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  • Bunker Teksped S.r.l.

    Negli anni 80, da una lunga tradizione familiare nel settore della carpenteria e delle costruzioni meccaniche, nacque la BUNKER, un’ azienda che ha fornito un significativo contributo all’evoluzione dei sistemi di pompaggio, spruzzatura di malte e conglomerati cementizi puntando costantemente all’innovazione dei prodotti e dedicando la massima attenzione alle esigenze dell’utente finale, che ha saputo conquistare rapidamente un ruolo autorevole nel suo campo grazie alla serietà, alla competenza e alla professionalità dei suoi uomini.
    BUNKER è una realtà, capace di sviluppare un notevole impegno nella ricerca con idee concrete e originali, proponendo una gamma completa di pompe, sviluppate anche su specifiche esigenze di utilizzo e garantendo un valido servizio di consulenza ed assistenza pre e post vendita.

    La BUNKER produce:

    • Pompe miscelatrici a vite e pistoni per intonaci malte e miscele cementizie
    • Pompe a vite per calcestruzzo
    • Impianti e macchine per spritz beton
    • Mescolatori-trasportatori di impasti per sottofondi di pavimenti



  • In partenza Greenergy Expo 2010

    La manifestazione di riferimento per gli operatori del mercato delle energie rinnovabili

    Da oggi, Mercoledì 17 novembre, Milano diventerà la città italiana di riferimento per tutti gli operatori del mercato nazionale e internazionale delle energie rinnovabili.

    Con oltre 400 espositori, più di 30.000 metri quadrati di superficie espositiva, 60 sessioni di convegni e 407 relatori, Greenergy Expo, EnerSolar+, PV Tech e Invex, che si rivolgono sia al B2B, sia al consumer, richiameranno migliaia di visitatori.

    Il successo delle manifestazioni rappresenta l’ulteriore conferma che la green economy, nonostante la congiuntura economica in atto, possiede grandi potenzialità per le aziende e, quindi, per il rilancio del Sistema Paese.

    Spesso identificata solo con i parchi eolici e fotovoltaici, la green economy è una realtà molto più complessa e variegata che comprende settori e mercati tra loro differenti ma accumunati da prospettive di crescita molto elevate. Geotermia, biomasse, biogas, cogenerazione, mini idroelettrico, energia verde, biocarburanti e mobilità sostenibile: ad oggi il mondo delle rinnovabili esprime anche una ampia gamma di soluzioni sia per la produzione di energia rinnovabile, sia per il risparmio energetico e la mobilità sostenibile, per citarne solo alcune.

    Nelle stime di Ises Italia, a fronte di un investimento di circa 80 miliardi di euro nei prossimi dieci anni, il settore della produzione di energia da fonti rinnovabili potrebbe esprimere circa 200 mila posti di lavoro e, nella stima più ottimistica, arrivare fino a 250 mila. A questo bisognerebbe poi aggiungere anche la grande quota costituita dall’indotto che, secondo i dati di Aper (Associazione Produttori Energia da fonti Rinnovabili), attualmente si attesta attorno ai 55mila adetti.
    Si parla di un mercato che, facendo riferimento al Rapporto Italia redatto da Eurispes, ha un “peso” di circa 10 miliardi di euro.

    Dati di crescita che trovano riscontro anche nel rapporto commissionato dalle Nazioni Unite Green Jobs: Toward Decent Work in a Sustainable, Low-Carbon World, a detta del quale, le persone impiegate nel settore delle energie rinnovabili in tutto il mondo sono 2,3 milioni, e potrebbero arrivare, nel 2030, con adeguate politiche di sostegno al settore, a ben 20 milioni.
    Buone anche le stime di un recente studio di Pricewaterhouse Coopers: al 2050, l’Europa potrebbe essere in grado di soddisfare il 100% del proprio fabbisogno energetico con le energie rinnovabili.

    E che la green economy sia il grande motore in grado di traghettare l’economia mondiale fuori dalla crisi, lo dimostrano i grandi investimenti che i Paesi di tutto il mondo stanno convogliando in questo comparto: dall’Europa, agli Stati Uniti, fino ai mercati emergenti (che ormai “emersi” lo sono già) dell’Asia.

