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  • Seconde case, quotazioni in calo

    Secondo le rilevazioni dell’Ufficio Studi di Immobiliare.it (www.immobiliare.it), nei primi 6 mesi del 2014 le quotazioni immobiliari delle seconde case nelle località turistiche hanno segnato una flessione media dei valori richiesti pari al -2,5%; queste svalutazioni non sono omogenee su tutta la penisola italiana ma, come per il mercato residenziale, sono più intense nelle zone meridionali: fra queste la Calabria e la Campania (-7,0%), la Sicilia e la Sardegna (-5,0%) e la Puglia (-4,0%) hanno fatto segnare i cali maggiori. Relativa stabilità si è riscontrata nella Riviera Romagnola (+0,2%), in Toscana (-0,2%) e Liguria (-0,4%). Unico trend positivo viene dall’Alto Adige, con un +2,8% rispetto all’anno precedente.

    «Oggi è, in generale, un buon momento per comprare una seconda casa: l’offerta è sicuramente ampia e variegata, mentre la domanda resta ancora flebile, lasciando quindi buoni spazi di trattativahadichiarato Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it. Assistiamo a ribassi anche superiori al 15% del prezzo richiesto inizialmente».

    Dall’analisi delle richieste fatta da Immobiliare.it è emerso chiaramente come il mercato sia oggi legato principalmente ad una domanda di seconda casa non spinta da fini di investimento o messa a reddito – per via dell’inasprimento delle imposizioni fiscali legate all’utilizzo degli immobili per locazione – ma dalla volontà di acquistare e goderne direttamente.

    Come variano, però, domanda, offerta e prezzi nelle diverse regioni italiane? Di seguito la sintesi di alcuni focus regionali condotti da Immobiliare.it.

    Le seconde case in Liguria

    In controtendenza con le dinamiche nazionali, in Liguria resiste ancora una percentuale di acquisti con obiettivo di messa a reddito e non di utilizzo come seconda casa: pur in forte flessione rispetto al passato, è valutabile nell’ordine del 15% della domanda. Qui la maggior parte delle richieste proviene da Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna: il taglio più cercato è il bilocale di 50-55 mq, magari con vista mare e posto auto, anche se non sempre le soluzioni con queste caratteristiche sono reperibili sul mercato o lo sono ad un premium price. Un buon usato costa in media 3.500-4.000€ al mq, con punte di 6.000€ al mq se l’immobile ha la vista mare; si cresce ovviamente cercando casa nelle cosiddette top location (Santa Margherita, Alassio etc.), dove si arriva anche a valori da 10.000-13.000€/mq. Gli immobili che costituiscono l’offerta di seconde case sono prevalentemente soluzioni degli anni ’60-’70 in buone condizioni esterne; interessante è anche l’offerta di appartamenti di nuova costruzione, a prezzi medi di 4.000-4.250€ al mq. Da segnalare anche la presenza di alberghi dismessi sul lungomare che potrebbero essere o recuperati in futuro e restituiti allo loro funzione ricettiva o trasformati in uso residenziale.

    Le seconde case in Trentino Alto Adige

    L’area montana esprime una crescita nella domanda grazie alla qualità costruttiva degli interventi e all’integrazione ambientale. Principali compratori delle seconde case qui sono Lombardi e Veneti, mentre la soluzione più richiesta è il bilocale in residence, con prezzi medi da 225.000€ a 265.000€.

    Le seconde case in Lombardia

    Nell’ultimo anno i lombardi sembrano avere riscoperto l’amore per la seconda casa in montagna e questo ha portato a notevoli incrementi di prezzo soprattutto in 3 località: Bormio, Livigno e Ponte di Legno. A Bormio, che riesce ad attirare anche gli amanti delle terme, gli importi richiesti da chi vende sono cresciuti anche del 7%; Ponte di Legno come Livigno hanno visto salire i prezzi in percentuali molto vicine al 4%. Per molti la casa in montagna non è più legata alla sola stagione invernale, ma sempre più spesso diventa meta anche per fine settimana o periodi estivi.

    Le seconde case in Emilia Romagna

    Pur avendo la regione una certa stabilità nei prezzi, l’indagine di Immobiliare.it ha registrato una diminuzione dell’1.6% nelle quotazioni immobiliari su Rimini. La disponibilità media di spesa, per chi decide di acquistare la seconda casa in questa regione, è di 100-150.000€. L’offerta immobiliare include appartamenti in residence degli anni ’70-’80 dove un buon usato costa dai 3.500 ai 4.300€ al mq. Il mercato immobiliare turistico vede protagonisti soprattutto acquirenti provenienti dell’Emilia (in particolare Modena, Bologna e Ferrara), ma è anche significativa la presenza lombarda e tedesca.

    Le seconde case in Toscana

    La costa toscana, soprattutto nella sua parte grossetana, è movimentata dalle compravendite di seconde case che vede protagonisti principalmente fiorentini, pratesi, senesi ed anche milanesi: investitori che scelgono le zone dell’Argentario o quelle immediatamente prossime ad esso per passare le vacanze. La tipologia più ricercata è il trilocale, possibilmente con posto auto. L’incremento dei prezzi nella zona di Orbetello è stato di poco inferiore al 3% e in questa zona un buon usato costa in media 4.000 € al mq, ma si raggiungono punte di 5.000-6.000€ al mq per le zone fronte mare. Se ci si sposta lontano dal mare e oltre l’Aurelia, le quotazioni scendono a 3.200€ al mq per un buon usato.

