Tag: cambiamento

  • Il cambiamento di Alifly: nuova pagina di ricerca

    Il sito di Alifly vuole essere il più semplice e chiaro possibile. È questo il motivo per cui il team di Alifly presta sempre molta attenzione ad ogni minimo particolare! Facilitare la navigazione e permettere a tutti di prenotare un volo in modo rapido ed intuitivo è l’obiettivo che ci poniamo quotidianamente. Lavoriamo al vostro sevizio e vogliamo garantirvi assoluta chiarezza, trasparenza e familiarità con il nostro portale dedicato ai vostri viaggi.

    È la capacità di innovare che distingue un leader da un epigono” diceva Steve Jobs. Parole sagge di un grande imprenditore, che possono essere condivise davvero da tutti. Anche noi di Alifly siamo d’accordo con questo pensiero: abbiamo pensato che il sito Alifly.it avesse bisogno di qualche piccolo cambiamento per ottenere gli obiettivi che abbiamo intenzione di raggiungere.

    Il nuovo volto della pagina di ricerca di Alifly.it è da oggi online! Grazie alla sua nuova grafica permetterà agli utenti di confrontare, per ogni volo, tutti i prezzi disponibili della giornata, suddivisi per fascia oraria. Si tratta di un notevole passo in avanti in termini di fruibilità: da oggi infatti sarà possibile intuire quale sarà l’orario più conveniente per partire, senza dover perdere tempo prezioso in frenetiche singole ricerche. Un bel cambiamento, non trovate?

  • Inno2days Milano: l’innovazione con successo in un’ottica anticrisi

    L’innovazione concreta porta risultati e new business e crea network! A Milano, alla Sala Donzelli del Palazzo ai Giureconsulti in Piazza Mercanti, 2, martedì 29 maggio 2012 si svolgerà Inno2days, un meeting per l’innovazione con successo che approfondirà i problemi reali del cambiamento, i suoi strumenti e la sua pratica, in un’ottica ‘AntiCrisi’.

    Il programma sarà così strutturato:

    Ore 10.30: Testimonial; un incontro in modalità informale e interattiva con esperti di innovazione a 360 gradi.

    Ore 12.30: tre aziende accreditate Questio. Centri di ricerca che, attraverso l’esperienza di un proprio cliente, esporranno brevemente cosa significa l’innovazione assistita.

    Ore 13: lunch a km zero.

    Ore 14.30: ‘Cambiamento/CambiaMENTE’: l’area simbolo della giornata, improntata al cambiamento di mentalità e poi di processo. Durante questa parte del pomeriggio, specialisti guideranno il cambiamento verso nuove frontiere e nuovi business, approfondendo il mutamento nella modalità di pensiero e di approccio ai problemi. E’ previsto anche un Business Game.

    Ore 15.30: tre aziende accreditate Questio che presenteranno case histories.

    Ore 15.45 Dire/fare: aprire in diretta una pagina aziendale in Facebook, dopo cosa bisogna fare? Esserci non basta, è essenziale avviare conversazioni e relazioni con i clienti.

    Ore 16.30: chiusura.

    La partecipazione è gratuita, previa registrazione a [email protected]. Inno2Days è organizzato in collaborazione con Innovhub – Stazioni sperimentali per l’industria, Camera di Commercio di Milano e QUESTIO, supportato da Enterprise Europe Network e coordinato da Susy Longoni di Innovhub e Fabrizio Bellavista di Psycho Research.

    http://inno2days.wordpress.com

  • Evolution Travel. Benvenuti nel 2012!

