Categoria: Altri / Vari

  • Le aziende di successo riescono ad innovare


    Le imprese di successo sono sempre quelle che servono meglio il cliente. La validità della proposta di creazione di valore per il cliente si può ricavare da ricerche di mercato efficaci. L’indagine è stata condotta dal Prof. Olivotto Direttore del Dipartimento di Economia e Direzione Aziendale all’Università Cà Foscari di Venezia in collaborazione con il “Centro Regionale di Assistenza per la Cooperazione Artigiana”, società promossa dalla Confartigianato del Veneto. Professor Olivotto quali caratteristiche hanno in comune le piccole e le medie imprese che hanno avuto successo nel mercato? “Il successo d’impresa è sempre legato alla capacità di creare valore per un cliente. Il punto centrale è sempre l’individuazione di una proposta significativa per il mercato e l’abilità nel mantenerla viva nel tempo.” Come riescono ad espandersi queste aziende? “L’espansione va sempre intesa come “forza” nel generare risultati economici eccellenti. Questa forza può voler dire tante cose (anche l’aumento della dimensione, non solo questo) ma in sostanza è sempre legata alla creazione di un assetto competitivo coerente con le opportunità e i pericoli del mercato. Per far questo bisogna creare un mix di “ingredienti” equilibrati che possono essere ricondotti a tre aspetti: 1 – creare una buona rete di relazioni esterne (con l’ambiente) ed interne (con i dipendenti), 2 – essere in grado di assorbire le sollecitazioni dell’ambiente e saperle trasferire all’interno, 3 – disporre di un sistema di risorse umane, organizzative e tecniche coerenti con il proprio posizionamento strategico”. Come riescono a competere le aziende della vostra ricerca? “Bisogna subito dire che nessuna impresa è perfetta, cioè capace di gestire tutto e bene. In realtà il problema è di creare un assetto di fondo interessante (organizzazione e gestione) usando qualche leva (le unicità competitive di cui dispone una impresa di successo), capace di vincere l’inerzia delle rigidità (i punti deboli) che ogni impresa presenta. E’ la somma netta che deve essere positiva. Nelle nostre ricerche abbiamo trovato che in molte PMI c’è la capacità di individuare e di sfruttare buone leve competitive; molti imprenditori hanno idee chiare sul valore da generare per il cliente per avere successo. La loro applicazione avviene con modalità diverse (specificità, qualità, servizio dei prodotti, efficienza dei processi, vicinanza ai clienti, capacità di risolvere i problemi dei clienti, di percepire l’evoluzione dei bisogni…); le formule sono tante, sempre però sostenute dalla capacità di accumulare conoscenza in termini competitivi (per “saper fare” meglio degli altri)”. Un piccolo artigiano o una piccola azienda come potrebbe aprirsi all’innovazione? Da dove si può cominciare? “Da dove cominciare è chiaro: dai problemi. Cercando di capire per bene quali sono gli elementi che frenano l’espansione dei risultati dell’impresa. Il punto di partenza centrale è sempre questo: la validità della proposta di creazione di valore per il cliente. Le imprese di successo sono sempre quelle che servono meglio il cliente. Da questo si può partire per sviluppare la trasformazione dell’impresa, centrandola sull’incremento della conoscenza competitiva”. Quali sono i rischi di chi non riuscirà ad innovarsi? “Più che di rischi, parlerei di certezze. Senza innovazione non c’è futuro per un’azienda. L’azienda vive se riesce ad innovare, se è in grado di migliorare quello che fa per il proprio cliente. Se non lo fa, sicuramente ci sarà qualcun altro che lo farà: la conseguenza è ovvia”. Rocco Lanatà, responsabile della SI Scuola d’Impresa.

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  • Bisogna credere di più nel giovane cinema italiano


    A settembre il primo ciak di “Ho soltanto chiuso gli occhi”, un film a sfondo sociale tratto da una storia vera. Scritto e interpretato dall’attore Fabrizio Rizzolo, “Ho soltanto chiuso gli occhi” è un messaggio di speranza per tutte le persone che non hanno più voglia di lottare perché scoraggiate dagli eventi contrari della vita.

