Categoria: Eventi

  • Mimmo Liguoro (in)canta al Salotto delle 6

    Il giornalista napoletano, già in passato gradito ospite della rassegna di Pasquale Bottone, si è esibito in un One Man Show sui generis: “L’Italia raccontata dalle canzoni” è stata l’occasione per ripercorrere le vicende del Belpaese attraverso la storia della canzone italiana, rivelatasi la vera protagonista della serata. La sorpresa, poi, è venuta direttamente dal pubblico: non solo numerosissimo, ma talmente coinvolto e partecipe da cantare assieme a Liguoro, peraltro molto intonato, i motivi più belli e conosciuti del nostro patrimonio musicale.

    Distinzione necessaria, attacca Liguoro, quella tra la musica classica, legata ai ricordi più profondi, e le canzonette, intese in generale come elemento secondario ma correttamente definite da Eugenio Scalfari “custodi della memoria, il più perfetto contenitore di volti, luoghi, vicende, amori: una biografia della persona”. Le canzoni come segnali di memoria, legate al passaggio delle epoche storiche, come un susseguirsi delle stagioni.

    Dalle villanelle, forme corali di argomento agreste, apparse inizialmente a Napoli poi divenute fenomeno europeo, alla canzone monodica con voce e strumenti musicali.

    Liguoro si sofferma sulla nota “Michelemmà”, che compare nel “Carosello Napoletano” di Giannini. La prima canzone napoletana, conosciuta dal 1660, tra i cui interpreti figura Roberto De Simone, tratta di una invasione dei Saraceni nella capitale del Sud e Liguoro ne percorre con dovizia di particolari la storia: dal falso operato da Salvatore Di Giacomo per far risalire il testo alla scrittura di Salvator Rosa, al significato ancora incerto del titolo e all’ipotesi che la tarantella sia un inno ad una fanciulla nata ad Ischia, e quindi all’isola.

    Ciò che colpisce dell’approccio di Liguoro è la capacità di integrare in modo gradevolissimo l’esegesi e la storia di testi e musica con una narrazione mai pesante, arricchita da toni sempre pacati e attenti agli umori del pubblico, continuamente stimolato da Liguoro a intervenire intonando.

    È la volta poi di “Santa Lucia”, la prima canzone italiana moderna, trascritta da Cottrau e divenuta un successo all’estero. Seguono “Te voglio bene assaje”, “Addio mia bella Napoli”, “E spingole francese”, “Funiculì Funiculà”, “O sole mio”, accompagnate dal costante canto dell’allegro pubblico.

    L’Ottocento secolo d’oro della canzone napoletana, che esplodeva ogni anno nella festa di Piedigrotta: Libero Bovio, Roberto Bracco, Ernesto Murolo, Ferdinando Russo, Rocco Galdieri, Giovanni Capurro, Salvatore Di Giacomo e la finestrella di “Marechiaro”, Salvatore Gambardella, De Curtis e Nicolardi.

    Un accenno a Petrolini e alla canzone romana – da “Come te posso ama’” a “Affaccete Nunziata” –, sicuramente presente in quantità minore rispetto alla napoletana, e un tuffo nella Prima Mondiale con la “Canzone del Piave” di E.A. Mario, inno nazionale dal 1943 al 1946, e le canzoni di protesta di fine guerra come “Gorizia”, che narravano della difficile vita dei soldati.

    Dalla patria allo spettacolo: la figura della sciantosa, intrigante e ammaliatrice, legata a un’immagine peccaminosa della donna, contrariamente a ciò che avveniva Oltralpe.
    Lina Cavalieri e Maria Ciampi, che inventò la “mossa”, il tramonto della sciantosa e il successo delle interpreti nel varietà. Ancora: tabarin, rivista e sceneggiata, da fine Ottocento agli anni tristi della guerra.

    Il 1932 anno del primo festival di Sanremo, in realtà Festival partenopeo di canti, tradizione e costumi, e qui Liguoro non nasconde un certo campanilismo. La fine degli anni Trenta con la rivalutazione della campagna nelle canzoni – “Amor di pastorello”, “Reginella campagnola” – e la Seconda Mondiale: “Lili Marleen” trasmessa da Radio Belgrado ogni sera alla stessa ora, osteggiata da Goebbels, malinconica e struggente, in breve tempo cantata da tutti, quasi una liturgia, lontana dallo spirito marziale del guerriero, vicina troppo vicina all’uomo, tanto da indebolire il soldato.

