Tag: Cattaneo Flavio

  • Flavio Cattaneo, Terna inserita negli indici Stoxx Esg per l’impegno ambientale

    A distanza di pochi giorni dalle conferme negli indici di Dow Jones e FTSE4Good, Terna ottiene un ulteriore riconoscimento dagli STOXX Global ESG Leaders Indices. Per il secondo anno consecutivo infatti la società che gestisce la rete elettrica italiana, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, è presente negli indici realizzati dalla società STOXX Limited che, sulla base delle performance di sostenibilità, selezionano 307 aziende tra i 1.800 titoli presenti nel paniere internazionale di partenza, lo STOXX Global 1800 Index. Una scelta aziendale, ma soprattutto un riconoscimento esterno che sancisce la leadership italiana ed internazionale in termini di sostenibilità di Terna, unica utility italiana capace di essere presente nei tre indici che compongono l’indice generale.

    Terna e Sostenibilità sono sempre più sinonimi. Ma non solo perché si tratta di una precisa scelta aziendale ma in quanto sono i riconoscimenti, continui, che arrivano dall’esterno a sancire la leadership italiana ed internazionale in termini di sostenibilità dell’azienda che gestisce la rete elettrica nazionale. Così accade che a distanza di pochi giorni dalle conferme negli indici di Dow Jones e FTSE4Good, la sostenibilità di Terna ottenga un ulteriore riconoscimento dagli STOXX Global ESG Leaders Indices.

    Per il secondo anno consecutivo infatti Terna, guidata da Flavio Cattaneo, è presente in questi indici realizzati dalla società STOXX Limited che, sulla base delle performance di sostenibilità, selezionano 307 aziende tra i 1.800 titoli presenti nel paniere internazionale di partenza, lo STOXX Global 1800 Index. Non è cosa di poco conto se analizziamo che questi indici si caratterizzano per la trasparenza nei criteri di selezione, basati su indicatori suggeriti dall’EFFAS (European Federation of Financial Analysts Societies) e dalla DVFA (Society of Investment Professionals in Germany), e nei punteggi attribuiti dall’agenzia di rating Sustainalytics alle società esaminate.

    In termini di punteggio si evidenzia ancor più questo successo: con 91,6 punti su 100 nell’Environmental rating, 89,8 nel Social rating e 99,2 nel Governance rating, Terna è una delle 99 aziende – e unica utility italiana – che possono vantare l’inclusione in tutti e tre gli indici, a testimonianza della solidità del suo impegno e di un’eccellenza su tutti i fronti della sostenibilità. Sono in totale 5 le aziende italiane e 5 le utillity a livello mondiale presenti in tutti e tre gli indici mentre sono 10, compresa Terna, le aziende italiane incluse nello STOXX Global ESG Leaders.

    FONTE: Terna

  • Flavio Cattaneo, Nomura ha selezionato Terna tra le 5 migliori aziende del comparto della pubblica utilità in Europa

    Terna è stata selezionata dagli analisti giapponesi di Nomura tra le 5 migliori aziende del comparto della pubblica utilità in Europa. Gli esperti di Nomura ritengono che gli interessi del Governo italiano nel rendere più efficiente e meglio interconnesso il sistema elettrico nazionale possano sostenere la crescita della società guidata da Flavio Cattaneo e ipotizzano un dividendo stabile per i prossimi anni con una cedola tra le più ricche nell’ambito del comparto europeo.

    Recentemente Nomura ha selezionato Snam e Terna tra le 5 migliori aziende del comparto della pubblica utilità in Europa. In particolare per quello che riguarda Terna gli esperti di Nomura non solo ritengono che gli interessi del Governo italiano nel rendere più efficiente e meglio interconnesso il sistema elettrico nazionale possano sostenere la crescita della società guidata da Flavio Cattaneo ma ipotizzano anche un dividendo stabile per i prossimi anni con una cedola tra le più ricche nell’ambito del comparto europeo. Anche Enel recentemente si è guadagnata il giudizio positivo di alcuni broker, Bank of America ad esempio ha incrementato il target price fornendo una indicazione di acquisto, valutazione analoga a quella di societé Generale che non ha tuttavia fornito un prezzo obiettivo.

