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  • Continua il grande successo alla “Milano Art Gallery” della mostra di Roberto Lando organizzata dal manager di Promoter Arte Salvo Nugnes

    Si registrano degli ottimi consensi di pubblico e di critica per la mostra “Flusso Creativo” del poliedrico pittore veneto Roberto Lando nello storico contesto della “Milano Art Gallery” in via Alessi 11 a Milano, con l’organizzazione del noto manager agente dei vip Salvo Nugnes. L’esposizione a grande richiesta sarà prolungata fino a domenica 2 marzo con ingresso libero per le visite.

    L’organizzatore Salvo Nugnes commentando lo stile artistico di Lando afferma “Considero Lando un artista moderno, che unisce l’estemporaneità dell’ispirazione alla consapevolezza tecnica dei mezzi espressivi e della potenzialità del colore. Le sfumature cromatiche sono ben studiate e calibrate e mai utilizzate con casuale banalità, allo scopo di riprodurre un equilibrio di variopinte armonie. Colore e segno dialogano in un susseguirsi di sovrapposizioni e stratificazioni. La cromia e il segno si mescolano e si fondono, amalgamandosi in un insieme astratto e di elevata valenza artistica, inserito in un movimento dinamico, capace di infrangere le barriere del conosciuto e del razionale per arrivare ad esplorare nuovi livelli e piani creativi“.

    Sul concetto d’arte Lando dice “L’arte è una creatività, che bisogna avere dentro, qualcosa di -strano- che arriva quando meno te lo aspetti. Quando cerchi qualcosa non la trovi, ma la trovi proprio quando non la cerchi“.

    E aggiunge “La passione per l’arte c’è sempre stata dentro di me fin dalla tenera età e nel 1972 ho iniziato il mio percorso allestendo le prime mostre“.

  • Il manager Salvo nugnes raggiunto per un’intervista sulla nuova architettonica per i musei

    Abbiamo chiesto a Salvo Nugnes il suo esperto e autorevole parere sulle innovative frontiere architettoniche strutturali progettate per i più illustri musei nel mondo

    1) Come concepisce questa nuova era architettonica trasformista per i musei?

    Siamo entrati in un innovativo percorso avveniristico destinato a coinvolgere direttamente gli edifici museali più rinomati, il cui prestigio non è più soltanto riferito ai preziosi capolavori, che custodiscono e conservano tra le mura, ma si rivolge anche alla loro dimensione strutturale, poiché sono essi stessi concepiti e qualificati come creazioni artistiche e opere d’arte di pregio. Vengono ideati spazi visibili, materiali ed elementi naturali, giardini, sale convegni e auditorium, che trasformano questi contesti in fulcro civico delle città, in centri nevralgici collettivi polifunzionali a largo raggio.

    2) Quali sono le aree museali coinvolte da questa ventata rinnovatrice?

    Progettati in base a questa visione futurista si possono citare: il Perez Art Museum di Miami, inaugurato di recente, composto da una costruzione a tre piani con pareti trasparenti, attraverso cui filtra la luce naturale; è appena stato aperto l’ Hansol di Seoul progettato da Tadao Ando, che ha incorporato i materiali naturali recuperati nei dintorni all’interno della geometria semplice dell’edificio situato in cima a una montagna e circondato da tre giardini.

    3) Ci sono dei progetti futuri, che sono in fase realizzativa, di particolare interesse?

    La Tate Modern londinese nel 2005 ha lanciato il concorso per l’espansione del museo. L’ala aggiuntiva dovrebbe inaugurare nel 2016 e prevede una combinazione congiunta di elementi vecchi e nuovi utilizzando il medesimo fondamento di mattoni e di muratura attuale. Il centro culturale di Hong Kong inserito in una zona industriale sarà aperto nel 2017 e si concentrerà sull’accogliere opere del XXI secolo tra design e arte in movimento. In America, si può menzionare il 9/10 Memorial Museum di New York, con apertura prevista entro aprile 2014. Non da ultimo in Italia inizia il simbolico conto alla rovescia per il Museo delle Scienze di Trento di Renzo Piano, con celebrazione inaugurale il prossimo luglio.

  • Il manager Salvo Nugnes di Agenzia Promoter risponde ad alcune domande sulla conquista del mondo dell’editoria del nuovo modello americano Netflix

    1) Che idea si è fatto su questo modello del gruppo americano Netflix, improntato per conquistare anche il mondo editoriale?

