Tag: affitti a Roma

  • Trovare una casa in affitto

    Le possibili ragioni per cercare una casa in affitto sono molteplici. I ragazzi che si iscrivono in una università lontano dalla propria città di appartenenza, per esempio, hanno bisogno di un appoggio per la notte per seguire le lezioni e per non passare tutto il tempo su un treno che li porti avanti e indietro da casa alla facoltà. In questi casi si parla addirittura di una stanza, singola o condivisa con qualcuno, e non di un appartamento intero. Stessa sorte di questi tempi tocca anche ai lavoratori. Quando gli stipendi arrivano ad essere pari a quanto si richiede in certe grandi città per l’affitto di un appartamento, non rimane che cercare qualcuno con cui condividere le spese. Ma la necessità di vivere in affitto può anche riguardare chi non ha abbastanza soldi da parte per dare l’anticipo per l’acquisto di una casa e deve rimandare il fatidico momento a quando avrà risparmiato almeno un venti per cento del prezzo della dimora dei suoi sogni.

    In ogni caso cercando su internet è possibile scoprire una serie di offerte e fare facilmente il paragone tra l’entità degli affitti, le zone e il numero di stanze. Che stiate per cercare sul vostro motore di ricerca preferito “affitti a roma” oppure “affitti a Vercelli”, la possibilità di trovare un’occasione è sempre dietro l’angolo. Basta avere la pazienza di cercare sfruttando tutte le possibilità e i siti specializzati, in particolare è consigliabile utilizzare i siti che si concentrano sugli annunci della città interessata. Dopo questa prima fase la scelta è del tutto personale e dipenderà dalle vostre esigenze e dalla vostra capacità di adattamento.

  • Alla camera è stato presentato il decreto sul federalismo comunale

    Il Governo è giunto alla stretta finale per quanto riguarda il decreto del federalismo municipale riguardante il fisco comunale. Il 18 Gennaio 2011 il ministro Roberto Calderoli ha portato in commissione bicamerale le proposte di modifica al provvedimento alle quali ha lavorato ed ecco il decreto, a grandi somme, con le relative modifiche :

    Riordino TARSU E IRPEF comunale e cioè riordino della tariffa sui rifiuti in base al criterio di composizione familiare ;

    Eliminazione IMU su trasferimenti ma non sul possesso;

    Tassa di soggiorno che sarà graduata in base alla classificazione della struttura ricettiva;

    I tempi per il fondo di riequilibrio sono più stretti e vengono passati da cinque a tre anni e terrà conto anche del numero di residenti di ciascun ente;

    Si cerca di eliminare il problema delle case fantasma attraverso un decreto anti evasione. Le sanzioni pagate sulle case fantasma saranno incassate dai comuni nei quali si trova l’immobile;

    Due aliquote nuove che altro non sono che la cedolare secca sugli affitti : l’aliquota dei canoni concordati è al 20% mentre quella per i canoni liberi è del 23% ed è un modo per dare un vantaggio fiscale alle famiglie con figli a carico;

    Bonus affitto famiglie con figli : Gli affitti a canone libero verrebbero tassati al 23% e il 3% del gettito riscosso sarà destinato in favore delle famiglie del locatario prima casa con figli a carico.

    Per maggiori informazioni : affitti a Roma


  • Roma e i pagamenti dei canoni di locuzione del 2008

    Per il Natale 2010 dei romani è in arrivo una tormenta di neve fiscale ed economica. Sotto tutti gli alberi dei cittadini romani arrivano le somme relative al contributo per gli affitti a Roma dell’anno 2008. La comunicazione arriva direttamente dall’assessorato case del comune che dopo si è battuto, attraverso mobilitazioni sindacali, per la salvaguardia dei diritti dei cittadini che avevano risposto al bando per il buono casa. Durante queste manifestazioni di protesta si è cercato di dimostrare che i cittadini erano in possesso dei requisiti necessari per ottenere gli aiuti economici previsti. Hanno partecipato a questa “lotta” anche i sindacati Sunia, Sicet, Uniat-Uil e Feder.Casa che hanno affermato essere“ inaccettabile il ritardo con cui si provvede ad espletare una procedura che dovrebbe essere contestuale al pagamento di canoni di locazione ” e, allo stesso tempo, hanno contestato la cancellazione del aiuto economico previsto dalla finanziaria prevista dal Governo. Finanziaria che avrebbe dovuto stanziare 33 milioni di euro per l’interno territorio nazionale senza tenere conto del fatto che, solo a Roma, sarebbero necessitati ben 24 milioni per pagare i contributi relativi all’anno 2008. L’unica nota positiva, afferma il sindacato Unione Inquilini, è che nei primi giorni di Dicembre è giunta la notizia che il contributo affitto alle 13.000 famiglie romane aventi diritto, sarà erogato entro Natale. Le verifiche di tale comunicazione ovviamente sono incorso.

