Tag: chirurgia plastica

  • Star e starlet pentite del “ritocchino”?! “Ma mi faccia il piacere !“ (Totò

    Che la chirurgia estetica sia un aiuto per prolungare la carriera delle belle di Hollywood (ma anche di Cinecittà…) è ovvio.

    Che alcune lo vogliano tenere nascosto, è scelta personale, non condivisa in quanto riteniamo non vi sia nulla di “peccaminoso”,anzi, aizzano solo i cacciatori di scoop ad intromettersi nella loro vita con la scusa appunto del “colpo” giornalistico / scandalistico / gossipparo per far aumentare le vendite dei rotocalchi.

    Anche perché sono ben pochi gli interventi di chirurgia estetica facili da nascondere.

    Quello che infastidisce sono le sparate (tipo outing) sul successivo pentimento del ricorso al ritocchino (o ai ritocchini…).

    Per un semplice motivo: sono falsi pentimenti ! Lo scopo è prettamente di marketing / pubblicità, ossia far parlare di sé in un momento di abbassamento dell’indice di popolarità e con esso della capacità contrattuale per i lauti cachet per il loro ingaggio

    Quindi l’obiettivo reale è far di nuovo parlare di sé aumentando il (finto) “gossip scandalistico / pentimentoso” per avere un punto d’appoggio forte su cui far leva per il compenso per lo spot o la comparsata Tv ecc.

    Infatti se si fossero pentite realmente del ricorso (a volte fino all’abuso) alla chirurgia plastica estetica, ed anche della medicina estetica (iniezioni di filler, Botox ecc) perché non pagare pegno ? Si sa che ad ogni atto di pentimento fa seguito una “punizione” che serve a dimostrare nel concreto il pentimento, la svolta, l’inversione di strada intrapresa, ed ecco che suggeriamo loro di donare in beneficenza tutti quei quattrini ! (“frutto del peccato!”)

    Piccola riflessione aggiuntiva: se consideriamo il cambio di Euro e Dollaro con le valute dei Paesi più bisognosi ecco che le cifre diventerebbero dei veri e propri tesori

    Altrimenti ad ogni loro esternazione di ‘pentimento’ scomoderemo il grande Totò citando e urlando: “Ma mi faccia il piacere !“ perché nessuno è disposto a crede che davanti ad uno specchio le “ritoccate” dicano: “Che schifo ‘sto seno nuovo!”, o “Caspita, stavo meglio col sedere basso e floscio !“, oppure “Ma chi ha detto che le smagliature e la cellulite sono poi così antiestetiche !“. Ovvio che ci riferiamo a coloro che si sono sottoposte a chirurgia ESTETICA e non a quella chirurgia che i canoni estetici non li conosce e gonfia seni e labbra fino a farli diventare davvero degni di pentimento.

    Emiliano Dix.

  • Chirurgia plastica: evoluzioni e tendenze

    Come è emerso durante il IV Congresso dedicato alla sicurezza nella medicina estetica la tendenza che gli esperti indicano come quella vincente è sicuramente quella che riguarda l’attenzione ad una “bellezza etica” che punti al rispetto della persona, della sua armoniosità e delle sue proporzioni in tutti i sensi. E se il rispetto della persona viene segnalato come il principio base per operare nell’estetica un’altra linea guida è sicuramente quella della mininvasività, di una chirurgia quindi attenda al dettaglio e a non lasciare il segno del suo passaggio. Un obiettivo che si allarga sempre più grazie, anche all’interno di ogni singola casa di cura privata, alle numerosissime evoluzioni tecnologiche e miglioramenti scientifici che costantemente elaborano nuove tipologie di intervento. Sicuramente però alla bellezza non può essere sacrificata la sicurezza perché non si possono correre inutili rischi e soprattutto è compito del medico quello di mediare tra le aspettative del paziente e la realtà.

    Molti sono i fattori che devono essere presi in considerazione quando si parla di chirurgia estetica, non si deve infatti cercare di soddisfare il cliente in tutti i modi anzi, bisogna dissuaderlo da determinati interventi che a lungo andare potrebbero essere dannosi alla sua salute o potrebbero causare conseguenze sgradevoli sia a livello estetico che a livello emotivo.

    Le tecniche di chirurgia latina e in qualsiasi altra città che vengono utilizzate non possono essere applicate in maniera univoca a tutti i pazienti ma bisogna sondare caso per caso sia la fisicità che la sensibilità di una persona, cercando ance di prevedere quali potrebbero essere le conseguenze di determinate operazioni.