    Le parodie del Duce, “Il tamburo principale della banda d’Affori”, e i figli della guerra, “Tammurriata nera”.

    Dalle marce militari a una sorridente marcetta di speranza: “Dove sta Zazà”, che nasce in un momento difficile e fa impazzire la gente oppressa da anni dal conflitto armato, un fenomeno epocale con valore catartico. Tra gli interpreti Aldo Tarantino e Nino Taranto, ma Liguoro insiste sull’interpretazione intimista, splendida, di Gabriella Ferri, che ha saputo donarle toni esistenzialisti, una personale intensa riflessione sul malessere.

    Qui si ferma Liguoro, a furor di popolo il pubblico chiede che il racconto vada avanti, ma l’orario non lo permette. “La seconda puntata nella prossima edizione” è la promessa di Bottone.

    Lasciamo la canzone che ha cantato la realtà collettiva e attendiamo la canzone cantautoriale, espressione di singole sensibilità e individualità, una per tutte Luigi Tenco.

    L’appuntamento è al prossimo anno, i ringraziamenti vanno a Unindustria, alla Provincia, alla biblioteca, ai collaboratori, alla caparbia tenacia di Paolo Pelliccia e alla sua incredibile capacità innovativa.

  • Pasquale Bottone presenta a Napoli “Non rompete i castelli di sabbia”

    Napoli. Martedì 26 giugno alle ore 18.30 si terrà la presentazione del libro “Non rompete i castelli di sabbia” del giornalista Pasquale Bottone, all’interno della rassegna “Poetè – ciclo di letture poetiche (e non solo) infuse di teina” presso il Salottino del Chiaja Hotel De Charme in via Chiaja, 216.


    Il volumetto di Bottone, edito da Sette Città, è la improbabile narrazione delle vicende di due amici, Joe Carmelo Villoso e Fedro Maria Guardaspada, che, stanchi della loro monotona vita di istruttori di sirtaki di scuola Theodorakis, entrambi a corto di assegni familiari e di carte di credito ricaricabili, decidono di regalarsi un anno di vacanza in giro per il mondo, con lo scopo di allontanarsi dai disagi di una opprimente quotidianità verso imprecisate, ma stuzzicanti mete…

    Con la prefazione del noto giornalista tv Mimmo Liguoro e la postfazione di Piero Gaffuri, direttore di rai.it, “Non rompete i castelli di sabbia” si delinea come un romanzo corrosivo, esilarante, dalla lettura godibile e spassosa, una vera e propria metafora dell’assurdo che sembra voler ritrovare ordine, come ha suggerito Vittorio Castelnuovo, curatore di Millepagine per Rai.tv, nel suo sembrare una canzone: un libro con un suo canone musicale dal punto di vista ritmico, cosa che dobbiamo sicuramente aspettarci da un critico musicale come Pasquale Bottone.

    Martedì 26 giugno, ore 18.30

    “Non rompete i castelli di sabbia” di Pasquale Bottone

    Salottino del Chiaja Hotel De Charme
    via Chiaja 216, Napoli

    Letture a cura di Cinzia Cordella
    Coordina l’incontro Claudio Finelli

  • INAUGURAZIONE RAM SERRAMENTI, Lecco 16.03.2012

    RAM serramenti, azienda leader nel territorio lecchese presenta la nuova sede e spazioso showroom in provincia di Lecco.
    La nuova struttura, collocata a Civate in Via Provinciale 43, è stata inaugurata il 16 Marzo 2012 riscontrando un notevole successo grazie all’ampia affluenza non solo di esperti e professionisti nel campo dei serramenti, ma anche di visitatori che hanno visionato e toccato con mano l’ampia esposizione con le ultime novità del settore. Il nuovo showroom dispone di oltre 1.000 mq, spazio interamente riservato all’esposizione di porte, finestre e serramenti delle migliori marche sul mercato, oltre al magazzino e agli uffici. RAM non si dimentica di nessuno: ha infatti pensato anche ai più piccoli, realizzando, all’interno dello showroom, un area bimbi, dove potranno rimanere in assenza dei genitori mentre quest’ultimi visitano e scelgono i migliori serramenti che rispondono alle loro esigenze. RAM serramenti opera in Italia e più precisamente in Lombardia, nelle provincie di Lecco e di Como, in Brianza, Valsassina e in tutte le zone del Lario.

