Tag: affitti di Milano

  • I padri separati & gli alloggi e i servizi della Caritas

    Tra le tante case a Milano che si possono incontrare tra le diverse vie della Capitale dell’Industria, abbiamo scoperto una cosa eclatante : case per i padri separati. Una casa di 110 metri quadri che è simbolo di speranza e sinonimo di rifugio per coloro che hanno perso famiglia e ogni certezza quotidiana. È un luogo in cui poter ricominciare, in cui poter ritrovare, piano piano, la normalità. Questi 110 metri quadri non sono solo un alloggio ma rappresentano anche un luogo in cui poter ricevere sostegno emotivo ed assistenza legale. Questo appartamento di 110 mq è composto da due stanze da letto, una cucina, un salotto, bagno e un locale studio che sarà destinato all’ufficio degli operatori; può ospitare fino un massimo di cinque persone selezionate dalla Caritas e con apporto servizi sociali. Queste case di sostegno hanno un valore che si aggira intorno a 200 euro mensili per un massimo di 6 mesi.

    L’iniziativa è stata sostenuta dalla Caritas Ambrosiana in zona città a Studi; iniziativa che prende il via dopo aver effettuato una panoramica tra le famiglie separate ed aver notato che il fenomeno dei padri separati senza un alloggio è in via di diffusione. Una realtà emergente che è stata sempre trascurata e per questo, solo nel Milanese, il numero dei padri separati che si ritrovano senza una casa si aggira intorno a 50 mila persone. Questa panoramica è stata effettuata dalla Caritas nel momento in cui aveva iniziato a verificare che ai suoi sportelli di ascolto del centro italiani e stranieri aumentavano sempre di più le persone in crisi matrimoniale che chiedevano aiuto: schiere di uomini separati, con un lavoro, ma sempre più in difficoltà a far quadrare conti e bisogni. Questi alloggi che la Caritas offre a questi uomini sono anche luoghi in cui gli uomini possono e riescono ad incontrare i propri figli e con loro trascorrere del tempo.

    Ulteriori informazioni : affitti di Milano


  • Affitti & Regione Lombardia

    Una ventata di sollievo arriva nelle case dei milanesi e provincia ed è portata dal governatore Formigoni e dall’assessore comunale Zambetti. Saranno aggiunti 1500 o 200 euro al sostegno per gli affitti di Milano e provincie lombarde. Tutti coloro che hanno persone il lavoro oppure sono stati messi in mobilità o ancora sottoposti a sfratto ma che, in qualunque caso, pagano un affitto regolare beneficeranno anche per il 2011 del contributo straordinario per il sostegno degli affitti.

    La giunta regionale lombarda ha stanziato ulteriori cinque milioni di euro per un totale di 55 milioni di euro che saranno utilizzati per sostenere i cassaintegrati. Per ottenere tale contributo straordinario non è necessario partecipare ad un bando in quanto il sostegno economico non si basa su una graduatoria ma è a sportello. Questo vuol dire che basta recuperare la domanda per il contributo, compilarla e presentarla negli appositi sportelli. Importante è sapere, per tutti coloro che fossero interessati, che le domande possono essere presentate fino ad esaurimento delle risorse disponibili e liquidate in ordine cronologico di presentazione.

    Questa è un’azione molto importante in quanto mostra quanto la regione Lombardia sia vicina ai suoi cittadini e ai problemi, sociali ed economici – lavorativi, che li toccano.

    Questi problemi legati al pagamento dell’ affitto, soprattutto per coloro che vivono nelle grandi metropoli di Milano, nascono in quanto gli affitti sono molto elevati; basta pensare che per un bilocale si può arrivare a spendere anche 1000 euro al mese.


  • Famiglie disagiate ed affitti a Milano

    Milano è molto vicina ai suoi cittadini in difficoltà infatti il comune ha stanziato ben 2 milioni e mezzo per pagare gli affitti delle famiglie disagiate. Lo scopo di questo finanziamento è sostenere ben 20 mila nuclei familiari e gli affitti di Milano. A firmare tale delibera è stato l’assessore comunale di Milano Gianni Verga. Nel 2009 vennero stanziati solo 1 milione e mezzo di euro e oggi la cifra è stata aumentata per accrescere il numero di famiglie da poter aiutare. Il bando per godere degli aiuti è stato chiuso ad Ottobre 2010 con un risultato di 900 richieste tra cui il 40% erano italiane e il 60% straniere.