    Sono tornata da poche ore da una bella “scappatella” a Parigi (spezzare il quotidiano ogni tanto ci vuole, ancor di più quando viaggiare fa parte del proprio lavoro) e stasera sono stata fuori a cena con una persona che stimo e ammiro molto. E’ stata una serata bella come le nostre d’abitudine, abbiamo parlato del più e del meno, ma stavolta l’argomento principe della serata è stato proprio questo: il cambiamento. Fare previsioni su come sarà il 2012 è un esercizio divertente, un pò come consultare futurologi e trendsetter. Una cosa però è certa, che sarà un anno diverso e non so perché, ma mi piace pensare come all’ “anno del cambiamento e miglioramento”. Il tempo vola e la vita è sempre un continuo cambiamento, indifferentemente dalla nostra voglia. Cambiare un’abitudine, un atteggiamento, una convinzione… non sono le circostanze e gli avvenimenti che lo fanno al posto nostro ma siamo solo noi a decidere di farlo, e solitamente è perché vogliamo migliorare noi stessi e la vita che viviamo.
    Eppure ci sono persone che continuano a vivere solo per inerzia, e che nella vita sembra non abbiano ambizioni o obiettivi per cui vale la pena far quel qualcosa in più per ottenere e avere di più, ma soprattutto per essere contenti e sentirsi appagati. Spesso preferiscono lamentarsi e dare la responsabilità agli altri invece che assumersela, sono perennemente insoddisfatti e pretendono dagli altri, ma loro per primi non danno niente di più. Passano metà della vita a disprezzare ciò che hanno lamentandosi e focalizzandosi su quello che gli manca, e l’altra metà a rimpiangere quello che avevano e che hanno perso o che potrebbero avere e non hanno, ma senza però fare nulla di diverso… Danno la colpa alla crisi ma non colgono al volo le tante opportunità che essa offre. Tutto ciò anche perché si dimenticano quanto le nostre credenze influenzino l’uso del nostro potenziale, i nostri comportamenti e di conseguenza i risultati che poi otteniamo.
    Pensare per obiettivi è l’opposto che pensare per problemi. Vuol dire non focalizzarsi su ciò che non va e continuare a darsi risposte e trovare scuse e ragioni del “perché”, ma chiedersi invece: come posso fare per realizzare i miei sogni? Cosa sono disposto a fare di diverso per meritare di più nella vita?… Il potere della scelta è il più grande che abbiamo! E sapete qual’è la fortuna che abbiamo? Che è lì, a portata di mano. Sta a noi a decidere di cambiare e prendere in mano il nostro destino.

    Vi lascio con una frase stupenda che vi farà riflettere e non solo, e vi auguro che il 2012 sia l’anno migliore della vostra vita, decidiate che sia proprio come voi lo desiderate! Dipende solo da voi!
    Che tu creda di farcela o di non farcela, avrai comunque ragione!” (Henry Ford)

    Mioara Dragomir

    http://www.evolutiontravel.net/etnews/2012-01.php#editoriale

  • Essere leader vuol dire essere libero


    Esiste un leader in ogni essere umano. E’ questo l’assunto da cui gli specialisti del Centro  Clinico FerrariSinibaldi sono partiti per l’elaborazione del Modello della Disclosure Leadership. Non uno ma infiniti modi di essere leader, tanti quanti sono le persone che stanno costruendo una propria attitudine alla leadership. Una leadership che tutti possediamo, ma che necessita di dischiudersi e di trovare la modalità per potersi realizzare concretamente.
    In quest’ottica la Disclosure Leadership si propone come un processo attivo che permette di far emergere ed esprimere il potenziale che ciascuno possiede. Partendo dalla scoperta delle proprie risorse fino alla loro elaborazione in chiave funzionale e spendibile in contesti professionali e relazionali, è possibile costruire un efficace e del tutto personale stile di guida e conduzione. Capire sè per gestirsi e gestire attivamente, liberi da abitudini o modalità che eseguiamo ormai in automatico senza ricordare bene perchè. 
    Il Modello prevede 4 fasi ciascuna con specifici obiettivi. La costruzione di una Leadership Situazionale per lo sviluppo del proprio stile di leadership attraverso l’analisi del proprio contesto di riferimento. La Leadership Consapevole per raggiungere elevati livelli di consapevolezza del proprio atteggiamento e della propria responsabilità. Il Coaching Base e Coaching Advanced per l’apprendimento dei principi di influezamento di relazione e di sviluppo. 
    Attraverso la messa in discussione del quotidiano, l’attività corporea, le tecniche espressive e le più tradizionali lezioni frontali il Modello insegna e stimola l’osservazione di sè e degli altri in maniera più consapevole.
    In questo modello di leadership non si parla di obiettivi, di mete da raggiungere o di situazioni sfidanti da affrontare. La Disclosure Leadership è il disvelamento dei nostri atteggiamenti e delle nostre dinamiche relazionali più profonde, rese intelleggibili e indirizzabili verso attività costruttive. 
    Fare esperienza di Leadership significa poter raggiungere una buona consapevolezza di sè, del proprio modo di essere con gli altri e di come veniamo percepiti dall’esterno. Solamente l’acquisizione di queste competenze può garantire alla persona di giocare la propria leadership in modo libero, spontaneo e creativo.