  • Roma tra sfratti e affitti

    Roma oltre ad essere la capitale degli affitti alti è anche considerata la capitale degli sfratti. Questo dato è emerso durante la presentazione della guida di Sant’Egidio “Dove mangiare, dormire, lavarsi”; è stato dichiarato che Roma è la città con il maggior numero di sfratti all’attivo tra i capoluoghi italiani con più di un milione di nuclei familiari ( 1 su 191 ). La maggior motivazione per le quale le famiglie vengono sfrattate è la morosità. Questo dato è stato dichiarato valido e legale in quanto è stato definito dall’ Osservatorio sugli sfratti del Ministero dell’Interno.

    Secondo la comunità di Sant’Egidio però le misure di sostegno adottate dal comune capitolino per gli affitti a Roma non sono riuscita a proteggere tutti i cittadini in difficoltà ma giusto una minima parta e ciò è dimostrato anche dal fatto che ogni giorno in Italia vengono sfrattate all’incirca 200 famiglie di cui 28 residenti nella Capitale.

    A fronte di ciò va detto che ha influito anche un altro fenomeno e cioè quello dell’aumento dei proprietari che è stato causa di molte difficoltà. Basti pensare che dal 2001 al 2009 il numero dei proprietari di case è aumentato del 75% e da 666.984 si è passati a 900 mila. Questo trend ha comportato l’aumento degli affittuari e la conseguenza sofferenza bancaria soprattutto negli ultimi due anni in cui i portafogli degli italiani sono stati affranti dalla crisi economica.

    Ora la situazione piano piano sta risalendo e se anche il tuo portafoglio ricomincia a stare bene e tu cerchi una casa allora connettiti al web e vai alle ricerca di affitti Roma, la keyword che ti permette di accedere al mondo immobiliare nei motori di ricerca.


  • L’affitto in Italia, percentuale bassa rispetto alla media europea

    L’Italia vede calare i canoni di locazione in linea generale ma Roma e Milano continuano a tenere alta la bandiera degli affitti cari. Gli affitti a Roma continuano a crescere ogni anno che passa; nel 2010 è stata registrata una crescita del 3,6% rispetto al 2009. Crescita che ha portato un affittuario a pagare un bilocale nella Capitale ben 1050 euro al mese.

    In linea generale in Italia si registrano dei cali nei canoni di affitto e un esempio ne sono le seguenti città :

    Cagliari con il 10,7% ;

    Genova con l’8,3% ;

    Napoli con il 7,6% ;

    Bari con il 6,6% ;

    Bologna con il 6% .

    Per quanto riguarda le scelte di locazione va detto che la maggior parte ricade sui bilocali che a loro volta sono seguiti da un 28 % di trilocali, da un 20 % di monolocali e solo pochi ( 12 % ) invece dirotta la sua scelta su un quadrilocale. Invece per quanto riguarda le caratteristiche socio-demografiche di coloro che preferiscono il pagamento di un affitto a quello di un mutuo, per ragioni personali e varie, vengono presentati dallo studio Nomisma tali dati :

    22% sono giovani coppie senza figli e questo è un dato molto rilevato a Roma, Bari, Potenza e Campobasso ;

    20% sono famiglie con figli ;

    14,8% sono extracomunitari e la loro presenza è molto rilevata a Milano (26,7%), Venezia (25%), e Firenze (22%) .

    Mettendo questi dati del Bel Paese con quelli europei emerge un fatto saliente : la percentuale delle famiglie che vive in affitto, e di conseguenza non è proprietaria di un immobile, è bassa rispetto alla media dei paesi dell’unione Europea : 18,9% dell’Italia contro il 35% della media europea.


