Autore: Redazione area-press.eu

  • Rapporto tra coach e coachee

    Il primo passo nel rapporto tra coach e coachee è un incontro preliminare di conoscenza, in cui si mettono a fuoco le esigenze della persona e si analizza la situazione, per valutare se può essere utile un intervento di coaching.

    Già durante il primo incontro tra coach e cliente viene redatto un patto di coaching dove vengono definiti i risultati desiderati, le modalità dell’intervento, la durata e gli impegni reciproci.

    In questa prima fase si verifica la possibile validità del rapporto tra coach e coachee che si intende instaurare, se istintivamente c’è empatia e fiducia l’uno nell’altro.

    Iniziano poi le sessioni del percorso, che di solito comprendono più fasi: l’esplorazione della situazione personale o professionale del coachee e del contesto interno ed esterno, l’individuazione chiara degli obiettivi, la declinazione di ogni target in piani di azione, i momenti di allenamento e sperimentazione, la verifica dei risultati raggiunti.

    La durata del coaching e delle sessioni dipende dal singolo caso, ma solitamente sono necessari incontri di un’ora e mezza ogni quindici giorni, per un periodo di circa sei mesi. Spesso coach e coachee si accordano per percorsi più brevi, ad esempio per fare un bilancio della carriera, o più lunghi, fino a raggiungere i dodici mesi, per situazioni o risultati più complessi.

    In virtù del rapporto tra coach e coachee le sessioni si svolgono di persona oppure a distanza tramite telefono o skype.

    Lavoro, famiglia, relazione con se stessi e con gli altri: sono aree che si intersecano.

    Il desiderio di dare una svolta alla carriera, di conseguire nuovi traguardi, di inserire una marcia in più; oppure, in famiglia, l’aspirazione a vivere in modo più consapevole le relazioni, il bisogno di individuare strategie di condivisione in situazioni complesse; oppure ancora, l’impegno per uno stile di vita più sano, la capacità di portare a termine una dieta o un progetto. In tutte queste situazioni, alla base, c’è il desiderio di migliorare, di tirare fuori le proprie risorse, la voglia di ripartire con nuove energie. L’intervento di coaching può essere decisamente efficace.

    Il coach offre al coachee uno spazio di ascolto qualificato che gli permette di esprimersi liberamente, di fare chiarezza sugli obiettivi e di individuare risorse e azioni concrete, in un “allenamento” finalizzato al raggiungimento di risultati verificabili.


    Il rapporto tra coach e coachee nasce da una collaborazione con una modalità innovativa di sviluppo personale, secondo una relazione sempre improntata all’azione, all’apprendimento e alla responsabilità individuale. Il cammino impegna il coachee in modo attivo anche al di fuori della sessione, tra un incontro e l’altro, verso la meta prefissata.

    L’obiettivo finale è la base del patto tra coach e coachee. I desideri su cui può formarsi sono molti: ritrovare comportamenti efficaci, modificare strategie, prendere decisioni, esercitare competenze.

    I Benefici riguardano l’ottenimento dei risultati ma anche la crescita della persona. L’impegno per conseguire gli obiettivi e l’esperienza di nuove e più funzionali modalità genera un miglioramento a catena nella vita dell’individuo, che spesso coinvolge anche la sfera personale più profonda. Così, ad esempio, arriva una maggiore consapevolezza delle proprie dinamiche relazionali, lo sviluppo di nuove competenze e possibilità di comportamento, il raggiungimento di un nuovo equilibrio.

    Il coach è a totale disposizione del coachee in un rapporto individuale, lo ascolta attivamente e con il dialogo lo supporta nel focalizzare gli obiettivi, nella riflessione e nella rimozione delle barriere. Al contempo lo stimola ad ampliare la visione di sé, a sviluppare nuove prospettive e a scoprire nuove reali possibilità.

    Tutto ciò è possibile se il rapporto tra coach e coachee si basa su una completa fiducia e trasparenza, sull’assoluta riservatezza da parte del coach e sulla volontà e coinvolgimento da parte del coachee.