    Le seconde case nel Lazio

    A cercare la casa per le vacanze lungo la costa laziale sono acquirenti che arrivano da Roma, da Frosinone e dalla Campania, in particolare Caserta e Napoli. Ricercano soprattutto trilocali indipendenti, porzioni di ville a schiera, bifamiliari e trifamiliari con giardino. La disponibilità media del cliente tipo va da 180.000 a ad un massimo di 250.000€. Al momento la zona più richiesta è quella che va da San Felice Circeo a Terracina, visto che qui si registrano le quotazioni più basse e il miglior rapporto qualità/prezzo anche se, in virtù della forte domanda, i prezzi sono leggermente cresciuti, segnando un incremento dell’1,8% anno su anno; per una porzione di villa di 80 mq si possono spendere da 250 a 270.000€, con punte massime di 330-350.000€ quanto più ci si avvicina a San Felice Circeo.

    Le seconde case in Campania

    Quello campano è un mercato che è andato in difficoltà registrando una perdita di valore importante (-18% in tre anni e -7% da gennaio 2014). Fa eccezione Amalfi (+5% i prezzi), in espansione per via all’accresciuto interesse dei turisti stranieri nei confronti della località e, di conseguenza, nella profittabilità di un investimento volto alla messa a reddito. Apprezzate anche le località nelle immediate vicinanze (Maiori, Minori). Chi vuole una seconda casa in zona cerca soprattutto monolocali e bilocali, con vista panoramica, possibilmente sul mare, non lontano dal centro. La disponibilità di spesa media è di 300.000€.

    Le seconde case in Puglia

    Pur con previsioni positive per la stagione estiva, il dato delle compravendite fa registrare una flessione delle quotazioni immobiliari (-4%). La regione beneficia di un turismo variegato, proveniente non solo dalla Puglia, ma anche dalle regioni settentrionali (la Lombardia è quella con il maggior numero di turisti, seguita da Piemonte e Veneto) e dall’estero, in particolare tedeschi, francesi e olandesi. Un flusso di così lungo raggio, però, comporta una bassa propensione all’acquisto. Nella zona di Gallipoli si possono acquistare bilocali e trilocali in condomini costruiti dopo gli anni ’70. Un buon usato si compravende a 1.100-1.200€ al mq, ma si possono raggiungere punte di 1.500€ al mq se c’è la vista mare. Si registra la richiesta di abitazioni da adibire a B&B, ma resta attività di piccola imprenditoria.

    Le seconde case in Calabria

    Le quotazioni immobiliari sono decisamente in difficoltà, in quanto i compratori sono prevalentemente calabresi e campani, mentre si è fortemente ridotta la presenza di acquirenti piemontesi e lombardi. Le tipologie più ricercate ad uso turistico sono il bilocale ed il trilocale, possibilmente con spazio esterno. Si preferiscono immobili situati sul lungomare, vale a dire condomini costruiti circa 25-30 anni fa, le cui quotazioni, se usati ed in buone condizioni, oscillano da 1.800 a 2.200€ al mq. Nel complesso il mercato delle seconde case ha visto una riduzione media del prezzo, dall’inizio dell’anno, pari al 7% circa.

    Le seconde case in Sardegna

    Se a livello complessivo la Regione ha visto diminuire del 5% il valore medio richiesto per l’acquisto di una seconda casa, le differenze fra nord e sud dell’isola sono notevoli, tanto per prezzi quanto per tipologie di immobili richiesti. Nell’area del Cagliaritano la richiesta di acquisto è principalmente locale e si orienta in primis verso soluzioni indipendenti, in genere piccole ville o palazzine con giardino, e a seguire appartamenti. Nell’area di Olbia e Sassari, invece, ad acquistare sono soprattutto lombardi e compratori internazionali. I primi prediligono gli appartamenti, i secondi invece puntano a soluzioni indipendenti anche nell’entroterra. Per un bilocale di 55 mq, nell’olbiese, si spendono circa 150.000€. La crescita di turismo straniero nella costa orientale – grazie all’intensificazione di voli low cost – ha determinato un maggiore interesse verso immobili meno costosi e non in luoghi in, anche se il mercato immobiliare d’élite della Costa Smeralda è sempre abbastanza stabile, con un turn over nella nazionalità degli acquirenti che ha visto gli arabi lasciare spazio ai russi. Per una soluzione indipendente non si spende meno di tre milioni.

    Le seconde case in Sicilia

    Bassa l’offerta di immobili sul mercato siciliano delle seconde case, anche perché non ci sono molte nuove costruzioni, se non quelle destinate ad essere utilizzate come prima casa. La tipologia più ricercata come casa vacanza in Sicilia è il bilocale, magari nei centri storici e vicino il lungomare. Nei centri si possono acquistare immobili d’epoca del XVII e del XVIII secolo, oppure case indipendenti su più livelli. Le soluzioni da ristrutturare costano 1.700-1.800€ al mq e quelle in buone condizioni 2200-2300€ al mq. Sul lungomare invece si possono trovare condomini degli anni ’60 e ’70, che, in buono stato, valgono 2.500€ al mq. Positiva la tenuta del prezzo per Taormina, dove rimane alta la domanda degli italiani ma anche di tedeschi e americani. In crescita le richieste di abitazioni per attività di B&B.

