Tag: affitti Milano

  • Trovare la casa giusta? Una vera impresa

    Trovare la casa giusta ormai è una vera impresa e la colpa non è certo legata alla mancanza della domanda né alla scarsità della richiesta. Tuttavia trovare un punto d’incontro tra chi offre e chi chiede è spesso troppo complicato; se anche a voi è capitato di avere a che fare con annunci simili ad “affitti Milano” o “affitti Roma”, o di vagliare attentamente centinaia di proposte relative a case in vendita prima di prendere la decisione finale, sapete di cosa stiamo parlando. Tralasciando le motivazioni economiche legate alla crisi, che per la loro complessità e per il grande impatto avuto nel mercato immobiliare meriterebbero di essere trattate separatamente, i problemi nella compravendita sono dovuti anche a cause differenti. Facciamo l’esempio dei classici quotidiani locali che riportano occasioni e offerte per tutte le tasche. Il grande vantaggio di questi annunci è che si ha la possibilità di contattare direttamente i privati proprietari dell’immobile, tagliando così le spese supplementari che sia in caso di affitto (di solito pari ad una mensilità) sia in caso di vendita (qui le cifre oscillano mediamente tra il 2% e il 5% del valore dell’immobile) sono dovute alla figura del mediatore come provvigione. Però non sempre questi annunci sono aggiornati nel modo dovuto; capita così di dover sprecare tempo e denaro facendo telefonate per immobili già venduti o affittati da tempo. Anche per questo motivo sono sempre di più gli italiani che si affidano al mercato immobiliare online, più immediato e facile da consultare e da aggiornare. Fate attenzione però; a prescindere dal posto in cui avete trovato il vostro annuncio è sempre bene effettuare minuziosi controlli presso l’immobile, al fine di evitare spiacevoli sorprese quando ormai è troppo tardi.

  • Lombardia, fondo per aiutare i nuclei familiari di 4 persone

    Milano e provincia hanno messo in piedi un progetto di “fondo sostegno affitti Milano e dintorni”. Fino al 20 Ottobre è possibile depositare presso il comune di residenza la domanda di accesso ai contributi regionali. È un progetto che ha lo scopo di offrire supporto ai cittadini con residenza ed abitazione principale in un comune lombardo, detentori e titolari di un contratto di locazione valido e registrato e relativo a un alloggio non di lusso e con una superficie utile netta interna non superiore a 110 metri quadrati. Progetto indirizzato a una famiglie con un nucleo composto di quattro persone. A chi viene offerta questa possibilità? Oltre agli italiani e agli europei comunitari possono partecipare a questo bando anche tutte quelle persone che sono in possesso di carta o permesso di soggiorno almeno biennale, che svolgono una regolare attività lavorativa (anche se si tratta di un lavoro autonomo e non continuativo) e che vivono da almeno dieci anni in Italia e da cinque in Lombardia.
    Oltre a queste condizioni appena elencate ne esistono delle altre :

    I richiedenti devono comunicare nella dichiarazione Irpef di aver beneficiato della detrazione spettante per il canone di locazione ;

    Il reddito Isee – Fsa del nucleo familiare non deve superare i 12.911 euro ;

    Nessuno dei componenti del nucleo familiare, interessato al benefit, deve essere proprietario o godere di un altro diritto reale su un alloggio adeguato in Lombardia ;

    Nessuno dei componenti del nucleo familiare, interessato al benefit, deve aver ottenuto un alloggio realizzato con contributi pubblici ;

    Nessuno dei componenti del nucleo familiare, interessato al benefit, deve aver usufruito di finanziamenti agevolati concessi dallo Stato o da enti pubblici.

    Detto questo va ricordato il termine ultimo che è il 20 Ottobre 2010; il bando è riscontrabile sul sito della regione Lombardia.

