Autore: Redazione area-press.eu

  • Primi nei Motori di Ricerca


    Tecniche, risorse, informazioni e tutto quello che serve per posizionarsi primi nei motori di ricerca.
    Oggi più che mai è importante sapere come apparire in prima pagina se si vuole che la nostra attività possa decollare.
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  • Impenna il capitale sociale di Bimota


    E’ stato recentemente deliberato (e versato) l’aumento di capitale sociale da 6 a 8 milioni di euro di Bimota, azienda motociclistica riminese.

    L’azienda è stata fondata è avvenuta negli Anni ’70 ad opera di due imprenditori, Valerio Bianchi e Giuseppe Morri, e di Massimo Tamburini, disegnatore di motociclette che, accumunati dalla passione per le due ruote, hanno creato una società destinata ad entrare nell’Olimpo delle moto.

    I mondiali vinti sono due: nel 1980, con Jon Ekerold, e nel 1987, con Virginio Ferrari, che hanno segnato l’apice della notorietà dell’azienda.

    Negli anni successivi l’impresa accusa una drastica riduzione delle vendite, scotto di un mercato non ancora pronto a prodotti tanto innovativi.

    La compagine sociale cambia: nel 2003 viene acquistata dall’Ing. Roberto Comini, imprenditore del comparto chimico e farmaceutico, deciso a portare il marchio all’auge dei campionati del mondo.

    E si può dire ce la stia facendo. Il capitale sociale dal 2003 ad oggi è aumentato del 400%, raggiungendo gli 8 milioni di euro.

    I risultati segnano un trend positivo del fatturato, con una crescita media annua del 120% negli ultimi 5 esercizi (da 1,2 milioni di euro nel 2004 ai 7,2 del 2008) grazie soprattutto alle vendite all’estero.

    Il design italiano e la cura nei particolari fanno breccia nel cuore degli stranieri cui è destinato mediamente il 60% della produzione.

    Ottimi i traguardi raggiunti per una piccola azienda che, con solo 15 dipendenti, riesce ad andare controtendenza con un’invidiabile solidità patrimoniale, spinta da quella passione che ha animato i fondatori e che si continua respirare nello stabilimento di Rimini.

  • Assessore triestino irascibile, l’Italia dei Diritti ne chiede le dimissioni


    Trieste – “Una persona che non rispetta il lavoro degli altri, soprattutto se questa persona ricopre un incarico politico istituzionale, il minimo che dovrebbe fare è dimettersi perché palesa un evidente conflitto con le regole della buona educazione”.
    Durissimo il commento di Luigino Smiroldo, responsabile per il Friuli Venezia Giulia dell’Italia dei Diritti, nel commentare la notizia di come Franco Bandelli, assessore ai Lavori pubblici del comune di Trieste, ha reagito di fronte alla multa comminatagli da una vigilessa che gli contestava la sosta vietata per la sua automobile. Giunto immediatamente sul posto l’assessore, appartenente ad Alleanza Nazionale, ha inscenato una plateale lite con l’agente che, per niente intimorita dall’accesso d’ira e dalle urla furiose dell’uomo, ha continuato imperterrita a fare il suo lavoro. L’inquietante siparietto si è protratto per qualche minuto. Alla fine il vulcanico assessore dovrà pagare 74 euro di multa. E forse non solo questo.

    “Se questa persona non si rende conto del ruolo pubblico che riveste – rincara Smiroldo – e soprattutto degli oneri che tale ruolo comporta, allora non ha capito nulla. Di conseguenza non è più in grado di espletare il mandato affidatogli dai cittadini. La sua reazione scomposta è frutto del mancato rispetto per l’altra persona, e come aggravante di ciò c’è anche la mancanza di riguardi per il lavoro altrui, in questo caso un pubblico ufficiale. Perciò – conclude seccamente Smiroldo – ribadiamo a gran voce la richiesta di dimissioni per Bandelli”.

    Ad avvalorare le dichiarazioni del suo rappresentante, interviene sul fatto anche il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro che lapidario afferma: “Invito immediatamente il sindaco a ritirare la delega a questo assessore che, a giudicare da quanto è successo, non sembrerebbe più in grado di assicurare quanto richiestogli dal suo ruolo istituzionale”.