  • Mercato immobiliare: Sud cauto, ma al Nord (e tra le donne) torna la fiducia

    Il secondo trimestre del 2013 continua a segnare un ritorno di fiducia nei confronti del mercato immobiliare, con il Nord Italia più ottimista; secondo l’analisi di Immobiliare.it, se a livello nazionale la percentuale di chi ritiene che questo sia un buon momento per comprare casa è pari al 56% (era il 51% a luglio 2012), tra le regioni del Nord la percentuale arriva addirittura al 58%. Le regioni del Sud, di contro, sono molto più “tiepide”: lì la percentuale resta ferma al 53%.

    Questo è il dato più significativo ad emergere dall’analisi di Immobiliare.it sull’indice di fiducia dei consumatori (http://www.immobiliare.it/casa/informazioni/indice-fiducia-consumatori.php), uno strumento che monitora trimestralmente come cambia la percezione degli Italiani circa l’andamento del settore; si interpreta il “sentiment” del mercato analizzando le risposte di un campione di oltre 5.000 utenti del sito che, avendo nei tre mesi precedenti effettuato una ricerca o pubblicato un annuncio, hanno mostrato interesse verso il tema mattone.

    «Come per la rilevazione del primo trimestre, anche a metà del 2013 emerge una buona consapevolezza che questo sia un momento interessante per chi punta ad investire nel real estate – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.ite la differenza di “ottimismo” tra Nord e Sud è diretta conseguenza delle difficoltà che le diverse aree del nostro Paese stanno vivendo in questi anni di crisi. Segnaliamo altresì che resta forte, e costante, l’idea che vendere ciò che già si possiede sia una scelta poco previdente, viste le difficoltà a trovare un acquirente e il rischio di non ricavare quanto auspicato.»

    Se rimane stabile rispetto al 2012 la percentuale degli italiani che pensano non sia un buon momento per vendere casa (74,6% a luglio 2013 vs 74% a luglio 2012), quelli convinti del contrario sono il 12,3% del totale; l’8,7% degli intervistati, invece, preferirebbe attendere un altro anno per vendere.

    Rispetto allo scorso anno, aumentano di ben 7 punti percentuali gli attendisti dal punto di vista dell’acquisto: per il 28,4% sarebbe meglio rimandare l’investimento sul mattone di almeno dodici mesi, per potersi muovere in un contesto economico più sereno.

    Interessante notare che l’opinione delle donne è molto più schierata rispetto a quella del campione maschile: non è il momento per liberarsi di un immobile per ben l’80% del campione (mentre per gli uomini la percentuale è solo del 72%), a pensarla in maniera opposta è solo l’8% dell’universo femminile. Di contro, sul versante dell’acquisto, sono convinte che sia il momento giusto per investire ben il 62% delle donne, contro un più moderato 54% del campione maschile.

    Per quel che concerne, invece, l’idea dell’evoluzione prezzi degli immobili gli italiani sembrano avere le idee chiare: il 57,4% del campione intervistato è convinto che questi caleranno ancora (era 51% dodici mesi fa). Se non si rilevano differenze di percezione dal punto di vista dell’appartenenza territoriale, più interessanti sono le variazioni in base al sesso: per il 59% degli uomini i prezzi caleranno (solo il 53,6% delle donne la pensa allo stesso modo), mentre le donne dimostrano un atteggiamento più cauto, visto che tra loro si fa alta la percentuale di coloro che prefigurano una certa stabilità dei prezzi (quasi il 30%).

    Segnaliamo, in ultimo, che per oltre il 9% del campione la contrazione dei prezzi degli immobili si è già conclusa, le cifre degli immobili torneranno a gonfiarsi.

  • Immobiliare.it, in collaborazione con Nokia, lancia la app per Windows Phone

    Immobiliare.it continua nella sua strategia di innovazione e di investimento nel settore mobile lanciando l’app che permette la ricerca immobiliare anche su piattaforma Windows Phone, in collaborazione con Nokia (http://www.immobiliare.it/mobile/windowsphone/). Immobiliare.it è stato identificato da Nokia come portale di riferimento in Italia per la ricerca immobiliare: la collaborazione ha portato allo sviluppo di un’app creata per la piattaforma Windows Phone e ottimizzata per la gamma Nokia Lumia.

    «Siamo felici che Nokia abbia scelto noi come partner per la ricerca di immobiliare – ha dichiarato Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it. – L’applicazione ha già riscosso un’ottima accoglienza presso gli utenti, con una valutazione media di 4,5 su un massimo di 5. Guardiamo con grande attenzione alle potenzialità che la piattaforma Windows Phone sta dimostrando».

    L’applicazione di Immobiliare.it permette la ricerca degli immobili sulla base delle caratteristiche impostate, la visualizzazione della posizione su mappa, delle foto, dei dettagli, e offre la possibilità di contattare l’agenzia immobiliare o il privato che propone l’immobile. La versione appena lanciata permette anche la condivisione degli annunci grazie alle Live Tile; inoltre, è possibile visualizzare i nuovi annunci per le ricerche salvate direttamente su Start.

    «La collaborazione con Immobiliare.it rientra nella nostra strategia di offrire applicazioni con contenuti e servizi di qualità ai clienti Nokia in Italia – ha dichiarato Frangino Lucarini, partner manager Nokia – e l’accoglienza dimostrata dai nostri clienti all’applicazione dimostra che stiamo andando nella giusta direzione».

    Quel che è certo è che la ricerca immobiliare si sta spostando sempre più su dispositivi mobili: nel mese di maggio oltre il 25% degli accessi giornalieri su Immobiliare.it è stato effettuato da smartphone e tablet, tramite applicazioni o sito web mobile, con punte superiori al 35% nel weekend.

