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  • Clinica Odontoiatrica Villa: nuovo sito per il leader in Italia nell’implantologia a carico immediato.

    Con la volontà di rafforzare la propria presenza sul web la Clinica Ondontoiatrica Villa lancia un nuovo sito internet, completamente rinnovato e ricchissimo di contenuti utili.

    Oltre alle pubblicazioni specialistiche del Dottor Roberto Villa, sul nuovo sito trovano spazio i profili dettagliati di tutte le attività odontoiatriche portate avanti nelle Clinica Odontoiatrica Villa: implantologia, ortodonzia, odontoiatria estetica e attività di prevenzione. Grazie a questi nuovi contenuti sia gli utenti comuni sia i possibili futuri pazienti della Clinica potranno farsi un’idea precisa dei procedimenti e dei risultati che potranno attendersi.

    Inoltre sul sito è presente una vasta sezione dedicata ai casi clinici di successo, con una completa documentazione fotografica che testimonia l’efficacia dei metodi applicati dal dottor Villa e dal suo staff.

    Il nuovo sito della Clinica Odontoiatrica Villa rappresenta quindi uno strumento utile per chiunque sia alla ricerca di informazioni attendibili e approfondimenti sulle principali tecniche odontoiatriche.

    Anche se il sito internet è nuovo, la Clinica Odontoiatrica Villa opera nel settore della riabilitazione orale con impianti da più di vent’anni ed è diventata nel tempo un centro di eccellenza in questo settore, grazie al fatto di aver sviluppato tecniche sempre meno invasive e protocolli in grado di dare al paziente funzionalità ed estetica in brevissimo tempo. Oggi presso la Clinica odontoiatrica Villa si effettuano riabilitazioni parziali e totali con consegna del provvisorio al massimo in 24 ore dall’intervento chirurgico, anche in situazioni difficili e alle volte apparentemente impossibili. Il paziente viene poi seguito a 360° dagli odontoiatri della struttura per garantirgli la miglior soluzione implanto-protesica.

    Nell’ottica di una costante ricerca estetica a latere dell’implantologia la Clinica ha sviluppato professionalità che oggi sono in grado di offrire, anche nell’ambito della riabilitazione su denti naturali, soluzioni protesiche ad alto valore biologico ed estetico. Il servizio di ortodonzia si affianca ed appoggia gli altri rami della Clinica fornendo il corretto supporto ed approccio alla ricostruzione orale

    Venite a trovarci nel nostro nuovo sito per saperne di più sulla Clinica Odontoiatrica Villa e sui servizi che può offrirvi.

    Clinica Odontoiatrica Villa: quando la salute abbraccia la bellezza

  • La nuova frontiera della medicina estetica dice addio a bisturi, silicone e anestesia.

    Nice Care. Sicuramente belli.

    Modella e ringiovanisci il tuo corpo con le cellule staminali

    La nuova frontiera della medicina estetica dice addio a bisturi, silicone e anestesia.

    Nice Care è la società di servizi all’avanguardia negli interventi di chirurgia plastica e medicina estetica, creata e gestita direttamente da medici specializzati, senza intermediari commerciali. Comprende una “rete” di professionisti, presente su tutto il territorio nazionale, per garantire eccellenza, avanguardia e sicurezza nei trattamenti a corpo, addome, seno, viso e cute.

    Nice Care realizza un innovativo intervento di modellamento di seno, glutei, polpacci e di ringiovanimento di viso e mani, con le cellule staminali. Aspirando tessuto adiposo dal paziente, è possibile infatti ricavare cellule staminali autologhe – attraverso il sistema CellutionTM – e reintrodurle nel corpo per riempire volumi, correggere difetti o ricostruire tessuti, in modo armonico.

    La portata rivoluzionaria di questa tecnica ha numerosi vantaggi: l’assenza di protesi e materiali artificiali evita l’impiego di anestesia generale, bisturi e cicatrici. Per questo, il decorso post-operatorio è rapido e indolore, riducendo al minimo gli “effetti indesiderati”.

    Con Nice Care, ritrovare fascino significa seguire un percorso in sicurezza: l’eccellenza dei risultati è data da alta professionalità dei medici, avanguardia delle competenze, qualità delle strutture sanitarie, assistenza al paziente e rapido ritorno al sociale.

    Per informazioni: http://www.mastoplastica-con-staminali.com/

  • Clandestini denunciati dai medici, De Pierro lancia allarme epidemie


    Roma – “Gli italiani devono avere paura del provvedimento per le conseguenze non prevedibili che potrebbe avere a livello sanitario e non degli immigrati”.
    E’ quanto sostenuto da Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, sulla tanto discussa questione riguardante la facoltà da parte dei medici di denunciare i cittadini immigrati che non siano in possesso di permesso di soggiorno. Una storia iniziata lo scorso 5 febbraio con l’approvazione del disegno di legge nelle aule del Senato e, a quanto pare, stimata come interminabile, date le conseguenze causate dall’audace proposta. Prima il dissenso dei medici, poi quella dei responsabili delle associazioni di categoria, e ancora il dietro front dei rappresentanti parlamentari di maggioranza che, con una mossa temeraria passano dall’ “obbligo” di denuncia alla “facoltà”.