  • TEAM 7 presenta la collezione Home Office: lo studio di casa da oggi profuma di legno

    TEAM 7, azienda austriaca leader in Europa nella produzione di mobili e complementi in legno massello naturale dal design pluripremiato, presenta Home Office, la linea di prodotti dedicati all’arredo ufficio per la casa.
    Grazie alle molteplici raffinatezze tecniche e di design offerte da ogni prodotto della linea, Home Office di TEAM 7 oltre a soddisfare i bisogni di coloro i quali desiderano lavorare in modo salubre, ordinato e pulito, risponde in modo concreto alle esigenze del sempre più elevato numero di persone che vivono l’ufficio all’interno della propria casa.
    La collezione Home Office, infatti, comprende una serie di complementi d’arredo che uniscono le proprietà uniche e distintive di tutta la produzione di mobili TEAM 7 – quali altissima qualità della lavorazione artigianale e design senza tempo – agli indispensabili requisiti di ergonomia, multifunzionalità e facilità di pulizia richiesti da un ambiente lavorativo contemporaneo.
    La proposta spazia dalla scrivania atelier, dotate di canaline integrate che permettono di gestire i cavi senza grovigli, alla sedia girado che unisce comfort e design in un prodotto esteticamente perfetto, fino alle credenze cubus e lux che mettono ordine e chiarezza nella stanza tramite intelligenti sistemi di catalogazione.
    Non mancano inoltre scaffalature, secretaire e box multifunzionali che, grazie alla loro versatilità, rendono l’ambiente ufficio estremamente pratico nella gestione degli spazi.
    Gli arredi TEAM 7 per l’Home Office diventano così i compagni ideali per lavorare perché stimolano i sensi e la creatività grazie al profumo di legno che si diffonde nell’ambiente ed alla gradevolezza al tatto che solo il legno naturale può donare.

    Scrivania atelier | Design Kai Stania
    La scrivania atelier, dal design semplice e lineare, è la forma attualizzata del vecchio banco di lavoro: l’elegante effetto architettonico della scrivania si combina con la bellezza del pregiato legno naturale creando un connubio tra forme di un tempo e la più pregiata lavorazione artigiana.
    atelier, 80 cm di larghezza per cinque lunghezze disponibili, è regolabile in altezza e permette di raggiungere i massimi livelli di ergonomia, indispensabili sul luogo di lavoro. Il piano di lavoro, finemente levigato, è setoso e liscio al tatto ed offre maggior comfort. La canalina integrata collega comodamente alla rete elettrica i cavi, senza fastidiosi grovigli. Disponibile in otto essenze, il legno della scrivania atelier è trattato solo con olio naturale, che gli garantisce un’ottimale traspirazione.

    Sedia girado
    Organica, sensuale, ma pur sempre chiara: così si presenta la famiglia di prodotti girado. Con il suo linguaggio delle forme armonico e tondeggiante, la sedia conferisce personalità all’architettura dell‘ambiente. Lo schienale ha un andamento lungo la seduta imbottita talmente lineare e morbido, da sembrare quasi un nastro. Oltre alla versione girevole completamente imbottita in stoffa oppure in pelle, la sedia girado è disponibile anche con spalliera in legno perfettamente levigato, disponibile in sette essenze, e seduta imbottita e si presenta sia con basamento a croce con colonna centrale, sia come sedia a sbalzo con intelaiatura tubolare rettangolare in acciaio cromato lucido oppure opaco.

    Secretaire PC cubus
    Artista della trasformazione, il Secretaire PC cubus è l’interpretazione moderna del classico “Secretaire”: dall’aspetto di un’elegante credenza, cela al suo interno un intero ufficio, ma quando è chiuso, le sue ante in vetro colorato formano, assieme al legno massello naturale, un accostamento perfetto.
    L’ampia superficie di lavoro da 120 cm è completamente estraibile ed offre ancora più spazio. Inoltre, mediante un semplice pulsante si può azionare la fuoriuscita del carrello per il monitor, che può essere regolato a qualunque altezza, al fine di raggiungere un’ergonomia perfetta per la postura alla scrivania. Al momento opportuno si può far scomparire il tutto all’interno del Secretaire. Dotato di ante, il Secretaire PC cubus si adatta a qualsiasi esigenza di spazio: scomparti disposti in modo intelligente consentono di riporre all’interno del mobile tutto il materiale per l’ufficio e per il computer, mentre nella canalina per cavi con copertura apribile si celano cablaggi e prese elettriche. Una volta chiuso, del Secretaire PC cubus rimane solo la bellezza senza tempo dello straordinario design tipico di TEAM 7.

    Credenza cubus
    Vivace legno naturale ed elegante vetro colorato – un contrasto d’effetto che contraddistingue il design della credenza cubus con ante scorrevoli angolari.
    La credenza cubus offre un ampio vano ripostiglio in un design elegante. Le ante scorrevoli angolari, disponibili, a scelta, nelle versioni in vetro colorato opaco e lucido, grazie al noto sistema ammortizzato TEAM 7, si aprono e si chiudono in maniera dolce e silenziosa, svelando il nascondiglio perfetto per documenti ed appunti. I dettagli funzionali, come i cassetti con inserti integrati oppure il supporto per cartelle sospese, permettono ordine e chiarezza immediati.