    È dunque la fotografia di un mercato vivace quella che, dal 17 al 19 novembre a fieramilano, vedrà rinnovarsi l’appuntamento con Greenergy Expo, EnerSolar+, PV Tech e Invex.
    All’insegna dello slogan “Produrre energia risparmiando il Pianeta”, Greenergy Expo 2010 metterà a disposizione del pubblico e degli operatori specializzati aree tematiche dedicate alle differenti declinazioni della produzione di energia pulita e rinnovabile: geotermia, biomasse, industria del pellet, biogas, cogenerazione, mini idroelettrico, energia verde, biocarburanti e mobilità sostenibile. Un’offera espositiva in cui sarà possibile “toccare con mano” tecnologie già pienamente disponibili e prodotti competitivi.



    Energia e calore dal sole saranno invece in mostra a EnerSolar+, l’evento dedicato al solare fotovoltaico e termico che consentirà di entrare in contatto con le più autorevoli realtà a livello internazionale per quanto concerne tecnologie, soluzioni e servizi per applicazioni in ambito civile e industriale.

    Sempre dal 17 al 19 novembre si terrà la settima edizione di Pv Tech 2010, il Salone internazionale dedicato alle aziende del settore dei macchinari e delle tecnologie produttive per l’industria fotovoltaica (produzione e lavorazione di polysilicon, lingotti, wafer, celle e moduli).

    Da non perdere anche Invex 2010 – Inverter day, la mostra-convegno italiana dedicata all’industria degli inverter, che rinnova il successo della passata edizione con un focus sulle ultime tecnologie e gli sviluppi normativi e di mercato. La novità di quest’anno è l’area espositiva che accoglierà i più importanti player del mercato nazionale e internazionale degli inverter: Bonfiglioli, Conergy, Danfoss, Elettronica Santerno, Fimer, Fronius, Gefran, Gptech, Ingeteam, Jema, Kako, Mastervolt, Power One, Satcon, Siel, Sma (platinum sponsor), Solar Max.

    Questi quattro eventi – spiega Marco Pinetti, presidente di Artenergy Publishing e direttore delle manifestazioni – rappresentano per il mercato delle rinnovabili un’occasione unica per mantenere alta la competitività internazionale del nostro Paese. Il fatto che i più importanti operatori del mercato siano presenti anche quest’anno, conferma la rilevanza di questo appuntamento milanese. Del resto, Milano è la capitale economica italiana e allora quale location migliore per proiettarsi sui mercati esteri? Il nostro Paese ha tutte le potenzialità per essere uno dei maggiori competitor sul mercato mondiale e, solo nel periodo 2008-2009 secondo il rapporto Irex, l’industria italiana ha investito in energie rinnovabili circa 6,5 miliardi di euro, pur in un momento di crisi globale“.

    Molte saranno anche le “curiosità” presenti nelle aree epositive tra le quali la Fattoria Solare grazie alla quale non sarà più necessario scegliere tra la produzione agricola e quella energetica in modo da superare il problema dell’integrazione del fotovoltaico sui terreni agricoli. In questa originale applicazione, infatti, i moduli fotovoltaici a inseguimento solare sono posti a 5 metri d’altezza dal suolo.

    La Fattoria Solare è, in pratica, un impianto aereo costituito da moduli indipendenti ed autonomi, montati su strutture mobili che inseguono il sole, dotati di tecnologie, sistemi di controllo e comunicazione wireless collegati ad una centrale operativa.

    La prima Fattoria Solare è già in fase di realizzazione in provincia di Mantova. Su un’estensione di 15 ettari, l’impianto, della capacità di 2,3 MW, produrrà una quantità di energia sufficiente a coprire il fabbisogno energetico dell’azienda agricola e di altre 600 famiglie. (Padiglione 6, stand M4-L3).

