Il bene più commercializzato al mondo dopo il petrolio è il Caffè, ed è la bevanda più consumata. Tutti sappiamo che il Caffè è un culto, ma una cosa importante è che non si trovano benefici nell’assumerlo, con l’aggiunta dell’antiossidante più potente al mondo il Ganoderma Lucidum, fungo millenario che nasce in Cina, e ha delle proprietà benefiche. Organo Gold da la possibilità a persone che voglio intraprendere l’azienda e di avere un risultato economico molto buono, infatti grazie all’innovativo sistema di Network Marketing, Organo Gold decide di aprire l’azienda sopratutto nei paesi europei. Organo Gold nasce nel 2009 e con grande successo raggiunge molti obiettivi come di pagare a molte persone un reddito per tutta la vita.
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Il caffè benefico
Il caffè è la bevanda più commercializzata al mondo, ma soprattutto consumata, non tutte le persone che lo bevono sanno che il caffè a lungo andare non porta sicuramente benefici.
Con l’aggiunta del Ganoderma Lucidum, fungo millenario che nasce in Cina circa 4000 anni fa, le sue proprietà benefiche sono straordinarie, infatti viene impiegato per più di 20 patologie come l’asma, l’ansia, l’ipertensione, problemi respiratori e cardiovascolari, ma soprattutto azioni antitumorali.
Il Ganoderma è anche un’adattogeno ciò significa che aiuta il corpo a varie esposizioni come la temperatura, lo stress, esposizioni a tossine e vari sbalzi d’umore, viene riportato anche da studi recenti scientifici che il Ganoderma è un’ottimo integratore possiamo trovarlo anche sulla Biblioteca Nazionale Americana Pubmed.
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Il caffè e l’antico segreto
Il caffè è diventato un culto per noi Italiani, ma non tutti che il caffè a lungo andare non porta benefici, infatti con aggiunta di Ganoderma Lucidum, fungo che nasce in Cina circa 4000 anni fa, le sue proprietà sono sorprendenti.
Il Ganoderma Lucidum elimina anche la tipica acidità del caffè e la caffeina, inoltre è impiegato per più di 20 patologie che vanno dalle allergie all’asma, dall’ipertensione a problemi cardiovascolari.
Il Ganoderma è anche un’adattogeno significa aiuta il corpo a sollecitazioni diverse come la temperatura, lo stress e l’esposizione di tossine.
Inoltre studi recenti hanno riportato anche sulla Biblioteca Nazionale Americana Pubmed che il Ganoderma è un’integratore, aggiunto al caffè possiamo somministrarlo quotidianamente, e non cambia nessuna abitudine.
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Storia del caffè: ma lo sapevate che…?
Il gesto di avvicinare la tazzina alle labbra e gustare il caffè a piccoli sorsi, concedendosi qualche secondo di pausa è un rito che accomuna moltissime persone nel mondo, ma sono davvero in pochi quelli che conoscono, o che ad ogni modo, si pongono qualche domanda riguardo all’origine del caffè.
Sulle sue origini infatti vi sono molte leggende alcune più note, altre meno conosciute; certamente la più famosa è quella che arriva dal monastero Chehodet nello Yemen e che narra che la bevanda fu creata da un monaco di nome Kaldi, che dopo aver scoperto da un pastore che le sue capre ed i suoi cammelli si mantenevano attivi anche di notte, mangiando certe bacche, provò a ricavarne una bevanda per riuscire a stare un po’ più sveglio la sera, per pregare.
Un’altra leggenda, di derivazione decisamente meno pagana e più religiosa, è quella che sostiene che l’Arcangelo Gabriele, per andare in aiuto del Profeta Maometto che si sentiva male, gli offrì una bevanda simile ad un espresso intenso,scura come la Sacra Pietra Nera della Mecca, chiamata “quawa”, assicurandogli che gli avrebbe dato l’energia per proseguire il suo cammino, e così infatti accadde.
