La gestione dei rifiuti e di conseguenza delle discariche risulta essere oggi la base su operare maggiormente. Strutturare in modo idoneo e funzionale il percorso relativo i materiali di scarto di varia natura è un progetto che affonda le sue origine nel passato ma molte forze lo hanno negli anni contrastato poiché all’epoca poco remunerativo, troppo complesso e fondamentalmente trascurabile. Oggi quest’ultimo dettaglio si ripropone completamente capovolto e dalla forza dirompente al punto di obbligare i diversi paesi del mondo a quello che è una sorta di esame di coscienza che obbliga le nazioni ad osservare nel dettaglio la propria parte più “sporca” e rigettata per scoprire in essa una straordinaria fonte di sostentamento. Sostentamento per cosa? Per il paese stesso, per la sua economia e la sua industria. Argomentare riguardo il potenziale energetico presente nelle nostre discariche è senza dubbio un odei passi fondamentali per sfruttare una ricchezza fino ad oggi tenuta ben poco in considerazione, ancor più evidente ed importante è la situazione relativa le discariche RAEE dalle quali è possibile ottenere svariate tonnellate di materie prime e metalli destinati all’utilizzo industriale che, recuperati ed adeguatamente elaborati, possono essere riutilizzati da svariati settori di produzione, dall’hi-tech alle aziende che realizzano guide di scorrimento e guide per macchine utensili.
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Comparto metalli: situazione in peggioramento, servono stimoli concreti
Anche se a prima vista la condizione di salute relativa i metalli pare non aver subito particolari cambiamenti nel corso delle ultime settimane è certamente indubbio che il panorama complessivo è sostanzialmente peggiorato. La situazione relativa i cambiamenti del rapporto domanda-offerta risulta come di consueto assai complessi da leggere con occhi in grado di prevedere il prossimo futuro del mercato dei metalli e di certo nessun aiuto è giunto in tal senso dalla recente decisione di non avviare un sostanzioso piano di stimoli monetari, stimoli che ovviamente porterebbero un effetto positivo passeggero ma comunque utile per dare un piccolo stimolo al settore e permettere la ripresa di un minimo di fiato ad un settore che ne ha davvero bisogno per perdere la propria spinta a combattere un sistema crisi che pare intento a fagocitare tutto avvalendosi dello strumento del tempo e della persistenza. Ci si chiede ora, specie nei settori produttivi direttamente interessati all’utilizzo dei metalli industriali, metalli preziosi e terre rare come ad esempio l’hi –tech e le aziende produttrici di strumenti di precisione quali guide di scorrimento e guide per macchine utensili, quale sarà “l’evento” in grado di dare una importante spinta ai prezzi, una spinta che riesca a superare le limitazioni della fascia di oscillazione che ci siamo abituati ad osservare nel corso degli ultimi mesi. Si prevedono nuovi sviluppi, poiché assolutamente necessari al continuità di questo mercato, ma si sta combattendo contro l’altro fattore di primaria importanza, il tempo, che minaccia di fagocitare una fetta del mercato davvero importante, parte di quelle piccole e medie realtà aziendali che rappresentano la meglio l’anima commerciale di un paese.
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Quotazioni di mercato verso il crollo per le materie prime, stagno in crollo
La situazione relativa il mercato dei metalli è instabile e complessa, questo è ormai ben chiaro da diverso tempo, ma come per ogni settore di riferimento anche in questo caso vi sono condizioni più o meno gravi al suo interno. L’alluminio ad esempio si presenta come uno degli elementi che hanno più sofferto per i grande tracollo dei metalli ma è riuscito in breve tempo ad instaurare e evolvere una fitta serie di metodi che sono andati a creare una vera e propria rete di sicurezza per la sua caduta, metodi che interessano una svariata serie di settori di lavoro, dalle aziende che creano guide di scorrimento e guide per macchine utensili, al settore meccanico fino a quello dell’edilizia che ha scoperto di recente la straordinaria funzionalità del sistema di recupero. Purtroppo non risulta andare altrettanto bene per lo stagno che vede limitarsi sempre più, ed in modo particolarmente rapido, la lavorazione di tale materiale da parte delle fabbriche indonesiane, paese in primo piano per quanto concerne la lavorazione del suddetto metallo. E’ vero che è ben noto da tempo quanto il volume d’affari dello stagno sia particolarmente ridotto se posto a confronto delle altre materie prime, ma tale drastica riduzione ulteriore; d’altronde la problematica è sempre la medesima, a quanto pare i prezzi di oggi non riescono a coprire nemmeno i costi relativi la produzione e ciò rende assolutamente improrogabile la continuità di un tale business.