    La regia è affidata al giovane emergente Emiliano Cribari che recentemente ha iniziato a collaborare con la RAI, i suoi lungometraggi sono distribuiti dalla Cecchi Gori (“Via Varsavia” con Alessandro Benvenuti e Marco Masini).

    Che cosa ti ha colpito di questa storia? “E’ intrisa di poesia” dice il regista Cribari, “tipicamente italiana, capace di creare un clima alla Gabriele Salvatores. In Italia non mancano i talenti, bisogna credere di più nel nostro cinema, scoprire le straordinarie energie e finanziare più lavori dando spazio ai giovani”.

    Questo cortometraggio, che verrà proposto ai principali concorsi italiani e internazionali, non è fondamentalmente drammatico, ma vuole parlare con un tono romantico, intenso e a volte anche comico, di problemi drammatici della nostra società.

    Quale messaggio vuole comunicare questo film? “Vorrei che le persone ricordassero che la voglia di lottare e di vincere si trova dentro se stessi” dice Fabrizio Rizzolo “dove c’è bisogno di stimoli per reagire, c’è bisogno di tenacia, nuovi slanci vitali. E per questo devo anche ringraziare il mio Personal Coach Rocco Lanatà, esperto di motivazione e pensiero positivo.”
    Hai iniziato la tua carriera nel mondo della Musica, come sei arrivato al Cinema? “Passando dal Musical.” aggiunge Rizzolo “Col nome d’arte di Brian Ice riesco ad avere successo in Europa, era il 1985, ho venduto centinaia di migliaia di dischi. Un centinaio di concerti più tardi incomincio a scrivere e produrre per conto mio, scrivo anche per Tony Esposito e Gloria Gaynor, partecipo ad un Festival di Sanremo Giovani. Con i “Farinei dla brigna” abbiamo creato un gruppo dialettale moderno molto famoso in Piemonte: “La mia banda suona il rock”” di Ivano Fossati è diventata “”La me Panda a perd i toch””. Passo poi al teatro

  • “Ritratti d’autore” di Luciano Apperti


    Immagini di bambini e di famiglie, fotografie grandi come quadri, simili a stampe d’arte o grafiche artistiche pronte ad arredare la casa o l’ufficio.

    Come è nata l’idea di questi quadri fotografici? “Dalla passione per la ricerca nella fotografia abbinata al design” dice Apperti “li ho chiamati Artdesign, lo sfondo nero simboleggia l’assenza di luce, il fascio di luce che passa attraverso il quadro, lo illumina e gli da vita. Non è più una semplice fotografia ma un oggetto, un complemento d’arredo.”

    L’artista milanese è un figlio d’arte che ha mantenuto viva la tradizione del ritratto fotografico negli ultimi trent’anni. “Le foto in studio richiedono un’atmosfera particolare, per cogliere la magia e la spontaneità dei bambini non basta metterli a loro agio, spesso devo saperci giocare. Con le mie fotografie voglio mostrare tutta la bellezza, la serenità e l’innocenza che ho sempre trovato con i bambini, voglio far riflettere sull’importanza di sostenerli amorevolmente perché sono il nostro futuro.”

    Presente alla mostra il campione del Mondo di Karate Gennaro Talarico che è stato il capitano della squadra nazionale italiana di Karate (Federazione Italiana Judo Lotta Arti Marziali) e che oggi è nello staff tecnico nazionale come Responsabile delle Squadre Militari. Talarico allena anche i bambini nel Centro Ginnastico di Torino “Ho veramente apprezzato i ritratti di Luciano Apperti, nella sua arte ho rivisto la naturalezza e la purezza dei bambini. Lo sport è l’elemento base per l’educazione e per l’infanzia, pochi giorni fa ho chiesto a dei bambini che stavo allenando, un acronimo con la parola Sport, sono venute fuori cose molto interessanti. A mio parere la S significa salute, la P perseverare, la O organizzare, la R realtà e la T tenacia. Credo che siano queste le parole chiave per allenare ed educare i nostri bambini.”