    Terna ha inviato nel corso delle ultime settimane alcuni interessanti segnali di rialzo, prima superando le medie mobili a 100 e 200 giorni, praticamente coincidenti in area 2,75, poi lasciandosi alle spalle, il 7 settembre con una evidente accelerazione rialzista, la linea discendente disegnata dal top di maggio. Il prossimo banco di prova significativo per testare la consistenza dell’uptrend anche in un’ottica di suo sviluppo nel medio termine si colloca a 3,06 euro, quota coincidente con il top di marzo e con il 61,8% di ritracciamento del ribasso dai massimi di maggio 2011. Oltre questo riferimento ricavato dalla successione di Fibonacci i prezzi avrebbero buone possibilità di salire almeno fino a ricoprire il gap ribassista del 20 giugno con lato superiore a 3,28 euro. Il superamento anche di questi livelli potrebbe consentire allunghi fino in area 3,50 euro. Solo la violazione dei 2,75 rischierebbe di introdurre ad una fase di ripiegamento rilevante, con primo obiettivo a 2,55, sulla linea che sale dai minimi di novembre 2011.

    Anche Snam evidenzia un potenziale grafico rialzista notevole anche se forse meno maturo rispetto al caso di Terna. I prezzi sono infatti saliti già al di sopra delle medie mobili a 100 e 200 giorni, ritenute una buona approssimazione della direzione del trend di medio e lungo termine, ma viaggiano ancora all’interno dell’estesa fase laterale disegnata a partire dai minimi di settembre 2011, compresa tra i 3,10 ed i 3,80 euro circa. Se i prezzi troveranno la forza per salire oltre il lato superiore di questo trading range gli indizi positivi raccolti nelle ultime settimane saranno confermati. Del tutto lecito in quel caso alimentare attese di recuperi dei massimi di maggio 2011 a 4,30 euro, resistenza oltre la quale il target si sposterebbe a 4,50. In caso di discese sotto la media a 100 giorni, supporto a 3,35, probabile il test della base del trading range a 3,10.

    Degno di nota il rialzo messo a segno da Enel nel corso dell’ultimo bimestre, l’estensione mensile del movimento visto a settembre è la più ampia dal marzo 2000, con i prezzi che hanno accelerato in modo evidente dopo aver superato il 6 settembre la media mobile a 200 giorni, ora supporto a 2,70 circa. L’ascesa ha operato la ricopertura del gap ribassista dell’8 marzo a 3,01 euro e si trova ora a confronto con la resistenza offerta a 3,10 dal 38,2% di ritracciamento del ribasso dai massimi di aprile 2011. Oltre questo riferimento ricavato dalla successione di Fibonacci si aprirebbe la porta al test di area 3,45, resistenza intermedia a 3,23, altro gap lasciato dai prezzi il 16 febbraio. Solo il superamento di area 3,45 implicherebbe l’invio di un segnale rialzista di medio lungo periodo introduttivo a rialzi duraturi diretti anche al di sopra dei 4 euro. Discese fino in area 2,70 non disturberebbero la tenuta dell’uptrend che anzi dopo la recente veloce corsa necessita di una temporanea pausa per ricaricarsi. Sotto area 2,70 le prospettive di nuovi balzi verso l’alto verrebbero notevolmente ridimensionate.

    FONTE: La Stampa

  • Flavio Cattaneo / Terna: per analisti di Nomura Trend rialzista per le utility

    Terna, la società che gestisce la rete elettrica italiana guidata da Flavio Cattaneo, è stata recentemente selezionata dagli analisti giapponesi di Nomura, tra le 5 migliori aziende del comparto della pubblica utilità in Europa. In previsione un trend rialzista che potrebbe consentire allunghi fino a 3,50 euro.

    Recentemente Nomura ha selezionato Snam e Terna tra le 5 migliori aziende del comparto della pubblica utilità in Europa. Anche Enel recentemente si è guadagnata il giudizio positivo di alcuni broker, come Bank of America.

