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  • Cosa fa oggi il Social Media Strategist?

    Esistono due tipi di Social Media Strategist, quello che fa e quello che pensa di fare e pertanto non facendolo lo racconta.

    Partendo dal primo, “quello che fa” cerchiamo di capire “cosa” fa:

    Il Social Media Strategist che fa, è solito sperimentare nelle pagine Social di cui è proprietario, alcune correnti di pensiero. Si perché per diventare esperto nelle tecniche di comunicazione e di condivisione Social non serve una laurea.

    Serve piuttosto molta costanza, il saper stare sul pezzo e cercare di intuire con un pizzico di fortuna e di tempismo, i cambiamenti dei social in anticipo rispetto alla massa.

    Per farlo, bisogna sicuramente stare molte ore a documentarsi sui vari social, che siano essi Facebook, Twitter o Pintarest e intuire i loro meccanismi. Farli proprio e dare il via a degli sperimenti, che lasciati al caso non si traducono in niente, ma esperimenti confrontati con i dati messi a disposizione delle stesse applicazioni online, possono sicuramente diventare delle fonti di studio assolutamente certi.

    Il Social Media Strategist che pensa di fare invece ha tutt’altro identikit:

    Colui che pensa di fare in sostanza non fa, ma magari ha intuito qua e la, come funziona il mondo del Social Media e allora lo racconta. In genere costoro, sono soliti pubblicare guide, essere presenti a numerosi convegni ma purtroppo, [grande pecca di questo lavoro] è l’assoluto obbligo di starci sempre dietro, diversamente, lo perdi. Va via, tutto in fumo come se non avessi costruito mai niente.

    Fare il Social Media Strategist non è un affare da poco, anzi oggi è forse il mestiere, insieme a quello del Seo Specialist, fra i più impegnativi del momento.

  • Parte Concorsi Web 2013!

    Dopo il successo del concorso “Vinci la 500 dei tuoi Sogni”, a Luglio 2013 è partita una nuova iniziativa firmata Concorsi Web, denominata “Condividi e Vinci”. Quest’anno in palio è previsto un buono spesa dal valore inziale di 5.000,00 €. Gli utenti che si iscrivono hanno la possibilità di indicare assieme ai propri dati personali, la località di residenza e il negozio dove preferirebbero spendere il proprio buono in caso di vittoria. I concorrenti potranno inoltre invitare i propri amici a partecipare al concorso con un duplice vantaggio: il premio sale più aumentano gli iscritti, fino a un massimo di 10.000 € ed inoltre, se verrà estratta una persona segnalata, vince anche il segnalatore.

    Il concorso quindi riprende e rafforza la dimensione sociale già proposta nel primo concorso, aggiungendo la possibilità di loggarsi direttamente tramite profilo Facebook, incentivando così la condivisione del concorso nel Social Network. Un altro incentivo per la partecipazione degli utenti è la collaborazione con i maggiori marchi di consumo italiani nella scelta dei negozi: da Prenatal a Mediaworld, Ipercoop, Decathlon, Ikea, Zara, Kiko e molti altri di tutti i settori merceologici.

    Si tratta di un’iniziativa a livello nazionale di co-sponsoring che già al suo debutto conta sostenitori di rilevo sul panorama Italiano. Si tratta di grandi aziende interessate alla costruzione di un proprio database proprietario composto da utenze super-profilate. L’elenco degli sponsor è sempre aperto, fino alla chiusura dell’iniziativa, con la possibilità di concordare diverse soluzioni su richiesta.

    E-Business Consulting si occupa di curare la comunicazione del concorso grazie alla collaborazione con i principali network di advertising in Italia e utilizzando tutti i mezzi digital a disposizione. Dalle promozioni sulla pagina Facebook alla Campagna Adwords, fino alle campagne Display con una skin su Tiscali o banner distribuiti in nel circuito di Tradedoubler. I banner di “Condividi e Vinci” sono stati distribuiti anche nei principali network in Real Time Bidding per aumentare la visibilità dell’iniziativa ed E-Business Consulting sta lavorando “open budget” nella ricerca di nuovi partner commerciali disponibili a veicolare l’iniziativa.

