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  • A GRANDE RICHIESTA LA “MILANO ART GALLERY” PROLUNGA LA MOSTRA DI JOSE’ DALI’ ORGANIZZATA DAL MANAGER SALVO NUGNES FINO AL 5 GIUGNO

    A grande richiesta la rinomata galleria milanese “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 ha prorogato fino al 5 Giugno la prestigiosa mostra di José Dalì, figlio del famoso Salvador Dalì, organizzata dal manager Salvo Nugnes, agente di nomi di spicco della cultura. L’esposizione pittorica, intitolata “La verità surreale” è visitabile con ingresso libero al pubblico e raccoglie un’eterogenea serie di creazioni in stile antologico, per ripercorrere il camaleontico percorso di ricerca dell’eclettico artista. Il professor Vittorio Sgarbi ha visitato la mostra, complimentandosi con entusiasmo e commentando positivamente l’allestimento delle opere, nella loro suggestiva dimensione di surrealismo onirico, che trova significativi punti di contatto con la matrice paterna.


    José Dalì è un moderno e intraprendente trasformista a 360°, che si cimenta con svariati generi espressivi: pittura, scultura, incisione, arte orafa, poesia, scrittura narrativa. Nel suo vivace estro si reinventa di continuo con intensa forza vitale, riuscendo a coniugare in perfetto equilibrio vita professionale e familiare. Di lui racconta “Sono sposato con la stessa donna da tanti anni, mai un tradimento neppure con il pensiero“. Ricordando l’esimio padre rivela “Non voleva che facessi l’artista e aveva ragione. Gli artisti hanno cessato di esistere dopo di lui. Io sono un viaggiatore del tempo. Oggi in troppi credono che l’arte sia un mix di bravura e stravaganze, ma non basta…”.

  • José Van Roy Dalì parla della sua mostra alla Milano Art Gallery dedicata al padre Salvador Dalì maestro del Surrealismo

    Intervistato José Van Roy Dalì, in occasione della mostra personale “La verità surreale” il giorno dell’anniversario dei 110 anni della nascita del padre, il celebre maestro del Surrealismo Salvador Dalì, presso la storica Milano Art Gallery via Alessi 11, Milano dall’11 al 26 maggio 2014, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes. L’esposizione verrà inaugurata domenica 11 maggio alle ore 18.00, con un prestigioso evento di vernissage in presenza dell’artista.

    1) Ci racconta com’è avvenuto il suo esordio nel mondo dell’arte? E’ vero, che già dai 7 anni dipingeva?

    Il mio esordio nel mondo dell’arte forse non è ancora mai avvenuto. Prima di tutto, io non sono un artista, non mi ci sento, dipingo per il mio grande egoismo, per il gusto di fare una cosa che mi piace. Ogni volta che faccio una mostra per me è una sofferenza, un atto di esibizionismo. Espongo e poi scompaio per un po’ di tempo, quindi è come se non avessi mai esordito nel mondo dell’arte. Quando realizzo un quadro o dei quadri mi piace guardarmeli, magari farli vedere agli amici e basta. È una vita che dipingo e che espongo, ma cerco di farlo a piccole tappe. Quando era piccolo cercavo di scimmiottare mio padre che non mi permetteva di andare nell’area in cui lavorava perché aveva paura che gli rovinassi i quadri, ma sono giochi da bambini, sono cose che fanno tutti, anche quelli che poi da grandi non fanno i pittori o gli artisti.

    2) Che rapporto aveva con suo padre il grande Salvador Dalì? Ha qualche particolare aneddoto, che vuole rivelarci?

    Di aneddoti ne ho tantissimi, mio padre è stato molto particolare! Da ragazzino lo vedevo pochissimo, lui e mia madre erano impegnati nelle loro mostre, li incontravo quando i miei tutori, ai quali mi avevano affidato in Italia, mi portavano in Spagna. Poi li ho rivisti da adulto, dove è cambiato un po’ il legame, ma resta un rapporto particolare con due persone particolari, perché i miei genitori erano molto giocherelloni, si divertivano con tutto e soprattutto con gli esseri umani e ancor di più con me, facendomi degli scherzi. Gli aneddoti che mi vengono in mente sono due: il primo, quando mio padre Salvador, si è presentato ai piedi del mio letto in piena notte con una candela, una lampadina accesa in mano, sotto il volto e ha fatto finta di essere il demonio, al quale erano cadute le corna sulle labbra e ha cercato di spaventarmi. Un’altra volta invece, ricordo che si è nascosto, salendo sulle scale, dietro un orso imbalsamato, e con un tubo dell’acqua e un imbuto ha fatto finta di essere stato ingoiato e mi ha chiesto aiuto. Poi delle volte parlava in trequattro lingue, mescolandole con il latino per vedere il mio stupore, perché non capivo quello che mi diceva.