    Il prossimo banco di prova significativo di Terna, la società guidata da Flavio Cattaneo, per testare la consistenza dell’uptrend in un’ottica di sviluppo nel medio termine si colloca a 3,06 euro, quota coincidente con il top di marzo e con il 61,8% di ritracciamento del ribasso dai massimi di maggio 2011. Oltre questo riferimento i prezzi avrebbero buone possibilità di salire almeno fino a ricoprire il gap ribassista del 20 giugno con lato superiore a 3,28 euro. Il superamento anche di questi livelli potrebbe consentire allunghi fino a 3,50 euro. Solo la violazione di 2,75 rischierebbe di introdurre a una fase di ripiegamento rilevante, con primo obiettivo a 2,55.

    Anche Snam evidenzia un potenziale grafico rialzista notevole anche se forse meno maturo rispetto a Terna. Del tutto lecito alimentare attese di recuperi dei massimi di maggio 2011 a 4,30 euro, resistenza oltre la quale il target si sposterebbe a 4,50. In caso di discese sotto la media a 100 giorni, supporto a 3,35, probabile il test della base del trading range a 3,10.

    Degno di nota il rialzo di Enel nell’ultimo bimestre. Solo il superamento di area 3,45 implicherebbe l’invio di un segnale di medio-lungo periodo introduttivo a rialzi duraturi diretti anche sopra 4. Discese fino a 2,70 non disturberebbero la tenuta dell’uptrend.

    FONTE: Il Sole 24 Ore

  • Flavio Cattaneo, Terna nel gotha mondiale della sostenibilità

    Sostenibilità, per il terzo anno consecutivo, Terna si conferma nella classifica “World” e “Europe” del Dow Jones Sustainability Index, il riconoscimento della borsa di New York per le società più impegnate sul fronte della sostenibilità. Un ulteriore importante successo, per la società guidata da Flavio Cattaneo, che ha migliorato la sua performance ottenendo un punteggio complessivo di 87 punti (erano 86 lo scorso anno e 79 nel 2010) che la conferma ai massimi livelli mondiali del settore.

    Ancora un importante riconoscimento alla sostenibilità di Terna che è confermata nei panieri “World” (dove è presente dal 2009) e “Europe” (dal 2010) degli indici Dow Jones Sustainability.

    Si tratta del più prestigioso indice borsistico internazionale in tema di sostenibilità la cui composizione per il 2012 è stata pubblicata oggi da SAM, l’agenzia svizzera di rating di sostenibilità che, sulla base di un’accurata analisi delle performance di sostenibilità delle aziende mondiali a maggiore capitalizzazione, ogni anno a settembre comunica conferme, nuove inclusioni e uscite dall’indice.

    Per il 2012 sono 340 le aziende su 2500 incluse nell’indice World e 166 su 630 nell’indice Europe.
    L’Italia conferma il risultato del 2011 con 14 aziende italiane presenti nel Dow Jones.

    Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, ha ulteriormente migliorato la sua performance ed ha ottenuto un punteggio complessivo di 87 punti (erano 86 lo scorso anno e 79 nel 2010) che la conferma ai massimi livelli mondiali del settore.

    Oltre alla presenza nel DJSI, Terna è inclusa negli indici internazionali FTSE4Good (Global e Europe), Axia (Ethical e CSR), ECPI (Ethical Global, Euro, EMU), MSCI (Global e Europe Sustainability), ASPI Eurozone, Ethibel (Excellence, Sustainability Europe) e negli indici italiani FTSE ECPI Italia SRI Benchmark e Italia SRI Leaders, elaborati a partire dalle sole società quotate alla Borsa Italiana.

    FONTE: Web Magazine Terna

  • Flavio Cattaneo (Terna): Smart Grid, la rivoluzione delle reti intelligenti

    Il futuro appartiene alle reti energetiche intelligenti di nuova generazione che possono ridurre i consumi elettrici e incrementare l’efficienza. L’utilizzo di Smart Grid consentirebbe di ottimizzare i modelli di produzione e di consumo dell’energia elettrica basati sulla diffusione nel territorio di unità di produzione di piccole dimensione spesso discontinue e non programmabili. Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, è in prima linea per lo sviluppo e la creazione delle nuove reti intelligenti.

    Le Smart Grid sono reti innovative progettate e realizzate per gestire in modo “intelligente” i processi di produzione, distribuzione e consumo dell’elettricità. La liberalizzazione del mercato e lo sviluppo dirompente delle rinnovabili (FER), sostenuto dalle politiche energetiche comunitarie, hanno messo in crisi le reti elettriche “storiche” che accompagnarono la rivoluzione industriale di tutta l’Europa e che ora necessitano di essere ridisegnate.

