Tag: animali

  • Miscota – Il nuovo negozio online per il tuo animale

    È arrivato anche in Italia il negozio online di prodotti per animali domestici Miscota! Fondata dall’azienda spagnola Digital Road, Miscota è attiva in Spagna, Francia e ora anche in Italia, con un sito online graficamente curato e facile da usare, per garantire agli utenti di trovare i prodotti che cercano, fare acquisti e usufruire dei diversi servizi innovativi.

    Il negozio vende tutto ciò che è necessario per prendersi cura del proprio animale domestico, che sia un cane o un gatto. Si possono trovare le migliori marche di cibo, umido e secco, come Royal Canin, Hill’s, Eukanuba, Acana e molte altre, insieme a deliziosi snacks, integratori alimentari e alimenti veterinari. Ovviamente disponibili anche numerosi accessori, dai comuni guizagli, collari e ciotole, fino a lettini, cucce, trasportini e spazzole; tutto ciò rispetta altissimi standard di qualità, garantito da marche come Ferplast.

    Quello che però più sorprende di Miscota.it sono i servizi offerti. Per iniziare, i clienti sono inseriti automaticamente, dopo il primo acquisto (che prevede uno sconto del 5%), nel Club Miscota, ossia un programma fedeltà grazie al quale ogni acquisto corrisponde a una quantità di punti, detti Ossicini, che vengono accumulati sul proprio account, per poi essere utilizzati per ottenere sconti sull pressime compere. In questo modo, ogni cliente può tastare con mano la convenienza di questo negozio online, che si propone di essere un punto di riferimento per tutti quei padroni che preferiscono la comodità dell’acquisto online piuttosto che quello nei supermercati.

    Altro servizio innovativo è la Spedizione Automatica: il cliente può scegliere la scadenza con la quale desidera ricevere il cibo a casa propria. In questo modo, egli potrà ricevere ciò che richiede con puntualità ogni mese, due settimane o in un altro periodo di tempo a scelta.

    È possibile inoltre usufruire del Calcolatore di Diete, un utile programma che permette di programmare la dieta perfetta per il proprio animale a seconda di età, peso, condizioni fisiche ecc.

    Obiettivi futuri

    Miscota prevede di espandere il proprio business nei prossimi mesi anche in Germania, Portogallo, Regno Unito e Olanda, portando con sé la solita dose di innovazione, assistenza e convenienza.

  • Bellezza e charity all’Antico Tiro a Volo

    Bellezza e charity all’Antico Tiro a Volo
    A ruba la maglia di Totti e le VIP Bags IBL

    Riuscitissima serata di solidarietà all’Antico Tiro a Volo di Roma. Il prestigioso club capitolino ha chiamato a raccolta i suoi soci per aiutare le popolazioni dell’Emilia Romagna colpite dal terremoto. Tra cena e tombola, nello splendido parco del circolo, raccolti quasi 6 mila euro. Una testimonianza concreta di quanto il celebre sodalizio capitolino di via Vajna e, più in generale, lo sport sanno fare quando ce n’è bisogno.

    Gettonatissime le VIP (leggi Very Italian Person) Bags di IBL, la giovane azienda Made in Italy al servizio della bellezza a 360°. Le coloratissime borsette di Italian Beauty Line, rigorosamente fatte a mano, che custodiscono la preziosa linea Viso Donna, sono andate letteralmente a ruba.

    Grande attenzione anche per la maglia autografata del capitano della Roma Francesco Totti. Sempre molto sensibile alle buone cause.


  • Giveaway libri: in regalo Zoografie di Calarco

    Partiamo con un nuovo giveaway di libri: in palio Zoografie. La questione dell’animale da Heidegger a Derrida di Matthew Calarco, di recente edito da Mimesis Edizioni, cui abbiamo dato una sbirciata nell’ultimo post (Derrida e la sua gatta).

