Tag: canzone

  • Il manager Salvo Nugnes su Ornella Vanoni: “I suoi brani hanno segnato la storia della musica italiana con 52 anni di trionfale carriera internazional

    L’affermato manager produttore Salvo Nugnes, agente di rinomati esponenti della cultura e dello spettacolo, nel commentare il grande successo dell’ultimo album di Ornella Vanoni dal titolo “Meticci (io mi fermo qui)” che coincide con la conclusione simbolica della sua strepitosa carriera dichiara “La Vanoni è un vero mito musicale, i suoi brani hanno segnato la storia della musica italiana con 52 anni di trionfale carriera internazionale“.

    E aggiunge “Davvero accattivanti e coinvolgenti le canzoni inserite nel nuovo album, molto significativo l’omaggio speciale a Lucio Dalla con -4 marzo ’43- e le straordinarie collaborazioni con Franco Battiato e Nada. Il brano -basta poco- è intriso di positivi messaggi di speranza e testimonia la preziosa eredità artistica, che questa carismatica e virtuosa signora della musica ci ha regalato nel tempo“.

    Sul fortunato tour teatrale, che la vede protagonista in giro per l’Italia e ha fatto tappa anche a New York dice “Ho avuto la piacevole opportunità di assistere più volte alle sue spettacolari performance canore dal vivo. I suoi concerti sono sempre accolti dal caloroso affetto del pubblico, che la segue da tanti anni con entusiastico trasporto. Sarebbe bello vederla come ospite tra le presenze d’eccezione nel contesto sanremese a febbraio. Io certamente non mancherò al suo ultimo concerto, che sancisce il termine ufficiale della sua strabiliante carriera, il 7 marzo nel prestigioso teatro civico di La Spezia“.

  • Il punto di vista del manager produttore di grandi eventi Salvo Nugnes sull’attesissimo Festival di Sanremo

    Conto alla rovescia iniziato per il mitico Festival di Sanremo, giunto alla sua 64° edizione con una storia, che si è intrecciata con quella dell’ Italia, nelle sue evoluzioni sociali e nelle trasformazioni dell’assetto strutturale avvenute negli anni.

    Il noto manager produttore di grandi eventi Salvo Nugnes, interpellato in merito asserisce “Sanremo è uno strumento autorevole per la diffusione di un messaggio sulla musica, concepita come linguaggio universale di comunicazione e offre un intrattenimento piacevole, adatto a tutti i target di fruitori. Poi, detiene una valenza simbolica, che va oltre quella di essere una prestigiosa manifestazione musicale di rilievo internazionale. Infatti, l’atmosfera del Festival scalda i cuori di tutti gli italiani, è strettamente legata a ricordi, pensieri, episodi, situazioni particolari, che ciascuno nutre e conserva, ricollegandoli in qualche modo a questo speciale spettacolo, che continua a mantenere il suo primato da record di kermesse più seguita d’ Italia. nel mondo è considerato un evento distintivo della nostra eccellenza musicale e nella sua unicità esclusiva, gode di un’incredibile risonanza mediatica e riesce sempre e comunque a fare parlare l’opinione pubblica, catturandone l’attenzione e conquistandola nel tempo“.

    E proseguendo, sottolinea come non bisogna dimenticare il prezioso contributo del Festival per la valorizzazione del mercato commerciale nell’industria discografica, che risentendo della crisi economica e della concorrenza sleale esercitata dalle varie forme di pirateria, viene intaccato e danneggiato fortemente e sta attraversando una fase critica molto delicata. Attraverso il Festival sanremese, viene trasmesso un efficace e concreto stimolo a livello popolare, che incentiva l’acquisto dei cd e tutela i canali ufficiali di vendita e distribuzione.

  • Intervista al manager agente dei vip Salvo Nugnes sull’imminente Festival di Sanremo

    1) Innanzitutto, le piace il Festival di Sanremo?

    Da grande amante, appassionato da sempre di musica, sono un estimatore del Festival, perché è una vetrina importantissima della canzone italiana nel Mondo ed è portavoce del talento canoro nazionale e internazionale. Poi, Sanremo è diventato un tassello imprescindibile nella storia del Paese, essendo giunto trionfalmente alla 64° edizione, una presenza ufficiale e direi quasi -istituzionale- nella tradizione, che negli anni si è profondamente radicata. E’ ancora attesissimo e seguitissimo dal pubblico di fedeli spettatori, che lo seguono di generazione in generazione.