    Il Concorso, che sarà attivo fino al 31 Dicembre 2013 è partito sotto la buona stella di Concorsi Web, con una buona risposta di pubblico e di investors che credono nel successo del progetto. E- Business Consulting ti invita a scoprire il mondo di opportunità di Concorsi Web, vuoi essere della partita? Ti aspettiamo.

    Se sei interessato a diventare sponsor di Concorsi Web o a promuovere l’iniziativa, contatta E-Business Consulting al numero 049 9817360 o tramite Sito Web

  • XIX Rapporto Aci – Censis 2011 – La crisi della mobilità a quattro ruote

    È uscito oggi il XIX Rapporto Aci – Censis 2011, presentato oggi in data 13 dicembre 2011 dal presidente dell’Aci, Enrico Gelpi, e dal presidente della Fondazione Censis, Giuseppe De Rita.

    Il documento, dal titolo “IL TRIENNIO CHE STA CAMBIANDO IL MODO DI MUOVERSI. Auto sempre più cara: la usi meno, la paghi di più” risulta emblematico di una situazione legata ad una difficoltà di mobilità che tocca da vicino una quota sempre maggiore di italiani.

    C’è già chi afferma che l’auto non è più un mito, e neanche tanto lentamente, la cara automobile sta tornando ad essere un oggetto di lusso, che poche persone possono permettersi nonostante questaa costituisca un mezzo di trasporto indispensabile per gli spostamenti quotidiani, anche per via dei frequenti disservizi della mobilità pubblica.

    Un’inadeguatezza di fondo della rete di treni, autobus e mezzi urbani che attraversa la Penisola è rispecchiata anche dalla cronaca recente, che sempre più spesso riporta episodi come tagli di linee ferroviarie fondamentali per una efficiente connessione territoriale Nord-Sud, o parla del sovraffollamento nell’ora di punta sui mezzi pubblici nelle città, come Milano, interessate da blocchi del traffico nell’ambito di misure anti-inquinamento.

    Senza contare la recentissima accisa sui carburanti, che ha comportato un aumento medio di 10 centesimi sul prezzo della benzina e di ben 13,6 centesimi su quello del diesel, provvedimento che comporterà un incremento decisamente considerevole nelle spese di viaggio per tutti coloro che sono costretti ad utilizzare l’automobile per lavoro.

    Insomma, il quadro presenta una situazione quasi al collasso. Sempre secondo il Rapporto Censis, infatti, sono in costante crescita i costi relativi all’automobile, 3.278 euro nel 2011 contro i 3.191 del 2010 (+2,7%). Pur rimanendo il mezzo di trasporto preferito dagli italiani (83,9% degli spostamenti), ben 1 italiano su 5 ha ridotto l’uso del proprio veicolo.

    Il XIX Rapporto Aci – Censis 2011 enfatizza tre parole chiave rappresentative della nostra società dei trasporti:
    Insostenibilità del comportamento degli automobilisti correlato ai costi di esercizio;
    Innovazione dei comportamenti volti a raggiungere una piena mobilità al minor costo possibile;
    Condivisione, nuovo concetto in forte diffusione attraverso car pooling e car sharing;
    A questo proposito, riscontriamo delle incoraggianti iniziative a livello regionale e comunale, poiché molte amministrazioni stanno investendo risorse nella promozione di questi innovativi concetti di “spostamenti condivisi”, che riscuotono da anni un discreto successo in molti altri paesi europei, ma ancora faticano a diffondersi in Italia.

    Se il car sharing consiste nell’utilizzo collettivo di un veicolo messo a disposizione da una apposita società, e per questo implica anche dei costi gestionali ed amministrativi notevoli, il car pooling costituisce invece un sistema di mobilità lasciato all’iniziativa dei singoli cittadini, per questo attuabile in ogni momento e contesto, senza bisogno di interventi e finanziamenti istituzionali.