    Con il lancio dell’app per Windows Phone, Immobiliare.it espande ulteriormente la propria presenza su piattaforme mobili: con oltre 800.000 download e più di 16.000 recensioni con una valutazione media superiore a 4,5 su 5, è il riferimento in Italia per la ricerca di immobili anche attraverso smartphone e tablet.

  • La crisi morde e gli italiani cercano case più piccole

    Negli ultimi anni i bisogni degli italiani relativamente alla propria casa hanno subito significative trasformazioni e prova di ciò sono i mutamenti avvenuti nelle ricerche di immobili. Secondo un’analisi condotta da Immobiliare.it (www.immobiliare.it) su un campione di oltre un milione e mezzo di annunci, in soli sei anni i metri quadri ricercati dai potenziali acquirenti si sono ridotti, mediamente, del 10%.

    Concentrandoci sulle metropoli italiane si nota come, confrontando la superficie media di un immobile richiesto in acquisto nel 2013 con uno del 2007, a Milano si è passati da 87 metri quadrati a 76; a Roma la riduzione è stata ancora maggiore, passando dai 91 metri quadrati ricercati mediamente nel 2007 ai 75 del 2013.

    «È innegabile che la principale spinta a rivedere le proprie esigenze di spazio sia stato il crescente costo degli immobili e la difficoltà di accedere al credito – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.itma va considerato anche che la riduzione delle planimetrie delle case è avvenuta per una crescente razionalizzazione degli spazi, operata tanto negli immobili di nuova costruzione quanto nelle ristrutturazioni di quelle già esistenti.»

    Se si confrontano una planimetria tipo del 2013 con una del 2007 si vede non solo come l’unione di cucina e salotto e la scomparsa dei corridoi siano ormai due dati di fatto, ma anche come le camere da letto siano diventate sempre più piccole (mediamente oggi non più di 14 metri quadri la principale e non più di 9 le altre), fino a non riuscire a contenere altro se non il letto o poco più; spariscono specchiere, armadi in camera e, in alcuni casi, persino i comodini, sostituiti da parti studiate ad hoc nelle strutture dei letti.

    È cambiata anche la tipologia di immobile cercato: le famiglie italiane sono passate dal vivere in un quadrilocale ad abitare in un trilocale. Sempre tenendo come focus le grandi città di Milano e Roma, nel 2007 il 33% degli immobili acquistati erano quadrilocali e solo il 15% trilocali; nel 2013 ben il 26% degli immobili richiesti diventa trilocale raggiungendo la stessa quota del quadrilocale (27%). Nuove case implicano nuove esigenze: anche per un trilocale si pretendono due bagni. Ovviamente, entrambi più piccoli del bagno unico del passato.

    La domanda guida l’offerta immobiliare ed anche i costruttori si stanno adattando alle nuove richieste: «Diversi professionisti conclude Giordano – hanno iniziato ad utilizzare le banche dati dei portali per verificare la congruenza della loro offerta con le domande nella zona, facendo valutazioni sui tagli abitativi e arrivando anche a rimodulare le divisioni pensate nelle prime fasi progettuali.». Già, perché oggi, per essere venduta, la casa è meglio sia modulabile. E con tanti bagni.

  • I Francesi cercano casa a Roma, gli Inglesi puntano a Milano

    Gli stranieri, lo sappiamo, amano l’Italia e spesso vogliono anche comprar casa nella nostra nazione; meno noto, tuttavia, è che il loro interesse si focalizza su aree diverse in base alla loro provenienza. Secondo le rilevazioni di Immobiliare.it (www.immobiliare.it), leader di settore con oltre 800.000 annunci di vendita e affitto nel nostro Paese, e del suo partner internazionale LuxuryEstate.com, le ricerche dirette verso il Belpaese da cittadini non residenti in Italia si orientano su città diverse, con peculiarità interessanti e qualche punto fermo imprescindibile.

    I siti hanno messo sotto la lente le ricerche compiute dall’estero verso l’Italia da gennaio 2013 ad oggi e scoperto quelle che sono le mete più ambite da parte degli stranieri che pensano di comprare o affittare un immobile da noi. Com’era prevedibile, Roma è in assoluto la provincia in cui si dirige il maggior numero di stranieri: il 9% delle ricerche punta alla capitale, quasi il doppio delle domande convogliate sulla provincia seconda in classifica, Como che, a pari merito con Milano, raccoglie il 5% di tutte le ricerche effettuate dall’estero. Seguono poi Verona e Imperia (entrambe al 3%).

    Ma da quali Stati arriva il maggior numero di ricerche? Dalla Germania, innanzitutto, con una percentuale del 17%; a seguire dalla Svizzera, con il 14%, e dalla Gran Bretagna (10%). Non mancano, tra le prime 15 nazioni per numero di ricerche, sorprese come il Brasile, la Slovacchia e la Slovenia: anche qui, evidentemente, è forte l’interesse per gli investimenti sul mattone italiano.

    È nelle preferenze mostrate dagli stranieri, tuttavia, che troviamo gli elementi più interessanti: se i Tedeschi non sorprendono, orientandosi prevalentemente tra le province di Verona, Roma e Brescia, i nostri cugini francesi amano Roma e Milano, ma non disdegnano località marittime come quelle in provincia di Imperia. Gli Inglesi, che da sempre fanno dell’Italia una meta privilegiata per gli investimenti immobiliari, puntano a Milano e Roma, seguite da Imperia, La Spezia e Bari.