    Uno degli interventi più richiesto tra i servizi casa di cura a livello di chirurgia estetica è sicuramente la mastoplastica per l’ingrandimento del seno. Sebbene molte volte venga affrontato con leggerezza questo intervento deve essere preceduto da diversi controlli fisici, sia di radiologia che sanguigni, sia da sedute psicologiche e valutati che aiutino a valutare le migliori condizioni in cui intervenire quali sono le aspettative della paziente che possono essere soddisfatte e quali altre no.

    Un altro fattore fondamentale che bisogna prendere in considerazione oltre alla valutazione se positiva o negativa dell’intervento è sicuramente quello che riguarda la scelta delle protesi da innestare. Innanzitutto è fondamentale non innestare grasso in pazienti che hanno familiarità o predisposizione genetica a tumori e affini, per evitare inutili rischi. Inoltre accurata deve essere la scelta tra protesi a goccia o tonde, scelta che deve essere ponderata attraverso la valutazione di diversi fattori concomitanti che interagiscono tra loro: altezza, età, peso, proporzioni, conformazione anatomica. Proprio l’età e la conformazione anatomica che è succube di diversi fattori fanno infatti si che si possa sperimentare sulle forme e sulle proporzioni in modo da poter avere un risultato il più soddisfacente e naturale possibile. Inoltre negli ultimi anni gli ottimi risultati ottenuti con l’utilizzo del filler e della tossina botulinica nel viso hanno fatto si che queste sostanze vengano utilizzate anche nel seno con soluzioni innovative, sulle quali verrà a breve pubblicato uno studio specialistico.

    A cura di Martina Celegato

    Prima Posizione srl

    Lead generation

  • Mastoplastica Additiva. La pianificazione dell’Intervento è Fondamentale per Ottenere i Migliori Risultati Estetici.

    La mastoplastica additiva è l’intervento finalizzato all’aumento del volume delle mammelle. E’ molto importante in questo tipo di intervento, durante i colloqui preoperatori, capire quelli che sono i desideri reali della paziente e vedere se questi sono realizzabili sulla base della situazione anatomica presente.

    Mi spiego meglio: una paziente potrà desiderare un seno un po’ più grande o molto più grande, che abbia una forma rotonda o una forma a goccia, una forma anatomica.

    Questi desideri e possibilità vanno verificati con quella che è la situazione anatomica di partenza, per cui se un seno è centrato faremo un certo tipo di valutazione, a seconda che il seno sia rilassato a causa di numerose gravidanze piuttosto che da allattamenti o dimagramenti e che la cute si presenti elastica oppure anelastica.

    E ancora: il seno potrà essere modesto, quasi inesistente oppure piuttosto abbondante.

    Incrociando quindi la situazione anatomica di partenza con i desideri della paziente possiamo pianificare un intervento operatorio che è veramente personalizzato e quindi potremo decidere di mettere un certo tipo di protesi piuttosto che un’altra: protesi rotonda o a goccia. La selta della protesi va fatta con la paziente in quanto queste hanno gradi di proiezione diversi.

    L’accesso per l’esecuzione dell’intervento potrà avvenire dal solco mammario oppure da un piccolo taglietto attorno all’areola. il piano di inserimento della protesi potrà essere retroghiandolare, cioè dietro alla ghiandola mammaria oppure potrà essere retrofasciale, dietro a una fascia sottilissima che è la fascia del muscolo pettorale oppure ancora retromuscolare, cioè dietro il muscolo pettorale.

    Quindi nella mastoplastica additiva, più che per altri interventi, sono molto importanti i colloqui preoperatori perché esistono molte varianti tecniche e tanti tipi di protesi per cui una attenta e corretta pianificazione è fondamentale per il buon esito dell’intervento.

    Dott. Luca Cravero
    Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica
    Via Freidour, 1 – 10139 Torino
    Tel. 011 7719077
    Cell. 339.2867797
    www.chirurgiaplastica.us

  • Miniaddominoplastica per eliminare la flaccidità e l’eccesso di tessuto adiposo

    La miniaddominoplastica è simile all’addominoplastica, ma di minore entità dal punto di vista chirurgico e permette un recupero funzionale più veloce (vedi foto prima e dopo).