  • A Roma la metà degli affitti è in nero

    I contratti di locazione a Roma non sono registrati in almeno la metà dei casi. Il problema degli affitti a Roma comprende vari aspetti, dal canone in progressiva crescita alla carenza di alloggi (nonostante molti immobili in realtà siano sfitti), ma quello del “nero” è un fenomeno dilagante, e non solo a Roma.

    La Guardia di Finanza sta lavorando alacremente per far emergere l’evasione. Il comando provinciale di Roma segue metodi diversi, come controlli incrociati fra il titolare di un’utenza come telefono o gas e il nome e il domicilio del proprietario dell’immobile. Negli ultimi tre anni questi controlli hanno fruttato 22,7 milioni di euro dal recupero di quanto dovuto al fisco e dalle sanzioni.

    Le situazioni più difficili da individuare sono quelle nelle quali il contratto di locazione è sì registrato, ma per un valore inferiore all’effettivo, di modo che una parte del canone, versata in contanti, sfugge al fisco.

    Il Comune di Roma ha adottato una misura per convincere i proprietari a stipulare contratti regolari, si tratta dell’aumento del 3 per mille dell’Ici per quegli immobili che risultino sfitti da più di due anni.

    Pietro Pietrolucci, presidente di Confedilizia Roma, invece smorza le aspettative sulla cedolare secca, che dovrebbe entrare in vigore dal prossimo anno e dichiara al Sole24Ore: ” è possibile che diminuendo la tassazione sugli affitti possano perdere peso anche le eventuali motivazioni per restare in nero. Ma la verità è che chi è abituato a evadere totalmente le tasse è difficilmente recuperabile”.

  • Inaugurato il nuovo campus a Tor Vergata

    Lo scorso 20 ottobre è stato inaugurato dal sindaco di Roma Alemanno e dal presidente della Provincia Zingaretti il nuovo “Campus X” (dove la X sta per Experience) di Tor Vergata.

    L’area era stata scelta nel 2005 dall’allora sindaco Veltroni, destinandovi i servizi all’Università, la città dello sport di Calatrava e nuove fermate dei mezzi pubblici.

    Il complesso si articola in alloggi, spazi comuni e servizi come minimarket, ristorante, area fitness, auditorium – il tutto molto colorato e dotato di ampi spazi verdi.

    Non tutto è ancora pronto, ma, per la parte residenziale, è già possibile prenotare, anche se ci sarà una graduatoria.

    Il campus riaccende le speranze di molti universitari alle prese col problema del caro affitti a Roma, anche se i posti saranno, a progetto ultimato, 1.500, a fronte dei 14.000 studenti fuori sede.

    I costi, infatti, saranno da una media di 350 euro per una singola (la cifra varia a seconda del piano in cui si trova la stanza), ai 330 a testa nelle doppie semplici, ai 370 per le ampie doppie in posizione angolare. Comunque almeno la metà di quel che normalmente un fuori sede si trova a dover spendere a Roma. Inoltre, a differenza di molti alloggi spogli in cui gli studenti devono alloggiare, al campus gli appartamenti sono dotati di servizi e comfort: soggiorno, cucina, microonde, frigo, wi-fi gratuito, divanetto, lavanderia a gettoni.

    Il sindaco Alemanno, molto soddisfatto, ha commentato: ” Roma deve essere un grande centro internazionale di formazione e cultura e tutte le università della città devono avere questa propensione abitativa”.

  • Botteghe in fuga dal centro di Roma

    Continua l’abbandono del centro di Roma da parte delle botteghe artigiane e dei vecchi negozi, dato che non muta la situazione degli affitti a Roma, che è ormai al di fuori della portata del commercio ordinario. Infatti, gli immobili lasciati sfitti dai negozianti d’un tempo vengono occupati da una pletora di negozi per turisti e da locali di ristorazione e mescita che si rivolgono ad un pubblico composto sia di turisti, sia di giovani a caccia di locali dove consumare il rito dell’aperitivo. Un’altra tipologia di commercio che non viene espulso, ma anzi prospera nel centro della capitale, è quello degli articoli di lusso, a cominciare dal vestiario firmato dalle grandi griffes.

    Se il caro affitti è la causa “storica” della chiusura delle botteghe nel centro della capitale, in questi ultimi due anni si è aggiunta anche la crisi economica che ha fatto stringere i cordoni della borsa ai clienti, quindi i negozianti vedono, da un lato, aumentare le spese e, dall’altro, ridurre le entrate.

