Autore: Redazione area-press.eu

  • Sony Pictures Entertainment sceglie BMC Software per migliorare l’efficienza e la reattività del proprio ambiente IT


    Famosa per le sue magie informatiche, utilizzate per realizzate tantissimi successi cinematografici di Hollywood, Sony Pictures Entertainment dedica costantemente una particolare attenzione alla propria infrastruttura IT e al suo impatto sulle attività aziendali. Per supportare al meglio le richieste di business provenienti dalla propria organizzazione, la divisione IT di Sony Pictures ha scelto di affidarsi a BMC Software [NYSE: BMC] per consolidare le operazioni del service desk all’interno di tutta la sua struttura.

    “BMC Software ci permette di gestire in modo integrato processi, personale e tecnologia all’interno di un unico sistema affidabile e sicuro, capace di migliorare la qualità e il rapporto costo/prestazioni dei servizi IT erogati a livello corporate”, ha osservato Michelle Veo, Executive Director of Enterprise Systems di Sony Pictures.

    L’implementazione della soluzione Remedy IT Service Management di BMC ha permesso a Sony Pictures di consolidare con successo le proprie operazioni di service desk attraverso una soluzione che è parte integrante della piattaforma Business Service Management (BSM) di BMC. Grazie all’implementazione della soluzione BMC, la divisione IT ha ottimizzato la propria rapidità di reazione rispetto a potenziali criticità, riuscendo inoltre a rendere globale la funzione Service Desk. Raggiungendo questi obiettivi, Sony Pictures ha ridotto i costi del proprio servizio IT e ha potuto completare con successo la propria iniziativa globale ITIL (IT Infrastructure Library).

    “Sony Pictures Entertainment ha compreso quale sia la complessità dei costi associati all’IT e come questa si possa ripercuotere negativamente sulla capacità dell’azienda di soddisfare le esigenze del business”, ha spiegato Dev Ittycheria, President Enterprise Service Management Business Unit di BMC. “Collaborando con noi, la divisione IT di Sony Pictures ha sviluppato un approccio operativo efficace, efficiente e ripetibile, in grado di generare maggiore valore per il business e capitalizzare sugli investimenti effettuati nel controllo”.

    A livello mondiale, le aree di intervento di Sony Pictures Entertainment riguardano il mondo della cinematografia, televisione, home video, studio, tecnologie di entertainment e distribuzione cinematografica in più di 130 Paesi.

    Business runs on IT. IT runs on BMC Software.
    Il business prospera quando l’IT opera in maniera più intelligente, rapida e capace. Ecco perché le organizzazioni IT più esigenti del mondo si affidano a BMC Software per la gestione dei loro ambienti mainframe e distribuiti. Leader riconosciuto nel Business Service Management, BMC offre un approccio completo e una piattaforma unificata che aiutano le organizzazioni IT a ridurre i costi, limitare i rischi e promuovere i risultati operativi. Nell’esercizio chiusosi il 31 dicembre 2008 BMC ha registrato un fatturato di 1,86 miliardi di dollari circa. Per maggiori informazioni è possibile visitare l’indirizzo www.bmc.com.

  • Anche il Dna “clandestino”” fa la sua parte”


    D’ora in poi sarà vietato snobbarlo o definirlo, come in passato, “spazzatura”: quella metà del nostro genoma costituita da sequenze di Dna ripetute centinaia di migliaia di volte che sembravano prive di significato in realtà risponde a un preciso programma genetico e contribuisce in maniera decisiva a dare un’identità alle diverse cellule dell’organismo umano.

    La scoperta è annunciata oggi da Nature Genetics* ed è frutto di una collaborazione internazionale. Vi hanno preso parte il gruppo di lavoro del Laboratorio di Epigenetica del Dulbecco Telethon Institute giodato da Valerio Orlando (nella foto accanto) ed ospitato dall’IRCCS Fondazione Santa Lucia e dall’Ebri di Roma; il team di Piero Carninci dell’OMICS Centre del RIKEN di Yokohama in Giappone; l’Università di Queensland in Australia. In Italia lo studio è stato finanziato da Telethon, da Airc- Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro e da Compagnia di San Paolo.