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Una affilatura perfetta
Le lame, per come le conosciamo, hanno bisogno periodicamente di una procedura di ripristino delle loro funzionalità di taglio dalle lame dei coltelli che usiamo per tagliare gli alimenti alle lame industriali. In realtà l’affilatura è l’ultimo stadio della procedura che ripristina la capacità massima di taglio. Prima di questa è fondamentale l’ “arrotatura” che è la fase necessaria per dare integrità al tagliente della lama. Il tagliente non è altro che la porzione di lama sulla quale va perfezionato il filo e una volta che tramite l’arrotatura si sono smussate varie imperfezioni della lama si procede all’affilatura vera e propria che è in grado di conferire le massime capacità di taglio della lama. Nel caso dell’affilatura manuale ci sono varie tecniche che prevedono lo sfregamento della lama stessa su pietre naturali o sintetiche a un determinato angolo. Per le lame di coltelli che richiedono un bordo piuttosto duro l’angolo di affilatura è intorno ai venti gradi, mentre per lame molto affilate si può arrivare anche a una decina di gradi. Di solito una lama si affila intorno ai quindici gradi. Una lama raggiunge la massima affilatura possibile quando si forma quello che è definito “truciolo di bava”: quando si passa un pollice sul tagliente della lama e lo si sente leggermente ruvido è il momento di passare sul filo una pietra pomice per eliminare ogni residuo dell’affilatura e rendere la superficie della lama perfettamente uniforme.
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Metalli nella storia e nell’attualità
Fin dai tempi più lontani i metalli sono stati compagni di primaria importanza per la crescita dell’essere umano; nel corso della nostra evoluzione è risultato di fondamentale importanza l’utilizzo ed il metodo d’impiego di un panorama particolarmente vasto relativo le varie tipologie facenti parte di questa ampia categoria, che ancora ad oggi non ha incontrato dei veri e propri confini grazie in parte alla scienza e alla creazione di nuove leghe, così come a quanto di ignoto continua a preservarci la natura nelle profondità dello spazio così come nei fondali degli oceani. Con l’avvento dell’era super-tecnologica i metalli, insieme a tanti altri materiali fino a qualche tempo prima fondamentali, hanno perso una discreta fetta relativa l’importanza del proprio ruolo. Facendo un ulteriore balzo verso la data presente la situazione relativa i materiali utilizzati nell’ambito delle realizzazioni meccaniche ed elettroniche incontra ovviamente le forti problematiche relative l’andamento dei mercati; una condizione che permette (o per meglio dire obbliga) a riscoprire l’importanza di questi fondamentali elementi che ancora oggi si rivelano di primaria necessità per la realizzazione di strumenti dalla straordinaria efficienza e precisione. Si tratta di un aspetto che interessa in modo particolare le terre rare ed i metalli preziosi utilizzati nella creazione dei componenti elettronici, ma non solo. Anche la produzione di accessori e strumenti di base dedicati alla maggior parte delle realizzazioni industriali, come le lame industriali, le guide per macchine utensili e le guide di scorrimento, che scoprono oggi l’eccezionale importanza dell’operazione di recupero e riciclaggio inerente acciaio.
