Autore: Redazione area-press.eu

  • Cenni sugli interessi usurari e anatocistici


    Con quest’ articolo cercheremo di fornire indicazioni sull’usura in genere, ed in particolare in ambito bancario, cercando di essere esaustivi ma senza nessuna pretesa di specificità, ricordando che questo tema, per quanto sensibile e delicato va affrontato con la dovuta serietà.
    In ambito più generale l’usura rappresenta un male della società con origini molto antiche, in sostanza si caratterizza con lo sfruttamento della necessità di denaro delle persone al fine di ricavare un guadagno.
    In ambito finanziario l’usura bancaria si configura qualora sia concesso un prestito a dei tassi superiori rispetto a dei tassi soglia determinati. Il tasso soglia è ricavato dall’aumento della metà del TEGM rispetto ai prodotti finanziari interessati. Il TEGM (tasso effettivo globale medio) è ufficializzato ogni tre mesi l’anno a cura del Ministero del Tesoro.
    Prima del 1996 con una Legge ad hoc antiusura, questo problema molto radicato e importante, non era visto per la sua reale pericolosità. Basta ricordare solo che il codice penale non prevedeva l’arresto in caso di flagranza di reato.
    Nel 1996 si è dovuto correre ai ripari visto l’allargarsi di questo fenomeno negativo, è stata introdotta le Legge nr. 108 che hanno afferrato per mano tale problematica affrontando definitivamente e concretamente il reato di usura, inasprendo le leggi in materia.

    Anche le banche che concedono dei prestiti oltre il tasso di usura incorrono al reato di usura, è previsto tra l’altro in taluni casi, anche la rescissione del contratto in favore del cliente.
    Per ogni prodotto di credito che va dal leasing, al mutuo, alla cessione del quinto o al semplice prestito personale esiste una diversa soglia usura. Basti pensare in mabito di usura mutuo, usura mutui

  • TreGima entra nei social network


    Anche TreGima (azienda leader nella vendita dei mobili a prezzi di fabbrica aperta ai privati) nell’era del web 2.0 entra nei social network più famosi sempre con l’obbiettivo di dare un servizio, delle informazioni in più ai suoi clienti e soprattutto a quelle persone che sono in cerca di informazioni inerenti al fantastico mondo del mobile, della casa e vuole essere informato sulle più importanti fiere del settore.

    Vista l’infinita di social presenti in rete TreGima ha deciso di sceglierne qualcuno, ecco la lista:

    * MyBlogLog
    * Naymz
    * Codiceinternet
    * Diggita
    * Slideshare
    * Segnalo
    * Linkedin
    * Tuttoblog
    * Flickr
    * OkNotizie
    * Technorati
    * Facebook
    * Knol
    * Delicious
    * Youtube

  • CONVEGNO A CAPRI SUL LAVORO IN SOMMINISTRAZIONE E LA FLESSIBILITA’ SOSTENIBILE.


    Nei dieci anni di attività del lavoro “interinale”” nel nostro Paese circa 4 milioni di persone

  • Antiquariato di ottobre


    Siamo lieti di invitarvi all’evento fieristico che si terrà presso la nostra sedi di Cambiago, in via Castellazzo, 8, nei giorni 18-19-21-23-25 ottobre.
    Olttre al mobile antico, si troveranno esposti oggetti, orologi, pizzi antichi e quadri.

  • Due antichi cassettoni raccontano la loro storia


    La passione e il piacere d’osservare i piccoli particolari di un mobile, apparentemente insignificanti, ma capaci di far pian piano riapparire davanti a noi la storia di quell’oggetto, accomuna di solito i restauratori e affascina gli amanti dell’antico. E’ una ricerca appassionante perché sempre intrisa di dubbi e misteri: si ha continuamente la sensazione di aver colto un particolare in più del percorso dell’oggetto in questione, ma senza mai giungere a conoscerlo completamente.
    Lascia poi spesso spazio alla fantasia: chi ha commissionato il lavoro?
    Dove era collocato?
    Che oggetti conteneva?
    Perché ha cambiato di proprietario?
    Volevo tentare di far gustare questo gioco raccontandovi il percorso di lavoro di studio e confronto tra due cassettoni che proporremo in vendita durante l’evento Antiquariato di Ottobre.
    Il caso è particolarmente interessante: si tratta di due cassettoni piemontesi, acquistati dalla stessa famiglia, con caratteristiche simili, ma particolari diversi che li differenziano poi sostanzialmente nel valore.
    Entrambi i cassettoni hanno sul fronte quattro cassetti mossi con profili ebanizzati, secondo il gusto del primo settecento piemontese.