    Ma ci saranno anche le ultime realizzazioni in fatto di pensiline fotovoltaiche, vale a dire i sistemi che integrano la classica pensilina da parcheggio con la produzione di energia elettrica. L’energia così prodotta può essere utilizzata sia per l’alimentazione della rete elettrica locale sia per la ricarica di veicoli elettrici. Un grande passo avanti verso una mobilità sostenibile a zero emissioni. (padiglione 10, stand M6)

    Come da tradizione, la kermesse milanese, grazie al suo autorevole programma di convegni sarà anche un’irripetibile occasione aggiornamento, confronto ed elaborazione professionale e culturale.

  • KAPPAZETA S.p.A.


    La stabilità è di casa.

    KAPPAZETA, LA STABILITÀ È DI CASA.
    Venticinque anni di specializzazione nei consolidamenti.

    KAPPAZETA dal 1986 investe sull’innovazione al fine di sviluppare le migliori tecnologie per risolvere le problematiche riguardanti il cedimento delle fondazioni.
    Con gli anni sono stati raggiunti eccellenti risultati in termini di tecniche e strumenti utilizzati, avendo sempre come obiettivo principale il supporto continuo e costante al nostro Cliente, seguito in ogni fase con grande professionalità.

    Talvolta, crepe nei muri o nella pavimentazione sono il segnale di un problema alle basi della struttura. I fenomeni di consolidazione e i processi legati a variazione della circolazione idrica sotterranea determinano spesso quelle modificazioni nel terreno di fondazione che KAPPAZETA è in grado di trattare con successo.

    Quando un Cliente chiama, i Geologi ed Ingegneri di KAPPAZETA effettuano un sopralluogo che ha lo scopo di evidenziare tutti gli elementi utili a delineare le criticità di ogni singolo caso (il quadro fessurativo), di cui studiano le caratteristiche e per il quale propongono la migliore soluzione applicabile.

    Il team di KAPPAZETA opera sempre in stretta collaborazione con il Committente ed i Suoi Consulenti, garantendo un rapporto costruttivo ed efficace.

    La lunga esperienza di KAPPAZETA nel settore è alla base delle tecniche moderne e non invasive utilizzate per consolidare il nodo terreno-fondazione. Interveniamo sia mediante iniezione di resine espandenti, tecnica che consente di effettuare interventi rapidi e a costi più convenienti rispetto alle tecniche tradizionali, sia con micropali immediatamente attivi.



    INIEZIONI DI RESINE ESPANDENTI

    Il Sistema MULTIRESINE® innovativo brevetto di KAPPAZETA è un’esclusiva tecnica di consolidamento che utilizza due tipologie di resine nella stessa iniezione, per adattarsi perfettamente alle caratteristiche del terreno e garantire risultati ottimali. Rispetto alle tecniche tradizionali, offre il vantaggio consistente nell’utilizzo sia di resine ad alta densità che di resine ad alta espansione, alternate nello stesso intervento in base ai parametri di pressione e di flusso raccolti in corso d’opera.
    Il cantiere è pulito. Non si eseguono scavi o demolizioni. Elementi importanti, questi, quando si sceglie come trattare un problema di cedimento.

    MICROPALI ATTIVI

    GEOUP® e GEOROUND® sono “micropali” attivi a bassa invasività, utili per stabilizzare strutture esistenti e nuove.
    Sono immediatamente attivi, in virtù del precarico effettuato su ogni singolo elemento prima del collegamento finale alla struttura.
    Affidarsi a KAPPAZETA significa avere la sicurezza di parlare con personale qualificato ed attento alle esigenze del Cliente, che analizza il problema e pianifica l’intervento migliore per risolvere definitivamente i cedimenti strutturali.

    Il contatto telefonico con il Cliente è solo il primo passo. Successivamente, i Geologi e gli Ingegneri KAPPAZETA stabiliscono se è possibile intervenire e determinano l’esatta estensione dell’intervento, fornendo le garanzie necessarie. Il cantiere viene poi programmato in accordo con il Cliente.

    KAPPAZETA tratta edifici di varie tipologie, operando nell’edilizia civile, industriale, pubblica, religiosa, contribuendo anche alla tutela del patrimonio storico-artistico quando i lavori di consolidamento del nodo terreno-fondazione riguardano strutture di particolare interesse culturale.