    2) Un commento sulla conduzione della coppia professionale già collaudata con successo Fabio Fazio e Luciana Littizzetto;

    Direi, che insieme formano una perfetta squadra di lavoro vincente: entrambi sono degli esperti professionisti, simpatici, carismatici, affiatati tra loro in sinergica complicità. Essendo già degli acclamati beniamini del pubblico, certamente la loro popolarità è garanzia di successo per il Festival e poi il loro lato di ironia sagace e arguta comicità, talvolta anche improvvisata sul momento, risulta sempre accattivante e nel contesto sanremese sarà un ulteriore piacevole intrattenimento, intervallato all’ascolto delle canzoni e a quanto previsto nella scaletta del programma.

    3) Quali novità l’attirano di più in questa edizione?

    Mi incuriosisce molto il pre Festival affidato a Pif, Alias Pierfrancesco Diliberto, ex -iena- e personaggio di MTV.

    Un volto televisivo già noto e apprezzato, ma che per la prima volta si cimenta con questa kermesse, dando il suo contributo con un’anteprima introduttiva alle varie puntate, realizzata in giro per il paese, tra le vie e i luoghi più caratteristici, con monologhi e dichiarazioni in stile filmato, che fungeranno da apri pista simbolico alle serate sul palcoscenico dell’ Ariston. Senza dubbio, lo stile di Pif, acuto, tagliente, ma nel contempo esilarante e coinvolgente saprà conquistare la platea nazional-popolare.

    4) C’è una fase del Festival, che attende di più oltre alla finalissima del sabato, ovviamente?

    Direi, che la serata celebrativa di Venerdì 21 febbraio, dedicata al Sanremo Club in omaggio alla canzone d’autore genovese sarà un momento canoro di emozionante suggestione nel ricordo di grandi artisti, come Fabrizio De Andre’. Mi sembra un’ottima iniziativa far cantare ai big in gara gli intramontabili classici della canzone italiana, duettando con altre star della musica. Inoltre, reputo molto significato l’omaggio preparato in onore dell’esimio maestro Claudio Abbado, scomparso di recente, che lascia un segno indelebile nella storia dell’evoluzione musicale.

    5) Un suo parere sulla particolare scenografia predisposta all’ Ariston?

    Mi sembra azzeccata e originale nell’impatto, la scenografia ispirata all’elemento romantico, con l’accostamento congiunto di due tematiche per rievocare il concetto di bellezza e celebrare l’anniversario dei 60 anni di storia della tv.

  • Mimmo Liguoro (in)canta al Salotto delle 6

    Il giornalista napoletano, già in passato gradito ospite della rassegna di Pasquale Bottone, si è esibito in un One Man Show sui generis: “L’Italia raccontata dalle canzoni” è stata l’occasione per ripercorrere le vicende del Belpaese attraverso la storia della canzone italiana, rivelatasi la vera protagonista della serata. La sorpresa, poi, è venuta direttamente dal pubblico: non solo numerosissimo, ma talmente coinvolto e partecipe da cantare assieme a Liguoro, peraltro molto intonato, i motivi più belli e conosciuti del nostro patrimonio musicale.

    Distinzione necessaria, attacca Liguoro, quella tra la musica classica, legata ai ricordi più profondi, e le canzonette, intese in generale come elemento secondario ma correttamente definite da Eugenio Scalfari “custodi della memoria, il più perfetto contenitore di volti, luoghi, vicende, amori: una biografia della persona”. Le canzoni come segnali di memoria, legate al passaggio delle epoche storiche, come un susseguirsi delle stagioni.

    Dalle villanelle, forme corali di argomento agreste, apparse inizialmente a Napoli poi divenute fenomeno europeo, alla canzone monodica con voce e strumenti musicali.

