Tag: case a Firenze

  • Firenze, nessuno sfratto per gli inquilini delle case popolari

    Notizie che arrivano nelle case a Firenze. Il 16 Dicembre 2010 è stato resa pubblica la decisione ufficiale di non penalizzare le case popolari in Toscana. L’assessore al welfare e alle politiche abitative Salvatore Allocca afferma che “le case popolari non subiranno ritardi gli interventi in corso, quelli con i cantieri già aperti, ma neppure gli interventi solo programmati, per il 2011 e per gli anni successivi”. Questa affermazione è stata fatta pubblicamente anche tranquillizzare il Suina e cioè il Sindacato Nazionale Unitario Inquilini ed Assegnatari. La preoccupazione degli inquilini delle case popolari era sorta quando, il 15 Dicembre 2010, la giunta regionale aveva scelto di prendere in prestito 130 milioni dai fondi accantonati negli anni scorsi per la casa e l’edilizia residenziale popolare. La motivazione di questo prestito sarebbe quella di tamponare il taglio sui trasporti pubblici locali dovuto alla manovra estiva del governo. L’assessore Allocca per tranquillizzare ancor di più gli inquilini delle case popolari ha aggiunto “292 milioni di euro per la casa avevamo e 292 milioni rimarranno a disposizione per garantire il sostegno agli affitti. addirittura nel bilancio 2011 e’ stato inserito un contributo suppletivo di 10 milioni di euro. La somma stanziata per la costruzione di case popolari non poteva essere spesa tutta nel 2011 e quindi è prevista una programmazione pluriennale. Così i 130 milioni, presi ora in prestito per non far fermare bus e pullman e che l’anno prossimo non sarebbero stati utilizzati, torneranno nel fondo originario grazie all’accensione di mutui e prestiti: a disposizione fin dall’anno successivo. Il sostegno per garantire l’accesso delle famiglie, ma anche dei giovani, ad una abitazione con canoni sostenibili e’ tra la priorità dell’attuale giunta”.


  • Lo sfratto a Firenze è affrancato e in arrivo via poste italiane!

    Notizie per le case a Firenze. Il Comune del capoluogo toscano ha imposto il diktat : “Entro un mese dovete lasciare quelle case”. Questo diktat è rivolto alle 20 famiglie italiane che dal 1990 occupano abitazioni popolari a Ponte di Mezzo. Il Comune ha comunque deciso di sfrattarli nonostante i loro regolari pagamenti di indennità di occupazione. La notizia è arrivata via posta la scorsa primavera a tutti gli inquilini delle case popolari. Questa è l’ennesima dimostrazione che l’Italia da troppo tempo è colpita dall’emergenza casa : non è molto normale che persone che vivono da vent’anni nello stesso territorio (via Carlo del Prete, via Rossellini, via Piaggia e via Enrico il Navigatore ) che hanno messo in piedi una fitta rete di relazioni interpersonali, che in quei luoghi hanno vissuto esperienze importanti siano costrette a lasciare le loro radici. Chi ha denunciato l’accaduto lo scorso Aprile 2010 è stato Lorenzo Bargellini, leader del movimento di lotta per la casa, che ha affermato “non ci piace il modo in cui il Comune si è posto rispetto a questo problema inviando una lettera, che è una sorta di brutto ultimatum. Se il Comune ha bisogno di quelle case poteva rivolgersi alle persone concertando per loro una soluzione alternativa. Non si può pensare di risolvere il problema dell’emergenza abitativa liberando venti alloggi popolari, scatenando una guerra contro i poveri chiediamo che, in vista delle elezioni regionali, le istituzioni decidano per una sanatoria che nella sostanza blocchi gli sfratti. A lungo termine, poi, il problema si risolve recuperando le tante strutture abbandonate in città, destinandole all’edilizia residenziale popolare”.