    3) Un commento di riflessione sul concetto di arte;

    E’ la cosa più difficile del Mondo, è come parlare del concetto di anima. Io non so se quello che faccio è arte, so solo che realizzo delle cose che a me piacciono. Credo che chi fa arte forse è una grande ricerca d’amore, per attirare l’attenzione delle persone comuni e per ottenerne il plauso, una ricerca d’affetto, di amore insomma. Su questo punto sono svantaggiato, sono sposato da più di quarant’anni con l’unica donna che ho amato nella mia vita, e non ho bisogno di amore, faccio questo perché mi piace. Quindi il concetto dell’arte credo sia quello di offrire al pubblico la medesima emozione che l’artista o il presunto tale ottiene creando quel lavoro.

    Il concetto dell’arte è il concetto della bellezza, l’arte si può paragonare a qualsiasi cosa sublime ma anche ad un manufatto, ad una casa, un fiore. Le cose sublimi della natura che ci stupiscono e appagano il nostro animo, il nostro sguardo si possono paragonare all’arte. Non a caso per me l’arte è morta dopo il Rinascimento, tranne qualche rara eccezione, però in realtà ci sono ancora delle cose bellissime, che donano delle emozioni, e le emozioni sono la cosa più difficile da avere in questa vita.

    4) Che ricordo ha dei suoi genitori? E della sua infanzia vissuta con i suoi tutori adottivi tra Verona e Roma?

    Ho lasciato molti ricordi a Verona. Quando sono andato li con mia moglie, dopo 36 anni, per fargli vedere le bellezze di Verona, ho ritrovato le emozioni di vedere l’Arena per esempio o altre cose di questo genere. Quando abitavo a Verona, affianco al portone dell’abitazione dei mie tutori, c’era un negozio di Bauli e una giornalaia. Quando sono tornato ho visto una signora con i capelli bianchi e le ho domandato se fosse la signora Gemma e ha risposto di sì. Avrà avuto più di 90 anni, quando le ho raccontato chi ero io, ha cominciato a chiamare la gente raccontando delle mie gesta da bambino. Questa signora molto anziana si ricordava tutti i guai che avevo fatto a Verona, ad esempio quando correvo con i pattini a rotelle al secondo piano dell’abitazione e disturbavo a qualsiasi ora, gli abitanti del piano di sotto. Dei miei genitori, ho solo ricordi bellissimi, erano talmente speciali nei loro scherzi, nel loro modo di fare, che quando li vedevo abbracciati normalmente o sulla barca o che giocavano a scacchi per esempio, mi sembravano ammalati, perché erano in continuo movimento, una creatività continua per quanto riguarda i giochi, gli scherzi e le risate.

    5) La data d’inaugurazione della sua mostra milanese, l’11 maggio, cade proprio nel giorno di celebrazione del simbolico anniversario dei 110 anni dalla nascita’ di suo padre; E’ compiaciuto di questa coincidenza speciale? E’ stata appositamente predisposta per creare un significativo filo conduttore di unione tra i due importanti eventi?

    Sono felice e onorato di questa coincidenza, anche se una parte di me è dispiaciuta di dover mostrare al mondo la diversità tecnica e artistica che mi divide da mio padre, mio padre è stato un grande, io sono uno che gioca a fare il pittore, quindi in un certo senso sono felice perché è sempre difficile dimenticare una persona come mio padre, però forse ci vuole un nuovo genio per ricordare la sua bravura, naturalmente lo faccio con tutta la modestia che mi distingue. Davanti a mio padre sono soltanto un dilettante meglio e peggio di tanti altri miei colleghi, solo che di geni così ne nasce uno ogni duecento anni.

  • In esposizione alla Milano Art Gallery José Van Roy Dalì, figlio del mentore del Surrealismo Salvador Dalì, con l’organizzazione del manager Salvo Nug

    La storica “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, ospita un evento di forte risonanza mediatica accogliendo la mostra pittorica “La verità surreale” di José Van Roy Dalì figlio dell’esimio mentore del Surrealismo Salvador Dalì, organizzata dal noto manager produttore Salvo Nugnes. L’esposizione si terrà dall’11 al 26 maggio 2014, con vernissage inaugurale in data domenica 11 maggio alle ore 18.00. Nell’occasione speciale verrà celebrato l’anniversario dei 110 anni dalla nascita del grande Maestro catalano.