    I Russi, invece, si confermano interessati a località di prestigio: Oristano, Roma e Venezia rappresentano le province più cliccate. Milano, pur tanto visitata dai ricchi russi in tempo di saldi, è solo quarta nella classifica delle ricerche. Alcune curiosità: la provincia più ambita dai cittadini dei Paesi Bassi è quella di Forlì-Cesena, per gli Svedesi è Palermo, per i Norvegesi è Asti, per i Danesi è Trento, per gli Irlandesi è quella di Monza-Brianza.

    Spostandosi fuori dall’Europa il quadro cambia ancora: tra i cittadini degli Stati Uniti, ad esempio, la provincia più richiesta è quella di Vicenza, chiaramente per via della base militare dell’Esercito degli Stati Uniti di Camp Ederle. Seguono poi le province di Ragusa, Isernia e Firenze. Le indagini immobiliari compiute dai cittadini argentini, invece, indicano Roma come meta ideale, forse per merito dell’elezione di un loro connazionale al soglio pontificio. Anche i Canadesi puntano a Roma, che è seguita da Cosenza, Grosseto, Milano e Benevento. Scelte poco turistiche, queste, che fanno pensare ad una immigrazione di ritorno più che a specifici investimenti lucrativi. Tra i risultati più curiosi: la provincia più ambita nelle ricerche provenienti dalla Turchia è Arezzo, dall’Australia è Como, dall’Indonesia è Firenze, dall’Algeria è Parma, dal Messico è Lecce.

    «Oggi il 2% di chi punta all’acquisto di un immobile in Italia non è residente nel nostro Paese – ha dichiarato Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it e rilevare questo interesse da parte degli stranieri è un fattore positivo che fa bene al nostro mercato immobiliare. Quel che è importante è che, da Nord a Sud, tutta l’Italia rientra nei gusti e nei progetti di investimento delle altre nazioni del mondo, non solo i tradizionali luoghi del turismo e degli affari».

    Se ci si concentra solo sugli immobili di pregio, però, il quadro cambia: il mercato del lusso vede la presenza straniera salire ad oltre il 9%. Stando alle rilevazioni di LuxuryEstate.com (http://it.luxuryestate.com) – specializzato in immobili di prestigio – la ricerca di immobili si concentra su Roma e Milano, innanzitutto, seguite dalla zona delle colline toscane, la provincia di Genova (Santa Margherita Ligure in primis), Cortina d’Ampezzo (BL) e la Costa Smeralda (OT).

  • Immobili: in un anno i prezzi medi di vendita calano del 4,2%

    Il mercato immobiliare italiano continua a soffrire ma se i primi mesi del 2013 non invertono la tendenza, quantomeno la arrestano in molte parti d’Italia. Questa è la prima conclusione a cui è giunto l’Osservatorio sul Mercato Immobiliare residenziale italiano condotto da Gruppo Immobiliare.it (www.immobiliare.it) e relativo non solo al secondo semestre 2012, ma anche al primo bimestre del 2013. Mentre a livello nazionale il prezzo medio degli immobili è diminuito del 4,2% su base annua, e del 2,6% su base semestrale, grandi e piccoli centri hanno evidenziato importanti differenze: «La flessione dei prezzi è stata comune su tutto il territorio nazionale – dichiara Guido Lodigiani, Direttore Corporate e Ufficio Studi di Gruppo Immobiliare.it ma nei comuni con oltre 250.000 abitanti la contrazione è stata del 6,5%, quasi doppia rispetto al -3,8% registrato nei centri con meno di 250.000 residenti». Nord, Centro e Sud Analizzando i dati relativi alle macro aree del Nord, del Centro e del Sud Italia, è evidente come la diminuzione dei prezzi richiesti per la vendita degli immobili sia stata maggiore nel Meridione. Qui, su base annua, il calo è stato pari al 7%, vale a dire più del doppio di quanto non sia stato nel Centro Italia (-3,3%) e comunque superiore anche rispetto al Settentrione, dove la diminuzione annuale è stata del 5%. Concentrandosi sul solo secondo semestre, invece, le differenze si fanno meno nette, ed è al Nord che i prezzi diminuiscono in maniera maggiore. Nelle regioni settentrionali gli ultimi sei mesi dell’anno hanno fatto registrare una flessione pari al 3,1%, mentre il Centro Italia ha chiuso il semestre con un -1,7% e le regioni del Sud con un -2,5%. I prezzi più alti per comprare casa sono stati richiesti, a dicembre 2012, in Centro Italia (2.665 €/al metro quadrato), mentre quelli più bassi al Sud (1.790€/al metro quadrato). Affitti e Compravendite Sia le domande di compravendita sia quelle di locazione diminuiscono ancora e, come rilevato già nel semestre scorso, continua a crescere l’interesse per gli affitti rispetto alle compravendite: nel corso del secondo semestre, infatti, il calo delle domande di compravendita è stato pari al 15%, quello delle domande di affitto all’11%. Al contrario, l’offerta immobiliare continua a crescere e, pur avendo subito un leggero calo nel mese di ottobre 2012, è aumentata in maniera pressoché costante fino a dicembre; anche gennaio e febbraio 2013 fanno registrare incrementi rispetto ai medesimi periodi dell’anno precedente, sia pure inferiori alla chiusura del 2012. Gli italiani, notoriamente popolo restio a concedere in affitto le proprie case, stanno però cambiando lentamente idea o, forse, fanno di necessità virtù. Ecco quindi che, in generale, in tutto il 2012 e nel primo bimestre 2013 la crescita dell’offerta di immobili in affitto è stata superiore a quella dell’offerta degli immobili in vendita nella misura del 6%; va detto tuttavia, che la disponibilità di immobili in vendita sul mercato italiano rimane superiore a quella degli immobili in affitto. Le più care e le meno costose Secondo i numeri dell’Osservatorio di Gruppo Immobiliare.it, nell’ultimo mese del 2012 le città più care d’Italia sono state quelle d’arte: in tutte il prezzo medio di vendita è stato superiore ai 4.000€ al metro quadro. Roma è prima con 4.742€ al metro quadro, seguita da Venezia (4.330€), Siena (4.175€) e Firenze (4.150€). Rimane fra le città più costose anche Milano (4.179€). Le meno care, invece, sono tutti capoluoghi di provincia del Sud e con una popolazione residente inferiore ai 250.000 abitanti: Caltanissetta (1.125€), Reggio Calabria (1.230€) e Vibo Valentia (1.240€). I prezzi nel primo bimestre 2013 Se il quadro del 2012 è chiaro, i primi mesi di 2013 che segnali stanno dando? «Le realtà che hanno vissuto flessioni forti dei prezzi – continua Lodigiani sembrano essere avviate su una linea di maggior tranquillità». I prezzi nelle città con oltre 250.000 abitanti appaiono quasi in stallo con una diminuzione, nel primo bimestre del 2013, di appena lo 0,6%; meglio di quanto rilevato nei comuni con meno di 250.000 residenti, dove il dato arriva a -1%. Medesimo discorso anche per le macro aree italiane: il Centro Italia, fino ad oggi più restio ad abbassare i prezzi, nei primi due mesi del 2013 ha fatto registrare una contrazione degli importi richiesti pari all’ 1,6%. Dato molto più forte rispetto sia al -0,6% del Nord sia al -0,2% del Sud. Le variazioni nei 20 capoluoghi di regione Ecco di seguito le variazioni di prezzo al metro quadro rilevate nei 20 capoluoghi di regione italiani:

    Regione
    Città
    Var. II Sem 2012
    Var. Anno 2012
    Var. I bimestre 2013

    Abruzzo
    L’Aquila

    -0,1%

    0,6%

    -0,2%

    Basilicata
    Potenza

    -3,6%

    -1,3%

    0,2%

    Calabria
    Catanzaro

    2,4%

    -2,2%

    -8,6%

    Campania
    Napoli

    -0,2%

    -5,7%

    0,0%

    Emilia R.
    Bologna

    -3,4%

    -8,1%

    -1,8%

    Friuli V.G.
    Trieste

    -4,1%

    -0,1%

    0,0%

    Lazio
    Roma

    -3,0%

    -4,0%

    0,0%

    Liguria
    Genova

    -1,4%

    -2,1%

    -3,0%

    Lombardia
    Milano

    -1,1%

    -2,9%

    0,0%

    Marche
    Ancona

    -2,9%

    -1,0%

    -2,9%

    Molise
    Campobasso

    -4,1%

    -4,6%

    0,1%

    Piemonte
    Torino

    -1,8%

    -3,3%

    0,0%

    Puglia
    Bari

    -3,8%

    -5,2%

    -0,3%

    Sardegna
    Cagliari

    -10,9%

    -12,7%

    0,5%

    Sicilia
    Palermo

    -1,6%

    -9,0%

    -4,1%

    Toscana
    Firenze

    -2,8%

    -4,8%

    0,0%

    Trentino A.A.
    Trento

    -1,4%

    -1,7%

    -1,9%

    Umbria
    Perugia

    -5,4%

    -6,9%

    -3,5%

    Valle d’Aosta
    Aosta

    -9,8%

    0,4%

    -0,2%

    Veneto
    Venezia

    -2,6%

    -10,4%

    -0,5%

  • La crisi immobiliare non spaventa il lusso

    Il mercato immobiliare soffre in tutto il mondo, ma quello del lusso continua a crescere. Secondo i dati ricavati dall’analisi di Immobiliare.it e di Luxuryestate.com (www.luxuryestate.com), suo partner internazionale specializzato negli immobili di alta gamma, negli scorsi dodici mesi le ricerche concentrate su questo settore sono aumentate del 2%, con picchi anche vicini al 10% per quelle provenienti da Grecia, Russia e Italia.

    «Oggi si distinguono due macro gruppi fra chi cerca una casa di extra lusso – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.itda un lato ci sono le richieste provenienti da nazioni con redditi pro capite molto alti (Russia, Lussemburgo, Svizzera…), dall’altra quelle che nascono da nazioni attraversate da una pesante crisi economica e in cui molti cittadini abbienti cercano di mettere al riparo le proprie fortune; fra questi chiaramente c’è l’Italia, ma anche la Spagna e la Grecia.»

    Attraverso l’analisi di oltre 25.000 annunci di case di lusso, distribuiti su 23 nazioni diverse e pubblicati su LuxuryEstate.com, è stato possibile tracciare un quadro piuttosto preciso della richiesta di immobili di extra lusso: se è vero che il 17% della domanda arriva dal Regno Unito (+1% rispetto al 2011), dagli Stati Uniti (14%; +3% anno su anno) e dalla Francia (13%; +1%), le nazioni in cui questo genere di ricerche è aumentato maggiormente sono la Grecia (+8%), la Russia (+6%) e proprio la nostra Italia (+5%).