    Il primo cassettone, come si intravede dalla foto, è comple tamente lastronato con essenze d’ulivo e noce. La committenza doveva essere importante, dato che la lastronatura riveste tutta la superficie del mobile e usa l’ulivo come essenza principale con il noce inserito a toppo a formare le filettature decorative; osservando con attenzione si noterà che anche le lesene sono lastronate e i traversi dei cassetti lo sono addirittura con ulivo di testo.

    Il disegno della mossa frontale e la costruzione, tipica della regione, ci avvertono che siamo in presenza di un mobile piemontese. Lo scheletro del mobile è costruito in assi di pioppo spesse più di due centrimetri, il fondo è unito ai fianchi per mezzo di un incastro mezzo-mezzo tenuto da grossi chiodi, mentre i traversi sono inseriti a coda di rondine; il tutto veniva poi nascosto grazie alla lastronatura. Una caratteristica tipica è riscontrabile anche nel decoro che troviamo nei fianchi, che presentano una rosa dei venti inserita in volute semplici.

    Tuttavia il decoro del mobile non è tanto ricco da collocarlo in una fascia di mobili di eccezionale pregio: le filettature infatti sono relativamente semplici, seppur sobrie ed eleganti.
    Osservando con attenzione il cassettone, scopri remo anche dei segni di modifiche o correzioni o restauri effettuati nel corso dei suoi due secoli di storia.

    I piedi, la parte più delicata del mobile, oltre ad essere in parte danneggiati, hanno subito sostituzioni nei supporti di innesto nella struttura. Possiamo verificare anche la sostituzione dello schienale, che, oltre ad essere incongruentemente in legno d’abete, presenta, visto dall’interno, evidenti segni di pialla a filo meccanica presente solo nei primi del novecento.

    La modifica principale riguarda però il piano del cassettone; ad un primo esame, si possono notare due incon gruenze: la prima è che il lastrone non presenta i movimenti e i sollevamenti che dovrebbe aver assunto nel tempo, la seconda è che il piano è decisamente meno decorato dei fianchi, mentre normalmente accadeva proprio il contrario. Incuriositi da queste osservazioni, ad un esame più attento, scopriamo che il piano in noce massello è sì antico, ma presenta segni di un utilizzo diversi nella parte inferiore (tra l’altro avrebbe dovuto essere in pioppo), e che la lastronatura superiore è troppo sottile nello spessore per essere settecentesca.

    Possiamo così supporre che il cassettone, nato con un piano di marmo, sia stato succes sivamente adattato al gusto dei proprietari.

    A conferma di questa ipotesi, troviamo la firma della modifica sotto coperchio, dove è inciso “Boncio anni 1927 Torino”.

    Abbiamo ricostruito fin qui la storia del mobile o almeno di una sua una parte, ed ora? Ricostituendo il piano con un marmo, il mobile tornerebbe forse alla sua struttura originaria, ma perderebbe un pezzo della sua storia. Lascio agli esperti queste riflessioni filologiche su cos’è etico fare su un mobile così antico e mi accontento d’essermi divertito nella sua analisi.
    Ma veniamo al secondo cassettone.

    Si tratta di un mobile nato per essere già strut turalmente importante e di pregio: tutta la struttura è in noce massello a vista e gli intarsi sono a toppo direttamente nel massello. La committenza era importante e ricca visti i materiali utilizzati e la scelta di un’ebanista sicuramente preparato sulle tecniche e le mode decorative dell’epoca: non si trattava certo di un falegname provinciale. Per questo motivo anche il nostro perito colloca la costruzione del mobile direttamente in Torino.

    Il piano è un’asse unica di noce massello presa dal cuore di una pianta di notevoli dimensioni, spessa quattro centimetri così da non subire movimenti, unita ai montanti e alle traverse dello scheletro del mobile tramite incastri a coda di rondine. Il fondo e lo schienale in pioppo massello sono uniti al mobile, come visto nell’altro cassettone, tramite un incastro mezzo-mezzo e l’aiuto di chiodi; anche queste parti sono di notevoli dimensioni e vi possiamo notare i segni dello sgrossino che veniva utilizzato per sgrossare le assi tagliate che non necessitavano levigatura perché nascoste.