  • Iniziate da Brescia le selezioni 2009 di Artisticamenteio


    Il Festival è una consolidata vetrina nazionale di artisti provenienti da tutte le regioni, con sezioni dedicate a ballerini, cantanti, poeti, comici, prestigiatori, imitatori, barzellettieri, artisti.
    Anche quest’anno “Artisticamenteio” sta componendo una variopinta carovana iniziando il suo tour nel nord Italia da dove procederà percorrendo tutta la penisola alla ricerca dei talentuosi d’Italia, per concludere il viaggio nelle più belle location della Calabria.
    Tantissimi i giovani e molti anche gli artisti già maturi che si sono accalcati, animando piacevoli serate, nei night in cui sono in corso le divertenti audizioni.
    Uno stimolante percorso “on the road” che offre una ribalta alle espressioni che si muovono nelle città italiane, ed è possibile seguire sul sito internet ufficiale www.artisticamenteio.com .
    “E’ un’esperienza davvero gratificante”, spiegano i giovani componenti di una band bresciana, in coda per i provini, “ E’ bellissimo incontrare tanti ragazzi come noi, con le nostre stesse speranze, i nostri stessi sogni… la nostra stessa passione per la musica!”.
    E tra solfeggi, passi a due e macchie di colori a tempera, si susseguono le ore di selezione e le file di giovani sognatori: chi aspetta speranzoso, chi chiama in continuazione i genitori, chi urla di gioia, chi torna a casa non senza nascondere le lacrime.
    Ed ancora non si è conclusa la prima tappa 2009 che già si programma la prossima: alla scoperta dei talenti nella città di Torino.
    La carovana di “Artisticamenteio” sta arrivando e sta cercando proprio te! Lascia a casa le paure e corri incontro al tuo sogno!
    Per tutte le info: www.artisticamenteio.com

  • De Pierro, test psicoattitudinali quinquennali per le forze di polizia


    Roma – “E’ assurdo che una persona sia arruolata e poi per quarant’anni di servizio non venga più valutata.
    Perciò è necessario che gli appartenenti alle forze dell’ordine vengano sottoposti a test psicoattitudinali almeno ogni cinque anni. Si tratta, infatti, di persone soggette a forte stress psicologico, di uomini che hanno gli ammortizzatori psichici più cagionevoli e inclini a indebolimento, proprio in virtù dell’arduo e periglioso compito nella prevenzione del crimine e al servizio della collettività. Pertanto occorre costantemente monitorare se ci sono ancora quei requisiti idonei emersi in sede di arruolamento”. Lo dichiara con fermezza il presidente del movimento nazionale Italia dei Diritti Antonello De Pierro, il quale ritiene indispensabile intervenire il prima possibile affinché ci sia un maggior controllo su quei tutori dell’ordine che quotidianamente sono chiamati a salvaguardare e difendere l’ incolumità altrui. Il tutto finalizzato sempre a garantire la totale sicurezza dei cittadini, come precisa lo stesso De Pierro: “Chi possiede in dotazione un’arma di ordinanza deve essere messo in condizione di espletare il proprio lavoro in condizioni di tranquillità estrema e sicurezza assoluta. Proprio per questo – continua – è necessario che venga sottoposto costantemente a verifiche, al fine di impedire che possano crearsi falle a livello psichico”.
    Nel suo intervento, il massimo esponente dell’Italia dei Diritti mette in luce, come già evidenziato da lui stesso in precedenza, anche un altro aspetto, spesso latente ma potenzialmente latore di conseguenze preoccupanti: il fattore mobbing, un fenomeno molto accentuato tra i rappresentanti delle forze di polizia. “L’eventuale cedimento psicofisico non è dovuto solo al lavoro stressante, a motivi familiari o a fattori personali. Infatti, non va dimenticato il mobbing. E questo rischio non riguarda solo il soggetto mobbizzato, ma anche il mobber, cioè colui che esercita azione di mobbing sugli altri proprio perché ha di fondo dei problemi caratteriali, delle frustrazioni, dei tratti di personalità deviati e virtualmente pericolosi, cosa a maggior ragione allarmante in quanto trattasi di persona dotata di un arma”. I test psicoattitudinali servirebbero anche a bloccare questo genere di rischi, contribuendo ad individuare sia il mobber sia il mobbizzato, salvaguardando tutti, tutori dell’ordine e cittadini.
    “L’introduzione di questi test – conclude perentorio De Pierro – è una cosa da cui non si può più prescindere se pensiamo sia alla salute di queste persone che subiscono particolari pressioni psicologiche e stress, sia alla sicurezza della gente comune”.

  • BOCCE – Trionfo del sedicenne Giovanni Quartuccio. A Reggio le soddisfazioni giungono dai giovanissimi.