    Come nel comparto delle locazioni residenziali, anche nel caso degli affitti commerciali è schizzato verso l’alto il numero degli sfratti per morosità.

    Oltre alla scomparsa dei cari vecchi piccoli negozi, che naturalmente implicano un numero elevato di licenziamenti del personale dipendente, la conseguenza macroscopica, che riguarda non solo Roma, ma ormai tante città d’arte, è la trasformazione del centro. Esso non è più luogo di ritrovo dei cittadini, ma diventa uno spazio destinato alla fruizione da parte dei turisti, perdendo, in questo modo, la sua personalità unica e diventando uguale al centro di tante altre città: stessi negozi, stessi bar, stessi panini.

  • 13.000 famiglie romane in ansia per il contributo d’affitto

    Pare che la precarietà stia diventando il tratto caratteristico dei più importanti ambiti della nostra vita: non solo il lavoro, ma anche l’abitazione fa vivere gli italiani nell’incertezza di quel che il futuro ha in serbo per loro.

    La grave crisi economica che stiamo attraversando rende, o rischia di rendere, morose tante famiglie che vivono in case in affitto.

    La situazione degli affitti a Roma è tra le più gravi: è di pochi giorni fa la notizia che circa 13mila famiglie romane rischiano di trovarsi in stato di morosità per l’incertezza che ancora avvolge il contributo all’affitto relativo ai fondi stanziati per l’anno 2008, pure se in possesso dei requisiti e presenti nella graduatoria.

    Cgil, Cisl, Uil e i sindacati degli inquilini Sunia, Sicet, Uniat-Uil “nell’informare l’opinione pubblica e soprattutto le famiglie interessate del pericolo incombente su di loro, pretendono una convocazione immediata da parte del Comune di Roma e della Regione Lazio, sia per rimettere in moto immediatamente la distribuzione dei contributi dovuti e attesi sia per intraprendere, finalmente, un confronto concreto sulle misure necessarie ad affrontare l’emergenza abitativa (contributo all’affitto compreso) in modo da predisporre interventi mirati a realizzare politiche abitative capaci di incidere effettivamente sulle esigenze di tutto il territorio di Roma e del Lazio, abbandonando, una volta per tutte, lo sterile e irreale rincorrersi di annunci mirabolanti quanto regolarmente disattesi sulla realizzazione di migliaia di alloggi popolari o privati a canoni accessibili per tutti”.

  • A Roma il primato degli sfratti

    Il diritto alla casa, tema della “Giornata mondiale dell’habitat” istituita dall’Onu per il 4 ottobre, è riconosciuto dalla costituzione di molte nazioni (Belgio, Spagna, Grecia, Portogallo, Finlandia, Olanda, Svezia), ma viene violato sempre più spesso: in Europa 70 milioni di persone sono in difficoltà in relazione all’abitazione.

    La situazione degli affitti a Roma è la più colpita dagli sfratti: nel 2009 sono stati 8.729, il 78% dei quali per morosità.

    “Le attuali offerte del mercato privato – affermano i sindacati degli inquilini di Roma e Lazio – sono incompatibili con le condizioni di reddito delle famiglie, soprattutto nei grandi centri dove più del 75% di queste percepisce un reddito inferiore a 20mila euro. Esiste un’area di disagio rappresentata da famiglie che hanno i requisiti per un alloggio pubblico, ma alle quali l’esiguità del comparto non riesce a dare risposta, né il fondo sociale le può sostenere; altre famiglie non hanno tali requisiti, ma per loro non c’è compatibilità con gli attuali canoni del mercato privato”.

    Angelo Fascetti, che sostiene i Comitati degli inquilini, in un intervento a Radio Città Aperta ha detto che: “(…) una moratoria è sempre più necessaria a garantire il diritto alla casa per chi lo sta perdendo, in quanto non in grado di sopportare il caro affitti e impossibilitato ad opzionare l’appartamento dove risiede od onorare le rate di mutui divenute insostenibili”.

    Diverse manifestazioni sono state organizzate a Roma per ribadire il diritto alla casa e per protestare contro il cosiddetto “social housing”, voluto dal governo, che utilizza finanziamenti privati ed aree pubbliche per – sostengono i manifestanti – continuare a cementificare avvalendosi strumentalmente dell’emergenza abitativa, invece di incrementare l’edilizia popolare.