  • L’ESTATE AI GIARDINI DI SISSI

    Merano, giugno 2012 –Tra le novità quella riservata ai gourmand, che saranno allettati dai “Menù delle radici”: ricette ideate ed eseguite con maestria dallo chef Markus Ebner dello Schlossgarten, ristorante con terrazza panoramica e vista mozzafiato sul rigoglioso universo botanico dei Giardini e le montagne del gruppo Tessa. La creatività dello chef si concentrerà sull’utilizzo di tuberi e radici: patate, manioca, carote, topinambur, cipolle, zenzero e aglio e i menù saranno diversi di stagione in stagione. Nelle ricette gli ingredienti principe saranno il cavolo e sedano rapa, patate dolci Yam, ravanelli, rape rosse e bianche. Esse trarranno ispirazione sia dalla cucina naturale che dalla tradizione popolare altoatesina. Un’esperienza totalizzante per i cinque sensi, che accompagnerà il tema della mostra “Radici, tuberi & Co. – Il prodigioso mondo invisibile”, aperta per tutta la stagione. Zuppe e contorni, dolci, variegate insalate e salse non mancheranno di stupire gli ospiti in cerca di una cucina sana e naturale, che nutra il corpo e la mente.

    “Trauttmansdorff di sera” sono gli eventi che propongono i Giardini di Trauttmansdorff di Merano nei venerdì estivi. Musica e specialità gastronomiche, per soddisfare tutti i gusti. Quest’estate i Giardini di Sissi resteranno aperti anche fino alle 23.00, per poter accogliere i visitatori in veste inedita. Al calar del sole l’atmosfera si fa suggestiva e inebriante e, sullo scenario strepitoso del parco, verranno organizzati, eventi di prim’ordine: dalle visite guidate serali, dj set, cocktail in giardino presso il favoloso Laghetto delle ninfee e cene esclusive al ristorante Schlossgarten o al Café delle palme.

    Appuntamento degno di nota è anche l’aperitivo lungo con musica dal vivo che viene servito in un’atmosfera rilassata al Cafè delle palme nella suggestiva cornice del Laghetto delle ninfee. Ai Giardini di Sissi a Merano, nei venerdì di giugno, luglio e agosto, i visitatori possono entrare al parco con tariffa serale ridotta di 6 euro a persona, per godere dell’appagante atmosfera nelle sere d’estate.

    Info Giardini: www.trauttmansdorff.it

    I Giardini di Castel Trauttmansdorff, noti anche come i “Giardini di Sissi”, si trovano ai margini orientali della città di Merano (Alto Adige) e presentano in un anfiteatro naturale oltre 80 ambienti botanici da tutto il mondo, diverse stazioni artistiche e sensoriali e svariati giardini a tema. Il Castel Trauttmansdorff, un tempo dimora di villeggiatura dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria, Sissi, oggi ospita un divertente “museo vivo”: il Museo provinciale del Turismo, ovvero Touriseum.

    I Giardini sono di proprietà della Provincia Autonoma di Bolzano e sono gestiti dal Centro di Sperimentazione Agraria e Forestale Laimburg. I Giardini di Castel Trauttmansdorff fanno parte del prestigioso network dei Grandi Giardini Italiani e sono partner del percorso culturale europeo “La Strada di Sissi”. Premiati come il “Parco più bello d’Italia” nel 2005 e come “Parco d’Europa nr. 6” nel 2006, i Giardini, la “meta turistica più amata dell’Alto Adige”, sono un’attrazione unica a livello mondiale grazie al loro connubio unico tra natura, cultura e arte.

    Ufficio Stampa:

    Serena Comunicazione S.r.l – Serena Aversano Tel. 0422 231169 [email protected]

  • Antonello De Pierro e Daniela Miniucchi a “Yoga Vip Tennis Vintage”


    La canonica manifestazione tennistica annuale, organizzata dal “Due Ponti Sporting Club”, ha visto trionfare Fausto Brizzi e Giuseppe Morrone

    Roma – Le vecchie racchette in legno sostituite, negli anni Ottanta, da quelle più tecnologiche in fibra, hanno, anche quest’anno, attirato tanti personaggi del mondo dello spettacolo e del giornalismo, che si sono ritrovati l’altro giorno nella Capitale, presso il Due Ponti Sporting Club. Il circolo di Emanuele e Pietro Tornaboni, una delle strutture più moderne della città, ospita ogni anno lo Yoga Vip Tennis Vintage, un appuntamento ormai classico ed imperdibile del tennis e della mondanità. I vip, schierati rigorosamente in completini bianchi, si sono dati battaglia sulla terra rossa, imitando i grandi campioni dei “Gesti Bianchi”, a volte anche rischiando la brutta figura perché il ritorno alle vecchie racchette in legno, dopo l’utilizzo di quelle moderne, è davvero difficile.

