Tag: Formazione

  • Partnership vincente nel mondo della Sicurezza del Lavoro.


    WPS Group società che opera nel mondo dei servizi per le Aziende, fino ad oggi prevalentemente in ambito Privacy, annuncia con orgoglio una ancora più solida partnership con Fortimpresa Group, referente di Aiesil per Lombardia, Emilia Romagna Toscana e Piemonte“.

    Aiesil, associazione senza scopo di lucro costituita da Consulenti Professionisti nella Sicurezza del lavoro.
    “ Insieme per sviluppare e migliorare la cultura sulla Sicurezza sul Lavoro!!”

    Fortimpresa Group è una realtà operativa fondata sull’esperienza dei suoi soci fondatori nella consulenza direzionale ed in particolar modo nei settori della sicurezza, ambiente, energie rinnovabili, sviluppo sistemi di gestione integrati, sicurezza dei dati, web solutions, Brand Image e formazione aziendale.

    WPS Group diventa centro accreditato Aiesil per Monza e Brianza, e la nuova sede di Nova Milanese spazio formativo Sicurezza 81/08.

    WPS Group: www.wps-group.it

    Fortimpresa Group: www.fortimpresa.com

    Aiesil: www.aiesil.it

    Ufficio Stampa M.F.C.

  • Sonia Russo (TWT) propone una riflessione sulla comunicazione all’interno delle organizzazioni


    Si parla sempre più spesso della comunicazione d’impresa, ad esempio dell’importanza della comunicazione interpersonale in azienda, della comunicazione “spontanea” tra le persone che vi lavorano. Ma cos’è la comunicazione interpersonale in un’azienda? O meglio di che si sta parlando se non si tiene conto del contesto in cui avviene? E inoltre si può aggiungere che in un’organizzazione aziendale la comunicazione non è interpersonale ma è quella che ha a che fare con ruoli, funzioni, appartenenze, modelli culturali e sistemi di valori, regole del gioco esplicite e implicite; e il tutto va calato entro la dimensione storica specifica dell’organizzazione (Carli R., Paniccia R.M., Psicologia della formazione, Il Mulino 1999).
    Il termine comunicare deriva dal latino communicare che ha il significato di “condividere, mettere in comune”. Ancora, la parola latina communicare è un derivato di communem (cum + munis ? incarico con) che ha il senso di “espletare un incarico con altri”.
    Si può notare come nel significato etimologico della parola comunicare sia insita l’idea di mettere in comune qualcosa, di condividere qualcosa in un processo (lavorativo!) che porterà a un prodotto. Si comunica per produrre, per “espletare un incarico”. Questo significato è, quindi, molto utile quando si parla di comunicazione d’impresa.
    In un contesto in continuo cambiamento, dove la tempestività di risposta a un contesto che cambia è un fattore di competitività aziendale, la comunicazione all’interno dell’organizzazione è uno strumento che può produrre sviluppo in funzione della comprensione del cambiamento stesso.
    In una processo di cambiamento organizzativo è molto importante una conoscenza dell’altro (di chi è coinvolto nel cambiamento), una condivisione di regole e problematiche relative al cambiamento stesso. Quando l’organizzazione fonda il proprio funzionamento sulla comunicazione interattiva, allora il cambiamento diviene integrato con l’organizzazione stessa, della quale promuove lo sviluppo; in questo caso chi è coinvolto nel cambiamento è maggiormente competente nell’utilizzarlo. Quando l’organizzazione è fondata sulla gerarchia e sul controllo degli adempimenti; quando l’organizzazione funziona con la comunicazione a una via, dall’alto in basso, di informazioni aventi il valore di normative da seguire; quando l’obiettivo organizzativo è il presidio degli adempimenti dei dipendenti, allora l’innovazione viene vista come inutile o, peggio, come una minaccia alla stabilità dello status quo organizzativo. In questo caso si ha minore competenza nell’uso del cambiamento (Carli R., Paniccia R.M., Psicologia della formazione, Il Mulino 1999).
    Per un’ accettazione competente del cambiamento l’organizzazione necessita di una cultura basata sulla conoscenza e sulla sua condivisione. Essere parte attiva del cambiamento permette di gestire le resistenze al cambiamento stesso: esso è vissuto non come un “mettersi in discussione” ma come un “mettersi in gioco”.