    La stessa tecnica costruttiva la ritroviamo nei cassetti, dove la struttura in pioppo è unita al fronte in noce tramite i famosi incastri a coda di rondine. Il fronte mosso dei cassetti è direttamente intagliato nelle assi di noce. Mobile nato per essere robusto, non ha avuto bisogno di sostituzioni o interventi e questo l’ha portato a noi perfettamente integro, con l’eccezione di una spaccatura reincollata sul fronte di un cassetto.

    Anche a livello decorativo l’intarsio in acero eseguito a toppo non solo rispecchia i canoni decorativi piemontesi dell’epoca, ma è realizzato con grande cura nell’esecuzione: è infatti inserito con precisione nel massello; le figure create del disegnatore sono complesse nelle volute, e fini e precise nel mazzo di rose, detto “mazzetto”, tipico decoro piemontese.

    Così i tasselli, che vanno a formare i petali e la volute, non solo sono incisi, ma, per meglio marcarne i contorni, l’ebanista ha usato la tecnica dell’ombreggiatura tramite sabbia calda. Il profilo del piano e dei cassetti a “labbro di moro” ebanizzati esaltano l’armonia e l’eleganza del mobile.

    Anche le serrature risulterebbero originali. Siamo quindi davanti ad un pezzo davvero speciale. Non bisogna però dimenticare che l’esperienza insegna che è davvero un’eccezione che un mobile antico non abbia mai subito neanche un intervento. E allora, ad un esame più accurato, scopriamo che, oltre alla riparazione del cassetto di cui abbiamo accennato, troviamo tracce di restauro nel fondo e in alcuni intarsi. E’ probabile inoltre che anche la lucidatura sia stata nei secoli ripresa, anche se pare sicuro che il mobile non sia mai stato spatinato.

    L’unico intervento significativo lo troviamo nelle maniglie e nelle bocchette che, pur essendo d’epoca corretta, sono state sostituite, come è possibile verificare osservando le correzioni nel buco della bocchette, fatte per adattarle alle serrature originali; nei cassetti inoltre troviamo delle toppe tonde a chiudere dei buchi che fanno pensare che il cassettone portasse dei pendenti a pigna tipici.
    Termino questa lunga e appassionata descrizione ricordando che chiaramente queste verifiche sono nate grazie al confronto con molti colleghi e soprattutto alla collaborazione del nostro perito Vittorio Cuoccio., che ringrazio.

    Vi aspetto alla mostra di ottobre per vedere coi vostri occhi!

  • TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR CHIEDE AL GOVERNO DI RENDERE PUBBLICA LA DISCUSSIONE SULLE PROPOSTE DI MODIFICA AL D. LGS. 286/05 E DI FAR PARTECIPARE AL CONFRONTO SU TALE DELICATISSIMA QUESTIONE, TUTTE LE ASSOCIAZIONI REALMENTE RAPPRESENTATIVE DEL SETT


