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  • I progetti architettonici mai realizzati prendono vita grazie alla realtà aumentata

    Forse ci sono anche storie che si fanno con i “se” e con i “ma”, con i progetti mai realizzati, con quello che poteva essere e non è stato. La realtà aumentata può riportare in vita non solo oggetti e monumenti del passato di cui restano poche tracce, ma anche le idee rimaste sulla carta.

    È in questo modo che gli architetti del team australiano felix._Giles_Anderson+Goad hanno scelto di raccontare un secolo di storia architettonica del proprio paese, interpretando le parole di Rem Koolhaas, curatore della quattordicesima Mostra Internazionale di Architettura, (a Venezia dal 7 giugno al 23 novembre 2014). “Fundamentals”, il tema scelto per la prossima Biennale di Architettura, infatti, si interroga sull’evoluzione degli stili nazionali negli ultimi cento anni. Così “Augmented Australia 1914-2014” darà nuova vita a 21 progetti architettonici mai realizzati, tra design storici, piani per edifici pubblici contemporanei mai costruiti e il nuovo padiglione australiano di Denton Corker Marshall, in costruzione proprio durante la prossima Biennale.

    Il pubblico potrà vederli, ma anche “attraversarli”, per mezzo di modelli tridimensionali in realtà aumentata, animazioni, immagini, voci e suoni fuori campo. Utilizzando un’apposita applicazione mobile in realtà aumentata, si potrà accedere al catalogo virtuale delle opere, inquadrando con lo smartphone i marker posti sui pali dell’area espositiva.

    La realtà aumentata permette di raccontare la storia di un paese anche dal punto di vista dei progetti che non sono mai diventati realtà, delle opere architettoniche come potevano essere, e non sono state.

    Per maggiori informazioni sul progetto: http://wp.architecture.com.au/venicebiennale/

    per leggere l’intero articolo e saperne di più sulla realtà aumentata e le sue applicazioni: http://www.experenti.com/i-progetti-mai-realizzati-si-raccontano-con-la-realta-aumentata/

  • Studiare la geologia con la sabbia in realtà aumentata

    La realtà aumentata può trasformare anche un semplice recinto di sabbia per giocare in uno strumento educativo in grado di rendere divertenti anche i concetti scientifici più difficili.

    La mostra “Shaping Watersheds Interactive Sandbox” allestita presso il Davis’ Tahoe Science Center dell’Università della California, mostra il funzionamento di un recinto di sabbia in realtà aumentata che usa colori e proiezioni 3D per spiegare ai bambini la geologia, all’idrologia e alla topografia. Una videocamera 3D inquadra la superficie della sabbia, sulla quale poi vengono effetti speciali colorati che rappresentano i diversi livelli dei rilievi e lo scorrere dell’acqua.

    Montagne, depressioni, laghi e fiumi creati con la paletta vengono riempiti in tempo reale da colori diversi (verde, marrone, azzurrino), segnalando anche i vari livelli di altitudine (le curve di livello), proprio come in una cartina topografica. Creando una zona d’ombra con una mano aperta sopra il recinto di sabbia, invece, una pioggia virtuale blu comincia a cadere dalla “nuvola” e a scorrere seguendo la conformazione della sabbia. I bambini vedono così, “in diretta” il comportamento dei flussi di laghi e fiumi, e comprendono anche i meccanismi di costruzione di dighe, gestione dei corsi d’acqua, controllo delle inondazioni.

    L’alto livello di interattività e i contenuti proiettati in tempo reale con la realtà aumentata permettono di creare una modalità d’apprendimento più coinvolgente per i bambini di qualsiasi spiegazione.

    Per maggiori informazioni sulla mostra: http://news.ucdavis.edu/search/news_detail.lasso?id=10637

    Per saperne di più sulla realtà aumentata e le sue applicazioni: http://www.experenti.com/blog/

  • La magia della realtà aumentata trasforma il ping pong

    I giochi più tradizionali sembrano essere quelli che traggono più vantaggi dall’applicazione della realtà aumentata: dopo la battaglia navale per i Google Glass e l’ArPool, il tavolo da biliardo aumentato visto all’Augmented World Expo 2013 lo scorso giugno in California, infatti, ora è arrivato il turno del ping pong.

    Pingtime è un esperimento di tavolo da ping pong in realtà aumentata in cui l’intero “campo” da gioco si trasforma in un set ricco di straordinari effetti speciali. Il gruppo di designer romeni composto da Sergiu Doroftei, Bogdan Susma, Ion Cotenescu e Silviu Badea lo ha presentato al Rokolectiv 2013, un festival di musica elettronica e arte tenutosi in primavera a Bucarest, dove ha suscitato molto interesse.

    Sensori posti sulle racchette, telecamere a infrarossi che seguono la pallina, e l’uso dell’ambiente di programmazione vvvv producono la sensazione di vedere il tavolo di volta in volta muoversi, ondeggiare, piegarsi e reagire in tempo reale agli spostamenti della pallina.

    Questi effetti (molto) speciali trasformano il tavolo da ping pong in un suggestivo schermo interattivo, ma non hanno solo la funzione di creare intrattenimento: in Pingtime l’aggiunta di effetti tridimensionali in realtà aumentata sembra sfidare la capacità di concentrazione del giocatore, influenzandone in vario modo i tempi di reazione.