    TWT in alcuni dei suoi interventi formativi con le organizzazioni aziendali, propone riflessioni di questo tipo.
    In un lavoro con una società di assicurazioni che chiede cambiamento organizzativo in funzione di una maggiore qualità produttiva nei confronti della domanda dei propri clienti, TWT ha avviato una riflessione su una comunicazione interna frammentata, dove spesso non si sa a cosa serve cosa, dove con affanno si va alla ricerca di informazioni, dove la gestione comunicativa di ogni area è diversa e rende difficile la comunicazione fra le varie aree, dove regna “l’implicito”.
    La comprensione di tali dinamiche ha portato a interventi organizzativi orientati alla condivisione di regole esplicite sul funzionamento dei processi aziendali volti alla qualità produttiva.

    Sonia Russo, psicologa e formatrice

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  • Creatività e formazione: costruzione della funzione creativa secondo TWT


    Il verbo italiano creare, deriva dal creare latino, che condivide con “crescere” la radice KAR. In sanscrito, KAR-TR è colui che fa (dal niente), il creatore.
    Creare indica il dare forma, costruire qualcosa dal nulla, ideare, avendo, potenzialmente, infinite possibilità. Implica originalità, ingegno, creatività, appunto. Nelle relazioni, rimanda al suscitare qualcosa nell’altro oppure al collaborare per costruire o ancora al prendersi cura, nutrire e far crescere la relazione stessa. Crearsi, anche, nel senso di essere artefici della propria vita, realizzando i propri scopi.
    Nel significato di creare, quindi, è presente la possibilità di dare forma all’esterno a qualcosa che si immagina, che ha una rappresentazione mentale: la creatività è immaginazione. Il dare forma reale all’immaginazione mette in evidenza come l’essere creativo è connesso alla concretezza delle azioni per “realizzare” ciò che si ha in mente. L’immagine stessa necessita di concretezza; per poter essere realizzata deve essere costruita come “obiettivo ben formato”, unendo nel termine obiettivo l’idea di un punto di arrivo e di un processo per raggiungerlo. L’ “obiettivo ben formato” deve essere tempificato, misurabile (definendone i parametri), raggiungibile, ecologico (orientato al benessere), condiviso.
    E’ presente, infatti, nel significato di “creare” l’importanza dell’utilizzo della relazione con l’altro come modalità per prendere decisioni: questo rimanda alla “cura” che si deve avere nei confronti dell’altro quando si utilizzano strumenti per prendere decisioni di gruppo. Avere cura è, ad esempio, non limitare la creatività dell’altro con le critiche.
    Come si può vedere la creatività è un qualcosa di complesso: non può per questo essere innata ma va considerata come un’attitudine da sviluppare. La creatività è una funzione utile al raggiungimento di soluzioni innovative. Il gruppo può essere uno strumento per raggiungere tali soluzioni in cui è possibile attivare tale funzione.

    TWT, nei suoi interventi formativi, avvia spesso una riflessione sul potere creativo del gruppo che viene presentato ai partecipanti con le azioni concrete che essi possono svolgere per costruire ogni volta prodotti utili al gruppo stesso e alla risoluzione dei problemi posti: può essere un’improvvisazione teatrale, “liberare il presidente”, “cosa scegliere per esplorare la luna”, come promuovere la propria azienda e i nuovi prodotti, come rilanciare una società, come costruire una figura geometrica bendati, con una corda, tenendosi per mano…. Nascono riflessioni sulle diverse funzioni attivate dai partecipanti all’interno del gruppo, sulle dinamiche di gruppo, sull’importanza dell’apporto di ognuno visto come risorsa per il raggiungimento del prodotto stesso.
    Inoltre, in alcuni corsi, vengono utilizzati strumenti specifici che possono portare il gruppo a prendere decisioni creative, strumenti che permettono la “condivisione creativa” nel prendere decisioni.
    Uno di questi strumenti è il brainstorming (letteralmente “tempesta di cervelli”) che fu proposto da Alex Osborn nel 1935 e da allora è molto usato per la generazione di idee. Il procedimento si basa sul principio che le idee si innescano l’una con l’altra, dando vita a risultati nuovi e inaspettati. Le idee vengono prodotte e proposte dai partecipanti al gruppo di lavoro a ruota libera e appuntate dal conduttore, verranno poi riunite per categorie e votate dal gruppo. Fra le varie regole che permettono l’utilizzo di questo strumento vi è il divieto di dare giudizi di valore alle idee dell’altro: tali giudizi non sono utili al gruppo, limitano la creatività.
    Il gruppo è utile strumento per dare forma reale all’immaginazione di ognuno a partire da un obiettivo condiviso.
    E’ piuttosto inutile fermarsi a riflettere sulla questione della creatività come caratteristica innata o meno ma è molto più utile considerarla una funzione che può essere attivata per risolvere determinati problemi, prendere decisioni, fare scelte, utilizzando strumenti che attivano, appunto, il “potere creativo del gruppo”.