    «Ad un primo sguardo – continua Giordano – colpisce l’assenza dei paesi arabi, ma analizzando i dati con maggiore attenzione il motivo diventa subito chiaro. Gli emiri o i plurimiliardari residenti in quell’area del mondo conducono le loro compravendite immobiliari attraverso broker specializzati che, nella maggior parte dei casi, si trovano nel Regno Unito; ed ecco spiegato anche il numero così alto di ricerche provenienti dalla Gran Bretagna.»

    Immobiliare.it e LuxuryEstate.com hanno analizzato non solo la domanda, ma anche l’offerta di immobili di extra lusso e i risultati sono stati sorprendenti. Nei Paesi con economie più solide il numero di ville, castelli e dimore di lusso in vendita è rimasto sostanzialmente stabile se non, addirittura, diminuito se messo in rapporto con il totale dell’offerta mondiale; nelle nazioni in maggiori difficoltà, al contrario, si è assistito nell’ultimo anno ad un notevole incremento degli immobili di questo segmento. Così, l’Italia balza al primo posto dell’offerta europea e al secondo in quella mondiale (14% davanti al Regno Unito) con un incremento anno su anno dell’8%, la Francia è quarta con il 12% (+4%) e la Spagna settima con il 3% (+6%).

    Diversamente da quanto avveniva per le richieste, nell’ambito dell’offerta si trovano anche molti Paesi notoriamente ricchi: Montecarlo, Emirati Arabi e Lussemburgo occupano rispettivamente l’ottava, nona e decima posizione nell’elenco delle località in cui si trovano questi immobili da mille e una notte.

  • Sito web dell’anno: Immobiliare.it è il sito migliore e il più popolare

    Doppia medaglia per Immobiliare.it (www.immobiliare.it), il portale leader del web italiano che, nell’edizione 2012 del concorso Sito Web dell’anno, si è visto assegnare sia il titolo di sito più popolare (ottenuto per il quinto anno consecutivo) sia quello di miglior sito (ottenuto per la quarta volta) nella categoria Casa & Interno.

    «Siamo molto orgogliosi di questo riconoscimento assegnatoci dagli utenti – ha commentato Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it non siamo stati solo il sito più votato per popolarità, ma anche quello che ha ottenuto i migliori punteggi per navigazione, contenuto e design; prova che i nostri utenti apprezzano il lavoro che svolgiamo per loro, ogni giorno, e grande stimolo a fare sempre meglio».

    Per l’edizione 2012 del Premio, ideato dall’agenzia internazionale di ricerche online MetrixLab e giunto al sesto anno, i siti internet nominati sono stati 198 in 22 categorie, mentre i voti inviati dagli utenti web nel periodo compreso tra l’8 ottobre e il 16 novembre sono stati ben 252.844.

    In ciascuna categoria è possibile vincere due premi: il titolo di “Miglior Sito” viene conferito a quello con la media di punteggio maggiore per navigazione, contenuto e design; il titolo di “Sito Più Popolare” viene garantito al sito web con il più alto numero di voti.

    «Essere stati premiati per cinque anni consecutivi – ha sottolineato Giordano – è un indicatore estremamente importante che ci dimostra la corrispondenza tra i nostri investimenti in sviluppo e innovazione e i desideri degli utenti.»

    Immobiliare.it, sempre all’avanguardia nella creazione di contenuti e tecnologie per l’immobiliare online, ha recentemente esteso anche al proprio sito internet www.immobiliare.it la funzione, già attiva sulle sue App per i dispositivi mobile (iPhone ed iPad), che permette a chi cerca casa di disegnare su mappa l’area di interesse per la propria ricerca.

  • Crisi del mattone: poca propensione all’acquisto e alla vendita.

    L’indagine di Immobiliare.it su come varia la percezione degli Italiani del mercato immobiliare italiano registra, nel terzo trimestre 2012, una situazione di perplessità su tutto il territorio.

    La percentuale degli italiani che pensano questo non sia il momento migliore per vendere casa cala leggermente rispetto a tre mesi fa, ma resta comunque alta: il 72% del campione intervistato preferisce tenersi stretto ciò che possiede, temendo di dover svendere pur di chiudere le trattative. Al contempo, torna ai livelli più bassi mai registrati dall’inizio delle rilevazioni la propensione all’acquisto: solo il 45% degli italiani intervistati pensano che sia un buon momento per comprare casa. Il breve salto oltre il 50% registrato a luglio è stato, quindi, solo momentaneo.

    «Lo scenario particolarmente critico in cui gli operatori del settore sono costretti a muoversi, tra contrazione dei volumi delle compravendite immobiliari e difficoltà conclamate per l’ottenimento di un mutuo – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it condiziona anche la percezione dei cittadini, che reagiscono con l’attendismo.»

    Effettivamente, il dato che raccoglie la crescita più elevata è la percentuale di chi pensa che nel prossimo anno ci saranno tempi migliori per acquistare casa: in tre mesi la percentuale passa dal 21% al 35%. Cala solo di un punto percentuale, infine, la percentuale dei pessimisti, che ritengono questo sia un brutto momento per investire nel mattone: passiamo dal 16% di luglio ad un 15%, che conferma un trend in discesa da diverse rilevazioni.

    I dati evidenziati emergono dall’analisi dell’indice di fiducia dei consumatori di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it/casa/informazioni/indice-fiducia-consumatori.php): strumento creato per monitorare come si modifichi nel tempo la percezione degli Italiani riguardo all’andamento del mercato immobiliare. Il sentiment del Paese è ricavato dalle risposte di oltre 60.000 utenti che hanno mostrato interesse nei confronti del tema immobiliare, avendo (nei tre mesi precedenti la rilevazione) pubblicato un annuncio immobiliare o effettuato una ricerca di casa.