    Matthew Calarco, attraverso la rilettura dell’animalità dal punto di vista di alcuni tra i maggiori pensatori continentali contemporanei, Heidegger, Lévinas, Agamben e Derrida, mette a nudo il fondamento antropocentrico della tradizione filosofica occidentale per rendere possibile una riflessione che si confronti con le molteplici differenze dei mondi animali senza ridurli a oggetti di pensiero o a soggetti del dominio. Se il crescente interesse per gli animali troppo spesso si traduce in facile spettacolarizzazione o in abuso pubblicitario, Calarco indica invece la necessità di cogliere la centralità della questione dell’animale per comprendere il nostro essere uomini e donne in questa società, per definire cosa sia l’umano, quali siano i nostri fini e come si deve declinare la fine del nostro dominio sul vivente.

    Matthew Calarco insegna filosofia continentale e filosofia ambientale presso la California State University (Fullerton). Oltre a Zoografie, ha curato, in collaborazione con Peter Atterton e Maurice Friedman, Lévinas and Buber: Dialogue and Difference (Pittsburgh 2004) e Radicalizing Lévinas (Albany 2010).

    INDICE DEL LIBRO

    INTRODUZIONE: LA QUESTIONE DELL’ANIMALE
    Filosofia e Animal Studies
    La questione dell’animale
    La politica dell’antropocentrismo
    Umanismo, soggettività e antropocentrismo
    Riassunto dei capitoli successivi

    I. ANTROPOCENTRISMO METAFISICO (HEIDEGGER)
    Introduzione
    Divenire-animale
    Dall’umanismo metafisico all’antropocentrismo metafisico

    II. DI FRONTE AL VOLTO ANIMALE (LEVINAS)
    Introduzione
    L’antropocentrismo ambiguo di Lévinas
    Sulla considerazione universale o sull’etica senza un contenuto a priori

    III. ARRESTARE LA MACCHINA ANTROPOLOGICA (AGAMBEN)
    Introduzione
    Sui margini del linguaggio e della morte
    La rottura dell’antropocentrismo
    L’umanismo e la macchina antropologica

    IV. LA PASSIONE DELL’ANIMALE (DERRIDA)
    Introduzione
    Violenza contro gli animali
    Innegabile sofferenza
    Dopo tutto questo tempo…
    Soggetti animali
    Prender congedo

    RINGRAZIAMENTI

    POSTFAZIONE: DALL’INDUBITABILE ALL’INNEGABILE
    di Massimo Filippi e Filippo Trasatti

    COME PARTECIPARE:

    Le regole cambiano leggermente per questo giveaway. Per avere la possibilità di essere estratti e vincere il libro in palio è necessario, come al solito, lasciare un commento a questo post. Inoltre, come ringraziamento per la casa editrice Mimesis aggiungo un piccolo paletto: è necessario piacere la pagina Facebook di Mimesis Edizioni. Oppure, se non avete Facebook o per altri motivi lo preferite, potete iscrivervi alla newsletter della casa editrice. In entrambi i casi bastano pochi secondi!
    Quindi nel commento che lasciate specificate con quale nome utente facebook avete piaciuto la pagina (o con quale nome vi siete iscritti alla newsletter).

    Vi ricordo inoltre che se ritenete il blog interessante potete cliccare mi piace sul box Facebook a destra, e diventare “Lettori fissi” unendovi al sito.
    Infine, mi farebbe particolarmente piacere se voleste spargere la voce in giro condividendo su Facebook o parlandone in qualunque altro modo! Volendo basta cliccare il bottone “mi piace” o “condividi” in fondo al post.

    Il sorteggio avverrà tramite il sito Random.org e il vincitore si vedrà recapitare il libro a casa entro pochi giorni. Il giveaway scade venerdì 1 giugno alle ore 18.

    Le iscrizioni al giveaway del blog sono aperte!

  • Rai Filosofia: una settimana dedicata all’animalità

    Rai Filosofia: una settimana dedicata all’animalità

    Non capita spesso di poter assistere e partecipare a questo tipo di iniziative su un canale di questo genere.
    Ma questa settimana sì.
    Sulla pagina Facebook di Rai Filosofia, è iniziata, e proseguirà per diversi giorni, una tavola rotonda virtuale con discussioni su antispecismo, animalità e rapporto uomo-altri animali moderata da Leonardo Caffo.
    Le varie discussioni sono aperte a tutti.

