La cessione del quinto dello stipendio è una forma di prestito personale flessibile alle esigenze dei risparmiatori, in particolare a quelle dei dipendenti pubblici e statali. In pochissimo tempo con la cessione del quinto dello stipendio, i dipendenti pubblici e statali possono chiedere un prestito personale sfruttando una serie di indubbi vantaggi. Per chiedere la cessione del quinto dello stipendio non è necessario indicare anche i motivi della richiesta, trattandosi di un prestito senza finalità di spesa. A questo si aggiunge il fatto che non é necessario possedere un conto corrente o sottoporsi a controlli bancari, ma è sufficiente effettuare la richiesta presentando il documento d’identità e l’ultima busta paga, alla società finanziaria o al distributore di prodotti finanziari a cui ci si rivolge. Il rimborso del prestito avviene attraverso una trattenuta effettuata direttamente in busta paga ogni mese. Trattenuta che non può mai superare il quinto dello stipendio: gran vantaggio che permette al consumatore di tenere sempre sotto controllo la spesa ed il proprio budget mensile. Responsabile della trattenuta della rata dalla busta paga è l’Amministrazione presso la quale lavora il dipendente che ha effettuato la richiesta del prestito personale tramite il quinto dello stipendio. Quando a chiedere il prestito personale è un dipendente pubblico e/o statale, responsabile della trattenuta del quinto è l’Amministrazione Pubblica o Ente presso cui lavora il dipendente. L’Amministrazione pubblica o Ente rappresenta una garanzia forte per il distributore di prodotti finanziari a cui si rivolge il consumatore e spinge l’istituto a concedere tassi particolarmente convenienti.
Momento critico nel caso di richiesta di cessione del quinto dello stipendio è la scelta del distributore di prodotti finanziari a cui rivolgersi. Ha sede a Napoli ma ha una rete di agenti e consulenti distribuita su tutto il territorio nazionale, il marchio Finanzio Facile. Questo distributore finanziario vanta una lunga esperienza in prodotti finanziari come la cessione del quinto dello stipendio o della pensione, mutui e surroghe. A soddisfare maggiormente i consumatori é la velocità con cui gli agenti rispondono alle richieste di contatto e la completezza di dati inviati ogni volta. Occorre solo compilare il form dei dati presente online e in due ore uno degli agenti della rete a marchio Finanzio Facile si occuperà di contattare l’interessato e di studiare un piano personalizzato in base alle sue esigenze.
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Prestiti personali: cessione del quinto dello stipendio per i dipendenti pubblici e statali
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Cessione del quinto dello stipendio: lo strumento per investimenti proiettati al futuro
Lo scenario che ci ha accolto al ritorno dalle vacanze è il crescere delle difficoltà dei mercati finanziari e la crisi che investe la maggior parte dei settori. Di fronte alle incertezze del mercato, la migliore soluzione è quella di investire nella solidità del mattone: un acquisto immobiliare è un investimento nel futuro, sia che si tratti di una giovane coppia in procinto di formarsi una famiglia, sia che si tratti di una coppia che ha deciso di investire per i propri figli. Una seconda casa, al mare o in montagna è un modo utile e sicuro per investire i propri risparmi. Spesso, però, manca una liquidità consistente che permetta di effettuare l’acquisto. La soluzione oggi più flessibile alle esigenze di risparmio e controllo della spesa è, senza dubbio, il ricorso alla cessione del quinto dello stipendio. La cessione del quinto dello stipendio è un prestito personale che viene rimborsato mediante una rata trattenuta direttamente in busta paga. La rata – e qui sta il bello – non può mai superare il quinto dello stipendio, permettendo a chi ne ha fatto richiesta di mantenere sotto controllo la spesa. Ad occuparsi del rimborso della rata al distributore di prodotti finanziari è l’Amministrazione dell’Ente pubblico o statale o dell’Azienda presso la quale lavora il dipendente che ha fatto la richiesta. Il rimborso del prestito personale tramite cessione del quinto, quindi, avviene in maniera automatica e controllata senza che il dipendente debba preoccuparsi di nulla.
In fase di valutazione della richiesta di cessione di quinto dello stipendio, il distributore di prodotti finanziari effettua un controllo proprio sulla solidità finanziaria dell’Azienda o dell’Ente presso cui lavora il dipendente. E’ chiaro che nel caso di dipendenti pubblici e statali, la solidità finanziaria delle Amministrazioni pubbliche e statali spinge le società finanziarie a garantire tassi più convenienti.