    José Dalì ha un percorso esistenziale intenso e ha sempre saputo portare con consapevole responsabilità e coerenza il suo famoso cognome, dimostrando doti innate di autentica genialità e sviluppando una propria ricerca stilistica personalizzata e innovativa. E’ uno degli artisti di spicco più interessanti del panorama contemporaneo, ma ha scelto di vivere la sua dimensione artistica e professionale con estrema riservatezza, privilegiando la vita familiare e privata. Il suo prorompente DNA ispiratore lo ha stimolato a cimentarsi attraverso ogni forma di espressione, dalla pittura alla scultura, dalla poesia alla scrittura narrativa, dall’incisione all’arte orafa.

    Sul periodo dell’infanzia vissuto in Italia racconta “Mia madre era ebrea e allo scoppio della guerra i miei dovettero rifugiarsi negli Stati Uniti. Prima di salire sul transatlantico incontrarono a Mentone la famiglia veronese Rossi, alla quale mi affidarono e con la quale ho vissuto a lungo. Considero la mia infanzia felice a Verona un magnifico regalo del destino e sono immensamente riconoscente ai miei tutori adottivi anche per il fatto di avermi sempre supportato. I miei genitori vennero spesso a trovarmi“.

    Emerge tutto il suo carismatico eclettismo nella significativa frase da lui pronunciata, quando parodiando l’affermazione paterna “La differenza tra un pazzo e me, è che io non sono pazzo” dichiara con ironica provocazione, che “l’arte è anche follia. La differenza sostanziale tra gli altri pazzi e me, è che io lo sono davvero e consapevolmente“.

  • STRAORDINARIA FESTA ALLA CARRIERA PER AMANDA LEAR ALLA MILANO ART GALLERY CON L’ORGANIZZAZIONE DI SALVO NUGNES

    Dopo tanti anni di spettacolo, cinema, teatro ed arte, la musa di Dalì, la mitica Amanda Lear, festeggia a Milano la sua carriera, esponendo le sue opere d’arte, in una straordinaria mostra personale dal titolo “Visioni” che inaugurerà Mercoledì 31 Luglio 2013, presso la storica e prestigiosa Milano Art Gallery, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter. Grande attesa, dunque, per uno degli eventi più mondani dell’anno, al quale parteciperanno tutti gli amici di una vita di spettacolo di Amanda Lear.

  • Agenzia Promoter: evento speciale alla Milano Art Gallery, Amanda Lear in mostra

    La grande Amanda Lear ha scelto il prestigioso contesto della storica “Milano Art Gallery Spazio Culturale in via Alessi 11 a Milano per allestire la sua mostra personale dal titolo “Visioni” che si terrà dal 31 luglio al 24 agosto 2013, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes Direttore di Promoter Arte e agente di personalità di spicco.

    L’inaugurazione, in presenza di rinomati esponenti istituzionali, vip e noti personaggi è prevista per mercoledì 31 luglio con ingresso libero al pubblico.

    La Lear è considerata una donna carismatica, indomita e un artista a tutto tondo, con un vissuto intriso di esperienze intense e una carriera coronata da meritati successi e riconoscimenti a livello internazionale. Attrice, modella, popstar nonché pittrice e musa per antonomasia del mitico Salvador Dalì, con il quale ha avuto un radicato rapporto sentimentale e del quale conserva un indelebile ricordo. Su Dalì racconta “di recente ho visitato la mostra dedicata a Dalì presso il museo Pompadour di Parigi, la stessa allestita qualche anno fa a Palazzo Reale a Milano. Al mio arrivo mi sono sentita osservata dai presenti come se mi considerassero simbolicamente la vedova di Dalì. Nonostante avesse trent’anni più di me era un uomo talmente creativo, divertente ed estroso che non mi sono mai annoiata insieme a lui. Per certi versi ha rappresentato anche una figura paterna, ma il nostro rapporto è sempre stato stimolante e frizzante“.

    L’annuncio dell’imminente mostra è stato dato in anteprima dalla stessa Amanda Lear in occasione di un’intervista rilasciata a Silvia Toffanin durante una puntata di “Verissimo” incitando a intervenire numerosi all’importante evento in suo onore.