    Premetto, che l’avvento di internet ha già di per se’ rivoluzionato il modo di accedere ai contenuti culturali in generale, apportando un approccio diverso per tutti noi. Di rimando risulta plausibile, che il modello del gruppo americano Netflix, utilizzato da varie start up, che permettono ai propri utenti di accedere a una libreria on line sempre aggiornata con migliaia di titoli a scelta libera di lettura, possa ottenere un ampio riscontro di consenso da un target crescente di fruitori nel mondo. Teniamo conto, che Netflix in USA ha 31 milioni di abbonati e nelle ore di punta occupa fino al 32% di traffico nella rete del Nord America, il doppio di quello di You Tube.

    2) Quali vantaggi ritiene possano derivare da questo sistema rivoluzionario applicato all’editoria?

    Potrebbe offrire un modello di business commerciale, orientato a fare risparmiare il lettore a livello economico nell’acquisto dei libri cartacei, garantendo un costo d’abbonamento in rete modico, ma restando comunque vantaggioso per tutelare gli interessi degli editori e degli autori dei testi pubblicati on line. In tale prospettiva, sarebbe un equilibrio di reciproca convenienza tra -consumatore e fornitore- positivamente congeniato.

    3) Quali invece potrebbero essere i rischi di mercato innescati da questo modello?

    Potrebbe intaccare negativamente il mercato cartaceo dei libri, già duramente colpito dalla crisi finanziaria globale e provocarne un tracollo ulteriore. Poi nell’evoluzione dell’industria libraria i grandi editori temono, che un abbonamento mensile troppo a basso costo possa fare precipitare il prezzo di copertina degli ebook, causando un grave danno all’intero comparto.

  • Intervista a Salvo Nugnes manager e produttore di grandi eventi sul successo del Museo Nazionale Ferroviario inaugurato a Pietrarsa –Napoli-

    1) Come concepisce questa importante iniziativa museale prima in Italia, che sta ricevendo ottimi consensi dai numerosi visitatori?

    Questo museo è certamente una novità di pregevole rilevanza per l’Italia, che rientra in un altisonante progetto di valorizzazione globale del nostro eterogeneo patrimonio storico, in cui si può a buon conto includere tutto il materiale appartenente all’apparato tecnico, ingegneristico e industriale del gruppo Fondazione Ferrovie dello Stato italiane. L’esposizione vanta già un notevole successo, con più di mille persone in visita il giorno inaugurale e un’affluenza di pubblico, che si mantiene costante e continuativa e coinvolge anche gruppi di studenti, scolaresche e numerosi turisti provenienti dall’estero.

    2) Cosa l’ha maggiormente colpito durante la visita al museo?

    Innanzitutto, le dimensioni della struttura ospitante sono notevoli, con 36mila metri quadrati è una delle più vaste aree ferroviarie espositive esistenti al mondo. Tutti i pezzi sono di forte interesse e mi hanno particolarmente colpito la riproduzione fedele della locomotiva Bayard, che ha trainato il treno inaugurale della tratta Napoli-Portici nel 1939, lo splendido modello plastico Trecentotreni e la sontuosa carrozza n.10 dell’ex treno reale.

  • Intervistato il manager produttore di Promoter Arte Salvo Nugnes sull’eccezionale quadro “La ragazza con l’orecchino di perla”

    In occasione dell’eccezionale esposizione del famoso quadro del maestro Johannes Vermeer dall’8 febbraio al 25 maggio nello storico contesto di Palazzo Fava a Bologna, abbiamo interpellato il manager Salvo Nugnes, produttore di grandi eventi in campo artistico-culturale, per rilasciare un suo esperto parere sull’incantevole dipinto.

    1) Come concepisce questa straordinaria opera?

    “La ragazza con l’orecchino di perla” nota anche come “La ragazza con il turbante” si colloca tra le più significative icone pittoriche della storia dell’arte.

    E’ unanimemente considerata tra le creazioni più conosciute e rinomate insieme alla Gioconda di Leonardo e all’Urlo di Munch. Questa è un’opportunità assai rara per ammirarla da vicino in tutto il suo intrigante splendore, poiché il suo arrivo in Italia è frutto di una lunga trattativa durata due anni, con il celebre museo Mauritshuis dell’Aia, che custodisce i tesori di sommi artisti come Vermeer e Rembrandt. Infatti, il pubblico ha dimostrato di aver compreso da subito l’occasione unica e speciale e le prenotazioni sono state numerosissime già da inizio prevendita biglietti a novembre scorso.

    2) Quali sono le caratteristiche distintive, che emergono in questo dipinto?