    Il car pooling consiste infatti nell’utilizzo di una auto privata da parte di più passeggeri che effettuano un tragitto comune, condividendo le spese di viaggio e contribuendo così a ridurre il numero dei veicoli in circolazione.

    Molte piattaforme su internet forniscono gratuitamente un servizio di mediazione tra chi offre un posto nella propria vettura e chi cerca un passaggio, come ad esempio www.carpooling.it, che offre ai propri utenti anche un servizio di autenticazione guidatori, per viaggiare in sicurezza, oppure la possibilità di fare car pooling solo al femminile. La comunità dell’automobile di gruppo cresce in particolare tra i giovani anche su facebook, organizzandosi tramite gruppi ed applicazioni che permettono di comunicare agli amici online i propri spostamenti, e cercare così compagni di viaggio. Per i più tecnologici, è possibile scaricare gratuitamente anche delle applicazioni mobili per cercare un passaggio tramite iPhone ed Android: si può certo dire che i mezzi non mancano.

    E sempre più spesso, le istituzioni collaborano a far conoscere e diffondere tra i cittadini queste iniziative per condividere le vetture, adatte sia per i viaggi più lunghi, sia per recarsi al lavoro o circolare comodamente all’interno delle grandi città.

    Un esempio molto significativo è l’attenzione riservata al car pooling da parte dell’amministrazione comunale di Milano – il sindaco Giuliano Pisapia, sostenuto dall’assessore alla Mobilità, Arredo urbano e Verde Pierfrancesco Maran, ha inserito il carpooling tra le deroghe dell’ordinanza comunale che regola il blocco del traffico, permettendo così la circolazione agli autoveicoli con almeno tre passeggeri a bordo (guidatore compreso).

    Il carsharing ed il carpooling riscuotono spesso successo tra i più giovani. Il primo ha conseguito un incremento del 66% in tre anni per un totale di 30 mila utilizzatori mensili nel 2011, mentre i siti per condividere l’auto privata registrano richieste di utilizzo di auto in condivisione in crescita del 600% rispetto all’ottobre dell’anno passato, per un risparmio fino al 67% sulle spese di viaggio.

    Come si può inoltre leggere all’interno del Rapporto Censis, sempre più giovani tra i 18 e i 29 anni abbandonano il mezzo a quattro ruote. “I lavoratori precari prediligono il car pooling ed il trasporto pubblico, gli studenti le due ruote o i mezzi pubblici”. Infatti “chi è nell’orbita del lavoro precario – più degli altri – ha attuato politiche di condivisione (car pooling) con amici e colleghi.” Tra gli over 45, restano molto popolari la bicicletta ed il trasporto pubblico locale, mentre una grande percentuale preferisce spostarsi a piedi.

  • L’innovazione a Pavia (15 dicembre 2011): esperti del mondo universitario, della formazione, dell’impresa e della ricerca in diretta dall’Inno2days

    A Inno2days (Camera di Commercio di Pavia, 15 dicembre 2011), open day rivolto in particolare alle PMI e caratterizzato dalla condivisione e dalle prove pratiche di innovazione, si discuterà sulle ricette anticrisi, urgenti in questo momento di recessione. Ricercatore di storia dell’Europa contemporanea presso l’Università di Messina, Massimo Longo Adorno sostiene che “la fantasia e le capacità individuali non hanno mai fatto difetto al tessuto imprenditoriale italiano. Quella che in molti casi ha faticato a imporsi è stata la presenza di una valida cultura dell’Organizzazione, capace di spaziare a ‘tutto campo’, favorendo il processo di integrazione, aggiornamento e penetrazione commerciale delle PMI italiane, in contesti spazio temporali ampi e diversificati rispetto al mercato nazionale. All’interno dello scenario di attrito economico globale che ci troviamo oggi a vivere, le tradizionali doti di fantasia e di creatività tipiche dell’imprenditoria italiana possono fare ancora la differenza tra noi e il resto del mondo, a patto di coniugarle con una maggiore disciplina di organizzazione e di programmazione che consenta di valorizzare adeguatamente la produttività del sistema Italia di cui le PMI sono e saranno l’architrave”.

