non vi era motivo di suggerire alla donna dello Sri Lanka di querelare il suo locatore. In quei casi di rimpalli o di rinvii a presentarsi nei giorni seguenti sarebbe opportuno per le persone straniere insistere e pretendere di essere ascoltate”, chiosa convinto l’esponente del dipartimento Immigrazione dell’IdD.

  • Sindaco Castelvolturno contro lapide immigrati uccisi da Camorra, Italia dei Diritti al curaro


    Sulla vicenda sono intervenuti Antonello De Pierro e Giuliano Girlando, rispettivamente presidente e responsabile per la Giustizia del movimento


    Roma – Non si è fatta attendere la reazione del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti alla notizia che il sindaco di Castelvolturno Antonio Scalzone, ha dichiarato di essere contrario a una lapide per ricordare la strage di sei cittadini extracomunitari trucidatri 2 anni or sono davanti a una sartoria nel comune campano stretto nella morsa della Camorra.

    A intervenire sulla questione sono stati il presidente del movimento Antonello De Pierro e il responsabile per la Giustizia Giuliano Girlando.

    “Innanzitutto – ha dichiarato De Pierro – vorrei contestare immediatamente la riproposizione della solita favola del merito politico nella lotta alla criminalità organizzata, come ribadito dal sindaco Scalzone. Noi teniamo a ribadire all’infinito che tutte le notizie gradite di successi su tale fronte sono frutto di un duro lavoro da parte di magistratura e forze dell’ordine, nonostante il Governo invece puntualmente provveda a tagliare fondi in tali comparti. Ci siamo stancati di vedere politicanti che per poter racimolare consensi distribuiscono menzogne che addirittura stravolgono l’iter procedurale dell’attività di istituto di settori istituzionali di grande importanza. Per quanto concerne la decisione del sindaco di opporsi a una lapide per ricordare l’eccidio dei poveri extracomunitari, tali affermazioni mi lasciano allibito, in quanto ci troviamo di fronte a un’ amministrazione che non lancia segnali positivi nella lotta contro la Camorra. La gente del Casertano ha bisogno e soprattutto diritto a vivere in un territorio migliore e fino a quando ci saranno persone del genere ad amministrare vedo delinearsi un orizzonte all’insegna di una cronica incertezza e insicurezza. Mi auguro che le parole di Scalzone siano state dettate da paura, altrimenti sarebbe davvero preoccupante quanto pronunciato, anche se la stessa paura non dovrebbe appartenere a chi sceglie la via della responsabilità politica. Auspico un’immediata marcia indietro oppure il primo cittadino rassegni immediatamente le dimissioni dalla carica istituzionale che riveste”.

    “E’ disumana la posizione del sindaco – ha fatto eco con uguale fervore Girlando – in quanto non offende solo la memoria della lotta alla criminalità, ma di proposito omette il valore dell’umanità che in quei territori è stata espressa con la vita e la missione di Don Giuseppe Diana. Come movimento intendiamo farci portatori del ricordo e delle lotte di persone come Don Diana e Giancarlo Siani. Abbiamo noi il compito di informare e dire la verità, per noi la camorra è una montagna di letame”.

  • Didael e l’Italiano: un laboratorio in continua evoluzione per l’integrazione

    Il corso “Dentro l’Italiano” ha raggiunto, grazie a una trentennale esperienza, la versione “4.0 new release”

    Uno dei principali obiettivi di Didael è quello di promuovere la conoscenza della lingua italiana, creando strumenti e progetti tanto utili quanto necessari all’inserimento dei cittadini stranieri nel tessuto sociale e produttivo del nostro Paese. Un simile approccio risulta infatti fondamentale per una reale integrazione e valorizzazione delle persone.

    In tale ottica negli ultimi 30 anni Didael ha realizzato numerose esperienze rivolte ai cittadini immigrati e ancora oggi dedica in particolare un impegno costante nello sviluppare la sua offerta dedicata all’apprendimento della lingua italiana, che comprende soluzioni modulari e flessibili continuamente arricchite con nuovi servizi, nuovi contenuti, nuovi modelli formativi, per poter rispondere a esigenze diversificate. Sono oltre 10.000 i cittadini stranieri in Italia che hanno utilizzato le nostre soluzioni.