    Complementi lux Home Office | Design Jacob Strobel

    Credenza lux
    Basata sulle proporzioni armoniche della sezione aurea, la credenza lux condivide l’elegante estetica del sistema lux per il living. Piani in vetro trasparente collegano un corpo all’altro creando sistemi perfettamente integrati nell’ambiente; legno naturale, disponibile in sette varietà e finemente sfaccettato, dona al mobile una snellezza del tutto inusuale per il legno; frontali a filo rientranti mettono in risalto la suddivisione modulare degli spigoli del corpo; sportelli a ribalta, in legno o in vetro colorato, organizzano documenti e strumenti di lavoro in modo pratico ed intelligente.

    Box lux
    Un pratico elemento che contribuisce a dare ordine e chiarezza. Il box multifunzionale impilabile è la soluzione ideale per riporre strumenti da ufficio, CD o riviste. Il formato è perfetto per i cassetti e gli elementi del sistema lux Home Office. Intelligenti dettagli come i vani d’appoggio e le uscite per i cavi integrano gli strumenti di lavoro e permettono una connessione alla rete elettrica senza fastidiosi grovigli.

    Scaffalatura lux
    lux è la risposta alle attuali domande dell’open space: perfetta come divisorio, la scaffalatura può essere combinata su entrambi i lati e, con gli elementi in vetro colorato di varie dimensioni, i singoli corpi sono uniti in senso orizzontale o verticale con una trasparenza affascinante, creando sistemi integrati nello spazio.
    Il basamento rientrante fa sembrare la scaffalatura lux sospesa nel vuoto. Gli smussi sugli spigoli del corpo, lavorati artigianalmente in modo impeccabile, rivelano uno spessore incredibilmente ridotto per il legno naturale.
    Nonostante tutte queste caratteristiche, ogni singolo elemento conserva il proprio carattere solitario mentre gli spazi aperti e chiusi, come pure le profondità, sono configurabili a piacere.

    TEAM 7 Natürlich Wohnen GmbH
    TEAM 7 nasce oltre 50 anni fa’, da una piccola falegnameria di Ried im Innkreis nel cuore dell’Austria settentrionale e, oggi, si attesta come il leader europeo nella produzione di mobili in legno massello naturale. Da allora lo spirito pionieristico dei proprietari e la loro sensibilità verso il rispetto della natura, tradotto in una produzione eco-sostenibile, hanno permesso che la passione per la lavorazione del legno si unisse al design contemporaneo. Il processo di produzione è altamente personalizzato in tutte le sue fasi: dalla singola scelta del materiale alla composizione modulare che più si adatta all’ambiente abitativo del cliente. TEAM 7 oggi conta sulla collaborazione di 630 dipendenti, suddivisi fra le sue tre sedi austriache ed la segheria in Ungheria. La produzione comprende cucine, tavoli, sedie, complementi soggiorno, tavoli bassi, oltre che l’arredo completo per la zona notte e l’home office. TEAM 7, it’s a tree story.

    Per ulteriori informazioni
    Ufficio Stampa Italia:
    Blu Wom
    www.bluwom.com | Udine – Milano Tel. 0432 886638
    Resp.Ufficio stampa: Laura Elia [email protected]

  • Il blog personale di Vito Gamberale, Top Manager a livello internazionale

    Vito Gamberale, Amministratore Delegato di F2i e manager di successo, ha maturato nel corso degli anni una grande esperienza nel settore industriale e finanziario italiano grazie ai ruoli dirigenziali ricoperti presso importanti società internazionali.

    Vito Gamberale, Amministratore Delegato di F2i

    La carriera di Vito Gamberale nel settore industriale, telefonico, infrastrutturale

