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  • Come curare l’agorafobia

    Spesso sentiamo parlare di agorafobia, ma quanti possono dire di aver davvero compreso la natura di questo disturbo? Si tratta di una condizione psicopatologica che si associa non di rado al disturbo di panico e che si caratterizza per l’ansia di trovarsi in luoghi o situazioni dalle quali sarebbe difficile allontanarsi, o comunque nelle quali potrebbe non essere facile trovare aiuto. Sono molte le situazioni in cui possono manifestarsi i timori legati all’agorafobia, dall’essere fuori casa da soli al trovarsi in coda o in mezzo alla folla, fino al trovarsi su un ponte o a bordo di un mezzo pubblico.

    La sua stessa natura rende l’agorafobia un disturbo molto invalidante, perché il soggetto che ne è affetto tende ad evitare le situazioni temute o a viverle con molto disagio, se non addirittura con l’ansia di avere un attacco di panico. In alcuni casi, si cerca di attenuare il problema portando con sé qualcuno che potrebbe fornire aiuto in caso di necessità o anche mettendo in atto alcune strategie, come il controllo del respiro, ma la verità è che soltanto una reale cura, con l’aiuto di uno specialista può realmente portare al superamento di questa condizione. Vediamo insieme come curare l’agorafobia in modo efficace, fermo restando il fatto che il primo passo è un confronto con uno specialista, che saprà diagnosticare il disturbo e trovare il percorso di cura più adatto.

    La cura dell’agorafobia: terapie e farmaci

    La psicoterapia cognitivo-comportamentale ha dimostrato scientificamente di essere molto efficace nel contrastare l’agorafobia: paziente e psicoterapeuta sono impegnati in modo attivo nella comprensione del problema e nella condivisione di obiettivi verificabili e concreti. Il percorso mira a fare prendere consapevolezza al paziente dei circoli viziosi causati dall’agorafobia, per liberarsene quindi in modo graduale, attraverso modalità di pensiero e comportamenti più funzionali. La terapia farmacologica dell’agorafobia, qualora prevista, è generalmente associata al disturbo di panico e prevede l’utilizzo di due classi di farmaci: benzodiazepine ed antidepressivi.

  • Come si spiega la paura di uscire di casa? L’Agorafobia

    L’agorafobia è la patologia del disturbo mentale che affligge quelle persone che hanno paura a vivere gli spazi aperti, come le piazze, i negozi, i parchi così come concerti e luoghi più o meno affollati.

    L’agorafobia, è stata definita come uno dei più diffusi disturbi d’ansia, che danneggiano in maniera quasi validante, la vita delle persone che ad un tratto non si sentono più al sicuro, nei luoghi pubblici che magari anche prima dell’avvento della patologia, erano soliti frequentare.

    Le maggiori cause dell’agorafobia

    Esistono due fattori che in concomitanza, danno sfogo alla paura degli spazi aperti e quindi all’agorafobia.

    Il primo fattore è sicuramente personale del paziente:

    Un soggetto agorafobico è quindi una persona estremamente delicata e timida, che a seguito di alcuni traumi, come un problema familiare e ancora, un forte shock, iniziano a non fidarsi più dell’altro, l’altro che ad esempio è possibile incontrare all’esterno, vivendo gli spazi aperti sempre di meno.

    Anche particolari situazioni familiari o personali inducono il soggetto a chiudersi dentro di se, sentendosi di conseguenza al sicuro, prevalentemente a casa propria, o a case dei propri genitori.

    Il secondo fattore è più esterno al soggetto

    E’ stato confermato infatti che molti pazienti, i quali hanno condotto o conducono una vita poco salutare e molto frenetica, priva di una dieta corretta e che hanno fatto anche abuso di droghe, ad un certo punto iniziano a soffrire di attacchi di panico, di ansia e di agorafobia.

    Come guarire dall’agorafobia

    Molti medici sostengono che la diagnosi dell’agorafobia è molto delicata e che non si deve per nessun motivo confondere con gli attacchi di panico generici. Tuttavia quando la paura di vivere all’aperto, diventa quasi meccanica e quindi ricorrente, è il caso di consultare il parere di uno specialista, in questo caso degli psicoterapeuti, che dopo una prima analisi, possono capire l’entità del disturbo e ovviare con una cura “amica del paziente” quindi poco invadente e riportare il paziente sulla retta via.