    La mostra fotografica “Ritratti d’Autore” del fotografo ritrattista Luciano Apperti è aperta fino al 7 di settembre presso la hall dell’Hotel Ariston in Viale Corsica, 16 a Milano Marittima. Per avere informazioni: Hotel Ariston tel: 0544 – 99.15.55 / PR Rossana Lanati [email protected].

    www.comunecervia.it

  • Per una giornata davvero speciale


    Una giornata speciale, potrebbe esserlo ancor di più, alla guida di una macchina da sogno come una Ferrari o una Lamborghini…

    Vivere per un giorno l’emozione unica di guidare una splendida vettura, ma anche per un intero week end.
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    – Jaguar: S
    – Type, XK Cabriolet
    – Lamborghini: Gallardo, Gallardo Spyder
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  • Carrugi del Vino: sabato 11 agosto protagonisti anche Vermentino e Pigato

    Comunicato stampa di giovedì 9 agosto 2007

    Sabato sera nelle cantine di “Carrugi del Vino”
    protagonisti Vermentino e Pigato
    Alla manifestazione di sabato 11 agosto degustazioni delle produzioni tipiche della terra imperiese.

    Non solo rossi alla manifestazione “Carrugi del Vino” che si terrà sabato 11 agosto a partire dalle ore 16.00 in 31 cantine della provincia di Imperia.

    Accanto alle note produzioni del Rossese Dolceacqua o Dolceacqua, Rossese Riviera Ligure di Ponente e Pornassio, o Ormeasco di Pornassio, sarà possibile degustare e scoprire due D.O.C. bianche che si fregiano della denominazione Riviera Ligure di Ponente: il Vermentino e il Pigato. La caratteristica dell’impervio territorio, la tradizione viticola delle genti, i vitigni tradizionali coltivati e la raccolta, che avviene manualmente ancora oggi, danno luogo ad una produzione di vini dalle caratteristiche uniche al mondo. Proprio il Vermentino R.L.P. è un vitigno aromatico probabilmente originario del Portogallo (dove è conosciuto con il nome di "codega"), o dell’isola di Madeira. Dalla penisola iberica si è poi diffuso in Liguria e in altre zone d’Italia. Nel Ponente Ligure grazie alla mitezza del clima e alla terra argillosa, bianca o fortemente rossa, ha trovato modo di svilupparsi e di raggiungere la qualità necessaria per divenire produzione tipica di eccellenza. Le superfici adibite alla coltivazione del Vermentino sono pari a 637.000 mq, cui corrispondono 300.000 viti. Nel 2006 si sono prodotti 4.700 quintali circa di uva e poco più di 327.000 litri di vino (dati forniti dall’Ufficio Statistiche della CCIAA di Imperia). Giorgio Gallesio nel 1839 nella sua raccolta di immagini e descrizioni di frutta e alberi fruttiferi, identificava la zona di migliore produzione tra Dolceacqua e Sarzana definendolo “Vitis ligustica feracissima“ per esaltare il valore qualitativo dell’uva spesso accompagnata ad una produzione quantitativamente consistente.
    A “Carrugi del Vino” sabato sarà possibile degustare il suo profumo fruttato e il sapore fresco e persistente nelle 14 cantine dei comuni di Dolceacqua, Camporosso, Sanremo, Montalto, Chiusanico, Pornassio, Ranzo, Diano S.Pietro e Diano Marina. (Per conoscere le cantine consultare il sito Rilevato un possibile tentativo di phishinh proveniente da “www.fcea.it” www.sanremo.it/carrugidelvino)

    A fare compagnia al Vermentino ci sarà anche il Pigato. Biotipo del Vermentino, deriva il suo nome dalla trasposizione dialettale "pigau", che significa macchiettato, ma alcuni lo farebbero derivare addirittura dal latino "picatum". Apprezzatissimo dai Romani, che lo aromatizzavano con la pece, il Pigato ha un colore giallo paglierino con riflessi dorati e un sapore completo e gradevole di pesca matura, erba e fiori campestri.
    Nella vendemmia del 2006 si sono prodotti effettivamente 3.222 quintali di uva e 225.500 litri di vino. La produzione di vino a D.O.C. è in crescita del 14,3%. Da Dolceacqua a Diano Marina, saranno 8 le cantine pronte ad accogliere quanti vorranno scoprire il suo sapore e gli accostamenti gastronomici che meglio ne esaltano le caratteristiche organolettiche.

