Tag: affitti di Milano

  • Milano capitale dei temporary shop

    I temporary shops, chiamati anche pop-up shops, sono quei negozi che vengono affittati per brevi periodi e che solitamente offrono prodotti monomarca.

    Questi negozi transitori sono arrivati in Italia, dopo che ne era già stato collaudato il successo all’estero, USA in primis, nel 2007 e hanno preso piede particolarmente a Milano, sempre sensibile alle nuove tendenze, soprattutto se remunerative.

    Pare infatti che l’appetibilità di questa soluzione per le aziende stia in due fattori fondamentali: da un lato lo scavalcamento dell’ostacolo del caro affitti di Milano, che, con i canoni attuali, significherebbe un’importante voce di uscita; dall’altro una forte azione di fidelizzazione al brand, cioè il marchio di ciò che viene temporaneamente venduto.

    Il meccanismo psicologico che fa sì che chi entri nel negozio (senza necessariamente fare acquisti) si imprima nella mente un giudizio estremamente favorevole sull’azienda locataria, è quello dell’impressione di partecipare a un evento straordinario, del quale molti non faranno esperienza. E’ l’idea del “io c’ero”, del poter destare l’interesse e/o l’invidia altrui per il fatto di essere stati presenti in uno spazio/tempo privilegiato.

    Al negozio viene applicata la formula, e l’aura attrattiva, delle temporary exhibitions dei grandi musei, dove il pubblico aggiunge, al piacere della fruizione artistica, la soddisfazione per aver preso parte ad una manifestazione forse irripetibile e si lancia sul museum shop per acquistare delle testimonianze di questa sua privilegiata presenza.

  • Grave la situazione per gli inquilini di Milano

    Il quadro della situazione degli affitti di Milano è davvero desolante: circa 18 mila famiglie in graduatoria per un alloggio pubblico, 11.200 con sfratto esecutivo, di cui 5500 per morosità, altre 11 mila che nel 2009 hanno richiesto il contributo di affitto, 125 mila giovani che non possono uscire dal proprio nucleo familiare perché non possono permettersi una casa, 50mila studenti fuori sede e un canone di affitto medio che in città si aggira sui 1400 euro mensili per 80 mq. Questi dati sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa del Sunia/Cgil di Milano, nel corso della quale si è dato l’allarme per la presenza di “un’area di disagio rappresentata da famiglie che hanno i requisiti per un alloggio pubblico, ma alle quali l’esiguità del comparto di edilizia residenziale pubblica non riesce a dare risposta, né il fondo sociale può sostenere” e di una seconda area di disagio “rappresentata da famiglie che non hanno i requisiti per un alloggio pubblico, ma per le quali non c’è compatibilità con gli attuali canoni del mercato privato”.

    La soluzione di quest’emergenza abitativa non sta, secondo Franco Chiriaco, segretario generale del Sunia, nell’applicazione dell’ormai nota “cedolare secca”, che egli valuta come ” un grosso regalo ai proprietari con aliquote Irpef elevate, senza alcuna contropartita sulla riduzione degli affitti che oggi raggiungono livelli insopportabili”.

    E’ auspicabile che qualcosa venga fatto presto per abbassare i canoni di locazione a livelli accessibili, perché le file alle mense dei poveri si stanno allungando per il contributo di quelli che vengono chiamati “i nuovi poveri”, nel disinteresse di chi preferisce occuparsi di case a Montecarlo e villone ad Antigua.

  • Il problema del “nero” a Milano

    Sappiamo tutti quanto sia diffuso e – obtorto collo – accettato il fenomeno degli affitti in nero.

    Per uno studente universitario, per un precario, per un immigrato gli affitti di Milano non possono che significare affitti in nero. Questa forma di locazione illegale significa, dalla parte di chi dà in affitto l’alloggio, risparmio sulle tasse dovute, e dalla parte dell’inquilino, assoluta mancanza di garanzie.

    In realtà dovrebbe essere conveniente anche per il proprietario registrare un contratto legalmente, in quanto si troverebbe tutelato rispetto alla regolarità dei pagamenti e ad eventuali danni che l’inquilino dovesse provocare all’immobile, ma la paura del verificarsi di queste eventualità viene superata dal desiderio di maggiori introiti.

    L’amministrazione comunale di Milano ha calcolato che si dovrebbero poter recuperare circa 50 milioni di euro con la nuova cedolare secca, la tassazione del 20% sul reddito prodotto dall’affitto che sostituirà l’addizionale Irpef e le imposte di registro e bollo.