    Per ulteriori informazioni:
    http://www.ferrarisinibaldi.it/lab/disclead.htm

  • Sonia Russo (TWT) propone una riflessione sulla comunicazione all’interno delle organizzazioni


    Si parla sempre più spesso della comunicazione d’impresa, ad esempio dell’importanza della comunicazione interpersonale in azienda, della comunicazione “spontanea” tra le persone che vi lavorano. Ma cos’è la comunicazione interpersonale in un’azienda? O meglio di che si sta parlando se non si tiene conto del contesto in cui avviene? E inoltre si può aggiungere che in un’organizzazione aziendale la comunicazione non è interpersonale ma è quella che ha a che fare con ruoli, funzioni, appartenenze, modelli culturali e sistemi di valori, regole del gioco esplicite e implicite; e il tutto va calato entro la dimensione storica specifica dell’organizzazione (Carli R., Paniccia R.M., Psicologia della formazione, Il Mulino 1999).
    Il termine comunicare deriva dal latino communicare che ha il significato di “condividere, mettere in comune”. Ancora, la parola latina communicare è un derivato di communem (cum + munis ? incarico con) che ha il senso di “espletare un incarico con altri”.
    Si può notare come nel significato etimologico della parola comunicare sia insita l’idea di mettere in comune qualcosa, di condividere qualcosa in un processo (lavorativo!) che porterà a un prodotto. Si comunica per produrre, per “espletare un incarico”. Questo significato è, quindi, molto utile quando si parla di comunicazione d’impresa.
    In un contesto in continuo cambiamento, dove la tempestività di risposta a un contesto che cambia è un fattore di competitività aziendale, la comunicazione all’interno dell’organizzazione è uno strumento che può produrre sviluppo in funzione della comprensione del cambiamento stesso.
    In una processo di cambiamento organizzativo è molto importante una conoscenza dell’altro (di chi è coinvolto nel cambiamento), una condivisione di regole e problematiche relative al cambiamento stesso. Quando l’organizzazione fonda il proprio funzionamento sulla comunicazione interattiva, allora il cambiamento diviene integrato con l’organizzazione stessa, della quale promuove lo sviluppo; in questo caso chi è coinvolto nel cambiamento è maggiormente competente nell’utilizzarlo. Quando l’organizzazione è fondata sulla gerarchia e sul controllo degli adempimenti; quando l’organizzazione funziona con la comunicazione a una via, dall’alto in basso, di informazioni aventi il valore di normative da seguire; quando l’obiettivo organizzativo è il presidio degli adempimenti dei dipendenti, allora l’innovazione viene vista come inutile o, peggio, come una minaccia alla stabilità dello status quo organizzativo. In questo caso si ha minore competenza nell’uso del cambiamento (Carli R., Paniccia R.M., Psicologia della formazione, Il Mulino 1999).
    Per un’ accettazione competente del cambiamento l’organizzazione necessita di una cultura basata sulla conoscenza e sulla sua condivisione. Essere parte attiva del cambiamento permette di gestire le resistenze al cambiamento stesso: esso è vissuto non come un “mettersi in discussione” ma come un “mettersi in gioco”.

    TWT in alcuni dei suoi interventi formativi con le organizzazioni aziendali, propone riflessioni di questo tipo.
    In un lavoro con una società di assicurazioni che chiede cambiamento organizzativo in funzione di una maggiore qualità produttiva nei confronti della domanda dei propri clienti, TWT ha avviato una riflessione su una comunicazione interna frammentata, dove spesso non si sa a cosa serve cosa, dove con affanno si va alla ricerca di informazioni, dove la gestione comunicativa di ogni area è diversa e rende difficile la comunicazione fra le varie aree, dove regna “l’implicito”.
    La comprensione di tali dinamiche ha portato a interventi organizzativi orientati alla condivisione di regole esplicite sul funzionamento dei processi aziendali volti alla qualità produttiva.

