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  • Crisi economica e case: agenzie immobiliari punto fermo in Italia

    La pesante eredità della crisi economico-finanziaria del 2008 ha avuto effetti negativi anche sul mercato immobiliare italiano sia durante il 2009 che il 2010. Il momento particolarmente difficile che stiamo attraversando si traduce in cifre a volte preoccupanti altre sorprendenti. La maggiore responsabilità di tutto questo è sicuramente da attribuire al flop immobiliare verificatosi negli USA, in Spagna e in Gran Bretagna, che ha influenzato in maniera notevole anche la realtà italiana. La crisi del mercato immobiliare si traduce in riduzione del numero di transazioni intermediate e nel notevole allungamento dei tempi di vendita degli immobili. A questi problemi si aggiunge la stretta del sistema di credito concesso alle famiglie e alle imprese a causa della carente liquidità del sistema finanziario, e all’Euro che, dal 2000 a oggi, ha pressoché raddoppiato il prezzo delle case con una notevole incidenza sul potere di acquisto dei potenziali acquirenti. Ciò che prima costava un milione di lire, infatti, oggi ha un costo di mille euro o quasi nel mercato immobiliare. Ad oggi, in Italia, si contano almeno 250.000 nuovi alloggi in attesa di essere venduti e, come se non bastasse, si stanno investendo ingenti somme di denaro nell’edilizia per operazioni di trasformazione urbanistica. Cosi potremmo assistere, in brevissimo tempo, ad un’ inflazione nel mercato immobiliare dovuta all’eccessiva offerta. Anche se i tassi Euribor ed Eurirs saranno favorevoli per tutto il 2010, la crisi del mercato immobiliare continuerà a farsi sentire ancora nei prossimi mesi dell’anno. Ma i primi spiragli pare si iniziano a intravedere soprattutto nel mercato residenziale delle nuove case, dove sembra che il peggio sia passato. I prezzi riprenderanno a salire a partire già da metà del 2011 e ancor prima nelle aree di pregio e turistiche. Mentre la situazione continua ad essere difficile per il settore dei capannoni industriali (piccoli, medi e grandi), per i negozi e le strutture alberghiere. Anche il mercato degli uffici non sta attraversando un momento felice anche se è prevista una moderata ripresa a partire dal 2011.
    Nonostante il calo di intermediazioni, l’agenzia immobiliare continua ad essere considerata, in Italia, un buon punto di riferimento, più per informazioni che per consulenze valutative. Accade più spesso, infatti, che ci si rivolga ad essa per affidare un incarico di vendita che per far valutare l’immobile da acquistare o vendere. Più del 60% di coloro che vogliono vendere un immobile si affida all’agenzia immobiliare come canale di vendita formale. Altri scelgono altri tipi di consulenti come geometri, periti, commercialisti ecc.

    I canali principali utilizzati da parte di chi vende o acquista immobili sono, in ordine di importanza:

    Per far fronte a questa crisi è necessari puntare, quindi, sulla professionalità e sulla competitività, fornendo agli utenti sempre più servizi ad alto valore aggiunto.

    web marketing agency

  • Auto km 0 Roma

    Le auto km 0, sono vetture immatricolate dai venditori, ma che non sono mai state su strada, permettendo loro, così, di venderle a prezzi inferiori da quelle di listino.

    Detto questo sorge la domanda: perché non acquistare un’ auto km 0 piuttosto di una nuova, dato che si tratta comunque di macchine nuove e perfettamente funzionanti?

    Non c’è alcuno motivo per non farlo, anzi.

    A Roma, in particolare, l’offerta di auto km 0 è molto ampia e vantaggiosa, con numerose proposte a prezzi scontatissimi, sempre mantenendo standard qualitativi alti e garantendo perfette condizioni, come se si trattasse di vetture nuove.

    Nonostante l’offerta, spesso, non sia così completa come quella delle automobili da ordinare, sapendosi muovere a Roma, non è poi così difficile trovare occasioni che vengano incontro, non solo al proprio gusto, ma anche al proprio portafoglio.

    Si pensa sempre che ordinando un’auto nuova, direttamente dalla fabbrica, questa sarà corrispondente hai propri desideri ed esigenze, ma non è detto che tutto questo non si possa avere anche con le auto km 0.

    Basta girare, farsi un idea e tenere gli occhi aperti, per ottenere l’auto dei propri sogni, risparmiando anche.