    I risultati sono certificati, infatti, KAPPAZETA è dotata di sistema di gestione per la qualità secondo la norma UNI EN ISO 9001:2008 ed è in procinto di ottenere la certificazione ambientale UNI EN ISO 14001:2004.

    La soddisfazione dei Clienti che hanno reso le proprie case più sicure, aumentando anche il valore dell’immobile, rappresenta per KAPPAZETA l’obiettivo principale: una soddisfazione raggiunta tantissime volte durante gli oltre venticinque anni di esperienza dell’azienda.

  • GEOUP® e GEOROUND®

    GEOUP® e GEOROUND®: dalla divisione AKTIV la rivoluzionaria tecnica di micropalificazione firmata Kappazeta.

    Dal 1986 un’autentica passione per i consolidamenti ci stimola a migliorarci, soprattutto nelle tecniche, per proporre soluzioni sempre più mirate e performanti.

    AKTIV, la nuova divisione aziendale di Kappazeta, prende il nome dalla caratteristica più entusiasmante dei rivoluzionari micropali che proponiamo, immediatamente attivi a sostegno delle costruzioni.

    Una tecnologia innovativa ed una divisione aziendale dedicata: così affrontiamo le casistiche più disparate e complesse di cedimento in fondazione o le necessità di prevenzione.

    GEOUP®, pali modulari in acciaio strutturale ad alta resistenza costituiti da una batteria di singoli elementi pressoinfissi in successione nel terreno. Gli elementi hanno diametro 76 millimetri, spessore di circa 3 mm nella versione standard e spessore di circa 6 mm nella versione rinforzata. I singoli pezzi sono collegati tra loro con innesto maschio-femmina.

    Campo d’applicazione:

    Stabilizzazione di strutture e pavimentazioni esistenti in terreni di fondazione disgregati o a bassa portanza, con potenze ridotte ed orizzonte solido situato a profondità raggiungibili in funzione del contrasto offerto dalla struttura.

    Installazione:

    L’infissione degli elementi viene attuata da martinetti idraulici impostati su speciali piastre dedicate, preventivamente ancorate alla fondazione con elementi di fissaggio.
    Per la sola fase d’infissione viene assegnato al singolo palo un tratto di fondazione più esteso di quello d’esercizio, per cui i carichi dell’edificio insistenti costituiscono il contrasto che consente la penetrazione della batteria fino al raggiungimento della profondità o della portata di progetto.
    Terminata la fase d’infissione e prodotti così i cedimenti primari desiderati, viene assegnato a ciascun palo l’effettivo carico d’esercizio ed ottenuto il sollevamento desiderato operando in simultanea su un adeguato numero di pali.



    Collegamento finale alla struttura:

    Il collegamento palo-fondazione avviene tramite piastre in acciaio, realizzate in più versioni per qualsiasi necessità (ad angolo, frontali, a trazione, ecc.). Le piastre vengono collegate alla fondazione con elementi di fissaggio di tecnologia idonea in funzione del supporto, calcolati in dimensione e numero secondo necessità.
    L’accoppiamento piastra-palo viene assicurato con bulloni in acciaio ad alta resistenza in classe e numero variabili in funzione del tipo di palo impiegato e del carico assegnato.

    Certificazione della portata del palo:

    È possibile condurre, in fase di infissione e prima del collegamento finale alla struttura, collaudi su ciascun palo con assegnazione temporanea di carichi anche multipli rispetto a quello d’esercizio. La misura delle pressioni con manometri di precisione correlata alle caratteristiche dei cilindri idraulici consente di verificare e modulare i carichi secondo progetto.

    Principali vantaggi rispetto alle tecniche di palificazione tradizionali:

    cantiere a impatto ZERO (si opera con attrezzature manuali anche in interni);
    riduzione dei tempi di realizzazione;
    precarico per l’annullamento dei cedimenti primari;
    recupero di cedimenti e sollevamenti anche di considerevole entità.