  • Consegnati i 20 alloggi ecosostenibili a Firenze

    Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, ha affermato “in Italia, dopo Bolzano, siamo i primi a fare case popolari in classe A, il top della sostenibilità ambientale”. Affermazione fatta durante la cerimonia di consegna delle chiavi e del taglio del nastro di 20 alloggi ad affitto calmierato. Venti alloggi situati in un complesso edilizio di via Canova. Queste case a Firenze sono stati assegnati attraverso un bando pubblico che ha permesso l’affitto degli alloggi a cifre basse : 450 euro al mese circa per 65-70 metri quadri. Queste case sono per di più state realizzate con criteri di edilizia sostenibile ed è per questo che il sindaco le ha definite di classe A. un appartamento di classe A è un appartamento che consuma meno di 30 kW ora al metro quadro ogni anno e cioè ben 5 volte meno di un comune appartamento, ha gli infissi con doppi vetri riempiti di gas argon , il solare termico, il fotovoltaico e la stessa struttura è edificata in modo tale da evitare al massimo le dispersioni di calore. Il motivo per il quale il sindaco e tutta la giunta comunale ha deciso di edificare case ecosostenibili è perché “il risparmio energetico è un tema importantissimo per il nostro futuro. Credo che le città debbano migliorare il proprio livello di costruzione, partendo dagli alloggi popolari o da quelli di housing sociale, e inoltre inserire nei regolamenti edilizi criteri molto duri. Noi questi criteri li imporremo per tutti gli interventi” – spiegazione di Matteo Renzi. Entro la metà del 2012 è prevista la costruzione di altri 60 alloggi con le stesse caratteristiche e il rispetto per la natura.


  • I dati della questura di Firenze relative a furti e denunce

    L’ANSA ha divulgato la notizia secondo la quale calano i reati ma aumentano i furti nelle case a Firenze. Questa affermazione si basa su dati provenienti dalla questura di Firenze i quali mettono in evidenza che nel 2010, rispetto al 2009, i reati sono diminuiti del 14,35%, e cioè sono passati da 58.361 a 49.984 in provincia e da 34.101 a 30.066 nel centro città ( calo del 11,8% ). Fra i dati significativi spiccano le denunce per guida in stato di ebbrezza: in un anno sono state registrate 360 denunce e cioè una media di quasi una al giorno. Oltre a ciò vengono mostrati i dati degli omicidi volontari che tra il 2009 e il 2010 sono aumentati da 5 a 9. In diminuzione invece sono state segnalate le rapine con il loro calo del 15,84%, i furti dell’8,19%, gli scippi del 37,22%; nonostante questa diminuzione i furti in abitazione sono passati da 1.174 a 1.356 (+15,5%). Questi dati riguardano tutto l’anno appena trascorso e fanno riferimento solo a Firenze e provincia. È un buon risultato quello della diminuzione dei reati; risultato che indica una buona condotta della giustizia italiana e una buona applicazione della legge e delle relative da parte sia delle forze dell’ordine che dei cittadini italiani e stranieri. Nonostante questa diminuzione 360 denunce al giorno – 1 denuncia per giorno praticamente – è ancora una dato statistico troppo elevato. È su questo dato che bisogna che Firenze e la sua provincia deve lavorare; denunce per furti in case o per guida in stato di ebbrezza ecco le principali motivazioni di denuncia.

  • La situazione immobiliare di 8 città italiane

    Roma e Milano fanno da capogruppo alla lenta ma reale ripresa del mercato del mattone in Italia. A Roma, così come a Bologna e Milano, sono cresciute le compravendite delle case nei ultimi tre mesi del 2010. A differenza di queste tre città, il mercato della compravendita di case a Firenze, Palermo e Torino si presenta come un motore a diesel cioè fatica a riprendersi, fatica a mostrare segni positivi di ripresa. Tutti questi dati vengono resi pubblici dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia del Territorio. I dati emersi da statistiche, analisi e ricerche fatte nel mercato del mattone sono i seguenti :

    Roma, negli ultimi mesi, mostra una crescita nelle vendite residenziali pari al 13,9%;

    Milano è segnato da una crescita , sempre negli ultimi tre mesi e sempre nel mercato della compravendita residenziale, del19,7%;

    Bologna ha registrato un incremento del 7% nello tesso segmento di analisi;

    Firenze presenta due dati negativi e cioè un mercato della città in scesa del 7,4% e un mercato della provincia in scesa del 4,7%;

    Palermo, come Firenze, mostra dati negativi sia nel centro città ( – 10,6% ) sia nei paesi di provincia ( – 21% );

    Torino segue a ruota le due città appena citate e non mostra segni di ripresa se non numeri in percentuale ante ceduti da un segno negativo; infatti segna un – 2,3% in città e un – 1,8% in provincia

    Genova e Napoli si fanno compagnia in un mercato immobiliare segnato da stabilità.

    Una media di questi dati porta a vedere il bel Paese più verso segni di ripresa immobiliare che verso una continua crisi.


