Tag: economie emergenti

  • Crisi finanziaria occidentale e acquisti di oro dei paesi emergenti

    Tutti i ragionamenti sulla crisi, l’indebitamento degli stati, il blocco dei consumi e tutti gli altri effetti derivanti da questo periodo negativo della finanza sono comunque riconducibili solo al mondo occidentale, ovvero tutti quei paesi, stati uniti compresi, che erano considerati i paesi industriali più importanti del mondo fino a pochi anni fa. Ben diversa è la situazione delle nuove potenze economiche grandi e piccole dove non solo l’economia è in crescita ma anche i redditi delle persone crescano velocemente e con essi i consumi e la produzione, pur consapevoli di questa realtà nel mondo occidentale si tende ad analizzare l’attuale crisi economica indipendente dall’entrata in scena di questi paesi che con la loro competitività sui mercati hanno in pochi anni conquistato enormi quote di mercato che tra l’atro tendano a fidelizzare essendo loro stessi i mercati più interessanti nel futuro. Con questi presupposti la fetta di produzione dei pasi occidentali si è notevolmente ridotta e con questa inevitabilmente i volumi dei consumi che risentano della mancanza di denaro proveniente dal calo del lavoro. I governi delle economie emergenti per diminuire il rischio di assorbire parte dei mali delle economie occidentali cercano di slegarsi dalla dipendenza delle valute, che in molti casi sono ancora rappresentate dalle valute dei paesi occidentali, che inevitabilmete finiscano per risentire in modo negativo dei problemi dei paesi di provenienza. Per difendersi dal contagio della crisi già da molti anni gli stati emergenti hanno adottato la regola di comprare oro e sostituire con esso gli enormi capitali accantonati e che sono ancora in larga parte composti da valute straniere o titoli di paesi occidentali e per questo a forte rischio di svalutazione.

  • Aziende: è il momento dell’internazionalizzazione.

    Aziende: è il momento dell’internazionalizzazione.

    Tutti ne parlano. Ma di che cosa si tratta? Come funziona? E come può aiutare le aziende nel percorso dopo-crisi?

    L’export è l’unica vera strategia delle piccole e medie imprese per attuare nuove politiche di crescita. E’ quanto emerge da diversi rapporti economici, che indicano come il processo di internazionalizzazione dipenda dalla capacità dell’azienda di conquistare quote di mercato crescenti a livello globale, soprattutto nei Paesi emergenti ad alto tasso di crescita.

    Concretamente, questo si traduce in una presenza qualificata sui mercati esteri. Lo strumento principale è senza dubbio la partecipazione alle Fiere internazionali. Una fiera è un evento importante per una azienda, un eccellente strumento di comunicazione, un veicolo per la costruzione del brand.

    Spesso però le imprese, impegnate ad agire sulla compressione delle spese e sulla razionalizzazione dei costi alla ricerca di maggiori livelli di efficienza, si interrogano sulla opportunità della partecipazione alle fiere tradizionali in termini di costi/benefici, e sulla capacità di affrontare gli investimenti legati alla loro organizzazione, che in alcuni casi diventano proibitivi. Gli interventi per tenere sotto controllo la dinamica dei costi riguardano infatti non soltanto il sistema produttivo ma anche quello di approvvigionamento e di logistica. Peraltro, la ricerca di maggiori livelli di efficienza viene attuata anche da parte delle aziende clienti, sempre più attente ai costi relativi alla pianificazione delle visite in fiera. Molto spesso si ritorna da una fiera con un lungo elenco di contatti e di biglietti da visita, ma con la sensazione di aver speso troppo rispetto a quanto si sia concretamente realizzato.

    La crisi finanziaria con il suo passaggio ha profondamente modificato la struttura dell’economia mondiale. Aumentano le imprese che perseguono percorsi di miglioramento della qualità dei prodotti e dei servizi offerti, ma soprattutto quelle che puntano alla strategia della diversificazione dei mercati di sbocco, con un orientamento preciso verso strumenti per il networking sempre più evoluti e sofisticati. Negli ultimi anni anche in Italia si è diffuso il fenomeno, da tempo già collaudato nei paesi emergenti, in particolare India, Cina e Sudamerica, per il quale sempre più clienti e fornitori ricercano le aziende e i prodotti utilizzando i nuovi strumenti offerti dalla rete.

    La soluzione sta dunque nell’utilizzare al meglio le risorse offerte dal web. Da questo punto di vista l’internazionalizzazione significa partecipare alle più importanti Fiere internazionali online, senza dover sostenere i costi di una fiera tradizionale. Parliamo dei marketplace, cioè fiere internazionali virtuali B2B che accolgono i prodotti e le aziende espositrici in stand fieristici virtuali, dove vengono visitati da clienti, fornitori e agenti. I vantaggi sono molteplici: dalla possibilità di presentare la propria azienda e il proprio marchio in un mercato mirato, al contatto diretto con clienti potenziali e selezionati, interessati ai prodotti esposti, alla ricerca di agenti di vendita specializzati. A costi di tutt’altra entità rispetto a quelli che le aziende sopportano per una fiera internazionale.

    Idexa, una delle più importanti realtà sul territorio che si occupa di web professionale da oltre 15 anni, propone un servizio di internazionalizzazione dedicato alle piccole medie imprese. Con questo servizio, denominato WOW (Web Open Window, una finestra aperta sul mondo) le imprese possono sfruttare il potenziale delle Fiere internazionali B2B (business to business) in internet e una serie di efficaci attività di Social Media Marketing, per aumentare il volume delle vendite. L’obiettivo è creare o sviluppare il business internazionale costruendo veri e propri stand fieristici sui marketplace più importanti del mondo. Nei marketplace si incontrano ogni giorno migliaia di clienti, che probabilmente stanno cercando proprio i prodotti dell’azienda di cui Idexa ha creato e allestito lo stand fieristico virtuale.

    Avere una vetrina in prima linea significa farsi notare più velocemente ed accogliere il massimo numero di visitatori, con il vantaggio di incrementare il traffico web e accrescere la propria reputazione online. Gli agenti di vendita interessati a nuove rappresentanze hanno la possibilità di conoscere il brand, mentre i prodotti sono accessibili senza alcuno spostamento logistico. L’azienda può scegliere quando aprire nuovi mercati internazionali, sfruttando il traino del valore potenziale del Made in Italy e massimizzando i vantaggi nella negoziazione internazionale. Essere presenti sui marketplace è come avere un export manager che lavora per l’azienda.

    Con l’internazionalizzazione le imprese sfruttano il dinamismo delle economie emergenti e si presentano in Paesi dove la crisi non esiste, o è stata già superata. Per cogliere in tempo le opportunità offerte dai mercati esteri.

    Per informazioni: Idexa Srl, tel. 0549 908558, fax 0549 970865, e-mail [email protected], www.idexaweb.com.