Un’ altra leggenda che si rifà a una leggenda di millenni fa, ma che veniva raccontata anche nel 1700 dal frate Antonio Fausto Nairone, docente di teologia alla Sorbona, ai suoi allievi, racconta che il caffè fu scoperto in Arabia da un pastore di nome Kaddi che, dopo aver notato che il suo bestiame si eccitava notevolmente dopo aver mangiato un certo tipo di bacca, la sottopose all’analisi dell’abate Yahia, il quale ne ricavò una bevanda per gli umani, che fosse in grado di rinvigorirne il corpo in caso di stanchezza, liberandolo dalla nebbia del sonno.
Un’altra leggenda che narra l’ origine del caffè torrefatto così come lo conosciamo noi oggi, sia stato scoperto da un Iman di un monastero arabo, il quale con le bacche della pianta del caffè provò a creare un decotto per i monaci del convento, che a causa di quell’intruglio scuro e amaro, restarono svegli tutta la notte senza il minimo accenno di stanchezza; un’ulteriore leggenda fa invece trovare i precursori della moderna tecnica per tostare caffè nel territorio dell’Abissinia, che in tempi antichissimi venne raso al suolo da un incendio vastissimo che si propagò in una piantagione naturale di piante di caffè, creando il levarsi nell’aria non solo di una nube immensa, ma anche di un aroma fortissimo di caffè che si diffuse per chilometri e chilometri.
A prescindere dalle leggende nate attorno a questa antichissima bevanda, i resoconti scritti rinvenuti in numerosi documenti, testimoniano che la diffusione del caffè era presente nell’Oriente Islamico, già a partire dal XVI secolo, mentre nel mondo occidentale la diffusione del caffè si deve a Venezia, dove nel 1640 venne aperta la prima “Bottega di Caffè” , che mantenne il primato in Europa fino alla fine del 1600, quando a Giava e Sumatra spuntarono le prima piante di caffè, rubate anni prima da un gruppo di marinai olandesi sbarcati a Moka, nello Yemen. In seguito i semi di questa antichissima pianta raggiunsero le Americhe dove oggi, specialmente in Brasile, esistono le piantagione più vaste del mondo.
Articolo a cura di Serena Rigato
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Lui L’Espresso fa il tifo per le sue ragazze
Binasco (MI), 14 Febbraio 2012- Lui L’Espresso, azienda italiana che commercializza macchine da caffè, accompagna con orgoglio, in qualità di sponsor ufficiale, la Yamamay Busto Arsizio Volley verso le prossime importanti sfide sui campi italiani ed europei.
Lui L’Espresso, azienda del milanese con alle spalle una storia del caffè che risale al 1856, si occupa di produrre e distribuire caffè completamente italiano, fatto con il sistema integrato Lui L’Espresso; il sistema consiste in una macchinetta caffè e nelle capsule di caffè, entrambe marchiate Lui L’Espresso, che uniscono quindi l’esperienza dei maestri torrefattori di Lui L’Espresso con la tecnologia d’estrazione all’avanguardia delle macchine da caffè dell’azienda.
L’azienda da tempo dimostra il proprio impegno nel sostenere lo sport italiano. E’ infatti sponsor ufficiale della squadra femminile di volley di Busto Arsizio, la Yamamay Busto Arsizio, che milita nella seria A1.
Dopo la vittoria del 29 Gennaio che ha consegnato alle “farfalle” milanesi il titolo di campionesse d’Italia (vittoria per 3 set a 0 contro la Rebecchi Nordmeccanica Piacenza), la squadra di coach Parisi si prepara infatti questa settimana ad un allenamento fisico importante, in vista del match casalingo di campionato contro, ancora una volta, il Piacenza.