    Sonia Russo, psicologa e formatrice

    Per informazioni

    www.twt-team.it
    [email protected]
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  • La mentalità commerciale per “aprirsi alla crisi”: una proposta TWT


    La crisi è evento critico di un cambiamento in atto.
    TWT non solo propone alle aziende corsi, strumenti per conoscerlo e gestirlo ma essa stessa costruisce al suo interno una cultura del cambiamento.
    Per farlo parte da un presupposto: il cambiamento è costante. A partire dai dati della produzione e dalla condivisione di idee, proposte e pensieri di chi lavora in questa società, si è costruita una modalità di gestione del cambiamento utile al “contesto TWT”.
    Per aumentare il fatturato di tutti i servizi serve una nuova struttura, una nuova mentalità: una mentalità aperta alle sfide, al nuovo, una mentalità commerciale.
    Ci sono due aspetti fondamentali e in relazione tra loro alla base di una “struttura commerciale”: aprirsi a nuovi clienti e a nuovi servizi.
    I clienti non devono essere “i colossi” ma soprattutto le aziende medie e piccole.
    Per aprirsi ai nuovi clienti serve una “struttura commerciale”. Gli elementi fondamentali che permettono di costruirla sono:
    – Mentalità
    – Pubbliche relazioni
    – Venditore
    – Nuovi target
    – Organizzazione

    TWT può proporre molti servizi: oltre ad eventi congressuali e ad interventi formativi (esperienziali, di coaching e d’aula), può essere consulente di tutto ciò che ha a che fare col marketing e la comunicazione e con il project management e può organizzare tutta una serie di eventi aziendali che vanno anche oltre il congressuale o che sono ad esso connesso (promozione degli eventi, creazione di presentazioni audio-video, ricerca delle location, cene di gala, eventi per il settore farmaceutico…).
    Quello che non può essere prodotto “in casa” può essere fatto “in rete”. E’ importante anche rischiare, allontanarsi dall’idea del “non è possibile”.
    Nella propria struttura commerciale TWT considera ogni collaboratore un project leader, un responsabile di progetto.

    Una mentalità commerciale è anche basata sul principio del risparmio: come si fa a costruire con risorse limitate? Quali sono gli sprechi? Dove è possibile risparmiare? Come e dove trovare e costruire risorse?

    La struttura commerciale sostiene anche un’attenzione alla qualità dei servizi offerti. TWT ha ottenuto la certificazione di qualità ISO 9001 e la promuove non solo ripetendo ciò che funziona ma anche a partire dalla soddisfazione dei propri clienti. Ad esempio, TWT verifica i suoi interventi formativi proprio analizzando la soddisfazione del cliente.
    Questa metodologia della qualità può essere riscritta in un manuale della qualità.

    Per TWT affrontare la crisi non è “chiudersi” e “eliminare” ma aprirsi, aprirsi al cambiamento, al nuovo, a nuovi clienti a nuovi servizi. E’ rischiare nuovi strumenti e nuove modalità di sviluppo, per essere una “corporate events management e training”.

    Sonia Russo, psicologa e formatrice

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    www.twt-team.it

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  • Recessione vuol dire cambiamento