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Lame Variozahn
Le lame industriali sono progettate in rapporto al materiale che devono tagliare. Per il taglio di materiali legnosi o ferrosi si usano sempre lame con filo di tipo dentellato. Le classiche lame a filo liscio che vediamo tutti i giorni nei coltelli da cucina vengono usati a livello industriale o di laboratorio per tagliare in maniera precisa materiali molto teneri come campioni di tessuti montati sulle guide di scorrimento dei microtomi. Le lame dentellate hanno strutture differenti rapportate al materiale con cui vengono in contatto. Esistono anche lame di tipo universale denominate Variozahn e brevettate dalla tedesca MPS Gmbh, azienda leader nel settore che produce anche lame montate su guide per macchine utensili. Queste lame sono dette anche a passo variabile. Significa che hanno denti uno leggermente diverso dall’altro e a seconda della porzione di filo che si utilizza e possono essere usate per il taglio di materiali anche molto differenti tra di loro. Questo tipo di lama inoltre è in bimetallo (denominato Matrix 2) cioè ha leghe differenti in segmenti diversi della sua lunghezza proprio per adattarsi meglio al materiale che devono tagliare. Combina i vantaggi delle lame in cromo-vanadio che tagliano il metallo a quelle in acciao HSS per il legno. E’ una lama che, come ulteriori caratteristiche, è flessibile e infrangibile quindi la sua durata è progettata per essere superiore nel passaggio di taglio tra un materiale e l’altro.
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Metalli: la Cina corre ai ripari, tensione dei mercati in crescita
Come ormai è ben noto ai più, specie dopo i più recenti accadimenti relativi alla brusca frenata di produzione, la Cina risulta essere il maggior produttore di terre rare a livello globale. Definire la repubblica orientale quale maggior produttore è in realtà un eufemismo, la Cina si attesta infatti quale terra produttrice di ben il 99% di tale categoria di materiali. Il forte rallentamento avviato nell’opera di estrazione/produzione ha ovviamente gettato nel panico l’intero versante produttivo occidentale che affronta ora lo spettro di una molto vicina mancanza di materie prime, una condizione che richiede ovviamente una corsa ai ripari, rapida e funzionale. Nelle ultime settimane l’occidente si è incominciato a muoversi assai rapidamente sul tema del recupero così come sullo stabilire nuovi importanti rapporti di cooperazione con territori ricchi di giacimenti (Groenlandia) per riuscire a sopperire l’eventuale mancanza. A presentare una nota amara riguardo la concreta possibilità del perpetrarsi riguardo la situazione orientale è senza dubbio l’ultima mossa eseguita dalla Cina ovvero l’avvio ad una operazione di accumulo per quel che concerne i metalli. Questo ha ovviamente scatenato il panico nella maggior parte dei settori tecnologici (dai brand dell’hi-tech alle aziende produttrici di lame industriali) poiché risulta essere in pratica un chiaro sintomo di preoccupazione per tutti i settori di produzione relativi la stragrande maggioranza di elementi industriali e componentistica dell’intero pianeta. Tensioni e ripercussioni potrebbero non tardare a farsi sentire sui mercati.
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Europa: accesso alle risorse per uno sviluppo che punta alla sostenibilità
Uno degli elementi ad oggi fondamentali per favorire uno sviluppo sostenibile è senza dubbio quello dell’accessibilità alle risorse da parte dei vari paesi. L’importanza all’accessibilità interessa ovviamente tutta l’UE che ha da poco siglato un accordo di cooperazione con la Groenlandia per poter mettere mano alle preziose risorse che questa terra presenta. Trattasi di un passaggio di straordinaria importanza che, in questo particolare momento, aiuta inoltre a stemperare quella tensione derivante dal rapporto occidente/oriente venutosi a creare da quando la Cina ha avviato un’azione di considerevole rallentamento nella produzione di terre rare e metalli dedicati alla lavorazione industriale. La Groenlandia diviene quindi oggi un obiettivo fondamentale per quello che è l’avvio di ricerche ed esplorazioni che puntano alla scoperta e all’utilizzo di nuove cave minerarie, una disponibilità di enorme valore che consentirà all’Europa di rimanere competitiva sul mercato globale oltre che favorire il commercio con importanti paesi come Russia, India e anche Cina. Un progetto grande, di ampio respiro che certamente presenterà problematiche non ancora prese in considerazione ma sicuramente anche tante gradite sorprese; intanto le industrie e le aziende europee la cui operatività si basa sulla disponibilità di metalli e terre rare vedono il progetto come un’ottima via di fuga dal pericolo della crisi, una novità dei mercati che interessa quindi svariati settori come quello edile, quello della produzione di veicoli, dell’hi-tech fino ad arrivare alle aziende che realizzano lame industriali, guide di scorrimento e guide per macchine utensili, il cui operato sta alla base per la continuazione di lavoro/produzione in un numero enorme di industrie di vario genere.