    Puntuali al sorteggio si sono presentati Fabrizio Rocca, Pino Capua, Lisa Marzoli, Leonardo Metalli, Alberto Mandolesi, Gianguido Baldi, Giacomo Crosa, Paco Rizzo, Marcelo Fuentes, Massimo Giuliani, Filippo Merola, Gianluca Giugliarelli, Tony Santagata, Max Parodi, Edoardo Guarnera, Attilio Romita, Rocco Tolfa, Giuseppe Morrone, Fausto Brizzi, Claudio Corinaldesi, Gino Santercole, Valentina Bianco, Pietro Suber, Roberta Beta, Luca Capuano, Luca Sevardi, Marco Nardo, Roberto Menichini, Floriana Secondi, Alex Nuccetelli, Vincent Candela, Fabrizio Tropiano, Ninni Bruschetta, Veronica Voto, Antonella Piperno e Sebastiano Somma.

    Presente anche Roberta Beltrame, campionessa degli anni ’60, doppista compagna della Lazzarino e sette volte campionessa italiana di doppio, che ogni anno onora con la sua presenza questo evento.

    In semifinale, il regista Fausto Brizzi in coppia con l’attore Giuseppe Morrone ha eliminato i due attori Sebastiano Somma e Ninni Bruschetta; nell’altra semifinale, Veronica Voto di Sky Tg24 e Paco Rizzo hanno perso con Alex Nuccetelli e Vincent Candela, che anche con la racchetta ha fatto vedere grandi cose come quando calcava i campi di calcio. In finale, però, nulla ha potuto di fronte al duo Brizzi e Morrone, anche perché il secondo è stato un ottimo tennista di seconda categoria.

    Dopo aver incrociato le racchette, la lunga e faticosa giornata si è conclusa con la cena di premiazione, a cui hanno preso parte, oltre ai partecipanti, tanti amici che non giocano ma che sono intervenuti per applaudire i vincitori. Infatti, per la gioia dei tanti professionisti dei flash a raffica presenti non è stato difficile scorgere, aggirandosi fra i tavoli, molti altri volti noti, oltre a quelli già citati.

    Ed ecco campeggiare lo charme di donne avvenenti come Simona e Fiamma Izzo, Samuela Sardo, Eleonora Brigliadori, Janet De Nardis, Nathalie Caldonazzo e Barbara Livi. Particolare interesse ha suscitato il fascino esotico della bella e brava Cecilia Gayle. E ancora, tra le rappresentanti del gentil sesso, un’appesantita ma sempre bellissima Demetra Hampton, Angelica Livraghi, Flavia Frazzi, Elisabetta Rocchetti, Francesca De Grimani, Carlotta Mannu, Flavia Vento, Roberta Garcia e la bellezza ormai sfiorita diSamantha de Grenet, apparsa nettamente fuori forma nonostante il tentativo di mascherare l’inesorabile declino fisico con la fasciatura di un grazioso abitino succinto da teenager e il calzare un paio di splendide scarpe con tacchi altissimi.

    Eccezionale attenzione ha prodotto l’arrivo del giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it e già direttore responsabile e voce storica di Radio Roma, nonché presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, accompagnato dall’incantevole inviata di Rai 2 Daniela Miniucchi. I due si sono aggirati tra i tavoli imbanditi per salutare i tanti amici presenti, prima di prendere posto a quello loro riservato. Emozionante il lungo abbraccio tra De Pierro e Toni Santagata, legati da una vecchia amicizia che li ha spinti a soffermarsi in conversazione per diverso tempo.

    Presenti inoltre Raimondo Todaro, Massimo Ciavarro, Daniele Pecci, Francesco Giuffrida, Luigi Contu, Fabrizio Ferragni, il direttore delle Relazioni Esterne e Cerimoniale della Polizia di Stato Maurizio Masciopinto e il presidente del XX Municipio Gianni Giacomini.

    Emanuele Tornaboni, da buon padrone di casa, ha condotto la premiazione, con la sua innata verve di presentatore, salutando tutti gli amici che si sono susseguiti sul palco. Particolarmente simpatico il “siparietto” tra Simona Izzo e Filippo Merola, che ha allietato la bellissima serata estiva con le sue note. Fantastica anche l’esibizione di Cecilia Gayle che ha eseguito Corazon Espinado di Carlos Santana.