  • DUE RUOTE: ECCO GLI ECOINCENTIVI

    Il ministero dell’Ambiente, Confindustria ANCMA (associazione nazionale ciclo motociclo accessori), in collaborazione con l’ADA (associazione demolitori autoveicoli) e la CIVES (commissione italiana veicoli elettrici stradali), hanno sottoscritto un accordo per lo stanziamento di 15 milioni di euro di fondi allo scopo di favorire l’eliminazione dalla circolazione dei motorini piu’ vecchi ed inquinanti.

    Dunque dal 11/6/2007, è possibile usufruire degli ecoincentivi per la rottamazione di tali mezzi e per il riacquisto di motorini non inquinanti, di ultima generazione, nonche’ di biciclette e mezzi elettrici.

    IL TESTO DELL’ACCORDO

    La persona fisica o giuridica residente o avente sede in Italia che demolisce un ciclomotore euro zero (*) -o comunque costruito fino a tutto il 2001, con esclusione degli Euro 2- puo’ ottenere:

    – la demolizione gratuita (presso i demolitori convenzionati, vedi sotto), anche senza riacquisto;
    – un incentivo del 30% sul prezzo di listino fino ad un massimo di 250 euro per acquisto bicicletta (*);
    – un incentivo del 30% sul prezzo di listino fino ad un massimo di 1.000 euro per acquisto motociclo o quadriciclo a trazione elettrica (*);
    – un incentivo del 30% sul prezzo di listino fino ad un massimo di 700 euro per acquisto ciclomotore elettrico o una bicicletta a pedalata assistita (*);
    – un incentivo del 20% sul prezzo di listino fino ad un massimo di 500 euro per acquisto ciclomotore ibrido (*);
    – un incentivo del 15% sul prezzo di listino fino ad un massimo di 300 euro per acquisto ciclomotore Euro 2 a quattro tempi o a basso consumo (fino a 2,3 lt per 100 km) (*);
    – un incentivo dell’8% sul prezzo di listino fino ad un massimo di 150 euro per acquisto ciclomotore Euro 2 a due tempi (*);

    Tali incentivi possono essere goduti fino al 31/12/2007 e sono calcolati -per la parte percentuale- sul prezzo finale di listino comprensivo di IVA.

    (*) Nota sulle definizioni:
    I ciclomotori -in generale- sono definiti dall’art.52 del c.d.s. come “veicoli a motore a due o tre ruote aventi motore di cilindrata non superiore a 50 cc, se termico e capacita’ di sviluppare su strada orizzontale una velocita’ fino a 45 km/h”;
    Per quanto riguarda l’esatta definizione di “quadriciclo elettrico”, “motociclo elettrico”, ciclomotore elettrico”, “ciclomotore ibrido”, “biciclette a pedalata assistita”, etc. si veda il testo dell’accordo all’art.2, riportato nei link in calce alla scheda.

    I ciclomotori da demolire dovranno essere consegnati ad un demolitore autorizzato che abbia aderito all’iniziativa.
    La procedura per la rottamazione è diversa a seconda che si acquisti un nuovo mezzo o meno.
    – Se contestualmente alla rottamazione si acquista un nuovo mezzo, e’ il concessionario-venditore a concedere l’incentivo sotto forma di sconto nonche’ ad anticipare le spese di rottamazione.
    – Se si rottama il mezzo senza riacquisto, la rottamazione e’ gratuita (viene erogata dal ministero direttamente al demolitore), ma la consegna al demolitore autorizzato, la cui lista completa si può consultare sul sito dell’ADA (associazione demolitori autoveicoli), deve avvenire a cura del proprietario del mezzo.

    Va in ogni caso presentata, all’atto dell’acquisto o della semplice demolizione, un’apposita richiesta redatta secondo un modulo predisposto dal ministero e dall’ANCMA da compilarsi a cura del proprietario del mezzo da demolire. Alla stessa vanno allegati:
    – copia del certificato di idoneita’ tecnica del ciclomotore da rottamare;
    – copia del documento di identita’ del richiedente;
    – copia del pagamento del bollo del ciclomotore rottamato relativa all’anno in cui si fa la richiesta o a quello precedente;
    Un fac-simile del modulo puo’ essere trovato nel testo dell’accordo sul sito www.aduc.it/dyn/documenti/allegati/accordo-incentivi-motorini.pdf , all’allegato 4.

