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  • Anna Cinzia Bonfrisco: da Roma uno stanziamento per sostenere la lirica

    L’Arena di Verona, da Roma arriva uno stanziamento governativo per sostenere la lirica. Un milione in più da Roma per la lirica, finalizzati a sostenere le iniziative per i festeggiamenti per il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, che a Verona coincidono con il centenario del festival lirico in Arena. La Senatrice Bonfrisco esprime “grande soddisfazione per l’emendamento approvato”.

    Testo integrale dell’articolo apparso su L’Arena il 20 dicembre 2012.

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    Un milione in più da Roma per la lirica, finalizzati a sostenere le iniziative per i festeggiamenti per il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, che a Verona coincidono con il centenario del festival lirico in Arena, nel 2013. Lo stanziamento governativo arriva grazie a un emendamento apportato al Decreto legge stabilità — l’ultimo atto del Governo tecnico Monti — discusso ieri al Senato. Proprio ieri il sovrintendente della Fondazione Arena, Francesco Girondini, illustrando il bilancio sociale 2011 al museo della Lirica Amo, a Palazzo Forti, auspicava in vista delle celebrazioni del centenario uno sforzo economico in più da parte delle istituzioni e degli enti, come Stato, Regione, Provincia, Comune, Camera di Commercio.

    Bonfrisco

    Cioè i soci della Fondazione, a cui versano quote annuali dell’8 per cento del Fondo unico per lo spettacolo (Fus), che ammontava quest’anno a 14 milioni 300mila euro, a cui si sono aggiunti altri tre milioni di contributo dallo Stato. La quota di Fus, rileva Girodini, in calo costante negli ultimi 10 anni. La Provincia (socio dal 2008) con l’assessore alla cultura Marco Ambrosini, presente all’illustrazione del bilancio sociale, annuncia «di voler compiere uno sforzo in più, nel 2013, rispetto al milione 200mila euro che stanzia attualmente».

    I soldi nella legge di stabilità, dunque, arrivano come manna dal cielo e di questo, d’accordo con Girondini e con il sindaco e presidente della Fondazione Arena, Flavio Tosi, si era interessato il deputato del Pdl ed ex sottosegretario alle finanze, Alberto Giorgetti, insieme ai senatori Federico Bricolo (Lega), Maria Pia Garavaglia (Pd) e Cinzia Bonfrisco (Pdl), quest’ultima componente della commissione bilancio del Senato, che esprime “grande soddisfazione per l’emendamento approvato”.

    Il Parlamento ha svolto un buon lavoro importante e ringrazio il deputato Giorgetti e i senatori Bricolo e Garavaglia per l’impegno profuso a favore della nostra città». Tirando le somme dell’anno 2011 con il bilancio sociale — strumento dà conto della missione dell’ente, ne illustra i dati, le attività e gli effetti prodotti sul contesto economico sociale e sull’ambiente — Girondini, coadiuvato da Paola Gennari autrice della ricerca — rivela i numeri.

    Nel 2011 sono andate in scena a Verona 127 rappresentazioni, di cui 49 in Arena (opere liriche) e 78 fra lirica, balletto e musica sinfonica al Teatro Filarmonico, con 508.375 spettatori; altri 197 spettacoli e manifestazioni collaterali. La Fondazione ha utilizzato 1.290 lavoratori, di cui 296 a tempo indeterminato e 994 a tempo determinato. Tre le tournèe all’estero, incassi di 27,4 milioni. Sul fronte della gestione il bilancio sociale (contenuto in un volume illustrato) registra nel 2011 un utile di 485.921 euro, positivo da quattro anni. Il valore della produzione è stato di 55,78 milioni, più 10,9 per cento rispetto al 2010, mentre le sponsorizzazioni sono cresciute del 15,8 per cento, attestandosi sui 2,2 milioni. I costi di produzione, 49 milioni, sono stati in crescita del 6,3 per cento.