    Oltre al Vermentino R.L.P. e al Pigato R.L.P., ci saranno Rossese Dolceacqua, Rossese R.L.P. e Ormeasco di Pornassio.
    Per conoscere l’elenco delle cantine aderenti all’iniziativa consultare il sito internet Rilevato un possibile tentativo di phishinh proveniente da “www.fcea.it” www.sanremo.it/carrugidelvino

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    Per ulteriori informazioni:
    Ufficio Stampa "Carrugi del Vino"
    FEDERICO CRESPI & ASSOCIATI
    Dott.ssa Alessandra Giussani
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  • Nuova miscela di cialde Lavazza BLUE su NeroNero.it


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  • IL DEFICIT ORGANIZZATIVO DELL’HANDLNG DI FIUMICINO SIA DI MONITO AGLI AEROPORTI LOMBARDI


    Mxp – Lin 9 Agosto 2007


    IL DEFICIT ORGANIZZATIVO DELL’HANDLNG DI FIUMICINO SIA DI MONITO AGLI AEROPORTI LOMBARDI


    Qualche politico lombardo, a seguito dei gravi disservizi accaduti a Fiumicino, ha tenuto a precisare che il Sistema aeroportuale milanese è più efficiente, sottovalutando però, a nostro avviso, le criticità che esistono sugli aeroporti lombardi e come queste vengono vissute dai lavoratori e dagli utenti.


    Riteniamo dunque opportuno fare delle riflessioni con tutti coloro che intendono dare un contributo d’idee in merito alle” prevedibili” settimane nere di Roma e alla situazione poco efficiente del sistema Handling italiano, compreso, evidentemente, quello della Lombardia.


    I disastrosi disservizi dei bagagli su Fiumicino sono strettamente legati alle miopi politiche di privatizzazione degli Aeroporti Romani e ad una liberalizzazione dei servizi di terra (Handling) blandamente regolate e controllate.


    Chi scrive ha criticato in più occasioni la privatizzazione di ADR, il modo con cui è stata realizzata, l’assordante silenzio del mondo politico e la mancanza d’iniziativa del Sindacato rispetto ad una trasformazione profonda con conseguenze negative inevitabili sui lavoratori e sugli utenti.


    Per queste ragioni abbiamo criticato l’ipotesi di privatizzazione della SEA dell’allora Sindaco Albertini che per fortuna non andò in porto.


    La privatizzazione di ADR di circa 10 anni fa non è stata un’innovazione industriale moderna, bensì un accaparramento di un bene collettivo da parte di un gruppo di cordate, non certo amanti del libero mercato, ma prone a trasformare un monopolio pubblico in privato.


    E’ accaduto che gli azionisti del Progetto Leonardo, dopo aver acquistato la Società per circa 4500 miliardi di vecchie lire con il meccanismo del “Leverage by out” (compro l’Azienda con i debiti garantiti dalle azioni dell’Azienda stessa), hanno operato continue speculazioni nelle vendite dei pacchetti azionari, ed hanno creato un sistema di rendita aeroportuale abbandonando i servizi di Handling in un regime di concorrenza “fai da te”.


    Né le forze politiche di destra, né quelle di sinistra, né il Sindacato nel suo complesso, hanno mai contrastato questo processo nostrano di privatizzazione e liberalizzazione, in altre parole non hanno mai avvertito l’esigenza di tutelare per prima gli utenti, in seconda istanza i lavoratori, poi la comunità vicino agli aeroporti ed infine gli azionisti.