    Le reti tradizionali furono, e sono, concepite per trasportare energia elettrica da pochi impianti – centrali elettriche medie e grandi – a un elevatissimo numero di utenti residenziali, commerciali o industriali. Il flusso di energia è unidirezionale e va da dove l’energia è generata a dove si consuma. La diffusione della generazione distribuita, cioè da piccolissimi a medi impianti quasi sempre rinnovabili, incrina il modello storico: un edificio che nel passato poteva solo consumare energia oggi, con i pannelli solari o con il mini-eolico, può diventare anche una piccola centrale di produzione. Ma anche una stalla o un’attività agricola, il tetto di un capannone o un piccolo torrente si trasformano in produttori.

    Insomma, il quadro si complica di molto: non solo il flusso è bi-direzionale ma è anche spesso difficilmente prevedibile e, per sua natura, più instabile e insicuro. Ecco che il modello storico entra in crisi profonda: emerge la necessità di mettere in collegamento una pluralità di soggetti che possono essere sia produttori che consumatori (i c.d. prosumers) e i cui comportamenti non sono prevedibili con affidabilità. Tutto ciò richiede lo sviluppo di infrastrutture di telecomunicazione capaci di coordinare in modo rapidissimo e efficiente la produzione con il consumo di elettricità. Le Smart Grid sono appunto “reti intelligenti” che adempiono a tale scopo.

    Ma le Smart Grid possono svolgere anche altre importanti funzioni. Semplificando il tema si possono evidenziare i seguenti profili:

    La Smart Generation, che ottimizza il dispacciamento delle diverse fonti di generazione in base alle condizioni della rete e alle caratteristiche peculiari dei consumi. Fondamentale è qui lo Smart Inverter (essenziale per le rinnovabili che sono notoriamente discontinue) con cui, da remoto, è possibile disconnettere l’impianto di produzione tramite sistemi informatici dedicati.

    Lo Smart Network, che garantisce l’affidabilità, la qualità e la sicurezza delle reti.

    Lo Smart Metering, cioè un sistema attraverso cui il consumatore – grazie ad un “contatore intelligente” – può comunicare direttamente con il produttore o con la rete nel momento in cui si trasformi lui stesso in produttore.

    Riassumendo, le Smart Grid:

    • Rendono più facile la connessione alla rete di impianti di generazione (di tutte le taglie e tecnologie);
    • Permettono ai consumatori di prendere parte all’ottimizzazione del sistema;
    • Rendono disponibili al consumatore più informazioni per la scelta del fornitore;
    • Riducono l’impatto ambientale dell’intero sistema di fornitura;
    • Migliorano l’affidabilità e la sicurezza del servizio.

    Inoltre, la natura prevalentemente locale delle Smart Grid consente di ridurre i costi di trasporto dell’energia elettrica anche per le minori dispersioni nei processi distributivi. Non si dimentichi infatti che il 10% dell’energia prodotta si perde prima che arrivi all’utente finale.

    I primi progetti pilota sono da tempo usciti dai centri di ricerca universitari e stanno diventando realtà industriali in grado di accompagnare il cambiamento dei modelli di produzione e di consumo; sembrerebbe così emergere la possibilità di ridurre i consumi elettrici e di incrementare l’efficienza energetica. Si delinea, dunque, una vera e propria rivoluzione tecnologica dell’architettura di rete che si caratterizza per un sistema fortemente integrato che si fonda su una attenda pianificazione strategica, su processi di decentralizzazione e una su una forte differenziazione degli impianti. È cioè indispensabile che le soluzioni tecnologiche (Smart Generation, Smart Network e Smart Metering) si sviluppino in completa sinergia tra loro. La visione sistemica è necessaria anche per guidare l’attività degli operatori del settore in una logica di relativa certezza. E, allo stesso modo, appare necessaria una normativa specifica capace di fornire indicazioni chiare per assicurare il collegamento tra le diverse tecnologie di sistema.