  • Nord e Sud alle prese col mercato immobiliare

    Il 2010 sta giungendo al termine e ognuno di noi inizia a fare un resoconto dell’andamento dell’anno. Ciò avviene ance nel campo del mercato immobiliare. Durante tutto il 2010 la compravendita delle case a Firenze e Palermo ha assistito ad un ulteriore calo che si trova in netto contrasto con la lieve e lenta ma reale ripresa di Milano e Roma. Ecco alcune immagini delle situazioni delle città italiane :

    Roma e Milano : L’agenzia del Territorio mostrano che, durante tutto l’arco del 2010, la Capitale dello stato e la capitale dell’industria hanno visto segni positivi di rialzo. Le compravendite delle due metropoli hanno segnato una crescita del 13,9% per Roma e del 19,75 per Milano. Dati emersi da un confronto con il 2009.

    Bologna : leggera ripresa del mercato anche per la capitale dei tortellini che mostra una crescita del 7% in centro città e del 1,35 in provincia.

    Firenze e Palermo : città che mostrano un andamento negativo. La percentuale di compravendita è stata in continua discesa per tutto il 2010. A Firenze e provincia si è registrato un calo della compravendita pari al 4,7% mentre a Palermo il valore in percentuale era paria al 21%.

    Altre città come Torino, Genova e Napoli hanno invece visto un andamento del mercato immobiliare sempre stabile senza grandi picchi di salita positiva o negativa discesa. L’unica cosa che li caratterizza è che le loro provincie non godono, a differenza del centro città, di un andamento di ripresa ma di scesa.

  • Firenze, Professore dell’Università morto in casa per arresto cardiaco

    Luogo : Firenze. Il 10 Novembre in una delle case a Firenze di via Campora è stato rinvenuto il corpo di Leonardo Baglioni. Professore di sessantaquattro anni, insegnante all’Accademia delle Belle arti e all’Università di Firenze, è stato ritrovato privo di vita nella sua casa studio. Il cadavere del professore è stato rinvenuto dai carabinieri e dai vigili del fuoco. Queste forze dell’ordine si sono recati nell’abitazione di vai Campora sotto segnalazione di un’amica del professore. La stessa amica aveva contattato i luoghi di lavoro dell’uomo entrando a conoscenza del fatto che erano giorni che non si recava a lavoro. Collegando questo fatto al silenzio ricevuto dallo stesso professore alle chiamate fattegli negli ultimi giorni, la donna aveva iniziato a preoccuparsi e per questo motivo la sera del 10 novembre si è recata presso la sua abitazione. Una volta giunta in via Campora la preoccupazione è aumentando quando l’uomo non ha risposto neanche al campanello; in quel momento ha chiamato le forze dell’ordine che, dopo aver forzato al porta , hanno trovato il corpo dell’uomo riverso a terra. I primi accertamenti hanno ufficializzato la morte per arresto cardiaco. La salma del Professor Baglioni è situata alle Cappelle del Commiato di Firenze mentre si attendono le esequie.

    Il Professore era noto anche per le sua collaborazioni con Carlo Ludovico Ragghianti e per le sue iniziative e i suoi progetti per case editrici, musei, mostre ed esposizioni. Oltre a questo non vanno dimenticate le sue azioni nel campo dei trasporti e dei sistemi segnaletici.


  • 2007-2010 : un triennio di cali nel mercato immobiliare toscano

    La Toscana detiene il primato per il calo degli acquisti immobiliari residenziali degli immigrati. Le statistiche hanno passato a setaccio gli ultimi tre anni, dal 2007 ad oggi, con il risultato che nel 2007 il numero delle compravendite di si aggirava intorno ai 12.800 mentre l’anno corrente, che sta giungendo al termine, ha registrato un numero pari a 5.100 di affari conclusi da stranieri; un calo registrato pari al 60,1%. Gli esperti del campo della finanza e del campo immobiliare mettono in relazione questo calo vendite come una delle conseguenze della crisi economica e della perdurante difficoltà di accesso ai finanziamenti immobiliari finanziati dalle banche. Per il 2011 si prevede un ulteriore calo della compravendita da parte degli stranieri, un calo del 8,9%; se così fosse aumenterebbe la domanda per l’affitto oppure il fenomeno sociale e culturale della coabitazione. A differenza di ciò il presidente di scenari Immobiliari, Mario Breglia, spiega che le previsioni per l’anno prossimo vengono stimate circa 6.500 compravendite di case con immigrati, quindi parla di un possibile incremento del 27,4% per quanto riguarda le case nel capoluogo di provincia, le case a Firenze.

