Comunicato stampa LAV 19 aprile 2007 – EMBARGO FINO ALLE ORE 14 DI OGGI
CACCIA ALLE FOCHE: IL VIDEO DEL NUOVO MASSACRO IN
CANADA MOSTRATO OGGI DALLA LAV A PARLAMENTARI ITALIANI PER SOLLECITARE UNA
LEGGE URGENTE DI DIVIETO. DA MIGLIAIA DI CITTADINI UNA LETTERA-APPELLO AL
MINISTRO PECORARO SCANIO.
LAV: CACCIA E CALDO HANNO RIDOTTO LA POPOLAZIONE DI
FOCHE, IL 98% SONO CUCCIOLI. 80% DI EUROPEI CONTRARI A QUESTO MASSACRO.
Un nuovo scioccante video
che documenta la strage delle foche in Canada, dove la caccia è ricominciata da
poco più di due settimane per sterminare le 270.000
foche indicate dal Governo canadese come quota annuale da abbattere,
è stato mostrato oggi (ore 13), presso la Sala Stampa del Senato, ad alcuni
Parlamentari italiani, su iniziativa di LAV e IFAW, per sollecitare un atto
urgente che trasformi in legge il decreto interministeriale che un anno fa in
Italia ha introdotto un bando di fatto all’importazione e
commercializzazione di pellicce e derivati di foca.
Da oggi il Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio
riceverà da migliaia di attivisti della LAV, una lettera-appello con
la quale si chiede, alla luce dell’impegno assunto pubblicamente dal
Ministro alcuni mesi fa, di farsi immediatamente promotore di un disegno di legge di iniziativa governativa
che vieti l’importazione e il commercio di prodotti di foca, al pari di
quanto fatto da altri Paesi.
Il nuovo
video, registrato pochi giorni fa al Golfo di San Lorenzo, mostra le foche
isolate e in difficoltà su lastre di ghiaccio sottili a causa delle alte temperature
che stanno sciogliendo i ghiacciai, ferite a colpi di fucile dai cacciatori e
raccolte poi dalle navi sulle quali stazionano i cacciatori
nell’impossibilità di camminare sulle sottili e instabili lastre di
ghiaccio. Neppure lo scioglimento dei ghiacciai, che nelle ultime settimane ha
causato la morte di numerosi cuccioli di foca ancora incapaci di nuotare, ha
persuaso il Governo canadese a fermare la caccia. Già nel 2002 lo scioglimento dei ghiacci provocò la morte
prematura, per affogamento, del 75%
dei cuccioli di foca: una
percentuale che quest’anno si teme
possa essere addirittura superata per l’innalzamento delle
temperature.
Negli
ultimi tre anni in Canada sono state uccise più di 1 milione di foche e negli ultimi 4 anni la quota massima di foche “cacciabili”,
indicata dagli scienziati canadesi per non mettere a rischio la popolazione di
foche, è sempre stata superata. Per
il 2007, ad esempio, gli scienziati avevano suggerito di non superare la quota
annuale di 165.000 animali da cacciare:
il Governo canadese invece ha aumentato la quota a ben 270.000 foche. Il 98% delle foche uccise ha una età tra i 12 giorni e i
3 mesi di vita: sono quindi “cuccioli” a tutti gli
effetti, considerato che questi mammiferi possono raggiungere i 30 anni
d’età.
Numerose le iniziative politiche nazionali e internazionali volte a
mettere fine al mercato delle pelli di foca: in
Italia (15 marzo 2007) l’Aula
del Senato ha approvato la mozione
1-00076 De Petris e altri che comprende un punto d’impegno al
Governo ad “attuare la Raccomandazione
n.1776 del Comitato permanente del Consiglio d’Europa per il divieto
d’importazione e commercializzazione dei prodotti derivanti dalla caccia
alle foche”. Al Senato sono stati recentemente depositati due Disegni di legge Sodano,
presidente Commissione Ambiente, e Saia, firmati da senatori di tutti i gruppi
volti a vietare l’importazione e commercializzazione dei prodotti
derivanti dalla caccia alle foche. Nella passata legislatura la
Commissione Esteri della Camera aveva approvato una Risoluzione che impegna il
Governo sullo stesso tema.
In Europa, il Belgio ha già adottato il bando
all’importazione e alla commercializzazione di prodotti di foca; analogo
provvedimento vige in Croazia e in Messico.