    Guest Event è stata la mostra “Il Made in Italy nel Tennis” allestita all’interno del circolo dal noto collezionista e storiografo del tennis Salvatore Sodano, che ha esposto più di 40 modelli di racchette dell’azienda Castle, ritenute vere e propri gioielli dagli “intenditori”.

    (Foto di Marco Nardo)

  • ALLA XXIII EDIZIONE DI MUSICULTURA FESTIVAL VINCE LA CANZONE D’AUTORE ABBINATA AI VINI MARCHIGIANI

    Macerata, giugno 2012 – Nella splendida cornice del teatro Sferisterio di Macerata gremito di pubblico, con la riuscita conduzione di Fabrizio Frizzi e in diretta su Rai Radio 1, si è conclusa la XXIII edizione di Musicultura Festival, nota rassegna canora che ha visto trionfare la musica d’autore e le eccellenze della regione Marche. Durante la serata finale del 17 giugno, alla presenza di numerosi ospiti e artisti di fama internazionale, la giuria ha decretato il vincitore di questa XXIII edizione:un giovane gruppo della Val d’Aosta, i L’Orage a cui è stata abbinata la denominazione Esino Doc. Erano otto le denominazioni, Lacrima di Morro d’Alba Doc, Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc, Esino Doc, Colli Pesaresi Doc, Pergola Doc, Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg, Rosso Conero Doc e Conero Riserva, a rappresentare il meglio della produzione enologica marchigiana, che il consorzio IMT ha posto in abbinamento ad ogni brano, per rimarcare ancora una volta il riuscito connubio vino-musica.

    Un valore quello della kermesse maceratese – afferma il Presidente dell’IMT Gianfranco Garofoliche parte dalla musica ma va ben oltre – e continua – Musicultura ha saputo prendere il meglio di tutto e legarlo assieme”. Mentre Alberto Mazzoni, Direttore del consorzio vini, che intervistato da Fabrizio Frizzi durante la serata inaugurale ha dichiarato: “Continueremo a sostenere Musicultura Festival, perché vogliamo avvicinare i giovani al vino – e aggiunge – è nostro obiettivo sensibilizzare la coscienza di un target diverso, come quello dei giovani, per sviluppare in loro un’educazione alimentare: perché il vino và degustato e non bevuto”.

    Il progetto di sostenere la cultura per i produttori di vino marchigiani si tradurrà in una serie di attività legate al mondo dell’arte e della musica, con un impegno a lungo termine, nella prospettiva d’incrementare gradualmente iniziative legate al mondo culturale in generale. Attualmente l’Istituto Marchigiano di Tutela Vini conta 1050 soci che sono l’anima economica delle Marche e il punto di forza delle tradizioni e della cultura di questa regione. Con questi numeri importanti l’Istituto di tutela si prefigge di diventare ambasciatore in Italia e nel mondo della qualità di questa terra.

    www.imtdoc.it

    Ufficio stampa: Serena Comunicazione S.r.l – Serena Aversano – Tel. 0422.231169

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  • Francia e Italia girano il mondo per il franchising …

    Francia e Italia, rappresentate rispettivamente da Christophe Angleys, direttore di Franchise Expo Paris, e da Federico Fiorentini, Managing Director di BRD Consulting, hanno partecipato alle fiere del franchising di San Paolo e di New York che si sono tenute nel mese di Giugno, dopo aver preso parte, durante l’anno, a tutte le altre fiere del franchising nel mondo.

    Sono stati gli unici, infatti, presenti a tutte le fiere a livello internazionale dedicate alla formula del franchising.

    Ma è soprattutto da queste ultime due fiere, tenutesi rispettivamente dal 13 al 16 Giugno a San Paolo e dal 15 al 17 Giugno a New York, che riportano dati positivi sia sull’importanza di entrambe le fiere che sull’affluenza dei visitatori.

    Si sono mostrate, in effetti, come ottimi contenitori di opportunità di business per tutti i partecipanti.

    In particolare, ABF Franchising Expo (Brasile) si è rivelata nel 2012 la più grande fiera del franchising del mondo e, con i suoi 61.000 visitatori, ha superato anche i risultati raggiunti nel 2011. Promossa dall’Associazione Brasiliana del Franchising (ABF) e organizzata da BTS Informa Business, la manifestazione ha presentato diverse occasioni per coloro che desiderano aprire un’ attività in proprio.


    ABF Franchising Expo ha occupato uno spazio di 31.000 metri quadrati e ha visto la partecipazione di 400 marchi, di cui 71 nuovissimi.