    Il lavoro segna una tappa storica nella ricerca genetica, svelando come il “lato oscuro del genoma” si comporti esattamente come i geni, che invece rappresentano soltanto il 2% dell’intero patrimonio genetico. Non solo: quelle sequenze ripetute sono essenziali per il corretto funzionamento dei geni. Infatti, i ricercatori hanno dimostrato che alcune di queste sequenze vengono trascritte in precisi momenti della vita cellulare, per esempio durante le prime fasi dello sviluppo o il differenziamento. Altre sono in grado di inserirsi in prossimità dei geni e di regolarne l’attività: in alcuni casi, questo fenomeno può avere anche effetti patologici significativi come, ad esempio, la trasformazione della cellula sana in una tumorale. Il lavoro di Orlando, Carninci e collaboratori dimostra quindi per la prima volta come tali sequenze si comportino secondo un programma definito e in grado di influenzare la vita delle cellule.

    L’origine evolutiva delle sequenze ripetute – che in totale rappresentano ben il 45% dell’intero genoma – va ricercato nei trasposoni, particolari segmenti di Dna che hanno la capacità di spostarsi da una parte all’altra di un cromosoma, oppure da un cromosoma a un altro. I trasposoni hanno un ruolo molto importante dal punto di vista evolutivo, perché data la loro natura mobile sono in grado di creare variabilità e – potenzialmente – di far acquisire o di far perdere delle funzioni biologiche. Già sessant’anni fa la biologa americana Barbara McClintock lo aveva intuito e aveva descritto queste particolari sequenze nella pianta di mais: era il 1951, con due anni in anticipo rispetto alla scoperta della struttura a doppia elica del Dna. Ignorata, quando non direttamente osteggiata dalla comunità scientifica di allora – ancorata a una visione “statica” del genoma – la McClintock ha visto riconosciuti i suoi meriti solo a partire dagli anni Settanta, arrivando poi nel 1983 ad essere insignita del Premio Nobel per la Medicina.

    Oggi, grazie soprattutto alle sofisticate tecnologie disponibili (le deep sequencing) e alle competenze multidisciplinari, Orlando, Carninci e i loro collaboratori sono riusciti finalmente a verificare questa fondamentale ipotesi e a “riabilitare” questa grossa porzione del nostro Dna, finora considerata appunto come una sorta di scarto o, meglio, di Dna clandestino e misterioso, apparentemente inutilizzato. La scoperta potrà contribuire all’analisi di tutti quei meccanismi che agiscono “al di sopra dei geni” – detti per questo epigenetici – e che potrebbero influenzare, tra l’altro, la diversa manifestazione delle malattie tra singoli individui, la risposta individuale ai farmaci o, in casi particolari, l’applicabilità della terapia genica.

    *Geoffrey J Faulkner, Yasumasa Kimura, Carsten O Daub, Shivangi Wani, Charles Plessy, Katharine M Irvine, Kate Schroder, Nicole Cloonan, Anita L Steptoe, Timo Lassmann, Kazunori Waki, Nadine Hornig, Takahiro Arakawa, Hazuki Takahashi, Jun Kawai, Alistair R R Forrest, Harukazu Suzuki, Yoshihide Hayashizaki, David A Hume, Valerio Orlando, Sean M Grimmond1 & Piero Carninci, “The regulated retrotransposon transcriptome of mammalian cells”. Nature Genetics, 2009.

  • Finalmente l’e-commerce in tutta semplicità e sicurezza!


    Prestashop è il nuovo software professionale di e-commerce in piena espansione. Grazie ai suoi template con smarty e css facilmente modificabili, alla sue tecnologie ajax, al suo motore jquery integrato e, soprattutto ai suoi infiniti moduli facilmente programmabili ed in continuo aggiornamento, Prestashop è in assoluto il migliore strumento attualmente esistente.

    Iwbank, invece, rappresenta il massimo della tecnologia bancaria, in grado di garantire un dialogo continuo, sicuro e rapido con la Rete.

    Attraverso lo sviluppo di Planate-i TFD, IwSmile, la soluzione che IwBank offre per i pagamenti on line, diventa modulo Prestashop e permette a chi lo desidera di entrare a far parte dello straordinario mondo dell’ E-commerce.

    Maggiori informazioni su www.prestamodules.com alla voce IwSmile.

  • eFinancialCareers and Labyring – Quando il business network diventa finance


    eFinancialCareers, il job site a livello mondiale specializzato in carriere per la finanza , ha stipulato una partnership esclusiva con Labyring, creando il primo Business Network italiano per i professionisti del settore finanziario.