    Per chi si fosse persa quella di ieri, incentrata su libri e letteratura a tema, può recuperarla sulla pagina di Rai Filosofia. Per chi volesse assistere al dibattito in corso e prenderne parte, l’indirizzo è sempre lo stesso: la pagina Facebook di RaiEdu Filosofia:

    Non solo, martedì 27 marzo alle 12.00 la trasmissione televisiva Zettel su Rai Scuola si è occupata anch’essa della tematica dell’animalità.
    La puntata è stata replicata alle 16, alle 20 e a mezzanotte su Rai Scuola, canale 146 del digitale terrestre, canale 806 di Sky.

    La puntata di Zettel è ora visionabile in streaming sul sito di Rai Scuola:

  • Gesù rispettava tutti gli animali, agnello compreso

    Tempo fa in un articolo ho scritto che sentirsi dire “sei una capra” è un complimento visto che le capre sono animali con qualità ammirevoli. Oggi ho letto che presto verrà inviata una circolare a tutte le scuole che vieterà l’uso di frasi tipo “hai un cervello da gallina” oppure “dare le perle ai porci” perchè sono offensive per gli animali. Chiunque userà espressioni simili, sarà passibile di denuncia. Credo che in realtà gli animali non si offendano per certe frasi, visto che non comprendono il nostro linguaggio, però sarebbe giusto iniziare ad usare le parole nel modo più corretto perchè ogni cosa ha il suo valore e anche le parole hanno un peso che a volte sottovalutiamo.

    Cito la frase di Luisella Saro: “Siccome il buongiorno si vede dal mattino, è dai banchi di scuola che deve iniziare l’educazione del bambino, destinato a diventare giovane ecologista e bravo animalista, come si conviene ad una società civile che più civile non si può: la nostra”.

    Il giornalista Carlo Petrini invece parla dei paesi che allevano ancora le galline in gabbie da batteria, ricordando che nel 1999 con il trattato di Amsterdam gli animali sono stati definiti “esseri senzienti e non più semplici prodotti agricoli” e che nel 2009 il trattato di Lisbona aveva definito il benessere animale fondamentale, “alla pari della salute umana”. Sono pienamente d’accordo con Petrini: Queste informazioni dovrebbero essere tra le prime nozioni insegnate ai bambini perchè loro saranno i futuri consumatori.

    Il problema secondo me nasce quando il senso della frase diventa dispregiativo nei confronti degli animali; in questo caso diamo il via ad energie nascoste che condizionano i nostri comportamenti futuri, come il sottovalutare l’importanza di ogni essere vivente sulla terra, che è il nostro ma anche il loro pianeta.

    Mi rendo sempre più conto di quanto siamo stati condizionati dall’educazione ricevuta. Per fare un esempio, ieri ho rivisto il video di Gary Yourofsky e, quando Gary durante la conferenza dice di essere felice se la sera mangia patate dolci, trova lo stupore dei partecipanti. Gary a quel punto dice “voi pensate a come faccia io ad apprezzare quelle schifezze, invece mangiare pezzi di corpi smembrati non vi fa schifo?”, in questo senso la religione ha fatto davvero una pressione psicologica molto forte diffondendo concetti falsi, come la convinzione che Gesù sacrificasse l’agnello, in realtà Gesù era un pacifista e amava ogni creatura, animali compresi… continua a leggere

  • I vegetariani non mangiano il pesce

    Un vegetariano dovrebbe sapere che nella categoria “animali” sono inclusi “tutti” gli animali, quindi non dovrebbe esserci differenza fra mangiare un pollo o un polipo. Probabilmente questa distinzione è dovuta al fatto che spesso sottovalutiamo alcune caratteristiche dei pesci, che sono esseri molti intelligenti e senzienti, il che significa che sentono il dolore.