    Ma questa rivoluzione certamente potrà avere costi non modesti mentre, per molti osservatori, non è certo che i benefici siano altrettanto significativi. Secondo stime attendibili il fabbisogno di risorse finanziarie è di circa ai 5,5 miliardi di euro entro il 2020. Ma la completa implementazione delle Smart Grid in Italia, considerando anche gli investimenti già effettuati, richiede investimenti intorno ai 70 miliardi di euro entro il 2050. È evidente che tali cifre sono assai significative e andrebbero alla fine a carico degli utenti. Per affrontare un percorso oneroso e complesso gli operatori richiedono provvedimenti specifici contenenti vincoli e incentivi.

    In questa rivoluzione “Smart” quale saranno i protagonisti? Ad oggi gli operatori certamente più attivi sono le imprese di distribuzione dell’elettricità. Enel è, per esempio, leader mondiale nella installazione dei contatori intelligenti. È naturale pensare che simili imprese assumeranno un ruolo crescente nella costruzione, nella gestione e nello sfruttamento di tali reti. Non si può tuttavia nascondere che – in certa misura – le reti storiche sono in concorrenza con le reti intelligenti poiché generano una significativa rendita per chi le possiede e ciò può rallentare il processo di sviluppo. Nello stesso senso le dinamiche descritte potrebbero spingere alla creazione di reti intelligenti private, cioè sviluppate in modo indipendente da Terna, guidata da Flavio Cattaneo, per soddisfare esigenze locali probabilmente a costi molto più contenuti. È chiaro che questa possibile evoluzione costituisce un elemento di instabilità del sistema anche nella prospettiva del regolatore, l’AEEG.

    Ritornando agli attori, varie Utilities stanno sviluppando progetti almeno parziali di Smart Grid. Vale la pena di citare il progetto Smart Domo Grid di A2A Reti Elettriche. Approvato nel dicembre 2011 e finanziato parzialmente dal Ministero dello Sviluppo Economico, è un prototipo di soluzione Demand-Response per sperimentare l’interazione tra rete elettrica e utenza domestica o small business. Riguarda alcune centinaia di utenti di un quartiere di Brescia con un budget di circa 2,3 milioni di euro.

    ll progetto GRID4EU, finanziato dalla Comunità Europea, mira a implementare in sei Paesi dell’Ue (Italia, Francia, Germania, Spagna, Svezia e Repubblica Ceca) altrettanti progetti dimostrativi, che propongano soluzioni concrete alle problematiche tecniche legate alla generazione distribuita, all’incremento dell’efficienza energetica e all’attivazione del sistema active demand. Il progetto coinvolge un consorzio di 27 partner tra cui Enel – che ne ha la direzione tecnica – Cez, Rwe, Erdf, Iberdrola, Vattenfall. In particolare, Enel, ha avviato in partenership con RSE (Ricerca Sistema Energetico), Selta, Siemens e Cisco, un progetto dimostrativo in Emilia Romagna, nella zona di Forlì-Cesena (budget previsto: 8,2 milioni di euro). Obiettivo principale è l’integrazione nella rete a media tensione degli impianti FER realizzando un sistema di controllo avanzato in grado di comunicare, grazie a una connessione a banda larga, con i generatori di energia.

    In conclusione, le Smart Grid sono una risposta, molto spesso obbligata, per ottimizzare i modelli di produzione e di consumo dell’energia elettrica basati sulla diffusione nel territorio di unità di produzione di piccole dimensione spesso discontinue e non programmabili. La sfida ha molte facce: tecnologiche, economiche, culturali, competitive, regolatorie. Con la delibera 84/2012 – denominata Interventi urgenti relativi agli impianti di produzione di energia elettrica, con particolare riferimento alla generazione distribuita, per garantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale – l’Autorità sta cominciando ad affrontare il problema. Non a caso la delibera nasce dalla richiesta di Terna di predisporre i “requisiti minimi per la connessione e l’esercizio in parallelo con la rete AT degli impianti fotovoltaici”.

    Ma secondo noi la sfida delle sfide è realizzare delle innovazioni come le Smart Grid senza aggravare la bolletta che oggi costituisce una palla al piede pesantissima per lo sviluppo del Paese. Anzi, semmai, bisognerebbe alleggerirla. Per far ciò ci vuole fantasia e anche coraggio: lo sviluppo di reti locali private potrebbe forse essere una soluzione interessante per raggiungere tali obiettivi.