    Liguoro si sofferma sulla nota “Michelemmà”, che compare nel “Carosello Napoletano” di Giannini. La prima canzone napoletana, conosciuta dal 1660, tra i cui interpreti figura Roberto De Simone, tratta di una invasione dei Saraceni nella capitale del Sud e Liguoro ne percorre con dovizia di particolari la storia: dal falso operato da Salvatore Di Giacomo per far risalire il testo alla scrittura di Salvator Rosa, al significato ancora incerto del titolo e all’ipotesi che la tarantella sia un inno ad una fanciulla nata ad Ischia, e quindi all’isola.

    Ciò che colpisce dell’approccio di Liguoro è la capacità di integrare in modo gradevolissimo l’esegesi e la storia di testi e musica con una narrazione mai pesante, arricchita da toni sempre pacati e attenti agli umori del pubblico, continuamente stimolato da Liguoro a intervenire intonando.

    È la volta poi di “Santa Lucia”, la prima canzone italiana moderna, trascritta da Cottrau e divenuta un successo all’estero. Seguono “Te voglio bene assaje”, “Addio mia bella Napoli”, “E spingole francese”, “Funiculì Funiculà”, “O sole mio”, accompagnate dal costante canto dell’allegro pubblico.

    L’Ottocento secolo d’oro della canzone napoletana, che esplodeva ogni anno nella festa di Piedigrotta: Libero Bovio, Roberto Bracco, Ernesto Murolo, Ferdinando Russo, Rocco Galdieri, Giovanni Capurro, Salvatore Di Giacomo e la finestrella di “Marechiaro”, Salvatore Gambardella, De Curtis e Nicolardi.

    Un accenno a Petrolini e alla canzone romana – da “Come te posso ama’” a “Affaccete Nunziata” –, sicuramente presente in quantità minore rispetto alla napoletana, e un tuffo nella Prima Mondiale con la “Canzone del Piave” di E.A. Mario, inno nazionale dal 1943 al 1946, e le canzoni di protesta di fine guerra come “Gorizia”, che narravano della difficile vita dei soldati.

    Dalla patria allo spettacolo: la figura della sciantosa, intrigante e ammaliatrice, legata a un’immagine peccaminosa della donna, contrariamente a ciò che avveniva Oltralpe.
    Lina Cavalieri e Maria Ciampi, che inventò la “mossa”, il tramonto della sciantosa e il successo delle interpreti nel varietà. Ancora: tabarin, rivista e sceneggiata, da fine Ottocento agli anni tristi della guerra.

    Il 1932 anno del primo festival di Sanremo, in realtà Festival partenopeo di canti, tradizione e costumi, e qui Liguoro non nasconde un certo campanilismo. La fine degli anni Trenta con la rivalutazione della campagna nelle canzoni – “Amor di pastorello”, “Reginella campagnola” – e la Seconda Mondiale: “Lili Marleen” trasmessa da Radio Belgrado ogni sera alla stessa ora, osteggiata da Goebbels, malinconica e struggente, in breve tempo cantata da tutti, quasi una liturgia, lontana dallo spirito marziale del guerriero, vicina troppo vicina all’uomo, tanto da indebolire il soldato.

    Le parodie del Duce, “Il tamburo principale della banda d’Affori”, e i figli della guerra, “Tammurriata nera”.

    Dalle marce militari a una sorridente marcetta di speranza: “Dove sta Zazà”, che nasce in un momento difficile e fa impazzire la gente oppressa da anni dal conflitto armato, un fenomeno epocale con valore catartico. Tra gli interpreti Aldo Tarantino e Nino Taranto, ma Liguoro insiste sull’interpretazione intimista, splendida, di Gabriella Ferri, che ha saputo donarle toni esistenzialisti, una personale intensa riflessione sul malessere.

    Qui si ferma Liguoro, a furor di popolo il pubblico chiede che il racconto vada avanti, ma l’orario non lo permette. “La seconda puntata nella prossima edizione” è la promessa di Bottone.

    Lasciamo la canzone che ha cantato la realtà collettiva e attendiamo la canzone cantautoriale, espressione di singole sensibilità e individualità, una per tutte Luigi Tenco.

    L’appuntamento è al prossimo anno, i ringraziamenti vanno a Unindustria, alla Provincia, alla biblioteca, ai collaboratori, alla caparbia tenacia di Paolo Pelliccia e alla sua incredibile capacità innovativa.