    L’indicazione è soprattutto per persone con un modesto rilassamento cutaneo e rilasciamento della muscolatura limitati alla sola regione sottoombelicale.

    La cicatrice risultante è simile a quella dell’addominoplastica, ma più corta. Inoltre non vi è alcuna cicatrice ombelicale. L’intervento può essere effettuato in day surgery.

    L’addominoplastica è invece utile quando il rilassamento cutaneo è più evidente. In entrami i casi i risultati possono dare molte soddisfazioni sia nell soggetto femminile che maschile.

    E’ anche possibile associare la lipoaspirazione all’addominoplastica nei quadranti superiori dell’addome, in modo che la cute sia assottigliata, non solo tirata.

    Dopo l’intervento, per circa una settimana, è necessario camminare con una posizione lievemente flessa dell’addome sul bacino per non mettere in tensione la cicatrice, inoltre la notte è preferibile, per lo stesso motivo, posizionare un cuscino sotto le ginocchia.

    Dott. Luca Cravero
    Specialista in Chirurgia Plastica ricostruttiva ed Estetica
    Via Freidour, 1 – 10139 Torino
    Tel. 011 7719077
    Cell. 339.2867797
    www.chirurgiaplastica.us

  • Chirurgia plastica estetica per il seno: non solo mastoplastica additiva.

    Quando si parla di seno, inteso come ghiandola mammaria, e chirurgia plastica estetica, non si può evitare di pensare alla mastoplastica, ed in particolare alla mastoplastica additiva; le cosiddette “tette rifatte” nel gergo comune, e in questo caso pure volgare…

    Ma non è solo nel campo dell’aumento del seno che la chirurgia plastica fa molto per il seno femminile, ma anche molti altri “piccoli” problemi vengono trattati con successo anche se in percentuale sono sicuramente meno del 5%, contro il 90% della mastoplastica additiva e del 5% di quella riduttiva (cifre indicative).

    Prima di iniziare la delucidazione di questi altri difetti è necessario una brevissima “lezione di Anatomia” per avere ben chiaro tutti i termini e le ubicazioni delle parti che andremo a citare.

    La ghiandola mammaria è una ghiandola esocrina, cioè che secerne il suo prodotto (latte) all’esterno del corpo, contrariamente, ad esempio, alle ghiandole surrenali, che sono endocrine, in quanto l’adrenalina da esse prodotta rimane interna al corpo.

    Ha una struttura bulbo alveolare ed è situata nella regione anteriore del torace, tra la terza e la sesta costola.

    Internamente la mammella è composta da acini e tubuli, riuniti in gruppi chiamati lobuli, a loro volta raggruppati nei lobi.

    I tubuli sono micro canali che uniscono gli acini, e confluiscono in canali a maggiore portata chiamati dotti galattofori o lattiferi che sboccano poi nel capezzolo attraverso i pori lattiferi da cui i neonati succhiano il latte nei primi mesi di vita, fino allo svezzamento.

    Unici muscoli presenti sono quelli attorno ai dotti lattiferi per espellere il latte e quelli nel capezzolo per ergerlo.

    La forma e la consistenza del seno dipendono da vari fattori non solo dalla quantità di lobi, quali la quantità di tessuto adiposo e lo sviluppo del muscolo gran pettorale su cui poggia.

    Ovviamente la costituzione fisica, in particolare quella del torace, il patrimonio genetico e il maggiore o minore utilizzo, ossia il numero di allattamenti per ogni figlio concepito sono altri fattori che ne determinano la forma e la consistenza nel corso della vita.

    Altro componente è ovviamente la pelle; sembrerà sciocco ma la tonicità ma soprattutto l’elasticità di questa sono un fattore molto importante per un seno più o meno sodo e tonico !

    Ovviamente non esiste il seno standard o il seno perfetto ! Tutto dipende dalla cultura dell’area geografica in cui si vive e dalle mode.

    Inutile dire del periodo delle “maggiorate” poi passate di moda col ritorno in auge del seno dalle forme meno prosperose fino ad arrivare al seno androgeno, piccolo, per poi ricominciare con il ritorno delle maggiorate…

    La forma più canonica è quella emisferico-conica, con una zona centrale dal diametro variabile dai 2,5 cm finanche ai 10cm detta areola,con pigmentazione più marcata, ed al centro dell’areola si trova il capezzolo.