    Anche se rispetto i pesci e non li mangio, sono rimasta sorpresa quando ho letto che anche i pesci conoscono il concetto di monopolio. Ad esenpio Bshary in un suo articolo parla dei pesci “pulitori”, così chiamati perchè hanno il compito di pulire dai parassiti altri pesci (detti pesci “clienti”). E’ stato sorprendente scoprire che questi pesci danno la precedenza ai pesci “clienti” che hanno accesso a diversi pulitori (che potrebbero non tornare più da quelle parti), occupandosi solo in seguito di quelli residenti e quindi sempre disponibili. E’ una vera e propria strategia per combattere la concorrenza, una grande dimostrazione di intelligenza!

    Tempo fa parlavo con una persona che da anni tiene corsi di crescita spirituale, utilizzando argomenti fra i quali quello dell’alimentazione. Lui si definisce vegan, anche se a volte, davanti ad un bell’arrosto con patate, preferisce mangiarlo piuttosto che offendere chi lo ha invitato. Credo non abbia ancora compreso cosa significhi essere vegan, altrimenti non direbbe cose simili, o forse sa bene cosa significa ma fa ciò che più gli conviene… continua a leggere

  • Un Cucciolo per amico

    Spesso si è in dubbio se comprare un cane di razza o un bastardino. La differenza sta nel fatto che di un cane di razza potete sapere in anticipo la morfologia che avrà da adulto e qualche tratto distintivo del carattere. Cose che in bastardino non sono sempre facili da intuire. In ogni caso tenete presente che la femmina è quasi sempre meno aggressiva del maschio.

    Se optate per un cucciolo da allevamento, le razze che si prestano maggiormente a crescere con un bimbo sono quelle più tranquille, equilibrate e socievoli come i Labrador e i Golden Retriever, i boxer ricordando che comunque tutti i cani vanno educati.

    Per un bambino crescere con un cane è una gioia, è un arricchimento. Il rapporto che saprà costruire con il suo amico a quattro zampe gli darà gli strumenti per imparare a conoscere le esigenze degli altri, a rispettare il diverso, a prendersi le sue responsabilità.

    Inoltre l’animale sviluppa la motricità e l’agilità del bambino che ne imita le posture e il modo di camminare. Ma affinché questo rapporto cresca nella serenità c’è bisogno di qualche regola fin dai primi momenti.

    Il bimbo, come il cucciolo del resto, deve infatti, essere educato. I genitori, che supervisioneranno gli approcci tra i due piccoli, devono far capire al bambino che il cagnolino (o il gattino) non è un giocattolo. Per cui code e orecchie non devono essere tirate e pizzicate. Gli devono insegnare che mentre un animale dorme e mangia non deve essere disturbato. Che anche il cucciolo ha bisogno di possedere peluche e pupazzi, e quelli saranno solo suoi. Anche i giochi a base di urla, strattoni, mani in bocca non vanno bene, perché potrebbero fomentare l’irruenza dell’animale.

    Qualche regola di buona educazione, un po’ di impegno e amore e il vostro bambino avrà un amico che gli darà davvero tanto.

    Se è da un po’ che ci pensate e l’idea di regalare al vostro bambino un cucciolo vi alletta parecchio fate un giro da Ayoka, nel Centro Commerciale Partenio, il primo negozio dell’Irpinia pensato esclusivamente agli animali da compagnia.

  • I delfini comunicano in modo simile agli umani

    Cominciamo da una notizia apparsa in rete relativamente di recente, riguardanti le modalità con cui si esprimono i delfini. Vi riporto l’articolo tradotto da Erica Dellago per Coscienza.org (grassetti miei):

    I delfini “parlano” tra di loro, e per produrre i loro suoni acuti usano lo stesso processo usato dagli esseri umani, secondo una nuova analisi dei risultati di un esperimento degli anni Settanta.

    Di recente accade estremamente di frequente che studi etologici precedenti siano rivisti e reinterpretati (ovvio che i progressi tecnologici registrati negli ultimi decenni giochino spesso un ruolo fondamentale nella nuova analisi dei vecchi dati).