    Il Centro Carriere sarà consultabile dagli utenti direttamente dalla homepage del sito di Labyring con la pubblicazione delle offerte di lavoro , articoli e le ultime tendenze sul mercato del lavoro presentate da eFinancialCareers.
    Labyring, raggiungibile all’indirizzo http://www.labyring.com/, presenta molte caratteristiche innovative sia nella gestione e costruzione delle relazioni professionali sia nell’opportunità di poter condividere le conoscenze. Il Financial Business Network è disponibile sia in italiano che in inglese.
    Grazie ai servizi di eFinancialCareers, la sezione lavoro consente l’accesso ad uno dei più grandi database a livello mondiale dedicato agli annunci di impiego nei settori finanziario , bancario ed amministrativo.

    Alessandra Tocco, Marketing Manager di eFinancialCareers, dichiara: “eFinancialCareers è considerato il mezzo più utilizzato ed innovativo per coloro che cercano lavoro nel mondo della finanza. Vediamo la partnership con Labyring come un prolungamento del nostro impegno nell’ essere all’avanguardia in fatto di servizi per coloro che cercano lavoro e siamo felici di poter servire la comunità finanziaria in nuovi ed entusiasmanti modi. “

  • Neide Loconte racconta la formazione manageriale di TWT TEAM


    La mente non ha bisogno, come un vaso, di essere riempita, ma piuttosto, come legna, di una scintilla che l’accenda e vi infonda l’impulso della ricerca e un amore ardente per la verità (Plutarco). Ebbene, trovarsi ad osservare un corso di formazione manageriale può significare risvegliare anche vecchie e sagge reminiscenze.
    Tanto per cominciare, il dott. Leonardo Frontani di Twt Team stabilisce come location del corso che organizza un castello medievale immerso in una natura incontaminata, un paesaggio che regala non trascurabili suggestioni. Così già il luogo desta non poca curiosità in chi si aspetta da un corso di formazione tutt’al più un’ aula e una scrivania posta dinnanzi a sedie messe in fila l’una accanto all’altra.
    Meraviglia e stupore sono i sentimenti che si leggono negli occhi dei partecipanti e ho subito l’impressione che l’intento sia quello di affiancare al consuetudinario lavoro di analisi, tipico del metodo scientifico, un altro tipo di conoscenza, sensoriale ed emotiva, per fare in modo che i saperi riacquistino sapore. Bello scoprire come le idee di una relativamente vecchia scuola di pensiero («il mondo dona la sapienza e i sensi la ricevono», Serres 1985) trovino applicazione nella contingenza di un corso destinato al personale di un’azienda. Cartesio ci ha insegnato che la meraviglia è la prima di tutte le passioni ed è proprio questo quello di cui abbiamo bisogno oggi. L’informazione mediatica ci assale indistintamente generando appiattimento, omologazione, indifferenza. Perché la mente ricordi c’è bisogno che il guardare fuori diventi un sentire dentro, il conoscere un ri-conoscere, e per questo occorre vivere esperienze nelle quali allenare la sensibilità. Il trainer così, durante tutta la giornata, non trasmette mai contenuti pre-confezionati, ma si serve di immagini, di spezzoni di film, di giochi-metafore che richiedono impegno e immedesimazione, stimolando fortemente le capacità interpretative.
    Ad un certo punto, per esempio, i partecipanti vengono bendati e posti l’uno accanto all’altro con una stessa lunga corda in mano. L’obiettivo è quello di riprodurre a terra, con la corda, delle figure geometriche: ciò richiede un lavoro di coordinazione guidato dalla voce e dal contatto tra le braccia. I partecipanti prendono da soli coscienza della necessità di attuare una comunicazione efficace perché l’obiettivo comune venga raggiunto. L’efficacia, ammettono, sta nell’accordare fiducia e condividere la leadership di uno soltanto lasciando che questo parli e guidi tutti al raggiungimento del risultato.
    Da esercitazioni simili a questa ognuno dei partecipanti trae fuori da sé, arricchendosi del confronto con gli altri, i principi che devono animare una squadra di successo. E’ questo il metodo educativo che costituisce la base dei corsi di formazione, detta appunto esperienziale, organizzati da TWT Team. In questi corsi la comunicazione-trasmissione del trainer non si limita semplicemente ad in-formare, ma agisce come ”evento”, come esperienza comunicativa, chiamando in causa la sensibilità dei partecipanti ed educandola all’ascolto. TWT Team pensa dunque a contesti nei quali la trasmissione del trainer divenga a tutti gli effetti comunic-azione, innescando il dialogo tra il sé e il sé, e tra il sé e l’ altro. Il trainer riveste così il ruolo di una guida discreta, di un suggeritore, che né plasma, né manipola, ma che semplicemente crede nella capacità insita nell’uomo di trarsi fuori (e-ducarsi) autonomamente, di auto-motivarsi e di accogliere positivamente gli stimoli esterni. Osservare come questo metodo abbatta completamente il limite della noia e della distrazione, inevitabili in quella che si preannuncia un’intera giornata di formazione, induce ad approfondire l’argomento. Nei tempi che viviamo, di profonda crisi e recessione economica, le aziende devono trovare la forza di investire sulla motivazione del proprio personale e sul team building. Solo così è possibile non rinunciare alle sfide future e vivere la crisi come un’opportunità di crescita.