    L’incidenza dei contributi pubblici e privati sul valore della Fondazione Arena è stata del 40,1 per cento. Girondini, presente anche Mattia Galbero, nel cda della Fondazione Arena in rappresentanza del socio Regione, sottolinea un altro dato, quello relativo agli acquisti di beni e servizi in aziende della provincia di Verona, «a dimostrazione di quanto generi la Fondazione genera per il nostro territorio, dal punto di vista economico, a cui va senz’altro aggiunto l’indotto di diverse centinaia di milioni». I risultati del 2011, in crescita rispetto agli anni precedenti, sono però peggiorati quest’anno. «Nel 2012 la crisi si è fatta sentire e siamo tornati ai valori del 2011», spiega il sovrintendente Girondini, «ma con tutto il cartellone previsto per il centenario, e con 58 serate e quindi nove in più, con sei opere liriche e quattro serate di gala, oltre che con il museo Amo e le tante iniziative in programma, contiamo di aumentare ancora gli introiti».

    FONTE: L’Arena

  • Bonfrisco: “Il credito dovrà per forza cambiare”

    La Senatrice Cinzia Bonfrisco interviene all’incontro dei candidati veronesi con la Confederazione nazionale dell’artigianato, piccola e media impresa. “Il credito dovrà per forza cambiare” afferma la Senatrice Bonfrisco, “c’è una spesa pubblica buona, che garantisce i servizi, è da eliminare quella improduttiva e diminuire la burocrazia. Puntare sulle defiscalizzazioni e sul project financing”.

    Testo integrale dell’articolo apparso su L’Arena il 22 febbraio 2013.

    Anna Bonfrisco

    Costo del lavoro, peso fiscale e accesso al credito. Queste le priorità che dovranno essere inserite nell’agenda del prossimo governo secondo Angiolina Mignolli, presidente Cna Verona, Confederazione nazionale dell’artigianato, piccola e media impresa. E questi temi discussi dai candidati veronesi intervenuti all’incontro organizzato dalla Cna, a due giorni dalle elezioni.

    «Le piccole e medie imprese sono il tessuto del Paese», riflette Mignolli, «ma nel 2012 ne abbiamo perse 10mila, oltre 2mila solo a Verona. La politica se ne deve occupare. Basta con le lamentele, vogliamo essere propositivi, instaurare un rapporto di collaborazione, per poter finalmente uscire da questa crisi». Per farlo, secondo i piccoli imprenditori, è necessario che venga reso più semplice l’accesso al credito e investire nella formazione. «Bisogna investire nella formazione», concorda Diego Zardini, candidato nelle file del Pd, «e nel reinserimento di chi ha perso il lavoro».

    Concorde la senatrice Cinzia Bonfrisco (Pdl): «Il credito dovrà per forza cambiare».
    Per il candidato Udc Stefano Valdegamberi la formazione professionale dà possibilità di sbocchi nel lavoro e non bisogna rinunciarci. «Il problema sono le banche», sostiene il leghista Matteo Bragantini, «devono dare fondi alle Pmi». Una proposta arriva dal candidato del Movimento 5 stelle, Fabio Pimazzoni: «Una banca di investimenti, strumento che ad oggi in Italia non esiste». «Il Pd punta ad abbattere il cuneo fiscale, per alleggerire il peso della tassazione sul lavoro. Da ridurre è anche la spesa pubblica», precisa Zardini.

    Per Bonfrisco bisogna dire no ai tagli orizzontali: «C’è una spesa pubblica buona, che garantisce i servizi, è da eliminare quella improduttiva e diminuire la burocrazia. Puntare sulle defiscalizzazioni e sul project financing». Meno Stato e più impresa è la ricetta di Valdegamberi: «Liberalizzare e ridurre gli enti». Per Bragantini «in alcuni casi è stato il privato a non funzionare. Necessario un tetto massimo agli stipendi dei manager pubblici, adottare i costi standard e un vero federalismo». A favore del taglio delle Province il grillino Pimazzoni: «Consentirà una riorganizzazione. Il fisco deve essere amico con le grandi opere».

    FONTE: L’Arena

  • Senatrice Bonfrisco: incontro tra politici e manager, tutti d’accordo su accountability

    “I manager devono contribuire fortemente alla costruzione di nuove e innovative politiche industriali. Servono un’economia e delle imprese a maggior presidio manageriale. Tra le priorità, inoltre, le proposte su una nuova politica per il welfare, sul riassetto dello Stato e sul fisco, che deve diventare il vero fattore di giustizia”. Lo afferma la Senatrice Bonfrisco all’incontro tra politici e manager tenutosi a Padova.