    LA PROROGA

    Il 29 febbraio 2008 è entrata in vigore la Legge Milleproroghe che dal 1 marzo fino al 31 dicembre, offre un contributo di 300 euro e l’esenzione dalle tasse automobilistiche per un anno, che si aggiungono alla copertura del costo della rottamazione, fino a 80 euro per gli scooter e a 30 per i motorini: agevolazioni concesse a chi acquista un motociclo nuovo Euro3 e fino a 400 c.c. di cilindrata e, contestualmente, rottama uno scooter o un motorino Euro0.

    Il nuovo incentivo sostituisce quello introdotto dalla Finanziaria 2007, che prevedeva l’esenzione dal bollo per cinque anni e la copertura del costo della rottamazione fino a 80 euro. L’avvicendamento porterà, secondo Confindustria Ancma, alla rottamazione di 130mila veicoli e all’incremento delle vendite del 10-15%.

  • INCENTIVI MOTOCICLI

    Uno stanziamento di 12 milioni di euro, previsto dal Governo per la domanda di moto e scooter nel 2010 Da domani i concessionari potranno inoltrare la richiesta allo Stato per accedere a tale incentivo . 10 milioni saranno destinati ai mezzi a motore classici, mentre 2 milioni sono riservati ai veicoli elettrici e ibridi.

    Gli incentivi, si prevede, sosterranno le vendite dei mesi di aprile e maggio, garantendo uno sconto di 400 euro all’acquisto di circa 30.000 due ruote targate. Esclusi dal bonus i mezzi di 50 centimetri cubici che godranno dello stanziamento partito nell’ottobre del 2009. A disposizione circa 2 milioni di euro.

    I concessionari, chiamando un call center predisposto da Poste Italiane (previa registrazione) potranno richiedere la disponibilità del bonus economico fornendo gli estremi del cliente che usufruisce dell’incentivo.

    Possono usufruire degli incentivi governativi tutti gli scooter Euro 3 e le moto Euro 3 con cilindrata superiore ai 50 cc e potenza massima fino a 70 kilowatt (pari a 95,2 cavalli). Questi veicoli godono di uno sconto del 10%, fino a un tetto massimo di 750 euro.
    I veicoli con alimentazione elettrica o ibrida vedono raddoppiare gli incentivi, che possono arrivare sino al 20% del prezzo di acquisto, con un tetto massimo di 1.500 euro.

  • L’IMPORTANTE SCELTA DEL CASCO OMOLOGATO

    Ormai già dal lontano 30 marzo 2000 tutti i motociclisti, senza differenza tra maggiorenni o minorenni, in sella a un ciclomotore da 50cc o a una maxi moto, sono obbligati ad indossare un casco omologato.

    La novità, rispetto alla normativa precedente, è che anche i maggiorenni alla guida di un 50cc devono indossare il casco. Chi non rispetta la nuova norma va incontro al sequestro del mezzo e al pagamento di una multa che può andare da un minimo di 36€ a un massimo di 148€. Inoltre i caschi che lasciano scoperte le orecchie non sono più considerati come omologati.

    Dunque bisogna fare attenzione al casco che si acquista!

    I caschi si dividono sostanzialmente in tre famiglie: i jet, gli integrali e i trasformabili.

    CASCO JET: La calotta è aperta davanti e lascia scoperto tutto il viso. Senza ombra di dubbio è il casco più comodo, perché anche chi indossa gli occhiali non è costretto a toglierseli per indossarlo e, generalmente, è anche più leggero e più economico. In commercio è possibile trovare diversi modelli di caschi jet, che possono essere più aperti o più chiusi, con la calotta che arriva a proteggere le guance e la mandibola, o dotati anche di visiera trasparente, molto utile quando piove e nella stagione fredda, che si può sollevare quando non serve.
    Il difetto di questo tipo di casco, soprattutto nei modelli più aperti, è che non protegge il viso, la mandibola, gli occhi. In caso di caduta ripara soltanto la testa e il viso è esposto agli oggetti che si possono sollevare dagli altri veicoli.