    La competenza che Didael mette in campo è quella di saper ideare e realizzare progetti capaci di rispondere alle specifiche esigenze del territorio favorendo e perfezionando rapporti e accordi di tipo misto tra Comuni, Province, Regioni, Prefetture, Ministeri, Scuole, Università, Associazioni, Imprese. Questo grazie a un’esperienza di oltre 700 realizzazioni e-Learning, che permette a Didael di progettare modelli di erogazione completi in grado di tenere conto di tutte le variabili che caratterizzano un particolare contesto (risorse e vincoli organizzativi, risorse tecnologiche, modelli formativi, contenuti, popolazione target), mettendo sempre al centro l’utente.

    Per saperne di più: http://www.didael.it/catalogo/schede/Dentro_it4/

    Ufficio stampa Didael
    02-54.18.09.24
    [email protected]

  • Ddl sicurezza ed epidemie, i medici confermano la tesi di De Pierro


    Roma – Dopo l’allarme lanciato alcuni mesi fa da Antonello De Pierro sul rischio epidemie causato dall’art. 39 dell’ultimo Ddl sicurezza, la voce autorevole di Enrico Bartolini, presidente dell’ordine dei medici di Genova, dà l’ennesima conferma circa l’ipotesi che gli extracomunitari possano decidere di non andare più dal dottore, anche se gravemente malati, per non incorrere in denunce. Contro quel decreto l’ordine dei medici di Genova ha diramato ieri un comunicato di poche righe in cui si afferma “l’obbligo deontologico di prestare la propria opera a favore di qualsiasi individuo, indipendentemente dallo stato giuridico e senza violare il segreto professionale”. Un vuoto normativo, quello determinato dalla facoltà dei i medici di denunciare un malato extracomunitario, che si scontra con la deontologia professionale che impone di curare le persone senza mai far loro del male. “Ciò significa – ha dichiarato Marco Comaschi, direttore del dipartimento di emergenza del San Martino – che non possiamo denunciare i clandestini in quanto la nostra deontologia professionale è più importante di qualsiasi legge”.
    “Il provvedimento in questione – aveva dichiarato De Pierro non più tardi di tre mesi fa – ha, a mio avviso, una duplice ritorsione. Da un lato la paura scaturita da un’eventuale denuncia porterebbe gli extracomunitari a non curarsi; e in questo caso potremmo tranquillamente parlare di omicidio di Stato. D’altro canto si tratta di un disegno di legge che ha una forte ripercussione a livello sociale poiché genera una diffusione di patologie che possono avere conseguenze davvero dannose come l’insorgere di epidemie. E’ necessario – conclude il presidente dell’Italia dei Diritti – ritirare un Ddl che oltre a essere la manifestazione dell’incoscienza di un governo che non riesce a comprendere la propria incapacità attuativa, ha delle ripercussioni sulle quali si è cercato di stendere il velo pietoso dell’omertà.

  • Clandestini denunciati dai medici, De Pierro lancia allarme epidemie


    Roma – “Gli italiani devono avere paura del provvedimento per le conseguenze non prevedibili che potrebbe avere a livello sanitario e non degli immigrati”.
    E’ quanto sostenuto da Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, sulla tanto discussa questione riguardante la facoltà da parte dei medici di denunciare i cittadini immigrati che non siano in possesso di permesso di soggiorno. Una storia iniziata lo scorso 5 febbraio con l’approvazione del disegno di legge nelle aule del Senato e, a quanto pare, stimata come interminabile, date le conseguenze causate dall’audace proposta. Prima il dissenso dei medici, poi quella dei responsabili delle associazioni di categoria, e ancora il dietro front dei rappresentanti parlamentari di maggioranza che, con una mossa temeraria passano dall’ “obbligo” di denuncia alla “facoltà”.

    “Il provvedimento in questione – dichiara De Pierro – ha, a mio avviso, una duplice ritorsione. Da un lato la paura scaturita da un’eventuale denuncia porterebbe gli extracomunitari a non curarsi. E in questo caso potremmo tranquillamente parlare di omicidio istituzionale. D’altro canto si tratterebbe di un disegno di legge che ha una forte ripercussione a livello sociale poiché genera una diffusione di patologie che possono avere conseguenze davvero dannose come il contagio di altre persone, e quando parlo di altre persone mi sembra chiaro che faccio riferimento a tutti quegli italiani che potrebbero essere contagiati a loro insaputa. Insomma questo provvedimento potrebbe divenire un pericoloso fattore scatenante di epidemie”.