    Conseguita la laurea in Ingegneria Meccanica, Vito Gamberale inizia il proprio percorso come assistente alla cattedra di Impianti Meccanici. Nel 1968 entra a far parte di Anic, Azienda Nazionale Idrogenazione Combustibili, una partecipata del gruppo ENI. Nel 1969 è nominato Analista Industriale per l’Istituto Mobiliare Italiano in cui si occupa di valutazioni in favore di aziende operanti nei settori tessile, siderurgico e meccanico. Nel 1977 termina l’esperienza in IMI e passa a Gepi come Responsabile per le Acquisizioni e le Privatizzazioni, in cui rimarrà sino al 1984, anno del rientro in ENI dove viene nominato Presidente e Amministratore Delegato per alcune società appartenenti al gruppo: in questo periodo sarà occupato principalmente nella gestione della privatizzazione del settore tessile (Lanerossi e Marzotto) e dei comparti “no core”. Tra il 1991 e il 1998 opera nel settore delle telecomunicazioni: inizialmente è Amministratore Delegato di SIP, in seguito Direttore Generale di Telecom Italia e infine Amministratore Delegato di Telecom Italia Mobile (società nata nel 1995 anche grazie al suo contributo). Al termine di questa importante fase della sua carriera, il manager entra a far parte di 21 investimenti, in cui rimane per circa un anno come Vice Presidente. Nel 2000 diventa Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia, dove contribuisce alla trasformazione della società in multinazionale e accresce l’EBITDA del gruppo da 1 a 2 miliardi di Euro. Non condividendo le scelte aziendali in merito a progetti di fusione, lascia l’incarico e realizza un fondo di investimenti nelle infrastrutture, F2i, di cui è Amministratore Delegato.

    Vito Gamberale e la prima SPAC in Italia

    Con il termine SPAC (Special Purpose Acquisition Company) si intendono specifici veicoli di investimento contenenti solo cassa, creati appositamente per la raccolta di capitale destinato ad operazioni di fusione e/o acquisizione di aziende. Vito Gamberale introduce in Italia il primo esempio di SPAC nel 2010, con l’aiuto di Roland Berger, promotore e creatore di un’iniziativa simile in Germania; grazie all’idea del manager, nominato Presidente, il gruppo IVS, leader nazionale nella distribuzione automatica, ha la possibilità di effettuare la propria quotazione in Borsa. Ad oggi l’operazione intrapresa dall’ingegnere Gamberale rimane l’unica mai tentata sul territorio nazionale.

    Per maggiori informazioni riguardanti la carriera e le iniziative di Vito Gamberale, visita il suo blog personale.

  • TRENTO ACCOGLIE I “BIKERS TRANSALPINI”, DUE GIORNI CON LA CRAFT BIKE TRANSALP

    Domani e sabato in Trentino si chiude la settimana di Craft Bike Transalp 2014

    Città del Concilio e dintorni sono scenario delle prove conclusive

    Primo successo azzurro nella categoria Open con Daniele Mensi e Franz Hofer

    Attività di contorno e golosità per intrattenere tutti

    La XVII edizione della Craft Bike Transalp fa rotta verso il Trentino e la città di Trento prepara il cosiddetto “tappeto rosso” per accogliere quello che in Europa è forse l’evento principe di mountain bike a tappe. Dopo lo start in terra bavarese e i passaggi alpini in Austria, Svizzera e Alto Adige, domani con la Caldaro-Trento di 96 km e 2873 metri di dislivello i “bikers transalpini” entreranno nella Città del Concilio e altro che… trotterellare, saranno lanciati alla conquista di punti preziosi in quella che è la penultima tappa della serie.

    Oggi è andata in scena la quinta tappa, da Sarentino a Caldaro, e nella categoria Open è arrivato un successo di prestigio per i colori azzurri. Il bresciano Daniele Mensi e l’altoatesino Franz Hofer (Scott Team Racing) sono riusciti a mettere in riga tutti i rivali, a partire dai leader della classifica generale, i tedeschi Jochen Käß e Markus Kaufmann, secondi a Caldaro ma saldamente in testa al ranking degli Open, dove il duo azzurro occupa la quinta posizione. Il duo del Team Scott oggi si è messo alle spalle anche coppie del calibro di Daniel Geismayr (AUT)-Hannes Genze (GER), terzi oggi e secondi nella generale, o come Alban Lakata (AUT)-Kristian Hynek (CZE), quarti sul traguardo di Caldaro e terzi in classifica generale.

    Per quanto riguarda le donne, ennesima vittoria per le svizzere Cornelia Hug e Andrea Fässler che a sole due tappe dal termine si apprestano a bissare il successo colto alla Craft Bike Transalp del 2013.

    ll tricolore sventola alto nella Masters grazie alla prestazione impeccabile fino a questo momento del duo trentino-pusterese Massimo Debertolis-Andreas Laner, che si è messo in tasca con autorità anche la quinta prova odierna e entrerà in Trentino forte dell’en-plein di successi in tutte le frazioni disputate. A Caldaro sugli scudi anche la coppia altoatesina formata da Viktor Paris e Thomas Piazza (Sunshine Racers Nals) che ha colto un buon terzo posto di tappa. Nella categoria Mista, terzo posto di giornata per la coppia italo-norvegese formata da Daniel Jung e da Kristin Aamodt che occupa la medesima posizione nella classifica generale guidata dai britannici Sally Bigham e Ben Thomas. Per quanto riguarda, infine, i Grand Masters oggi la coppia trentino-altoatesina formata da Walter Platzgummer e Piergiorgio Dellagiacoma è giunta seconda ed è al secondo posto della classifica generale.