    Per ottenere questo sussidio è necessario detenere dei requisiti che sono l’essere titolare di un contratto d’affitto a canone sociale e essere in regola coi pagamenti, chi ha già goduto dell’agevolazione del 2009. Letizia Moratti, sindaco di Milano, ha affermato che “ il contributo sarà di 200 euro all’anno che copre l’80 per cento del reddito complessivo, fissato a 240 euro. Ovviamente, al crescere del valore Isee e quindi per i redditi più elevati, avrà una minore incidenza”. Tutto questo viene fatto per andare in aiuto ai cittadini difficoltosi. Come Milano anche Bologna è stata vicino ai suoi cittadini in questi anni di crisi abbassando i prezzi degli affitti.

    Altre città si sono mobilitate per i propri residenti aiutandoli a sopravvivere alla crisi economica che dal 2008 si è abbattuta sul mondo colpendo a macchia di leopardo, chi più prepotentemente chi più lievemente.

  • L’andamento 2010 degli affitti italiani

    All’inizio della settimana il centro studi di Solo Affitti ha diffuso, a Milano, i risultati degli studi svolti sui primi sei mesi del 2010. La realtà che esce da queste analisi è un’Italia a macchia di leopardo per quanto riguarda i canoni delle locazioni : città dove si sono verificate flessioni a due cifre rispetto al 2009 e altre città in cui gli inquilini hanno dovuto stringere la cinghia e i denti per sopravvivere. Tra queste ultime la città che apre la filale prime è Cagliari con una flessione del – 10,7%, seguita da Genova con un – 8,3% e poi Napoli con il suo – 7,5%. Gli aumenti degli affitti sono stati registrati ad Ancona con un + 5,2%, Trento con il + 4,1% e Roma con un + 3,6%. Lo stesso risultato della Capitale si è verificato sugli affitti di Milano.

    Lo studio di Solo Affitti rivela che in Italia, in tutto l’arco del 2010, si è verificato un abbassamento medio dei canoni di locazione dell’1,9% anche se il mercato della locazione mostra, in linea generale, un trend di stabilità nei capoluoghi di regione italiani. Solo le zone di pregio hanno visto un calo dei contratti.

    In ultima analisi va detto che gli italiani scelgono la soluzione dell’affitto in ambito casa non per necessità ma per scelta propria. Chi sceglie per volontà l’affitto, in grandi città sono, per il 22% giovani coppie senza figli, per il 20% i single, per il 16,5% famiglie con figli, per il 14,8% gli extracomunitari e infine per il 10,4% i lavoratori precari. Se rientri tra queste categorie e hai urgenza di trovare una casa in affitto ma non hai tempo per girare le agenzie immobiliari, allora connettiti ad internet e utilizza affitti + nome della città di interesse ( esempio affitti Milano) come parola chiave per la tua navigazione interattiva.


  • L’impatto della cedolare secca sugli affitti di Milano

    Agli inizi del 2010 si parlava di cedolare secca. Molti si sono chiesti cosa fosse e quando sarebbe entrata in vigore. La cedolare secca è lo strumento grazie al quale di pagheranno gli affitti dal 2011, sui quali sarà imposta un aliquota del 25%. Questo tributo è volontario e contiene le imposte di bollo e le imposte di registro che si pagano da sempre sui contratti di locazione. Il pagamento della cedolare secca è previsto con le stesse date della dichiarazione dei redditi.

    Questa nuova aliquota avrà impatto zero sugli affitti di Milano, a dichiararlo è Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e vice presidente di Confedilizia. Le testuali parole di Clerici sono state “la cedolare secca già non era prevista per la gran parte delle locazioni in essere nella nostra città. Ora, rinviare al 2014, salve proroghe e modifiche, l’applicazione della normativa per i contratti liberi equivale a vanificarne totalmente l’effetto. Nella forma che sta assumendo in questi ultimi giorni, si dovrebbe applicare solo ai contratti di locazione abitativa agevolati stipulati dalle persone fisiche: esclusi quindi i contratti abitativi liberi, quelli ad uso diverso, come negozi, uffici e studi professionali, e quelli stipulati dalle persone giuridiche ”.

    Sopra riportata c’è la reazione di Clerici in quanto è stato uno dei personaggi che più si è esposto ed ha esplicato la sua teoria e il suo pensiero a riguardo della cedolare secca. È uno dei personaggi che con più forza ha fatto conoscere a tutti il suo parere.

    Detto ciò va ricordato che Milano resta, dopo Roma, la città con gli affitti più alti ma con una domanda comunque elevata. Cercare casa a Milano adesso è facile in quanto il web ha milioni di risposte alla parola chiave affitti Milano.