    I risultati dicono che i delfini in realtà non fischiano come si è a lungo pensato, ma invece si basano sulle vibrazioni dei tessuti nelle loro cavità nasali, analoghe alle nostre corde vocali.

    Solo ora gli scienziati stanno comprendendo tutto questo, “perché certamente il suono è simile a un fischio”, ha detto il ricercatore dello studio Peter Madsen dell’Istituto di Bioscienze presso la Aarhus University in Danimarca, aggiungendo che il termine è stato coniato in un articolo pubblicato nel 1949 sulla rivista Science. “Ed è rimasto così da allora”.

    La scoperta chiarisce una questione che ha fatto scervellare a lungo gli scienziati: Come possono i delfini produrre fischi identificativi della loro identità sulla superficie dell’acqua e durante le immersioni profonde dove la compressione determina che le onde sonore viaggiano più velocemente e potrebbero cambiare la frequenza di questi suoni.
    Per rispondere a questa domanda, Madsen e i suoi colleghi hanno recentemente analizzato le registrazioni digitalizzate di un delfino tursiope maschio di 12 anni (Tursiops truncatus) dal 1977. A quel tempo, i ricercatori avevano fatto respirare al delfino una miscela di elio e ossigeno chiamata Heliox. (Usata dagli esseri umani, la miscela Heliox produce un suono tipo Paperino). La miscela Heliox aveva lo scopo di imitare le condizioni durante una immersione in profondità in quanto provoca un cambiamento nella frequenza. Sia respirando aria sia respirando heliox il delfino maschio, tuttavia, ha continuato a produrre gli stessi fischi, con la stessa frequenza.

    Al posto delle corde vocali, i delfini probabilmente usano le vibrazioni dei tessuti nelle loro cavità nasali per produrre i loro “fischi”, che in fin dei conti non sono veri fischi. I ricercatori indicano che responsabili del suono sono strutture nella cavità nasale, chiamate labbra foniche.

    I delfini non stanno realmente parlando, però.
    “Non significa che parlano come gli esseri umani
    , solo che comunicano con un suono prodotto nello stesso modo”, ha detto Madsen a LiveScience.

    Stephan A. Schwartz dello SchwartzReport sottolinea come nonostante la scoperta, l’arroganza umana sia sempre lì: “Non abbiamo idea di cosa stiano facendo, e quante siano le informazioni che si scambiano. Ma solo che lo fanno. […] Sappiamo così poco del mondo, eppure crediamo di sapere così tanto”.

    Schwartz si riferisce alle affermazioni “I delfini non stanno realmente parlando, però” e “Non significa che parlano come gli esseri umani”.
    E in effetti, cosa vogliono dire queste due frasi?
    “Non significa che parlano come gli esseri umani”. Ovvio che qui non ci si riferisce al fatto che non discutano in inglese o spagnolo di una qualche classe politica marina, si intende che, benché comunichino tramite modalità di produzione dei suoni simili alle nostre, comunque “I delfini non stanno realmente parlando”.
    Perché quello lo fanno gli umani. Si dibatte ancora su quali siano le peculiarità fondamentali del parlare umano, qui ci limitiamo a ricordare che tale questione è da sempre uno dei principali discrimini posti tra l’uomo e gli altri animali. (Ne abbiamo parlato di recente nell’articolo su Lacan). Spesso il discrimine si basa sul fatto che agli animali sono attribuite solo reazioni e non risposte, ovvero, solo comunicazioni strettamente “meccaniche”. Ma come dice Schwartz, in realtà non abbiamo una conoscenza tale da permetterci di definire tanto la quantità quanto la qualità delle informazioni che si scambiano i delfini.
    Finiamo di leggere l’articolo:

    “Gli antenati dei cetacei vivevano sulla terra circa 40 milioni di anni fa e producevano suoni con le corde vocali nella loro laringe”, ha detto Madsen, riferendosi al gruppo di mammiferi a cui appartengono i delfini. “Hanno perso tutto ciò nel corso dell’adattamento ad uno stile di vita completamente acquatico, ma hanno sviluppato la produzione del suono nel naso che funziona come quello delle corde vocali”.