    In molti pensavano che lo sport delle bocce fosse destinato a “chiudere” il proprio ciclo vitale, allorquando gli atleti – la maggior parte in età avanzata – avessero deciso di appendere le classiche scarpette al chiodo.
    Non si intravedevano spiragli, i giovani “abbagliati” da sport più allettanti difficilmente si avvicinavano nei bocciodromi, sia per seguire come spettatori sia per tentare l’approccio ad uno sport che ancora molti – a torto – considerano un “gioco”.
    A Reggio Calabria, la lungimiranza della dirigenza della Società Bocciofila “Città di Reggio” affiliata alla Federazione Italiana Bocce del CONI, presieduta da Demetrio Surace con la tenacia e la costanza del Direttore Tecnico Domenico Quartuccio, andando controtendenza ha puntato il tutto per tutto sui giovani.
    Un lavoro capillare nelle scuole, un “accordo” con i “veci” che hanno invertito la classifica frase di “adotta un nonno” tramutandola in “adotta un giovane per le bocce”, hanno consentito a molti ragazzi e giovani reggini di scoprire il meraviglioso mondo delle bocce fino al punto di appassionarsi, apprendendo i primi rudimenti tecnici e regolamentari delle Bocce. Pian piano il bocciodromo di Via Sila (ove opera la Società Bocciofila “Citta di Reggio”)che lentamente ed al tempo stesso inesorabilmente si svuotava ha ripreso a popolarsi con una miriade di giovani. E dopo le prime gare, le prime trasferte ed i primi risultati, i giovani bocciofili hanno cominciato ad entusiasmarsi, facendo essi stessi da testimonial di uno sport appassionante. Enorme la soddisfazione dei “veci” nel vedere i propri pupilli salire sui gradini del podio, “masticando amaro” talvolta per una sconfitta subita dai neofiti delle bocce, ma sempre con il sorriso tra le labbra per esserne i “padrini”.
    Dopo le prime performance sia in Calabria che in Italia dei giovanissimi Giovanni Quartuccio, Antonino Quartuccio, sia a livello giovanile sia in gare di categoria “C”, competendo talvolta anche con bocciofili di categoria “B” ed “A”, non scoraggiandosi per qualche inevitabile sconfitta e facendo tesoro dell’esperienza dell’avversario, cominciano ad arrivare i primi successi di categoria sia a livello individuale che a coppia.
    Il XX° Trofeo Virtus Soccorso organizzato dall’omonima società reggina, ha consacrato la linea giovane scelta dal presidente Demetrio Surace e dal Direttore Tecnico Domenico Quartuccio. Infatti nella gara regionale “individuale” per 64 formazioni, disputata sui bocciodromi del Comitato provinciale di Reggio Calabria, alla quale hanno preso parte i migliori bocciofili calabresi e delle città siciliane di Catania e Messina di categoria “C”, “B” e “A”, il successo è andato al 16enne Giovanni Quartuccio della Società Bocciofila “Città di Reggio” che in finale ha “superato” il compagno di squadra Emanuele Quartuccio. Il podio è stato completato con il terzo posto di Antonino Azzarà (atleta di categoria “A”) sempre della “Città di Reggio” ed il quarto di Carmelo Trimarchi della società “Fratellanze” di Messina. Una gara avvincente nella quale i giovanissimi reggini (categoria Allievi – abilitata alla categoria “D”) hanno sciorinato tutto il loro bagaglio tecnico, alternando precisissimi accosti a dirompenti raffate, il tutto unito ad una visione di gioco impeccabile. Ottima la prova anche degli altri allievi che sono stati eliminati nel corso della competizione. La Società Bocciofila “Città di Reggio” ha conquistato il primo posto anche nella speciale classifica per Società.

  • “COMICS FOR PEOPLE”


    Tutti insieme sul palcoscenico: Stefano Chiodaroli, Mr. Forrest, e Gigi Rock – capitanati da Leonardo Manera – per una serata benefica per sostenere il progetto per i bambini poveri della favela di Valeria Salvador de Bahia, in Brasile.
    L’evento è curato dall’associazione Project for People ONLUS e avrà luogo venerdì 17 aprile alle ore 21.00 presso il TEATRO LEONARDO DA VINCI di Via Ampère 1, Milano. Ingresso 20 Euro.

    Informazioni e vendita biglietti:
    Project for People
    tel. +39 02 3655 2292 – fax +39 02 9998 2010
    [email protected] – www.projectforpeople.org

    Il progetto nasce dall’idea di creare una scuola materna e una di alfabetizzazione destinate a bambini tra i 3 e i 6 anni figli di genitori poveri e analfabeti. Nel 2008, grazie all’autorizzazione del governo brasiliano, è stata attivata anche la prima classe di scuola elementare per garantire la continuità del percorso scolastico dei bambini all’interno della stessa struttura ed è stato avviato il programma di sostegno a distanza per i bambini della favela di Valéria, a Salvador de Bahia, Brasile.