Ricorrere al quinto dello stipendio si configura, così, come lo strumento ideale per dipendenti pubblici e statali che vogliono chiedere un prestito personale conveniente e facile da chiedere. Occorre solo presentare l’ultima busta paga e i documenti d’identità.
Convenienza e facilità, tuttavia, dipendono dal distributore di prodotti finanziari a cui ci si rivolge. Tra quelli più efficienti ricordiamo il marchio Finanzio Facile, con una rete do consulenti che si sviluppa su tutto il territorio nazionale. E’ sufficiente compilare il form online per essere ricontattati entro due ore da un consulente della rete a marchio Finanzio Facile. Il marchio Finanzio Facile, tuttavia, mette a disposizione degli utenti anche un numero verde 800 – 818182, gratuito anche dai cellulari. Per chi desidera risposte immediate e complete! -
Voglia di una casa al mare: sogno realizzabile grazie alla cessione del quinto
Uno dei progetti che la maggior parte delle persone coltiva, è il sogno di una seconda casa, magari al mare per avere un posto in cui rifugiarsi con la famiglia o gli amici durante le ferie, le vacanze o solo un week-end. In conseguenza di una maggiore stabilità delle retribuzioni, specie nel pubblico impiego, come ha rilevato l’ISTAT nell’ultimo rapporto trimestrale, cresce la quota di consumatori che decide di investire in progetti a medio e lungo termine. Come una casa, una seconda casa, quella delle vacanze. Quale strumento migliore della cessione del quinto? La cessione del quinto dello stipendio è un prestito personale estremamente conveniente e vantaggioso, specie per chi ha la sicurezza retributiva tipica di un dipendente pubblico e statale.
Per sua stessa natura, la cessione del quinto dello stipendio è un prestito personale che viene rimborsato tramite rata trattenuta in busta paga ogni mese. la rata non può mai superare la quota di un quinto dello stipendio e questo permette ai dipendenti pubblici e statali di tenere sotto controllo la spesa.
A garantire per il dipendente pubblico o statale è l’Amministrazione presso la quale lavora: si tratta di una garanzia molto forte che spinge molti distributori di prodotti finanziari a studiare per i dipendenti pubblici e statali tassi particolarmente convenienti.
Quando si chiede un prestito personale il timore, spesso, è quello di doversi sottoporre a controlli o di dover esplicitare le ragioni per cui si chiede un finanziamento personalizzato. COn la cessione del quinto dello stipendio, questo timore svanisce, perchè non è necessario sottoporsi a controlli bancari, comunicare la finalità del prestito e non occorre possedere un conto corrente.
Alla flessibilità tipica di questo prestito personale è possibile combinare il vantaggio di scegliere un distributore di prodotti finanziari capace di studiare assieme al cliente le soluzioni più adatte. A Napoli punto di riferimento per i dipendenti pubblici e statali, ma anche privati e per i pensionati, è il marchio Finanzio Facile. Attenzione, però: è vero che la sede legale del marchio Finanzio Facile è a Napoli, ma è anche vero che esiste una rete di consulenti diffusi su tutto il territorio nazionale. I consulenti della rete a marchio Finanzio Facile sono disponibili per preventivi e consulenze in pochissimo tempo: è sufficiente compilare il form online con poche informazioni di base per essere ricontattati in sole due ore. Oppure chiamare il numero verde 800 – 818182, gratuito anche dai cellulari. -
La cessione del quinto dello stipendio: il prestito personale per i dipendenti pubblici
In un mercato del lavoro sempre più rigido e di fronte a crisi internazionali che costringono fabbriche ed aziende a chiudere, cresce la sicurezza e la stabilità di chi è un dipendente pubblico o statale, di quei dipendenti cioè, che lavorano per enti pubblici o amministrazioni statali. Sono proprio i dipendenti pubblici e statali a determinare una costante e progressiva crescita nel ricorso a prestiti personali o finanziamenti personalizzati, come la cessione del quinto dello stipendio. La cessione del quinto dello stipendio è un prestito personale che viene rimborsato con una trattenuta sulla busta paga ogni mese e che non può mai essere superiore al quinto dello stipendio. La cessione di quinto dello stipendio è un prestito personale estremamente flessibile alle proprie esigenze. E possibile chiedere un prestito personale tramite cessione del quinto dello stipendio senza dover esplicitare il motivo per cui si effettua la richiesta, non occorre possedere un conto corrente nè sottoporsi a controlli bancari. E’ sufficiente presentare l’ultima busta paga e i propri documenti d’identità. Le ragioni della convenienza della cessione del quinto dello stipendio risiedono, senza dubbio, nella particolare natura di questo prestito personale. E’ l’Amministrazione statale o pubblica presso la quale il dipendente lavora che rilascia il benestare affinchè venga effettuata la trattenuta della rata, ed è lei responsabile che questa avvenga in maniera automatica, precisa e sempre puntuale. L’amministrazione pubblica o statale è garante del prestito personale: una garanzia ‘forte’ che spinge i distributori di prodotti finanziari ad applicare tassi particolarmente vantaggiosi.