    Le inefficienze di Aviapartener di Roma sono solo la punta dell’icesberg di un sistema di handling nazionale in forte crisi che, per lo più, offre tariffe stracciate ai vettori e servizi scadenti lucrando sul lavoro precario e sull’uso massiccio di cooperative che pagano 5 euro l’ora gli addetti del carico e scarico. Ciò accade sia per gli handlers passeggeri che merci, Malpensa e Linate non sono immuni a questo sistema di schiavitù e capolarato.


    In queste realtà improvvisate, nate senza impronta imprenditoriale, formazione e addestramento sono fattori approssimativi se non inesistenti, sono entità amorfe, con organizzazioni del lavoro asfittiche, qui non può essere garantita né l’efficienza aeroportuale, né i diritti dei lavoratori.


    La vendita di ADR Handling per 73 milioni d’euro al Gruppo spagnolo dal nome altisonante “ FLIGHT CARE” è un’operazione scandalosa attuata da azionisti speculatori che non hanno avuto a cuore né l’italianità né la funzionalità del sistema aeroportuale, ma solo il loro particolare interesse.


    Nella complessa realtà aeroportuale non vale il principio generico della mano invisibile di Adamo Smith, secondo cui dall’interesse individuale discende quello collettivo; vale invece un sistema equilibrato dei diversi attori, (Vettori, Gestori, Handlers) costruito da un insieme di regole e controlli capaci di regolare e controllare con rigore il mercato.


    Finora, da quando è partita la liberalizzazione dei servizi, abbiamo avuto uno sviluppo di Handlers (Merci e Passeggeri) caotico sul quale il ruolo di controllo di ENAC non ha inciso in modo efficace, basti considerare con neutralità l’intervento di ENAC su quanto è accaduto a Fiumicino, il suo comportamento contraddittorio e i suoi mancati controlli preventivi che potevano evitare gli incresciosi disservizi.


    Di fronte ad un quadro così confuso, di lotta d’interessi particolari, instabile e turbolento, di un mercato dell’Handling sempre più caratterizzato da frammentazione e precarizzazione, in sostanza da una forte patologia disgregativa di sistema, dobbiamo riconoscere che la tesi di SEA che considera nel suo Piano Strategico 2007/2012 l’attività di Handling come un Settore Strategico per il Sistema Aeroportuale è, senza dubbio, una tesi realistica e lungimirante.


    E’ una posizione completamente all’opposto dell’esperienza romana negativa, dipesa in gran parte da quella privatizzazione corsara che, per fortuna non si è realizzata con gli aeroporti lombardi.


    Perciò concludiamo con l’impegno di dare dei contributi importanti nella ricostruzione dell’handling SEA e facendo appello al management e all’Azionista (Comune di Milano) di non ripetere, sia per la privatizzazione sia per il riassetto industriale dell’Handling, gli stessi errori degli Aeroporti di Roma.


    SEGRETERIA REGIONALE


    F.L.A.I.


    Trasporti e Servizi


    F.L.A.I. Trasporti e Servizi via A.M.Ampere ’40 , 20131 Milano E–mail: [email protected] – Web: www.flaitrasportiservizi.it Fax 02 70636183 – Recapiti Telefonici: 3939232538 3939232587 3939232486

  • Carrugi del Vino

    Comunicato Stampa di mercoledì 8 agosto 2007

    A Carrugi del Vino i grandi rossi del Ponente Ligure.
    Alla manifestazione di sabato 11 agosto Rossese, Ormeasco e Riviera Ligure di Ponente Rossese metteranno a nudo le loro qualità.