    GEOROUND®, pali modulari in acciaio strutturale ad alta resistenza costituiti da una batteria di singoli elementi infissi a rotazione nel terreno. L’elemento di punta è provvisto di una o più eliche (per applicazioni speciali anche le estensioni possono esserne dotate). Il diametro del palo è normalmente 76 millimetri, mentre il diametro delle eliche varia tra i 254 ed i 305 millimetri. La giunzione tra i singoli elementi avviene mediante bullonatura.

    Campo d’applicazione:

    Stabilizzazione di fondazioni di strutture e pavimentazioni esistenti, nuove costruzioni, tiranti, anche nei casi in cui l’orizzonte solido si trovi a profondità non raggiungibili.
    Questi pali possono essere calcolati per ogni tipo di terreno che presenti un Nspt minore di 100 colpi in 30 centimetri, per prestazioni certe anche nell’effetto tirante, non influenzate quindi dalla falda, da suoli franosi e da cicli stagionali di ritiro e rigonfiamento.

    Installazione:

    Avviene con la rotazione impressa da un motore idraulico montato su adeguate macchine operatrici di dimensioni compatte, monitorando in continuo la coppia applicata.
    L’infissione prosegue fino al raggiungimento della profondità stabilita in progetto e/o del valore di coppia corrispondente alla portata richiesta secondo il legame coppia / capacità.
    Applicato nel campo della stabilizzazione di costruzioni esistenti, può essere utilizzato il contrasto con la fondazione esistente per provocare il cedimento primario ed essere poi assegnato il carico d’esercizio effettivo, ottenendo inoltre il sollevamento desiderato.




    Collegamento finale alla struttura:

    Nel campo del recupero il collegamento palo-fondazione viene realizzato con piastre in acciaio ad alta resistenza dedicate, ancorate alla fondazione mediante speciali elementi di fissaggio. Il vincolo piastra-palo viene stabilito per mezzo di bulloni in acciaio ad alta resistenza.
    Nel campo delle nuove costruzioni è possibile integrare le teste dei pali con pezzi speciali in funzione di armatura di ripresa nei getti. Nel caso di impiego come tiranti, le estremità sono munite di speciali pezzi di collegamento filettati a contrasto di piastrame o carpenteria di qualsiasi tipo.

    Certificazione della portata del palo:

    Oltre alla possibilità di prestabilire la portata del palo in funzione della coppia d’infissione misurata, è possibile condurre prove di carico su ogni singolo palo con modalità molto semplificate sia nel caso di costruzioni esistenti, sia per i pali installati per fondazioni di nuova costruzione.


    Principali vantaggi rispetto alle tecniche di palificazione tradizionali:

    • impatto di cantiere ridotto;
    • riduzione dei tempi di realizzazione;
    • marcato effetto tirante in ogni condizione;
    • precarico per l’annullamento dei cedimenti primari;
    • recupero di cedimenti e sollevamenti anche di considerevole entità.
  • Committenza delegata per i grandi progetti

    Quando il Committente è forte anche l’impresa ne beneficia

    Un convegno, o meglio un’assise di tecnici, amministratori e professionisti esperti nella gestione e programmazione di alcune fra le più importanti opere pubbliche e infrastrutturali, chiamati a illustrarne le “best practice” applicate per ottenere il massimo risultato con il minimo dispendio di tempo, costi e risorse. Ha per titolo “Committenza delegata per i grandi progetti. Casi di successo e vantaggi per l’intera filiera” la giornata di studio che Gruppo 24 ORE e STR, la Business Unit di INNOVARE24 specializzata nel settore del software gestionale per il mondo delle costruzioni, promuovono a Milano il prossimo 23 novembre 2010 presso la sede de Il Sole 24 ORE, Via Monte Rosa 91, Sala Collina, dalle 9 alle 13.30.