  • Affitti : i risultati delle principali città italiane

    Solo Affitti e Nomisma, continuando nella loro collaborazione, e continuano a portare risultati e statistiche. Questa volta viene presentata un’analisi fatta sugli affitti di Milano, Roma, Bologna e altri capoluoghi di provincia.
    Il mercato delle abitazioni mostra un trend stabile per quanto riguarda la domanda, l’offerta e i contratti stipulati durante i primi sei mesi del 2010. Un dislivello esiste però : la stabilità nelle offerte è maggiore nelle zone pregiate e centrali rispetto alle zone periferiche. È stato studiato a tavolino il canone medio delle locazioni dei capoluoghi italiani e il risultato è una media pari a 576 euro mensili. Il capoclassifica è Roma, con i suoi 1000 euro di affitti mensili, seguita in scia da Milano, Firenze e Venezia che hanno prezzi più verso la media mensile.
    Nomisma e Solo Affitti dopo aver definito la classifica delle città secondo il prezzo dell’affitto, hanno presentato anche altri risultati riguardanti altri due soggetti di inchiesta : tipologia di abitazione, profilo dei soggetti richiedenti. Nel primo caso la classifica delle tipologie di abitazioni risulta così :
    – i bilocali con il 40% del mercato;
    – i trilocali con il 28% ;
    – i monolocali con il 15% de4l mercato immobiliare;
    – I quadrilocali con il suo 12% della domanda.
    Nel caso invece dei profili dei richiedenti, la situazione si presenta così:
    – Il 22% degli affittuari è rappresentato da giovani coppie senza figli ;
    – il 20% è rappresentato dai single ;
    – il 16,5% dalle famiglie con i figli ;
    – il 14,8% dagli stranieri ;
    – il 10,4% dai lavoratori con contratto a tempo determinato.
    Ecco come si presenta lo stivale in campo di affari d’affitto nel 2010. Per qualsiasi informazione sugli affitti connetti alla rete web in cerca di affitti Milano oppure affitti Roma oppure…insomma digita affitti più il nome della tua città.

  • Aiuti economici per gli affitti e un nuovo quartiere popolare in arrivo a Milano

    Luogo : Milano. La giunta Moratti sta mettendo a punto un provvedimento legislativo per aiutare gli indigenti milanesi. Questo provvedimento prevede la ricezione, da parte di persone con disagi, di un contributo fisso che copre l’80% del canone d’affitto annuale. la giunta Moratti mette praticamente a disposizione due milioni e mezzo di euro per aiutare ventimila famiglie delle case popolari a pagare l’affitto. Questa normativa viene vista come un pacchetto anticrisi contro gli affitti di Milano e sembra segnare un ulteriore passo avanti nella direzione della città a misura di uomo. È un ulteriore passo avanti per raggiungere lo scopo che la Moratti si è prefissa quando si è candidata e cioè unificare sotto uno stesso “tetto idealista” una città costituita da anime diverse, da una città pluralista e multipla. Questo progetto – come affermato da “Il Giornale” – fa anche rima con la vivibilità e l’ accoglienza dei suoi cittadini, in altre parole il provvedimento punta diritto ala realizzazione dello social housing. Offrire un contributo fisso ai casi di maggior per la copertura degli affitti a Milano significa dare, alla società milanese, un’iniezione di fiducia. Iniettare fiducia soprattutto a quelle famiglie in regola con i pagamenti delle bollette ma che però si trovano ad affrontare il grande problema della crisi economica. Allo scopo di rispondere all’emergenza casa e garantire il mix sociale il Comune ha inoltre deciso di realizzare un nuovo quartiere popolare costituito da 325 nuovi appartamenti realizzati dal privato sociale che verranno posti in vendita o in affitto a canone moderato e convenzionato.

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  • Turisti “spennati” a Milano

    Quando si parla di prezzi elevati, le città italiane che si trovano alla testa delle classifiche sono più o meno sempre le stesse. Se gli affitti di Milano e Roma rendono queste città più care per i residenti, rispetto ad altri aspetti della vita quotidiana può capitare che siano diverse le città che ottengono il primato “negativo”. Se si parla di acqua, rifiuti, trasporti e così via, di volta in volta sono diverse le città che sottopongono i propri residenti a spese folli.

    Di certo Milano può vantare diversi primati in questo senso. Anzi, proprio recentemente uno studio internazionale ha dimostrato come sia la città più costosa per i turisti. La ricerca è stata condotta da Mercer Human Resource Consulting per l’edizione 2010 del suo studio. Milano è risultata a livello globale la metropoli turistica meno amica del portafoglio. Addirittura meno di Londra e Parigi, che figurano infatti al secondo e terzo posto.