Altro vantaggio: tassi e rate sono fissi, questo significa che i dipendenti pubblici o statali che hanno effettuato una richiesta di cessione del quinto dello stipendio non possono ritrovarsi brutte sorprese in busta paga e mantengono sotto controllo la spesa e il proprio budget mensile.
La cessione del quinto dello stipendio diventa, così, il prestito personale più conveniente oggi per i dipendenti pubblici e statali che intendono realizzare diversi progetti, professionali e di vita: una nuova casa o una al mare, un esercizio commerciale, un desiderio come una barca, ad esempio.
Prima di rivolgersi ad un distributore di prodotti finanziari occorre valutare con attenzione alcune caratteristiche: l’affidabilità, la velocità e la disponibilità. Tra i distributori di prodotti finanziari presenti in Italia, ricordiamo il marchio Finanzio Facile, con una rete di consulenti diffusa su tutto il territorio nazionale. Il marchio Finanzio Facile distribuisce prestiti personali a dipendenti pubblici e statali tramite cessione del quinto dello stipendio a condizioni particolarmente vantaggiose, tutte da scoprire. E’ sufficiente compilare il form online per essere ricontattati in sole due ore. E non serve più di un minuto. Per chi, invece, desidera parlare direttamente con un consulente basta chiamare il numero verde 800 – 818182, numero gratuito anche dai cellulari. -
Cessione del quinto dello stipendio dipendenti pubblici e dipendenti statali
Tra i diversi tipi di prestiti personali a cui possono accedere oggi i consumatori c’è la cessione del quinto: cessione del quinto dello stipendio, cessione del quinto della pensione, delegazione di pagamento. Ciascuna tipologia di cessione del quinto risponde ad esigenze diverse e soprattutto a situazioni lavorative differenti. La cessione del quinto dello stipendio, ad esempio, si rivolge a dipendenti pubblici e statali, oppure ai dipendenti privati. A ricorrere maggiormente alla cessione del quinto dello stipendio sono i dipendenti pubblici e statali, agevolati dalla sicurezza di uno stipendio fisso e dalla garanzia dell’amministrazione pubblica o dell’ente presso il quale lavorano. La caratteristica peculiare della cessione del quinto dello stipendio consiste nella modalità del rimborso del finanziamento. Una volta effettuata la richiesta della cessione del quinto dello stipendio i dipendenti pubblici e statali non devono fare altro che aspettare che la richiesta venga accettata dall’istituto di credito a cui si sono rivolti, che si preoccuperà di effettuare la notifica online all’amministrazione pubblica o statale presso la quale lavorano i dipendenti pubblici e statali. Sarà l’amministrazione, poi, a dover rilasciare il benestare e a preoccuparsi di effettuare la trattenuta della rata sulla busta paga. Ogni mese con regolarità e puntualità, in maniera automatica. In più la rata non può mai superare il quinto dello stipendio: questo significa che rata e tassi del prestito personale sono fissi, permettendo al consumatore che ha richiesto la cessione del quinto dello stipendio di tenere sempre sotto controllo il budget e il livello di spesa, senza correre il rischio di variazioni della cifra da rimborsare e delle rate.
Tra i distributori di prodotti finanziari con una rete di distribuzione nazionale, c’è il marchio Finanzio Facile, il prestito chiaro e veloce. Il marchio Finanzio Facile si colloca tra i distributori di cessione del quinto dello stipendio a cui i dipendenti pubblici e statali ricorrono con maggiore frequenza, grazie ai tassi agevolati, alla professionalità della rete consulenziale e all’accessibilità del form online. Si tratta di una richiesta di contatto che è possibile effettuare online in pochissimi minuti e inserendo solo alcune delle informazioni base necessarie per essere ricontattati. I consulenti della rete a marchio Finanzio Facile contattano i dipendenti pubblici e statali interessati alla cessione del quinto dello stipendio in sole due ore. Il marchio Finanzio Facile ha anche attivato un numero verde, 800 – 818182 gratuito anche dai cellulari, per parlare direttamente con i consulenti.