    La recente approvazione, da parte del Parlamento, dell’art. 83 bis della legge 133/2008 è stata salutata da più parti come un passo in avanti sulla strada di un recupero di legalità in un mercato, come quello dell’autotrasporto di merci, in cui ormai da tre anni, a seguito della deregulation selvaggia in cui lo si è voluto cacciare, la fanno da padroni una committenza senza pudore e senza scrupoli e un’intermediazione sempre più tracotante.
    Ed in cui la sicurezza della circolazione e la legalità sono state finora viste come questioni assai meno importanti del prezzo del trasporto che le diverse committenza riescono a spuntare.
    Perché la nuova normativa sia davvero in grado di porre un argine alle spinte più malsane che agitano il mercato, occorre immediatamente porre mano a una serie di precisazioni; approvare tutta una serie di atti di indirizzo e normativi; riscrivere alcune parti di quel famigerato Decreto legislativo 286/08 con cui è stato consentito alle committenze di oltrepassare qualsiasi ostacolo di carattere tariffario.
    TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR ha, già da alcune settimane, inviato al Governo – senza ottenere risposta alcuna – una lettera per proporre i possibili contenuti delle modifiche da apportare al D. Lgs. 286/05 e delle precisazioni che occorre prevedere rispetto al testo – assi rozzo – dell’art. 83 bis.
    Sembra ora che in qualche Sottocommissione di una Consulta che vive una prorogatio della cui legittimità è ormai lecito dubitare, si stia imbastendo una riscrittura di parti del D. Lgs. 286 senza che al confronto ed alla discussione si dia alcun modo di partecipare, a tutela degli interessi reali delle imprese, ad altri che non siano le solite facce; magari rivestite, in fretta e furia, con una nuova casacca.
    Non vorremmo che, come per altre vicende che sono in questi giorni sotto gli occhi di tutto il paese, si intendesse chiudere questa partita scegliendo gli interlocutori ed evitando di confrontarsi quelle realtà che, come TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR, hanno dimostrato di possedere un reale seguito tra gli autotrasportatori.
    TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR ha avvertito per tempo che non sarà consentito a nessuno di deviare dall’obiettivo – riconosciuto tanto valido dal Parlamento che ha inteso porlo quale titolo dell’art. 83 bis – di dare al mercato dell’autotrasporto norme efficaci e funzionanti a tutela della legalità, della trasparenza e della sicurezza stradale.
    Per far questo occorre superare l’assurda divisione tra contratto verbale e contratto scritto che può permettere alle committenza di continuare a fare il proprio comodo al misero prezzo di un fax e disciplinare in modo più efficace gli accordi di settore per renderli capaci di fornire al mercato l’auspicata flessibilità e trasparenza.
    TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR chiede al Ministro Matteoli ed al Sottosegretario Giachino che venga assicurato, prima di assumere decisioni riguardo alle normative da varare ex novo o da modificare, il più ampio confronto tra tutte le espressioni dell’autotrasporto di merci, e soprattutto di quanti, in questi anni, con maggiore coerenza si sono battuti per imporre una TARIFFA MINIMA DI SICUREZZA PER L’AUTOTRASPORTO ITALIANO.

  • [COMUNICATO LAV E LIPU] PALERMO, AL MERCATO BALLARO’ IMPERA L’ILLEGALITA’: CENTINAIA DI ANIMALI PROTETTI MESSI IN VENDITA


    Comunicato stampa del 16 settembre
    2008

    PALERMO, AL MERCATO BALLARO’ IMPERA
    L’ILLEGALITA’: CENTINAIA DI ANIMALI PROTETTI MESSI IN
    VENDITA

    La LAV e la LIPU chiedono
    l’intervento delle Forze di Polizia



    Commercio abusivo
    di fauna a Palermo, nuovo sopralluogo ed ennesima
    conferma: domenica scorsa i
    volontari di LAV e LIPU si sono recati presso il
    mercato di Ballaro’
    riscontrando una rinnovata ed ancor piu’ florida
    presenza di bracconieri.
    Come ogni domenica mattina venivano esposti per la
    vendita centinaia di
    uccelli appartenenti a specie protette dalla legge.
    ”Tutti gli animali –
    hanno dichiarato Alida Sacco e Giovanni Cumbo,
    responsabili cittadini di LAV
    e LIPU – vengono catturati in natura con
    metodi traumatici. Purtroppo – hanno
    aggiunto i due responsabili – gli
    ultimi interventi delle Forze dell’Ordine
    risalgono alla mattina del 16
    marzo scorso, quando furono sequestrati ben 300
    cardellini. Da allora non e’
    successo piu’ niente e nel mercato di Ballaro’
    sono stati venduti migliaia
    di animali tutti protetti dalla
    legge”.

    LAV e LIPU hanno cosi’ deciso di coinvolgere direttamente il
    Prefetto di
    Palermo facendogli pervenire un dettagliato esposto inviato
    anche
    all’attenzione del Questore, del Comandante provinciale dell’Arma
    dei
    Carabinieri, del Comandante della Polizia Municipale e dei dirigenti
    del
    Corpo Forestale della Regione siciliana. Secondo i responsabili
    cittadini
    di LAV e LIPU, l’avvento della stagione autunnale comportera’
    l’arrivo
    massiccio di stormi di piccoli uccelli provenienti dal Nord Europa.
    E’ il
    business invernale degli uccellatori il quale sostituisce la cattura
    dei
    migratori primaverili e quello dei nidiacei prelevati direttamente al
    nido,
    tipico – invece – della bella stagione.

