Eccoci per il secondo appuntamento della rassegna “le Cene del Buongustaio”, ospiti di nuovo nell’Hotel Ristorante Adriano, il quale trova la sua splendida collocazione all’interno di un palazzo storico, con giardino e bar esterno, che affaccia proprio sulla piazza degli scavi dell’antica Villa Adriana. L’interno offre un ambiente molto elegante e ricercato, una “mise en plas” estremamente curata; il personale di sala non è da meno, è coordinato da un eccellente sommelier che dà istruzioni e si prende cura degli ospiti.
Per questa particolare serata, lo Chef del Ristorante Adriano ha abilmente costruito un menù ricco di elaborate proposte gastronomiche che si sono accordate perfettamente ai quattro prodotti portati in degustazione, in ordine: le Cantine San Marco che hanno proposto il Frascati Doc “Spumante”, il Frascati Doc “Meraco”, il rosso Igt “SoloShiraz” e per concludere un altro rosso Igt “Meraco”, i cui vigneti appartengono tutti alla zona collinare di Frascati, dove il terreno grazie alla sua origine vulcanica si presta a livelli ottimali per la coltivazione della vita e la relativa produzione del Frascati che da parecchi anni ha ricevuto la Denominazione di origine controllata.
Inserita abilmente nell’antipasto la deliziosa “Salsiccia al Coriandolo” del noto produttore “Scherzerino” che lavora sul territorio di Itri in provincia di Latina, producendo tutti i suoi elaborati senza l’aggiunta di alcun tipo di additivo.
Su ogni tavola si è cercato di non far mancare il pregiato olio dell’Azienda Agricola Battaglini, situata vicino al lago di Bolsena, in modo tale che tutti gli ospiti potessero arricchire i loro piatti con un filo di puro extravergine.
Izzi liquori, con il suo Amaroerbes e la tradizionale Sambuca hanno concluso degnamente la serata, regalando sapori unici e altamente benefici per la digestione.
Ad allietare la serata, la presenza di due musicisti, un pianista e una cantante, che si sono esibiti con musiche e stornelli romani, in emblematico abbinamento con la cena dedicata per lo più a preparazioni romane, come la coratella, la coda alla vaccinara, le animelle e la variegata frittura vegetale.
Un bancone allestito per l’occasione con il materiale promozionale dei prodotti portati in degustazione, ha creato un angolo molto frequentato dagli ospiti, che volendo fare una pausa dalla ricca cena hanno potuto soddisfare le loro curiosità attraverso le brochure, le dispense e le pubblicazioni messe a disposizione.
“Non è tanto l’opera d’arte che si cerca quanto ‘il quadro con cui si può vivere’”. Chi dà questa illuminante definizione del collezionismo d’arte è Mario Praz, celeberrimo anglista, critico, scrittore raffinatissimo, e grande collezionista, come sa bene chi abbia letto il suo bellissimo volume “La casa della vita”, edito qualche anno fa da Adelphi. Leggere quel libro permette realmente di “entrare” nel mondo di un vero collezionista d’arte: centinaia di pagine dedicate alla amorevole descrizione del grande appartamento romano dello studioso, completamente arredato in Stile Impero. Ogni pezzo, sia esso un mobile, un quadro, un soprammobile, una tappezzeria, viene illustrato nel suo valore e nella sua storia peculiare con il gusto e l’erudizione sempre elegante e piacevolissima a cui ci ha abituati nei suoi saggi il grande Praz.
La Cooperativa