    FONTE: First online

  • Flavio Cattaneo, decolla il project bond, Terna in pole position

    La pubblicazione del decreto Grilli-Ciaccia, rende operativo il project bond, il nuovo sistema di finanziamento per le infrastrutture. Terna, la società che gestisce la rete elettrica italiana, è tra le aziende in pole position per l’utilizzo di questi nuovi sistemi di finanziamento. L’AD Flavio Cattaneo: «Va giudicata positivamente l’introduzione dei project bond rispetto ai quali stiamo individuando i progetti che possono utilizzare questo tipo di finanziamento».

    Decolla il project bond, l’obbligazione che potrà essere emessa dalla «società di progetto» per finanziare (o rifinanziare) sul mercato dei capitali una singola opera o un gruppo limitato di opere.

    È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto Grilli-Ciaccia che rende operativo il nuovo strumento, considerato dal ministero delle Infrastrutture una priorità assoluta per il passaggio all’era del finanziamento privato di infrastrutture.

    Per completare il quadro normativo resta forse da correggere qualcosa con il secondo decreto interministeriale previsto – quello che estenderà la possibilità di dare garanzie alle fondazioni bancarie – soprattutto sui requisiti della garanzia che deve essere «esplicita, irrevocabile, incondizionata, scritta».

    Alcuni di questi requisiti, finalizzati proprio a rafforzare l’appetibilità del bond sul mercato, rischiano però di tagliare fuori alcuni possibili “garanti” di mercato, soprattutto tra le banche. Un aggiustamento della norma, soprattutto su «irrevocabile» e «incondizionata», potrebbe garantire il risultato concedendo comunque maggiore autonomia ai soggetti garanti.

    La pubblicazione del decreto rende comunque operativo lo strumento. In pole position restano quelle società che per prime hanno creduto allo strumento e si sono mosse per strutturare un’emissione in tempi rapidi: Ital Gas Storage, Tangenziale esterna Milano (Tem) e Terna, che aveva confermato il proprio interesse a luglio per voce del suo amministratore delegato, Flavio Cattaneo.

    «Va giudicata positivamente – aveva sottolineato Cattaneo – l’introduzione dei project bond rispetto ai quali stiamo individuando i progetti che possono utilizzare questo tipo di finanziamento». C’è la convinzione che il project bond possa offrire condizioni vantaggiose di finanziamento.

    Alla società della rete elettrica frenano però entusiasmi troppo facili sui tempi di emissione, mentre le voci di mercato parlano di un’emissione brownfield (cioè rifinanziamento di opere già finanziate) dell’ordine di un miliardo. «Abbiamo avviato con l’Autorità per l’energia e il gas – dice la società – gli approfondimenti sui necessari passaggi tecnici e regolatori». In particolare, si dovrà preventivamente definire la remunerazione degli asset e stabilizzarne il valore nel tempo.

    Chi continua a puntare su tempi rapidi per il project bond è invece Tem che conta di risolvere con questo strumento anche i noti problemi di equity. Se i costi non lieviteranno ulteriormente, serve una provvista complessiva di 1,7 miliardi di cui 1-1,2 miliardi potrebbero arrivare dal project bond.
    Era stato anche il viceministro alle Infrastrutture, Mario Ciaccia, padre dello strumento, a confermare l’intenzione di Tem di procedere speditamente e aveva assicurato tutto l’impegno del ministero per garantire un rapido decollo che risolvesse anche i problemi più generali di finanziamento di queste opere.

    Tira dritto anche Ital Gas Storage che ha messo in programma investimenti in depositi di stoccaggio per 700 milioni nei prossimi tre anni.

    FONTE: Il Sole 24 Ore

  • Cattaneo Flavio: Terna, in crescita le fonti di produzione rinnovabili

    Nel mese di agosto 2012, in Italia, i consumi di energia elettrica sono aumentati del 2,5% rispetto al mese precedente e del 0,3% rispetto al 2011. I dati sono forniti da Terna, la società che gestisce la rete elettrica italiana, guidata da Flavio Cattaneo, che registra, inoltre, una crescita delle fonti di produzione termica (+1,1%), eolica (+28,5%) e fotovoltaica (+49,2%).