    CASCO INTEGRALE: Copre completamente testa e viso. È il tipo di casco più sicuro visto che offre la migliore protezione per testa e viso. È indispensabile se si viaggia in autostrada o su strade veloci come tangenziali e superstrade, per proteggersi dall’aria, dal rumore e per assicurarsi la massima protezione in caso di caduta e da oggetti sollevati da altri veicoli. Le visiere sono generalmente realizzate con materiali resistenti come il policarbonato, in grado di resistere agli urti come per esempio un sassolino.
    Il costo è sicuramente più alto di quello di un casco jet, inoltre è più scomodo da indossare ed è fastidioso soprattutto nella stagione calda anche se alcuni modelli sono stati dotati di sofisticati sistemi di ventilazione che funzionano soltanto in velocità.

    CASCO TRASFORMABILE: È uguale ad un integrale ma la parte anteriore, la mentoniera, è sganciabile e sollevabile: così si trasforma in un jet. Questo tipo di casco riesce ad avere i vantaggi del casco jet e del casco integrale visto che si indossa come un jet e si può chiudere come un integrale abbassando la mentoniera.
    Il peso è leggermente superiore di quello del casco integrale a causa dei meccanismi di apertura, stesso discorso vale per il prezzo.

    I materiali per la costruzione dei caschi sono il policarbonato o le fibre composite. La scelta del tipo di materiale utilizzato per realizzare la calotta esterna del casco riguarda soprattutto la leggerezza e il prezzo. Ai fini della sicurezza, tutti i materiali superano i test dell’omologazione. Le fibre composite, in genere kevlar, carbonio, vetro, pesano meno ma costano di più.
    Entrambi i materiali sono molto resistenti e non obbligano il motociclista a una sostituzione ogni tot di tempo. Un casco ben tenuto può durare anni, anche se comunque l’invecchiamento lo può rendere meno sicuro e dopo alcuni anni (3/5) è meglio sostituirlo con uno nuovo. Se il casco ha ricevuto un colpo è meglio verificare se la calotta abbia subito danni: dopo una caduta è meglio sostituire il casco con uno nuovo anche se i segni visibili si limitano a graffi superficiali.

    Durante la scelta del casco è di massima importanza il fattore misura. Un casco che calza bene è anche più comodo: il casco deve fasciare bene la testa, in modo da stringere uniformemente. Se è troppo piccolo stringe e diventa insopportabile e se è troppo largo si appoggia soltanto in alcune parti della testa creando dolori localizzati. Inoltre un casco troppo largo è pericoloso: in caso di urto o di caduta non segue la testa ma un movimento tutto suo, magari ruotando e costringendo la testa a un movimento che può portare a danni seri al collo.
    Per scegliere il casco della misura corretta è sufficiente, una volta indossato, ruotare la testa da un lato all’altro: se il casco si muove appena ruotando con un leggero ritardo rispetto alla testa, la misura è giusta. Attenzione a non acquistare un casco troppo comodo: l’imbottitura tende a schiacciarsi con l’uso e il casco comodo da subito diventa irrimediabilmente troppo grande e quindi scomodo e pericoloso.
    Un altro trucco per vedere se la taglia è giusta sta nell’inclinare in avanti la testa e tentare di scalzare il casco allacciato tirando dalla parte posteriore, quella vicina alla nuca. È la condizione più probabile di scalzamento del casco: spesso un casco che sembra di giusta misura con questa manovra si sfila dalla testa, offrendo quindi protezione nulla in caso di urto. Anzi, rischiando di provocare lesioni alle vertebre cervicali.

    Dal 1986 ad oggi si sono susseguiti in relazione alla normativa europea ECE/ONU gli emendamenti n° 02, 03, 04 e 05 (attualmente in vigore) sull’omologazione dei caschi.

    Ogni casco conforme ad un tipo approvato deve possedere una marcatura chiaramente leggibile ed indelebile come pure il marchio di fabbrica e l’indicazione della dimensione.

    omologazione_casco

    Il segno d’omologazione è composto da un cerchio dentro del quale si trova la lettera E, seguita dal numero distintivo del paese che ha accordato l’omologazione, e del numero d’omologazione. L’etichetta deve essere cucita sul sistema di ritenzione del casco.

    Il segno d’omologazione qui rappresentato segnala che il tipo di questo casco è stato approvato conformemente al regolamento europeo in Italia(E3) sotto il numero 051406/J.

    Le prime due cifre di questo numero segnalano che l’omologazione è stata accordata conformemente alle prescrizioni del regolamento che appartiene alla serie 05 (i caschi commercializzabili oggi sono della versione 04 e 05, ma chi fosse in possesso di un casco con una versione di omologazione antecedente ossia, 01, 02 o 03 potrà continuare a utilizzarlo) e che il numero di serie di produzione è 1406/J. Segue, dopo un trattino, il numero d’omologazione.