    L’appuntamento con il dibattito e l’approfondimento sulle potenzialità della programmazione efficace dei grandi lavori e del project management, approccio decisivo per affrontare con successo le sfide dei progetti complessi, è particolarmente strategico in vista del decollo a Milano dell’operazione “Expo 2015”, l’evento espositivo mondiale che comporterà l’avvio di importanti interventi costruttivi sul territorio del capoluogo lombardo. Per offrire uno strumento di riflessione in più agli operatori del settore, Gruppo 24 ORE e ST R, con il contributo di Accenture (main sponsor dell’evento) e S.I.M.I.N (sponsor), organizzano un convegno dove i protagonisti saranno operatori, amministratori e decisori attori di “casi di successo” presenti e passati di committenza delegata di infrastrutture e non, collocati nelle maggiori aree metropolitane nazionali e internazionali.

    Moderato da Aldo Norsa, professore all’Università IUA V di Venezia ed esperto del mondo dei general contractor, il convegno presenterà i più interessanti casi studio che permetteranno di mettere a fuoco il ruolo del project management nel progetto contemporaneo: Torino – Agenzia “Torino 2006 (Mario Piovano, già Vice Direttore Generale Agenzia Torino 2006), Venezia – Consorzio Venezia Nuova (Maria Teresa Brotto, Responsabile Servizio Spo Consorzio Venezia Nuova), L’esperienza internazionale nello sviluppo delle infrastrutture attraverso la committenza delegata (Francesco Iacobazzi, Senior Executive Accenture), Roma – Agenzia per il Giubileo e Roma Metropolitane (Ciro Dell’Acqua, già Direttore Generale Agenzia Romana per la preparazione del Giubileo, e Federico Bortoli, Ammnistratore Delegato Roma Metropolitane), Napoli – Metropolitana di Napoli (Giannegidio Silva, Presidente Metropolitana di Napoli).

    A chiudere l’incontro anche la tavola rotonda “Milano – Verso l’Expo 2010”, con Maurizio Alessandro (Direttore Generale Città della Salute), Luigi Caligaris (Direttore Large Account ST R Innovare24), Ignazio Carbone (Direttore Tecnico Metro Engineering, Mm), Stefano Chiavalon (Consigliere di Amministrazione General Smontaggi), Angelo Nespoli (Responsabile valorizzazione urbana Sviluppo Sistemi Fiera), Antonio Giulio Rognoni (Direttore Generale Infrastrutture Lombarde).

    La partecipazione al convegno è libera e gratuita fino a esaurimento posti. Per confermare la propria adesione e riservare fin da subito un posto all’evento è necessario compilare la scheda di registrazione online, disponibile all’indirizzo http://www.formazione.ilsole24ore.com/committenzadelegata

  • Sostenibilità = Qualità + Innovazione

    L’equazione vincente nelle costruzioni passa attraverso la certificazione

    La sostenibilità non è scindibile da qualità e innovazione. L’edilizia, che contribuisce per il 40% ai consumi energetici europei, può far molto per render possibile l’attivazione di un nuovo modello di sviluppo, che consenta alle generazioni future di continuare a vivere, e può farlo attraverso la difesa di un mondo sostenibile, tramite l’affermazione della qualità attraverso l’innovazione”.

    Così Giorgio Sabelli, presidente di ICMQ, l’Istituto di certificazione leder nel settore delle costruzioni, ha introdotto i lavori del convegno sull’ ECO-building e la Green Economy, tenuto lo scorso 29 ottobre in occasione del SAIE 2010.

    L’incontro, incentrato sulla certificazione dei materiali da costruzione eco-sostenibili quale strumento di valorizzazione del prodotto sul mercato, è stato l’occasione per approfondire il tema della sostenibilità come interessante opportunità per il prossimo futuro, ma anche come tendenza verso un nuovo sviluppo in grado di raccogliere le grandi sfide ambientali ed economiche.

    A fare un quadro generale del settore, è intervenuto Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, che ha confermato le opportunità offerte dalla sostenibilità, inquadrandole nel tema più ampio dell’andamento del mercato delle costruzioni in Italia. “Dal 1951 ad oggi – ha spiegato – si sono succeduti 6 cicli economici, e dopo la crisi iniziata nel 2008 si comincia oggi a vedere una leggera ripresa, indice forse che è finito il sesto ciclo, iniziato 12 anni fa, e che sta per cominciare il settimo”.