    Testo integrale dell’articolo apparso su Libero Quotidiano del 14 febbraio 2013.

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    “I manager devono contribuire fortemente alla costruzione di nuove e innovative politiche industriali. Altro compito dei manager è quello di far diventare più responsabili le aziende nel loro agire economico, che ha forti risvolti nel sociale – ha affermato Anna Cinzia Bonfrisco, candidata Pdl al Senato – Certo, servono anche un’economia e delle imprese a maggior presidio manageriale, oggi quasi inesistente nelle pmi. Tra le priorità trovo molto importanti – ha concluso la candidata – le proposte su una nuova politica per il welfare, sul riassetto dello Stato e sul fisco, che deve diventare il vero fattore di giustizia”.

    “I manager devono mettersi ancor più in discussione e contare di più non solo nell’economia e in questo senso tra la nostra e la vostra iniziativa trovo, seppure su piani diversi, molte affinità. Il Paese ha molto bisogno di manager, cultura manageriale e proposte concrete. L’accountability che voi proponete come principio base di una nuova e buona politica – ha sottolineato Davide Merigliano di “Fare per Fermare il declino” – è fondamentale per arrivare alla vera meritocrazia anche nella società e nell’economia”.

    “L’impegno dei manager è determinante per la competitività e lo sviluppo nel privato, ma ancor più nel pubblico. La loro esperienza è fondamentale per la capacità di ristrutturare e cambiare le organizzazioni, oggi indispensabile fare nello Stato. Del programma apprezzo soprattutto le proposte su fisco, con il contrasto d’interesse, sul welfare e sulla produttività. C’è poco su come ridurre la spesa e il debito pubblico”. Così Massimo Bitonci candidato Lega Nord al Senato.

    FONTE: Libero Quotidiano

  • Bonfrisco: dobbiamo difendere il patrimonio degli italiani, pubblico e privato

    “Dobbiamo tornare alla guida del Paese per riportarlo a crescere”. La Senatrice Bonfrisco interviene per difendere il patrimonio degli italiani, pubblico e privato. Risorse per gli ammortizzatori sociali, aiuti alle imprese, abolizione dell’IMU sulla prima casa e tasse alte a chi porta il lavoro fuori dall’Italia.

    Testo integrale dell’articolo apparso su L’Arena del 19 febbraio 2013.

    Anna Bonfrisco

    Ma perché uno dovrebbe votare per Pdl e Lega di nuovo insieme? «Per difendere il patrimonio degli italiani, pubblico e privato, in riferimento soprattutto alla casa, da sempre nostro bene rifugio. E poi noi abbiamo la bandiera tricolore nel simbolo. Difendiamo l’Italia, altri no». Lo dice Cinzia Bonfrisco, 50 anni, senatrice uscente del Pdl, ricandidata al Senato. Quindi via l’Imu prima casa? Un’eccessiva tassazione non ha solo tolto soldi dalle tasche degli italiani, ma ha fatto perdere di valore le nostre case. Quindi abolire l’Imu prima casa e sui capannoni industriali. E tassare chi porta fuori il nostro lavoro delocalizzandolo, non chi resiste a lavorare in Italia. Obiettivi programmatici?

    Difendere il lavoro dei veneti. Sarà necessario continuare a trovare le risorse degli ammortizzatori sociali, che noi abbiamo sempre garantito e Monti invece ha sempre ridotto. Vanno aiutate le imprese in questo momento a riprendere, grazie anche ai soldi che la Bce ha fornito alle banche, quel credito necessario a sviluppare ordini e lavorazioni, soprattutto riferiti all’export, ora non realizzabili per mancanza di finanziamenti. Sul versante fiscale quali proposte? La nostra è un’economia ancora viva, ma dobbiamo ridurre le tasse sul lavoro, non più sopportabili. Il ritrovato accordo fra Pdl e Lega non sa un po’ di minestra riscaldata? Noi proponiamo un’alleanza che ha già dato risposte a dalla quale ci attendiamo comunque impegno e affidabilità.