    Questi caschi possono naturalmente essere stato approvato conformemente al regolamento n° 22-04 o 22-05 dall’altro paese europeo firmatari, cioè:

    E1 – Germania
    E2 – Francia
    E3 – Italia
    E4 – Paesi Bassi
    E5 – Svezia
    E6 – Belgio
    E7 – Ungheria
    E8 – Cecoslovacchia
    E9 – Spagna
    E10 – Jugoslavia
    E12 – Austria
    E13 – Lussemburgo
    E14 – Svizzera
    E16 – Norvegia
    E17 – Finlandia
    E18 – Danimarca

  • Ducati Monster 796

    Completa la gamma Monster, con motorizzazione intermedia e prestazioni superiori alla 696, la Ducati monster 796. Con look e allestimento sportivi pari al 1100, 8.990 euro e si ha una naked ,brillante sia nello scatto che in ripresa, ma facile da guidare ed esteticamente accattivante. Tre i colori base disponibili, più tre art (arancione, lilla e giallo) e altri sette del programma “Logomania”.

    Il motore “796” è la stessa unità da 803 cc con carter alleggeriti e una fluidodinamica migliorata per ridurre i consumi. La potenza cresce a 87 CV a 8.250 giri. Il Monster 796 rinuncia alla frizione a secco in favore di una più pratica e morbida frizione in bagno d’olio del tipo APTC, caratterizzata da uno sforzo alla leva ridottissimo e dall’azione antisaltellamento, con beneficio anche per la rumorosità meccanica.

    La struttura è composta da telaio misto – in acciaio e alluminio – e monobraccio. Variata l’altezza da terra, aumentata di 30 mm, che rende possibile un angolo di piega di 46° contro i 42° della 696.
    Pneumatici 120/70-17″ e 180/55-17″. Brembo l’impianto frenante, con dischi da 320 mm e 245 mm e pinze anteriori radiali a 4 pistoncini.

    Interessanti le novità riguardanti l‘ergonomia. La sella è più in basso di 10 mm e il manubrio è più in alto di 20 mm, per conferire una postura del busto più eretta. Le leve di freno e frizione sono regolabili su 4 posizioni. Maggiore il comfort di marcia.

    Al pari della 696 e della 1100, il nuovo Monster 796 è una moto leggera: il peso dichiarato è di appena 167 kg, intermedio tra i 169 kg della 1100 e i 161 della 696. Buono il livello delle finiture. Cablaggi e tubazioni sono nascosti e ben fissati e sia gli specchi retrovisori che frecce e portatarga sono solidi e scevri da eccessive vibrazioni. Il gruppo anteriore a tripla luce rimane uno segni distintivi del Monster insieme al doppio scarico conico ai lati del codone. Di gran comodità la strumentazione completamente digitale predisposta per il DDA (Ducati Data Analyzer), funzionante anche come cronometro. Immancabile infine la luce posteriore a led, luminosa e ben inserita nella linea del posteriore.

    Su strada il Monster 796 risulta più dotato sorella 1100 grazie anche al motore di cilindrata inferiore. Fluido nell’erogazione e pronto nella ripresa anche con le marce alte, grazie alla migliore “respirazione” che ha portato alla crescita della potenza fino a 87 CV. La posizione in sella è confortevole.
    Morbidissima la frizione, il Monster 796 si rivela una moto ideale sia per i neofiti che per i conduttori meno alti o di “mano piccola”, con un occhio di riguardo per il pubblico femminile.
    Ottima la frenata. La versione con ABS ha dimostrato tutta la sua validità sui fondi lisci, mentre sui tratti più dissestati può allungare gli spazi di frenata.

    Il prezzo è di 1.000 Euro superiore a quello del Monster 696 e di circa 2.200 Euro inferiore a quello del Monster 1100o. Optionale l’ABS: 9.690 euro per la versione con l’antibloccaggio dei freni.