    Andando un po’ nel dettaglio della sesta tappa della Craft Bike Transalp, domani i concorrenti si districheranno tra gli sterrati altoatesini arrivando anche in quota al Monte Corno a quasi 1800 metri, dopodiché, una volta entrati in provincia di Trento, affronteranno le salite della Val di Cembra, i passaggi verso Lavis e Meano e le fasi conclusive andranno in scena sugli sterrati alle porte di Trento, fra Gardolo di Mezzo, il Monte Calisio e Martignano prima dell’ultima picchiata verso il parco Le Coste, la zona delle Laste e la finish line di Piazza Duomo nel cuore del capoluogo.

    Gli organizzatori locali capitanati dall’ApT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi non vogliono lasciare nulla al caso, d’altra parte la tradizione e l’esperienza con le due ruote sono pluriennali per il team trentino. I primi della classe sono attesi sul pavé urbano intorno alle 13.00 domani, ma non mancheranno gli eventi di contorno con l’Expo Transalp in Piazza d’Arogno dalle 12,00, il pasta party serale a Trento Fiere fino alle 20,30 e le premiazioni, sempre a Trento Fiere a partire dalle 19,00.

    La carovana della Craft Bike Transalp ripartirà sabato dal centro storico di Trento per puntare verso Riva del Garda, sede di chiusura dell’edizione 2014. Protagonista in apertura sarà quel Monte Bondone tanto caro anche agli stradisti, ma stavolta sarà “off-road only” e poi giù in Valle dei Laghi prima del veloce arrivo a Riva sulle sponde trentine del Lago di Garda, dopo gli ultimi 63 km di tappa. Solo allora si conosceranno i vincitori della Craft Bike Transalp 2014.

    Info: www.bike-transalp.de

  • Viaggiare in Nepal: destinazione Pashupatinath

    Viaggiare in Nepal non vuol dire soltanto intraprendere un viaggio verso una bella meta turistica. Vuol dire molto di più. Significa immergersi nella sua cultura mistica e spirituale visitando luoghi sacri come la valle di Kathmandu e lo Swayambunath, il santuario buddista più antico al mondo. Il vero cuore dell’induismo si trova proprio li, a Pashupatinath.

    Il Nepal non è uno stato molto grande, ma porto con se una ricca storia che si perde nel mito. Quando si viaggia in Nepal alcune tappa non sono solo necessarie, ma soprattutto fondamentali, perché se si vuole conoscere la vera animale del nepal e della tua grande cultura, devono essere visitati i suoi luoghi sacri, i suoi villaggi, le valli e bisogno vivere immersi nella loro quotidineità.

    Ecco perché chi vuole intraprendere un percorso nella spiritualità della cultura induista e buddista deve organizzare un viaggio in Nepal a Pashupatinath. Pashupatinath rappresenta infatti il fulcro induista del Nepal, luogo in cui avvengono i bagni di purificazione nei templi e nel fiuem sacro Bagmati.

    Questo luogo sacro è totalmente immerso nella cultura nepalese, circondato dai rumori delle mille bancarelle che si trovano li intorno e dal fragore della vita del luogo che scorre. Ed è proprio in mezzo a quel trambusto che sorge il cuore del templio induista dove solo gli induisti possono entrare, perchè quel luogo è un luogo sacro, il più venerato tra tutti.

    Per intraprendere il tuo viaggio spirituale in Nepale affidati all’organizzazione del Tour Operator Shamboo Travel. Grazie alla pluriennale esperienza e la sua sede direttamente in loco, la conoscenza del territorio garatiranno sicurezza e qualità nel viaggio e nel tuo soggiorno in Nepal.

  • È tempo di dire basta alle stoviglie monouso inquinanti!

    L’invenzione e il perfezionamento dei polimeri plastici hanno cambiato radicalmente il nostro stile di vita, ma hanno anche impattato notevolmente sulla qualità degli ecosistemi del pianeta.