Finanziare i propri desideri con un prestito personale tramite cessione del quinto dello stipendio per i dipendenti pubblici e statali diventa sempre più semplice e accessibile: per effettuare la richiesta sono sufficienti i propri dati e una copia dell’ultima busta paga. Non occorre possedere un conto corrente bancario o sottoporsi a controlli. E non serve specificare le ragioni per le quali si effettua la richiesta di cessione del quinto dello stipendio. -
Prestiti Dipendenti pubblici: online è più veloce (24 ore)
Prestiti ai Dipendenti Pubblici e Statali: il finanziamento dedicato a chi è impiegato nella PA.
Un grande vantaggio dei dipendenti statali è quello di poter richiedere un prestito senza limiti di importo per realizzare qualunque progetto, anche quelli più ambiziosi senza dover dare nessuna giustificazione d’uso del danaro.
Se sei un Dipendente Pubblico o sei impiegato a tempo indeterminato in una delle tante municipalizzate italiane, allora hai i requisiti che servono per l’erogazione del prestito.
Il finanziamento prevede diverse formule di pagamento:
- Prestiti Personali, paghi le rate dal tuo conto corrente.
- Cessione del Quinto, le rate, fino ad un massimo del 20% sono trattenute automaticamente dal tuo stipendio.
- Prestito con Delega, per cifre importanti la trattenuta mensile dal tuo stipendio può raddoppiare fino al 40%.
Quindi, se sei un dipendente pubblico, hai solo vantaggi.
Da 3000 euro in su, chiedi l’importo che ti serve.
Qualunque sia la tua scelta, potrai contare su un tasso di interesse fisso, rate costanti e contenute per tutta la durata del contratto.
Avrai fino a 10 anni di tempo per estinguere il debito.
Oltretutto, sarà possibile ottenere il prestito anchese risulti iscritto nelle banche dati come cattivo pagatore.
Quindi, se hai subito protesti, pignoramenti o hai piccoli prestiti in corso, non ti preoccupare perché noi ti accordiamo il finanziamento ugualmente.
Per una rapidissima erogazione, non esitare a conttarare un consulente finanziario gratuito.
I nostri professionisti sono a tua disposizione per aiutarti a scegliere il finanziamento su misura per te e per gestire tutta la documentazione, così che tu non debba nemmeno muoverti da casa.
Basta un click, o una telefonata al nostro Numero Verde e in 24 ore avrai la somma necessaria per realizzare i tuoi progetti e veder avverati i tuoi sogni.
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Dipendenti statali: troppe rate in corso? Abbassa La Rata (e ottieni liquidità)
Da quando siamo entrati nella ormai inflazionata crisi economica, con il costante aumento delle spese quotidiane, è aumentato di pari passo anche il numero di persone che fanno richiesta per un prestito personale. Ovviamente da questo fenomeno non sono esclusi i dipendenti statali e para-statali, ulteriormente penalizzati dalle tanto discusse direttive del Ministro Brunetta. Questo incremento implica in taluni casi che ci si veda obbligati a far fronte a diverse rate ogni mese, per i diversi finanziamenti in corso. Per ovviare la difficoltà in cui può trovarsi una famiglia, è nato un prodotto finanziario che ha l’obiettivo di accorpare i diversi debiti consentendo di rimborsarli tutti tramite una sola rata mensile più bassa: il prestito consolidamento debiti.
