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  • Registrazione al CRIF e condizione di sovraindebitamento

    Quando si richiede un prestito ad una finanziaria oppure ad una banca e si hanno dei problemi nella restituzione, quasi certamente si viene registrati nell’elenco dei “cattivi pagatori”. Banche e Finanziarie nel momento di erogare un credito si informano sulla possibilità di ripagarlo da parte del richiedente; queste informazioni sono gestite dai registri delle centrali di rischio pubbliche e private. La centrale rischi della Banca d’Italia rientra nella tipologia di centrale di rischio “pubblica” e riguarda esposizioni per mutui ed aperture di credito di valore pari o superiore a € 75.000 Alla tipologia “privata” appartengono invece quelle società di raccordo con il sistema bancario che registrano dati per debiti da 0 ad € 31.246,00. La CRIF è certamente tra le più famose centrali di rischio private e la sua finalità, parimenti alle altre centrali, è quella di limitare i rischi nella concessione creditizia. La precisione, correttezza, durata di conservazione e puntualità nell’aggiornamento dei dati personali degli iscritti a questi elenchi sono regolamentati da un codice deontologico e di buona condotta. Istituito nel 2005, il codice si prefigge di risolvere i problemi riscontrati nella gestione dei dati raccolti.

    ISCRIZIONE E DURATA DI CONSERVAZIONE DELLE INFORMAZIONI
    Cattivi e buoni pagatori sono classificati in Crif. Di seguito le modalità e tempistiche di mantenimento dei dati degli iscritti regolamentato dal codice deontologico:
    – Richiesta di finanziamento: non oltre 6 mesi dalla richiesta necessaria per l’istruttoria o 1 mese in caso di opposizione o rinuncia alla richiesta.
    – Cattivi pagatori, morosità di 2 rate poi appianate: non oltre 12 mesi dalla regolarizzazione (ma non devono esserci altri inadempimenti o ritardi)
    – Cattivi pagatori, morosità superiore 2 rate poi appianate: non oltre 24 mesi dalla regolarizzazione (senza altri inadempimenti o ritardi)
    – Cattivi pagatori, morosità non appianate: non oltre 36 mesi dalla scadenza del rapporto o dall’ultima revisione,
    – Buoni pagatori, nessun ritardo: non oltre 24 mesi dalla cessazione del rapporto.

    DEPENNAMENTO DAL CRIF
    Senza alcuna richiesta specifica il depennamento è automatico nei termini sopra detti. La cancellazione prima dei termini può essere richiesta dai “buoni pagatori” e il gestore deve provvedere non oltre i 90 giorni alla domanda. Paradossalmente non è consigliabile ai “buoni pagatori” la cancellazione prematura dal registro poichè banche e finanziarie si servirebbero del CRIF e delle informazioni classificate (storicità, dati creditizi positivi…) per erogare o meno ulteriore credito. Il depennamento da CRIF non avviene quando si pagano rate scadute, ma le centrali di rischio private devono provvedere tempestivamente all’aggiornamento dei dati.

    ISCRIZIONE PER ERRORE AL CRIF
    In una situazione di immotivata iscrizione ci si può rivolgere a CRIF, finanziaria o banca per ottenere una pronta cancellazione. Risposte non soddisfacenti o tardive da parte di queste possono portare ad un arbitrato bancario finanziario con conseguente provvedimento non vincolante ma certamente persuasivo per finanziaria o banca. Si può interpellare il giudice inescando un procedimento sommario subordinato alla legge della privacy 196/03 art.152 qualora la soluzione stragiudiziale non sia sufficiente.

    COME COMPORTARSI IN CASO DI SOVRAINDEBITAMENTO
    In questo caso è consigliato affidarsi ad una assistenza legale competente per organizzare un’insieme di transizioni a saldo e stralcio con i creditori e in seguito notificare al CRIF gli avvenuti pagamenti.
    Potete contattare l’avv. Mengoni per informazioni e suggerimenti su questo argomento tramite il servizio “AVVOCATO ONLINE” http://www.avvocatogianlucamengoni.it/avvocato-online

  • Crif: che cos’è?

    Fondato a Bologna nel 1988, CRIF è una società indipendente, di proprietà dei soci fondatori e del management per il 90 per cento e di alcuni istituti di credito (tra i quali BNL-BNP Paribas, Deutsche Bank e Banco Popolare) per il restante 10 per cento.