    L’assessore alla casa del Comune di Milano Gianni Verga afferma che, per combattere la locazione in nero, oltre alla cedolare secca “potrebbe rivelarsi utile la formazione di agenzie per l’affitto per favorire l’accesso al mercato della locazione alle famiglie in condizioni di emergenza abitativa e per svolgere un ruolo di garante, offrendo garanzie ai proprietari degli immobili che affittano a soggetti individuati dai Comuni. Bisogna creare agevolazioni fiscali per gli immobili affittati a canone moderato e per ridurre l’evasione fiscale è necessario introdurre forme di pagamento dei canoni di locazione attraverso bonifico o assegno bancario”.

  • Affitti per i fuori sede a Milano, qualche dritta per risparmiare

    Gli studenti che vogliano frequentare l’università a Milano rimangono delusi non appena si rendono conto di quanto siano alti gli affitti di Milano. I prezzi delle locazioni si aggirano sui 500 euro per una stanza in un appartamento da condividere e sui 300 per un posto letto in una camera per due persone.
    Agli affitti così salati si aggiunge la speculazione dei proprietari che spesso, oltre ad affittare in nero, riempiono le stanze di letti, arrivando ad eliminare il soggiorno pur di ricavare dello spazio a pagamento.
    Lo spazio angusto non è l’unico problema di queste abitazioni, molto spesso si riscontrano gravi carenze dal punto di vista igienico e della sicurezza come macchie di muffa, cavi elettrici che penzolano dalle pareti, animali domestici invadenti.
    La spesa per le famiglie degli studenti, se all’affitto si sommano i costi per libri, trasporti, cibo, è ingente.
    Qualche possibilità di risparmio, tuttavia, esiste. Alcuni atenei mettono a disposizione alloggi a costi contenuti e nei Collegi Universitari è possibile trovare dei posti letto a tariffe ragionevoli, 20 euro a notte o 400 al mese in camera doppia e 450 per una singola. Pare, inoltre, che cercando bene si possano trovare anche delle famiglie che ospitano studenti in cambio di un aiuto domestico o baby sitting. Interessante anche l’iniziativa dell’associazione “Meglio Milano” che con il progetto “Prendi in casa uno studente” combinano la necessità di alloggio degli studenti col bisogno di compagnia o di piccoli aiuti di persone anziane (autosufficienti).

  • ATTENZIONE agli affitti abusivi o in nero!

    Uno dei problemi degli affitti di Milano risiede negli atti abusivi e negli affitti in nero. Il mese di Settembre è iniziato solo da qualche giorno e già si sono verificati due sfratti di abusivi dalle case popolari a Milano. Lo ha comunicato il vicesindaco con delega alla Sicurezza Riccardo De Corato dichiarando : “Il primo escomio e’ avvenuto in via Pascarella, all’interno di un bilocale occupato da una coppia di italiani con due minori; il secondo in via Ferreri, in un appartamento occupato da tre fratelli italiani tra i 30 e i 40 anni, che vivevano in condizioni igieniche precarie e senza corrente elettrica”. Lo sfratto è stato effettuato dalla Polizia Locale e dai Carabinieri, l’operazione è durata tutta una giornata. Le forze dell’ordine hanno tenuto una linea di fermezza che fosse in grado di tutelare i cittadini onesti dagli abusivi. L’Aler, che si dedica allo studio dei servizi e della gestione immobiliare, ha riportato dati abbastanza allarmanti : 209 alloggi sgomberati dal 1 Giugno 2010 al 20 Agosto 2010.

    Essere in grado di capire se ciò che ci viene offerto è una bufala oppure no, capire se chi ci parla e ci offre un bene o un servizio stia parlando onestamente o stia cercando solo di imbrogliarci non è facile perché molte persone hanno affinato bene il dono della parole tanto da usare la parola solo per raggirare la gente. Sono quelle persone che vivono cercando di ingannare tutti pensando di agire in modo furbo. Sperare di non essere truffati è sempre una soluzione buona ma il consiglio che viene dato da esperti nel settore è quello di non fermarsi mai davanti alla prima offerta che sembra essere buona ma vagliarne sempre un numero cospicuo.