    Per produrre la plastica si inquina e si fa ricorso a risorse non rinnovabili che, utilizzate oggi, non saranno più a disposizione delle generazioni future. In più, alla fine del loro ciclo di vita, gli oggetti in plastica vanno a determinare forti impatti sull’ambiente dovuti al fatto che non possono essere biodegradati. In pratica ogni singola molecola di plastica prodotta dall’avvento di questo materiale è ancora “in giro” sulla Terra, in una forma o nell’altra!

    Grandi ammassi di rifiuti di plastica galleggianti si formano negli oceani nelle zone in cui le correnti creano dei naturali punti di raccolta, frammenti di polimeri artificiali si trovano nei sedimenti di mari e laghi, e persino le più alte cime del pianeta così come le reti alimentari sono interessate da questo genere di inquinamento.

    È bene dunque dare un drastico taglio ai consumi di quegli oggetti di plastica usa-e-getta di cui sostanzialmente possiamo fare a meno, ad esempio optando per stoviglie monouso rispettose dell’ambiente come quelle proposte da Ecobioshopping.

    Piatti, bicchieri, contenitori per cibi e posate firmati Ecobioshopping si degradano al 100% esattamente come qualsiasi altro rifiuto organico, poiché ottenute da materiali vegetali come ad esempio cartoncino, foglie di palma, legno e similari.

  • Quale coach scegliere

    Quale coach scegliere: Come riconoscere un coach professionale, di cui ci si può fidare? La scelta del coach è un momento delicato e decisivo. Il coach è colui che accompagna il proprio allievo in un coinvolgente percorso di crescita e sviluppo. L’allievo si fida e affida completamente al coach per il proprio miglioramento personale e dunque bisogna porre molta attenzione agli elementi che aiutano a decidere quale coach scegliere.

    La professionalità è certamente un aspetto sostanziale per decidere quale coach scegliere. Per verificare la professionalità di un coach bisogna considerare diversi aspetti della figura e vita professionale del coach che decidiamo di scegliere.

    È importante valutare:

    · la formazione del coach

    · l’esperienza del coach

    · le referenze dei clienti

    · i principi etici e professionali del coach

    · le credenziali del coach

    · gli strumenti e le tecniche di coaching utilizzate

    · l’atteggiamento del coach nei confronti dell’allievo

    Professionalità e personalità: il coach deve avere una sua personalità, deve in qualche modo essere in grado di convincere che è quello giusto.

    Se il coach appare incoerente rispetto alle sue specializzazioni e non offre sufficienti garanzie di serietà è meglio non sceglierlo. Prima di scegliere il coach è opportuno fare una sessione di prova. Molti coach offrono una prima sessione gratuita proprio per dare questa opportunità. Nella prima sessione è possibile avere ulteriori chiarimenti in merito al metodo e tecniche utilizzate.

    Altro elemento fondamentale da valutare per decidere quale coach scegliere è il feeling che si avverte nel momento dell’incontro con il coach. Prima di decidere definitivamente se il coach è quello giusto è importante parlarci. La voce, il tono, la professionalità che si percepisce attraverso la conversazione possono già aiutare a capire se con quel coach si è a proprio agio. È molto importante che si possa costruire un rapporto basato sulla fiducia. Il feeling deve essere positivo poiché contribuisce molto all’esito del programma di coaching. Instaurando un clima di complicità e fiducia il coach può dare il massimo e aiutare l’allievo a raggiungere tutti gli obiettivi stabiliti. Nel momento in cui ci si incontra con il coach ciò che conta è il rapporto che è in grado di creare, le sensazioni che la sua presenza provocano.

    Nel momento in cui si deve decidere quale coach scegliere uno strumento di grande aiuto è il web. Il coach che utilizza il suo nome per essere presente nel web, nei social e confrontarsi con le persone dimostra professionalità e serietà: non ha paura delle critiche che può ricevere; è disposto ad alimentare discussioni professionali; non teme di raccontare la propria storia professionale. Da evitare i coach che non accettano critiche nelle piattaforme online e non vogliono utilizzarle come un modo per migliorare il proprio lavoro. Il web può essere utilizzato per leggere ciò che il coach scrive e chiedersi cosa suscita la lettura dei scuoi scritti: che tipo di emozioni e sensazioni si provano nel leggere testi scritti dal coach.

  • Le bici fixed che online commercializza Del Sante sono al top della qualità

    Altresì note come bici a scatto fisso, le “fixed” sono particolari biciclette che presentano una rotazione della ruota posteriore del tutto solidale con quella degli ingranaggi della catena e dei pedali.