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Il Microtomo
Quando c’è la necessità di analizzare dei campioni istologici tramite il microscopio ottico bisogna considerare che la luce è la fonte primaria per visualizzare eventuali anomalie del tessuto e quindi solo campioni estremamente sottili possono essere attraversati dal fascio luminoso. Per l’operazione di taglio dei campioni da analizzare si ricorre a uno strumento chiamato microtomo dotato di lame industriali ad alta precisione e di guide di scorrimento composte da slitte a regolazione micrometrica. Volgarmente il microtomo in piccolo è quello che è l’affettatrice che il macellaio usa per creare le strisce di carne da dare ai clienti. I primi microtomi prevedevano una regolazione del campione che fuoriusciva di quale micron dal piano di taglio e lo stesso veniva effettuato a mano. Con l’avanzare della tecnologia anche i microtomi si sono perfezionati fino ad arrivare agli ultimi composti da guide per macchine utensili di precisione che sono mosse elettronicamente di step in step. Con lo sviluppo dei microscopi elettronici che permettono ingrandimenti impossibili per la tecnologia ottica anche i microtomi hanno subito la trasformazione richiesta dalla tecnologia. In microscopia ottica si usa l’ “ultra-microtomo” che è in grado di tagliare campioni con spessori di qualche decina di nanometri. I campioni tagliati con il microtomo subiscono un pre-trattamento di inclusione in paraffina o resina sintetica. Questo avviene per rendere i campioni sottoposti al taglio più consistenti da permettere il taglio stesso.
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Crisi, stagnazione e la scivolata di materie prime e metalli
La crisi dettata dal debito che grava sulle spalle della zona Euro, la conseguente stagnazione dei mercati così come un trend di crescita particolarmente debole che colpisce il colosso produttivo cinese, sono gli elementi cardine che determinano una scivolata molto preoccupante relativa petrolio, materie prime e che vede nel settore dei metalli e delle terre rare il calo più drastico. La grande macchina asiatica sta rapidamente decelerando la sua opera estrattiva e di lavorazione presentando all’occidente un orizzonte del tutto inaspettato e che spinge a fare i conti con il proprio potenziale inutilizzato, nuove vie di fuga per garantire alle tante industrie (come quella delle automobili o quelle dedicate alla realizzazione di lame industriali, guide di scorrimento e guide per macchine utensili) una continuazione di operatività. Per il momento la fuga vera e propria è quella che si registra a riguardo degli investimenti sui metalli mentre vanno molto bene quelli correlati alle materie prime di origine agricola. Di certo il timore è ben giustificato dall’atmosfera incerta che si respira ma vi sono anche straordinarie operazioni di innovazione che interessano comparto metalli come ad esempio una rapide e costante crescita dell’industria dedicata a recupero e riciclaggio che potrebbe in poco tempo rappresentare la soluzione ideale per far fronte alla richiesta, alla necessità di risparmio e il tutto derivante da una lavorazione ad impatto zero sull’ambiente e che punta a creare meno materiale di scarto possibile. Non è infatti detto che da questa crisi il settore non possa scoprire una “seconda giovinezza” grazie soprattutto a quella che è la necessità di tentare nuove strade, metodi di sviluppo ed innovazioni.