Dopo infatti ben 12 gare in 35 giorni (di cui 11 vittorie e una sola sconfitta), questa settimana la squadra ha potuto concedersi due giornate di pausa e ha ripreso gli allenamenti in palestra e sul campo oggi; il calendario degli impegni della squadra supportata da Lui L’Espresso si preannuncia nuovamente infuocato dato che le farfalle, dopo la partita del 19 contro Piacenza, dovranno affrontare l’andata di Challenge Round di Cev Cup contro le tedesche dello Schweriner; il 26 invece saranno impegnate nuovamente in campionato contro il Novara e martedì 28 saranno ospiti a Schwerin per il ritorno di Cev Cup.
Già finiti quindi i giorni di riposo per la squadra sponsorizzata da Lui L’Espresso, che dopo i preziosi 3 punti che tenterà di strappare al Piacenza domenica, punterà di nuovo le energie sul trofeo europeo. Lui L’Espresso fa il tifo quindi per la squadra che, nonostante abbia già raggiunto la vetta della classifica di campionato, dimostra di essere pronta a lottare anche per i quarti di finale del titolo europeo.
Serena Rigato
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Cioccolato … che passione!
Il cioccolato è il peccato di gola per eccellenza, che riesce a conquistare uomini, donne e bambini di tutte le età, da sempre praticamente. Antidoto contro le delusioni, dolce compagno delle fredde serate d’inverno, snack energetico per le giornate più impegnative o compagno di ogni colazione, il cioccolato è davvero un peccato che ci concediamo spesso e volentieri.
Mancano ormai pochi giorni a San Valentino e in questa occasione gli innamorati regaleranno certamente qualche golosa delizia al cioccolato; proprio per celebrare la festa degli innamorati con un sapore decisamente al cacao, ieri ha preso il via “ Chocolando … In love” un evento che si terrà a Lecce, in piazza Sant’Oronzo e che è il primo vero grande festival italiano di Cioccolatieri Artigianali.
L’evento, presentato ieri alle 18.00 alla presenza dell’assessore alla Cultura e al marketing del Comune di Lecce, resterà aperto fino al 12 Febbraio; chiamati a partecipare alla manifestazione molti fra i più famosi e bravi maestri artigiani del cioccolato d’Italia, che proporranno varie soluzioni per gli amanti del cacao: cioccolata aromatizzata in bevanda calda, tartufi, tavolette, pralineria, dragées e poi naturalmente piccole sculture in cioccolato dalle forme più diverse. Alla manifestazione anche molte creazioni a base di espresso italiano oppure aromatizzate al caffè o al liquore, per incontrare i gusti del pubblico più adulto.
Tra i veterani dell’evento ci saranno Marcello e Paolo Melillo da Termopoli che proporranno dei golosi cremini al taglio, zuccotti di cremino al cocco o alla nocciola, gianduiotti alle spezie (cannella, zenzero, peperoncino, thè verde), praline, lecca lecca al cioccolato, frutta ricoperta di cioccolata fondente o al latte, cioccolate calde aromatizzate, dragées e bicchieri di fragole annegate nel cioccolato fondente.
Un altro grande ospite della manifestazione invece è il maestro Antonio Schettini da Merate, vincitore del Guinness dei Primati con la sua creazione più grandiosa: la riproduzione in cioccolato del gruppo delle Tre Cime di Lavaredo; anche quest’anno- come l’anno scorso- il maestro offrirà al pubblico uno stand ricco di lecca lecca al cioccolato, attrezzi da lavoro in cioccolato 70% ricoperti di cacao per simularne la ruggine, tartufi in ben più di venti varietà e scarpine col tacco in cioccolato, ideali per un regalo alle innamorate, in occasione del San Valentino.
Alla festa presenti anche artigiani che propongono soluzioni a base di cioccolato come prodotti per colazione e per i fine pasto, come fa la Padovana Zamira Lufi (di origini nordiche), che proporrà le torte al cioccolato tipiche della tradizione della sua terra natale, quali la Sachertorte e lo Strudel di mele al cioccolato, i Waffel’s di tradizione belga, le brioches calde con crema al cioccolato, le ostriche di sfoglia ripiene ovviamente al cioccolato.