    Probabilmente questa facoltà vocale dà ai delfini anche una gamma più ampia di suoni.

    “Poiché la frequenza è cambiata cambiando il flusso d’aria e la tensione delle labbra del tessuto connettivo nel naso, il delfino può cambiare frequenza molto più velocemente che se dovesse farlo cambiando i volumi dell’alveolo”, ha detto Madsen. “Ciò significa che vi è un potenziale molto più grande per produrre una gamma di suoni più ampia e aumentare quindi il passaggio delle informazioni”.

    I dettagli della ricerca sono pubblicati questa settimana sulla rivista Biology Letters. [Purtroppo non sono riuscito a reperire altre informazioni].

    Quindi i delfini comunicano fra loro tramite un sistema estremamente complesso, simile a quello umano. Non tramite un fischio ma attraverso vibrazioni delle loro “labbra foniche”.
    Ma attenzione ai verbi che usiamo: “comunicare” è un verbo neutro (definiamolo così), perciò affermare che i delfini comunicano fra loro in modi di cui solo ora cominciamo a comprendere la complessità, è corretto.

    Dire: i delfini parlano tra loro invece no. Parlare è un termine problematico, perché in genere appannaggio solo degli esseri umani. Meglio che i delfini comunichino fra loro, anziché parlare, perché se parlassero noi umani potremmo correre il rischio di sentirli troppo vicini a noi.

  • Vergogna (Disgrace) di J.M. Coetzee


    Vergogna (Disgrace) di J.M. Coetzee

    Premessa. Perchè questa indagine?


    Vergogna è una delle opere più famose del nobel sudafricano, fra le altre cose anche un esponente del vegetarianesimo di livello mondiale.
    Questo romanzo è particolarmente interessante per animalisti, amanti degli animali, veg(etari)ani e chiunque si avvicinasse a queste tematiche poiché traccia un percorso verso una nuova comprensione del mondo animale (ma anche umano, del mondo in generale) non a partire da un interesse già forte, ma al contrario dal più totale disinteresse. David Lurie (il protagonista) passa da un tenace sarcasmo nei confronti di chi possiede una particolare “sentience” nei confronti degli animali, a stabilire con questi ultimi un legame profondissimo, che in parte resta misterioso perché lo stesso protagonista ne viene sovrastato, non riesce a “gestirlo”.


    L’uscita di Disgrace nel 1999 ha sollevato una serie di polemiche in Sudafrica per aver rappresentato un paese dominato dalla violenza e dallo scontro razziale proprio quando la fine dell’apartheid aveva segnato una svolta nella sua storia.
    Nel nostro studio tralasceremo questo aspetto del testo per concentrarci solo sulle scene concernenti l’alterità animale, l’animalità nell’uomo e l’apertura verso l’Altro attribuibile all’attività poetica del protagonista.
    Queste tre tematiche sono correlate dalla critica al razionalismo di cui è portavoce David Lurie all’inizio del romanzo; e da un comune riferimento a una “sentience”, una facoltà del sentire, che si svilupperà in Lurie col procedere del romanzo e stimolerà le illuminanti riflessioni di Derek Attridge (uno dei maggiori critici che si è occupato del libro) intorno allo “state of [dis]grace” del protagonista1.


    L’incipit del romanzo fa riferimento alla relazione tra David Lurie, professore associato di scienze della comunicazione all’università di Cape Town, e una prostituta di nome Soraya. “Per un uomo della sua età, cinquantadue anni, divorziato, gli sembra di aver risolto il problema del sesso piuttosto bene”. Il loro rapporto viene però a raggelarsi quasi subito, in seguito a un casuale incontro con la donna e i suoi figli (quindi nella sua dimensione materna anziché seduttiva), e cessa del tutto poco dopo, quando lei decide di lasciare la città. Dopo un breve flirt con la nuova segretaria del dipartimento, la situazione di Lurie precipita a seguito di una relazione con una delle sue studentesse, una ragazza di nome Melanie Isaacs, che seguiva un suo corso sui poeti romantici. La relazione con Melanie comincia a complicarsi con la comparsa del suo giovane fidanzato, e finisce con un’inchiesta ufficiale tenuta da una commissione universitaria. Lo stesso padre di Melanie si presenta per firmare insieme alla figlia la denuncia per molestie sessuali.