    Stessa terminologia si ha per gli uomini, solo che la loro mammella non si sviluppa in quanto la funzione riproduttiva del maschio non prevede l’allattamento.

    Ora entriamo nel vivo degli altri problemi che condizionano non poco la psiche femminile, oltre a quello delle dimensioni, abbiamo infatti:

    – l’ectopia (dal greco: ek = fuori e Tòpos = luogo) ossia la disposizione scorretta di uno o entrambi i complessi areolare-capezzolo nella mammella;

    – la politelia (sempre dal greco: poli = molti e Thélé = capezzolo ) quindi la presenza di due o più capezzoli per ogni singola mammella;

    – l’asimmetria che può essere di dimensione o di altezza o entrambi i fattori;

    – ed il capezzolo introflesso (ossia che non sporge rispetto al piano areolare).

    Ectopia.

    Come accennato in precedenza per questi casi si è in presenza di areola e capezzolo o anche uno solo di loro in una posizione non canonica, ossia nei pressi del centro della cuspide mammaria, normalmente tale diversa disposizione è lungo la così definita “linea del latte”.

    Politelia.

    Qui siamo in presenza (come da significato etimologico del termine) di più capezzoli con o senza areola e più o meno sviluppati.

    Ciò deriva dalla fase embrionale quando tra il secondo ed il terzo mese nei feti si sviluppano gli elementi ghiandolari mammari, con successiva regressione di tali formazioni, però se tale regressione non è completa, residuano alcuni foci ectodermici, che nella fase puberale possono originare appunto un numero maggiore di capezzoli.

    Tale problema è maggiormente presente nei maschi !

    Questo difetto è classificato a seconda che siano o meno presenti tutti e tre gli elementi che costituiscono una mammella; avremo quindi:

    – polimastia, se la politelia oltre che al capezzolo presenta l’areola ed il tessuto ghiandolare;

    – con solo tessuto ghiandolare ed areola;

    – col solo tessuto ghiandolare;

    – capezzolo, areola e tessuto adiposo a sostituzione di quello ghiandolare;

    – il solo capezzolo, politelia vera e propria;

    – la presenza della sola areola ossia politelia areolare.

    Non bastasse, questa anomalia può presentare anche un ciuffo di peli.

    Capezzolo introflesso.

    Si intuisce che qui il capezzolo non sporge, ma rimane “imprigionato” all’interno della mammella essenzialmente per una ridotta lunghezza dei dotti galattofori.

    Oltre al danno estetico e psichico di un seno “monco” qui siamo anche in presenza di una insufficienza funzionale che non consente l’allattamento al seno.

    La correzione oltre che per ovvi motivi estetici, visto che non si può recuperarne la funzionalità, è anche dovuta ad una migliore ed efficace fase igienica del seno.

    L’intervento più comunemente applicato e che si può effettuare anche in anestesia locale, prevede l’incisione di areola e capezzolo lungo il diametro orizzontale e nello “scollare” i tessuti e i dotti galattofori troppo corti per “estrarre” il capezzolo.

    Con l’anestesia locale non è necessaria degenza, l’effetto è immediato, e la sensibilità del complesso areola capezzolo è mantenuta, salvo durante i primi giorni post-operatori, ove diminuisce. Anche la capacità a contrarsi dell’areola nella stragrande maggioranza dei casi è mantenuta.

    Asimmetria mammaria.

    Per i casi in cui lo sviluppo del seno è difettoso, la maggior parte delle volte il tutto è da attribuirsi al patrimonio genetico che nella fase puberale-adolescenziale non permette il completo sviluppo del seno (amastia) o un suo sviluppo scarso (ipomastia).

    Per i casi in cui tali difetti sono acquisiti le cause sono essenzialmente di tipo traumatico o derivanti da interventi chirurgici o da radioterapia.

    Qui si può intervenire in due modi: aumentando la mammella scarsa o riducendo quella più abbondante.

    La difficoltà sta nel fatto che si interviene su una sola delle due mammelle quindi il chirurgo dovrà prevedere gli “aggiustamenti” della fase post operatoria dei tessuti operati per evitare che il seno risulti comunque asimmetrico.

    Precisiamo che i seni non sono contrariamente a quanto si pensi, sempre “gemelli identici”, ma anzi sono più spesso asimmetrici, ciò può portare anche ad un maggior sex-appeal, quando tale difetto richieda strumenti di misura o l’occhio attento e clinico di un chirurgo estetico.