    In coerenza con il governo Berlusconi, come per il federalismo fiscale, interrotto da Monti, a partire proprio dall’esproprio delle tesorerie dai Comuni, tornate allo Stato centrale. Ora dobbiamo tornare alla guida del Paese per riportarlo a crescere. Se servisse dare stabilità al futuro governo, con chi potreste allearvi? La stabilità è primaria e chi ci lavora contro, come Giannino, Grillo o altri avventurieri della politica, fa un grande danno al Paese. Berlusconi comunque ha già detto che la riforma più importante è quella della Costituzione e dell’organizzazione dello Stato. Su questo siamo disponibili a ragionare di eventuali alleanze.

    FONTE: L’Arena

  • Bonfrisco: Cooperazione come economia umana e solidale.

    Confcooperative Verona, Palazzo della Gran Guardia, riproporre il modello delle cooperative in chiave moderna per dare una risposta alla crisi valoriale, prima che finanziaria ed economica, che ha destabilizzato i mercati internazionali negli ultimi anni. La Senatrice del PdL Cinzia Bonfrisco ha dipinto la cooperazione come un’economia “umana, solidale, dove il progresso non è fatto solo di finanza ma anche di economia reale, e dove la persona è considerata il valore fondante”.

    Testo integrale dell’articolo apparso su larena.it del 12 novembre 2012.

    Riproporre il modello delle cooperative in chiave moderna per dare una risposta alla crisi valoriale, prima che finanziaria ed economica, che ha destabilizzato i mercati internazionali negli ultimi anni. Su questo tema si sono confrontati gli ospiti della Festa della cooperazione veronese, organizzata da Confcooperative ieri al Palazzo della Gran Guardia. Dopo l’intervento del presidente dell’associazione Bruno Nestori, il sindaco Flavio Tosi ha elogiato il vero spirito cooperativistico, «quello dove il socio è davvero un socio», sottolineando l’importanza di combattere invece le «false cooperative».

    D’accordo la senatrice del Pdl Cinzia Bonfrisco, che ha dipinto la cooperazione come un’economia «umana, solidale, dove il progresso non è fatto solo di finanza ma anche di economia reale, e dove la persona è considerata il valore fondante».

    Anna Bonfrisco

    Un’interpretazione in linea con le parole di don Adriano Vincenzi, delegato Cei per i rapporti con il mondo della cooperazione, e di Paolo Bedoni, presidente di Cattolica Assicurazioni. «Da un mese Cattolica è diventata socia di Confcooperative», ha spiegato Bedoni. «Abbiamo intrapreso questo percorso, basato sul confronto, per creare una sinergia con il mondo della cooperazione». Dopo gli interventi dell’assessore provinciale all’Agricoltura Luigi Frigotto, di Gianni Dalla Bernardina in rappresentanza della Camera di Commercio e di Amedeo Piva, presidente della Federazione delle Banche di credito cooperativo del Veneto, è stato presentato il Rapporto 2012 sul sistema veronese delle cooperative, prima della tavola rotonda che ha visto protagonisti i rappresentanti dei vari comparti. LE COOPERATIVE SOCIALI.

    Luigino Rigo, presidente di Federsolidarietà, ha spiegato «l’importanza di far capire il valore aggiunto che le cooperative sociali portano in termini di risposte concrete ai bisogni dei più deboli». Franco Massalongo, presidente delle cooperative di lavoro, ha parlato della piaga delle false coop: «Il nostro mondo viene descritto come una realtà che sfrutta la manodopera: purtroppo ci sono casi simili, ma non hanno nulla a che fare con le vere cooperative, che si fondano invece sui valori della mutualità e della solidarietà». Se Luigi Berzacola, presidente del gruppo Giovani di Confcooperative, ha parlato delle prospettive future del settore, Luigi Turco, presidente della Cantina della Valpantena, ha sottolineato la principale responsabilità del buon amministratore, cioè «programmare la vita delle cooperative in un’ottica medio-lunga».