    Sonia Russo, psicologa e formatrice

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  • Un evento di team building organizzato da TWT


    In generale un’azienda può sentire il bisogno di affidarsi ad un teambuilder professionista in un momento della sua storia in cui si vivono situazioni e problematiche connesse ai confronti, ai conflitti ed ai cambiamenti. Un evento di team building, cioè un’occasione per l’azienda di creare stimoli concreti alla motivazione del personale, può avere obiettivi variabili: il cliente decide dove spostare il “cursore dei contenuti”. Perseguire intenti aggregativi, quindi trovare espressione in un attività simpatica di tipo ludico che consenta alle persone di uscire momentaneamente dai ruoli aziendali facendo gruppo. In seconda battuta potrebbe trattarsi di un evento dal taglio più motivazionale, quasi a volere dare una scossa all’ambiente attraverso emozioni avulse dalla vita aziendale; in ultima analisi il committente potrebbe essere interessato ad un progetto di tipo formativo, quindi orientato a lavorare su elementi importanti di auto formazione attraverso le metodologie esperienziali. Subentrano quindi gli educatori esperienziali cioè formatori, consulenti, team builder, terapisti, professionisti di corsi di sopravvivenza, educatori ambientali, guide, istruttori, coaches, psicologi e così via. Se vogliamo darne una definizione, l’Educatore Esperienziale è colui che insegna attraverso l’esperienza diretta. Le attività che vengono proposte sono tantissime e subentra la necessità di format adatto ad un programma di team building per quella specifica azienda. Gli elementi da tenere in considerazione per scegliere al meglio il programma sono:
    location: alcuni format possono essere realizzati solo in alcune location. E’ fondamentale che si tratti di location raccomandate, in grado di comprendere le esigenze del target specifico.
    Numero di partecipanti: il numero di partecipanti è uno dei parametri importanti per progettare l’evento.
    Budget: poche aziende sono abituate ad indicare il budget di spesa, ma spesso riuscire a farlo consente di formulare al meglio l’offerta che soddisfi le aspettative del management. In genere un evento di team building per 30 persone ha il costo di una escursione turistica guidata.
    Obiettivi: in genere i programmi vengono sempre adattati alla tipologia di azienda, all’evento e agli obiettivi del cliente. Alcuni hanno una struttura prettamente aggregativa, di divertimento e condivisione di momenti lieti per l’azienda. Altri sono applicabili con intenti formativi utilizzando metodologie esperienziali.
    Ci si dovrebbe sempre affidare a chi conosce le aziende ed è sensibile alla differenza tra team building e teamwork. Il committente dovrebbe richiedere i curricula dei trainers e consentire al progettista dell’evento di conoscere bene i partecipanti anche attraverso la somministrazione di un questionario comportamentale. Per una azienda che non ha mai affrontato queste metodologie, consigliamo un piccolo corso di formazione per i managers che vogliano meglio intendere la psicologia di questo tipo di eventi.
    Leonardo Frontani

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  • La crisi economica secondo TWT


    E’ tempo di crisi economica. Alcuni dei protagonisti dello scenario politico, economico ed industriale dicono: “La crisi economica in atto nel mondo e in Italia può aggravarsi ulteriormente”, “Stiamo assistendo a una crisi che non ha precedenti, se non forse il crac del 1929. È difficile prevedere l’andamento dei mercati”, “Non escludiamo alcuna opzione per assicurare che nessuna istituzione bancaria dichiari bancarotta. Siamo sull’orlo dell’abisso”.