    I parametri considerati per la graduatoria sono circa duecento e comprendono affitti, costo dei trasporti, ristorazione, servizi vari. Se tra le metropoli del turismo è tra le più care, nella classifica generale Milano diventa quindicesima, mentre prima è inaspettatamente Luanda, la capitale dell’Angola. Ma dà da pensare che se il capoluogo lombardo è al quindicesimo posto, l’ambitissima e splendida meta di New York figuri soltanto al ventisettesimo posto. Scavalcata da un’altra metropoli italiana, Roma. Insomma, per quanto riguarda l’offerta e l’appetibilità per gli stranieri, il nostro Paese ha ancora un po’ da lavorare.

  • Affitti, stangata per gli universitari fuori sede

    In base a una recente analisi che ha preso come modello il mondo universitario, il prezzo medio che una famiglia sostiene per mantenere i figli all’università, rispetto ai principali centri italiani, è pari a 650 euro al mese. Una spesa non da poco, se paragonata a uno stipendio medio mensile e alle spese che una famiglia, con universitario a carico o meno, si trova normalmente a sostenere. Tutto ciò si traduce spesso in soluzioni alternative, come la condivisione di un appartamento per ammortizzare i costi: un fenomeno assolutamente tipico nel mondo universitario, che ultimamente si sta estendendo anche ai lavoratori, soprattutto alle prime esperienze, in ragione degli stipendi non propriamente sostanziosi e dell’aumento considerevole dei prezzi immobiliari.

    Passando a un’analisi minuta del dato, gli affitti di Milano, ad esempio, si classificano al terzo posto con 780 euro mensili, posizionandosi dietro agli 800 euro di Venezia e agli 870 di Roma, che si conferma la città più cara d’Italia. Il prezzo medio è calcolato in riferimento a un bilocale di metratura compresa tra i 40 e i 60 metri quadri. Non una reggia dunque.

    Inoltre, alla spesa mensile legata all’affitto bisogna aggiungere tutta una serie di costi legata alla vita quotidiana, evidentemente differenti a seconda della città in cui si vive. A Napoli il prezzo medio di questo bilocale scende a 748 euro, mentre a Firenze si parla di circa 762 euro. Per chi voglia frequentare l’università, ma non spendere un patrimonio c’è Viterbo: con i suoi 453 euro al mese risulta infatti il centro universitario più economico d’Italia.

  • Commercianti infuriati per la nuova zona pedonale a Milano

    I commercianti milanesi che hanno l’attività nelle stradine intorno alla basilica di Sant’Ambrogio sono sul piede di guerra contro l’amministrazione comunale che intende rendere quell’area un’isola pedonale. Già strangolati dal problema del caro affitti di Milano, già vistisi ridotti i guadagni a causa della crisi, i negozianti si oppongono alla pedonalizzazione paventando un ulteriore contrazione dei loro affari.

    E’ già partita una raccolta di firme tra i titolari dei negozi e gli abitanti delle case della zona per dire no al progetto. La promotrice della petizione, Barbara Milani, dice: ” Qui rischiano di fallire negozi storici che sono un pezzo di Milano, impoverendo per sempre il tessuto della città. (…) Le limitazioni al carico-scarico tra le 10 e le 12 ci hanno già complicato le cose, adesso ci mancava solo questa. Io e i miei colleghi, con cui ho già parlato in questi giorni, siamo contrari all’isola ma, qualora fosse necessaria, chiediamo un’assemblea pubblica con il consiglio di zona per trovare soluzioni che accontentino tutti”.

    Ovunque in Italia si proceda a una pedonalizzazione, i commercianti insorgono furibondi, come se la gente facesse shopping in auto, alla maniera del drive through di certe paninerie. Al contrario, è proprio quando si va a piedi che si notano vetrine e negozi e magari si entra a curiosare e fare acquisti.

    Nel caso della zona di Sant’Ambrogio, poi, c’è da dire che c’è una fermata della linea 2 che sbuca proprio lì e che il passaggio degli studenti della Cattolica è costante. Inoltre, quand’anche uno fosse attratto da un negozio mentre ci passa accanto in macchina, la fatica di trovare un parcheggio potrebbe facilmente farlo desistere.

    Una soluzione per far accettare la pedonalizzazione ai commercianti potrebbe forse essere la concessione alla circolazione dei mezzi per le consegne dei fornitori.