    E’ senza dubbio uno dei capolavori più rappresentativi della Golden Age della pittura olandese, di eccelsa elaborazione. Il volto spicca in tutta la sua candida bellezza di magnifico stupore da uno sfondo nero, che però non è quello originale, in quanto nel 1994 è stato compiuto un radicale restauro e si è scoperto, che nel dipinto lo scenario era di colore verde smeraldo. Poi, è emerso, che il turbante bianco e turchese, che cinge il capo della giovane donna raffigurata non è un copricapo di abituale utilizzo nell’olanda dell’epoca, ma Vermeer si è ispirato prendendo spunto da un’opera del suo contemporaneo Michael Sweerts. Colpisce l’incredibile capacità di Vermeer di conferire all’insieme un effetto di tipo tridimensionale, che raggiunge l’apice nei dettagli più minuziosi e particolareggiati, come ad esempio nei piccoli punti luce all’angolo della bocca e nelle luminescenze ammalianti dell’orecchino con la forma di perla a goccia.

    3) Ma che notizie si hanno sull’identità della ragazza immortalata nel quadro?

    Ci sono vari segreti ancora rimasti celati dietro questa esotica e misteriosa “tronie” che consiste nella tipizzazione di un volto, realizzata comunemente su commissione nell’olanda del ‘600. Il primo interrogativo riguarda proprio l’identità dell’affascinante ragazza ritratta. Del suo autore Vermeer, soprannominato la “Sfinge di Delft” si conosce ancora oggi molto poco e risulta quindi difficile identificare con esatta precisione i personaggi protagonisti delle sue opere. La tesi più accreditata ipotizza, che il pittore si sia ispirato alla giovane figlia Maria, lasciando spazio all’estro creativo per evocare il suo ideale di innocenza. Ma si pensa possa essere anche una fanciulla del popolo, la sua serva personale presa a modella per l’occasione.

    4) Quali altri dipinti è possibile ammirare a Palazzo Fava?

    Sono esposti altri 40 quadri di illustri artisti, che offrono una carrellata completa dell’epoca della Golden Age in Olanda, come i 4 maestosi Rembrandt visibili in tutta la loro meravigliosa suggestione.

  • Agenzia Promoter: Il boom del selfie d’artista secondo il manager Salvo Nugnes

    1) La moda del selfie è ormai un fenomeno di enorme diffusione popolare; come lo concepisce?

    Nel selfie la fotografia diventa un mezzo strumentale per descrivere e raccontare se stessi nella propria dimensione di quotidianità. Si può dire, che il termine selfie è ormai inserito nel linguaggio comune, è diventata una parola chiave per indicare in modo simbolico -l’autoritratto allo specchio- o -l’autoritratto fatto allungando il braccio- realizzato con un cellulare di nuova moderna tecnologia. E’ interessante ricordare come l’Oxford English Dictionary, ha selezionato selfie come parola dell’anno 2013, per la considerevole percentuale di incremento del suo utilizzo pari al 17,000% in più rispetto al 2012. I giornali britannici hanno scritto, che solo nel Regno Unito la popolazione arriva a postare in rete con il selfie fino a 35milioni di autoritratti al mese. Sono statistiche strabilianti, che testimoniano come il selfie sta trasformandosi nel passatempo preferito dall’intera umanità ed è alla portata di chiunque.

    2) Ma da dove si è originato questo hobby di massa dell’autoritratto in stile “#selfie”?

    L’origine risale agli albori della civiltà dell’immagine. L’autoritratto è stato per millenni il -fiore all’occhiello- della pittura e ha rappresentato per geniali artisti professionisti della cine-fotografia un settore applicativo dalle molteplici sfaccettature interpretative. Da Helmut Newton a Stanley Kubrick, da Andy Warhol a Francis Bacon, per citare alcuni degli illustri pionieri e precursori del selfie.

  • Agenzia Promoter: Il manager dell’arte Salvo Nugnes sulle straordinario fotografie dei paesaggi italiani in mostra a Roma

    Un multiforme caleidoscopio di paesaggi, linguaggi e prospettive, nella suggestiva rievocazione fatta attraverso 134 immagini fotografiche allestite nello storico contesto istituzionale del museo di Roma, in Trastevere, per descrivere e raccontare il paesaggio italiano dal 1950 al 2010, visto in base a differenti scuole di pensiero. In esposizione ci sono i neorealisti, i pittorialisti, coloro, che utilizzano il digitale e la metafisica oppure si concentrano sull’ambito della pubblicità, come Oliviero Toscani.

    Dalle considerazioni espresse dal manager Salvo Nugnes, produttore di grandi eventi in campo artistico culturale, emergono acuti spunti di commento. Nugnes evidenzia come “La mostra è un avvincente viaggio virtuale tra il passato e il futuro, tra la ruralità del territorio e il paesaggio moderno e industrializzato nella sua visione astratta e surreale. E’ un insieme variegato di fotografie d’autore realizzate con stili peculiari, che stimolano interessanti riflessioni in merito alle trasformazioni e mutazioni evolutive del nostro incantevole paesaggio e trasmettono un’importante incipit alla tutela e conservazione del prezioso patrimonio ambientale, che appartiene a tutti noi. E’ certamente un’occasione di visita assai istruttiva anche per studenti e scolaresche“.