    In un contesto dove il servizio scolastico è ancora un privilegio destinato a pochi, dove a causa del ridotto numero di scuole primarie l’accesso è garantito solo ai bambini che sappiano già leggere e scrivere, è necessario intervenire affinché tale requisito sia disponibile anche per i bambini poveri e di bassa estrazione sociale che trascorrono le loro giornate in strada, tra lavoro minorile, abbandono e violenza urbana.

    Bastano meno di 66 centesimi al giorno, € 240,00 per 1 anno, per aderire al progetto di adozione a distanza, e permettere l’accesso all’istruzione primaria di un bambino brasiliano.

    Dopo il successo di pubblico ottenuto dallo spettacolo organizzato da Project for People lo scorso ottobre, Leonardo Manera ha rinnovato la sua disponibilità coinvolgendo anche altri famosi comici di Zelig nella realizzazione di un recital il cui ricavato andrà a sostegno del progetto per i bambini poveri della favela di Valeria, Salvador de Bahia (Brasile).

    Nasce così l’idea di “Comics for People”, un esilarante spettacolo che vedrà alternarsi sul palcoscenico del teatro Leonardo di Milano i personaggi nati dalla fantasia di Stefano Chiodaroli, Mr. Forrest, Leonardo Manera e Gigi Rock.

    La serata è organizzata dall’associazione Project for People ONLUS e avrà luogo venerdì 17 aprile alle ore 21.00 presso il TEATRO LEONARDO DA VINCI di Via Ampère 1, Milano.
    Ingresso 20 Euro.

    Informazioni e vendita biglietti: Project for People
    tel. 02 3655 2292 – fax 02 9998 2010
    [email protected] – www.projectforpeople.org

    Project for People ONLUS, attiva dal 1993, realizza progetti di cooperazione e sviluppo in India, Africa, Brasile e Bosnia. La promozione dello sviluppo locale è attuata attraverso progetti ideati, realizzati e gestiti con partner locali. Uno degli obiettivi più importanti dei progetti è l’autosostenibilità: si basano sul supporto iniziale dell’Associazione e in seguito sono autonomamente gestiti dai partner locali. In questo modo i risultati sono duraturi e portano benefici anche in termini di consapevolezza, di cultura sociale e di crescita umana delle popolazioni interessate.
    I beneficiari sono oltre 1.000.000 di uomini, donne e bambini.
    Nel corso degli anni l’Associazione ha consentito la realizzazione di ospedali, ambulatori, abitazioni, corsi per infermieri e dottori, scuole, banche per il microcredito e l’installazione di impianti per l’acqua potabile e strutture igienico sanitarie. Inoltre, attraverso il sostegno a distanza ha realizzato progetti di formazione scolastica, di nutrizione e di educazione alimentare.

  • Gestione personale dei risparmi


    Oggi diventa sempre più difficile capire di chi fidarsi per la gestione dei propri risparmi, vista la facilità con cui si rischia di acquistare prodotti falsamente sicuri. Proprio per questo sono sempre più le persone che cercano di informarsi e di decidere personalmente il destino dei propri risparmi, anche senza sapere quasi nulla sulle dinamiche che regolano i mercati e l’economia.
    “Autoconsulenza finanziaria” di Patrizio Messina si rivolge principalmente proprio alle persone che vogliono iniziare a gestire da sole i propri risparmi in modo consapevole.
    Patrizio Messina oltre che esperto un esperto consulente finanziario è uno scrittore davvero capace. Parte dalle basi, non da nulla per scontato ed è molto scorrevole; Adatto a chi vuole imparare a gestire da solo i propri risparmi anche se fino a prima della lettura di questo libro non sapeva nulla di finanza e funzionamento dei mercati.

    Si rivolge a qualunque tipo di risparmiatore, spiega le migliori tecniche di investimento a seconda delle possibilità economiche di ognuno e non risparmia esempi concreti molto chiari che dall’inizio alla fine del libro fanno sembrare semplici concetti che non lo sono per niente.
    Non tralascia nulla di ciò che normalmente concorre a definire la situazione finanziaria di una persona: mutui, pensione, risparmi, debiti. Permette quindi prima di mettere bene a fuoco le proprie condizioni economiche per poi fare dei piani che permettano nel tempo di migliorare la propria condizione finanziaria calcolando gli eventuali rischi.