  • Affittare casa attraverso il progetto “adotta un nonno”

    Settembre e’ il mese della ripresa dei corsi universitari e di conseguenza logica ricomincia la corsa alla ricerca delle case o delle camere in affitto da parte degli studenti fuori sede. I ragazzi viaggiano per le città in lungo e in largo ed osservano tutti i muri, le fermate degli autobus, i lampioni della luce, le bacheche di annunci per strada alla ricerca dell’offerta migliore, che faccia al caso suo e delle sue esigenze. Una valida alternativa a tutto questo è internet. Esistono tanti siti internet in cui è possibile trovare offerte di affitto per case o camere singole o doppie. Una novità spicca tra gli annunci in rete e recita così : “Cerco camera a prezzi modici presso signora anziana in cambio di accompagnamento e aiuto per faccende domestiche”. È praticamente un’iniziativa denominata “adottata un nonno” che è stata progettata e a cui hanno aderito la maggior parte delle città italiane. Questo progetto è riferito ai giovani universitari fuori sede e nasce con lo scopo di risparmiare in quanto il progetto “adotta un anziano” prevede la coabitazione con persone anziane sole per ottenere un canone d’affitto più conveniente, in cambio dell’impegno a sbrigare faccende domestiche e commissioni.” Questa soluzione conveniente e dall’ elevato senso sociale emerge nel panorama della ricerca di camere in affitti di Milano potrebbe portare a buoni frutti e di conseguenza si innesterebbe uno scambio sociale ed etico : aiutare un anziano in cambio di una camera da letto a prezzi moderati. Questa soluzione alleggerirebbe le tasche degli italiani sia degli studenti che dei loro genitori, un piccolo aiuto ad una persona anziana lascia sempre poi un insegnamento etico importante.

  • I vantaggi della cedolare secca 2011 sugli affitti

    L’affitti di Milano non peserà più sul reddito dal 1° gennaio 2011. Con l’inizio del prossimo anno sui contratti di locazione i proprietari di immobili affittati pagheranno un’imposta fissa del 20%. Questa tassa prenderà il posto dell’Irpef, delle imposte addizionali, e anche dell’imposta di bollo e di registro. Questo progetto innovativo è stato denominato cedolare secca. Il vantaggio della cedolare sta soprattutto nel fatto che il reddito derivante dalla locazione non si sommerà agli altri redditi e quindi verrà tassato con un’aliquota inferiore a quelle ordinarie. Mentre attualmente, infatti, l’aliquota Irpef più bassa è del 23% per chi guadagna meno di 15mila euro all’anno. A salire, ovviamente, per redditi più alti.

    La cedolare secca viene proposta come qualcosa di facoltativo e decidere di scegliere la tassazione ordinaria se la si ritiene più conveniente. La scelta di non aver resa obbligatoria la cedolare secca ha un intento di base ben specifico e cioè rilanciare gli investimenti immobiliari e far emergere i contratti in nero anche nel settore turistico, dove non sussiste l’obbligo di registrazioni dei contratti per i brevi periodi. Va detto anche che il provvedimento della cedolare è limitato agli immobili ad uso abitativo, così come è corretta la previsione di un inasprimento delle sanzioni per coloro che evadono il fisco.

    Per chi continuerà ad affittare in nero pagherà una sanzione ben delimitata in quanto le sanzioni per la mancata dichiarazione dei redditi da locazione aumenteranno del 100% (fino a un massimo di 2.000 euro) in caso di omessa dichiarazione fino al 400% della maggiore imposta dovuta in caso di redditi dichiarati in misura inferiore.


  • Docente gay, niente affitto!

    Sei un gay in Italia, allora sappi che non avrai vita facile soprattutto se cerchi casa in affitti di Milano.
    L’Italia sui gay prevede dei divieti :
    – Nessun diritto ad alcun tipo di unione civile con il partner;
    – Nessuna tutela in quanto a discriminazioni .
    In aggiunta a queste due evidenze se ne è aggiunta una terza : accesso difficile, quasi negato, all’affitto di un’abitazione ed esempio è Massimo Frana. Egli è un docente di un istituto superiore romano in cerca di un appartamento in affitto. Era convinto di essere riuscito a prendere in affitto da lui visitato ma il sogno è svanito in fretta nel momento in cui ha dichiarato la sua omosessualità alla padrona di casa. Conseguenza di ciò : il docente è stato costretto a lasciare l’ abitazione prima del previsto in quanto la padrona di casa, un avvocato in pensione, avrebbe dichiarato di negare da tempo l’affitto a “immigrati e gay“.
    L’Arcigay, appena entrato a conoscenza della vicenda, si è messo in contatto con il docente omano dichiarandogli la propria solidarietà e mostrando allo stesso tempo un giustificato sconcerto. Massimo Frana è stato intervistato da tutti i giornali di stampa nazionale ed ha reso noto i particolari di quanto accaduto: “La proprietaria mi ha anche rimproverato per averle fatto perdere del tempo, sostenendo che nel condominio ‘non avrebbero capito certe cose’. Ho perdonato la signora, ma spero si renda conto della cattiveria delle sue parole e della violenza del suo atteggiamento. Sono preoccupato all’idea che vi possa essere un intero condominio che rifiuta le persone gay, secondo quanto ha insistito a ripetere. Da dieci anni insegno ai miei alunni a essere aperti e rispettosi di ogni diversità, vista come valore che arricchisce, e devo dire che i giovani dimostrano spesso di saper dare risposte positive ed equilibrate sul tema dell’integrazione e dell’accoglienza dell’altro”.