    Queste frasi trasmettono un senso della crisi come qualcosa da temere e da arginare con tutti i metodi possibili. Trasmettono l’idea di fare qualcosa per annientare un evento “che non ci voleva”.
    La parola “crisi” deriva dal greco krìnein che vuol dire “distinguere, scegliere”. Chi distingue caratterizza una cosa rispetto a un’altra, la circoscrive e la definisce. La crisi diventa così un evento critico, un indizio di un processo culturale, di una cultura economica che magari sta cambiando.
    Il cambiamento è continuo nei contesti lavorativi ed economici, si può dire che è la normalità. Anzi viene da dire che la funzione organizzativa viene ridefinita in un rapporto continuo con un contesto (economico) che è mutevole di per sé.
    Tale contesto va conosciuto, non annientato, per poter promuovere la propria organizzazione in modo competitivo.

    Ogni organizzazione, ogni azienda agisce su una fetta di mercato, ha dei clienti. Le domande da porsi potrebbero essere: “Come i miei clienti vivono questo momento di cambiamento economico?”, “Come cambia la loro domanda di prodotti-servizi?”, “Cosa possiamo fare noi per entrare in relazione con questa domanda?” , “Cosa accade nella nostra organizzazione?” “Quali funzioni possiamo attivare?”.
    Queste domande veicolano il senso di una utilità di riflettere continuamente sulle proprie modalità di gestione del rapporto con i clienti e con la loro domanda per poter conoscere e utilizzare il cambiamento come risorsa per garantirsi maggiore competitività sul mercato. Da questo punto di vista l’evento critico stesso diventa una risorsa da cui partire per poter utilizzare il cambiamento come strumento di produttività.

    TWT, nella sua prassi formativa, ha avuto a che fare con contesti organizzativi, che stavano riflettendo sulla necessità di un cambiamento nella gestione interna per poter avviare uno scambio costruttivo con un cliente che proponeva una domanda diversa, “critica”.
    In questi contesti TWT ha proposto un percorso formativo che permettesse la creazione istituita di un team pronto ad affrontare le nuove richieste del mercato, capace di condivisione di vissuti, pensieri e proposte sul cambiamento.
    I percorsi sviluppati hanno previsto una riflessione sulle dinamiche organizzative interne che ostacolavano il cambiamento auspicato e su possibili azioni da attuare per poterlo gestire.
    Il metodo utilizzato da TWT, con la formazione esperienziale e il team building, è stato quello della sperimentazione attiva in situazioni simulate di “crisi” che hanno avviato una riflessione sulle funzioni organizzative da attivare quando si voglia promuovere il cambiamento per affrontare richieste nuove e sconosciute. La situazione simulata è stata costruita a partire da una analisi della cultura dell’organizzazione funzionale ad affrontare il problema posto nella domanda formativa.

    Sonia Russo, psicologa e formatrice

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  • TWT-TEAM propone corsi di formazione per riflettere sull’uso di strategie di marketing a basso costo


    “Guerilla marketing (da Wikipedia, l’enciclopedia libera): promozione pubblicitaria non convenzionale e a basso budget ottenuta attraverso l’utilizzo creativo di mezzi e strumenti aggressivi che fanno leva sull’immaginario e sui meccanismi psicologici degli utenti finali”.