    In sostanza, questa particolare scelta tecnica fa sì che la pedalata sia costante durante il movimento: esattamente come avviene per le biciclette da corsa impiegate nei velodromi, i modelli a scatto fisso consentono una trasmissione della potenza dalle gambe dell’utilizzatore alla ruota senza smorzamenti, consentendo quindi un’ottimizzazione delle energie.

    Ma c’è di più: a bordo di una bici fixed è possibile frenare opponendosi con le gambe alla direzione di rotazione dei pedali, e avvantaggiarsi di minori costi legati a manutenzione e sostituzione di componenti. Infatti questi modelli, essendo molto semplici dal punto di vista costruttivo, sono dotati di molti meno meccanismi rispetto a una comune due ruote.

    Altra buona ragione per preferire una di queste biciclette è che il loro stile è di grande ricercatezza e modernità, ideale dunque da sfoggiare in città e durante il tempo libero.

    Per acquistare una bici fixed online di grande valenza estetica, affidabile e costruita in modo accurato si potrà contare sui modelli del portale Del Sante, sito di e-commerce recentemente rinnovato che è accessibile e perfettamente navigabile con qualunque device (anche mobile) grazie alla tecnologia di adattamento dei contenuti Responsive Web Design.

  • Continuano le selezioni per la XVI edizione del Master in Strategic Design

    30 posti disponibili per comprendere e affrontare il design come fattore strategico di innovazione e competitivita’ per le imprese

    Partirà a ottobre 2014 la XVI edizione del Master in Strategic Design (MDS), Design of the Value Offering, uno dei master storici del Politecnico di Milano, erogato da POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano, in collaborazione con il MIP, School of Management del Politecnico di Milano.

    Un percorso didattico che si è contraddistinto, negli anni, per l’approccio sempre innovativo e altamente sperimentale, unito ad una speciale metodologia “learning by doing”, che ha condotto a collaborazioni, laboratori ed esperienze con brand importanti. Candy, Ponti, Nutrition & Santé e Fluid-o-Tech sono solo alcune delle realtà che hanno recentemente avviato collaborazioni con il Master e hanno deciso di essere parte attiva nello svolgimento del workshop INNOVATION EYE, il metodo caratterizzato da un procedimento euristico innovativo, lanciato da MDS in collaborazione con Diotima Society. L’esperienza progettuale è dedicata, in questa sua prima edizione, al sistema valoriale del Food ed è stato collaudato dai 19 studenti dell’ultima edizione. Il workshop è studiato per abilitare “conversazioni” strategiche tra diversi attori, con l’intento di individuare nuovi percorsi per la creazione di valore e di associare in modo più efficace i temi dell’innovazione di business e dell’innovazione sociale.

    “È opportuno un mutamento di rotta per dare più tempo all’innovazione e al cambiamento. Il contributo del design, in questo quadro, è strategico.” Sostiene Francesco Zurlo, Direttore del Master – “La capacità di visione – dallo scenario generale al dettaglio specifico – e la comprensione degli effetti sistemici che sono dietro ogni singolo atto di progetto, danno alla cultura del design un ruolo sempre più rilevante nei processi di innovazione di ogni tipo, dal prodotto alle relazioni. Tanto più se questo processo si alimenta dell’alternanza tra momenti di apprendimento e azioni concrete, in una sorta di oscillazione continua tra learning & doing”.

    Questo è l’approccio al centro del cluster di formazione e ricerca in Design Strategico di POLI.design, un approccio che apre verso un nuovo modo di vedere il design, condiviso da molti imprenditori, designer, docenti, esperti di innovazione e giornalisti, come è chiaramente emerso durante “Otrevisioni”, la tavola rotonda organizzata dal master MDS nell’ambito del ciclo di incontri della mostra della XXIII edizione del Compasso d’oro. Donatella Bollani, Responsabile Redazione Architettura – Gruppo Tecniche Nuove, Max Bosio, Founder – Creative Director di Nascent Design, Stefano Carone, Managing Partner – Il Prisma, Marisa Corso, International Marketing Specialist & Business Facilitator, Andrea Davide Cuman, Media analyst presso OssCom, Università Cattolica di Milano, Marco Fasoli, Direttore Commerciale e Marketing – Tenute Sella, Amedeo Guffanti, Managing Director – 77Agency New media marketing specialists, Elena Marinoni, Trend forecaster – iCoolhunt, Martina Profumo, Head of Brand Experience – Interbrand, Raffaele Saporiti, Presidente e Amministratore Delegato – Saporiti Italia SpA, Paolo Taverna, Direttore – Assogiocattoli e Arianna Vignati, Project Manager European Project on Creative Companies – Politecnico di Milano si sono confrontati sull’importanza della capacità di visione del design strategico e hanno confermato il loro pensiero, raccontando ed evidenziando le potenzialità del design in materia di crescita sostenibile, di industria e società (maggiori informazioni sull’evento disponibili all’indirizzo: www.polidesign.net/it/Oltrevisioni).

