Tag: case di Bologna

  • L’arrivo del digitale e l’arrivo dei guai nelle case di Bologna

    Da pochi mesi è iniziato, in Italia, il passaggio dalla televisione analogica alla televisione digitale terrestre. Il confronto tra le due tecnologie mette in luce il fatto che più la scienze, la ricerca, gli studi e la tecnologia avanza più si va verso una possibile perfezione, un miglioramento continuo. Uno dei principali effetti positivi apportati dal digitale sono la possibilità di guardare al televisione senza disturbi di nessuna entità. Altri benefici apportati sono :

    la possibilità di vedere un maggior numero di canali ;

    una miglior qualità di immagine e di audio ;

    la possibilità di avere programmi interattivi ;

    inquinamento elettromagnetico minore ;

    la possibilità di una trasmissione di canale in multilingua ;

    la trasmissione in alta definizione.

    Il passaggio al digitale terrestre è iniziato dal nord dell’Italia : Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia- Romagna e così via. Questo passaggio ( analogico – digitale) risulta essere molto complesso e un esempio palese sono i problemi contestualizzati nelle case di Bologna e provincia. Basta pensare che non appena effettuata la sintonizzazione dei canali nel digitale in molte case bolognesi sul terzo canale è apparso il TG3 regionale del Veneto oppure molti canali gratuiti non sono visibile. Questo avviene perché la copertura dei ripetitori non è ancora perfetta al 100%. Questo è il motivo per il quale è stato messo a disposizione di tutti i cittadini un numero di call center in grado di aiutare il cittadino in difficoltà! Cittadini di Bologna e provincia non demordete, i lavori sono in corso e presto vedrete i vostri programmi preferiti alla perfezione.


  • L’Istat per conoscere meglio gli italiani

    È stato diffuso pochi giorni fa dall’Istat l’annuario statistico italiano. Una pubblicazione fondamentale che, in ventisei capitoli, traccia un quadro a grandi linee della società e dell’economia del nostro Paese. Gli argomenti affrontati dall’annuario sono i più svariati e riguardano temi come ambiente e territorio, popolazione, salute, lavoro, istruzione, attività culturali, prezzi e via dicendo.

    In un’ottica più generale è utile analizzare la situazione della finanza e dell’economia del Paese e dei suoi abitanti. Ad esempio, lo studio relativo all’edilizia residenziale evidenzia una riduzione non solo nel numero di nuovi fabbricati, ma anche del volume degli stessi, che si attesta su un calo del 3,8%. Interessante è la nota sulle abitazioni che, quanto a superficie utile, sono cresciute di un metro quadrato, mentre i valori del numero medio di stanze (3,4) e accessori interni (bagni, ingressi, corridoi, pari a 2,9) all’abitazione sono stabili. A questo si può aggiungere il dato sulla dinamica dei prezzi al consumo, cresciuta solo dello 0,7% in più rispetto all’anno precedente. Anche perché dal confronto dei diversi dati a disposizione, utilizzando anche altre fonti, si ricavano notizie interessanti: Napoli, ad esempio, ha subito un significativo aumento dei prezzi al consumo, più di Roma, che, dalla sua, ha un aumento consistente del costo delle abitazioni. Dal lato opposto, prezzi e case di Bologna sembrano invece avviati al risparmio.

    Ma molte sono le informazioni apparentemente di dettaglio che l’annuario offre e che in realtà sono utili a raffigurare in maniera precisa gli italiani. A titolo di esempio, sarebbe utile confrontare il dato relativo al possesso di un telefono cellulare, che riguarda circa l’87% delle famiglie italiane, con le famiglie che possiedono un computer, che i fermano invece al 52%, con una differenza sostanziale di utilizzo tra nord e sud (e significativo vantaggio del primo). Anche i dati sulla lettura, in tempi la cultura è preda e ostaggio di polemiche politiche, sono molto importanti: ad esempio, continua il calo nelle abitudini alla lettura di quotidiani e libri, mentre in controtendenza risultano solo i ragazzini, che con la loro passione per la carta stampata contribuiscono a risollevare la media generale.

  • Aumentano i debiti delle famiglie

    Sono state pubblicate le analisi relative all’andamento del mercato immobiliare in Emilia Romagna. E le notizie sono alquanto confortanti. Le case di Bologna hanno visto un calo dei prezzi pari all’1,6%, confermando di seguire il trend comune più o meno a tutto il Paese che vede un calo generalizzato del costo delle abitazioni. Ma la città nella quale i prezzi degli appartamenti hanno subito il decremento più forte è Rimini, mentre Ferrara, Parma e Piacenza risultano in controtendenza mantenendo prezzi sostanzialmente stabili.