La Germania ha votato una
risoluzione parlamentare che impegna il Governo a bandire tale commercio. Gli Stati Uniti hanno vietato
l’importazione e la commercializzazione di qualsiasi prodotto derivante
dalle foche con una legislazione estremamente restrittiva in vigore fin dal 1972. Il Parlamento Europeo ha approvato una dichiarazione scritta che
impegna la Commissione UE a proporre una legislazione di bando del commercio.
Anche il Consiglio d’Europa
lo scorso settembre ha votato una risoluzione di condanna della caccia e
l’invito ai Governi nazionali a bandire tali commerci.
“Facciamo appello alla sensibilità del Ministro Pecoraro Scanio e
sollecitiamo un urgente disegno di legge che metta fine a questo massacro,
dando così attuazione alla recente mozione approvata dal Senato, alla dichiarazioni
scritta del Parlamento Europeo e alla risoluzione del Consiglio d’Europa
che invita i Governi nazionali a bandire il commercio di pelli di
foca – dichiara Roberto Bennati, vicepresidente della LAV – Al Senato
sono stati depositati due Disegni di legge Sodano, presidente Commissione
Ambiente, e Saia, firmati da senatori di tutti i Gruppi, volti a vietare
l’importazione e commercializzazione dei prodotti derivanti dalla caccia
alle foche. La condanna di questa caccia è ormai sempre più
convinta ed estesa a livello internazionale: in Italia la LAV ha raccolto mezzo milione di firme contro
l’uccisione delle foche, un dato che conferma quanto emerso da un
sondaggio europeo condotto dalla Mori secondo il quale oltre l’80% dei cittadini europei si sono dichiarati
contrari al commercio di prodotti derivati da questi animali.”
“Il danno incalcolabile di questa carneficina è confermato dallo
stesso Governo canadese che ha ridotto la stima della popolazione attuale delle
foche in Canada dai 6 milioni di alcuni anni fa ai 5,5 milioni di oggi: una stima in realtà puramente teorica,
che ha una potenziale
capacità di errore di 2 milioni di animali; quindi oggi il Canada non è in
grado di monitorare con esattezza la popolazione di foche e potrebbero esserci fino
a 2 milioni di foche in meno – prosegue Roberto
Bennati – In termini economici i profitti della caccia alle
foche in Canada sono pari ad appena lo 0.0009% del
PIL di questo Paese: un’attività che porta utili solo per l’1%
della popolazione dell’Isola di Terranova ma che finora ha rappresentato
un business per i Paesi importatori e trasformatori di pelli e derivati di
foca, Italia ed Europa in testa. Negli ultimi mesi però, i cambiamenti
climatici che hanno aumentato le temperature, hanno determinato una contrazione
delle domande di pellicce e così i prezzi delle pelli di foca sul mercato delle
aste internazionali è sceso di quasi il 60%.”
Segue scheda “Prodotti di foca e proibizioni al
commercio: la situazione legislativa”
19 aprile 2007
Ufficio stampa LAV
064461325 – 33917.42586 – 329.0398535 www.lav.it
Prodotti di foca e proibizioni
al commercio
La situazione legislativa
Paesi non
– UE
STATI
UNITI
Nel 1973 gli USA adottano il Marine Mammal Protection
Act che proibisce l’import, l’export e la commercializzazione di
prodotti derivati da mammiferi marini (foche e cetacei). Con regolarità quasi
annuale il Congresso USA emana risoluzioni che condannano la caccia alle foche
in Canada.
MESSICO
Gennaio
2006: il Messico adotta
una legislazione similare a quella USA sui mammiferi marini e introduce quindi
la proibizione al commercio di prodotti di foca.
Aprile
2007: il
Parlamento adotta una risoluzione di condanna della caccia alla foca in Canada.
CROAZIA
Marzo
del 2006: la Croazia adotta un regolamento che
probisce l’import, l’export e la commercializzazione di prodotti
derivati dalle foche.
Paesi UE
BELGIO
27 Gennaio
2007: il Belgio
adotta una legislazione che probisce l’import, l’export e la commercializzazione
di prodotti derivati dalle foche. E’ il primo paese UE ad introdurre tale
divieto.
OLANDA
Febbraio
2007: a seguito
del largo consenso ad una proposta di legge parlamentare sul modello belga (proibizione
al commercio dei prodotti di foca), il Governo la converte in disegno di legge
governativo. Tale proposta è in agenda per il voto finale in Parlamento nel
mese di maggio 2007.