    Affitti Mila

  • Coabitazione affollata : studenti, precari e soggetti al primo lavoro

    La comune prassi degli studenti fuori sede è quella dell’affitto. Affittare una casa, magari con tre oppure quattro stanze, altrettanti letti. Ecco come funziona solitamente per gli studenti : cercare una coabitazione affollata in modo da ripartire le spese dell’affitto soprattutto nel caso in cui lo Ateneo sia lontano dal proprio comune di residenza o addirittura fuori sede. E’ questa la prassi comune per chi studia all’università, ma rispetto al passato, vuoi perché i redditi sono quelli che sono, vuoi perché i prezzi degli affitti in molte zone d’Italia, come affitti Milano, hanno raggiunto prezzi stellari. I prezzi stellari adesso vengono combattuti con l’antidoto della convivenza affollata. Vivere in tanti sotto uno stesso tetto vuol dire dividere tutti i costi a partire dall’affitto, ad andare alle bollette fino ad arrivare alle spese della spesa. Un costo da pagare da solo rispetto a uno da pagare diviso tre oppure quattro fa la sua sostanziale differenza. E questo fenomeno della casa in condivisione è in costante crescita. Questo nuovo stile di vita ricorda, anzi ha come esempio di base, il telefilm newyorkese “Friends”. Questo fenomeno non tocca più solo le vite e le tasche degli studenti, ma adesso sta iniziando a prendere piede pure tra le persone alla loro prima occupazione, e persone non più giovani che hanno un reddito troppo basso per vivere da “single” in un’abitazione. Allora oltre alla popolazione studentesca, l’esercito dei precari si trova gioco forza costretto a adottare questa soluzione abitativa per poter sbarcare il lunario. Le prime città in cui è giunto tale fenomeno e si è consolidato immediatamente e con successo sono Milano e Roma.

  • La cedola secca in arrivo sugli affitti 2011

    I cambiamenti in arrivo nel 2011 per chi affitta. A Gennaio entrerà in vigore la cedolare punisci evasori. Gli affitti verranno tassati sempre nella stessa maniera, con lo stesso meccanismo da anni in vigore per gli interessi dei Bot e dei Btp anche se l’ aliquota verrà leggermente alzata dal 12,5% al 20&. Questa grande novità interessa soprattutto chi ha investito sul mattone.

    Dal 2011 i redditi da locazione, come affitti Milano, saranno tassati con un’aliquota fissa del 20%, invece che con le normali aliquote progressive dell’ Irpef che vanno dal 23 al 43%. La cedolare secca ingloberà l’Irpef, l’addizionale regionale e quella comunale (sempre se prevista), oltre all’imposta di bollo sulla registrazione del contratto di affitto; sarà assorbita anche l’imposta di registro ma solo per i contratti concordati, quelli stipulati secondo le intese territoriali tra associazioni dei proprietari e degli inquilini.

    Questa cedolare secca viene accompagnata anche da un inasprimento delle sanzioni per chi non registra i contratti. Il decreto legislativo, che per ora è ancora in forma di bozza e diventerà operativo dopo il parere consultivo del Parlamento, contiene un diabolico sistema di dissuasione all’ evasione fiscale. Qualora un contratto non venga registrato o venga registrato per una somma inferiore a quella reale, il canone sarà computato in tre volte la rendita catastale annua. Questa accezione significherebbe, soprattutto per le grandi città, che il proprietario riceverebbe in media da un terzo a un quinto rispetto al valore di mercato.


  • 2011 e il cambio di rotta degli affitti

    Anno nuovo, vita nuovo soprattutto in campo di affitti. Dal 1° Gennaio 2011 entrerà in la cedola secca. La cedola secca è un’imposta unica che prenderà il posto di tutte le tasse che gravitano sul mondo degli affitti. Su tutti i contratti di affitto si potrà pagare un’imposta fissa del 20% sul canone invece che sottoporre il canone stesso all’Irpef, tale imposta fissa verrà poi sommata con gli altri redditi. Questa è proprio la convenienza : poter usufruire di una tassazione più vantaggiosa ed inferiore, sottoponendosi ad una aliquota unica del 20% anziché tassarla almeno al 23%, attualmente l’aliquota fiscale più bassa e cioè quella di chi produce un reddito inferiore a 15 mila euro annui. Questa nuova ed agevole tassazione introdotta recentemente dal Governo è stata vagliata con lo scopo di scoraggiare gli affitti in nero. Il governo spera di ridurre i contratti i di locazione in nero in modo da contrastare l’evasione al fisco. Di conseguenza, sempre per combattere il mercato nero degli affitti, il governo ha deciso di aumentate anche le sanzioni per la mancata tassazione dei contratti di locazione : nel caso in cui avvenga un ammanco nella registrazione dei contatti, saranno previste sanzioni fino a 2.000, 00 euro per omessa dichiarazione e sanzioni fino al 400% della maggiore imposta nei casi di dichiarazioni in misura inferiore.

    Le grandi città e i piccoli paesi sono pronti per questa svolta che giungerà con l’anno nuovo; i lavori sono in corso tanto che si stanno già effettuando le modifiche sui contratti di affitti Milano, Roma, Bologna, Napoli,ecc.. e l’ Agenzia delle Entrate sta mettendo a punto le istruzioni con le rispettive procedure da seguire.