    In un momento di crisi economica può essere importante aumentare il profitto con una strategia di marketing a basso costo, che parte dall’utilizzo di risorse limitate.
    Le risorse fondamentali diventano la creatività, l’immaginazione e la capacità di costruire eventi pubblicitari emozionanti che facciano parlare dell’azienda. Caratteristica fondamentale di tale strategia, infatti, è la diffusione dell’evento, della notizia da parte del cliente, del consumatore stesso.
    Inoltre attivare tecniche di guerrilla marketing presuppone una riflessione sulle caratteristiche di
    eccellenza del proprio prodotto tenendo in mente il tipo di cliente a cui è rivolto e sull’importanza di cooperare con le altre “tipologie di affari” piuttosto che attivare competizione: può essere utile costruire relazioni di partnership.
    TWT-TEAM organizza corsi per aziende che vogliano utilizzare questo tipo di strategia per promuovere i propri servizi. Nei corsi viene stimolata proprio una riflessione creativa sulla ricerca di risorse a basso costo che permettano di costruire azioni promozionali.
    Inoltre, attraverso l’utilizzo di varie esercitazioni, si avvia un’ulteriore riflessione sulle diverse funzioni che i partecipanti al corso possono attivare per l’utilizzo delle strategie di guerrilla.
    Si sviluppa così un modo di fare marketing con poche risorse che è costruito da quella specifica azienda: non vengono “insegnate” tecniche standard.
    L’utilizzo di tale strategia può interessare l’area del no-profit che come è noto ha risorse economiche molto limitate. TWT sta iniziando ad avviare percorsi formativi con aziende appartenenti a quest’area a partire proprio da una richiesta specifica:promuovere il proprio servizio con poche risorse.

    Sonia russo, psicologa e formatrice

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  • Come gestire un contact center: in arrivo i corsi Transcom


    Transcom Worldwide Spa, società leader nel CRM con oltre 20 mila addetti presenti nelle 72 sedi sparse in tutto il mondo, facendo tesoro dell’esperienza e del know acquisito in questo settore ha creato Transcom Education, nuova divisione aziendale orientata alla progettazione e realizzazione di interventi formativi rivolti ad imprese e Pubblica Amministrazione.
    “Abbiamo maturato una lunga esperienza nel campo della gestione del cliente ed adesso intendiamo metterla al servizio dei nostri clienti. Nel tempo abbiamo imparato a conoscere e studiare i nostri clienti, ne abbiamo costantemente analizzato le richieste e verificato le strategie migliori per soddisfarlo” racconta Roberto Boggio Country manager Italia di Transcom Worldwide.

    Il CRM o customer relationship management è un approccio relativamente moderno che mira ad accrescere la soddisfazione della clientela e a fidelizzarla, attraverso l’implementazione di molteplici servizi e strumenti. “Sempre più spesso le aziende si rivolgono a società come la nostra per gestire in outsourcing i loro clienti finali” prosegue Boggio “ La tendenza è cresciuta di recente, ma non mancano, nel panorama nazionale, le imprese, soprattutto di grandi dimensioni, che erogano direttamente dei servizi di CRM. Hanno organizzato call center aziendali, anche con investimenti tecnologici significativi e con personale dedicato per fare o ricevere telefonate.”

    Ma non sempre questo basta a trasformare una semplice telefonata in una gestione strutturata del cliente che generi ritorni positivi per l’azienda. Partendo da questa convinzione, Transcom ha progettato Education una serie di interventi formativi per migliorare le performance delle diverse aree del contact center (inbound, outboud, customer care, help desk, telemarketing, teleselling, recupero crediti).

    Il contact center è, infatti, una struttura che varia in complessità ed in dimensione. Può coinvolgere un numero variabile di persone e diversi profili, dagli operatori telefonici, ai supervisors, al team leader ed altre funzioni di staff. “Sono le persone il cuore pulsante di un contact center – prosegue Boggio – Per questo è necessario formarle adeguatamente e prepararle a gestire il complesso universo dei clienti. La divisione Education propone sia moduli di training standard ampiamente testati che percorsi personalizzati sulle esigenze del cliente.”

    Si va dai corsi generici dedicati al coaching, alla motivazione del personale, all’organizzazione e gestione di un contact center, ad argomenti più specifici relativi alla comunicazione telefonica, alla vendita telefonica, alla gestione del cliente e recupero crediti.
    Le lezioni, tenute da docenti specializzati in comunicazione con esperienza diretta sul campo, si svolgono normalmente presso le sedi Transcom, nelle città di Milano, Roma, L’Aquila, Bari, Lecce e Catania.

    L’approccio, quindi, su tutti i fronti risulta flessibile e con alto livello di personalizzazione. Non avrebbe potuto essere altrimenti visto che “andare incontro alle esigenze dei clienti – conclude Boggio – è il mestiere di Transcom.”