  • Vittoria…un anno dopo

    18 Aprile un anno dopo … oggi ricorre il primo anniversario della scomparsa di Melania Rea, giovane sfortunata madre che, per colpe non sue, ha dovuto abbandonare anzitempo la sua piccola Vittoria, che ora dovrà continuare il suo cammino senza di lei.

    Questa triste vicenda ha ispirato la cantautrice napoletana Flora Contento, che incrociando, per le strade del suo paese, la bimba che passeggiava mano nella mano con la nonna è rimasta profondamente colpita.

    Pensando a quella immagine e al futuro della bambina è nato il brano “Vittoria”, per non dimenticare quanto è successo e come augurio di un futuro radioso nonostante questi primi passi zoppicanti.

    Arrangiata da Gianfranco Caliendo “Vittoria” è prodotta da Officine della Musica ed è contenuta nella Radio Hit Estate 2012.

    Il link del videoclip del brano:

    http://www.youtube.com/watch?v=jLOqCRtXe7s

    VITTORIA

    “Vittoria guarda il mondo a testa in giù

    fa capriole nella primavera

    cerca la carezza della sera

    apre le sue braccia e non ci sono più

    si sveglia nella notte e vuole me

    e l’odore delle mie premure

    che sorbivano le sue paure

    e cantavo ninna nanna ninna eh

    Vittoria le mie mani

    che asciugano il suo pianto

    ricordi ormai lontani lei mi manca tanto

    Vittoria sopra un letto di lillà

    fa farfalle con una manina

    del suo mondo sono una fatina

    il dolore dai suoi occhi svanirà

    la giostra di colori

    che gira sulla testa

    dipinge sopra i muri un angolo di festa

    Balla Vittoria balla

    come una trottola girami intorno

    salta Vittoria salta

    a piedi nudi che arriva il giorno

    io sarò il vento che ti sfiora piano

    sarò quel volo che non puoi fermare

    sarò le ali bianche di un gabbiano

    distese in mezzo al cielo

    verso l’immensità

    Vittoria un libro scritto per metà

    amerai soltanto la mia foto

    che sbiadisce e resta appesa a un chiodo

    ma che ti sorride per l’eternità

    Vittoria non tremare davanti a quel sorriso

    che non potrà invecchiare io sono in Paradiso

    Sogna Vittoria sogna

    sarò l’impronta sopra il tuo cuscino

    guarda Vittoria guarda

    sono la prima stella del mattino

    Vittoria non ricorda la mia faccia

    Vittoria non ricorderà il mio nome

    Vittoria sono vuote le tue braccia

    non ci sarà giustizia che ti consolerà

    Vittoria dorme ma non sogna più

    sembra uscita da una fiaba vera

    c’era una volta un lupo che non c’era

    che i suoi sogni in un boccone mandò giù….”

    Testo e musica di: Flora Contento – Gianfranco Caliendo

  • Il nuovo saggio di Claudio Sottocornola alla Buona stampa


    Claudio Sottocornola
    e
    Velar Edizioni

    sono lieti di presentare:

    I trascendentali traditi

    Venerdì 16 dicembre 2011
    ore 18.00
    Libreria Buona stampa – saletta presentazioni
    Via Paleocapa 4/E

    Bergamo

    Interverranno:
    Alessia Biasiolo, Agata Salamone e Donatella Merigo.


    Una dedica a Pier Paolo Pasolini e nove brevi conversazioni sui trascendentali, ovvero quei “caratteri che appartengono all’essere in tutta la sua estensione”, secondo la rigorosa definizione di Vanni Rovighi, che delinea con chiarezza la portata di quei concetti, come bene, verità, bellezza, unità che i filosofi medievali predicavano di tutto il reale, nel solco di un ottimismo metafisico culminante nel pensiero di Tommaso d’Aquino, che apre sotto forma di citazione, accanto ad altro autore classico o moderno, ogni capitoletto. Questa è la struttura di I trascendentali traditi (pp. 164, Ed. Velar, euro 9.00), la nuova fatica di Claudio Sottocornola, che l’autore presenterà a Bergamo il 16 dicembre. Come di consueto, il filosofo lombardo non manca di stupire: dopo le recenti e apprezzate incursioni nella storia d’Italia con spettacoli e lezioni-concerto in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, egli affronta con il consueto rigore creativo temi cardine del pensiero occidentale in un saggio che interpreta – e valorizza grazie a originali chiavi di lettura – il contemporaneo.