Di fatto viene erogato un nuovo finanziamento il cui importo è la sommatoria di tutti i finanziamenti in corso, avendo poi una sola rata cui far fronte Vantaggi del consolidamento debiti per dipendenti pubblici o comunali:
- Una sola rata al mese da pagare, quindi nessun involontario errore di rata non pagata e conseguente segnalazione alla Centrale Rischi
- Rata mensile alleggerita: più bassa e quindi più facile far fronte ai pagamenti
- Riduzione degli interessi da rimborsare, con ulteriore abbassamento del debito residuo
- Soluzione valida per evitare pignoramenti o segnalazioni
- Poichè il finanziamento per il consolidamento debiti comporta un allungamento della dilazione, in taluni casi si ha una somma finanziata in eccesso che si traduce in liquidità
Prima di avviare un una richiesta di consolidamento debiti è consigliabile cercare una consulenza finanziaria di qualità per studiare tutte le alternative. Esistono diverse formule per consolidare i propri debiti in base all’importo totale dei prestiti da rimborsare ed è importante scegliere la modalità giusta. Non esitare quindi, a contattare un consulente online gratuito che con discrezione ed estrema professionalità saprà guidarti nella scelta del servizio finanziario che realmente risponde alle tue esigenze. Oggi puoi fare tutto comodamente da casa, con un click o telefonando al numero verde a tua disposizione. Richiedi subito la tua consulenza gratuita.
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Grazie a Italia dei Diritti Brunetta fa marcia indietro su pubblico impiego
Roma – “Grazie alle numerosissime proteste portate avanti anche grazie alla copiosa e attiva partecipazione dei nostri simpatizzanti che ci hanno sostenuto, con e-mail, lettere e quant’altro, siamo riusciti a far fare marcia indietro al ministro Brunetta”. Questo l’incipit di Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, nel commentare l’introduzione soft nel decreto anticrisi, all’art. 17, interamente dedicato agli enti pubblici e ai suoi dipendenti di norme che invaliderebbero la linea portata avanti dal ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta. Tra le misure, che con molta probabilità diventeranno legge con la prevedibile conversione, il ripristino delle vecchie fasce orarie di visita per i lavoratori malati, la proroga del processo di stabilizzazione del personale precario fino a tutto il 2010 e l’annullamento della decurtazione sul salario accessorio dei primi 10 giorni di malattia.
“E’ una grande soddisfazione – dice De Pierro riferendosi alla silenziosa abrogazione delle norme del noto decreto Brunetta – che rende giustizia a una vera e propria vessazione subita dai dipendenti pubblici che non ha fatto altro che aumentare i casi di mobbing all’interno della PA, essendo diventati gli impiegati molto più ricattabili di prima. Non abbiamo, infatti, mai compreso la logica con la quale è stato partorito un simile obbrobrio legislativo ma conosciamo perfettamente quali sono state le conseguenze che esso ha ben presto causato”. Ma evidentemente il senno che ha mosso tale decisione è stato lo stesso col quale l’entourage del ministro si è rapportato ai collaboratori del movimento allorquando questi chiedevano, a nome del presidente dell’Italia dei Diritti, un incontro chiarificatore con il fautore di un provvedimento che in uno Stato dichiarato democratico può essere anche non pienamente condivisibile.
Tornando a uno dei temi scottanti del dibattito De Pierro continua: “Vorrei ricordare al sig. Brunetta che, in caso di malattia, le fasce orarie previste dalla legge precedente al suo insediamento, non sono da interpretarsi in chiave repressiva ma di semplice accertamento da parte del medico fiscale delle dichiarate patologie del dipendente ammalato. Quindi non sono misure coercitive come possono risultare quelle che erano state imposte dal suo provvedimento, ovvero dalle ore 8 alle 20, con un’unica ‘ora d’aria’ dalle 13 alle 14. Queste sono fasce carcerarie, arresti domiciliari che in alcune particolari malattie possono prolungare il periodo di degenza con grave nocumento per la PA stessa, se pensiamo ad esempio all’elevato numero di persone affette da depressione o altri disturbi psichici”.
Poi ribadendo l’impegno messo in pratica dall’Italia dei Diritti in questi ultimi tempi il presidente De Pierro afferma: “L’inserimento dell’art.17 nel decreto anticrisi sancisce il fallimento totale della così chiamata ‘cura Brunetta’ tanto sbandierata e pubblicizzata all’inizio ma magistralmente taciuta nel suo annullamento. Siamo orgogliosi di aver ottenuto questo risultato”. “Tuttavia – aggiunge – in un Paese normale il ministro Brunetta, dopo un insuccesso così clamoroso si sarebbe già dimesso , ma in Italia probabilmente resterà al suo posto e continuerà a fare danni”. E ricorda: “Quando avevamo chiesto, tempo fa, un incontro con lui ci è stato rifiutato, con molta probabilità per paura di confrontarsi su un provvedimento fragile e dal cui contraddittorio sarebbe uscito sicuramente perdente. Per noi è una grande vittoria aver costretto il ministro a fare dientrofront e rendere giustizia ai dipendenti pubblici che hanno dovuto subire insulti, ingiurie e vessazioni apostrofati come’fannulloni’ o ‘panzoni’ parlando dei poliziotti”.