  • A Firenze mostra “The Dalì Universe”

    The Dalì Universe” è la nuova grande mostra ospitata a Firenze dal 1 di febbraio scorso fino al 25 maggio 2013. L’esibizione è stata allestita a Palazzo Medici Riccardi situato nel centro storico della città.
    Palazzo Medici Riccardi è l’antica dimora di Cosimo il Vecchio della famiglia Medici, progettato dallo scultore e architetto Michelozzo; dal ‘600 divenne proprietà della casata dei Riccardi. Ora è sede del Consiglio Provinciale e ospita dal 1972 esposizioni di natura temporanea, sia mostre che richiamano la sua identità rinascimentale e barocca, sia mostre dedicate all’arte moderna e contemporanea.

    L’esposizione è totalmente dedicata al genio catalano, padre del Surrealismo, Salvador Dalì. I visitatori potranno ammirare più di 100 opere, la maggior parte poco conosciute, che incuriosiranno sia gli inesperti che i conoscitori del Maestro. Dalì nel corso della sua vita si è avvicinato ad ogni tipologia di arte, producendo opere eterogenee.

    La mostra è curata dal Presidente della Fondazione Ambrosiana per l’Arte e la Cultura Beniamino Levi, esperto intenditore di Dalì, che ebbe diversi incontri dal vivo con l’artista, e che possiede, in quanto collezionista e mercante, una delle più grandi raccolte di opere del pittore. Levi, tramite la sua associazione, ha organizzato oltre 80 mostre di enorme successo in tutto il mondo che hanno attirato più di 10 milioni di visitatori.

    L’esibizione riprende 2 temi noti e cari a Dalì: il tempo ed il sogno, e la donna e la sensualità. Tra le opere esposte vi sono sculture in bronzo, tra le quali “Alice nel paese delle meraviglie” del 1977, oggetti in vetro, raccolte grafiche: incisioni e litografie che riprendono capolavori del mondo letterario come la Divina Commedia e il Decamerone, collages e mobili, come il famoso divano a forma di labbra “Mae West”. Dalì fu, infatti, un pittore e scultore, ma anche illustratore, cineasta e designer.

    The Dalì Universe” è visitabile tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00. Palazzo Medici Riccardi merita di essere visitato non solo per il Museo che ospita la mostra ma anche per gli altri ambienti: la Galleria degli Specchi, la Biblioteca Riccardiana, il Giardino, primo museo all’aria aperta, e la Cappella dei Magi con gli affreschi di Benozzo Gozzoli.

    Italy Travels, operatore specializzato nell’organizzazione di tour culturali, organizza un tour con guida privata alla scoperta delle Cappelle, gioielli nascosti di Firenze. È un tour singolare, che percorre delle tappe non presenti negli itinerari standard. La visita comprende una tappa alla Cappella dei Magi presso il Palazzo Medici Riccardi, si prosegue poi con la Basilica di Santa Maria Novella, con la Cappella Tornabuoni affrescata dal Ghirlandaio, e con la Cappella dei Papi decorata da Pontormo. Il tour ha una durata di 3 ore.

    Per prenotare la vostra visita potete contattare Italy Travels al numero 055 2670402 o inviare una mail a [email protected]

    Potete anche visitare il sito www.ticketsflorence.com e la pagina Facebook Tickets and tours by Italy Travels

  • L’universo Dalì in mostra a Venezia fino al 18 marzo

    Gli abitanti e turisti che questi mesi di inverno soggiorneranno negli alberghi veneziani hanno l’opportunità di visitare nel Museo Diocesano di Sant’Apollonia una delle mostre più interessanti della città negli ultimi tempi, una esibizione che mostra alcune delle facce più sconosciute del poliedrico artista catalano Salvador Dalì e dalla quale nessuno non esce indifferente.


    La mostra conta infatti con una collezione di sculture in bronzo, vetro e oro elaborate dall’artista in vari periodi della sua vita e che in occasioni vanno a richiamare alcuni dei lavori con i quali Dalì diventò internazionalmente famoso: Torero Allucinogeno, Persistenza della Memoria e Venere Spaziale e Elefante Spaziale sono solo due delle sculture che trovano in questa mostra il contesto perfetto per l’introduzione al grande pubblico in vacanza a Venezia.