Il Chocolando di quest’anno è stato arricchito di un giorno rispetto all’anno scorso (da tre a quattro giorni) per offrire un giorno dedicato agli amanti del Teobroma, il cibo degli dei. Inoltre all’evento saranno presenti anche gli studenti dell’Istituto Professionale Alberghiero Columella di Lecce che avranno a disposizione due stand nell’ovale realizzato in piazza S.Oronzo per mostrare al pubblico come si crea il cioccolato; presenti poi laboratori di degustazione e di informazione sul cioccolato, workshop e- per i bambini- animazione con filastrocche in tema e servizio gratuito di trucca bimbi con make-up, ovviamente, a base di cioccolato.
Serena Rigato
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Caffè è vita per Mogi
Bergamo, 2 Febbraio 2012- Mogi caffè, giovane azienda di caffè di Bergamo, crea per i suoi clienti e per gli amanti del caffè, la pagina Facebook dell’azienda, uno spazio nato per condividere informazioni e passioni.
Mogi Caffè srl è un’azienda giovane, nata qualche anno fa dall’energia e dall’entusiasmo della sua fondatrice, Monica, che dopo un percorso di studi in Agraria decide di investire, assieme al fratello Gianluigi, in un progetto ambizioso, ma che negli anni li ripaga con grande successo.
I due ragazzi infatti, hanno fatto della loro passione per il caffè un lavoro e dal 2007- anno in cui fu fondata la Mogi Caffè portano avanti la loro promozione del buon caffè in Italia e della vendita caffè all’estero. L’azienda seleziona i migliori chicchi e li lavora direttamente in Italia; nel caso della miscela Mogi Caffè Utile la lavorazione avviene direttamente nella Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino, su chicchi provenienti da due presidi SlowFood della Repubblica Dominicana (Huehuetenago e Sierra Cafetalera), da Copan (Honduras) e Minas Gerais (Brasile).
Il caffè selezionato da Mogi per questa miscela viene quindi tostato a legna e lavorato da detenuti che stanno scontando provvedimenti disciplinari; la Mogi Caffè infatti sviluppa dei progetti di collaborazione con Pausa Caffè , cooperativa torinese che si occupa del reinserimento nella società dei detenuti e con ERGOlab, cooperativa che reinserisce in ambito lavorativo i lavoratori diversamente abili, che creano per Mogi Caffè Srl le divise per bar e i sacchetti in cotone biologico per le confezioni speciali.
Oltre ad accertarsi che le fasi della produzione siano seguite da personale formato, la Mogi Caffè Srl punta molto anche sulla comunicazione aziendale e sulla diffusione del culto del Caffè anche fuori dai confini nazionali; proprio a questo sono dovute le collaborazioni con una galleria d’arte e di design e con varie altre iniziative e associazioni culturali.
Per dare un ulteriore canale di informazione agli amanti dell’espresso, la Mogi ha da poco realizzato la propria pagina Facebook, nella quale vengono segnalate tutte le novità sulle iniziative aziendali e sugli eventi realizzati in collaborazione con i vari partner; inoltre vengono quasi quotidianamente postate delle simpatiche foto e citazioni famose di film, filosofi, personaggi famosi, a sostegno della tesi secondo cui il caffè non è solo una bevanda, ma un simbolo nazionale, oltre che un momento di riflessione.