  • Disturbo di panico: definizione e sintomi

    Molte volte sentiamo parlare di attacchi di panico, ma sappiamo davvero quali sono le caratteristiche di questo disturbo e come riconoscerlo? Con il termine panico si indica generalmente uno stato di paura o terrore, non soggiogato dalla riflessione, nato da un pericolo reale o presunto. Da un punto pratico, quindi, il panico consiste in uno stato di intensa paura, che raggiunge il massimo picco nel giro di circa dieci minuti. A caratterizzare ulteriormente questa condizione interviene la presenza di almeno quattro tra i seguenti sintomi: palpitazioni, sudorazione, tremori, dispnea, sensazione di afsissia, dolore al petto, nausea, sensazione di instabilità sbandamento, derealizzazione o depersonalizzazione, sensazione di perdere il controllo, impazzire o morire, parestesie, brividi o vampate di calore. Per fornire una corretta definizione di questo fenomeno, è necessario precisare che in condizione di estremo pericolo tutti possiamo essere soggetti al panico e che è un singolo attacco non è sufficiente a generare una diagnosi di disturbo di panico, che è tale soltanto a seguito della comparsa di sintomi specifici, elencati di seguito.

    I criteri per la definizione del disturbo di panico

    Per poter diagnosticare il disturbo di panico devono esistere alcune condizioni, come stabilito dal DSM IV TR (APA, 2000): presenza di attacchi inaspettati e ricorrenti; presenza o assenza di agorafobia; gli attacchi di panico non devono essere causati dagli effetti fisiologici diretti di una sostanza o da una condizione medica generale; gli attacchi non devono essere causati da un altro disturbo mentale. Come è possibile evincere da questa prima definizione, gli attacchi di panico influiscono fortemente sulla vita dell’individuo, condizionandola anche in ragione dell’ansia causata dalla possibile comparsa di nuovi episodi. A questo si aggiungono i comportamenti protettivi messi in atto per contrastare gli attacchi, che vengono chiamati da un punto di vista tecnico “evitamenti” o comportamenti di sicurezza: purtroppo gli evitamenti in alcuni casi peggiorano la situazione, inasprendo la sensazione di panico.

    Come curare il disturbo di panico

    La cura del disturbo di panico ha trovato una valida risposta nella psicoterapia cognitivo-comportamentale: questo tipo di intervento ha dimostrato la propria efficacia e si basa su uno scambio tra paziente e terapeuta mirato alla comprensione del problema e alla condivisione di obiettivi terapeutici efficaci. Alla psicoterapia può anche associarsi una terapia di natura farmacologica, attraverso l’utilizzo di due classi di farmaci: le benzodiazepine e gli antidepressivi
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  • Disturbo di panico: attacchi di ansia e Agorafobia

    Il disturbo di panico consiste in uno stato d’ansia che investe la persona attraverso degli attacchi inaspettati e frequenti di panico. L’ansia e la paura sono delle emozioni provate da tutte, ma nel caso in cui s’iniziano avvertire sintomi come Palpitazioni o tachicardia, sensazione di soffocamento, dolore al petto, paura di morire e nausea, allora si tratta di un attacco di ansia tipico del disturbo da panico. Generalmente, le persone affette da disturbo di panico sono soggette a degli attacchi che durano circa 10 minuti. Tuttavia può capitare di affrontare un periodo difficile dal punto di vista emotivo, con il manifestarsi di attacchi di ansia sporadici ma questo non vuol dire che la persona è affetta da disturbo da panico.

    Differenza tra il Disturbo di panico e l’Agorafobia

    L’Agorafobia è una condizione psicopatologica che viene associata al disturbo da panico ed è caratterizzata dall’ansia della persona di ritrovarsi in luoghi non familiari e dai quali sarebbe difficili allontanarsi. L’agorafobia è legata anche alla paura della solitudine provata dalla persona quando si trova da sola in mezzo alla folla, come nei bus, nei treni o anche in una piazza.

    Quali sono le cause del disturbo di panico e Agorafobia?

    Non è possibile indicare una sola causa del disturbo da panico, ma secondo gli studiosi esiste una predisposizione da parte dell’individuo a essere vulnerabile a determinante psicologico specifico. Questo fattore viene indicato con il termine di anxiety sensitivity e con l’andare del tempo porta all’insorgenza dell’ansia e degli attacchi di panico. I pazienti affetti dal disturbo di panico e dall’agorafobia possono curarsi seguendo delle sedute di psicologia cognitivo-comportamentale, che si è rivelata, essere molto efficace. Questo tipo di trattamento consiste nel far prendere coscienza al paziente dei circoli viziosi e del panico.