    Primo Anselmi, presidente di Apo Scaligera, ha esortato i soci a puntare sull’aggregazione per competere sui nuovi mercati internazionali, mentre i rappresentanti del mondo finanziario Gianfranco Tognetti (Credito cooperativo di Concamarise) e Valentino Trainotti (Banca di Verona-Credito cooperativo di Cadidavid) hanno confermato l’intenzione di mantenere la propria funzione di «banche che facilitano l’accesso al credito». Luigi Marino, presidente dell’Alleanza cooperative italiane e Confcooperative, ha chiesto la creazione degli Stati Uniti d’Europa: «Questo è l’unico modo che avremo per fronteggiare la crisi e continuare a essere competitivi».
    FONTE: www.larena.it

  • Cinzia Bonfrisco, Scuola Materna a Brentino Belluno costruita in 10 mesi

    Rivalta, inaugurata la scuola materna di Città di Brentino Belluno, costruita in soli dieci mesi. Classi a prova di sicurezza, fatte con materiali eco-sostenibili, scaldate e illuminate con energia da fonti alternative. All’evento ha partecipato, tra gli altri, la Senatrice Cinzia Bonfrisco.

    Senatrice Anna Bonfrisco

    Testo integrale dell’articolo apparso su larena.it del 17 settembre 2012.

    «Bisogna amare i giovani perché sono migliori di quanto pensiamo e capaci di fare tanto bene. Amarli, lavorare per loro, pensare per loro è stata la mia missione». Così, citando in parte il cardinale Carlo Maria Martini il sindaco, Virgilio Asileppi, ha inaugurato la scuola per l’infanzia Città di Brentino Belluno. Un taglio del nastro rivolto al futuro, che ha richiamato a Rivalta una folla entusiasta di fare il primo passo verso quella Cittadella della cultura, che il sindaco vede quasi realtà. Infatti, in via La Val – dove ci sono già scuola primaria, impianti sportivi e ora la materna -, l’amministrazione conta di aprire pure un micro-asilo nido. Struttura per cui, il sindaco ha annunciato l’arrivo di un finanziamento statale. Per la scuola per l’infanzia, costruita in volata in dieci mesi, per non mancare la campanella di oggi, tra le 8 e le 9, c’erano tutti.

    Tutti quelli che si sono mossi per arrivare al traguardo, rispondendo alle esigenze della comunità, incessantemente perorate da Asileppi. Oltre agli assessori Giuliano Dalle Vedove, Moreno Gamberoni, Alessandro Pasini e Massimo Zanga, c’erano la senatrice Cinzia Bonfrisco, il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Giovanni Pontara, Tiberio Veronesi di Calzedonia che ha contributo, i sindaci locali, una marea di genitori coi bimbi, le quattro maestre, il neo dirigente scolastico Giovanni Viviani con il predecessore Tiziana Chemotti, il maresciallo dei carabinieri Guido Vicentini. Tutti erano desiderosi di varcare la soglia della coloratissima scuola, passo fatto solo dopo la benedizione del vicario del vescovo, monsignor Callisto Barbolan, e del parroco don Giuseppe Brunetto. Tutti si sono complimentati per la velocità con cui la scuola è stata costruito e perché, il 7 agosto a un mese dall’apertura, ha avuto la statalizzazione. «Un riconoscimento che autorizza due sezioni, ciascuna per 25 bambini, delle 5 assegnate in provincia», ha rilevato Pontara. Poi Asileppi ha fatto da Cicerone: «L’area per la scuola è di 3000 metri quadri, di cui 500 coperti».

    Ci sono il vano per accoglienza e attesa, la zona pasti, una stanza per giocare e stare insieme, le due aule, una tutta in verde e l’altra in arancione inondate di luce e arredate con deliziosi mobiletti di legno. Ampio il cortile, di cui una parte è pavimentata mentre l’altra diventerà un giardino. «Abbiamo deciso di fare questa scuola, dopo che, tra il 2008 e il 2009, la Congregazione delle Suore di Carità di Belluno, che gestiva il vecchio asilo, ci comunicò che avrebbe cessato l’attività per l’avanzata età e la mancanza di nuove sorelle», ha detto il sindaco. «Mentre la struttura era gestita dall’associazione Maria Bambini, formata da genitori, parrocchia, Comune e Fondazione San Zeno facente capo a Calzedonia, noi abbiamo deciso di costruirne una nuova, sognando una “cittadella della cultura”, che accogliesse i nostri bimbi dalla materna alla primaria». Ma il bilancio era all’osso: «Il progetto prevedeva una spesa di un milione e 260mila euro. Non saremmo arrivati qui se la Regione nel 2010 non ci avesse assegnato un primo contributo di 660mila euro e un secondo di 200mila e, se la famiglia Veronesi non ce ne avesse donati altri 400mila». Così, nell’ottobre 2011, i lavori sono partiti. In agosto è arrivata la statalizzazione. E oggi per quasi 50 piccini si sono aperte per la prima volte le porte delle prime classi della loro vita. Tutte a prova di sicurezza, fatte con materiali eco-sostenibili, scaldate e illuminate con energia da fonti alternative.