    John Maxwell Coetzee

    Come avremo modo di approfondire, la risposta di David ad alcuni membri della commissione universitaria, che gli consigliavano di confessare al fine di mitigare la sua posizione, è sorprendente e perentoria, tanto che il suo comportamento concorre a determinare l’espulsione dall’università. Lurie decide allora di lasciare Cape Town per andare a vivere dalla figlia Lucy, in una piccola tenuta nella Eastern Province, vicino Grahamstown. Lucy, lesbica, vive coltivando fiori e verdure che rivende a un mercato vicino, e tenendo dei cani a pensione.
    Ripreso il difficile rapporto con la figlia, David ha modo di conoscere Petrus, un africano che dapprima ha lavorato per Lucy e che al momento del suo arrivo è divenuto comproprietario della fattoria. David incontra Bev Shaw, un’amica di Lucy che lavora in una clinica veterinaria (in cui si esegue un gran numero di soppressioni), e suo marito Bill. Un giorno, dopo che Lucy e David tornano da una passeggiata, si verifica un evento terrificante che coinvolge entrambi.
    Dopo questo evento la vicenda si fa ancora più cupa.
    David diviene una presenza assidua nella clinica veterinaria di Bev Shaw, dove il suo legame con gli animali ha modo di approfondirsi.
    Il libretto d’opera su cui lavorava già in apertura del testo, che è venuto trasformandosi nel corso del tempo, acquisisce un’importanza crescente nella sua vita. Nelle ultime pagine si acuisce ancor di più il legame, divenuto già profondo, di David con il mondo animale. In particolare in correlazione – correlazione potente e misteriosa – con i loro cadaveri.



    In Age of bronze, State of Grace, Derek Attridge imposta lo studio del cambiamento di Lurie nei confronti degli animali, e più in generale nei confronti di se stesso e del mondo, richiamandosi al concetto d’ascendenza teologica dello “stato di grazia”, uno stato di particolare recettività nei confronti del divino.
    Un concetto che ben si addice allo stato di “disgrace”, cioè “fuori dalla grazia”, in cui precipita il protagonista e quindi descrive la nuova “sentience”, la nuova sensibilità (o meglio, facoltà di sentire) che lo investe e lo rende diverso, rendendo al contempo diversa la sua visione del mondo; cosa che in particolare si riflette nella nuova considerazione nei riguardi degli animali.


    Il cambiamento che avviene in David Lurie è un cambiamento che lo sovrasta: Lurie non riesce a spiegarselo in quanto esso va oltre, non può essere interpretato con la semplice ragione.
    Proprio questo cambiamento sarà un momento centrale nella nostra indagine in quanto rappresenta l’impotenza dell’attività razionale nel venire a capo d’una questione sovrarazionale, e come tale è simbolo di tutto uno spettro di esperienze e di forme di conoscenza facenti parte a pieno di titolo dell’esistenza umana, ma che la ragione umana non “intende”.
    Tutto ciò si manifesta nel testo attraverso tre problematiche guida: anzitutto il rapporto con le figure dell’alterità animale; poi il “problema del sesso”, come lo definisce Lurie, che si manifesta attraverso il riconoscimento da parte del protagonista dei suoi istinti sessuali; nonché la crescente importanza dell’attività poetica, come attività in grado di generare un’apertura verso l’Altro.

    Cominceremo il nostro studio dal “problema del sesso”, da quel qualcosa che fa fremere allo stesso tempo tanto i professori universitari quanto gli uccellini sugli alberi.

  • Earthlings – Terrestri. Recensione

    Earthlings. Terrestri è un documentario del 2005 diretto da Shaun Monson e narrato dal bravissimo Joaquin Phoenix, con musiche a cura di Mobi.