    Ma quali caratteristiche avrà e quali saranno i fattori di successo?
    Analizzando i dati sugli investimenti nelle costruzioni e sulla base di ricerche effettuate dal Cresme, emergono alcuni temi chiave che guideranno il mercato da qui al 2020:

    • l’innovazione tecnologica, intesa come tecnologia di processo, ingegnerizzazione, ottimizzazione, sviluppo di nuovi prodotti;
    • la sostenibilità sociale, cioè l’housing sociale e tutto ciò che attiene alla sicurezza e alla vivibilità delle città;
    • la sostenibilità ambientale: energia, aria, acqua, bioedilizia, smaltimento, ciclo di vita.

    Mentre gli ambiti trainanti saranno quelli del rinnovo edilizio, dell’integrazione fra costruzione e servizi, dei mercati esteri emergenti. Al centro di tutto ciò, secondo Bellicini, due concetti: qualità e certificazione. “Perché ora e in futuro, chi compra o ristruttura un bene immobiliare ha meno risorse economiche a disposizione e punta quindi a massimizzare il valore di ciò che ottiene a fronte dell’investimento. Qualità dunque, non solo dichiarata ma garantita dalla certificazione di un organismo indipendente”.

    Siamo dunque in un momento in cui gli aspetti della qualità, della sostenibilità e dell’innovazione trainano le scelte di mercato, ma va sottolineato, ha concordato Lorenzo Orsenigo, direttore di ICMQ Spa, come oggi “l’innovazione non si gioca più sul livello di prestazione di un prodotto per le costruzioni, quanto sulla tipologia di prestazione, i cui risultati possono esser comunicati e dimostrati con attendibilità solo attraverso la certificazione, che li distingue rispetto ai casi frequenti in cui l’immagine verde è solo di facciata”.

    Orsenigo ha poi passato rapidamente in rassegna gli schemi di certificazione della sostenibilità degli edifici oggi presenti in Italia – LEED, ITACA, Sistema Edificio – evidenziando come tutti premino l’utilizzo di prodotti a basso impatto ambientale e che impiegano materiali riciclati. “Tuttavia – ha però chiarito – le prestazioni dichiarate devono essere dimostrate, altrimenti si rischia di non riuscire a raggiungere il livello previsto di certificazione dell’edificio”.

    Per farlo, ci sono diversi metodi: la convalida dell’Asserzione ambientale autodichiarata dal produttore, la convalida della Dichiarazione ambientale di prodotto EPD (che determina l’impatto ambientale di un prodotto analizzandone il ciclo di vita) e lo schema ICMQ ECO. Quest’ultimo è una vera e propria certificazione delle caratteristiche di sostenibilità dichiarate dal produttore, con la quale ICMQ effettua prove di tipo iniziali, sorveglianze periodiche sul sistema di controllo della produzione e prove periodiche su campioni. “In un mercato che richiede prestazioni garantite – ha concluso il direttore di ICMQ – il ruolo di un organismo di certificazione settoriale, competente e riconosciuto diventa fondamentale, per operare realmente green e non fare semplicemente greenwashing”.

    Nella seconda parte del convegno sono stati presi in esame due casi di studio riguardanti la certificazione di sostenibilità per i masselli in calcestruzzo e per il calcestruzzo preconfezionato, con l’obiettivo di evidenziare il valore aggiunto offerto dalla certificazione agli operatori, in termini di competitività e autorevolezza del prodotto.

    Massimo Colombo di Assobeton ha illustrato il caso dei masselli e delle lastre in calcestruzzo per pavimentazioni, tipologie di prodotto già da anni oggetto di norme UNI specifiche e dal 2005 soggette anche alla marcatura CE. Sin dal 1995 l’associazione ha messo a punto con ICMQ un Regolamento relativo ai masselli, poi esteso nel 2005 alle lastre e dal 2010 alle caratteristiche di sostenibilità secondo lo schema ICMQ ECO: riutilizzo dei materiali (durabilità, intesa come resistenza al gelo-disgelo e all’abrasione), gestione delle acque meteoriche (permeabilità), riduzione dell’isola di calore (indice di riflettanza), contenuto di riciclato pre-consumatore (cioè sottratto dal flusso dei rifiuti durante il processo di produzione) e post-consumatore.