Serena Rigato
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Il sogno di San Valentino
Una volta per scambiarsi baci appassionati si andava alla stazione e si faceva finta di dirsi addio oppure ci si rifugiava nella propria auto e con la scusa di guardare dall’alto il panorama notturno si dava il via allo scambio di dolci effusioni. Oggi baciarsi in auto, specialmente di notte può essere molto pericoloso, ma non per questo bisogna smettere di sognarlo. E lo sogna in grande stile Bastianello, trasformando una vecchia auto in un simpatico nido d’amore in cui due creature alate cadono vittime delle frecce di un Cupido che rimane a guardarli compiaciuto di aver acceso la scintilla tra di loro. Tutto questo è rappresentato nella nuova enorme scultura di cioccolato di Bastianello: è il suo modo di celebrare San Valentino e l’importanza che questa data deve avere per ogni innamorato. Esattamente come fece il Santo donando la rosa che fece riconciliare la coppia che stava litigando lungo il suo cammino. Un ritorno alla semplicità e alla tradizione di regalare cioccolatini a forma di cuore, che si fondono insieme in un ricco bouquet o simpatici cuoricini vestiti da sposi, per chi ha intenzione di utilizzare questa ricorrenza per fare la propria proposta di matrimonio. Su Facebook insieme alla gallery delle foto di San Valentino, anche una gustosa novità per gli amanti del caffè. -
Le bevande alternative per le vostre Feste
Con l’arrivo delle feste è praticamente tradizione esagerare col cibo: nel periodo che va dalla vigilia al primo dell’anno sembra che la parola “dieta” debba essere bandita.
Alcune famiglie sono solite festeggiare il Natale la sera della vigilia, con un cenone, magari con una messa assieme ai familiari dopo, per poi ritornare tutti insieme a casa per il brindisi, il taglio del panettone/ pandoro e lo scambio dei regali; nelle famiglie invece dove ci sono bambini piccoli si preferisce magari attendere il 25 mattina per andare a messa e farsi gli auguri, assieme ai regali e per pranzare poi in compagnia.
Cosa si mangia durante le feste natalizie lo si sa … risotti, lasagne, tacchini ripieni, pesce alla griglia, immancabili le patate al forno ecc, di tutto un po’ quindi, dipende dai gusti personali e dall’abilità culinaria della padrona/e di casa che si diletta ai fornelli. Ma cosa si beve durante le feste? Ci sono delle bevande tipiche locali che possiamo utilizzare per rendere il nostro Natale un po’ più spumeggiante di quanto non faccia già il prosecco?
Un tipo di bevanda calda che ha le sue origini nei Paesi del Nord è il punch, che ha trovato ormai una buona diffusione anche in Europa ed è diventata la bevanda americana usualmente consumata anche negli States, nelle regioni più fredde o durante il periodo invernale. Il punch è solitamente servito al sapore di agrumi o di rum ed ha una forte profumazione ai chiodi di garofano e cannella-ingredienti essenziali della ricetta.
Una bevanda di origine anglosassone e americana è invece l’Eggnog che ad una prima occhiata ha le sembianze di una cremalatte oppure di zabaione; nonostante l’apparenza la renda appetitosa agli occhi dei più piccoli, è anche questa una bevanda alcolica, che contiene una buona quantità di liquore ma è estremamente veloce da preparare: la preparazione non vi occuperà infatti più di 15 minuti e consiste nello sbattere assieme uno alla volta –secondo l’ordine della ricetta- tutti gli ingredienti che sono, solo per citarne alcuni, uova, panna, latte, zucchero, brandy e rum. Va servita fredda, accompagnata da shortbread oppure da sola e calda.
Una bevanda invece decisamente più nostrana, e che deriva dalla tradizione valdostana, è la “Grolla dell’amicizia”, una miscela esplosiva realizzata, tra le altre cose da grappa (50-60°), Cointreau o Genepy, caffè espresso (oppure per gli amanti degli alcoli dolciastri, al caffè normale si può sostituire anche il caffè ottenuto con cialde ginseng); è decisamente una bevanda natalizia anche per il fatto che –da tradizione- va servita dentro un contenitore di legno simile ad una coppa con tanti beccucci che ne fuoriescono, dai quali va bevuta la bevanda- assolutamente vietato infatti in val D’osta versarla nei bicchieri e tassativo quindi berla in compagnia. Una volta riscaldata la bevanda in una pentola, il contenuto va versato nella grolla-questa coppa appunto-i beccucci vanno bagnati di alcool e zucchero e la bevanda va incendiata, in modo che l’alcool presente nella sostanza evapori e che lo zucchero presente sui beccucci si caramelli.