    L’area viticola è di quelle buone, tipo Mediterranea. Le viti sono cresciute esposte al sole, con la giusta quantità di umidità del suolo in un clima mite. Rossese Dolceacqua o Dolceacqua, Riviera Ligure di Ponente Rossese e Pornassio, o Ormeasco di Pornassio sono i tre rossi tipici della provincia di Imperia che sabato 11 agosto nell’ambito di Carrugi del Vino saranno presentati a quanti si recheranno nelle “Piccole e grandi cantine aperte sino a notte” per scoprire i vini tipici del territorio imperiese. Tutti e tre, infatti, assieme al Pigato Riviera Ligure di Ponente e al Vermentino Riviera Ligure di Ponente, hanno conseguito la denominazione di origine controllata.
    Il Rossese di Dolceacqua è il vino ligure più noto (dopo lo Sciacchetrà delle 5 Terre) al pubblico che ama assaporare vini di qualità. Una nicchia che ha saputo scavarsi grazie alle sue pregiate uve rosse (95% uve rossese, 5% uve rosse di vitigni presenti negli stessi vigneti), non aromatiche, provenienti dai 14 comuni dell’estremo ponente ligure, riconosciuti come territorio “naturale” e tipico per la produzione. Le viti di Rossese Dolceacqua censite dall’Ufficio Statistiche della Camera di Commercio sono 360.000, coltivate su una superficie di 816.000 mq. Nel 2006 sono stati prodotti 3.608 quintali di uva e circa 252.600 litri di vino. Rispetto alla vendemmia precedente, la produzione effettiva di vino a D.O.C. è in crescita del 10,3 %. Nella giornata di sabato a partire dalle ore 16.00, sarà possibile degustarlo in 19 cantine del comune di Dolceacqua, Soldano e Isolabona.

    Meno noti, ma non per questo meno apprezzati sono il Rossese, che si fregia della denominazione Riviera Ligure di Ponente, e il Pornassio, conosciuto e apprezzato con il nome di Ormeasco di Pornassio. Entrambi sono tipiche produzioni locali: il primo coltivato sui poggi della Valle Armea e di Costarainera e nell’entroterra di Imperia a Ranzo, il secondo nella stretta fascia di terra tra Ranzo e Pornassio. Il Rossese R.L.P. ha prodotto nella passata stagione autunnale 1.844 quintali di uva da cui si sono ricavati 128.800 litri di rosso, accrescendo la produzione effettiva del 14,3%. L’Ormeasco, dal colore intenso e il profumo saporito, ha incrementato la propria produzione del 25,6% rispetto alla vendemmia del 2005, con una raccolta di 407 quintali di uva che hanno prodotto 28.500 litri circa di vino.

    Una produzione limitata, dunque, che fa di questi splendidi e gustosi rossi un patrimonio da tutelare e far conoscere, frutto di una tradizione tramandatasi nel tempo ma che oggi più che mai sono da riscoprire attraverso la conoscenza delle valli nelle quali vengono prodotti e l’incontro con gli stessi produttori. Un impegno che ha come obiettivo il connubio fra turismo e valorizzazione del territorio, per uno sviluppo che vuole far diventare l’entroterra, i suoi sapori e le sue tradizioni, la parte fondamentale dell’offerta turistica del Ponente Ligure. Oltre ai vini rossi sarà possibile degustare altre due D.O.C.: il Vermentino R.L.P. e il Pigato R.L.P.. Per conoscere l’elenco delle cantine aderenti all’iniziativa consultare il sito internet Rilevato un possibile tentativo di phishinh proveniente da “www.fcea.it” www.sanremo.it/carrugidelvino

    "Carrugi del Vino piccole e grandi cantine aperte dalle ore 16.00 alle ore 24.00 nella terra del prodotto tipico".

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    Per ulteriori informazioni stampa:
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  • Al Festival di Cervo un ensemble tutto ligure diverte il pubblico presente

    Comunicato stampa di mercoledì 8 agosto 2007

    Al Festival di Cervo un ensemble tutto ligure
    Gli Ottoni si improvvisano “Maestri” e il pubblico si diverte.