  • Kawasaki Ninja ZX-10R 2010

    La Kawasaki, per la versione 2010 della sua moto di punta la Ninja ZX-10R, ha proposto un restyling generale rispetto al modello precedente.
    Si parte con la linea, che grazie alla nuova carena anteriore, ad una scocca minimalista e una marmitta ridisegnata, è più leggera e armoniosa nell’aspetto esteriore, senza che ne venga intaccata, però, la guida aggressiva da pista.
    Il serbatoio scolpito e svasato, da un lato dona fluidità alla Ninja e dall’altro è più pratico per chi la guida, sopratutto per quanto riguarda il posizionamento delle gambe, permettendo al pilota di cambiare velocemente posizione a seconda delle situazione.
    Il motore è un quattro cilindri in linea, sedici valvole, raffreddato a liquido da 998 cm cubici, da 188cv, o 200cv in presenza dell’airbox, a 12500 giri.
    Questo è inoltre gestito elettronicamente tramite il Kawasaki Ignition Management System che aiuta il pilota a regolare la potenza del motore e i suoi stessi movimenti, andando a correggere il tiro quando necessario, rendendo così la moto più governabile in uscita di curva, permettendo a chi la guida di aprire e accelerare prima e in maniera più corretta.
    La ZX-10R è dotata per la parte anteriore di una forcella invertita da 43 mm completamente regolabile, mentre la parte posteriore è equipaggiata di un ammortizzatore con smorzamento in compressione separato che aiuta le prestazioni sulla pista.
    Le sospensioni sono state create in modo tale da evitare il saltellamento della moto, con una tenuta di strada sempre ottimale.
    La ZX-10RL ha inoltre di pinze ad attacco radiale Tokico, molto precise, con pistoncini in alluminio estremamente leggeri e monta gomme da 120/70zr17 davanti e 190/55zr17 dietro, con cerchi in lega a razze sdoppiate.
    La versione 2010 della Ninja è disponibile in due colori: la classica verde e bianca con i cerchi neri e nera con i cerchi dorati.
    Dunque ai centauri appassionati della “verdona”, non resta che sgommare verso il concessionario più vicino e provare su strada le meraviglie della nuova Ninja.

  • Honda CBF 1000 2010

    CBF 1000 non è solo sinonimo di sicurezza e garanzia. Il suo aspetto classico e senza fronzoli ne rispecchia l’alta qualità in termini di motorizzazione, guidabilità e comodità. Sempre vivao il forte spirito da “viaggiatore in sella”, nel 2010 la Honda decide di rinnovarne lo stile esteticamente e meccanicamente, presentandosi in una veste nuova e accattivante.

    Un telaio tutto nuovo in alluminio rende la CBF ancora più leggera e maneggevole, mentre per quanto riguarda il motore, viene migliorata la sua usabilità e aumentata la potenza. Il propulsore è il tradizionale 4 in linea, con aumento del rapporto di compressione e potenza massima fino a 9cv.

    La schiena risulta piatta e regolare, a favore di un utilizzo snello e semplice. Una nuova iniezione elettronica PGM-FI riduce i consumi, favorendo l’erogazione fluida del motore.

    Il telaio, affiancato da una ciclistica tradizionale, è tutto nuovo: una forcella anteriore telescopica da 41mm e nel posteriore un forcellone più robusto affiancato ad un mono con regolazione del precarico, per una gestione ottimale dell’assetto a pieno carico e per la guida sportiva. L’interasse, compatto, garantisce maneggevolezza e lstabilità. ABScombinato di serie.

    Esteticamente possiamo cogliere il tocco sportivo tipico delle Honda, affiancato dalle più tradizionali caratteristiche della gamma di moto da pista. Nuovo cupolino e un codino che presenta il gruppo ottico della Hornet. Lo scarico ora è singolo. Le forme rimangono simili, ma le migliorie si notato e ne fanno la differenza.

    Gli accessori in dotazione sono numerosi e per ogni gusto: dalle borse laterali in due dimensioni, all’antifurto a basso consumo, il telo dedicato e le manopole riscaldabili.

    Le colorazioni disponibili sono: Quasar Silver Metallic, Pearl Nightstar Black, Pearl Cool White e Pearl Amber Yellow.

