Comunicato stampa LAV 20 novembre 2006
PELLICCE DI CANI E GATTI: COMMISSIONE UE PROPONE DIVIETO DI
IMPORTAZIONE E COMMERCIO SU TUTTO IL TERRITORIO EUROPEO.
PLAUSO DELLA LAV CHE INVITA IL GOVERNO ITALIANO A
SOLLECITARNE UNA RAPIDA APPROVAZIONE IN SEDE EUROPEA E AVVIARE L’ITER DI
UNA LEGGE ITALIANA CONTRO L’UCCISIONE DELLE FOCHE.
La
LAV plaude alla proposta presentata oggi dalla Commissione Europea con la quale
si intende vietare l’importazione e il commercio di pelli di cane e gatto
in tutti i Paesi UE. Queste pellicce, infatti, sono vietate finora in cinque dei
25 Paesi che compongono l’Unione. E il nostro Paese fu il primo in
Europa, e secondo nel mondo dopo gli USA, ad aver imposto un bando nazionale
all’importazione e commercio di tali pelli, prima con l’Ordinanza
dell’allora Ministro della Salute Sirchia, emessa nel 2001 e rinnovata
nei due anni successivi, poi con l’inserimento del divieto nella Legge
189/04 contro il maltrattamenti agli animali.
La
Proposta presentata oggi dal Commissario europeo per i consumatori, Markos
Kyprianou, intende organizzare un rigido sistema di controlli con
l’intento di bloccare non solo quei prodotti in cui l’uso di
pellicce di cane o gatto possa essere più evidente, come gli inserti nei capi
di abbigliamento, ma anche quegli oggetti nei quali tale uso potrebbe non
essere palese, come peluche, giocattoli, ma anche cappelli e pantofole, che non
hanno un’etichetta o che, pur avendola, riportano genericamente
“pelliccia sintetica” o di altri animali.
“La Proposta presentata oggi dalla Commissione Europea,
è la testimonianza di una grande attenzione ai consumatori da parte del
Commissario Kyprianou, a cui va il nostro plauso per aver confermato il suo
impegno politico su questo argomento, ed è anche il frutto di anni
di solleciti ed azioni da parte delle associazioni animaliste, con la LAV in
prima fila in Italia, in seguito ad investigazioni e analisi su alcuni capi di
abbigliamento con parti in pelliccia, in vendita nei Paesi Europei –
ricorda Roberto Bennati, responsabile LAV
campagne europee – In
Italia le analisi commissionate dalla LAV rivelarono la presenza di pellicce di
cane e gatto in capi di abbigliamento in vendita presso alcuni grandi
magazzini. Tale scoperta diede origine ad un’ondata di indignazione
dell’opinione pubblica italiana, che portò ai provvedimenti di divieto
emanati in questi anni”.
La
LAV invita il Governo italiano, in particolare il Sottosegretario alla Salute
Gianpaolo Patta e il Ministro per il Commercio con l’Estero, on. Emma
Bonino, a sostenere questa proposta in sede europea, per mettere fine a un
commercio che ogni anno uccide circa due
milioni di cani e gatti in Cina, Thailandia, Filippine e Corea
(stime HSUS). Occorrono, infatti, dai 10 ai 12 cani per confezionare una
pelliccia, molti di più se per realizzarla vengono usati dei cuccioli; 24 se la
pelliccia viene confezionata con pelli di gatto: animali randagi appositamente
catturati, che vengono tenuti in condizioni indescrivibili fino al momento
dell’uccisione, tuttaltro che incruenta.
Ora
la LAV chiede al Governo italiano di seguire questo esempio anche per il
commercio di prodotti di foca. Dopo il voto, venerdì 17 novembre, del Consiglio
d’Europa che ha approvato una risoluzione di condanna della caccia alle
foche e l’indirizzo agli Stati UE a vietare il commercio di prodotti, in
considerazione dell’iter avviato da altri Paesi europei come il Belgio,
l’Olanda, la Germania e la Slovenia, è tempo di approvare una legge che
anche in Italia vieti la commercializzazione dei prodotti di foca. Il Ministro
dell’Ambiente On Pecoraro Scanio, ha oggi la possibilità di avviare la
discussione di una legge che ponga fine alle importazioni e alla
commercializzazione delle pelli di foca.
20.11.2006
Ufficio
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