    FONTE: L’Arena

  • Senatrice Bonfrisco: consegna al sindaco di Soave medaglia del Senato

    Soave, si incontrano centinaia di persone tra reduci, politici, militari, bambini, ragazzi, in ricordo dei 120 mila morti della Campagna di Russia. I piccoli della prima elementare della Ippolito Nievo di Soave hanno portato in omaggio dei garofani. Il presidente Schifani ha inviato al sindaco la medaglia del Senato, consegnata dalla Senatrice Bonfrisco.

    Bonfrisco Onorificenza ai Caduti

    Testo integrale dell’articolo apparso su larena.it del 13 gennaio 2013.

    È stato più che un pellegrinaggio, un meeting di centinaia di persone tra reduci, politici, militari, bambini, ragazzi, labari e porta bandiera di gruppi ed associazioni da tutta la provincia, nel ricordo dei 120 mila morti della Campagna di Russia. Tante divise: marinai, carabinieri, avieri, esercito, alpini, soprattutto i cappelli alpini. L’Associazione Marinai d’Italia ha sfilato con uno striscione con su scritto: «Salviamo i marinai della San Marco». Gli alunni di prima elementare della Ippolito Nievo di Soave hanno tenuto un garofano in mano, per poi deporlo sull’ara dei dispersi. Quelli più grandicelli avevano la bandierina tricolore in mano, con su scritto: «W gli alpini». Le penne nere avvolte da un giubbino tricolore dell’Ana e il gagliardetto della sezione in mano.

    Ad aprire il corteo che ha sfilato dal monumento a Borgo Covergnino sono stati gli studenti delle quinte superiori dell’Istituto per ragionieri e geometri Luciano Dal Cero di San Bonifacio e gli alunni delle terze della scuola media Benedetto Dal Bene di Soave. Dietro i ragazzi, la banda alpina Città di Caldiero, che ha scandito la cerimonia ufficiale a suon di marce e fanfare. Dietro la banda, il gonfalone della Città di Verona portato da due agenti di polizia locale in alta uniforme e poi i gonfaloni del Comune di Soave, quello della Provincia e il gonfalone del Rotary Club distretto Verona – Soave. Il sindaco Gambaretto ha mostrato la medaglia che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al Comune di Soave per il monumento.

    La Senatrice Bonfrisco ha consegnato al sindaco la medaglia del Senato inviata dal presidente Renato Schifani. Il sottosegretario Gianluigi Magri ha onorato Soave, consegnando al sindaco l’emblema del ministero della Difesa. A sua volta, il sindaco ha consegnato a Magri una targa ricordo del Comune e il volume con la storia di Soave. Nell’atrio di ingresso dell’auditorium della sede Rocca Sveva della Cantina di Soave, dove si è tenuta la commemorazione, è stata allestita una mostra con i disegni dei ragazzi delle medie Dal Bene, sul tema della pace. «Viva la pace» il grido che ha concluso il quarto pellegrinaggio lanciato dal reduce Desiderio Murari.

    FONTE: L’Arena

  • Senatrice Bonfrisco: Arena di Verona, un milione in più da Roma per la lirica

    Arena di Verona, Cinzia Bonfrisco (Pdl), componente della commissione bilancio del Senato, esprime “grande soddisfazione per l’emendamento approvato. Il Parlamento ha svolto un buon lavoro importante”.

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    Testo integrale dell’articolo apparso su larena.it del 20 gennaio 2012.

    IL BILANCIO DELLA FONDAZIONE. Lo stanziamento governativo arriva mentre il sovrintendente chiede alle istituzioni uno sforzo economico per sostenere la lirica. Finanziamento straordinario per il bicentenario verdiano. Girondini: «Ma auspichiamo che aumentino anche i contributi da parte dei soci».