    Dura poco più di 90 minuti. È un documentario sull’assoluta dipendenza dell’umanità dagli animali, usati come compagnia, come cibo, come vestiario, per divertimento e per la “ricerca” scientifica. Ma parlare di Earthlings come di un semplice documentario non credo renda l’idea del valore di quest’opera.
    Earthlings è al contempo un grande lavoro di carattere informativo, un grande prodotto cinematografico, un inno a un’umanità più consapevole e responsabile.

    Questa la struttura del documentario:

    Introduzione
    Prima parte: Animali domestici
    Seconda parte: Il cibo
    Terza parte: Vestiti
    Quarta parte: Intrattenimento
    Quinta parte: Vivisezione
    Conclusione


    Come si può in novanta minuti informare su così tanti ambiti dello sfruttamento umano del mondo animale e nel contempo emozionare, far piangere, angosciare?
    Secondo me possiamo sintetizzare così le qualità di questo documentario:

    Struttura
    Il discorso portato avanti in Earthlings non è un’arringa generica sullo sfruttamento degli animali. È un discorso ben organizzato e scandito in maniera rigorosa. I singoli capitoli potrebbero anche essere visti a soli, benché è ovviamente nel quadro generale che acquistano la massima forza. Senza una struttura ben ponderata non sarebbe stato possibile in 90 minuti analizzare tutti questi aspetti del rapporto tra l’uomo e gli altri esseri senzienti nella contemporaneità. Questo è secondo me il primo aspetto notevole dell’opera: Earthlings è pensato e impostato in maniera molto chiara e molto intelligente.

    Contenuti
    Nodo cruciale. Tutti i video riportati in Earthlings sono veri ed estremamente significativi. La scelta del materiale da presentare è ovviamente di capitale importanza e qui la cura è stata massima e non si può che tributare un plauso al regista Shaun Monson (e a chi ha collaborato con lui).
    Vedendo Earthlings si può avere una breve ma completa panoramica di ciò che avviene nei mattatoi, non lontano dalle nostre abitazioni. Sempre con ordine, si potrà capire a quale tipo di violenze siano sottoposti, in particolare, polli, maiali e bovini. Si potrà osservare come avviene l’addestramento degli animali nei circhi, da dove arriva la pelle che inonda i negozi, cosa c’è dietro l’allevamento e la vendita degli animali domestici, e via così.
    Filmati lunghi e brevi, sempre ripresi dal vivo, pertinenti e sconvolgenti nella loro esemplarità, perché, come recita il primo messaggio sullo schermo, non sono casi isolati, ma testimonianza degli standard industriali odierni.

    Fattura

    In generale, Earthlings è un documentario estremamente curato a livello audio e video. La colonna sonora di Mobi, davvero ottima, segue molto bene il filo della narrazione. Joaquin Phoenix è un narratore di primissima categoria: la sua voce non si lascia prendere dal trasporto, e nemmeno cade mai in un eccessivo distacco. Nella sua compostezza, riesce onesta ed emozionante.
    I testi non si perdono in giri di parole, sono sempre efficaci e diretti. Le citazioni pertinenti e suggestive.

    Il documentario Earthlings risulterà senza dubbio estremamente interessante per ogni animalista e per chi, non ancora convinto, lo è in nuce (a coloro che Tom Regan, includendosi nella categoria, definisce “temporeggiatori”).
    Ma può interessare moltissimo anche chiunque abbia voglia di dare uno sguardo a cosa c’è dietro molti aspetti della sua vita quotidiana: a chi vuole sapere come viene prodotto quello che mangia, da dove arrivano e in che modo i capi che indossa, cosa avviene al chiuso dei laboratori scientifici, privati e pubblici, sempre lautamente finanziati.

    Novanta minuti non sono molti. Le informazioni che possono portare e le emozioni che possono scatenare incredibili.

    Earthlings può essere visionato gratuitamente online su una gran varietà di siti, tra cui:

    Google Video e YouTube