“La nostra battaglia contro il ministro, purtroppo non dimissionario – conclude De Pierro – continuerà ora per il riconoscimento della responsabilità soggettiva a carico dei dirigenti e dei funzionari della PA che attivano procedimenti ingiusti, poi ribaltati dal Tar. Come già ribadito in più occasioni, in questi casi non dovrà pagare l’Amministrazione Pubblica ma i singoli responsabili. Anche su questo tema la lotta che porteremo avanti nei prossimi mesi sarà dura e di certo non faremo sconti”. -
Provvedimenti illegittimi nella P.A., De Pierro per la responsabilità soggettiva
Roma – “Mentre si lotta inutilmente contro gli illeciti e gli sprechi nella Pubblica Amministrazione, innalzandosi spesso a unici detentori e difensori assoluti del concetto di legalità attraverso astute campagne mediatiche, si gettano nel dimenticatoio tutti quei procedimenti illegittimi in atto contro l’annoverata P.A. che incidono e ledono in maniera vergognosa l’Erario dello Stato, mandando a monte la tanto sponsorizzata politica del risparmio”. Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, torna ancora una volta sullo scottante tema degli esosi sperperi di denaro pubblico che sono fonte primaria di quella annosa e assai promossa crisi economica di cui tanto si parla e per cui, a giudicare dai fatti, poco si fa. “Più volte ho denunciato – afferma De Pierro – che, nel nostro amato Paese, ci sono molti introiti che fungono da vero ostacolo a un potenziale risparmio in termini economici. E uno di questi movimenti che, a mio avviso, risulta essere poco chiaro e convincente, è la numerosità dei ricorsi al Tar per tutti quei provvedimenti emessi dalla Pubblica Amministrazione che, in realtà, sono già illegittimi. Mi spiego meglio. Un provvedimento andato in prescrizione, in caso di una sua eventuale e conseguente entrata in vigore che ignori la decadenza dei limiti temporali puo’ essere impugnato davanti al Tribunale amministrativo regionale. Mi sembra chiaro, a tal punto,che il lavoratore o chi per lui che sia ricorso al Tar, in sede di giudizio l’abbia vinta.Allora mi chiedo: come si può impugnare un provvedimento già di per sé illegittimo? In questo caso il risarcimento non dovrà essere elargito dalla Pubblica Amministrazione poiché si tratterebbe, senza ombra di dubbio, di una responsabilità soggettiva a carico del responsabile del servizio che altra denominazione non ha se non quella di dolo o quantomeno di colpa grave. Quindi, oltre al trasferimento di sede del responsabile, si dovrebbe mettere in pratica anche una rivalsa patrimoniale nei suoi confronti con automatica denuncia alla Corte dei Conti. L‘unica strada da seguire se si vuole giungere a un riassetto generale e giusto del settore del pubblico impiego è quella di una individuazione precisa di quelle che sono le responsabilità dei singoli all’interno della P.A. che portano a quei preoccupanti sprechi di denaro pubblico che stanno mettendo in ginocchio l’intero Paese” “E’ per tale motivo – spiega il presidente dell’Italia dei Diritti – che chiediamo al ministro Brunetta, che ricordiamo essere il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, di assumersi le proprie responsabilità e di iniziare a colpire con i suoi rumorosi decreti i vertici, vale a dire i dirigenti o chi per loro e non le fasce più deboli” Poi conclude: “Dopo aver denunciato, in seguito a una nostra inchiesta, che il fenomeno denominato mobbing è causa di un terzo delle malattie che affliggono i dipendenti pubblici e dopo aver più volte sollevato gli aspetti negativi di un decreto, quello che porta la firma del ministro Brunetta, a tratti inopportuno e poco chiaro sul tema delle responsabilità, argomento al quale il governo ha mostrato in più occasioni di essere poco sensibile, chiediamo ora al ministro di imboccare la strada della trasparenza e della serietà nell’espletamento delle proprie funzioni, prima tra tutte vigilare affinché i responsabili di azioni illecite nell’ambito della Pubblica Amministrazione siano puniti in maniera esemplare, in nome della sbandierata battaglia da lui stesso dichiarata agli sprechi nella P.A.”.