    Anche l’International Franchise Expo (IFE – New York), che giunge alla 21esima edizione, ha visto la partecipazione di centinaia di marchi provenienti dagli Stati Uniti e da altri 80 Paesi nel mondo, e si sta allenando per competere con San Paolo … aspirando altresì ad essere la numero uno al mondo.

    Infatti, New York rappresenta la capitale del business nel mondo e l’organizzazione dell’IFE, ogni anno, lavorerà molto attivamente per incentivare questo punto, sostenendo gli imprenditori e stimolando l’innovazione.

    Per maggiori informazioni scrivete a [email protected]

    www.brdconsulting.it

  • Antonello De Pierro e Max Parodi a party per “Yoga Vip Tennis Vintage”


    La canonica manifestazione tennistica annuale, organizzata dal “Due Ponti Sporting Club”, ha visto trionfare Fausto Brizzi e Giuseppe Morrone

    Roma – Le vecchie racchette in legno sostituite, negli anni Ottanta, da quelle più tecnologiche in fibra, hanno, anche quest’anno, attirato tanti personaggi del mondo dello spettacolo e del giornalismo, che si sono ritrovati l’altro giorno nella Capitale, presso il Due Ponti Sporting Club. Il circolo di Emanuele e Pietro Tornaboni, una delle strutture più moderne della città, ospita ogni anno lo Yoga Vip Tennis Vintage, un appuntamento ormai classico ed imperdibile del tennis e della mondanità. I vip, schierati rigorosamente in completini bianchi, si sono dati battaglia sulla terra rossa, imitando i grandi campioni dei “Gesti Bianchi”, a volte anche rischiando la brutta figura perché il ritorno alle vecchie racchette in legno, dopo l’utilizzo di quelle moderne, è davvero difficile.

    Puntuali al sorteggio si sono presentati Fabrizio Rocca, Pino Capua, Lisa Marzoli, Leonardo Metalli, Alberto Mandolesi, Gianguido Baldi, Giacomo Crosa, Paco Rizzo, Marcelo Fuentes, Massimo Giuliani, Filippo Merola, Gianluca Giugliarelli, Tony Santagata, Max Parodi, Edoardo Guarnera, Attilio Romita, Rocco Tolfa, Giuseppe Morrone, Fausto Brizzi, Claudio Corinaldesi, Gino Santercole, Valentina Bianco, Pietro Suber, Roberta Beta, Luca Capuano, Luca Sevardi, Marco Nardo, Roberto Menichini, Floriana Secondi, Alex Nuccetelli, Vincent Candela, Fabrizio Tropiano, Ninni Bruschetta, Veronica Voto, Antonella Piperno e Sebastiano Somma.

    Presente anche Roberta Beltrame, campionessa degli anni ’60, doppista compagna della Lazzarino e sette volte campionessa italiana di doppio, che ogni anno onora con la sua presenza questo evento.

    In semifinale, il regista Fausto Brizzi in coppia con l’attore Giuseppe Morrone ha eliminato i due attori Sebastiano Somma e Ninni Bruschetta; nell’altra semifinale, Veronica Voto di Sky Tg24 e Paco Rizzo hanno perso con Alex Nuccetelli e Vincent Candela, che anche con la racchetta ha fatto vedere grandi cose come quando calcava i campi di calcio. In finale, però, nulla ha potuto di fronte al duo Brizzi e Morrone, anche perché il secondo è stato un ottimo tennista di seconda categoria.

    Dopo aver incrociato le racchette, la lunga e faticosa giornata si è conclusa con la cena di premiazione, a cui hanno preso parte, oltre ai partecipanti, tanti amici che non giocano ma che sono intervenuti per applaudire i vincitori. Infatti, per la gioia dei tanti professionisti dei flash a raffica presenti non è stato difficile scorgere, aggirandosi fra i tavoli, molti altri volti noti, oltre a quelli già citati.

    Ed ecco campeggiare lo charme di donne avvenenti come Simona e Fiamma Izzo, Samuela Sardo, Eleonora Brigliadori, Janet De Nardis, Nathalie Caldonazzo e Barbara Livi. Particolare interesse ha suscitato il fascino esotico della bella e brava Cecilia Gayle. E ancora, tra le rappresentanti del gentil sesso, un’appesantita ma sempre bellissima Demetra Hampton, Angelica Livraghi, Flavia Frazzi, Elisabetta Rocchetti, Francesca De Grimani, Carlotta Mannu, Flavia Vento, Roberta Garcia e la bellezza ormai sfiorita diSamantha de Grenet, apparsa nettamente fuori forma nonostante il tentativo di mascherare l’inesorabile declino fisico con la fasciatura di un grazioso abitino succinto da teenager e il calzare un paio di splendide scarpe con tacchi altissimi.