    “Il nulla osta concesso a una decisione di tale portata – aggiunge il presidente dell’Italia dei Diritti – comporterebbe un notevole aumento di casi definibili veri e propri omicidi di Stato. Non dimentichiamo, poi, quanto accaduto qualche giorno fa: una ragazza malata di tubercolosi ha omesso di farsi curare a causa di un provvedimento che, e i fatti lo dimostrano, ha solo conseguenze deleterie. E’ necessario, quindi, ritirare un Ddl che, oltre a suscitare clamore tra gli animi dell’opinione pubblica e gli interessi dei partiti politici, ha delle ripercussioni sulle quali si è cercato di stendere il velo pietoso dell’omertà. E’ ora di uscire allo scoperto e di occuparsi della realtà in quanto tale. Il disegno di legge, tanto sponsorizzato dal partito leghista così come finemente criticato dal presidente della Camera Gianfranco Fini, provoca inguaribili epidemie, oltre che prevedibili omicidi di Stato”.

  • De Pierro alza il tiro, dimissioni anche per De Lillo


    Roma – Dopo lo scempio dei giardini di via San Godenzo, oggetti di un’operazione di potatura più simile a una mutilazione, e il susseguente stato di abbandono cui i rami tagliati sono stati destinati, Italia dei Diritti denuncia un altro esempio di mala gestione del patrimonio ambientale capitolino.

    “Nelle ultime ore – spiega il presidente Antonello De Pierro – Roma è stata tappezzata da un’infinità di manifesti che propagandano, come è ormai consuetudine di questa amministrazione comunale, la propria attività. Oltre 5000 alberi potati vengono sbandierati come un fatto eccezionale che trascende dalla normalità dell’espletamento funzionale e operativo dell’amministrazione, senza peraltro considerare che tale operazione è stata attivata solo dopo la tragica morte di un motociclista colpito da un ramo e che dietro tali proclami ci sono contorni direi preoccupanti per quanto concerne i danni ambientali”.

    Il presidente del movimento nazionale ironizza sulla portata dell’attività propagandistica del Comune: “Mi suona veramente strana e penso che un fatto del genere possa accadere solo in questo Paese. Siamo talmente abituati all’inefficienza istituzionale, anche di fronte a misure di urgenza primaria, che quando viene effettuata un’operazione che dovrebbe rientrare in un’ottica periodicamente pianificata si grida al miracolo. Dietro queste esternazioni demagogiche – spiega De Pierro – si nasconde un cronico immobilismo nei confronti dei problemi che affliggono l’ambiente capitolino. Mi riferisco in particolar modo alla pineta di Castelfusano, teatro di prostituzione, di discariche abusive di rifiuti anche tossici, tra cui l’amianto, e di baraccopoli improvvisate per cui abbiamo già chiesto a gran voce le dimissioni dell’assessore all’ambiente del XIII Municipio Giancarlo Innocenzi”.

    Ma quella di Innocenzi non è l’unica dimissione chiesta dal movimento nazionale, che ha intenzione di puntare dritto verso la risoluzione del problema: “Alcuni giorni fa – spiega De Pierro – l’esponente dei Verdi Angelo Bonelli ha presentato un esposto in Procura e ha chiesto le dimissioni dell’assessore all’ambiente del Comune di Roma Fabio De Lillo, in quanto nell’opera di abbattimento di alcune baracche presenti nella pineta di Castelfusano, sono stati coinvolti anche alberi quasi secolari. Sembrerebbe che l’assessore De Lillo abbia minimizzato il danno dichiarando che gli alberi saranno ripiantati. Questo evidenzia certamente un’incompetenza settoriale asserente l’istituzione rappresentata. Alla luce di tutto ciò mi associo alle dichiarazioni di Bonelli e chiedo a gran voce le dimissioni dell’assessore De Lillo, anche in riferimento all’intervento nei giardini pubblici di via San Godenzo denunciatoci da alcuni residenti. Episodi – conclude lapidario De Pierro – che sanciscono inesorabilmente il naufragio totale della politica ambientale del Comune”.