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Troppi illeciti e risarcimenti nella P.A., De Pierro solleva il caso
Roma – “Sono tantissimi i casi di provvedimenti illegittimi emessi dalla Pubblica Amministrazione e, anche se in forma ridotta rispetto al numero di provvedimenti impugnati, sono numerosi i ricorsi al Tar.Se a pagare le spese di ciò è soprattutto la Pubblica Amministrazione, e non certo il dirigente o il funzionario responsabile del procedimento, il tutto va a gravare ingiustamente sulla collettività. Infatti, se non è dimostrabile il dolo o la colpa grave da parte del responsabile, non è prevista una rivalsa personale del dipendente oppure di chi è vittima dell’illecito”. È quanto dichiara Antonello De Pierro, presidente del movimento nazionale Italia dei Diritti, sollevando una questione di notevole rilevanza, spesso sottaciuta dai giornali e dai mass media in generale, e di conseguenza ignorata dalla stragrande maggioranza dell’opinione pubblica. Ogni anno, infatti, sono sempre più cospicui i casi di ricorso al Tar per danni procurati ai dipendenti della Pubblica Amministrazione (oppure a chi ad essa si rivolge) con derivante richiesta di risarcimenti, il cui ammontare a volte raggiunge cifre ingenti e onerose per le casse dello Stato che naturalmente si ripercuotono sulle spese a carico dell’intera comunità.
“Però, una situazione di questo tipo – spiega De Pierro – a nostro avviso fa sì che si adottino provvedimenti con opinabile superficialità, poiché chi compie l’illecito non rischia nulla a livello soggettivo. Abbiamo rilevato con sommo stupore che molti provvedimenti illegittimi di questo genere, con conseguenti ricorsi ai tribunali amministrativi, vedono come protagonisti dirigenti e funzionari del Ministero dell’Interno. Spesso – prosegue – si attuano provvedimenti illeciti anche contando sul fatto che il danneggiato, il più delle volte e per svariati motivi, non impugni il provvedimento stesso. Personalmente – precisa De Pierro – ritengo che in alcuni casi il dolo o la colpa grave siano desumibili palesemente dagli atti procedimentali. Faccio un esempio su tutti: se si avvia un procedimento che ha una durata stabilita (in genere 90 giorni se l’amministrazione non indica i termini, altrimenti quanto indicato in un lasso di tempo ragionevole), e se poi si emette il provvedimento (per ipotesi un trasferimento) diversi mesi dopo lo scadere dei termini, non è difficile allora evidenziare il dolo o eventualmente almeno la colpa grave, in quanto una cosa del genere è possibile solo in presenza di una pesante negligenza da parte del personale preposto”.
Il fatto in questione merita una riflessione più approfondita da parte delle istituzioni volta ad individuare i rimedi più efficaci e le soluzioni più soddisfacenti sia per lo Stato sia per i cittadini. Intanto il leader dell’Italia dei Diritti, in base ad una accurata indagine, avanza la sua proposta: “Questa nostra denuncia affonda le sue radici nell’analisi degli sprechi della P.A. a cui il ministro Brunetta ha pensato bene di mettere un freno. A nostro avviso in maniera sbagliata. Chiediamo perciò – aggiunge – che, se non viene dimostrato il dolo o la colpa grave e a livello risarcitorio non ci si può rifare sul responsabile, almeno vengano attuate delle sanzioni consistenti ad esempio in un immediato trasferimento dalla sede di servizio del firmatario dell’atto illegittimo. Noi dell’Italia dei Diritti siamo molto determinati in questa nuova lotta civile che iniziamo oggi, poiché crediamo che da una gestione più oculata di siffatte pratiche ci potrà essere un notevole risparmio per l’Erario, dunque per la collettività, e un significativo sfoltimento dell’aggravio procedurale presso i tribunali amministrativi e civili ”.
Quindi, chiamando in causa direttamente il titolare del dicastero della Funzione Pubblica, nei confronti del quale è già stato sollevato il problema delle patologie legate al mobbing nel pubblico impiego – problema che marginalmente si manifesta anche nel caso oggetto di discussione – De Pierro afferma deciso: “Crediamo che il ministro Brunetta, a cui penso stia fermamente a cuore una politica di abbattimento degli sprechi, non possa che essere concorde con questa nostra presa di posizione. È in virtù di questo che chiederemo entro breve tempo un incontro con il ministro”.