    L’esibizione include disegni e grafiche del periodo in cui l’artista manteneva una relazione di amicizia che segnò un momento di profondo cambiamento nella sua vita. Quello con Federico Garcia Lorca fu un rapporto artisticamente stimolante, tossico in occasioni e meno positivo per il poeta che per il pittore. Insieme a lui e ai suoi colleghi dell’accademia di belle arti San Fernando, Dali avrebbe conosciuto il cubismo e il dadaismo, le grandi opere classiche e i grandi temi della letteratura universale, i quali avrebbe riprodotto in queste grafiche, uniche nel mondo, e nei suoi primi passi come illustratore di libri.


    In vetrina anche alcune delle opere influenzate dal psicanalista Sigmund Freud, con il quale Dalì instaurò un rapporto quasi paterno filiale. La Lumaca e l’Angelo è l’ecco della dualità e di quello che si nasconde all’interno di tutto essere. Come l’uovo, altro elemento che fascina Dalì, il guscio della lumaca nasconde sotto l’apparenza dura un interiore debole da proteggere e tutelare e la quale scoperta può portare alla liberazione, seppur rischiosa, alla quale dobbiamo aspirare per diventare come la lumaca toccata dall’angelo, un essere che dall’immobilità passa a volare verso gli dei.


    In mostra anche il popolare Elefante Spaziale, interpretazione daliniana del potere, tentazione alla quale sempre secondo l’artista, Sant Antonio non avrebbe resistito e rappresentata da un obelisco. La scultura oggi in esposizione a Venezia è tratta dallo spettacolare dipinto realizzato a New York nel quale quattro elefanti inseguono attraverso il deserto il cavallo-santo Sant Antonio portando addosso le tentazioni in gambe sottili e alte come trampoli.


    Sculture di periodi posteriori sono esposte nella mostra The Dali Universe a Venezia, alcune delle quali appartengono agli anni 70 e alla collezione che il pittore surrealista realizzò per il suo amico Isidoro Clot. Tra le opere esposte, riproduzioni firmate dall’artista come la Venus Spaziale, rappresentazione della deperibilità della bellezza umana e del carattere invece illimitato della bellezza artistica che è eterna.


    Le sculture di vetro sono frutto dalla collaborazione con il negozio-galleria Daum Cristallerie di Parigi negli anni 60, un materiale al quale Dalì si rivolse con frequenza per la creazione di opere alle quali associava una consistenza quasi olografica, virtuale o onirica come Ciclopi.
    Dalì non era sempre stato amato da tutti, come non lo sarà sicuramente da tutti quelli che visiteranno il museo in occasione di una delle loro passeggiate per le gallery Venezia, ma la realtà è che il pittore, poeta e “artista a 360 gradi” come lo si definisce nella sua patria di Figueres, non lascia indifferente nessuno.


    A cura di Alba L
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  • Toscana, arte e vino: il bello della bassa stagione

    L’autunno è alle porte e proprio adesso, nella fresca quiete settembrina, la Toscana si presta ad essere esplorata al meglio.

    I numerosi modi in cui questa terra entra in contatto con l’arte e la cultura convergono in due punti fondamentali: l’arte e l’enologia, settori che a ottobre offrono numerose occasioni di approfondimento.

    La Divina Commedia rivisitata in una collezione di Salvador Dalì è solo la prima di una serie di esposizioni che attraversano tutta la provincia di Grosseto, offrendo spunti artistici variegati e contrapposti.

    Inoltre, a Cinigiano, il mese di ottobre si apre in grande stile, degustando morellino e ammirando i carri rionali della folkloristica Festa Dell’Uva.

    A Massa Marittima invece è in mostra l’arte giapponese, dagli albori agli artisti ultracontemporanei: un’immersione nella cultura del Sol Levante in più di 100 opere.

    Scansano propone due modi di vivere la città: aprendo le cantine il 24 e 25 settembre per degustare i prodotti tipici dell’enologia locale, e con l’esposizione “La Valle del Vino Etrusco – Archeologia della valle dell’Albegna in età arcaica”, la tappa conclusiva del percorso.

    Il Camping Village Rocchette, a Castiglione della Pescaia è un’oasi isolata dal centro abitato, dotata di una straordinaria piscina di 2000 mq, un hammam e più campi sportivi.

    Il Camping Village Rocchette permette di godersi a pieno le miti atmosfere autunnali toscane: un clima eccezionalmente mite tutto l’anno e la posizione riparata dai venti di Tramontana e Mistral fanno sì che le temperature siano al di sopra delle medie. Un’oasi tranquilla ed accogliente che tra il verde ospita 75 bungalow in muratura, termicamente isolati e dotati di ogni comfort.