    Il periodo storico che stiamo attraversando, caratterizzato dalla crisi dei mercati e dall’insicurezza finanziaria, ha riproposto fenomeni di difficoltà e incertezza anche a livello personale e sociale. In modo solo apparentemente paradossale, questo momento si configura come un’ottima possibilità per mettersi in discussione e generare un cambiamento positivo, ce lo dimostrano neuroscienze e psicoanalisi.
    “Durante la nostra vita spesso ci proponiamo di cambiare un comportamento o un’abitudine, di essere migliori per noi o per qualcun altro; in realtà, la maggior parte delle volte, questi tentativi di cambiamento non hanno buon esito o finiscono ancora prima di prendere una forma tangibile”, ci spiega il dott. Fabio Sinibaldi, fondatore del Centro Specialistico Integrato FerrariSinibaldi e membro della Cognitive Science Society. “Agiscono in noi le cosiddette resistenze al cambiamento, meccanismi normalmente volti alla nostra autotutela ma che talvolta si irrigidiscono eccessivamente, fino al punto da non permetterci cambiamenti adattivi. Per superare tali resistenze è necessario scardinare gli elementi su cui essi stessi fanno leva, superando vecchi automatismi o convinzioni ancestrali. Il periodo attuale di crisi, andando a toccare le certezze economiche e sociali su cui normalmente basiamo le nostre sicurezze, ci mette fisiologicamente in un condizione di ridiscussione personale e maggiore plasticità nell’adattarci all’ambiente. Le scienze cognitive più moderne hanno dimostrato che la plasticità neurale si riduce non tanto per il passare del tempo, ma più per la mancanza di nuovi stimoli esterni o per la scarsa ricerca di nuove forme di apprendimento; doversi rimettere in gioco, viceversa, ci riporta nella condizione di stimolare nuove modalità di pensiero e di azione, rigenerando anche la nostra struttura neurale. Tra i diversi meccanismi in atto in questo processo un ruolo fondamentale è quello svolta dai neuroni specchio, che sono alla base dei nuovi apprendimenti umani e, tra l’altro, permettono una sintonizzazione emotiva molto efficace tra sé e gli altri. Dal punto di vista neuro-biologico siamo di fronte a un’occasione che varrebbe la pena di sfruttare, dal momento che normalmente si presenta – oltre che nell’infanzia – solo con la continuativa pratica artistica, lunghi training per le abilità cognitive o percorsi psicoterapeutici”.
    “Nell’attività clinica quotidiana abbiamo riscontrato nell’ultimo periodo” prosegue il dott. Giuseppe Ferrari, specialista in psicoanalisi delle relazioni, presidente della Sipiss “una maggior tendenza a chiedere aiuto e, al contempo, una più sviluppata capacità delle persone di attingere alla proprie risorse personali per fronteggiare il nuovo. La parola crisi, già nella sua etimologia greca, contiene il doppio significato sia di disagio sia di scelta risolutiva; in ambito militare e politico si riferiva all’individuazione di un problema e, al contempo, della via risolutiva. Il periodo che stiamo vivendo costituisce un punto di rottura rispetto al proprio sviluppo personale, mobilitando una nuova motivazione a fare attivamente e la volontà di assumersi nuove responsabilità. Le responsabilità, di solito, vengono vissute come un limite per la propria libertà e con connotazioni di un dovere da espletare o, addirittura, come la mancanza di potere relazionale. A tal proposito possiamo citare il caso tipico di Marco (nome di fantasia), un impiegato che era esasperato ormai da anni dagli aspetti routinari e poco gratificanti del proprio lavoro; sentendo ora il disagio attorno sé aumentare, le continue lamentele dei colleghi e vedendo gli scenari negativi che si prospettavano per la propria azienda, ha di colpo capito che era molto più libero di quanto credesse. Marco, infatti, si era sempre sentito bloccato nelle situazioni lavorative, sentiva che non poteva fare o dire qualcosa, trovava sempre delle valide spiegazioni razionali per queste limitazioni che si imponeva. Il momento generale di crisi, una soglia di fragilità più bassa e il fatto di non riuscire a tollerare più le perenni lamentele dei colleghi, hanno generato un punto di rottura e la concreta possibilità di effettuare un cambiamento evolutivo positivo e di rendersi concretamente più indipendente.

    RIFERIMENTI

    Centro FerrariSinibaldi
    tel 02-29524018
    [email protected]

    http://www.ferrarisinibaldi.it/

  • TWT-TEAM propone corsi di formazione per riflettere sull’uso di strategie di marketing a basso costo


    “Guerilla marketing (da Wikipedia, l’enciclopedia libera): promozione pubblicitaria non convenzionale e a basso budget ottenuta attraverso l’utilizzo creativo di mezzi e strumenti aggressivi che fanno leva sull’immaginario e sui meccanismi psicologici degli utenti finali”.