    Il design appare dunque come un fattore strategico necessario per l’innovazione delle imprese che puntano ad essere competitive sul mercato nazionale e internazionale, evitando di farsi sopraffare da contesti e sistemi in continuo cambiamento e, al contrario, cogliendo con tempestività le nuove sfide e opportunità offerte da qualunque mercato.

    Il percorso formativo proposto da MDS è pensato proprio per quanti immaginano il proprio futuro nel cuore di aziende di questo tipo, in ambiti quali il marketing, la gestione, l’organizzazione, fino al design e alla progettazione, e anche per chi sogna di dar vita alla propria impresa con la visione innovativa che il design strategico può dare. Focus del Master è il Design Strategico, che pone al centro dell’attività la progettazione del sistema-prodotto, ovvero dell’insieme integrato di prodotti, servizi e comunicazione che rappresenta l’interfaccia fra l’impresa e il mercato, oltre che l’espressione tangibile della sua strategia e il modo in cui si presenta.

    Con un profilo internazionale e un’offerta formativa consolidata di grande attualità per le aziende, il Master in Strategic Design, interamente erogato in lingua inglese, ha come obiettivo principale la formazione di figure professionali in grado di assumere un ruolo progettuale o gestionale nel processo di innovazione del sistema prodotto, sviluppando nei partecipanti quelle doti personali (di progettualità, auto imprenditorialità, capacità di visione e di gestione della complessità), che possano indirizzare e accelerare il loro percorso verso l’assunzione di leadership nello sviluppo di progetti strategici per l’impresa.

    Il Master si rivolge a laureati in architettura, disegno industriale, ingegneria e in scienze sociali-umanistiche, con la propensione ad occuparsi delle problematiche della gestione dell’innovazione e del management, a tecnici e manager con l’interesse a comprendere la cultura e le modalità di lavoro del design e a valorizzarne le potenzialità nella definizione delle strategie di impresa.

  • Corso per diventare Coach

    Una persona che vuole seguire un corso per diventare coach professionista in Italia deve certamente fare diverse scelte: dal percorso di formazione più giusto al settore in cui specializzarsi. Il mercato del coaching è in forte crescita e anche l’offerta di corsi per diventare coach si stanno sviluppando di conseguenza.

    Per iniziare seriamente ad essere un coach professionista serve un approccio strutturato e strategico e prima di iniziare qualsiasi corso per diventare coach é necessario porsi alcune domande:

    • Che tipo di coach professionista voglio diventare?
    • Con quali clienti voglio lavorare?
    • Mi immagino a lavorare da solo o inserito in un contesto di colleghi coach?
    • Cosa mi spinge a diventare coach professionista?
    • Lavorerò solo in Italia o intendo farlo anche all’estero?

    Queste domande hanno un carattere preliminare e possono aiutarti a capire quale corso per diventare coach è più giusto per te.

    Corsi di coach certificati

    Un corso per diventare coach o una scuola di coaching certificata, secondo la definizione, sono riconosciuti e dichiarati come “conformi” a una qualche norma, da un terzo superpartes e competente. Queste sono le due caratteristiche a cui stare più attenti quando si incontrano corsi di coaching o scuole di coaching certificati.

    Da chi sono certificati? Che cosa viene certificato? A che serve quella certificazione?

    Talvolta vengono proposte certificazioni “generiche” quasi come potessero certificare il valore formativo del percorso; si possono trovare sul web associazioni fittizie che certificano corsi di coaching altrimenti difficilmente certificabili. Talvolta si usano certificazioni di associazioni di coaching reali e note in modo improprio. Verifica sempre alla fonte il valore delle certificazioni, cerca su internet informazioni su quella specifica certificazione o associazione.

    Per diventare Coach: corsi + esperienza

    Il coach è una professione che dipende dalla qualità della tua struttura mentale e valoriale non basta acquisire padronanza di qualche tecnica imparata ad un corso di coaching qualsiasi per diventare un coach professionista.

    Quella del Life Coach o del Coach nelle sue varie espressioni, è una professione che dipende dalla qualità della tua struttura mentale e valoriale, dalla tua capacità di essere consapevole, presente nel momento, in ascolto dell’altro e pronto ad accoglierlo, sostenerlo nella sua ricerca e azione.