    Il dato che mostra l’inasprimento maggiore è quello connesso all’andamento dei prezzi nel mercato immobiliare. Se nella rilevazione di luglio la percentuale di italiani che prevedeva una diminuzione dei prezzi di vendita delle case era al 51% (già in crescita rispetto ad aprile, in cui era al 39%) l’ultima indagine continua a spostare l’asticella più in alto: per il 67% degli italiani, nei prossimi dodici mesi, i prezzi scenderanno e comprare casa costerà di meno. Scende, parallelamente, la quota di chi ipotizza una stabilità dei costi: è al 23,7%, mentre superava il 31% tre mesi fa ed era al 35% sei mesi fa. Davvero minoritaria, infine, la posizione di chi è convinto di un incremento dei prezzi di vendita: questo segmento non rappresenta più del 7% del campione.

    Le differenze regionali

    Interessante è verificare come cambino comportamenti e percezioni in base alla regione italiana d’appartenenza. Se l’ultima rilevazione vedeva lo scettro dell’ottimismo in mano a Lombardia e Toscana, adesso è la Puglia la Regione in cui il sentiment è migliore: la regione arriva al 54,6%, seguita dal Piemonte con il 53,5% di ottimisti. Da notare che queste sono le uniche regioni in cui la percentuale supera il 50%, tutte le altre restano attorno al 40%, con picchi negativi in Campania (36,8%) e nelle Marche (37,1%). I più restii all’idea di vendere sono i cittadini del Friuli Venezia Giulia (78,1%) e i Siciliani (75,7%), mentre i Lucani (62,1%) e gli Abruzzesi (63,3%) si trovano alla base della classifica.

    «Analizzando più nel dettaglio le ragioni per cui si valuta sia un buon momento per comprare – continua Giordano è emerso in maniera chiara come questa opinione sia legata alla consapevolezza che, data la difficoltà del momento, sia possibile trovare occasioni dettate dalla necessità del venditore di realizzare

    Di seguito le classifiche delle Regioni in merito all’opportunità di vendere ed acquistare casa, secondo la rilevazione del terzo trimestre del 2012:


    è un buon momento per comprare

    Puglia

    54,6%

    Piemonte

    53,5%

    Basilicata

    48,3%

    Sardegna

    48,0%

    Lombardia

    47,2%

    Abruzzo

    46,7%

    Friuli Venezia Giulia

    46,6%

    Veneto

    46,2%

    Toscana

    45,7%

    Emilia Romagna

    45,0%

    Liguria

    43,8%

    Sicilia

    42,2%

    Umbria

    42,1%

    Lazio

    41,8%

    Trentino

    40,5%

    Calabria

    40,0%

    Marche

    37,1%

    Campania

    36,8%

    Valle d’Aosta

    n.d.

    Molise

    n.d.

    non è un buon momento per vendere

    Friuli Venezia Giulia

    78,1%

    Sicilia

    75,7%

    Piemonte

    74,7%

    Puglia

    73,8%

    Liguria

    72,8%

    Lazio

    72,7%

    Lombardia

    72,6%

    Toscana

    72,1%

    Trentino

    71,9%

    Veneto

    71,7%

    Emilia Romagna

    71,0%

    Campania

    68,6%

    Umbria

    68,4%

    Sardegna

    68,0%

    Marche

    67,1%

    Calabria

    66,7%

    Abruzzo

    63,3%

    Basilicata

    62,1%

    Valle d’Aosta

    n.d.

    Molise

    n.d.

  • A.A.A. vendesi scuola elementare con vasca idromassaggio

    In Italia nascono sempre meno bambini e le scuole elementari inutilizzate finiscono in vendita, sul web. Da qualche giorno è pubblicato su Immobiliare.it, il principale sito italiano del settore, l’annuncio relativo a quella che un tempo era la scuola elementare Guglielmo Marconi di Glorie, frazione di Bagnacavallo (Ra), e che oggi, trasformata in casa, viene offerta a 840.000 euro.

    Al piano superiore di quello che dagli anni ‘50 e fino al 2000 era un istituto scolastico, si accede ancora tramite le scale su cui centinaia di bambini salivano ogni giorno; ma invece di arrivare in aula, si arriva alle camere da letto.

    «Nel corso degli anni – ha dichiarato Carlo Giordano, AD di Gruppo Immobiliare.it – le nostre pagine hanno ospitato gli annunci più curiosi: chiese sconsacrate, mulini e persino alcune tombe monumentali; ma è la prima volta che vediamo mettere in vendita un’intera scuola elementare convertita in abitazione».

    L’immobile, che nei 360 metri quadri di cui si compone comprendeva tre aule al piano terra, due al primo piano e un’infermeria, quando l’intera attività scolastica della zona fu concentrata a Bagnacavallo venne venduto all’asta: ad acquistarla fu un privato che si impegnò nella ristrutturazione, cominciata nel 2005.

    «Praticamente tutta Glorie ha fatto le elementari in questa scuola – ha raccontato Luigi di Natali, oggi proprietario della casa che ha messo in vendita per motivi di lavoro che lo porteranno a trasferirsi a breve – e spesso gli operai impiegati nei lavori di ristrutturazione ci hanno raccontato della loro storia in quello stabile; fra i tanti, ricordo ancora come il piastrellista trovasse strano rifare i pavimenti alla sua scuola elementare e come un passante si commosse rivedendo il platano che lui stesso, da bambino, aveva piantato nel giardino».