    Infine, Angelo Masci di Atecap ha spiegato come il calcestruzzo sia un materiale da costruzione diffuso con successo sin dai tempi più antichi – basti pensare al Pantheon di Roma – ma che spesso ha sofferto di una cattiva immagine a causa di casistiche negative dovute non alle caratteristiche intrinseche del materiale, ma ad una produzione scadente. La sostenibilità offre oggi una nuova opportunità a questo materiale antico, che in effetti presenta da questo punto di vista molte qualità, a partire dalla durata di vita.

    Per questo motivo Atecap e ICMQ hanno messo a punto uno schema di certificazione ICMQ ECO da applicare al calcestruzzo preconfezionato prodotto con metodo industrializzato. I requisiti minimi oggetto di certificazione sono il recupero delle acque e la durabilità, mentre quelli aggiuntivi, relativi a calcestruzzi specifici, sono la permeabilità all’acqua, l’indice di riflettanza e il contenuto di materiale riciclato; alcuni requisiti si riferiscono al processo produttivo (il recupero delle acque e il contenuto di riciclato) mentre gli altri si riferiscono alle proprietà del prodotto.
    Naturalmente, ha concluso Masci, la certificazione di prodotto non può prescindere dalla conformità legislativa dell’impianto di produzione e dalla certificazione obbligatoria FPC conforme al DM 14/1/2008.

  • Il nuovo volto di Edilizia.com

    Sostenibilità, risparmio, rinnovabilità, bioedilizia: questi i nuovi orizzonti del futuro delle costruzioni e le tematiche più calde affrontate da esperti e professionisti del settore.

    Edilizia.com, sulla scia delle nuove sfide intraprese dall’edilizia nazionale ed internazionale, ha deciso di presentarsi sul web con un volto nuovo, sia in termini grafici che contenutistici.

    Maggiore visibilità degli argomenti di più spiccato interesse, razionalizzazione ed organizzazione dei contenuti, chiarezza espositiva e facile fruibilità degli oggetti di ricerca, fanno di Edilizia.com l’unico portale a portata di utente.

    Dal privato ai grandi brands del mercato, il portale costituisce un’ottima vetrina di presentazione per tutti coloro che desiderano affacciarsi incisivamente sull’orizzonte del mercato e dei servizi riguardanti l’edilizia e le costruzioni in generale.

    Materiali, macchinari, rivestimenti, servizi tecnici, software, progettisti, architetti, geometri consulenza sono solo alcune delle categorie merceologiche e delle figure professionali presenti nel database del portale.

    L’efficacia di Edilizia.com deriva, appunto, dalla capillare classificazione delle aziende presenti (oltre 10.000), che si sono iscritte autonomamente in più di un decennio di attività.

    In concomitanza alle sezioni dedicate al business e alle offerte di mercato, Edilizia.com, divenuta a tutti gli effetti testata giornalistica, porta avanti con impegno l’attività d’informazione e aggiornamento degli utenti sui principali fatti, argomenti normative e tematiche inerenti al mondo delle costruzioni.

    Eventi, convegni, fiere ma anche fatti di cronaca: Edilizia.com lavora costantemente per tenere i suoi utenti al passo con le novità del settore

    La missione di Edilizia.com, attivo dal 1998 come primo grande portale italiano, è ancora oggi quella di favorire l’incontro tra aziende e nuovi clienti.

    Grazie alla visibilità ottenuta dalla capacità di comparire ai primi posti su tutti i principali motori di ricerca (google, yahoo, etc) in corrispondenza delle parole chiave associate alle competenze ad alle categorie merceologiche ed alle Aziende iscritte, Edilizia.com, con la sua nuova veste grafica, intende mantenere ed aumentare il numero dei suoi iscritti, garantendo loro un riscontro oggettivo e qualitativamente elevato.