    Sottocornola – filosofo, docente, interprete, saggista – utilizza musica, poesia e immagine come strumenti di lavoro privilegiati: non a caso la critica lo ha definito efficacemente ‘il filosofo del pop’ grazie all’uso delle categorie “popular” per la sua attività ermeneutica. I trascendentali traditi si sofferma sulla contemporaneità e le sue derive, sul declino di una civiltà e sul pensiero debole, ma anche sui valori tenacemente ricercati nonostante scetticismo e disillusioni. Come accadeva per i collage di Eighties, nei quali Sottocornola operava senza cesure tra cultura alta e bassa, popular e arte sacra, anche in I trascendentali traditi si muove fra pensiero debole e pensiero forte, “ove alla fine orizzontale e verticale, universale e particolare, verità e dubbio, anarchia e dogma convivono danzando mirabilmente sotto lo stesso cielo”. Perché “tutto è grazia”, secondo la celebre affermazione del curato di Bernanos, ma non tutto è uguale e bisogna saper scegliere quale intensità di vita e di valore vogliamo realizzare”, sostiene con forza Sottocornola. C’è nell’intero percorso un forte richiamo alla responsabilità: come docente l’autore si è ispirato ai bisogni e alle domande dei suoi studenti, a un’idea di filosofia come “testamento minimo”, come una testimonianza e un impegno a orientare nel cammino una generazione che si smarrisce.

    I trascendentali traditi verrà presentato al pubblico e alla stampa venerdì 16 dicembre alle ore 18.00 presso la Libreria Buona Stampa a Bergamo, in Via Paleocapa, 4/E. Interverranno Alessia Biasiolo (direttrice di testata e scrittrice), Agata Salamone (docente di Filosofia e Storia), Donatella Merigo (lettrice).


    Claudio Sottocornola:
    http://www.cld-claudeproductions.com

    Libreria Buona stampa:
    http://www.buonastampa.it

  • Claudio Sottocornola: il femminile in Miss(ing) Italia



    Claudio Sottocornola
    presenta

    Miss(ing) Italia

    Per parlare di identità italiana…
    a 150 anni dalla unificazione nazionale…

    Martedì 6 dicembre 2011
    ore 11.00 – 13.00

    Auditorium della Provincia di Bergamo
    Via Borgo Santa Caterina 13
    Bergamo


    Martedì 6 dicembre 2011 alle ore 11.00 nell’Auditorium della Provincia di Bergamo, Claudio Sottocornola presenterà Miss(ing) Italia, la lezione-concerto che chiude le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, dedicata all’evoluzione dell’immagine femminile dagli anni ’50 fino ad oggi. Attraverso lo strumento canzone, la rievocazione delle grandi dive del pop e rock italiano e la proiezione di immagini d’epoca, il ‘filosofo del pop’ ricostruirà i cambiamenti del costume e della società italiana, con attenzione all’identità delle donne, alla concezione dell’amore e del rapporto fra i sessi, ai modelli di identificazione e aggregazione sociale. Interverranno insieme al docente alcuni studenti in veste di performer.

    Miss(ing) Italia guarda all’evoluzione dell’immagine femminile in Italia attraverso la storia della canzone: testi, melodie e anche interpreti che sono diventate vere icone dell’immaginario collettivo e femminile in particolare, cui si sono ispirate donne di diverse generazioni nel ripensare la propria immagine, il proprio vissuto, il proprio modo di “raccontarlo”. Sottocornola ripercorrerà dal vivo il miglior repertorio della canzone italiana al femminile, avvalendosi della collaborazione degli studenti del Liceo Scientifico “L. Mascheroni”, che proporranno le loro performance di musica, danza, recitazione e poesia nell’ambito del concerto. Da Grazie dei fior a Meravigliosa creatura, da Se telefonando a La cometa di Halley il professoreinterprete presenterà i migliori momenti della canzone al femminile, che ha spesso intrigato poeti, scrittori e intellettuali per la sua bellezza e suggestione.