    In ogni caso, si tratta di buone notizie, dato che i mutui hanno registrato un incremento del 20% nel primo trimestre del 2010, facendo conquistare all’Emilia Romagna il quarto posto nella classifica delle regioni italiane con erogazione di prestiti più sostanziose. Nel periodo preso in considerazione, l’ammontare dei prestiti è stato pari a 1,289 miliardi di euro e ha registrato una crescita di 203 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La media dell’importo dei mutui è 129mila euro, cifra più o meno in linea con quella nazionale di 135mila euro, comunque cresciuta rispetto alla scorsa media di 122mila euro.

    Bologna ha registra un aumento del 18%, con un ammontare complessivo di 335 milioni di euro. Rimini ha riportato un aumento del 20%, Reggio Emilia del 27% e, addirittura, Modena del 47%. Città dove, in parallelo, si è registrato un abbassamento dei costi delle abitazioni.

  • Ecco le città d’Italia dove il rischio criminalità è più alto

    Si fa un gran parlare, a livello giornalistico ma anche sul piano della politica “alta”, dell’importanza degli indicatori e della necessità di individuarne di completi ed esaustivi sulle condizioni di vita di una determinata zona. Tanto per fare un esempio, si sta discutendo molto sul Pil, ossia l’indicatore relativo al Prodotto Interno Lordo, e sulla necessità di sostituirlo o affiancarlo con indicatori più completi, che tengano conto non solo della ricchezza, ma anche di altre variabili relative a servizi, istruzione, salute, speranza di vita ecc.

    Ovviamente, se si applica l’assioma a un’esperienza più limitata, è evidente che alcuni dati possano fornire una descrizione oggettiva, anche se parziale, di un territorio. Ad esempio, i dati relativi alla criminalità, pubblicati recentemente dal Sole 24 Ore, appartengono a questa categoria. Dati che spesso contraddicono l’opinione comune, mentre, altre volte, sembrano confermarla. Interessanti sono, ad esempio, le informazioni relative agli scippi, che vedono sul podio le province di Catania, Napoli e Bari. Per quanto riguarda le frodi informatiche, invece, al primo posto troviamo Napoli, seguita da Bologna e Isernia.

    In base ai numeri, però, le tipologie di crimini più diffuse sono i reati contro la proprietà e soprattutto i furti negli appartamenti, superati, quanto a frequenza, soltanto dai furti d’auto. In base al numero di rapine ogni diecimila abitanti, ai primi tre posti si piazzano città come Lucca, Asti e Pavia, con 24, 22 e 20,5 furti ogni 10mila abitanti. Le grandi città si collocano qualche gradino più in giù: per quanto riguarda le case di Bologna il rischio è 13,3, a Roma addirittura 11,3; più su Torino con 17,6, Milano con 17,4, mentre Napoli ha addirittura 5,8 furti ogni 10mila abitanti. Le case più tranquille risultano quelle di Potenza, Oristano e Crotone.

  • A Bologna una mostra su Dino Gavina, il designer “sovversivo”

    Se col pensiero abbinate “case di Bologna” e “design” non può che risultare il nome di Dino Gravina, il famoso designer italiano cui Bologna dedica la mostra “Lampi di design”, aperta fino al 12 dicembre.

    Nato a Bologna nel 1922, Gavina negli anni Quaranta inizia un’attività che lo porterà, nel 1960, a fondare la Gavina spa, con l’intento di portare nel campo del mobile il concetto del ready-made.

    Vittorio Sgarbi ha scritto di lui: “Estetica e funzione sono i due principi costitutivi, necessari e

    indissolubili, del disegno industriale; e su questo si è mosso l’interesse di Gavina, perfettamente cosciente della nostra incolmabile distanza dall’arte del passato, suo conforto e ossessione; e per questo interprete non inerte o passivo del mito del moderno. (…) Con la parola “moderno” si è legittimato sia l’orrido che il sublime. Gavina ha subito difeso la possibilità che il sublime potesse esprimersi sotto apparenze moderne, razionalistiche.”

    Il percorso espositivo della mostra, che si tiene al MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna, è strutturato in sezioni dedicate ai temi e al rapporto con gli autori che più hanno lavorato con Gavina, come Lucio Fontana, Marcel Duchamp, Man Ray, Sebastian Matta, i fratelli Castiglioni, Marcel Breuer, Carlo e Tobia Scarpa, Kazuhide Takahama, Luigi Caccia Dominioni.