  • I prezzi e le zone più richieste..in affitto!

    Settembre, esplode la ricerca di case in affitti di Milano. La coabitazione non e’ più solo un’esigenza per studenti. Precari, persone al primo lavoro e single non più giovani. Per queste persone condividere un appartamento e’ una necessità, un’esigenza impellente per combattere la crisi che tocca da vicino il loro portafoglio. Questo boom delle convivenza in affitto ha dati ben chiari sui soggetti; come detto antecedentemente sono precari, persone al primo lavoro o studenti dai 24/25 anni in su e cercano stanze in affitto solitamente nel centro delle città in quanto hanno tutto a portata di mano. Vivere nella limitrofa periferia è, a livello economico, più dispendioso in quanto necessiterebbero ulteriori spese come abbonamento ad autobus o a treno. Nel capoluogo lombardo il prezzo medio di una stanza singola e’ di 460 euro al mese, rispetto ai 443 euro della capitale. A Roma le zone più costose Prati (525 euro), Parioli (520 euro) e Cassia Flaminia (510 euro), ma e’ il centro storico (10,8%) il più attraente dei quartieri, davanti a Nomentano-San Lorenzo (9,8%) e il quartiere Parioli che raccoglie l’8,8% delle ricerche degli utenti. Mentrea Milano si spende di più per il centro storico (555 euro), seguito da Garibaldi-Porta Venezia (518 euro) e Fiera-De angeli (504 euro). Il quartiere più economico a Milano, così come nella maggior parte delle grandi città, e’ il quartiere universitario; a Milano il quartiere universitario della Bicocca con 392 euro di media al mese. Tra i quartieri dove la domanda di appartamenti in coabitazione e’ particolarmente elevata spiccano Garibaldi-Porta Venezia con il 17,4% delle ricerche degli utenti e dei Navigli-Bocconi con 17,1%.


  • Affittare casa & il mercato degli affari in nero

    Agli inizi del mese di Settembre il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di finanza di Trapani ha scoperto, a San Vito Lo Capo, un’ingente evasione nel settore degli affari immobiliari. È stato scovato il traffico di una società di mediazione immobiliare, a gestione familiare, che dava in affitto, per l’intera stagione estiva, immobili propri o di terzi. Il danno stava nel fatto che tali appartamenti venivano dati in affitto senza contratto e che la società ometteva di dichiarare al fisco buona parte degli introiti derivanti dalle locazioni. L’attività della polizia tributaria ha evidenziato i modi in cui la società provveda a dichiarare al fisco solo una minima parte degli affitti legati agli immobili di proprietà; mentre, per quelli di terzi, operava in totale evasione di imposta. L’attività della polizia tributaria è stata sorretta ed appoggiata dalla guardia di finanza che ha permesso lo svolgimento di indagini finanziarie sui conti correnti bancari dei soci.

    L’attività della società si svolgeva in tale maniera : prima dell’inizio della stagione estiva, alcuni residenti di San Vito Lo Capo, mettevano a disposizione della suddetta società i loro immobili che erano destinati all’esser dati in affitto; in realtà questi immobili venivano poi dati in affitto in nero ai villeggianti. Quando ricevevano il corrispettivo in denaro, i proprietari della società non lo dichiaravano mai come canone di locazione, tanto meno come provvigione da parte della società di mediazione immobiliare.

    Questo è solo un piccolo esempio di affitti illegali o in nero. Queste vicissitudini non accadono solo durante i periodi estivi e in riferimento ad appartamenti di villeggiatura. Un’ illegalità di questo genere avviene anche per gli affitti di Milano in case comune e da tutti i giorni e non di villeggiatura.