    CRIF offre soluzioni creditizie, di business information e di supporto decisionale, a banche, società finanziare e assicurazioni; inoltre offre un servizio di consulenza ai cittadini che intendono accendere un prestito.

    In questo modo la società contribuisce a favorire l’incontro tra la domanda e l’ offerta di credito, da un lato aiutando le banche a gestire in maniera più efficace ed efficiente l’erogazione di finanziamenti e dall’altro fornendo assistenza alle famiglie e imprese per accedere al credito più serenamente. Le soluzioni CRIF, grazie all’ integrazione di patrimoni informativi di elevata qualità, avanzati sistemi di supporto decisionale e tecnologie specializzate, consentono di migliorare le performance di business, ridurre i rischi e ottimizzare i processi contenendo i costi.

    CRIF, nata in Italia, oggi opera in quattro continenti (Europa, America, Africa e Asia) contando 1.300 dipendenti, anche dipendenti statali, e un patrimonio netto di 84 milioni di euro, con una crescita costante della produzione.

    Per saperne di più: prestiti on line, cessione del quinto, prestiti pensionati.

  • Prestiti a chi ha avuto disguidi: realizzare i propri sogni è possibile

    Sempre più spesso le richieste di finanziamento non vanno a buon fine, cioè il prestito viene non erogato in prima istanza.

    Se anche a te è successo che la tua domanda non fosse accolta in prima battuta, la prima cosa da fare è capire le motivazioni del rifiuto, senza disperare: una soluzione alternativa è sempre possibile.

    Le ragioni per cui una richiesta di finanziamento non va solitamente a buon fine sono molteplici: occorre capire quale motivazione ha determinato il rigetto della pratica e trovare la giusta soluzione alternativa.

    Qualora la ragione del rifiuto sia legata ad una segnalazione delle Centrali di Rischio (o Crif), che rivela in questo modo una nota di cattivo pagatore oppure un protesto, c’è comunque un modo per ottenere ugualmente la somma desiderata.

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    In questo caso anzichè richiedere un prestito personale, la soluzione consiste nella cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

    Se si possiedono le condizioni lavorative idonee, si può ricorrere a questa tipologia di finanziamento che è la risposta migliore per chi ha ricevuto protesti o è incorso in altri disguidi in passato.

    Se, invece, i motivi del rifiuto risiedono in una valutazione di rischio elevato da parte del credit analyst – secondo cui sono in essere delle condizioni che fanno aumentare la possibilità di mancato rimborso (per reddito troppo basso o ulteriori prestiti o mutui) – le soluzioni possibili sono diverse.

    È possibile, ad esempio, allungare la durata del prestito, in maniera tale da abbassare l’importo della rata: in questo modo, si riduce il rischio di sovra-indebitamento.

    In alternativa, è possibile ricorrere all’aggiunta di un garante o di un co-obbligato: il co-obbligato è un secondo intestatario del contratto di finanziamento, mentre il garante è la persona obbligata a corrispondere i pagamenti all’istituto di credito solo qualora il debitore non riesca a far fronte alle rate.

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  • La cessione del quinto, un prestito trasparente, sicuro e conveniente

    Questo tipo di prestito è detto “cessione del quinto” perché la rata mensile è trattenuta direttamente dallo stipendio o dalla pensione, fino ad 1/5 dell’importo totale della busta paga.

    L’importo della cessione può aumentare, solo per i lavoratori dipendenti, fino ai 2/5 dello stipendio grazie al prestito delega, comunemente detto “doppio quinto”.

    La cessione del quinto è un prestito personale con rimborso a rate costanti pensato appositamente per i pensionati e i lavoratori dipendenti pubblici e privati che si traduce in

    • Un finanziamento trasparente e sicuro rimborsato trattenendo un quinto dello stipendio protetto da coperture assicurative
    • Massima comodità e privacy con versamenti diretti dall’amministrazione del lavoratore senza code agli sportelli
    • Tranquillità per te e i tuoi cari con un’assicurazione inclusa nel finanziamento per rischio vita e perdita impiego
    • Se sei un dipendente/pensionato puoi avere un finanziamento in convenzione INPDAP/INPS ai migliori tassi del mercato

    Il finanziamento viene erogato anche se il richiedente ha avuto disguidi, se è iscritto come cattivo pagatore o con pignoramenti in corso senza necessità di seconda firma o ulteriori garanzie.

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