    Eccezionale attenzione ha prodotto l’arrivo del giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it e già direttore responsabile e voce storica di Radio Roma, nonché presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, accompagnato dall’incantevole inviata di Rai 2 Daniela Miniucchi. I due si sono aggirati tra i tavoli imbanditi per salutare i tanti amici presenti, prima di prendere posto a quello loro riservato. Emozionante il lungo abbraccio tra De Pierro e Toni Santagata, legati da una vecchia amicizia che li ha spinti a soffermarsi in conversazione per diverso tempo.

    Presenti inoltre Raimondo Todaro, Massimo Ciavarro, Daniele Pecci, Francesco Giuffrida, Luigi Contu, Fabrizio Ferragni, il direttore delle Relazioni Esterne e Cerimoniale della Polizia di Stato Maurizio Masciopinto e il presidente del XX Municipio Gianni Giacomini.

    Emanuele Tornaboni, da buon padrone di casa, ha condotto la premiazione, con la sua innata verve di presentatore, salutando tutti gli amici che si sono susseguiti sul palco. Particolarmente simpatico il “siparietto” tra Simona Izzo e Filippo Merola, che ha allietato la bellissima serata estiva con le sue note. Fantastica anche l’esibizione di Cecilia Gayle che ha eseguito Corazon Espinado di Carlos Santana.

    Guest Event è stata la mostra “Il Made in Italy nel Tennis” allestita all’interno del circolo dal noto collezionista e storiografo del tennis Salvatore Sodano, che ha esposto più di 40 modelli di racchette dell’azienda Castle, ritenute vere e propri gioielli dagli “intenditori”.

    (Foto di Marco Nardo)

  • Eni a Rio+20 rinnova il proprio impegno

    Al summit Rio+20, Eni conferma il suo impegno per lo sviluppo sostenibile e per gli accordi presi 20 anni fa all’Earth Summit, che la vide unica azienda italiana, tra le poche realtà private, che presero parte alla conferenza.

    Eni sarà presente a Rio in occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (Rio+20) che si terrà a Rio de Janeiro, in Brasile, dal 20 al 22 giugno 2012. A vent’anni dall’Earth Summit che si tenne proprio nella metropoli brasiliana nel 1992, Rio+20 ha l’obiettivo di definire la nuova agenda globale per lo sviluppo sostenibile e rinnovare l’impegno della comunità internazionale. Rappresentanti di numerosi Governi, con l’apporto della società civile e delle aziende, discuteranno di misure innovative per ridurre la povertà, promuovendo lavoro dignitoso, utilizzo più equo delle risorse e tutela dell’ambiente.

    Al summit Rio+20, Eni conferma il suo impegno per lo sviluppo sostenibile e per gli accordi presi 20 anni fa all’Earth Summit, che la vide unica azienda italiana, tra le poche realtà private, che presero parte alla conferenza. Nel corso degli anni, Eni ha proseguito il percorso tracciato durante l’Earth Summit e ne ha sempre più integrato i relativi principi nella propria strategia di business, maturando un sistema unico di capacità, soluzioni e tecnologie per lo sviluppo sostenibile in termini di produzione e supporto ai processi politici internazionali e adozione di soluzioni innovative. La storia e il modo di operare di Eni costituiscono leve competitive che hanno permesso di conseguire nel tempo una dimensione internazionale, fondata sui principi di responsabilità, cooperazione, integrazione, inclusione, innovazione e eccellenza. E’ la combinazione di questi elementi distintivi del modello di business che orienta le scelte di investimento, contribuisce alla prevenzione e mitigazione dei rischi e consente di conseguire obiettivi strategici di crescita sostenibile nel breve, medio e lungo periodo.