    Per Maggiori info contattare
    Renata Barindelli
    Resp. Transcom Education
    Email : [email protected]

  • On-line il nuovo sito di Sphera Group


    E’ on-line il nuovo sito di SPHERA GROUP, la società di consulenza direzionale che, attraverso l’operato dei suoi consulenti, supporta le aziende per ottenere un incremento della loro redditività attraverso una corretta individuazione delle problematiche presenti e l’attuazione di soluzioni che diano risultati concreti e duraturi.
    Le principali aree in cui opera sono: Ricerca e Selezione del personale, Formazione, Controllo di Gestione e Consulenza strategica per affrontare problematiche relative a ristrutturazioni, crisi e passaggi generazionali.
    Dal sito è possibile inoltre iscriversi alla newsletter mensile che di solito verte su temi di cultura aziendale e manageriale

    www.spheragroup.it

  • REAGIRE ALLA CRISI: la formazione per trasformare la crisi in opportunità


    “E’ una vecchia storia –dice Barbara Santoro, Presidente del gruppo Shenker, leader nella formazione linguistica -. Tutte le crisi sono in realtà, darwinianamente, occasioni di crescita. Le aziende deboli e inadatte lasciano necessariamente il posto a quelle che hanno saputo reagire non mettendosi sulla difensiva ma studiando un’oculata strategia di attacco: attacco nel rinnovamento del prodotto, della sua relazione con il mercato, ricerca di nuovi mercati, capacità di spingersi oltre i confini nazionali. E’ così che abbiamo deciso, dopo un periodo di sperimentazione, di avviare Shenker International”

    Shenker International, basata a Londra, nel cuore della città a due passi dalla vivace Piccadilly Circus e dai quartieri di Mayfair e Soho, opererà su due versanti: il primo, curando full immersion mirate non solo all’inglese di socializzazione ma soprattutto a quello business per manager, dirigenti e imprenditori non solo italiani ma di tutta Europa che possono in una settimana di full immersion acquisire skills prima impensabili; il secondo, curando la localizzazione e lo sviluppo di entità formative nei mercati internazionali con particolare attenzione all’estremo oriente e al sudest asiatico.

    In una economia globalizzata, la formazione è infatti quella che fa la differenza: chi sa come comunicare, presentare il proprio prodotto, trattare acquisti o valutare alleanze con società estere potrà crescere anche rigogliosamente malgrado la crisi.

    “Ma anche per i manager e non solo per gli imprenditori – aggiunge Barbara Santoro – la crisi può essere occasione di crescita: crescerà chi si sarà preparato, chi avrà la competenza necessaria a imporsi su mercati del lavoro anche lontani: dominare il linguaggio del business che, al momento, è l’inglese, è un must”.

  • Difesa personale professionale per le Forze dell’Ordine


    Alla carenza di professionalità riguardante la formazione professionale nell’ambito della difesa personale, l’Agenzia Nazionale di Sicurezza si offre come soluzione specifica nella formazione per la Difesa Personale degli addetti alla pubblica sicurezza.
    Recenti statistiche hanno evidenziato un aspetto importante riguardo i nostri tutori della legge. Sia i Carabinieri facenti parte dello Stato Maggiore dell’Esercito e quindi del Ministero della Difesa, sia la Polizia direttamente controllati dal Ministero dell’Interno soffrono purtroppo di una carenza di professionalità riguardante la Formazione Professionale nell’ambito della Difesa Personale.
    Questi corpi creati per far rispettare la legge a tutti gli effetti non hanno sempre, secondo questi sondaggi, un vero e proprio percorso di addestramento volto a formare l’agente come già avviene all’estero in diversi stati della stessa Europa. I cadetti ma anche gli effettivi non hanno una grande cultura in merito a tecniche di arresto, uso delle manette, tecniche di gestione articolare di un individuo, uso del bastone con manico telescopico (tonfa baton).
    L’Agenzia Nazionale di Sicurezza si offre come soluzione specifica riguardo la formazione per la Difesa Personale organizzando corsi altamente professionali proprio per tutti gli operatori addetti alla sicurezza, per tutti corpi di polizia statali che operano sul territorio italiano, come già avviene per esempio in Inghilterra, in Irlanda, in Israele, negli United States of America solo per citarne alcuni.

    Per informazioni sui corsi visitate il sito http://www.ans-italia.it