    Alla mostra si affianca, presso l’Urban Center Bologna, un’esposizione antologica dei progetti per la città di Bologna di cui Gavina è stato promotore, come piazza Santo Stefano, l’aeroporto Marconi, le luminarie natalizie, le pensiline del trasporto pubblico.

  • L’urbanistica di Bologna all’Expo di Shanghai

    Per la prima volta nella storia delle Esposizioni Universali, delle città sono state invitate a partecipare. Tra quelle selezionate vi è Bologna, che è inserita nell’area “Liveable City”, cioè città vivibile, per quattro caratteristiche: cultura e creatività; inclusione sociale; innovazione tecnologica; trasformazioni urbanistiche ed infrastrutturali.
    Fermandoci a quest’ultimo elemento, è interessante notare come pensare alle case di Bologna ha sempre evocato un’edilizia ed un’urbanistica di tipo medievale, mentre ora può significare modernità grazie ad interventi infrastrutturali ed urbanistici che tengono in considerazione la sostenibilità e la compatibilità ambientale.
    Il padiglione della città delle Due Torri, ospitato nel settore Urban Best Practice Area, è uno dei più visitati tra i quarantacinque che compongono il gruppo delle città selezionate nel mondo per la loro eccellenza. I visitatori cinesi si sono messi in fila per riempirsi gli occhi delle Ducati e della Lamborghini, sponsor principali, che sono lì esposte a magnificare le doti di Bologna anche in tema di produzione e design.
    Il presidente di Unindustria Bologna, Maurizio Marchesini, esorta le imprese del suo territorio a “pensare alla Cina non più come fabbrica dove delocalizzare, ma come un mercato rilevante”.
    Dello stesso parere è Roberto Grandi, presidente di PromoBologna, che raccomanda di “ripensare il rapporto con la Cina, a vari livelli. Oggi c’è la consapevolezza che questo confronto è ormai necessario”.

  • Come scegliere la città in cui vivere

    Bologna è la città italiana che vince il premio “città in cui si vive meglio”. Si è aggiudicata tale medaglia in quanto Bologna rispecchia i cinque più importanti parametri di giudizio da tenere in considerazione nella ricerca del luogo in cui vivere e di casa :

    Prezzo delle case : vivibilità significa anche accessibilità, intesa come possibilità di andare a vivere in una determinata zona quindi comprare case di Bologna in una zona per lui troppo cara, dovrebbe svenarsi con un mutuo o un affitto insostenibile e questo farebbe crollare la sua qualità della vita. Il prezzo della casa è il primo parametro preso in considerazione da chiunque quando sceglie se e dove trasferirsi ;

    Prossimità e Trasporti : va sempre presa in considerazione la vicinanza al centro storico e alla stazione centrale, il servizio di trasporto pubblico, la facilità nel trovare parcheggio, la presenza e il costo delle strisce blu e infine la qualità delle piste ciclabili. È un parametro essenziale in quanto riguardo lo spostamento che include anche il riuscire ad andare a lavorare in modo comodo ;

    Servizi : si fa riferimento al fatto che questi servizi siano raggiungibili o a piedi o nel migliore dei modi. Con servizi si intende uffici comunali, postali, di quartiere, farmacie, ambulatori, palestre.

    Scuole : si fa riferimento ad asili nido, scuole elementari, medie, superiori e università. Sicuramente Bologna è rinomata per essere uno dei poli universitari più eccellenti. È entrata anche nelle classifica europea delle migliori università;posti nido disponibili nella zona (quelli privati valgono la metà, perché costano;

    Cultura : Il parametro è composto da una media ponderata di 4 fattori: il numero di sale cinematografiche; la quantità di teatri e la loro importanza, il numero di biblioteche, i musei e il patrimonio storico artistico.

    Bologna offrendo tutto questo è riuscita ad aggiudicarsi il podio per la città con la miglior vivibilità.

  • Bologna : la città del vivere bene

    L’Agenzia del Territorio è quell’ente che si occupa di stabilire il come si vive nel Bel Paese e nelle relative regioni, capoluoghi, provincie e comuni. Secondo l’Agenzia del Territorio sulla scelta di case nelle provincie regionali incidono cinque fattori di importanza relativamente alta :

    Parchi e Sport : Si tiene conto dei parchi comunali in cui è possibile andare a rilassarsi, studiare, stare in compagnia di amici e fare quattro chiacchiere ;

    Negozi : devono trovarsi in un raggio di 600 metri dal centro della zona. Vengono anche tenuti in considerazioni la presenza o meno di mercati rionali e di grandi centri commerciali nelle vicinanze della zona ;

    Sicurezza : viene calcolata su cinque diversi tipi di reati denunciati che sono danneggiamenti, furti, rapine, violenze sessuali e spaccio che avvengono in ogni zona della città o nelle immediate vicinanze e rapportati al numero di abitanti della zona stessa ;

    Anziani : si pone un occhio di riguardo al numero di centri sociali, di case di cura e di i centri di assistenza diurna ;

    Ristoranti e locali : i ristoranti vengono calcolati senza distinzioni tra trattorie, pizzerie, osterie, take away e così via. Si calcola ristoranti e locali nel centro città e nel raggio di 600 metri dal centro geografico della zona. Per i locali si intende tenere conto di discoteche, bar e club nel centro città e nella periferia limitrofa.