    Neide Loconte, esperta in comunicazione e addetta stampa
    Per informazioni

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  • Outdoor Training: il gioco per comunicare (TWT TEAM)


    Cos’ha a che vedere una finta parete fatta di corda, disposta quest’ultima a mo di ragnatela, con un corso di formazione per il personale di una società di assicurazioni? Beh, è la prima domanda, confesso anche un po’ snob, che ho mosso alla parte razionale di me osservando questo presunto “strumento” una volta arrivati in un bellissimo castello medievale immerso nella natura. Sorridente il trainer, dott. Leonardo Frontani, informa che ce ne saremmo serviti per un gioco.
    Ma allora, siamo qui per giocare o ci vogliono insegnare qualcosa? Questo l’interrogativo immediato suggerito dalla mia parte adulta, la quale, conscia del suo stato di maturità, rileva in questi due aspetti, gioco e insegnamento, una sorta di contraddizione. Non vorranno mica farci giocare a trent’anni!? Trent’anni è appunto l’età media di noi partecipanti e questi sono i dubbi sollevati nell’immediato dalle mie capacità critiche che stimo in buona parte sviluppate. Dubbi che mi hanno messa un po’ come sull’attenti.
    Ma la scoperta, o meglio il piacere della scoperta, è arrivato a fine giornata quando riconosco che nel gioco, e ne abbiamo fatti di semplici ed essenziali, abbiamo appreso molte nuove cose riguardanti gli altri ed anche un po’ noi stessi. Si sono attivati, giocando, i nostri circuiti emozionali e ora capisco come questi in effetti possano agire da filtro aiutando la nostra razionalità a dialogare con se stessa e con quella degli altri.
    In primis abbiamo dedotto la necessità di fissare, nel gioco, delle regole di gruppo che sovrastino gli stessi principi e iniziative individuali affinché il risultato fosse il perseguimento condiviso e vincente di un obiettivo comune. Già questa mi sembra una buona presa di coscienza ed un ottimo punto di partenza per procedere ad edificare il tanto bramato spirito di squadra. Ma per fissare le regole e fare in modo che il gruppo ne riconosca il valore occorre comunicare e una comunicazione, perché vada a buon fine, prevede essa stessa il rispetto di alcune regole che debbono essere condivise. Siamo in prima persona responsabili delle nostre capacità di relazione e tale responsabilità deriva giustappunto dalla possibilità di scelta che abbiamo nell’attenerci o no a tali regole. Questo è il principio fondamentale che ci viene trasmesso dal trainer il cui compito è stato proprio quello di suggerirci le regole di buona condotta comunicativa, quelle che l’esperienza ha sancito come tali. Prima di tutto l’empatia da stabilire con il proprio interlocutore: essa richiede capacità di osservazione e di ascolto ben affinate.
    Contenuti ed esperienze di gioco dunque da vivere e sentire sulla propria pelle: si chiama formazione esperienziale; è il metodo che ha proposto per noi, con i suoi programmi, TWT Team ritenendo sia questa la strada migliore per la costruzione di un team ben coeso all’interno di un’azienda, strada che, dopo averla in parte praticata, mi sento certamente di avvalorare anche solo per aver recepito lo stimolo a compiere un’accurata auto-riflessione.
    Per chi di voi, concludendo, abbia voglia di conoscere dettagliatamente i contenuti e i giochi/esercitazioni di questa giornata mantengo un certo riserbo per non privarvi dello stesso piacere della scoperta che ha meravigliato e conquistato me. Posso solo rivelare che attraverso quella parete di corda così simile ad una ragnatela ci siamo dovuti passare almeno in sette senza poterla toccare e nel termine massimo fissato dal trainer di soli venti minuti. Il resto dovete immaginarlo.