    In ultima analisi va detto che l’aumento o il calo della compravendita delle case di Firenze, come di quelle di Roma, di Treviso o di qualsiasi luogo in Italia dipendono sicuramente da diversi elementi tra cui in primis il costo dell’immobile. Un prezzo incide sulla possibilità di acquisto di una casa quindi il fattore economico non va sottovalutato mai, va sempre tenuto in considerazione a tutto tondo. Se il tuo conto corrente però ti dà la possibilità di acquistare un immobile e la tua voglia di indipendenza si fa sempre più repellente, allora connettiti ad internet e inserisce case Firenze come chiave guida alla tua ricerca di un immobile.


  • Meglio una casa fresca che una casa-forno

    Siamo prossimi all’inverno e le temperature sono ormai in picchiata. Scatta dunque un po’ per chiunque la corsa a cappotti, sciarpe, guanti, cappelli. E termosifoni. Già, perché tutti, giovani e anziani, uomini e donne, nutrono il desiderio, soprattutto mentre sono nel traffico e in attesa con l’ombrello sotto una pioggia scrosciante, di tornare a casa e trovare un piacevole e confortante tepore. Quest’anno, però, il desiderio tanto comune di temperature tropicali o quasi si scontra con l’orientamento generale da parte delle amministrazioni locali di sforbiciare qualche grado nei riscaldamenti di case e uffici.

    Gli esempi sono tanti e sicuramente in linea con il rispetto dell’ambiente, dato che il riscaldamento provoca un aumento esponenziale delle emissioni PM10. Ma, d’altra parte, una limitazione delle temperature costituisce sia un buon avvio sulla strada del contenimento degli sprechi, sia una buona abitudine favorevole alla salute dei cittadini. Soprattutto perché una temperatura non giusta, un’umidità fuori norma e una mancata rigenerazione dell’aria finiscono per provocare una serie di malanni, primo dei quali le forme, peraltro molto diffuse, di infezioni respiratorie.

    Diversi sono comunque gli interventi locali in tal senso: nelle case a Firenze, il sindaco obbliga gli abitanti a stare a 18 gradi, mentre negli uffici la soglia scende a 17. Sempre in Toscana, Prato ne prevede 19, ma per un massimo di 10 ore. Insomma, gli amministratori locali non restano con le mani in mano, anche se sono moltissimi i cittadini, sparsi per tutta la penisola, che non rispettano i limiti previsti. Ma una casa-forno non è certo una buona ricetta per la salute.

  • Papaleo ha esportato il turismo lucano in Inghilterra

    Per gli inglesi a caccia di affari in Italia, le case a Firenze e nella campagna toscana hanno sempre rappresentato un buon bacino al quale attingere. A quanto pare qualcosa deve essere cambiato nell’orientamento generale se il Financial Times, il principale quotidiano economico e finanziario britannico, ha deciso di dedicare un pezzo alla Basilicata titolandolo Tuscany in the making. Ad aprirlo, la foto di una splendida villa a Maratea. Una regione, quella lucana, poco conosciuta già all’interno dei confini nazionali, come ironizza il recente film di Rocco Papaleo Basilicata Coast to Coast, che pure l’articolo del Financial Times non dimentica di citare.

    Eppure quel che la giornalista nota è la straordinaria ricchezza di questa sottovalutata terra dell’Italia meridionale, dove antiche rovine, borghi medievali, montagne e un mare cristallino (con menzione speciale per l’ottima cucina) costituiscono un patrimonio invidiabile e quel valore aggiunto che gli stranieri desiderano quando cercano casa in Italia. Una ricchezza naturale che contrasta con le difficoltà economiche che la terra si trova a subire e che si ripercuotono anche sul mercato immobiliare.

    Per i prezzi tipo si prende ad esempio il centro turistico di Maratea, uno dei più ammirati della costa lucana, e lo si paragona alla costiera amalfitana: ai prezzi compresi tra i 6mila e gli 8mila al metro quadrato del centro di Amalfi e Positano corrispondono i poco più di 3mila euro al metro quadrato di una abitazione al centro storico di Maratea. Un vero e proprio affare, come i tanti che si possono fare tra i vari centri snocciolati dall’articolo del giornale britannico. In una regione che i giovani oggi continuano ad abbandonare in cerca di una buona occasione altrove.