    Un milione in più da Roma per la lirica, finalizzati a sostenere le iniziative per i festeggiamenti per il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, che a Verona coincidono con il centenario del festival lirico in Arena, nel 2013. Lo stanziamento governativo arriva grazie a un emendamento apportato al Decreto legge stabilità — l’ultimo atto del Governo tecnico Monti — discusso ieri al Senato. PROPRIO ieri il sovrintendente della Fondazione Arena, Francesco Girondini, illustrando il bilancio sociale 2011 al museo della Lirica Amo, a Palazzo Forti, auspicava in vista delle celebrazioni del centenario uno sforzo economico in più da parte delle istituzioni e degli enti, come Stato, Regione, Provincia, Comune, Camera di Commercio. Cioè i soci della Fondazione, a cui versano quote annuali dell’8 per cento del Fondo unico per lo spettacolo (Fus), che ammontava quest’anno a 14 milioni 300mila euro, a cui si sono aggiunti altri tre milioni di contributo dallo Stato. La quota di Fus, rileva Girodini, in calo costante negli ultimi 10 anni.

    LA PROVINCIA (socio dal 2008) con l’assessore alla cultura Marco Ambrosini, presente all’illustrazione del bilancio sociale, annuncia «di voler compiere uno sforzo in più, nel 2013, rispetto al milione 200mila euro che stanzia attualmente». I soldi nella legge di stabilità, dunque, arrivano come manna dal cielo e di questo, d’accordo con Girondini e con il sindaco e presidente della Fondazione Arena, Flavio Tosi, si era interessato il deputato del Pdl ed ex sottosegretario alle finanze, Alberto Giorgetti, insieme ai senatori Federico Bricolo (Lega), Maria Pia Garavaglia (Pd) e Cinzia Bonfrisco (Pdl), quest’ultima componente della commissione bilancio del Senato, che esprime «grande soddisfazione per l’emendamento approvato. Il Parlamento ha svolto un buon lavoro importante e ringrazio il deputato Giorgetti e i senatori Bricolo e Garavaglia per l’impegno profuso a favore della nostra città». Tirando le somme dell’anno 2011 con il bilancio sociale — strumento dà conto della missione dell’ente, ne illustra i dati, le attività e gli effetti prodotti sul contesto economico sociale e sull’ambiente — Girondini, coadiuvato da Paola Gennari autrice della ricerca — rivela i numeri.

    NEL 2011 SONO andate in scena a Verona 127 rappresentazioni, di cui 49 in Arena (opere liriche) e 78 fra lirica, balletto e musica sinfonica al Teatro Filarmonico, con 508.375 spettatori; altri 197 spettacoli e manifestazioni collaterali. La Fondazione ha utilizzato 1.290 lavoratori, di cui 296 a tempo indeterminato e 994 a tempo determinato. Tre le tournèe all’estero, incassi di 27,4 milioni. Sul fronte della gestione il bilancio sociale (contenuto in un volume illustrato) registra nel 2011 un utile di 485.921 euro, positivo da quattro anni. Il valore della produzione è stato di 55,78 milioni, più 10,9 per cento rispetto al 2010, mentre le sponsorizzazioni sono cresciute del 15,8 per cento, attestandosi sui 2,2 milioni. I costi di produzione, 49 milioni, sono stati in crescita del 6,3 per cento.

    L’INCIDENZA dei contributi pubblici e privati sul valore della Fondazione Arena è stata del 40,1 per cento. Girondini, presente anche Mattia Galbero, nel cda della Fondazione Arena in rappresentanza del socio Regione, sottolinea un altro dato, quello relativo agli acquisti di beni e servizi in aziende della provincia di Verona, «a dimostrazione di quanto generi la Fondazione genera per il nostro territorio, dal punto di vista economico, a cui va senz’altro aggiunto l’indotto di diverse centinaia di milioni». I risultati del 2011, in crescita rispetto agli anni precedenti, sono però peggiorati quest’anno. «Nel 2012 la crisi si è fatta sentire e siamo tornati ai valori del 2011», spiega il sovrintendente Girondini, «ma con tutto il cartellone previsto per il centenario, e con 58 serate e quindi nove in più, con sei opere liriche e quattro serate di gala, oltre che con il museo Amo e le tante iniziative in programma, contiamo di aumentare ancora gli introiti».

    FONTE: larena.it