    Leggi la scheda completa e scarica il primo capitolo in omaggio!

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  • Troppi illeciti e risarcimenti nella P.A., De Pierro solleva il caso


    Roma – “Sono tantissimi i casi di provvedimenti illegittimi emessi dalla Pubblica Amministrazione e, anche se in forma ridotta rispetto al numero di provvedimenti impugnati, sono numerosi i ricorsi al Tar.

    Se a pagare le spese di ciò è soprattutto la Pubblica Amministrazione, e non certo il dirigente o il funzionario responsabile del procedimento, il tutto va a gravare ingiustamente sulla collettività. Infatti, se non è dimostrabile il dolo o la colpa grave da parte del responsabile, non è prevista una rivalsa personale del dipendente oppure di chi è vittima dell’illecito”. È quanto dichiara Antonello De Pierro, presidente del movimento nazionale Italia dei Diritti, sollevando una questione di notevole rilevanza, spesso sottaciuta dai giornali e dai mass media in generale, e di conseguenza ignorata dalla stragrande maggioranza dell’opinione pubblica. Ogni anno, infatti, sono sempre più cospicui i casi di ricorso al Tar per danni procurati ai dipendenti della Pubblica Amministrazione (oppure a chi ad essa si rivolge) con derivante richiesta di risarcimenti, il cui ammontare a volte raggiunge cifre ingenti e onerose per le casse dello Stato che naturalmente si ripercuotono sulle spese a carico dell’intera comunità.
    “Però, una situazione di questo tipo – spiega De Pierro – a nostro avviso fa sì che si adottino provvedimenti con opinabile superficialità, poiché chi compie l’illecito non rischia nulla a livello soggettivo. Abbiamo rilevato con sommo stupore che molti provvedimenti illegittimi di questo genere, con conseguenti ricorsi ai tribunali amministrativi, vedono come protagonisti dirigenti e funzionari del Ministero dell’Interno. Spesso – prosegue – si attuano provvedimenti illeciti anche contando sul fatto che il danneggiato, il più delle volte e per svariati motivi, non impugni il provvedimento stesso. Personalmente – precisa De Pierro – ritengo che in alcuni casi il dolo o la colpa grave siano desumibili palesemente dagli atti procedimentali. Faccio un esempio su tutti: se si avvia un procedimento che ha una durata stabilita (in genere 90 giorni se l’amministrazione non indica i termini, altrimenti quanto indicato in un lasso di tempo ragionevole), e se poi si emette il provvedimento (per ipotesi un trasferimento) diversi mesi dopo lo scadere dei termini, non è difficile allora evidenziare il dolo o eventualmente almeno la colpa grave, in quanto una cosa del genere è possibile solo in presenza di una pesante negligenza da parte del personale preposto”.
    Il fatto in questione merita una riflessione più approfondita da parte delle istituzioni volta ad individuare i rimedi più efficaci e le soluzioni più soddisfacenti sia per lo Stato sia per i cittadini. Intanto il leader dell’Italia dei Diritti, in base ad una accurata indagine, avanza la sua proposta: “Questa nostra denuncia affonda le sue radici nell’analisi degli sprechi della P.A. a cui il ministro Brunetta ha pensato bene di mettere un freno. A nostro avviso in maniera sbagliata. Chiediamo perciò – aggiunge – che, se non viene dimostrato il dolo o la colpa grave e a livello risarcitorio non ci si può rifare sul responsabile, almeno vengano attuate delle sanzioni consistenti ad esempio in un immediato trasferimento dalla sede di servizio del firmatario dell’atto illegittimo. Noi dell’Italia dei Diritti siamo molto determinati in questa nuova lotta civile che iniziamo oggi, poiché crediamo che da una gestione più oculata di siffatte pratiche ci potrà essere un notevole risparmio per l’Erario, dunque per la collettività, e un significativo sfoltimento dell’aggravio procedurale presso i tribunali amministrativi e civili ”.
    Quindi, chiamando in causa direttamente il titolare del dicastero della Funzione Pubblica, nei confronti del quale è già stato sollevato il problema delle patologie legate al mobbing nel pubblico impiego – problema che marginalmente si manifesta anche nel caso oggetto di discussione – De Pierro afferma deciso: “Crediamo che il ministro Brunetta, a cui penso stia fermamente a cuore una politica di abbattimento degli sprechi, non possa che essere concorde con questa nostra presa di posizione. È in virtù di questo che chiederemo entro breve tempo un incontro con il ministro”.

  • Vacanze in famiglia? Cofman.it offre case vacanze adatte ad ogni tipo di esigenza.


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