    In un momento di crisi economica può essere importante aumentare il profitto con una strategia di marketing a basso costo, che parte dall’utilizzo di risorse limitate.
    Le risorse fondamentali diventano la creatività, l’immaginazione e la capacità di costruire eventi pubblicitari emozionanti che facciano parlare dell’azienda. Caratteristica fondamentale di tale strategia, infatti, è la diffusione dell’evento, della notizia da parte del cliente, del consumatore stesso.
    Inoltre attivare tecniche di guerrilla marketing presuppone una riflessione sulle caratteristiche di
    eccellenza del proprio prodotto tenendo in mente il tipo di cliente a cui è rivolto e sull’importanza di cooperare con le altre “tipologie di affari” piuttosto che attivare competizione: può essere utile costruire relazioni di partnership.
    TWT-TEAM organizza corsi per aziende che vogliano utilizzare questo tipo di strategia per promuovere i propri servizi. Nei corsi viene stimolata proprio una riflessione creativa sulla ricerca di risorse a basso costo che permettano di costruire azioni promozionali.
    Inoltre, attraverso l’utilizzo di varie esercitazioni, si avvia un’ulteriore riflessione sulle diverse funzioni che i partecipanti al corso possono attivare per l’utilizzo delle strategie di guerrilla.
    Si sviluppa così un modo di fare marketing con poche risorse che è costruito da quella specifica azienda: non vengono “insegnate” tecniche standard.
    L’utilizzo di tale strategia può interessare l’area del no-profit che come è noto ha risorse economiche molto limitate. TWT sta iniziando ad avviare percorsi formativi con aziende appartenenti a quest’area a partire proprio da una richiesta specifica:promuovere il proprio servizio con poche risorse.

    Sonia russo, psicologa e formatrice

    Per informazioni

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  • Il coaching come strumento per affrontare la crisi e il cambiamento: una proposta di TWT-TEAM


    Il coach è un facilitatore di percorso. Non dà soluzioni precostituite ma stimola il cliente all’individuazione di nuove soluzioni alle problematiche; non dà risposte ma aiuta il cliente a trovarle da sé. Il coaching, difatti, è uno strumento che aiuta le persone a diventare consapevoli delle proprie risorse e potenzialità, scoprendo le strategie più adeguate per raggiungere i propri obiettivi. In tal senso, l’approccio della consulenza di processo, strutturato da Edgar H. Shein offre al coaching un modello interessante. La “consulenza di processo” propone un confronto congiunto tra cliente e consulente dove il consulente non deve mai sostituirsi al cliente. In poche parole, sottolinea il ruolo attivo del cliente in qualsiasi fase del percorso di coaching.
    Questo senso del coaching può essere esteso all’ambito aziendale.
    Il coaching oltre a puntare alla risoluzione dell’obiettivo, stabilito dal cliente, attraverso l’attivazione delle risorse del cliente stesso, dà la possibilità di utilizzare una particolare metodologia per riflettere su di sé e affrontare le proprie problematiche.
    La formazione fatta con il coaching permette l’apprendimento di un modalità di trattare le problematiche costruita nel rapporto tra cliente e coach.
    In tal senso, a livello aziendale, il coaching può essere considerato uno strumento di sviluppo organizzativo.
    In un momento di crisi dei mercati e di cambiamenti delle richieste dei clienti alle aziende, il coaching aziendale può essere strumento attivatore di risorse e competenze organizzative per avviare azioni di cambiamento favorevoli al raggiungimento degli obiettivi produttivi e di sviluppo. L’evento critico richiede di attivare risorse per conoscerlo e affrontarlo. Il coach può facilitare e accompagnare questo processo.

    TWT propone lo strumento del coaching come momento di riflessione per poter trattare le questioni organizzative in relazione ai cambiamenti esterni e interni all’organizzazione stessa e attivando le risorse proprie dell’azienda per promuovere sviluppo organizzativo in relazione a obiettivi prefissati e continuamente ridefiniti con il cliente.
    Con tale metodologia TWT ha avviato in una società di assicurazioni un progetto di cambiamento dell’assetto organizzativo che sarà ancor più oggetto di riflessione nel momento critico attuale.