    La legge italiana
    considera questi animali come patrimonio indisponibile
    dello Stato.
    L’esercizio di forme di caccia vietate dalla legge, come
    l’uccellagione,
    rappresenta un ulteriore grave contributo al depauperamento
    della fauna
    selvatica. I piccoli uccelli vengono catturati facendo scattare
    una rete a
    maglie fitte la quale provoca spesso la morte del 50% degli
    animali. Quelli
    che in effetti arrivano a Ballaro’ rappresentano una
    percentuale minima degli
    animali catturati.

    ”Oltre ai reati venatori – hanno aggiunto Alida Sacco
    e Giovanni Cumbo – va
    sottolineato come le aberranti condizioni di detenzione
    degli uccelli (tra
    cui le gabbie del tutto insufficienti finanche ai loro
    minimi,
    indispensabili movimenti) comportino la piena violazione della legge
    sul
    maltrattamento di animali, fatto questo punito anche con la
    carcerazione.
    Non si capisce come a Ballaro’ i numerosi bracconieri, piu’
    volte condannati
    per vari reati, possano tranquillamente riunirsi ogni
    domenica mattina
    rischiando al massimo una denuncia ogni 10-12
    mesi”.


    ===================================================
    LAV
    Palermo: [email protected]
    www.lavsicilia.itwww.lav.it
    LIPU Palermo: [email protected]www.lipu.it
    ===================================================

  • IVM OFFICE MOBILI PER UFFICIO: TREND POSITIVO IN UN SETTORE IN CRISI


    IVM Office Mobili per UfficioL’arredo ufficio riparte da Lissone: mobili, scrivanie, sedie e novità per il nuovo anno

    IVM Office riparte dal mese di Settembre, alla conquista del settore con le sue collezioni di mobili per ufficio che ben rappresentano un’ottima sinergia tra ergonomia e funzionalità e comprendono arredi operativi, direzionali, sale riunioni, reception, pareti divisorie e sedute sia operative che direzionali. In un settore oggi in crisi, IVM continua il suo percorso in controtendenza registrando risultati positivi, puntando su una forte caratterizzazione del marchio e offrendo al mercato non solo prodotti ma soluzioni ed idee innovative per l
    ’arredamento ufficio. Inoltre, dal punto di vista della promozione via web, è partita anche la seconda tranche della campagna di e-mail marketing promossa da IVM per favorire le occasioni commerciali dei dealers Academy Office.

    Le prossime importanti vetrine internazionali a cui IVM Office parteciperà sono “MEBEL 2008” a Mosca dal 24 al 28 novembre e “The Office Exhibition” a Dubai dal 3 al 5 marzo 2009, dove verranno presentate le nuove linee direzionali “Quadro” e “Loop”.

    Da più di quarant’anni la IVM Office si distingue nel settore dell’arredo ufficio per l’alta qualità, la cura del prodotto e la massima efficienza nella produzione e nella distribuzione. IVM nasce come realtà produttiva dell’arredamento casa/ufficio e, anno dopo anno, si è affermata come azienda sempre più competitiva nell’ambito nazionale ed internazionale.

    Dopo un’approfondita analisi del mercato, delle proprie strategie commerciali e del prodotto, l’azienda ha attuato un’importante ristrutturazione interna acquisendo nuove figure professionali e rinnovando il parco fornitori con l’obiettivo di offrire un prodotto di design a condi
    zioni concorrenziali. A seguito di queste nuove strategie commerciali, IVM decide di specializzare la propria produzione nell’arredamento uffici, tralasciando l’arredo per la casa.

    Puntando a raggiungere la massima competitività, IVM Office investe costantemente in tecnologia e, negli anni, ha dato una forte spinta al design stringendo importanti collaborazioni con designers di livello internazionale quali Ennio Arosio _ suo il progetto del direzionale Master _ e gli architetti Perin e Topan, autori dello storico progetto Logico, oltre aLinea ed E-Sile, ed alle ultime collezioni Loop e Quadro, direzionali dal design essenziale e graffiante di recente presentati all’edizione 2008 del Salone Ufficio _ Milano.
    E’ attivo un Centro Ricerca & Sviluppo con l’obiettivo di integrare il design con la massima funzionalità e qualità del prodotto. Inoltre IVM Office è sempre più riconosciuta come sinonimo di design applicato alla tecnologia, con partners del settore Information Technology del livello di Hantarex.