    Il problema è invece particolarmente avvertito (se macroscopico) nella fase adolescenziale, visto che non si va al supermercato a seno nudo, quando, oltre ai problemi tipici del periodo, l’avere anche un seno palesemente asimmetrico comporta difficoltà insormontabili nella vita di relazione con la nascita dei primi flirt ed innamoramenti.

    Gabriele Goldoni

    Uff. Relazioni col Pubblico

    DermoMedical

    [email protected]

  • Lifting viso

    Il sogno della maggior parte delle persone è la bellezza eterna, la possibilità di rimanere giovani e piacenti nonostante il trascorrere del tempo, nemico numero uno della nostra pelle e del nostro corpo. La ricerca della bellezza e del benessere non devono tuttavia spingersi oltre, verso la paranoia o diturbi simili alla dismorfofobia, patologia a causa della quale vediamo sul nostro corpo apparire deformazioni assolutamente inesistenti e mostruose. L’invecchiamento, poi, è il cruccio della maggior parte delle persone, specie delle donne che dai 40-45 anni iniziano a pensare ad interventi un pò più invasivi delle semplici creme antirughe, come filler e riempimento, fino al lifting al viso.
    Il lifting del viso consente di migliorare l’aspetto del volto eliminando le rughe e le borse, aumentando il tono muscolare, rimuovendo l’eccesso cutaneo ed eventualmente parte del grasso che, con il passare del tempo, tende ad accumularsi sotto al mento, ai lati della bocca e sulle guance, appesantendo i lineamenti. E’ possibile effettuarlo in qualunque periodo dell’anno , anche se è preferibile evitare il periodo estivo, poichè in seguito al lifting non è possibile esporsi al sole per ben quattro settimane. Durata e risultati dell’intervento possono essere stabiliti solo in base a fattori come l’età, l’alimentazione, le abitudini come il fumo che andrebbe evitato per almeno due settimane prima e dopo l’intervento. A questo occorre aggiungere che dopo l’intervento sono necessarie 24 – 48 ore di riposo a letto, poi si possono gradualmente riprendere le normali attività lavorative. Un makeup leggero può essere applicato dopo 3-4 giorni, mentre per doccia o lavaggio dei capelli è consigliabile attendere 2-3 giorni, mentre le attività sportive potranno essere riprese dopo 2 – 3 settimane. La semplicità dell’intervento non deve trarre in inganno, nel senso che esistono una serie di effetti collaterali da prendere in considerazione, come gli ematomi ed il rischio di infezioni, seppure lievi. E’ possibile seguire le fasi dell’intervento ed avere tutte le informazioni necessarie cliccando qui.

  • Chirurgia estetica: qual è la scelta giusta

    La società attuale non è più quella che da illustri sociologi è stata definita l’età della bellezza e dell’apparenza, anzi le tendenze attuali sembrano riconfermare un ritorno alla profondità e al valore della persona in generale, piuttosto che alla pura esteticità, fenomeno in larghissima diffusione nelle grandi metropoli e soprattuuto nelle regioni settetntrionali, sia italiane che europee. Questo non significa che sia venuto meno il gusto per l’estetica e l’esteriorità, che continua a rivestire, specie nel nostro Paese un ruolo davvero rilevante. Tuttavia, è cambiata la percezione del rapporto fra interiorità ed esteriorità. Ed è su questo nuovo rapporto che sembrano basarsi le nuove tendenze della chirurgia estetica, improntata ad una nuova filosofia: non più e solo apparire ma stare bene con sè stessi. Deformità e difetti fisici di diversa natura e forma, possono rendere particolarmente difficile la convivenza con il proprio corpo, con la società intera e possono compromettere le relazioni rivolte verso l’esterno, il rapporto con gli altri. La chirurgia estetica attuale si è sviluppata non più come strumento di perfezionamento, ma come cura ed intervento che permetta di aiutare le persona a convivere bene con sè stesse. Non è un caso se all’interno della Chirurgia Plastica ed Estetica convivono nuove forme come quella della Chirurgia Ricostruttiva, di cui la ricostruzione mammaria è solo un esempio.
    All’interno di questo rinnovato contesto è, tuttavia, difficile, trovare specialisti di cui non solo sia possibile provare competenza e professionalità, ma pure sensibilità, rispetto e sensibilità nei confronti del paziente.
    Fra gli specialisti, presenti a Napoli, ad esempio è possibile segnalare il Dott. Ivan La Rusca, specialista in Chirurgia Estetica e Plastica, Ricostruttiva, della Mano ed attivo in una serie di cliniche convenzionate con il SSN, oltre a quelle private.