    Inoltre, TWT propone anche dei corsi di formazione in cui riflettere su un modello manageriale coaching oriented . Il manager può essere un coach per i propri collaboratori; può essere un coach per la propria azienda. Può, in poche parole, dirigere utilizzando tecniche di coaching, essendo orientato alla “facilitazione” dell’ individuazione, condivisa con i propri collaboratori, di risorse e funzioni per raggiungere obiettivi anch’essi condivisi. E’ il rappresentante di una cultura organizzativa orientata agli obiettivi, attenta allo sviluppo delle proprie risorse umane, promotrice di efficienza in funzione del continuo cambiamento del contesto.

    Sonia Russo, psicologa e formatrice

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  • La crisi economica secondo TWT


    E’ tempo di crisi economica. Alcuni dei protagonisti dello scenario politico, economico ed industriale dicono: “La crisi economica in atto nel mondo e in Italia può aggravarsi ulteriormente”, “Stiamo assistendo a una crisi che non ha precedenti, se non forse il crac del 1929. È difficile prevedere l’andamento dei mercati”, “Non escludiamo alcuna opzione per assicurare che nessuna istituzione bancaria dichiari bancarotta. Siamo sull’orlo dell’abisso”.

    Queste frasi trasmettono un senso della crisi come qualcosa da temere e da arginare con tutti i metodi possibili. Trasmettono l’idea di fare qualcosa per annientare un evento “che non ci voleva”.
    La parola “crisi” deriva dal greco krìnein che vuol dire “distinguere, scegliere”. Chi distingue caratterizza una cosa rispetto a un’altra, la circoscrive e la definisce. La crisi diventa così un evento critico, un indizio di un processo culturale, di una cultura economica che magari sta cambiando.
    Il cambiamento è continuo nei contesti lavorativi ed economici, si può dire che è la normalità. Anzi viene da dire che la funzione organizzativa viene ridefinita in un rapporto continuo con un contesto (economico) che è mutevole di per sé.
    Tale contesto va conosciuto, non annientato, per poter promuovere la propria organizzazione in modo competitivo.

    Ogni organizzazione, ogni azienda agisce su una fetta di mercato, ha dei clienti. Le domande da porsi potrebbero essere: “Come i miei clienti vivono questo momento di cambiamento economico?”, “Come cambia la loro domanda di prodotti-servizi?”, “Cosa possiamo fare noi per entrare in relazione con questa domanda?” , “Cosa accade nella nostra organizzazione?” “Quali funzioni possiamo attivare?”.
    Queste domande veicolano il senso di una utilità di riflettere continuamente sulle proprie modalità di gestione del rapporto con i clienti e con la loro domanda per poter conoscere e utilizzare il cambiamento come risorsa per garantirsi maggiore competitività sul mercato. Da questo punto di vista l’evento critico stesso diventa una risorsa da cui partire per poter utilizzare il cambiamento come strumento di produttività.

    TWT, nella sua prassi formativa, ha avuto a che fare con contesti organizzativi, che stavano riflettendo sulla necessità di un cambiamento nella gestione interna per poter avviare uno scambio costruttivo con un cliente che proponeva una domanda diversa, “critica”.
    In questi contesti TWT ha proposto un percorso formativo che permettesse la creazione istituita di un team pronto ad affrontare le nuove richieste del mercato, capace di condivisione di vissuti, pensieri e proposte sul cambiamento.
    I percorsi sviluppati hanno previsto una riflessione sulle dinamiche organizzative interne che ostacolavano il cambiamento auspicato e su possibili azioni da attuare per poterlo gestire.
    Il metodo utilizzato da TWT, con la formazione esperienziale e il team building, è stato quello della sperimentazione attiva in situazioni simulate di “crisi” che hanno avviato una riflessione sulle funzioni organizzative da attivare quando si voglia promuovere il cambiamento per affrontare richieste nuove e sconosciute. La situazione simulata è stata costruita a partire da una analisi della cultura dell’organizzazione funzionale ad affrontare il problema posto nella domanda formativa.

    Sonia Russo, psicologa e formatrice

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