  • Alla mostra dei cappelli d’arte a Firenze il manager produttore Salvo Nugnes

    Una mostra di elegante e raffinata originalità è allestita fino al 18 maggio nelle stanze della galleria del costume di Palazzo Pitti a Firenze, per rendere omaggio a un simbolo d’arte e stravaganza, il cappello.

    Il manager Salvo Nugnes, produttore di grandi eventi in ambito culturale, nel commentare la prestigiosa iniziativa dice “E’ un’esposizione davvero curiosa, di piacevole e istruttivo intrattenimento, che delinea i diktat e le tendenze moda connesse al cappello, concepito come creazione artistica e vera e propria opera d’arte. La storia del cappello rappresenta un percorso di mutevole trasformismo e camaleontica evoluzione, che si intreccia con i cambiamenti dei gusti e delle preferenze a livello sociale e influisce sullo stile collettivo. E’ un accessorio di scelta soggettiva e personalizzata, che acquista una valenza di esclusività per chi lo indossa e assume una connotazione distintiva di oggetto di alto design del ‘900 e del terzo millennio“.

    Sul significato attribuibile alla mostra sottolinea come “Osservando i cappelli esposti si può ricavare un’interessante interpretazione storico-artistica ed estetica, valutando sotto un profilo eterogeneo ed omnicomprensivo, che racchiude insieme i concetti di bello, fantasioso, fantastico e divertente“.

  • Milano: il grande Museo del Duomo commentato dal manager produttore Salvo Nugnes

    Finalmente dal 4 novembre scorso è stato riaperto al pubblico il grande Museo del Duomo di Milano, un coreografico spazio di 2000 metri quadrati, composto da 27 sale suddivise in 13 aree tematiche, che venne inaugurato nel 1953 da Ugo Nebbia.

    Salvo Nugnes, manager produttore e agente di noti personaggi della cultura dichiara “E’ stato fatto un intervento di restyling molto utile ed efficace, con una consistente ristrutturazione e un riallestimento globale. Il museo è struttura di notevole rilevanza in ambito nazionale e internazionale, poiché raccoglie e conserva un patrimonio storico-artistico di enorme pregio e valore, è una preziosa testimonianza del cantiere del Duomo giunta fino ai giorni nostri”.

    E proseguendo evidenzia come “C’è una ricca varietà di materiale esposto: sculture, anteli di vetrata, dipinti, arazzi, ricami, bozzetti in terracotta e imponenti modelli architettonici. Queste opere coprono un arco cronologico, che va dal XV al XX secolo. Nel tesoro della cattedrale sono inseriti anche oggetti più antichi, come dittici eburnei del V-IX secolo, creazioni di raffinata oreficeria, smalti e sbalzi del XVI-XVII secolo. E’ quindi possibile tracciare un pezzo di storia di un popolo, che si è protratta simbolicamente al presente e si proietta nel futuro”.

  • Evento imperdibile con protagonista Katia Ricciarelli: “Altro di me” in scena al Pala Banco di Brescia

    Venerdì 21 Marzo la straordinaria Katia Ricciarelli, soprano d’eccellenza nonché straordinaria attrice, sarà protagonista di uno spettacolo che ha già riscosso numerosi successi nell’anno appena trascorso, con un ricco tour italiano. “Altro di me” sarà a breve in scena presso il prestigioso Teatro del Pala Banco di Brescia, che ospita grandi personaggi del panorama artistico e culturale, grazie all’organizzazione della Free Event di Manerbio (BS) in collaborazione con Agenzia Promoter.

    Lo show si presenta come un vero e proprio spettacolo teatrale e musicale, una commedia ricca di racconti ed emozioni, che alterna episodi di vita a brani di lirica tratti da conosciutissime opere impeccabilmente interpretate.

    Accanto alla “voce più bella d’Italia” il noto tenore Francesco Zingariello, gli straordinari musicisti de “Il Canto della Vita” e un corpo di ballo d’eccezione, che doneranno al pubblico emozioni uniche, con il loro talento e la loro energia.

    Lo spettacolo nasce dal libro scritto dalla stessa Ricciarelli, dal titolo “Altro di me non saprei narrare”, la cui produzione teatrale è stata resa possibile dal grande Maurizio Costanzo, personaggio che ha fatto la storia della televisione, ed Enrico Vaime, che hanno proposto l’idea al regista Marco Mattolini. Già il libro preannunciava un grande successo, con una prefazione del Dott. Vittorio Sgarbi che è un vero grande elogio alla cantante dalle doti divine e che anche questa volta avrà sicuramente un trionfo di pubblico e stampa.