    Terna, Flavio Cattaneo. La domanda di energia elettrica in Italia nel mese di agosto 2012, pari a 26,7 miliardi di kWh, ha fatto registrare una sostanziale parità rispetto allo scorso anno (+0,3%). Ciò è dovuto al fatto che la prima decade del mese è stata caratterizzata da temperature decisamente più alte rispetto allo scorso anno, con conseguente incremento dei consumi di energia elettrica in Italia, mentre nella seconda metà del mese si rileva una decisa riduzione dei consumi, rispetto allo scorso anno, senza variazioni significative di temperatura. Quest’ultima nel mese di agosto è stata mediamente superiore di quasi un grado e mezzo rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

    Depurata dagli effetti climatici, la variazione della domanda elettrica di agosto 2012 diventa -1,2%. La variazione non ha invece risentito dell’effetto calendario in quanto i giorni lavorativi di agosto 2012 sono stati gli stessi (22) dell’anno precedente. I 26,7 miliardi di kWh richiesti nel mese di agosto 2012 sono distribuiti per il 41,6% al Nord, per il 29,9% al Centro e per il 28,4% al Sud. A livello territoriale, la variazione della domanda si è articolata in maniera differenziata sul territorio nazionale: +0,3% al Nord, +1% al Centro, -0,1% al Sud.

    Nel mese di agosto 2012 la domanda di energia elettrica è stata soddisfatta per un 92,8% con produzione nazionale e per la quota restante (7,2%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. In dettaglio, la produzione nazionale netta (25 miliardi di kWh) è aumentata del 3,6% rispetto a agosto 2011.

    Sono in crescita le fonti di produzione termica (+1,1%), eolica (+28,5%) e fotovoltaica (+49,2%). Stabile la fonte geotermica e in flessione quella idrica (-5,1%). Nei primi otto mesi del 2012, la domanda di energia elettrica in Italia è risultata complessivamente in calo dell’1,4% rispetto ai valori del corrispondente periodo dell’anno precedente; a parità di calendario il valore è -1,9%. In termini congiunturali, la variazione destagionalizzata della domanda elettrica di agosto 2012 rispetto al mese precedente è stata pari a +2,5%. Il profilo del trend si porta su un andamento positivo.

    FONTE: Il Velino

  • Flavio Cattaneo: Terna confermata nel Dow Jones Sustainability

    Terna si colloca per il terzo anno consecutivo ai vertici del Dow Jones Sustainability Index, il riconoscimento della borsa di New York per le società più impegnate sul fronte della sostenibilità. La società, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, ha ottenuto il massimo punteggio al mondo e ha migliorato la sua performance sia in ambito economico sociale con un punteggio complessivo di 87, ben 8 punti in più rispetto al risultato del 2010 e 1 in più del 2011.

    C’è molta soddisfazione da parte delle aziende italiane che operano nel comparto energetico incluse nell’indice di sostenibilità del Dow Jones.

    Eni, Enel, Snam e Terna ricevono quindi un riconoscimento importante, quello della borsa di NY, per i loro impegni sul fronte del green.

    Il Dow Jones Sustainability Index è stato lanciato nel 1999 e da allora indica i titoli di società che appunto emergono per i loro risultati non solo economici, ma anche sociali e ambientali. In altre parole, sono le società più attive sul fronte della sostenibilità.

    Eni ottiene per il sesto anno l’inclusione nell’Index, ma riceve anche il riconoscimento del Carbon Performance Leadership Index 2012 del Carbon Disclosure Project. E’ l’unica azienda del settore Energy ad essere selezionata e il motivo è l’impegno nella riduzione delle emissioni di gas serra e nella mitigazione dei rischi di cambiamento climatico. Come ricorda una nota del Gruppo, “quest’anno il Carbon Performance Leadership Index è costituito da 33 aziende internazionali selezionate da PwC per aver mostrato strategie ben definite in tema di cambiamenti climatici e riduzione delle emissioni. Le aziende sono state selezionate tra le 500 società a maggiore capitalizzazione al mondo”.