Di preparazione simile è il vin brulé, che però non viene incendiato, ma è decisamente meno alcolico poiché a base solo di vino e di aromi.
Serena Rigato
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La passione millenaria per il caffè
Il caffè è da sempre la bevanda che meglio rappresenta il nostro Paese nel mondo, oltre agli ottimi vini ovviamente.
Infatti in un’epoca in cui i prodotti tipici e caserecci vengono sorpassati dalle bevande industriali (vedi Coca-Cola, Pepsi, Red Bull e simili), sembra che l’industria del caffè non soffra la crisi che invece altri alimenti e bevande, loro malgrado, stanno subendo. La storia del caffè si perde quasi nelle memorie della storia del mondo, si parla di un percorso iniziato nel 900-1000 d.C. che ha portato poco alla volta alla conoscenza di nuove miscele, nuovi modi di intendere l’espresso e innovativi strumenti per ottenere questa bevanda scura, dal sapore intenso e deciso ( vedi le più moderne macchine per il caffè , le moke elettriche, le cialde ecc.).
Il caffè è giunto fino a noi attraverso le rotte delle navi commerciali che salpavano dai porti di Venezia e Napoli e che hanno portato nel nostro Paese moltissimi altri cibi e bevande allora sconosciuti in Europa. Ad ogni modo alcune teorie sostengono che il caffè si bevesse addirittura ai tempi di Omero a Troia; ciò che è certo è che già a partire dal 1454 nell’attuale Yemen la popolazione era solita sorseggiare questa bevanda naturalmente energetica, lodata addirittura dal governo per le sue proprietà corroboranti, contrapposte all’effetto soporifero del qat o kat, bevanda comunemente diffusa, fino a quel momento, nel territorio nazionale.
Il 1615 è considerata invece la data nella quale questa bevanda ha fatto la sua comparsa in Europa, grazie appunto alle rotte marittime che collegavano Venezia a Napoli e da lì a tutto l’Oriente; è praticamente certo che la prima città italiana a respirare l’aroma del caffè fu Venezia: il merito dell’introduzione in Italia spetta infatti al botanico Prospero Alpini, che fu medico del console di Venezia in Egitto, a Francesco Morosini, a Pietro della Valle e a Fausto Nairone.
A partire dal 1683 nella nostra penisola si moltiplicarono le caffetterie, che gradualmente andarono a modificare il proprio business, implementando alla vendita di caffè espresso, anche quella di accessori, di dolcetti, pasticcini e focacce. Fu così che in ebbe origine in Italia una vera e propria cultura del caffè, vissuto più che come bevande, come momento di pausa, socializzazione e svago, non a caso i Caffè nel periodo dell’illuminismo vennero utilizzati come veri e propri punti di ritrovo per gli intellettuali di tutta Europa.
Attualmente l’industria del caffè mette a disposizione un buon numero di offerte anche per il caffè da fare a casa. Praticamente tutti i tipi di caffè ed elettrodomestici per il caffè si possono trovare nella rete: elettrodomestici on line che macinano i chicchi di caffè, apparecchi per fare la schiuma o per fare cappuccini. Le ultime trovate della tecnologia sono addirittura delle moke con timer, che si possono programmare esattamente come una sveglia, con sensore che rileva quando spegnere l’apparecchio oppure delle macchine per il caffè complete di macinacaffè integrato, beccuccio per il vapore, pedana regolabile e molti altri accessori sfiziosi.
Serena Rigato
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