    Secondo l’Agenzia del Territorio, seguendo questi parametri, ha decretato che la città in cui si vive meglio è Bologna. Se vuoi andare via di casa e crearti il tuo futuro indipendente dirigiti alla ricerca di case di Bologna, capoluogo emiliano in cui vivere è possibile nel migliore dei modi.


  • Case a Bologna : buoni appartamenti in tutte le zone della città

    “Appartamento con tre locali situato al piano secondo e composto di ingresso, soggiorno, cucina abitabile, due camere, bagno, balcone, cantina. Riscaldamento autonomo. Affitto mensile 650 euro spese escluse” . Ecco uno dei tipici annunci che i giovani trovano su giornali free press, appesi al lampioni della luce o incollati sulle mura della città. Un affitto veramente elevato per un giovane precario o per un giovane alle prime esperienze di lavoro. Nonostante prezzi alti i dati dell’Agenzia del territorio mostrano che il posto migliore dove vivere è Bologna e che cercare case di Bologna è più facile. La ricerca di case in questa città non ha tempi troppo lunghi, riesce a stare entro i 55 giorni di ricerca, e solitamente mette a disposizione ogni genere di abitazione, ogni persona riesce sempre a trovare ciò che sta cercando. Senza aggiungere che il prezzo della casa è il primo parametro preso in considerazione da chiunque quando sceglie l’abitazione. Il prezzo va sempre paragonata alla qualità dell’immobile che si desidera. Il prezzo di un immobile può sembrare alto però va sempre giudicato dopo aver visitato l’appartamento e aver preso in considerazione la zona della città in cui si trova. È molto difficile stabilire lo stato degli immobili in una zona piuttosto che in un’altra, bisognerebbe guardarli uno a uno, dentro e fuori. Va detto che spesso capita che le zone dove costano di più, le case sono messe male mentre in punti dove costano poco, magari in periferia, sono nuove. Bologna però differisce da questo in quanto non ci sono zone piene di catapecchie ed altri quartieri tirati a lucido.


  • www.che tipo di casa cerchi.?

    Sei in cerca di case di Bologna? Se la tua risposta è si allora prima di partire sparato a mille alla ricerca di una qualsiasi casa è sempre meglio avere le idee chiare su cosa si sta andando a cercare. Quando si parla di casa intesa come unità abitativa allora le vie nelle quali ci si andrà a imbattere sono svariate. Le unità abitative che vanno per la maggiore sono :

    Casa monofamiliare. È quel tipo di casa destinata ad ospitare un solo nucleo famigliare e può essere o casa isolata oppure casa a schiera. La prima è quella tipologia di casa circondata da uno spazio verde privato e un considerevole sviluppo di strade e di servizi mentre la seconda è un’aggregazione di alloggi unifamiliari, ciascuno dei quali ha due lati in comune con gli alloggi contigui e dispone di due fronti liberi, l’ingresso e il giardinetto privato, e generalmente si dipana su due piani.

    Palazzina plurifamiliare. È un condominio consistente in un fabbricato solitamente libero da ogni lato, costruito su aree piuttosto ristrette, con 2-6 appartamenti per piano e con un numero variabile di piani solitamente 3-6. Caratteristico di questa tipologia abitativa sono i cortili interni .

    Casa a torre. È un condominio isolato a sviluppo verticale le cui origini nascono dalla necessità di diradare nel verde gli edifici pur mantenendo alta la densità abitativa; essa può superare i 30 metri e presenta un numero variabile di appartamenti per piano.

    Casa in linea. È un impianto strutturale variabile per numero di piani, che possono essere oltre dieci; tali costruzioni sono ubicate nel verde e dotate di scuole, servizi commerciali e per il tempo libero.

    Scegliere la casa giusta vuol dire mettere in preventivo un sacco di elementi tra cui un eventuale famiglia, quindi è una scelta che va fatta con giudizio e cautela ricordandosi della possibilità di futuri eventi.