    “Il provvedimento in questione – dichiara De Pierro – ha, a mio avviso, una duplice ritorsione. Da un lato la paura scaturita da un’eventuale denuncia porterebbe gli extracomunitari a non curarsi. E in questo caso potremmo tranquillamente parlare di omicidio istituzionale. D’altro canto si tratterebbe di un disegno di legge che ha una forte ripercussione a livello sociale poiché genera una diffusione di patologie che possono avere conseguenze davvero dannose come il contagio di altre persone, e quando parlo di altre persone mi sembra chiaro che faccio riferimento a tutti quegli italiani che potrebbero essere contagiati a loro insaputa. Insomma questo provvedimento potrebbe divenire un pericoloso fattore scatenante di epidemie”.

    “Il nulla osta concesso a una decisione di tale portata – aggiunge il presidente dell’Italia dei Diritti – comporterebbe un notevole aumento di casi definibili veri e propri omicidi di Stato. Non dimentichiamo, poi, quanto accaduto qualche giorno fa: una ragazza malata di tubercolosi ha omesso di farsi curare a causa di un provvedimento che, e i fatti lo dimostrano, ha solo conseguenze deleterie. E’ necessario, quindi, ritirare un Ddl che, oltre a suscitare clamore tra gli animi dell’opinione pubblica e gli interessi dei partiti politici, ha delle ripercussioni sulle quali si è cercato di stendere il velo pietoso dell’omertà. E’ ora di uscire allo scoperto e di occuparsi della realtà in quanto tale. Il disegno di legge, tanto sponsorizzato dal partito leghista così come finemente criticato dal presidente della Camera Gianfranco Fini, provoca inguaribili epidemie, oltre che prevedibili omicidi di Stato”.

  • De Pierro, mobbing causa un terzo delle malattie nel pubblico impiego


    Roma – “Dopo l’entrata in vigore dell’ormai famoso decreto Brunetta ci siamo attivati con il movimento per evidenziare tutti i fattori influenti negativamente sul personale al quale il provvedimento è rivolto.
    Non sappiamo, ma alla luce dei fatti riteniamo di no, se il ministro Brunetta sia a conoscenza di un fenomeno denominato mobbing che, purtroppo in maniera molto diffusa, affligge parte del personale della Pubblica Amministrazione”. Parole pesanti quelle pronunciate da Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, che hanno come unico bersaglio il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, reo di una politica propagandistica di caccia alle streghe (valga su tutte la lotta ai “fannulloni”), ma ignaro o peggio ancora del tutto indifferente ai reali problemi che attanagliano l’amministrazione pubblica, troppo spesso protagonista di episodi spiacevoli. Tra questi la pratica del mobbing sul posto di lavoro.

    Afferma De Pierro, da sempre sensibile e attento a portare alla luce questi esempi di cattiva governance: “Dalla nostra inchiesta, fatta di sondaggi e interviste, è emerso che parte delle patologie lamentate dai dipendenti traggono origine dalla pressione psicologica e dalle vessazioni subite sul luogo di lavoro. A tutto ciò – prosegue – va aggiunto anche un discreto numero di disturbi che gli impiegati sono costretti a volte ad accusare per sfuggire ai deprecabili e biasimevoli comportamenti legati al fenomeno in questione”.

    Altro aspetto inquietante della vicenda riguarda le azioni mobbizzanti a cui molto spesso sono sottoposti i rappresentanti delle forze dell’ordine, anche in virtù dei delicatissimi compiti a cui devono adempiere nell’esercizio del proprio mestiere: “Non è un caso – chiarisce De Pierro – che nell’Arma dei Carabinieri si registrino numerosi casi di suicidio. Dalla nostra inchiesta sono emersi soprusi che definirei agghiaccianti e che spesso i malcapitati non denunciano per paura di ritorsioni o per la complessità che comporta una citazione in giudizio su questo tema. Tra l’altro, il mobbing spesso va ad agire sulle condizioni psico-fisiche: per chi ha in dotazione un’arma è sempre un rischio dichiarare tali patologie per ovvi motivi di opportunità che metterebbero in discussione il mantenimento stesso del posto di lavoro”.

    Dai risultati in possesso dell’Italia dei Diritti, ottenuti con una specifica inchiesta, si desume un dato allarmante: circa un terzo delle patologie lamentate dagli impiegati della P.A. è causato direttamente o indirettamente dal mobbing. “Noi come movimento – sottolinea il presidente De Pierro – chiediamo al ministro Brunetta di prendere in considerazione e approfondire tale fenomeno, e successivamente attivarsi affinché venga, se non debellato, almeno arginato il più possibile. Tra quegli impiegati «fannulloni» che sono stati lo slogan propagandistico della campagna di Brunetta figurano persone che quotidianamente vengono a contatto e in contrasto con superiori o pari grado che hanno seri disturbi dei tratti di personalità. Pertanto con il loro atteggiamento condizionano pesantemente il buon funzionamento della Pubblica Amministrazione”. Chiaro il riferimento al mobbing verticale o bossing che si esercita quando l’attività persecutoria è condotta da un superiore verso un subordinato per screditarlo e costringerlo alle dimissioni.

    “Auspico – conclude polemicamente De Pierro – che il ministro si renda conto del doppio disagio a cui viene sottoposto un dipendente vessato da un lato dai mobber e dall’altro da un accanimento deciso dello Stato nel penalizzare l’evolversi clinico delle patologie accusate, un diritto garantito dall’articolo 32 della Costituzione ma che sembrerebbe, in questo frangente, palesemente disatteso”.