    Grande soddisfazione anche in casa Terna, la società guidata da Flavio Cattaneo, inclusa per il terzo anno consecutivo nell’Index nei panieri World e Europe. Terna ottiene peraltro il massimo punteggio al mondo insieme a Iberdrola e fa sapere di aver “migliorato anche quest’anno la sua performance sia in ambito economico (governance, gestione dei rischi e della catena della fornitura,codice etico e anticorruzione) sia sociale con un punteggio complessivo di 87 (ben 8 punti in più rispetto al risultato del 2010 e 1 in più del 2011): una conferma di continuità al vertice mondiale per l’azienda di settore nella graduatoria finale che riconosce l’impegno della società per una gestione sostenibile”, dicono dall’azienda in un comunicato.

    La selezione ha identificato 340 aziende su 2.500 nell’indice World e 166 su 600 nell’indice Europe. Tredici, come nel 2011, le società italiane ammesse nella classifica della sostenibilità mondiale.

    FONTE: Green Biz

  • Cattaneo Flavio: Terna si posiziona nel Dow Jones Sustainability

    Per il terzo anno consecutivo, Terna, la società guidata da Flavio Cattaneo, che gestisce la rete elettrica italiana, si posiziona nel Dow Jones Sustainability, al top della classifica mondiale di sostenibilità del settore dell’“electricity”. La società ha migliorato la sua performance sia in campo economico che sociale.

    Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, al top della classifica mondiale di sostenibilità del settore dell’”electricity”.
    Per il terzo anno consecutivo, la società è stata inclusa in entrambi i panieri “World” e “Europe” del Dow Jones Sustainability Index, facendo registrare il massimo punteggio al mondo insieme a Iberdrola.
    Terna, informa una nota, ha migliorato anche quest’anno la sua performance sia in ambito economico (governance, gestione dei rischi e della catena della fornitura, codice etico e anticorruzione) sia sociale con un punteggio complessivo di 87 (ben 8 punti in più rispetto al risultato del 2010 e 1 in più del 2011): una conferma di continuità al vertice mondiale per l’azienda di settore nella graduatoria finale che riconosce l’impegno della società per una gestione sostenibile.

    Quest’anno, aggiunge il comunicato, la selezione ha identificato 340 aziende su 2.500 nell’indice World e 166 su 600 nell’indice Europe.
    Sono solo 13, come nel 2011, le società italiane ammesse in questo autentico gotha della sostenibilità mondiale.

    FONTE: Borsa Italiana

  • Flavio Cattaneo, Terna tra le utilities più appetibili secondo Morgan Stanley

    Per chi vuole investire è il momento di puntare sulle utilities. Questo è quanto afferma Morgan Stanley dopo che il premio a rischio sull’Europa è diminuito, in base alle ultime decisioni prese a livello comunitario. Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, è tra i titoli preferiti, a basso rischio, considerata un giusto mix di fonti di produzione energetica.

    Crisi o no, per chi vuole investire è il momento di puntare sulle utilities. Il consiglio arriva dalla banca d’affari Morgan Stanley, che in un report afferma come sulla base delle ultime decisioni prese a livello comunitario sia diminuito il premio al rischio sull’Europa. E come riporta in un servizio “Finanza & Mercati” tra le utilities in voga spicca l’italiana Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, assieme a RWE, National Grid, Iberdrola, Suez Environnement.

    L’azienda che gestisce la rete elettrica nazionale, infatti, nell’area del centro Europa è una di quelle maggiormente considerate per giusto mix di fonti di produzione energetica in quanto ciò non dovrebbe comportare ulteriori deterioramenti dei propri utili, gas a parte. Come anche Jp Morgan, anche Morgan Stanley è convinta che sia il caso di tornare a investire sull’equity europeo anche perché il settore è destinato ad una forte ripresa dopo anni in cui le utilities, in generale e meno per Terna, invece sono state snobbate dagli investitori e messe nel mirino dai regolatori e da alcuni governi. Ad esempio il report per quanto riguarda l’Italia si attende che i prezzi dell’energia correggano dai massimi.

    In un momento in cui le tlc vengono declassate a neutral, dove ritrovano le banche in risalita, ecco che la promozione delle utilities a overweight è l’indicazione che per gli analisti vuol dire solo una cosa: investire con minor rischio. E Terna è tra i titoli preferiti.

    FONTE: Terna