    “Il concetto di innovazione mi fa pensare non solo a quella di processo o prodotto, ma anche a quella organizzativa, che secondo Gary Hamel è l’unica a consentire vantaggi competitivi durevoli” sostiene Paolo Cervari, consulente, formatore e coach Master in Communication and Strategic Coaching con il Mental Research Institute (Palo Alto, California). “Credo anche che oggi due siano i driver fondamentali: la capacità di pensiero riflessivo e di empatia (favoriti peraltro da determinati assetti o modelli o progetti organizzativi), su cui ho scritto in ‘Il filosofo in azienda’ e ‘IES – Intelligenza empatico sociale’. Riflessività ed empatia sono peraltro due ingredienti fondamentali dell’intelligenza collettiva, altro elemento chiave per l’innovazione, che credo oggi possa cambiare di passo (o paradigma) attraverso il networking”.

    “Innovare è una parola che può portare le aziende ai limiti di un territorio che non conoscono” dichiara Paolo Carucci, Founder & Ad di Zeye Srl. “Molte volte non hanno veri innovatori all’interno delle proprie strutture. Per me innovazione significa un mix di sicurezza abbinata ad un continuo apprendimento dello scenario che cambia costantemente. E’ come essere sempre pronti a cambiare pelle mantenendo però internamente l’expertise e la qualità che consentono di affrontare problematiche complesse con un team d’azione nato sui ‘campi di gioco’. Velocità ed esperienza permettono un continuo trend di innovazione aziendale che è poi facile trasferire ai clienti, vivendo con loro un successo lavorativo”.

    Giovanni Ingrosso, Responsabile Risorse umane di Arca Sgr, afferma: “viviamo in un’epoca in cui spesso ci si accontenta delle parole e poco si fa caso ai concetti. Innovazione, ad esempio, è una parola che piace, di cui parlano tutti ma di cui a volte sfugge il vero significato. Inventare un nuovo prodotto, improvvisare un nuovo mestiere non significa aver innovato; un prodotto nuovo scompare, anche se potrebbe avere un mercato, perché chi lo ha inventato non lo sa portare al pubblico; un mestiere nuovo, nello stesso modo, si esaurisce perché non sa creare attorno a sè l’ambiente adatto a farlo proliferare e diffondere. L’innovazione non è quindi un fatto ma uno stato della mente: quando si inventa un nuovo prodotto bisogna avere il coraggio di capire che esso cambierà l’ambiente in cui si muoverà, quali effetti il suo ingresso nel mercato porterà, quali mestieri nuovi produrrà e che effetti avrà sulla società. Spesso in Italia le piccole e medie imprese sono il frutto di innovazione: un tecnico inventa una nuova attrezzatura, un artigiano inventa un nuovo processo produttivo ma sovente tutto si ferma qui; innovare invece significa non solo guardare avanti ma anche intorno, sopra e sotto. Significa accettare il cambiamento che l’innovazione introduce; è difficile ma se le cose vanno in questo modo l’innovazione diviene solo un altro pacco di carte presso il più vicino ufficio brevetti”.

    Gianandrea Abbate, presidente dell’Istituto di ricerca Psycho Research, spiega il significato più profondo di innovazione nella ricerca psicolinguistica: “un marchio senza emozioni non è altro che merce anonima e ben oltre il 70% del comportamento del consumatore è emotivo, non razionale. Il nostro contributo è quello di sondare e integrare i bisogni profondi degli utenti nella costruzione del prodotto e della sua immagine. I bisogni profondi emozionali, infatti, sono diversi da quelli razionali e funzionali. Basta una vocale, un colore ‘incoerenti’ per comunicare erroneamente”.