  • Case e lavoro in crisi? Un aiuto dai portali di annunci gratuiti

    Il periodo che stiamo attraversando, si sa, non è dei migliori. Crisi globale, aumento del tasso di disoccupazione, crollo dell’economia globale e aumento della povertà a livello mondiale. Anche se le abitudini di risparmio degli italiani hanno permesso di meglio affrontare questo momento di crisi, la maggior parte delle famiglie italiane è seriamente in difficoltà. Sono cambiate molte cose rispetto a 30 anni fa. Casa e lavoro ora hanno significati diversi. Prima avere una casa di proprietà ed un lavoro statale era la consuetudine, oggi lo scenario è decisamente cambiato. La crisi nel settore dell’impiego ha influenzato notevolmente gli stili di vita degli italiani. Lavorare nel posto in cui si è nati è sempre più problematico specie nel Meridione, dove il tasso di disoccupazione negli anni è notevolmente cresciuto. Trasferirsi è la parola d’ordine per chi vuole trovare lavoro nel nostro paese. Così assistiamo ad un esodo di giovani verso le grandi città: Roma, Milano, Torino, Firenze, Padova ecc. Le città italiane sono i nuovi agglomerati della speranza di questo paese. I santuari dell’impiego. Da un lato è innegabile, i grandi centri offrono tante possibilità perché maggiori sono i movimenti commerciali rispetto a piccole realtà. Laddove c’è più circolazione di moneta ci sono maggiori possibilità di trovare lavoro e, di conseguenza, maggiore è anche la concorrenza. Ma lavorare e vivere in una città come Roma che conta circa 5 milioni di abitanti non è una cosa semplice. Tanti sono i problemi che vengono fuori quando si decide di andare a vivere in una metropoli. Arrivare in una nuova città per cercare un lavoro o per iniziare un nuovo impiego è quasi sempre simultaneo alla ricerca di una casa, stanza, appartamento in affitto. Tantissime le offerte di appartamenti in vendita e affitto al centro e periferia, tante le fasce di prezzo e le caratteristiche. Spesso districarsi in mezzo a giornalini locali, locandine e volantini vari può complicare le cose e far perdere tempo inutilmente. Un grande aiuto in questo senso viene dal web, che sembra sempre di più incontrare le esigenze di rapidità e esaustività nella ricerca di informazioni tanto desiderata dagli utenti. Per venire incontro a queste esigenze sono nati su internet portali di annunci gratuiti, alcuni belli graficamente e molto usabili. Annunci di lavoro, annunci immobiliari, aree per promozione aziende. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è ora a portata di mano e facilmente accessibile. Possiamo visualizzare annunci immobiliari o annunci di lavoro per regione o per città di interesse, in pochi click e in modo gratuito. Tutti gli annunci di case in affitto e vendita sono corredati da schede dettagliate con tanto di foto e mappe. Anche per chi cerca lavoro l’area dedicata agli annunci di lavoro è completa di contatti e descrizioni delle richieste. Per risparmiare tempo, per avere tutto a disposizione senza spostarsi da casa il consiglio è quello di scegliere con cura un portale di annunci gratuiti e selezionare ciò che interessa. Quando il web diventa utile e, soprattutto,…facile.

    Seoethic ||| Seo Agency

  • Carrelli elevatori, gru, piattaforme aeree usate: Europe-Machinery e Agriaffaires dominano il mercato.

    Agriaffaires, Europe-Machinery e Machineryzone confermano la loro posizione di leader del mercato

    I siti Agriaffaires, Europe-Machinery e Machineryzone permettono di vendere e acquistare un carrello elevatore e del materiale di manutenzione.

    I carrelli presenti sul sito sono dotati di tutti i differenti tipi di motorizzazione: diesel, gas, elettrici. Per le capacità o l’altezza di sollevamento potrete trovare tutte le scelte: da meno di 5 metri a più di 10 metri, da qualche centinaia di chili a diverse tonnellate, grazie alla presenza di tutte le marche di carrelli quali Linde, OM, Still, Nissan ecc.

    Questi portali propongono una gamma di carrelli completa e diversificata che comprende sollevatori telescopici, carrelli elevatori fuoristrada, carrelli portacontainer.

    Se avete bisogno di piattaforme semoventi,pale, piattaforme trainabili,gru, piattaforme aeree, dumper,su automezzo potete trovare più di 2.000 annunci di usato delle più grandi marche come JLG, Haulotte, Oil & Steel ecc.oppure trattori aratro,trattori,aratro e trincia

    Per il mercato delle gru usate, potrete acquistare o vendere autogru, gru edili, gru forestali: più di 6.000 gru usate sono oggi disponibili.

    Se desiderate un carrello elevatore usato di qualità, una piattaforma aerea o una gru affidabile di ogni marca e modello, non esitate a comunicare sui portali Agriaffaires, Europe-Machinery o Machineryzone.