    Neide Loconte, esperta in comunicazione e addetta stampa

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  • Associazione Italiana Formatori (Lazio charter): un corso di utilità pratica


    Il corso organizzato dall’AIF (Associazione Italiana Formatori) il 27 Marzo a Roma, presso il Training Center Albalonga, ha voluto fornire gli strumenti essenziali per operare con i video digitali, venendo incontro alle esigenze dei formatori interessati ad usare nella metodologia esperenziale, il cinema come metafora: l’ ABC del montaggio video appunto.
    Gli strumenti tecnologici di cui disponiamo oggi sono sempre più avanzati e tanto più essi evolvono, tanto più estendono le facoltà del nostro cervello. Premettendo che si rende sempre necessaria una fase di controllo nell’utilizzo che se ne fa, la tecnologia non può non essere considerata un supporto che facilita, rendendolo più efficace ed efficiente, il lavoro di molti.
    Assumendo per esempio il punto di vista del formatore, non risulta difficile comprendere come la tecnologia venga in soccorso a quelli che, al di là degli specifici contenuti, possono essere i suoi scopi. Proiettare, durante le lezioni, dei video attraverso i quali il messaggio giunga più forte può essere considerato, in quella che è l’era digitale, un passaggio quasi obbligato. Le immagini, i suoni ad essi associati, lo stesso stile di montaggio delle immagini adoperato, possono moltiplicare gli effetti sortiti durante l’apprendimento. Verrà infatti stimolata la parte emozionale dei partecipanti e attivati complessi processi di immedesimazione e interpretazione. Si pensi appunto a spezzoni di film, i quali metaforicamente possono amplificare di molto la portata di quanto viene comunicato verbalmente. Così i partecipanti, una volta terminato il corso, anzitutto ricorderanno e poi tenderanno anche a riflettere sul messaggio che il formatore ha voluto trasmettere loro.
    E così Marco Belati, video-maker ed esperto in media-education, ha tenuto questo corso pratico fornendo gli elementi necessari per imparare a scegliere una scena cinematografica, estrapolarla dal suo master, corredarla di musiche e didascalie per poi riproporla in aula per eventuali scopi didattici. Ecco di seguito gli argomenti trattati in aula multimediale:

    – formati di output digitale (le tipologie di file video e le loro possibili applicazioni)
    – formati di output televisivo (4:3 e 16:9)
    – utilizzare un filmato scaricato da internet
    – utilizzare un filmato presente in un DVD
    – principi basilari di montaggio video non lineare (scelta delle immagini, tagli,
    transizioni audio e video, scelta della musica o dell’audio, etc.)
    – utilizzare musica nel montaggio di un video
    – utilizzare immagini fisse nel montaggio di un video
    – creare titoli ed elementi di testo da inserire in un video
    – esportare un filmato (i vari formati e le loro differenze)

    Ben vengano corsi come questo perché chi esercita la professione del formatore ha una grande responsabilità educativa nei confronti di chi apprende e, se si dispone di strumenti tecnologici che possono rendere più incisivi i messaggi o anche solo facilitare i meccanismi di apprendimento, allora è necessario che anche i metodi di formazione più tradizionali si adeguino alle nuove frontiere della comunic-azione.

    Neide Loconte, esperta in comunicazione e addetta stampa

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  • IL BLU TRA IL FIGURATIVO E L’ASTRATTO. PERSONALE DI LEONARDO VIOLA


    Si terrà a Giulianova (TE) dal 23 aprile al 3 maggio 2009 la mostra dell’artista Leonardo Viola. La rinomata Galleria e Associazione culturale Piazza Dante ospiterà la personale del pittore figurativo dal titolo “Il blu tra il figurativo e l’astratto”.

    Un vernissage dedicato agli ultimi lavori che segnano senza dubbio una tappa importante della sua produzione. Per chi da anni segue il percorso artistico del pittore non può non cogliere la continua sperimentazione; La voglia di esplorare, grazie alla delicatezza e forza del pennello, nuove prospettive, dal sapore oggi più spirituale.
    Lungo questa maturazione molti dei suoi quadri sembrano delle istantanee che si affacciano sulla soglia dell’infinito. Nei paesaggi i primi piani sono rari e lo spazio si apre e si dilata nelle sue sfumature verso quell’insieme che domina sul particolare. I suoi occhi sono disincantati e senza prismi particolari se non quello della propria anima che da sempre lo accompagna nel riprodurre la bellezza della natura.
    La raffigurazione di questa si alterna alla rappresentazione concettuale di un pensiero che traduce, su tele e materiali d’arte povera, una visione moderna e disgregata del soggetto. È un’ arte che si apre al possibile. Una pittura minimalista che non sposa i barocchismi, ma si spoglia del superfluo e fa vivere lo spazio. Lo spazio dell’astrattismo del Viola non è un luogo vuoto da “riempire” e “decorare”, bensì un elemento da osservare e interpretare, raccontando in libertà i suoi significati.
    A fare da collante tra il figurativo e l’astratto è il blu. Il colore caro all’artista e che declinato in tutta la sua gamma metaforicamente conduce a una visione spirituale che tende all’armonia.
    Pur nelle differenti sperimentazioni, il pennello del Viola resta quello di un artista del sentimento. La sua pittura è stata definita più volte dalla critica come “la pittura dell’umiltà”
    a voler sottolineare la sua predisposizione all’ascolto disincantato di ciò che lo circonda.