    La realtà aumentata, rinnovando il modo di intendere i giochi tradizionali li trasforma in terreni di sperimentazione creativa sull’evoluzione del mondo del gaming.

    Per maggiori informazioni su Pingtime: http://venturebeat.com/2013/07/14/pingtime-brings-trippy-augmented-reality-to-the-world-of-ping-pong/

    Per saperne di più sulla realtà aumentata e le sue applicazioni visita: http://www.experenti.com/

  • La realtà aumentata aiuta i docenti a lezione

    Le dinamiche della comunicazione tra docenti e studenti in aula sono spesso complesse. Un sistema basato su realtà aumentata e occhiali “intelligenti”, messo a punto dai ricercatori dell’Università Carlo III di Madrid, potrebbe portare alcune novità nei modi di fare lezione.

    L’Augmented Lecture Feedback System (ALFs), fornisce ai professori degli speciali occhiali in realtà aumentata in grado di mostrare le reazioni degli studenti all’attività in corso. Questi ultimi, infatti, possono comunicare che stanno seguendo con profitto la lezione o che non hanno capito alcuni passaggi del discorso, selezionando alcuni simboli attraverso i loro cellulari.

    Il professore, visualizzando ciascun segno sopra la testa dei singoli allievi, è in grado di farsi rapidamente un’idea del modo in cui la sua spiegazione viene recepita. Il software potrebbe poi realizzare in tempo reale un diagramma che assembla tutte le risposte degli studenti.

    La pesante struttura degli occhiali rappresenta, per il momento, la maggiore difficoltà, ma è allo studio lo sviluppo di nuovi modelli.

    La realtà aumentata può dunque rinnovare e migliorare le pratiche di insegnamento, dentro e fuori dalle aule scolastiche, in molti modi diversi.

    Per saperne di più sul progetto: http://www.uc3m.es/portal/page/portal/actualidad_cientifica/noticias/professors_glasses

    Per maggiori informazioni sulla realtà aumentata e le sue applicazioni visita http://www.experenti.com/blog/

  • La ricerca di lavoro è social e in realtà aumentata

    Gli annunci di lavoro ora possono “uscire” dai siti specializzati e apparire direttamente quando ci avviciniamo ad aziende che sono alla riceca di personale.

    JobLens, la nuova applicazione di Windows Phone per Nokia Lumia, offre a chi cerca lavoro questa e altre possibilità, grazie all’uso di realtà aumentata, geolocalizzazione e social network. Quando ci troviamo nei pressi di luoghi di lavoro di nostro interesse, facendo una panoramica con lo smartphone è possibile visualizzare gli annunci delle aziende più vicine che hanno posizioni aperte. La connessione con Linkedin, Facebook e Twitter permette, inoltre, di accedere a molte altre informazioni utili e personalizzate: dati sulle aziende, sui profili più ricercati, posizioni raccomandate dagli amici, statistiche sull’area occupazionale e sulla zona geografica d’interesse. Persino il processo di candidatura alla posizione scelta può essere avviato dallo smartphone.

    Grazie alla tecnologia, dunque, il grande potenziale informativo della nostra rete social viene unito a quello dell’esplorazione personale degli spazi fisici.

    Nuove prospettive nelle modalità di ricerca di lavoro sono così rese disponibili dall’interazione tra realtà aumentata, geolocalizzazione e social network.

    Per saperne di più sull’applicazione: http://www.windowsphone.com/en-us/store/app/joblens/d4491aeb-8ece-4652-8256-6626770009b7

    Scopri la realtà aumentata e le sue applicazioni.

  • Riscoprire la storia con la realtà aumentata

    La realtà aumentata, unita alla geolocalizzazione, permette la visualizzazione di contenuti aggiuntivi a partire dal luogo fisico in cui ci si trova. Questa tecnologia può dunque svolgere un ruolo molto importante anche nel risvegliare l’interesse degli utenti per eventi storici avvenuti in luoghi ben determinati, e magari poco noti.

    Quando a questo potenziale viene sommato quello della dimensione del gioco, l’efficacia è assicurata. L’organizzazione americana ConverJent, impegnata nello sviluppo di giochi digitali (ma non solo) per l’insegnamento e la diffusione della cultura ebraica, ha scelto questa strada. “Jewish Time Jump: New York” è, infatti, un mobile game che, grazie alla realtà aumentata e ad un sistema di localizzazione GPS, proietta il giocatore direttamente nella New York dell’inizio del 1900. La storia, poco conosciuta, da riportare alla luce, è quella di una rivolta contro le condizioni di lavoro nelle fabbriche tessili della città, guidata soprattutto da giovani operaie ebraiche. Reperti, documenti e interviste virtuali ai protagonisti appaiono sullo schermo dello smartphone o del tablet mano a mano che il giocatore esplora il Greenwich Village alla ricerca di indizi.

    La realtà aumentata offre dunque un modo del tutto di nuovo di vivere i luoghi e la loro storia.

    Per maggiorni informazioni sul gioco visita: http://www.converjent.org/jewish-time-jump-new-york_page/get-the-game/

    Per saperne di più sulla realtà aumentata