    Grande serata ieri al Festival di Cervo con la presenza degli Ottoni del Carlo Felice, ensemble tutto ligure, che ha regalato un concerto interessantissimo e molto apprezzato dal pubblico presente.
    Sotto la Direzione del Maestro Concertatore Gianluca Silvano, la formazione dei 13 musicisti si è esibita in grande stile con brani classici di Gabrieli, Puccini, Haendel, Bach, Verdi, Stravinskij ma anche incursioni negli autori moderni grazie alle interpretazioni di pezzi di Khachaturian, Williams, Gershwin, Prima, Elfman, Barry, Kamen.
    Con un concerto di rara simpatia e un’occasione musicalmente unica, il Sagrato dei Corallini ha offerto agli Ottoni un palco incantevole per comunicare l’ approccio con la musica e il modo migliore per suonare tromba e trombone. Grazie agli interventi del Maestro Concertatore, Gianluca Silvano, e del Direttore Artistico, Adriano Strangis, infatti, il pubblico ha potuto avvicinarsi al “mondo degli strumenti a fiato”, scoprendone i segreti attraverso le parole di chi da anni fa della musica la massima ragione di vita. L’ensemble in scena ieri sera era composto da: trombe (Oscar Giuffredi, Giuseppe Blengino e Fabiano Cudiz – che suonano anche la tromba piccola, Flavio Bergamasco – che suona anche il filicorno soprano), corni (Vladimiro Cainero, Fabio Uscidda), tromboni (Adriano Strangis, Davide Masenga, Antonio Olivieri), trombone basso (Maurizio Tedesco), tuba (Stefano Ammannati). batteria e percussioni (Alessandro Salandrini) e timpani e percussioni (Dario Doriani).
    Nel parterre, per la bellissima serata, erano presenti: il Prefetto di Imperia, dottor Maurizio Maccari, e il Presidente del Copaco – Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti italiani – onorevole Claudio Scajola.

    Prossimo appuntamento venerdì 10 agosto con il concerto jazz: di scena Rosario Bonaccorso (contrabbasso) e Riccardo Zegna (pianoforte).

    Galleria Fotografica

    Informazioni per il pubblico:
    Ufficio Informazioni Turistiche
    Tel. +39. 0183.40.81.97

    Per informazioni stampa:
    Ufficio Stampa del 44° Festival Internazionale di Musica da Camera di Cervo 2007
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  • “Rondò”, pedane girevoli per negozi. È di So ldati l’ultima novità per l’arredo negozi.


    Sono passati alcuni mesi ormai dall’evento che ha visto il marchio
    SOLDATI ancora una volta al centro dell’attenzione. L’avveniristica scenografia
    dell’Hotel Duomo di Rimini, progettato dal noto designer e architetto Ron Arad,
    ha fatto da cornice alle celebrazioni del quarantennale di attività dell’azienda
    SOLDATI.


    Certamente i 40 anni di lavoro, sempre ai massimi livelli, per la
    produzione di arredo negozi e manichini, hanno portato i loro frutti ed hanno
    contribuito a diffondere il marchio su tutto il territorio nazionale.


    40 anni di obiettivi raggiunti, a partire dai primi passi mossi agli
    inizi degli anni ‘60 dal primo SOLDATI scomparso di recente, che hanno portato
    l’azienda a consolidare nel tempo il proprio successo. Sotto la guida del
    successore, Gianfranco SOLDATI, l’azienda è oggi leader nel proprio mercato per
    la produzione di manichini e arredamenti per negozi, anche grazie alla continua
    ricerca di innovazione che la contraddistingue. A testimonianza di ciò, proprio
    in occasione del quarantennale, SOLDATI ha presentato l’ultimissima novità della
    propria produzione, le pedane girevoli per
    negozi “Rondò” un sistema rotazionale da
    vetrina che consente l’esposizione della merce a 360°. Nelle versioni grande (Ø
    2 m),
    media (Ø 1
    m) e piccola (Ø 50 cm), le pedane “Rondò” possono essere utilizzate per
    sostenere piccole vetrine per
    negozi, busti e manichini, soggetti di varie dimensioni.
    Grande visibilità per la merce esposta ed un po’ di movimento a vetrine e spazi
    espositivi.


    Maggiori dettagli e nuove soluzioni per l’arredo
    negozi
    sono disponibili sul sito www.soldati.it, ricco
    di informazioni, immagini, descrizioni dei prodotti e suggerimenti per la
    progettazione arredi per negozi.



    Ufficio Stampa
    Soldati