Tag: affitti a Roma

  • Il progetto “Nonno House” a Roma, un alloggio alternativo per i fuori sede

    Peccato che sia dedicato solo a figli di dipendenti della pubblica amministrazione questo progetto dell”Inpdap, speriamo che trovi presto degli emulatori.

    “Nonno House” è un’iniziativa che coniuga le esigenze degli studenti universitari fuori sede, per i quali gli affitti a Roma significano normalmente lacrime e sangue, con il desiderio di compagnia (e, perché no, di arrotondamento della pensione) degli anziani.

    L’istituto di previdenza dei dipendenti pubblici ha stilato una lista di pensionati autosufficienti che aderiscono alla proposta le cui abitazioni soddisfano i requisiti stabiliti: una stanza, completa di letto, armadio, scrivania e sedia, ed un bagno ad uso esclusivo dello studente e una sala di utilizzo comune dove consumare i pasti.

    Il padrone di casa riceverà 200 euro dall’universitario e 300 dll’Inpdap a titolo di rimborso spese di luce, acqua, gas, internet, eccetera.

    Paolo Crescimbeni, presidente dell’Inpdap, spiega: “si concretizzano nell’avvicinamento di due generazioni con effetti positivi anche in termini di sollievo alla condizione di solitudine in cui si trovano molti anziani, ma anche nel sostegno economico ai pensionati e nella agevolazione ai giovani studenti in cerca di una abitazione a costi accessibili e sociali”.

    L’Istituto intende altresì espandere e rendere più accessibile l’attività dei convitti e dei collegi universitari, nei quali gli studenti, oltre a trovare un alloggio, possono partecipare ad varie attività, come danza, musica, teatro, informatica.

  • Federalismo & contratto di affitto

    La cedolare secca sugli affitti a Roma e’ il nuovo punto di partenza del Gov­erno per il fed­er­al­ismo fis­cale, per la piena autono­mia dei comuni.

    La cedolare secca altro non è che la tassa sulle entrate dal canone di locazione che il gov­erno vuole fis­sare al 23%. Per i proprietari di appartamenti, soprattutto per quelli con redditi più altri, è un’ottima in quanto l’imposta attuale si basa sull’aliquota mar­ginale Irpef cioè chi dichiara più di 75mila euro l’anno, dalla riforma otter­rebbe uno sconto supe­ri­ore al 50 per cento!

    Le prin­ci­pali dis­po­sizioni che saranno attuate grazie alla nuova imposta sos­ti­tutiva è del 20% sulle locazioni immo­bil­iari che dovranno essere introdotte dal provved­i­mento diret­to­ri­ale esplicitamente pre­visto dal terzo comma dell‘articolo 2 del decreto sul fed­er­al­ismo fiscale.

    Le prin­ci­pali novità fanno riferimento alla scelta del loca­tore di assoggettare l‘intero canone di locazione annuale alla nuova imposta sos­titutiva del 20%, dovrà essere mostrata nella dichiarazione dei red­diti con­giun­ta alla base imponi­bile di cal­colo della cedolare stessa e agli estremi di reg­is­trazione del con­tratto di locazione. Va detto inoltre che per i loca­tori che si avvalgono dell‘assistenza fis­cale da parte dei sos­ti­tuti d‘imposta, dei Caf e dei pro­fes­sionisti abilitati la nuova imposta sos­ti­tutiva sarà trat­tenuta dalle buste paga sec­ondo le dis­po­sizioni con­tenute nel decreto min­isteriale del 31 mag­gio 1999 n. 164.


  • 20 ragazzi in 4 stanze : appartamento abusivo sequestrato in riviera romagnola

    Appartamenti in affitto di Roma usati come tuguri. Roma è la capitale di questi scandali dato il numero di appartamenti abusivi sequestrati. L’ultimo caso invece si è svolto a Cervia. All’interno di un appartamento vivevano extracomunitari che pagavano 100 euro di affitto per posto letto. In quella casa vivevano in 20, dentro lo stesso appartamento di quattro stanze appena. Nei muri e tra i letti le forze dell’ordine hanno trovato blatte, formiche, e insetti infestanti, nonché cibo in avanzato stato di decomposizione lasciato anche dentro il frigorifero. Questo appartamento è stato posto sotto sequestro il 9 Settembre 2010 in via Bertoni nel pieno centro di Cervia. Gli inquilini erano tutti di origini bengalesi e vivevano stipati all’interno delle stanze, dove erano presenti trenta posti letto suddivisi in quattro camere, ognuna delle quali in uno stato igienico pessimo e “portatore di malattie”.

    Per quel piccolo tetto e minuscolo posto letto ogni ragazzo bengalese pagava 100 euro al mese di affitto ; questo affare fruttava al titolare del contratto di affitto, un bengalese di 38 anni, A.H., ben 2mila euro al mese ma che, alla fine, gli è costato la denuncia per aver favorito la permanenza sul territorio nazionale di cittadini clandestini, percependo anche somme di denaro.

    Gli stranieri per riuscire a pagare la rata mensile al proprietario si erano messi a vendere dei pupazzi di stoffa abusivamente per le strade; 420 pupazzi rinvenuti anche all’interno dell’appartamento dalle forze dell’Ordine. I venti ragazzi sono stati arrestati e l’Ausl si è recata sul posto per calcolare il rischio sanitario.