    Partecipare a Rio+20 rappresenta la possibilità di parlare di sviluppo che vuol dire parlare di energia. Se la crescita economica è il motore di un Paese, l’energia è la chiave di accensione. Risposte alle sfide dello sviluppo sostenibile possono venire da un lato da efficienza, ricerca e innovazione tecnologica e dall’altro da un mix migliore con preminenza del gas naturale, candidato naturale per coniugare sviluppo e salvaguardia dell’ambiente. E’ un tema che Eni conosce bene perché da sempre nella sua storia e nel suo modello di business. Nel giugno del 1952, esattamente 60 anni fa, Enrico Mattei e il Presidente del Consiglio italiano Alcide De Gasperi, inauguravano la prima centrale elettrica a metano in Italia e il primo grande metanodotto che collegava Cortemaggiore a Torino, fornendo le basi per il boom economico del dopoguerra. Un modello che Eni poi ha portato nei paesi in cui opera e di cui oggi la Repubblica del Congo è un esempio significativo.

    Tra gli obiettivi della presenza di Eni c’è quello di mostrare la capacità dell’azienda nel fornire risposte innovative che coniughino salvaguardia ambientale e sviluppo locale, ad esempio trasformando una pratica non sostenibile dal punto di vista ambientale (il gas flaring, la combustione in torcia del gas associato al petrolio, a causa della mancanza di mercati locali e infrastrutture) in una opportunità di business (valorizzazione del gas associato, e del gas in generale, per favorire l’accesso ai servizi energetici moderni). In questo campo è l’innovativo modello di business sviluppato da Eni nella Repubblica del Congo, dove l’azienda dal 2007 è impegnata in investimenti su larga scala in materia di accesso all’energia. Nella Repubblica del Congo tre quarti della popolazione vive senza avere accesso a fonti di energia moderne. Il Paese è caratterizzato da una forte concentrazione della popolazione nelle principali città di Pointe-Noire e Brazzaville e la maggior parte delle attività industriali è concentrata a Pointe-Noire.

    È in questo contesto che il governo della Repubblica del Congo ha deciso di sviluppare, in collaborazione con Eni, attiva nel Paese sin dal 1968, un progetto integrato di costruzione e riabilitazione di centrali e delle reti di trasmissione e distribuzione di energia elettrica. Le centrali rappresentano complessivamente il 60% dell’attuale produzione elettrica del Paese e con il National Electrical Grid project (RIT) si è provveduto alla ristrutturazione della linea ad alta tensione di 220kv tra Pointe-Noire e Brazzaville e di 8 sottostazioni elettriche. L’energia prodotta viene distribuita a Pointe Noire dove, grazie a queste centrali, sono servite oggi circa 310.000 persone. Entro il 2013, attraverso la ristrutturazione ed estensione della rete di distribuzione a bassa tensione di Pointe Noire, altre 140.000 persone potranno beneficiare di una nuova connessione alla rete elettrica. Eni intende esplorare opportunità per ottimizzare questo approccio di business, integrato con interventi mirati rispetto agli altri obiettivi di sviluppo locale, e replicarlo in nuovi contesti e a questo scopo si relaziona a numerosi partner, primo tra tutti l’Earth Institute della Columbia University. Affrontare la mancanza di accesso all’energia sostenibile, affidabile ed economica per miliardi di persone, è una delle sfide più critiche per lo sviluppo. Incrementare l’accesso all’energia è un elemento chiave per il progresso economico e sociale di ogni Paese ed è ritenuto prioritario per rompere il ciclo della povertà e raggiungere i Millennium Development Goals delle Nazioni Unite.

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  • TEMPO D’ESTATE: NOI ANDIAMO IN VESPA, VOI CHE FATE?

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    Crema 20 giugno 2012 – in un mondo che ogni anno è attraversato in lungo e in largo da milioni di viaggiatori, dove tutte le mete sono ormai state esplorate, quello che permette a Vittorio Zitun di fare la differenza è il mezzo. Dal 2004 Vittorio documenta i suoi viaggi attraverso i continenti con racconti e foto nel suo blog www.viagginvespa.com, punto di riferimento per tutti gli amanti dello scooter Piaggio ormai entrato a far parte del mito. Nell’incontro di mercoledì 27 giugno Vittorio Zitun ci renderà partecipi di avventure e disavventure capitategli durante i viaggi che lo hanno portato ad attraversare, sempre su due ruote, USA, Canada, Argentina, Islanda e molti altri Paesi.

    Nel corso della conversazione intitolata “Estate, è tempo di viaggiare…in Vespa!” ci racconterà come una passione si è trasformata in una vocazione: migliorare continuamente le sue imprese, anche mettendo a punto componenti meccaniche di sua invenzione, ma soprattutto condividere con tutti gli appassionati del mezzo le sue esperienze e scoperte.

    Ricordatevi di portare il casco, siamo certi che vorrete tornare a casa in Vespa!