    Inno2days è organizzato da Innovhub, l’azienda speciale per l’innovazione della Camera di Commercio di Milano, dalla Camera di Commercio di Pavia, da QUESTIO Regione Lombardia e da Enterprise Europe Network. A partecipazione gratuita (previa iscrizione a [email protected]) si svolgerà il 15 dicembre 2011 dalle 10 alle 17; ad interrompere la giornata ci sarà un pranzo a km zero per valorizzare il territorio e le sue risorse.

    http://inno2days.wordpress.com/

    SAVE THE DATE

    Inno2days

    15 dicembre 2011

    Camera di Commercio di Pavia – via Mentana, 27

    Iscrizione: [email protected]

  • Primo e-book in rete sulla politica condivisa


    Nell’era del web 2.0 anche la politica diventa condivisa: è uscito il primo e-book che raccoglie le testimonianze raccolte in rete su “Come colmare il divario tra la politica e le persone” e “Torino viene vissuta come una città estremamente creativa, ma nel contempo anche poco capace di sviluppare e trattenere sul proprio territorio le stesse idee da essa prodotte”. L’e-book, scaricabile dal ning http://cambiareinsieme.com, raccoglie le segnalazioni, i pareri, la rabbia e la passione verso una nuova forma di politica condivisa e dimostra come il web sia uno strumento che permette a chiunque il proprio parere, senza filtri e in totale libertà; i contributi riportati nell’e-book non hanno infatti subito alcuna forma di censura.
    Le due inchieste sono state promosse da Claudia Porchietto, candidata alla presidenza della provincia di Torino (al ballottaggio il 21 e 22 giugno), attraverso Facebook nell’aprile del 2009 e allargate poi su altri social media.

    Dalle risposte alla prima inchiesta emerge una delusione nei confronti dei politici, ma anche una forte voglia di riacquistare fiducia nella politica: “vogliamo aria nuova nella politica” dice Mario mentre Sergio pretenderebbe dai politici “credibilità, onestà, correttezza” perchè, pensa Claudia, “la politica non dovrebbe essere né di destra né di sinistra, è semplicemente di tutti”. Ci sono anche persone che, come Donato, sono completamente sfiduciate: “la politica fa male alla pelle”.
    Chi ha risposto a quest’inchiesta ritiene in genere che il divario politica-persone sia colmabile; se Angelo sostiene “vedo arduo colmare il divario” e Fabiana “il divario mai si sanerà”, molti altri si sono dimostrati più possibilisti. “Si può colmare” (Giampiero), “certamente si può e si deve colmare” (Agnese), “si deve colmare” (Virginia), “difficile forse, ma pur sempre possibile!” (Lorena). Qualcuno è invece decisamente ottimista: “tale divario effettivamente si colmerà” afferma Gianmaria.

    Per uscire dall’impasse della distanza della politica nei confronti della gente, chi ha risposto alla prima inchiesta dà qualche consiglio; primo tra tutti, quello di restare vicino ai cittadini e ai propri elettori: “politica con la gente, per la gente, tra la gente” suggerisce Franco, “amici dei cittadini” secondo Franco, “filo diretto tra la politica e il cittadino” afferma Stefania e “una politica al servizio del cittadino” consiglia Alessandro.
    Dice Emanuele A. G. ‘Credo che per avvicinare e colmare il divario, il metodo sia quello sportivo, ovvero il coinvolgimento. Rendendo partecipi le persone ai progetti e alle idee di chi ci governa, si creerebbe la condivisione o le critiche propositive che permettono di avere un avvicinamento ed un interessamento da parte della gente’.
    Le persone richiedono inoltre ai politici una maggiore vicinanza agli elettori e una maggiore normalità da parte dei politici perchè troppo spesso vengono visti come casta inavvicinabile e soprattutto coerenza con ciò che i politici dicono prima di essere eletti. “Non essere ‘casta’ tra ‘poveri mortali’” (Armando), agire “per il bene comune e non per se stessi prima e dopo le elezioni” (Paola), “alle parole seguano i fatti” (Bruno). Alex, come molti altri, consiglia di “coinvolgere i giovani”, elettori importanti e oggi troppo spesso scollati dalla politica.
    Questo divario deve quindi essere colmato; in fondo, come sostiene Carlo, “politica e persone non sono altro che due facce della stessa medaglia”.