GERMANIA
Ottobre
2006: il
Parlamento tedesco adotta all’unanimità una Risoluzione che invita il
Governo ad introdurre un bando nazionale sui prodotti di foca. La federazione
dei veterinari tedeschi publica un rapporto e una Dichiarazione che invitano il
Governo a sostenere la richiesta del Parlamento.
Febbraio
2007: il Ministro
competente annuncia pubblicamente che il disegno di legge è in via di
elaborazione.
REGNO
UNITO
Febbraio
2007: il Ministro
per il Commercio Estero rilancia una dichiarazione pubblica, evidenziando il supporto
del Governo alla chiusura del mercato europeo dei prodotti do foca e
condannando la caccia alle foche in Canada.
ASSEMBLEE
PARLAMENTARI EUROPEE
PARLAMENTO
EUROPEO
Settembre
2006: il
Parlamento Europeo adotta una Dichiarazione Scritta che chiede la chiusura del
mercato europeo dei prodotti di foca.
Ottobre
2006: il
Parlamento Europeo adotta una Risoluzione sul Piano di Azione UE sul benessere
animale, che richiede, tra altre cose, la chiusura del mercato europeo dei
prodotti derivati dalle foche.
ASSEMBLEA
DEL CONSIGLIO D’EUROPA
Novembre
2006: Il
Consiglio d’Europa dotta una Risoluzione che chiede ai governi di
introdurre legislazioni nazionali e/o europee che proibiscano la
commercializzazione di prodotti di foca.
COMMISSIONE
EUROPEA
Marzo
2007: il Commissario all’Ambiente, Stavros Dimas,
viene invitato dal Parlamento di Strasburgo a riferire sulle intenzioni della
Commissione UE in materia. Nel suo discorso ufficiale, il Commissario Dimas
invita i membri del Parlamento Europeo a sollecitare l’adozione di
legislazioni nazionali che proibiscano la commercializzazione dei prodotti di
foca. Tali legislazioni nazionali costituiranno la base giuridica per un futuro
strumento europeo di armonizzazione, volto a chiudere il mercato europeo di
tali prodotti. Inoltre il Commissario annuncia che l’Agenzia UE per la
sicurezza alimentare (Parma) svolgerà uno studio sulla crudeltà della caccia
alle foche.
ITALIA
XIV
Legislatura
22 aprile 2004: la
Commissione Esteri della Camera approva una Risoluzione (7-00407), firmata da deputati di tutti gli
schieramenti, che impegna il Governo a “ad operarsi affinché il Canada impedisca
l’esportazione di cuccioli di foche o di loro parti, la cui uccisione è
vietata dalla legge canadese e di impegnarsi a garantire con i paesi
importatori che non si tratti di cuccioli, collegando a tale garanzia la
promozione di rapporti commerciali bilaterali con il Canada; a promuovere in
tutte le sedi internazionali, e comunitarie iniziative normative dirette a
vietare, come in Usa e Belgio, l’utilizzo di foche o parti di foca per la
produzione o il confezionamento di pelli, pellicce, capi di abbigliamento e
articoli di pelletteria, oggetti, detenzione o commercializzazione,
introduzione nel territorio nazionale”.
2 marzo 2006:
il Ministro delle Attività Produttive su iniziativa del Vice Ministro del
Commercio con l’Estero Urso emana il Decreto Ministeriale 2 marzo 2006
(G.U. n. 87 del 13.4.2006) con il quale si sospende di fatto l’importazione
di pelli e prodotti di foca.
XV Legislatura
Al Congresso
nazionale LAV del giugno 2006 il
Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio si impegna a tradurre il punto per
i diritti degli animali contenuto nel Programma della Coalizione di Governo, in
un’azione volta a seguire Stati Uniti e Belgio nella messa al bando delle
pelli e dei prodotti di foca.
15 marzo 2007: l’Aula del Senato approva la
mozione 1-00076 De Petris e altri che comprende un punto d’impegno al
Governo ad “attuare la Raccomandazione
n.1776 del Comitato permanente del Consiglio d’Europa per il divieto
d’importazione e commercializzazione dei prodotti derivanti dalla caccia
alle foche”.
Al Senato
vengono depositati due Disegni di legge Sodano, presidente Commissione
Ambiente, e Saia, firmati da senatori di tutti i gruppi volti a vietare l’importazione e commercializzazione
dei prodotti derivanti dalla caccia alle foche.
Utilizzo
consentito citando la fonte: LAV – aprile 2007
www.lav.it