    Laura Reho

    Inaugurazione 24 aprile 2009
    Ore 19:30
    Galleria Piazza Dante
    Giulianova (TE) – Italy
    Orari mostra
    Giovedi- Venerdi – Sabato- Domenica
    Dalle ore 19:30 alle ore 24:00

  • Creativitalia sigla l’accordo per la nuova Corporate Image dei Trasporti Internazionali Fratelli Girace e per il sito Web di moderna concezione


    Da decenni in prima linea a livello mondiale per i trasporti eccezionali, l’azienda napoletana di Trasporti Internazionali dei Fratelli Girace ha deciso di affrontare una nuova sfida presentandosi ai suoi clienti e partner con una corporate image che affermi l’idea di una comunicazione aziendale di successo.

    Il concept grafico, la comunicazione, il sito Web, il suo sviluppo tecnico e l’ingegnerizzazione di servizi on-line come ad esempio l’order tracking, sono affidati agli esperti di Creativitalia Consulting.

    L’azienda dei Fratelli Girace è presente nel settore dei Trasporti Globali Terrestri, Marittimi ed Aerei, tanto da essersi ritagliata negli anni una posizione di leader per quanto concerne il settore dei trasporti eccezionali.

    L’accordo prevede, tra l’altro, che Creativitalia realizzi anche un servizio fotografico professionale che integri il progetto di comunicazione e che testimoni le attività aziendali nel mondo.

    Creativitalia Ufficio Stampa & Article Marketing
    Per contatti:
    Direzione Marketing e Comunicazione
    Centro GECOS
    Via Arcora, 110
    I – 80013 Casalnuovo (Napoli)
    Tel./Fax +39 081 1966 8616
    Mob. +39 347 5822285
    [email protected]
    www.creativitalia.it

  • PONTE 25 APRILE – 1 MAGGIO


    Torna finalmente dopo il lungo, freddo e piovoso inverno la stagione più bella dell’anno: La Primavera e, dopo la pausa Pasquale, qualche giorno di break dalla stressante quotidianità ce lo regalerà il ponte del 25 Aprile e 1 Maggio.
    Il clima piacevole vi accompagnerà in giornate rilassanti che potrete dedicare alla scoperta di Firenze e delle Sue meraviglie artistiche.

    HOTEL EUROPA, comoda e confortevole struttura a soli 18 minuti dal centro storico di Firenze, Vi propone un’offerta unica ed impedibile:

    Tariffa pernottamento per 1 notte o 2 notti con trattamento di camera e colazione:
    · camera Singola € 70,00 a notte,
    · camera Doppia / Matrimoniale € 42,50 a persona a notte,
    · camera Tripla € 33,00 a persona a notte.

    e se il Vostro soggiorno cresce…..il prezzo diminuisce !!

    Per soggiorni da 3 notti in poi, la tariffa diventa:
    · camera Singola € 60,00 a notte,
    · camera Doppia / Matrimoniale € 35,00 a persona a notte,
    · camera Tripla € 28,00 a persona a notte.

    Speciale Formula Famiglie: con trattamento camera e colazione.
    un bambino in camera con i genitori fino a 14 anni = GRATIS
    due bambini in camera con i genitori fino a 14 anni = tariffa della camera Tripla.

    L’Hotel Europa si trova in Piazza Stazione a Signa, piccolo centro lungo la valle dell’Arno che offre tutte le particolarità sia della bella campagna Toscana, che ristoranti tipici, enogastronomia.

    Per prenotazioni chiamare il numero +39 055.87.34.345 oppure inviare una mail a [email protected] segnalando nell’oggetto “Offerta Ponte 25 Aprile / 1 Maggio””,1″