    La seconda inchiesta, in appendice nell’e-book, riguarda la creatività di Torino e l’incapacità della città di sviluppare e trattenere sul proprio territorio le stesse idee che ha prodotto.
    Una causa di questa situazione è dovuta, secondo i piemontesi che hanno risposto, ad un atteggiamento diffuso di immobilismo tipico della città sabauda: Torino, dice Filippo, “‘bogia nen’, letteralmente non si muove”, mentre Paolo la definisce “ermetica, austera e discreta”. Ciò su cui concordano molti è il fatto che Torino sia poco valorizzata e poco comunicata: è “incentrata sul fare e non sull’apparire” (Marco), non lavora “sull’immagine della stessa” (Giancarlo), “non pubblicizza il risultato” (Barbara); i torinesi sono “molto bravi a fare e poco a vendere” (Angelo) e “non sfruttano a dovere le potenzialità” (Giacomo).
    Dice Federico B. ‘Eccessivo understatement e ridotta apertura al mondo esterno hanno provocato quest’incapacità a valorizzare le notevoli risorse di cui dispone. Un ruolo fondamentale in questo senso l’ha giocato, per troppo tempo, la presenza ingombrante di un soggetto monopolista che, come tale, non ha mai avuto interesse ad un reale sviluppo’.

    “Torino è stata la capitale di tutto ciò che è creatività”, afferma Luca, ma, sostiene Carlo, “le buone idee poi si sviluppano altrove e tornano all’origine soltanto negli ormai numerosi musei di cui è piena la città”. Questo perché “manca una classe dirigente che sia portatrice di innovazione” (Carlo) e perché Torino ha avuto “una dirigenza e un’imprenditoria spesso fuori dal mondo”. E’ su queste incapacità che bisogna lavorare, sostiene la maggioranza di chi ha risposto a questa seconda inchiesta, oltre che, come dichiara Rino, dare “massima fiducia ai giovani”, per far tornare Torino alle glorie del passato.

    http://cambiareinsieme.ning.com/profiles/blogs/al-ballottaggio-in-provincia

  • meglioinsieme.it – il portale dove tutti condividono tutto


    E’ in linea il sito meglioinsieme.it ( www.meglioinsieme.it ), un portale di notizie e annunci dedicati al tema della condivisione.
    L’obiettivo di meglioinsieme.it è stimolare e favorire un nuovo modello di relazioni, basato sul mettere a disposizione degli altri quello che abbiamo ma non utilizziamo completamente.
    Un tipico esempio di queste “disponibilità residue” è il concetto di car-pooling, cioè il formare degli equipaggi di persone che ogni giorno percorrono lo stesso tragitto per recarsi in ufficio o a scuola, ottenendo nel contempo un risparmio economico, minor traffico e inquinamento, meno stress per trovare parcheggio.
    Altra possibilità d’uso di meglioinsieme.it è l’usare in comune quegli utensili che è spesso necessario avere ma il cui uso si esaurisce in poche settimane o giorni, oppure in poche volte all’anno. Esempi di questi oggetti sono la motozappa, la falciatrice, l’idropulitrice, il compressore per verniciare, ecc…
    Tramite meglioinsieme.it è anche possibile mettere a disposizione il proprio tempo libero e le proprie capacità, per offrire soluzione ai piccoli problemi di tutti i giorni, dal portare a spasso i cani a dare lezioni private a fare la spesa per i nonni quando i nipoti sono in vacanza, oppure per trovare amici con i quali organizzare momenti di incontro, eventi sportivi, viaggi, ecc…
    meglioinsieme.it si pone quindi come punto di riferimento per la creazione di una comunità di persone che credono sia possibile mettere in comune oggetti, disponibilità, tempo libero e competenze, con l’obiettivo di ottenere dei vantaggi economici, ma anche e soprattutto una migliore qualità di vita e di relazioni.