  • Tumore della pelle e cicatrici sul volto

    E’ bene distinguere i tumori della pelle in due grandi tipologie: epiteliomi e melanomi, entrambi mortali e pericolosi se non adeguatamente trattati, entrambi di solito causati da un’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti.
    L’epitelioma è il tumore che ha origine dall’epidermide, mentre il melanoma è quello che ha origine dai melanociti, le cellule che producono la melanina, il pigmento da cui deriva il colore della pelle. quello più comune è senza dubbio l’epitelioma, che come il melanoma è facilmente individuabile dal paziente stesso e sul quale è facile intervenire facilmente, anche per quanto riguarda la fase di ricostruzione.
    Per tumori di piccole dimensioni, è spesso sufficiente la chiusura immediatamente successiva all’eliminazione attraverso una cicatrice lineare realizzata con punti riassorbibili e quindi impercettibile.
    Nei casi più gravi è necessario utilizzare lembi della pelle o innesti cutanei. In casi come questi, è sempre più frequente il ricorso al chirurgo plastico piuttosto che al dermatologo: per l’80% dei casi l’epitelioma compare sul viso, pertanto, specie per le donne si rivela particolarmente importante eliminare ogni traccia e cicatrice.

  • Rinoplastica e setto nasale deviato

    Uno dei problemi più diffusi, specie nella respirazione e per gli uomini, causa di fastidiose manifestazioni come il russare, è quello rappresentato dal setto nasale deviato che provoca difficoltà nella respirazione. E’ possibile intervenire dopo i diciotto anni di età, ovvero solo a conclusione dell’età dello sviluppo quando è possibile modificare le cartilagini della punta del naso, attraverso l’intervento di rinosettoplastica.
    Ben diverso è lo scopo della rinoplastica vera e propria: quale ad esempio quello di modellare la punta del naso, ridurre le dimensioni, modificare la forma e l’aspetto dello spazio tra labbro superiore e narici. Pertanto altrettanto diverse saranno le forme di intervento: ad esempio, la tecnica della rinoplastica aperta viene adoperata per rimodellamenti più complessi come quello dell’osso del naso.
    L’intervento è di durata breve, circa due ore, e non lascia cicatrici, inoltre la degenza in ospedale è consigliata solo in casi particolari. Nella maggior parte dei casi, vi sono specialisti senza scrupoli che effettuano l’intervento anche su adolescenti che non abbia ancora terminato lo sviluppo, compromettendone seriamente lo stato di salute ed innescando complessi meccanismi relativi alla personalità e all’accettazione di sè. E’ sempre bene consultare uno psicologo prima di decidere per una rinoplastica, specie quando si è molto giovani ed animati da un senso estetico assoluto, piuttosto che da necessità fisiche o da valutazioni realistiche e concrete del proprio aspetto.

  • Traumi nervi digitali

    Una delle patologie più diffuse e soprattutto più difficili su cui intervenire, nonostante l’apparente semplicità, è quella della lesione ai nervi digitali.
    Nel caso di una lesione ad un nervo si ha la perdita della sensibilità nell’area ed in caso di lesioni alte (avambraccio) la perdita delle funzioni motorie dell’area precdentemente innervata. In casi del genere, il trattamento chirurgico della lesione è necessarioper recuperare in maniera completa la funzionalità. Le metodiche impiegate sono varie. Se non c’è perdita di sostanza, allora è possibile suturare direttamente i due monconi, altrimenti si possono usare degli innesti per poter ricostruire il nervo interessato.
    Quando un nervo viene riparato, sebbene le fibre ricrescano alle estremità, non è possibile recuperare immediatamente la sensibilità. Occorrono alcuni mesi di riposo. Poichè a ricrescere prima sono le fibre meno sofisticate, inizialmente è possibile anche avvertire una spisacevole sensazione di dolore a contatto col caldo ed il freddo, che, tuttavia, passa dopo un paio di settimane.
    E’ bene ricordare che il risultato delle riparazioni nervose è solitamente sempre buono, benchè l’innervazione non recuperi mai totalmente ma solo fino al 90%. Info