    Il prof. Sottocornola, ordinario di Filosofia e Storia a Bergamo, utilizza la chiave di lettura del ‘pop’, nel caso specifico la canzone italiana, per studiare e divulgare tematiche cruciali per la nostra storia. A partire dalle origini di una parte rilevante della nostra identità linguistica, culturale e sociale di oggi, utilizzando – come sempre accade nei suoi studi performativi sul pop – i migliori episodi della canzone popolare italiana degli ultimi cinquant’anni, che ha – come la vituperata televisione – unificato (omologato?) il modo di parlare e di pensare. Attraverso immagini di repertorio, ascolto ed esecuzione di brani-live, analisi di testi e contestualizzazione storica, Sottocornola ripercorre in modo stimolante questo splendido itinerario.

    Info:
    http://www.cld-claudeproductions.com

    http://www.claudiosottocornola-claude.com

  • DENIS MASCIA: “VI PRESENTO DENI BEAT – IL MIO ALTER-EGO, CAMBIO IDENTITA’”

    Dopo aver letto nel web svariati annunci sulla scomparsa di Denis Mascia dalle scene, ecco che il cantante tira la zampata finale con il colpo di scena: “Sì, Denis Mascia non c’è più, da oggi nasce Deni Beat”. Il ragazzino timido che ricordiamo tra i banchi di scuola del reality “Amici”, lascia spazio al suo alter-ego; sparisce quell’aria spaesata ed insicura e lascia il posto ad un nuovo artista, più maturo e consapevole, rinnovato completamente nel look, proiettato verso il futuro ed attento ai temi sociali attuali, ma anche alla voglia di celebrare ballando la vita. Il suo look parla da sé: ha una frequenza incisa tra i capelli, un originale taglio di barba che marca i lineamenti, più maturi rispetto al ragazzino di “Amici”, un pantalone in pelle nera ed una maglia dal taglio asimmettrico stringata.

    “DENI BEAT è la mia rinascita artistica” – dice – “Il beat non è solo quel termine tecnico con cui si indica la frequenza del ritmo, ma è anche il battito del cuore, un cuore che rinasce, il mio battito, ma anche quello della natura che ci circonda, e di chi la ascolta”

    Come si tradurrà questo cambiamento in termini artistici? Ci sarà un nuovo singolo? Voci di corridoio parlano di una doppia uscita video e singolo per mostrarsi al pubblico e i fan lo reclamano a gran voce…Restiamo sintonizzati, l’impressione è che presto sentiremo un nuovo Beat!

  • Claudio Sottocornola: ‘Una notte in Italia’ dedicata alla donna!

    L’immagine della donna nella canzone italiana è il tema dell’ultima lezione-concerto del ‘filosofo del pop’. L’8 marzo si conclude il ciclo di eventi dedicati ai 150 anni dall’Unità d’Italia e all’identità culturale nazionale, con il coinvolgimento degli studenti



    Terza Università
    &
    Liceo Mascheroni
    sono lieti di presentare:

    Claudio Sottocornola
    in

    Una notte in Italia

    “L’immagine della donna nella canzone italiana…”

    Martedì 8 marzo 2011
    ore 15.00 – 17.15

    Auditorium Liceo Mascheroni
    Via Alberico da Rosciate 21/A
    Bergamo



    Martedì 8 marzo 2011 alle ore 15.00 nell’Auditorium del Liceo Mascheroni (Bergamo) Claudio Sottocornola presenterà il suo ultimo incontro dedicato al tema dell‘identità nazionale. Il progetto Una notte in Italia è nato con l’obiettivo di celebrare – in modo nuovo e originale – i 150 anni dell’Unità d’Italia, evitando ogni deriva retorica. Il prof. Sottocornola, ordinario di Filosofia e Storia a Bergamo, proporrà un approfondimento a partire dalle origini di una parte rilevante della nostra identità linguistica, culturale e sociale di oggi, utilizzando – come sempre accade nei suoi studi performativi sul pop – i migliori episodi della canzone popolare italiana degli ultimi cinquant’anni, che ha – come la vituperata televisione – unificato (omologato?) il modo di parlare e di pensare.