    Dal 2002 IVM Office lavora per creare un servizio a 360° intorno a
    l mondo dell’ufficio costituendo il Gruppo IVM che comprende, appunto, la IVM Spa, a cui fanno parte i marchi IVM Office e Play Office, e le società TCC srl, specializzata nelle sedute, e Data Office srl, dedicata all’area contract.

    Ufficio Comunicazione
    IVM SpA
    20035 LISSONE (Milano)
    Via C.Cattaneo, 90
    http://www.ivmoffice.it
    Tel.(+39) 039 2443.1
    Fax (+39) 039 2443 252

    Pubblicazione comunicati stampa via internet
    Maleva srl
    www.maleva.it/marketing/
    fabrizio.pivari (at) maleva.it

  • A ROMA IL PRIMO FORUM MONDIALE PER LA SICUREZZA IN AGRICOLTURA


    Roma, 16 settembre 2008. Il prossimo 25 settembre si terrà a Roma il I Forum Mondiale per la Sicurezza in Agricoltura (Global Agricultural Safety Forum) che vedrà la partecipazione dei maggiori esperti nazionali e internazionali sui temi della sicurezza agricola. Durante la conferenza verrà lanciata la campagna La Sicurezza Salva, un’iniziativa volta a sensibilizzare i media, la cittadinanza e gli operatori del settore sui temi della sicurezza nel mondo agricolo. In questa prima edizione della campagna sono state identificate quattro aeree di lavoro (sicurezza dei disabili, delle donne, degli immigrati e malattie professionali) di cui discuteranno, nel corso del pomeriggio, esperti del settore e testimoni dal mondo agricolo. La campagna di sensibilizzazione mira inoltre ad affrontare il tema degli infortuni e delle morti bianche nel settore agricolo, spesso ignorati dai mezzi di informazione.
    Nella sessione mattutina, dedicata a “La sicurezza e le macchine agricole: stato dell’arte ed evoluzioni”, sono previsti gli interventi del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, dei vertici dell’Ispesl, dell’Inail e del Coordinamento delle Regioni. Tra gli ospiti internazionali si segnala la presenza di rappresentanti delle Nazioni Unite, dell’Ocse, del Cen. Prenderà inoltre parte all’evento Peter Lundqvist, professore della Facoltà di Scienze agricole dell’Università svedese di Alnarp, che coglierà l’occasione per illustrare i risultati di un rapporto sul tasso di incidenza degli incidenti in agricoltura nei paesi nordici e le azioni intraprese al fine di eliminare del tutto gli infortuni mortali entro il 2012. È stato inoltre invitato a intervenire un altro illustre ospite straniero, Murray Madsen, dell’Università dell’Iowa, che illustrerà le misure preventive adottate negli Stati Uniti. Chiuderà la sessione del mattino il prof. Antonino Failla, Presidente dell’Associazione Italiana di Ingegneria Agraria.
    Il tema della tavola rotonda pomeridiana sarà: “La sicurezza e le macchine agricole: adempimenti e prospettive per gli operatori”, a cui parteciperanno imprenditori del settore agricolo e del commercio ed esperti dell’Inail, dell’Ispesl e dell’Osservatorio sugli Infortuni.
    La conferenza, è stata promossa da ENAMA, l’Ente Nazionale per la Meccanizzazione Agricola. L’ENAMA è un’associazione che ha tra gli scopi sociali quello di offrire al settore agro-meccanico un efficace supporto volto a migliorare la competitività, a sviluppare le tecnologie ed a riconoscere le prestazioni e la sicurezza delle macchine agricole; ENAMA punta a diffondere la cultura della certificazione, dell’innovazione e del corretto uso dei mezzi meccanici per una agricoltura competitiva e sicura per gli operatori, l’ambiente e le produzioni agrarie. I membri di ENAMA sono: Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Regioni, Assocap, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Unacma, Unacoma, Unima e come struttura operativa il CRA-ISMA – Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura – Istituto Sperimentale per la Meccanizzazione Agricola.

    UFFICIO STAMPA [email protected]

  • Comunicazione eventi: Aipem pensa ai 30 anni del Parco Zoo di Lignano Sabbiadoro


    Il Parco Zoo Punta Verde di Lignano Sabbiadoro nel 2009 compie 30 anni. Aipem sta organizzando il grande evento che accompagnerà i festeggiamenti per il compleanno del Parco