    Nella sua ultima lezione-concerto il ‘filosofo del pop’ si concentrerà su L’evoluzione dell’immagine femminile: l’incontro cade non a caso l’8 marzo, in corrispondenza della Giornata della Donna. L’evoluzione dell’immagine femminile in Italia passa anche attraverso la storia della canzone popolare: testi, melodie ma anche interpreti che sono diventate, dagli anni ’50 e ’60 ad oggi, vere icone dell’immaginario collettivo e femminile in particolare, cui si sono ispirate donne di diverse generazioni nel ripensare la propria immagine, il proprio vissuto, il proprio modo di “raccontarlo”. Sottocornola repercorrerà dal vivo il miglior repertorio della canzone italiana al femminile, avvalendosi della collaborazione degli studenti del Liceo Scientifico “L. Mascheroni”, che proporranno le loro performance di musica, danza, recitazione e poesia nell’ambito del concerto. Da Grazie dei fior a Meravigliosa creatura, da Fortissimo a La cometa di Halley il professore presenterà i migliori episodi della canzone popolare al femminile, che ha spesso intrigato poeti, scrittori e intellettuali per la sua bellezza e suggestione.


    Ancora una volta Sottocornola utilizza la chiave di lettura del ‘pop’, nel caso specifico la canzone italiana, per studiare e divulgare tematiche cruciali per la nostra storia. L’identità italiana, il problema della lingua, che dagli anni ’50 in poi il mondo della canzone popolare insieme alla programmazione televisiva, ha unificato e in parte omologato non solo la lingua, ma anche l’immaginario collettivo, influendo profondamente sui mutamenti sociali e del costume, dalla rivoluzione giovanile all’identità delle donne. Attraverso immagini di repertorio, ascolto ed esecuzione di brani-live, analisi di testi e contestualizzazione storica, Sottocornola intende ripercorrere questo splendido itinerario.

    INGRESSO LIBERO

    Omaggi musicali a sorteggio fra gli intervenuti

    Info:
    http://www.cld-claudeproductions.com

    http://www.claudiosottocornola-claude.com

  • Squalifica Morgan da Sanremo, De Pierro con la Rai


    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Decisione opportuna e coraggiosa, un personaggio come Morgan rischia di generare casi di emulazione tra i suoi numerosi fan”

    Morgan
    Roma – “Quella dei vertici della Rai è stata una decisione opportuna e coraggiosa. Un personaggio popolare che nella fattispecie deve il suo successo al pubblico televisivo, ha un dovere etico e morale nell’assumere comportamenti esemplari”. Questo il primo commento del presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro sulla vicenda dell’esclusione del cantante Marco Castoldi, in arte Morgan, dal festival di Sanremo in seguito alle sue dichiarazioni circa l’uso abituale di droghe. “Uno come Morgan – chiosa De Pierro – che ha tantissimi sostenitori e fan, con qualsivoglia atteggiamento assunto, può generare pericolosi fenomeni di emulazione. Quindi, tenendo conto che è un idolo dei giovani, non può permettersi assolutamente simili licenze che vanno a intaccare pericolosamente un già compromesso tessuto sociale giovanile dove piaghe come alcol e droga sono in costante aumento. Di conseguenza non solo saluto favorevolmente la sua esclusione dal festival, ma addirittura suggerisco la sua interdizione perpetua dagli studi della televisione pubblica fino a comprovata guarigione dalla dichiarata dipendenza da droghe pesanti e pericolose. Facciamo attenzione però a non utilizzare Morgan come capro espiatorio in un panorama che va dallo spettacolo allo sport, passando talvolta anche per la politica, completamente avvolto dalla spirale del vizio e da tendenze di questo genere. La nostra linea ormai è nota – conclude De Pierro – la droga è un male sociale di particolare gravità e quindi va combattuta con grande fermezza. Abbiamo già proposto più volte test antidroga obbligatorio per i parlamentari e per i lavoratori di diversi ambiti professionali e su questo terreno la nostra posizione resta inamovibile e continueremo a far sentire la nostra voce. Approfitto dell’occasione per proporre test antidoping per qualsiasi personaggio popolare che partecipi a programmi della televisione pubblica”.